Intervista a Leonardo Impegno

Leonardo Impegno
In collaborazione con Televomero intervista a Leonardo Impegno, candidato alla segreteria regionale del Pd per l’area di Franceschini. Si parla delle dichiarazioni di appoggio di molti franceschiniani di Napoli ad Amendola, candidato di Bersani-D’Alema-Bassolino. Parliamo anche della sua idea di partito e di Campania.
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Ma chi poteva credere che Pasquale Sommese avrebbe scelto un cavallo perdente? Piuttosto sarebbe interessante sapere come mai in Campania tutti corrono a fare patti con D’Alema: cosa si aspettano in cambio?
Ho guardato anche l’altra intervista, quella ad Amendola. Ma senza video chi direbbe che hanno tutti e due meno di quarant’anni!?
D’Alema utilizzerà Bassolino per prendere le redini qui in Campania. Impegno è giovane e avrà altre occasioni per mettersi in luce, però la vera speranza di cambiare è che arrivi qui qualcuno con le idee chiare e la forza giusta per realizzarle.
da notare come in Campania più che mai il ceto politico ami correre in soccorso del vincitore
Attilio, non che tu abbia torto, ma di quali idee stiamo parlando? Non sono mica convinto che ci siano progetti di cambiamento dalla parte di D’Alema, che da un bel po’ fa l’anima nera e lavora a cose che non capisco più. Cosa vuole? Fare il presidente del Consiglio? E chi lo vota? Vuole il partito? Per fare? E ripeto la domanda di sopra: che cosa promette in cambio a tutti quelli che saltano sul suo carro?
E’ scandaloso che come se niente fosse si dichiari di votare Amendola a Napoli e Franceschini a Roma. Ma ancora più scandaloso, c’è da scommetere, sarà che quesgli stessi che oggi hanno tradito tra un po’ si ritroveranno a contrattare con i loro attuali alleati coperti dagli stessi referenti romani che hanno snobbato qui.
Impegno ci può fare la figura del fesso o dell’unico coerente. Certo, ci vorrebbe un successo alle primarie, ma ce li vedete voi i napoletani decidere di votare contro Bassolino senza avere niente in cambio?
Ma non c’è dubbio Hal; che poi Impegno rischi di fare la figura del fesso io non ci giurerei. Secondo te quanto vanno avanti tutti insieme appassionatamente attenti come sono a spartirsi pure le reciproche minzioni?
D’Alema con la sua idea delle larghe alleanze prospetta a tutti uno strapuntino per le prox regionali.Palazzo Chigi se lo può dimenticare, e anche nel caso di un improvviso “coccolone” del cav. dovrebbe cedere la leadership, una volta “sfrantummatosi” Il PDL a seguito dell ‘evento, ad una personalità del centro se vuole vincere le elezioni.Certo,un volta vinte le politiche( posto che Napolitano sciolga le Camere, cosa assai difficile , e non affidi a Fini, ,l’incarico di formare un governo istituzionale) potrebbe ripetere l’operazione che gli riusci con Bertinotti per scalzare Prodi.Ma i tempi sono cambiati.E anche le percentuali di voto della sinistra.
E’ in cul de sac e il tempo gioca a suo sfavore.Quindi, l’unica cosa che può fare, e fa, è quella di far prosperare le coop. anche siglando accordi con il “nemico”..
Apprezzo la coerenza e il coraggio di Impegno nel voler rompere con la vecchia politica,fatta di consulenze,clientele e sperpero di fondi europei,per iniziare finalmente una nuova fase e ridare dignità alla nostra Regione
Credo nn sia giusto voler tutto interpretare in chiave pseudopolitologica tipo: Cosa vuole d’alema. Pasquale Sommese sta con il probabile vincitore. O in chiave pessimistica: ma i napoletani non voteranno Impegno perchè non avranno in cambio niente.
Se riteniamo che occorra costruire un partito nuovo in campania per non essere costretti a votare i soliti sia del PD che del Pdl. Se non ci si ritrova con l’IDV e con la galassia della sinistra radicale, Bè c’è del coraggio in questo ragazzo nonchè ideee chiare e vi dirò c’è del nuovo anche in Franceschini, insomma credo proprio che questa intervista mi abbia convinto.
Ognuno esprime le proprie opinioni, Mario.Penso non sia corretto bollare i commenti di chi ti ha preceduto come interpretazioni “pseudopolitologiche”.
Certo c’è del carattere, non è facile sfidare tutti i signori delle tessere e tutti insieme, con la copertura di Bassolino e D’Alema.
Figura del fesso? se sei dalla parte giusta la storia ti darà ragione.
Per cui tanto di cappello a chi dice basta c’è un’altra sinistra che veramente non si abbassa a fare accordi sulle poltrone.
Questa più che una sfida Amendola-Impegno è una sfida ai Campani di sinistra. Sì perchè le truppe cammellate (Sommese, Bassolino, Cozzolino, Piccolo topo) andranno a votare. E gli altri? ora avete un’alternativa, se poi preferite starvene a casa allora tenetevi Bassolino, la munnezza, la camorra, Sommese, Piccolo ecc. ecc. senza neanche protestare perchè è quello che vi meritate (oltre che una sconfitta certa alle prossime regionali e Cosentino in regione)
Beau ognuno esprime le proprie opinioni e ritenere pseudopolitologiche quelle degli altri è una opinione non una offesa. D’alema si batte per le proprie idee, la sua idea di pd non è, per quel quasi nulla che conta, la mia: il resto è dietrologia.
Roberto la sfida non è ai campani di sinistra, ma è, se mi consenti, ai cittadini campani che se vorranno sceglieranno fra chi vuole continuità o crede di poter farcela a cambiare (leggi Amendola) con le stesse logiche e persone del passato e chi invece vuole sbloccare e aprire una fase nuova. Credo che bisogna accogliere la sfida e sostenere Impegno.
