Il Comune di Acerra ritira i propri rappresentanti dall’osservatorio ambientale del termovalorizzatore

11 marzo 2010

COMUNICATO STAMPA DEL SINDACO

Nel corso di questi mesi, le problematiche connesse all’insediamento del termovalorizzatore hanno rappresentato per il Comune di Acerra il terreno di un’azione istituzionale, politica e amministrativa responsabile e attenta, nell’ottica di preservare e difendere i primari interessi della comunità, a partire dal diritto alla salute.
L’esercizio dell’impianto, sul piano ambientale, ha, infatti, posto e pone puntuali questioni su cui è indispensabile operare con attenzione, razionalità e rigore.
L’Osservatorio Ambientale istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri è stato utile, in una fase di gestione straordinaria, per assicurare un’informazione sulle attività e le vicende dell’impianto, ma anche per definire e approvare un Progetto, fortemente voluto dal Comune di Acerra, di monitoraggio epidemiologico e ambientale, di valenza regionale, che richiede l’istituzione di una struttura di alto profilo tecnico-scientifico, che potrà avviarsi se e quando Governo Nazionale e Regione Campania decideranno di passare ai fatti.
È evidente che l’Osservatorio, in quanto organo tecnico, non possa rispondere alle numerose questioni ancora aperte, dai Protocolli d’Intesa disattesi alle bonifiche programmate ma non realizzate.
Restano aperte, in particolare, una serie di questioni come lo scarico delle acque, il raddoppio del Sistema di Monitoraggio delle Emissioni, il sistema di controllo della radioattività e quello della valutazione del mercurio, il percorso delle scorie in uscita dall’impianto, la fondamentale speciazione delle particelle PM10 e il sistema complessivo dei controlli esterni.
Il termovalorizzatore e la sua realizzazione rimangono una ferita democratica inferta a questo territorio e a questa comunità e l’Osservatorio non può esserne il “cappello”.
Nessuno può immaginare che quella parte del territorio, dichiarata con enfasi di interesse strategico nazionale, sia stata definitivamente “espropriata” alla comunità acerrana e tutte le decisioni che si assumono e si continuano ad assumere prescindano totalmente dalla volontà dei cittadini.
Acerra ha il diritto di riappropriarsi “di quel territorio” e governarne i processi.
La grave latitanza delle istituzioni dal confronto con l’Amministrazione comunale di Acerra non può continuare ad essere tollerata.
Il Comune di Acerra ha il diritto e il dovere di reagire.
In assenza di questo confronto, il Comune di Acerra non parteciperà ai lavori dell’Osservatorio Ambientale, ha ritirato i propri rappresentanti e intraprenderà tutte le iniziative necessarie per difendere il diritto di Acerra a non essere calpestata.

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