Il Pdl chiede al ministro Alfano un´ispezione nella Procura di Napoli

12 novembre 2009

(di d.d.p. da la Repubblica Napoli)

Uno dei firmatari, il parlamentare del Pdl Giorgio Stracquadanio, assicura: «È una richiesta che avremmo fatto a prescindere dalla decisione che la Procura ha preso su Cosentino». Fatto sta che ventiquattro ore dopo l´arrivo alla Camera della ordinanza di arresto nei confronti del sottosegretario all´Economia, i deputati del Pdl chiedono al Guardasigilli di mandare i suoi 007 al Centro direzionale. E l´iniziativa viene annunciata nel corso di una conferenza stampa convocata con un messaggio di posta intitolato proprio «Caso Campania-Cosentino». Circostanza che Giancarlo Lehener, uno dei sostenitori insieme a Stracquadanio, Manlio Contento, Silvano Moffa e Fabrizio Cicchitto, liquida come «errore di comunicazione».
L´interrogazione sollecita la verifica «della fondatezza dei gravi rilievi espressi dal procuratore generale Vincenzo Galgano sul modo di amministrare la giustizia da parte di alcuni pm napoletani». Il riferimento è all´intervista rilasciata il 15 ottobre scorso al “Corriere del Mezzogiorno” nella quale il pg fa riferimento al «fanatismo» che ispirerebbe le azioni di alcuni magistrati e parlando del decadimento culturale del Sud aggiunge: «Gli altri hanno cento cavallucci, noi dieci stalloni di razza ma novanta asini». Il pg aveva risposto anche a una domanda su Cosentino (oltre che a una analoga sul governatore Antonio Bassolino) definendo il sottosegretario «una persona nei cui confronti non ho nulla da ridire». Marilena Samperi, capogruppo del Pd nella giunta per le autorizzazioni, invita Alfano a «prendere le distanze da questa sfacciata ispezione ad orologeria». Dal contenuto dell´intervista aveva preso le distanze il procuratore Giandomenico Lepore. La prossima settimana, Galgano sarà sentito dal Csm al quale hanno chiesto tutela con un documento 72 sostituti. A “Repubblica”, il pg si era detto «veramente sbalordito dalle reazioni suscitate dall´intervista. Non era mia intenzione offendere né mancare di rispetto a qualcuno – aveva aggiunto l´alto magistrato – intendevo solo fare riferimento a una situazione che, a mio avviso, andava biasimata. Ma non avevo certo polarizzato la mia attenzione sulla Procura di Napoli. Il discorso riguardava l´intera magistratura requirente italiana».

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