L´ultima sfida di Cosentino “Vado avanti nella corsa”
(di Conchita Sannino da la Repubblica Napoli)
Il sottosegretario in carica, Nicola Cosentino, annuncia con uno dei suoi sorrisi ineffabili: «Vado avanti nella corsa. Perché dovrei fare un passo indietro, per fare un favore a chi ha prodotto questo imbarbarimento? Ai miei nemici interni?». A poca distanza c´è invece un ex sottosegretario, ex forzista, ex storico legale di Berlusconi, l´avvocato Carlo Taormina, quasi un antesignano del pelo sullo stomaco nell´attacco ai magistrati, che soffia solo a pochi centimetri dalle spalle del leader campano del Pdl: «La sua candidatura? Inopportuna. Non può esserci politica senza moralità. Meglio scegliere un nome che non presenti profili di discutibilità». Intorno, ecco mezzo Pdl vesuviano che sfila tra omaggio pubblico e fronde interiori, amici e nemici interni, un parterre di notabili apparentemente solidali, sembra il fantasma di un pezzo di Dc dell´hinterland.
Cronaca di una singolare mattina a Poggiomarino, dopo le indiscrezioni – rese note da “Repubblica” – sugli incontri riservati che il pentito di camorra Gaetano Vassallo, imprenditore del sistema-rifiuti, avrebbe avuto proprio con il sottosegretario Cosentino, sul business del termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa, “assicurato”, secondo il collaboratore, agli Schiavone del boss Cicciariello. «Io non rinuncio alla mia chance politica, perché dimostrerò la mia estraneità. Tanto, i giornali già mi hanno massacrato», avvisa Cosentino.
Mezzogiorno di ieri, salottino dell´istituto parificato Isef di Poggiomarino, il più grande d´Europa, il bengodi degli studenti privatisti di tutta la Campania. Cosentino siede su un divano rosso capitonné, nell´ufficio di rappresentanza del fondatore Rosario Boccia, dopo avere appena chiuso, tra gli applausi, il convegno-inaugurazione dell´anno scolastico. Nel parterre, ecco l´immancabile presidente della Provincia e coordinatore Luigi Cesaro, il direttore scolastico Alberto Bottino, il corteo di autorità, il monsignore, con le scolarette in divisa bianca e blu che restano per ore in piedi (una di loro sarà colta da lieve malore) sul palco, prima di consegnare le orchidee gialle alle gentili ospiti. Poi arrivano sia l´ex parlamentare europeo Pdl Giuseppe Gargani, che l´ex sottosegretario di Forza Italia dell´Interno (nel 2001) Taormina, ormai fondatore del partito Lega Italia. Alla fine dei lavori, Cosentino riprende alla larga le accuse pesanti contenute nei verbali di Vassallo.
E obietta soltanto: «Ma devo espiare la colpa di essere nato a Casal di Principe?». Invece proprio da Taormina arriva lo stop a sorpresa per la corsa del sottosegretario. Taormina è netto: «Sono molto critico sulla sua candidatura. Premesso che egli saprà difendersi nelle giuste sedi, dico che sarebbe meglio scegliere un nome che non presentasse profili di discutibilità». Un rigore inedito, quello di Taormina, il politico che riuscì, in veste di sottosegretario a usare la scorta di Stato per andare a difendere, come libero avvocato, il boss della Sacra corona unita, Francesco Prudentino. Ma Taormina continua imperterrito: «Non può esserci una divaricazione tra politica e moralità». L´impressione che stia regolando dei conti diventa certezza quando aggiunge: «Né la vita pubblica di un politico può essere distinta dalle condotte private. E questo vale sia per le escort, che per i trans».

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