Inchiesta auto blu, prosciolti tutti gli assessori
(di T.B. da il Corriere del Mezzogiorno)
Si sgonfia l’inchiesta sulle auto blu del Comune: tutti prosciolti dall’accusa di peculato e falso gli assessori ed ex assessori accusati dal pm Walter Brunetti di avere usufruito in maniera indebita delle vetture di servizio. Lo ha stabilito ieri il gup Gabriella Pepe; pm di udienza era Enrica Parascandolo. Non luogo a procedere, dunque, per Bruno Terracciano, Dolores Madaro, Donata Rizzo, Giuseppe Gambale, Gennaro Mola e Giulio Riccio, l’unico ancora in carica con delega alle Politiche sociali. Va invece a giudizio, ma per il reato di minacce, Giuseppe Gambale. L’accusa nasce da una querela sporta da un infermiere del 118 il giorno in cui l’anziana madre dell’ex assessore ebbe un infortunio domestico e riportò una frattura. Gambale — che è medico — chiedeva che la madre fosse accompagnata al Cto, l’infermiere non era d’accordo. Il politico, a quel punto, caricò la madre sull’auto di servizio e l’accompagnò lui stesso al pronto soccorso ortopedico. A sua volta sporse querela contro l’infermiere.
Il caso delle auto blu scoppiò nel novembre del 2007, quando la Guardia di Finanza si presentò negli autoparchi comunali per acquisire documentazione, e suscitò grande clamore. Gli assessori erano accusati di aver usato le vetture di servizio per fare shopping, accompagnare amici e parenti, fare viaggi di piacere. I sei sono invece riusciti a dimostrare di avere adoperato i veicoli esclusivamente per fini connessi con il loro ruolo di amministratori. Soddisfazione è stata espressa dagli avvocati Valeria Casizzone, Domenico Ciruzzi, Alfonso Furgiuele, Mario e Luigi Tuccillo, del collegio difensivo. L’avviso di chiusura indagini fu notificato ai sei amministratori pubblici lo scorso 19 dicembre, in piena bufera per l’inchiesta Romeo; sei mesi dopo arrivò la richiesta di rinvio a giudizio. La sindaca, Rosa Russo Iervolino, intervenne in difesa dei suoi assessori, sottolineando la loro buona fede e il risibile ammontare del danno per il Comune. Il gup le ha dato ragione.

Due candidati fermi al palo
Imparare dalla condanna
Bassolino pensa al dopo e sogna il correntone
Da sceriffo a cavaliere
L’effetto De Luca c’è ma la sinistra non più