In 300 assunti all’Arpac Ganapini: che errore

18 marzo 2010

(di Fabrizio Geremicca da il Corriere del Mezzogiorno)

«Nessuna macelleria sociale, ma basta con l’equivoco del passato per cui le parole bonifiche o rifiuti sono state tradotte, inevitabilmente, in occasioni di assistenzialismo».

Walter Ganapini, assessore all’Ambiente della Regione Campania, interviene sul caso delle 300 nuove assunzioni previste in seno alla Astir(ex Recam) e all’Arpac Multiservizi. Quelle, come anticipato ieri dal Corriere del Mezzogiorno, relative agli ex lsu della Jacorossi, società che nel 2001 ebbe in appalto le bonifiche in Campania, dal commissariato, ma non le ha mai realizzate. Da un anno 350 ex lsu sono in cassa integrazione. C’è un accordo, al quale manca solo la firma, tra la presidenza della giunta regionale,l’osservatorio regionale sul mercato del lavoro, (riconducible all’assessorato di Corrado Gabriele), e Italia Lavoro; prevede che circa 300 ex lsu siano assunti a tempo indeterminato dalle due società in house della Regione. Dovrebbero essere impiegati in nuovi progetti di bonifica nei Campi Flegrei e nei Regi Lagni, finanziati con 50 milioni di euro, rimanenze di cassa del disciolto commissariato. Riflette Ganapini:

«La situazione del paese e della finanza pubblica, come evidenzia la vicenda dei consorzi di bacino, è oltre i limiti. Le questioni sociali, che sono serissime, vanno affrontate con gli strumenti opportuni. Non devono pero essere confuse con la questione, altrettanto seria, delle bonifiche. Queste ultime richiedono competenze e tecnologie all’avanguardia » . Dunque: « Arpac Multiservizi deve uscire dall’orbita Arpac, perché nessuna agenzia regionale dell’ambiente in Italia è proprietaria di una società di servizi. Le finanze di Arpa Campania sono al lumicino e ogni mese l’agenzia non può inventarsi un milione di euro per pagare gli stipendi alla Multiservizi, che conta circa 380 dipendenti».

Aggiunge: «Le bonifiche sono cosa ben diversa dal portare via mucchietti di terra o rifiuti ingombranti » . Resta l’enigma, riflette, su quali siano stati i criteri per cui, dieci anni fa, il commissariato individuò un interlocutore e un partner in Jacorossi: «Erano agenti Agip nel Lazio e avevano iniziative in campo energetico. Esperienza inesistente in tema di bonifiche e aree contaminate. Mi si passi la battuta, che non vuole essere offensiva: è stato come se si fossero affidate alla Fiat le terme». Sulla vicenda Jacorossi interviene anche Tommaso Sodano: «C’era un vizio d’origine. Jacorossi prendeva soldi dal ministero per pagare i lavoratori ed è stato un grosso carrozzone clientelare per assunzioni e consulenze e per affidare subappalti a terzi senza evidenza pubblica».

Riguardo all’assunzione degli ex lsu: «È positivo che non si abbandonino al loro destino. Sono le vittime, non i colpevoli. Tuttavia, , lascia perplessità che lo si faccia a ridosso della campagna elettorale e vorrei sapere se c’è un piano industriale dell’Astir e dell’Arpac Multiservizi». Nel centrodestra interviene il sottosegretario Cosentino: «La Regione Campania non trovi di meglio da fare che sottrarre un bel po’ di milioni dal commissariato alle bonifiche per assumere, a dieci giorni dal voto, 300 ex Lsu. Si prediligono interessi di parte. Sottratti soldi alle bonifiche per assumere lsu».

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