La strategia del fango
(di Paolo Macry da il Corriere del Mezzogiorno)
Ma davvero, in odio al governatore, voi del Corriere del Mezzogiorno siete disposti ad appoggiare anche un personaggio come Nicola Cosentino? È questa la polemica sollevata dal civilissimo mondo dei blog (i politici dovrebbero monitorarlo con più attenzione) nei confronti di un mio articolo di domenica scorsa. E la cosa merita una risposta, anzi una doppia risposta.In primo luogo, sì, credo che l’obiettivo numero uno della Campania sia cambiare il proprio governo regionale, mandando a casa chi ha sbagliato. Ovvero, una discontinuità senza se e senza ma. Naturalmente non è questione di pregiudizi ostili verso Bassolino (del quale ho sempre riconosciuto le notevoli doti politiche), ma dell’insuccesso di una lunga stagione di governo. In democrazia, quando un leader, una coalizione, una classe dirigente falliscono i propri obiettivi, non esiste via d’uscita se non l’alternanza. La fisiologia è questa, né ci sono richiami della foresta che tengano: un’amministrazione regionale o cittadina andrebbe valutata perché è efficiente o inefficiente, corretta o clientelare, non perché è di destra o di sinistra.
La seconda risposta al blog è invece un no secco: né chi scrive, né — suppongo — questo giornale hanno mai inteso appoggiare la candidatura di Nicola Cosentino (o di altri) a Palazzo Santa Lucia. Personalmente, mi sono appellato ai principî minimi del garantismo, ricordando che al momento Cosentino non ha procedimenti a carico, che nega pubblicamente tutti i boatos contro di lui e che, in caso di competizione per la Regione, promette di dimettersi dal Parlamento, consegnandosi perciò ad eventuali inchieste giudiziarie. Argomenti che non costituiscono in alcun modo un endorsement a favore del sottosegretario, ma vorrebbero piuttosto mettere in guardia l’opinione pubblica da uno degli aspetti peggiori della lotta politica italiana: il suo spregiudicato utilizzo mediatico della giustizia inquirente e — quando essa non si è neppure messa in moto — delle voci che trapelano dagi uffici dei pm.
È questo intreccio patologico fra politica, procure e mezzi di comunicazione che costituisce il terreno inquinato sul quale prosperano non soltanto i duelli tra destra e sinistra, ma anche le faide all’interno dei partiti, i colpi bassi tra alleati, i messaggi trasversali. Cosentino è stato sbattuto in prima pagina dal Roma , dopo l’Espresso
e la Repubblica . A lui hanno chiesto di farsi da parte non già Amendola o Bassolino, ma Vito e Pomicino. I quali, peraltro, non spiegano per quali motivi e non ne chiedono (moralità per moralità) le immediate dimissioni dal Governo. Uno spettacolo sconcertante, che indica fino a qual punto la clava del sospetto giudiziario sia diventata di uso comune.
Ovviamente, può essere che già domani il tintinnare delle manette dia ragione a Vito e a Pomicino, ma non per questo la loro sarebbe una ragione retrospettiva, né la mia sarebbe stata la difesa di un inquisito per gravi reati. Fino a un minuto prima dell’avviso di garanzia, chi fa lotta politica gettando sospetti infamanti sull’avversario (o sull’alleato) ha torto e basta. La strategia del fango rimane un linguaggio incivile, che sta degradando lo spirito pubblico del paese.

Imparare dalla condanna
Bassolino pensa al dopo e sogna il correntone
Da sceriffo a cavaliere
L’effetto De Luca c’è ma la sinistra non più
Allo “sceriffo” restano solo i sogni
su http://www.napolipuntoacapo.it abbiamo pubblicato l’editoriale di Paolo Macry e subito si sta sviluppando un iteressante confronto.
Napolputoacapo condivide ciò che Macry scrive sulla priorità della fine del Bassolinismo; le stesse parole sono scritte nella prima pagina di presentazione della nostra associazione quando ci costituimmo 3 anni fa.Abbiamo da sempre affermato e lottato sulla necessità ,per il cambiamento, di smuovere la pre-condizione assoluta:cancellare il sistema di potere che ha ingessato la Campania attraverso un metodo basato sulla clientela e sull’intermediazione.