Caro Mario sono d’accordo con te, bisogna sostenere Impegno, non sono d’accordo quando dice “…..Amendola crede di potercela fare a cambiare”.
Una semplice considerazione, se i programmi di entrambi non sono ancora definiti (i 10/10 di Amendola per esempi) cosa credi abbia fatto scegliere a Sommese e Piccolo di appoggiare Amendola anche se nazionalmente appoggiano Franceschini? (quindi due linee differenti)
Bisogna riappropiarsi degli spazi democratici, non è pensabile che pochi notabili si scambino poltrone e occupino spazi pubblici.
La sfida è coinvolgere i campani e rendere minoritarie o trascurabili le “truppe cammellate” che si muovono non secondo ideologia ma secondo calcoli egoistici di “bassa cucina”. Credi forse che Amendola si potra permettere di opporsi a Piccolo e Sommese alla segreteria Provinciale o peggio quando l’anno venturo Bassolino pretenderà l’appoggio del PD per candidarsi a sindaco di Napoli? siamo destinati a perdere in Campania e in Italia se non diciamo un chiaro BASTA, grazie tante ma ora andate a casa………..
Mario, ritenere le opinioni delle persone “pseudosociologiche” come un “opinione”, basata poi su cosa lo sai solo tu, denota solo la tua ignoranza e la tua cafonaggine*.
Ci mancava solo il giovanni Sartori di noantri venuto ad illuminarci con il suo Verbo.E’ sicuramente il caldo e la disperazione della battaglia, persa già in partenza( cosa che non poteva essere altrimenti stante la qualità delle truppe) a far sproloquiare la gente.
*Considerazione basata su fatti.
caro Mario, mica dici sciocchezze, senonché un po’ di ragione ce l’ha Beau, visto che con le tue dichiarazioni da politologo provetto che minimizza le opinioni altrui ti comporti pseudo cafonescamente
Beau sono colpito dalla signorilità delle tue risposte e dalla profondità delle tue analisi e pertanto taccio.
Serbiss politologo provetto a me non l’aveva detto mai nessuno e per questo ti ringrazio.
Signorilità , profondità di pensiero e di analisi, ahimè, mai pari alle tue.
Allo stato,D’Alema, più che da un suo ragionevole disegno, mi pare interamente posseduto da una sua storica fissazione: quella di essere un grande stratega.Il che non vuol dire che, come dice Beau, “far prosperare le coop” sia, in via di principio,una scelta sbagliata. Senza scoprire nulla, basta ricordare di come quell’organizzazione cooperativa, anche in tempi non lontani, abbia distribuito poltrone e prebende a tutti i trombati di sinistra(?)di moltissimi turni elettorali.Col che, nelle regioni rosse prosperavano le clientele dello stesso colore. Purtroppo,all’oggi, la difficoltà del lider maximo sta nel fatto che, questo sì in via di principio, ogni strategia deve prevedere i tempi giusti e,ora come ora, le coop possono, al massimo, disporre di qualche “strapuntino”: per il resto, posti in piedi.Se così stanno le cose, la domanda, allora è: a parte delle coop,qual’è, oggi e in Campania, il potere clientelare del
quasi-dalemiano Bassolino? Per quanto oscure, le voci di palazzo lasciano capire di come il Gov., con l’aiuto di qualche giovane maresciallo nominato sul campo e sull’onda di un meridionalismo piagnone quanto stantio, si prepari all’estrema difesa. E qui il compito più difficile tocca ai cittadini campani e, sopratutto,
napoletani che saranno chiamati a votare. Più difficile,perché non
sarà solo questione di liberarsi di un quindicennio di degrado. Temo,
infatti e con qualche buona ragione, che non ci si libera di alcun degrado senza ripensare tutta la politica, le sue alternative, il suo senso. In una sola parola, il suo destino.Quello che poi, nel bene e nel male, altro non è che il nostro comune destino.
sinceramente trovo tutta la vicenda, a prescindere dagli attori, poco interessante e per nulla affascinante. lontano moltissimo dalla gente, fatta eccezione per quei pochi malati(tra i quali mi ci metto anche io, per carità) che ancora hanno curiosità circa le vicende interne del “Partito”….
non ho alcuna intenzione di offendere l’onestà intellettuale di altri che qui scrivono, ma mi meraviglia non poco diciamo…la genuinità di quanti vogliono tradurre in differenze ideali o programmatiche una vicenda fatta escusivamente di ri-posizionamenti e accordi interni.
il tutto non affrontando il problema dell’allontanamento sempre crescente dai cittadini, aumentando addirittura questa alterità, questa lontananza, vivendo questo appuntamento congressuale con sccelte e discussioni oscure alla gente comune…
Roberto V. coglie nel segno. Il problema è ritornare a parlare a quella gente che si appassionò e partecipò alle primarie che elessero Veltroni. C’era in quel popolo una speranza che occorre riaccendere e organizzare. La canddatura di Amendola e Impegno sono solo riposizionamenti interni? io non escludo che ci sia questo, sarei non genuino ma ingenuo. Ma non vedo solo questo. Vedo anche dalla fuga di molti dalla candidatura Impegno un segno di differenza. Le dichiarazioni di Montemarano di stamane lo confermano. Credo che Impegno se saprà rivolgersi alla gente ma soprattutto ascoltarla e farla contare produrrà un cambiamento o per lo meno un inizio. Credo che da questo punto di vista possa essere interessante per chi come te è ancora “malato” di politica tenere sotto occhio lo sviluppo di questo congresso. Per le primarie c’è tempo e avremo modo di capire di più.