Il Nord ci guarda

18 marzo 2010

(di Marco Demarco da il Corriere del Mezzogiorno)

Marco Demarco

Marco Demarco

Immondizia per strada, cumuli agli angoli delle piazze, cassetti tracimanti e puzzolenti: siamo all’alba di una nuova emergenza rifiuti? No, se per emergenza intendiamo quella che ci ha svergognati in tutto il mondo e che fu provocata, in estrema sintesi, dal produrre «ecoballe» senza poterle smaltire. Ora non siamo a quel punto: un inceneritore c’è, nuove discariche sono disponibili e il ciclo produzione-smaltimento è stato, seppur precariamente, ripristinato. Chi vorrà utilizzare la cronaca, i cumuli di oggi, per cancellare la storia, i cumuli di ieri, lo farà dunque per ragioni elettorali e si attarderà inevitabilmente a guardare non la luna ma il dito che la indica. Eppure, se non siamo di fronte a una nuova emergenza ambientale, ciò non vuol dire che non siamo ugualmente nei guai, perché, senza accorgercene, siamo precipitati in una emergenza ben più grave, tutta politica, che di quella ambientale è premessa. Senza una inversione di rotta sarà difficile evitare non solo il discredito nazionale ma anche la rottura definitiva, l’abbandono di Napoli al suo destino.

Da tempo si parla di due Italie, ora rischiamo davvero che un simile scenario si avveri. Mettiamoci nei panni di un imprenditore leghista o anche in quelli di un semplice contribuente del Nord. Mettiamoci nei panni di coloro, come ci ricorda Luca Ricolfi, che ogni anno fanno sì che 50 miliardi di euro si trasferiscano dal Nord al Sud. Cosa potranno mai pensare nel leggere le cronache di questi giorni? Scopriranno che a pochi giorni dal voto, un assessore regionale del centrosinistra, ora candidato, ha chiesto e ottenuto l’assunzione di trecento dipendenti di una ditta privata distintasi per bonifiche mai fatte. Scopriranno, ancora, che nel Consorzio Napoli-Caserta, istituito per rendere più efficiente la raccolta dei rifiuti, ma ridotto alla gestione commissariale, un autista è stato assunto con uno stipendio di oltre 4 mila euro, quanto guadagna un magistrato con sedici anni di servizio. Che nello stesso Consorzio settecento dipendenti, in meno di tre mesi, sono stati promossi e gratificati con aumenti in busta paga. Scopriranno che il Comune di Napoli, non contento dei pessimi risultati fin qui ottenuti con un esercito di netturbini, ha già messo in bilancio la costituzione di una nuova società per lo spezzamento delle strade. Scopriranno, insomma, che da queste parti, tra assunzioni, clientele, premi e privilegi, nulla è cambiato e che la politica continua a tornare come un assassino sul luogo del delitto. Nel senso che la politica continua a consumare ricchezza senza mai porsi il problema di come contribuire a produrla. E continua a concepire le società pubbliche, quelle miste, «controllate» o «partecipate» che siano, come strumento utile a creare occupazione improduttiva e non a offrire servizi qualificati.

Condividi:
  • Print
  • email
  • RSS
  • Facebook
  • Technorati
  • Diggita

Tags: ,

One Response to Il Nord ci guarda

  1. alba prosperi on 18 marzo 2010 at 16:30

    la politica e i politici di tutti e due i poli fin qui hanno fallito l’obiettivo del rinnovamento della politica stessa . malissimo , ma da qui bisogna partire considerando gli sforzi di tutti quelli che si sono dati onestamnente questo obiettivo e io parlo per la parte di sinistra. serve un nuovo impegno corale delle persone che vogliono la rostruzione civile del nostro mezzogiorno e dell’italia. capisco che se ne potrà parlare solo dopo il voto. ora diamo forza alla sinistra perchè le liste si commentano da sè.

PODCAST

Link Sponsorizzati

Napolionline.org, prima di pubblicare foto, video o testi ricavati da Internet, compie tutte le verifiche possibili al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti d'autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare eventuali errori nell'uso di materiale riservato, scriveteci a info@napolionline.org : provvederemo all'immediata rimozione del materiale lesivo del diritto di terzi