L’ubiquità di Buono capogruppo dei Verdi esponente dipietrista
(di ad. pa. da il Mattino)
È il primo caso di politico nelle fila di due partiti. Contemporaneamente. Idv e Verdi, nel caso del consigliere regionale Stefano Buono. Tutto scoppia in mattinata quando Francesco Borrelli, ex assessore provinciale e commissario regionale dei Verdi, fa notare come Buono «ha aderito all’Idv e quindi non può essere considerato esponente del movimento ambientalista». Sarà ma gli emendamenti vengono depositati e protocollati (il 29 ottobre) su carta intestata «gruppo consiliare dei Verdi» e firmati dal capogruppo Stefano Buono. Anche se è il segretario regionale dell’Idv a chiamare a rapporto Buono (con Manzi) dopo il deposito degli emendamenti. Che accade? Lo spiega il diretto interessato: «Sono stato eletto con i Verdi nel 2005 ma non mi riconoscevo più nel partito e ho stretto n patto federativo con l’Idv, il partito con cui mi ricandiderò», spiega Buono. Ma non c’è conflitto ad essere contemporaneamente capogruppo dei Verdi e stare con l’Idv? Forse perché non vuol perdere i benefit da capogruppo consiliare? «Macché- risponde serafico lui – passare ora con l’Idv significa tradire gli elettori che mi hanno eletto come ambientalista».

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