La Regione: non c’è emergenza Gli operatori: intervenite in ritardo

23 luglio 2009

L’Arpac: «La balneabilità non è peggiorata rispetto all’anno scorso»

(di A.A.A.P.M. da il Corriere del Mezzogiorno)

La «mission» è chiarissima. Occorre sgombra­re il campo dai dubbi e dalle pa­ure. E così tre assessori della giunta regionale hanno affron­tato ieri una delegazione di ope­ratori del settore ittico e i rap­presentanti di quello balneare per sottolineare, alla presenza della stampa, che «a Napoli a provincia le coste balneabili so­no le stesse dello scorso anno». A tentare di rassicurare sono intervenuti gli assessori Gian­franco Nappi (Attività produtti­ve), Riccardo Marone (Turi­smo) e Walter Ganapini (Am­biente). E una titolata rappre­sentanza di esperti: con il diret­tore dell’agenzia regionale per l’ambiente Gennaro Volpicelli; il capo del dipartimento di Na­poli dell’Arpac, Alfonso De Nar­do, e il direttore della stazione zoologica Anton Dohrn, Vincen­zo Saggiomo.

Secondo i dati forniti dall’Ar­pac, su 398,93 chilometri di co­sta campana ad oggi sono 81 i chilometri non balneabili, men­tre al 31 dicembre 2008 erano 82,50. «Rispetto alla situazione dello scorso anno —ha spiega­to Volpicelli — non si registra­no variazioni relative alla bal­neabilità. Fa eccezione una par­te del litorale domizio per effet­to di sversamenti impropri che vanno ad incidere su una zona in cui già non c’era la possibili­tà di balneazione». Diversa la si­tuazione per il tratto di mare an­tistante via Nazario Sauro a Na­poli dove, ha aggiunto Volpicel­li, «negli ultimi giorni sono sta­ti superati i limiti consentiti dal­la legge». E dove dunque è scat­tato il divieto. I campioni, come ha precisato De Nardo, «vengo­no prelevati ogni anno dal 1 aprile al 30 settembre, con una cadenza di quindici giorni, per misurare i parametri microbio­logici, chimici e fisici delle ac­que ». Controlli da cui, secondo i dati, emerge un miglioramen­to della situazione. Ma c’è an­che il fronte della polemica poli­tica ad avanzare. «Nessuno gio­chi », ha tuonato Marone, rife­rendosi alla proposta lanciata dal sottosegretario all’econo­mia, Nicola Cosentino, di nomi­nare un commissario per l’in­quinamento del litorale, «una partita politica su un tema deli­cato come quello dell’ambien­te. Se qualcuno ha chiesto il commissariamento se ne assu­ma la responsabilità». Per poi sottolineare che «l’inquinamen­to non è un’opinione, ma un fat­tore supportato da dati tecni­co- scientifici che, ad oggi, ci di­cono che l’inquinamento nel 2009 è sugli stessi livelli del 2008». Ma la psicosi continua a nutrirsi delle immagini dei ver­mi sulla spiaggia e delle acque schiumose che minacciano la serenità dei bagnanti. «Dobbia­mo rasserenarci tutti sulla base di quanto ci ha garantito l’Ar­pac — ha sostenuto Marone —. Gli operatori della balneazione rischiano di dover licenziare a causa di questo allarmismo an­che se tra qualche giorno forse non si parlerà più del litorale flegreo». Effettivamente, come ha denunciato Mario Morra, presidente regionale del Sinda­cato Balneari, le spiagge resta­no vuote. Morra ha anche accu­sato il ritardo con il quale si è giunti a considerare l’emergen­za inquinamento: «Il tavolo di confronto è stato convocato a distanza di trentacinque giorni dai primi accertamenti, quando ormai la situazione era già com­promessa ». Nessuno a questo punto si illude che l’estate nera delle coste campane — comin­ciata a giugno con la protesta dei dipendenti di Hydrogest, ge­store del depuratore di Cuma, che hanno spento l’impianto la­sciando sversare direttamente in mare liquami e rifiuti ingom­branti — possa essere recupera­ta. C’è intanto la risposta all’in­terrogazione del deputato sor­rentino Antonio Palagiano (cui si sono affiancati Antonio Di Pietro, Massimo Donadi e Aniel­lo Formisano). Una interroga­zione che invoca il ricorso a nuove unità di controllo super­partes.

Al ministro dell’Ambien­te si chiede come si intenda in­tervenire per affrontare l’emer­genza ambientale ed economi­ca. E’ stato il ministro per i Rap­porti con il parlamento, Elio Vi­to, a sottolineare nel corso del question time in parlamento «che non c’è nessun allarme per le acque del Golfo di Napoli e dunque non c’è alcun rischio di disastro ambientale o di allar­me sanitario».

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