Inchiesta auto blu, prosciolti tutti gli assessori

20 ottobre 2009

(di T.B. da il Corriere del Mezzogiorno)

Si sgonfia l’inchiesta sulle auto blu del Comune: tutti prosciolti dall’accusa di pecula­to e falso gli assessori ed ex assessori accusati dal pm Walter Brunetti di avere usufruito in maniera indebita delle vetture di servizio. Lo ha stabilito ieri il gup Gabriella Pepe; pm di udienza era Enri­ca Parascandolo. Non luogo a procedere, dunque, per Bruno Terracciano, Dolores Madaro, Donata Rizzo, Giuseppe Gambale, Gennaro Mola e Giulio Riccio, l’unico ancora in carica con delega alle Po­litiche sociali. Va invece a giudizio, ma per il reato di minacce, Giuseppe Gambale. L’accusa nasce da una querela sporta da un infermiere del 118 il giorno in cui l’anziana madre dell’ex assessore eb­be un infortunio domestico e riportò una frattu­ra. Gambale — che è medico — chiedeva che la madre fosse accompa­gnata al Cto, l’infermie­re non era d’accordo. Il politico, a quel punto, caricò la madre sull’au­to di servizio e l’accom­pagnò lui stesso al pronto soccorso ortope­dico. A sua volta sporse querela contro l’infer­miere.

Il caso delle auto blu scoppiò nel novembre del 2007, quando la Guardia di Finanza si presentò negli autopar­chi comunali per acqui­sire documentazione, e suscitò grande clamore. Gli assessori erano accusati di aver usato le vettu­re di servizio per fare shopping, accompagnare amici e parenti, fare viaggi di piacere. I sei sono invece riusciti a dimostrare di avere adoperato i veicoli esclusivamente per fini connessi con il lo­ro ruolo di amministratori. Soddisfazione è stata espressa dagli avvocati Valeria Casizzone, Dome­nico Ciruzzi, Alfonso Furgiuele, Mario e Luigi Tuc­cillo, del collegio difensivo. L’avviso di chiusura indagini fu notificato ai sei amministratori pubbli­ci lo scorso 19 dicembre, in piena bufera per l’in­chiesta Romeo; sei mesi dopo arrivò la richiesta di rinvio a giudizio. La sindaca, Rosa Russo Iervo­lino, intervenne in difesa dei suoi assessori, sotto­lineando la loro buona fede e il risibile ammonta­re del danno per il Comune. Il gup le ha dato ragio­ne.

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