Spesso abbiamo usato per dare forza al nosto intendimento il concetto del “senza se e senza ma” che oggi con maggiore maestria giornalistica espone Paolo Macry.E lo abbiamo fatto quando eravamo in pochissimi ad avere il coraggio di dire queste cose.La nostra associazione vuole l’alternanza, non ritiene che ci siamo assolutamente le condizioni,al momento,di liste civiche a causa della debolezza fisiologica di quei cittadini che non fanno parte degli attuali partiti,non indica questo o quel nome per la Presidenza alle Regionali nel partito appunto dell’alternanza.Evidenzia solo la preclusione per coloro che sono stati vicinissimi al sistema che dobbiamo cancellare, temendo operazioni di tarsformismo.Il nostro compito sara’ quello di affiancare con 4 p questa volta( le 3 P solite di Napolipuntoacapo e cioe’ la Proposta,la Partecipazione e la Protesta si accompagneranno alla Pressione)i rappresentanti regionali per tentare realmente di voltare pagina.
Concordiamo perfettamente con Macry sulle considerazione che,per amore di garantismo,al momento non esiste un atto ufficiale verso Cosentino. Riteniamo pero’,proprio per la priorità rappresentata da un sistema di alternanza che debba ricostruire un modello rispetto a quello fallimentare attuale, per una questione di opportunità collegata al non voler farne una situazione strettamente personale e a dimostrare con tale passo indietro di recepire la necessità di sgombrare dal campo elementi che comunque hanno innescato una polemica velenosa,che Nicola Cosentino debba riununciare a questa candidatura e dare la sua massima disponibilità a lavorare al fianco di chi sara’il prescelto
Macry non si sottrae alla discussione e questo gli rende merito. Complimenti, non è da tutti.
Sul primo punto del suo editoriale, sono d’accordo al 100%. Anche secondo me è indispensabile una discontinuità rispetto all’esperienza bassoliniana. Non ci piove.
Restando nel centrosinistra, Cascetta non lo sarebbe. Ma De Luca forse si.
Se invece guardiamo dall’altra parte, chiunque vincesse rappresenterebbe un cambiamento.
Ed è qui che la seconda metà del pezzo di Macry non mi convince.
Possibile che il centrodestra non riesca ad esprimere nomi diversi da Cosentino (intendo nomi veri)?
Giusto per fare chiarezza, le campagne forcaiole dell’Espresso e il populismo di Di Pietro mi sgomentano. Con il permesso di chi ospita i miei commenti su questo blog, non ho una grande opinione dell’ex magistrato così come dei girotondini vari.
Ma mi lasciano quantomeno perplesso le dinamiche interne al PDL. Cesaro ha fatto un blitz e si è autocandidato.
Ora lo stesso sta facendo Cosentino.
E Ponzio Pilato a Palazzo Grazioli se ne sta lavando le mani ancora. Da questo si può dedurre quanto a cuore abbia in realtà queste terre.
Ripeto la domanda: Macry e il Corriere vogliono limitarsi ad un garantismo d’ufficio? Non hanno invece l’autorevolezza di stimolare una riflessione e spingere altre opzioni sul tavolo?
A me Cosentino non andrebbe bene indipendentemente dalle sue presunte vicende penali. Dico davvero.
Ma, che so, Raffaele Calabrò non sarebbe ipotizzabile? Oppure provare una candidatura di rottura tipo Salvo Nastasi che ha dimostrato capacità non indifferenti?
Il sonno della ragione genera mostri…
ma Berlusconi vuole vincere le elezioni in Campania…? Ho qualche dubbio.
Più che quello della settimana scorsa, il Prof. Macry sembra ricordare il suo editoriale ” Colpo di Stato? No, alternanza” di domenica 25 0ttobre 2009 .
Sull’importanza dei blog che animano la discussione politica cittadina , vorrei citare una frase di F. De Goyzueta contenuta nel suo commento finale , a chiusura della discussione sviluppatasi sull’argomento, e a cui rimando se qualcuno fosse interessato :
“Allora è necesaria una rivoluzione culturale, il tempo e i blogs che aiutano a diffondere le idee ma soprattutto ad aprire e a parlare alle nostre coscienze.”
Beau, infatti.
Macry cita il mio post che ha dato spunto allo scambio che è poi seguito tra di noi.
Interessante questa sponda tra blog e carta stampata.
Avevo scritto un post analogo anche sul sito del corriere, ma penso che Macry segua questo blog
ci scusiamo per non aver seguito la regola in genere utilizzata pr riportare da un sito all’altro i commenti che vengono riportati.Lo abbiamo fatto pero’ specificando il sito di provenienza vicino alnome e da ora seguiremo l’indicazione avuta da Norberto Gallo.Cordiali saluti
Nessun problema Sergio, l’importante è che non ci sia alcun dubbio sul dove è stato postato il commento a tutela di chi commenta su questo e su tutti i blog cittadini.
Sarei un pò cauto Ignazio. Macry ha citato il “civilissimo mondo dei blog” non questo blog . Del resto, già l ‘uso di quel “civilissimo” lo esclude, quasi a priori , considerato che è frequentato da blogger, primo lo scrivente medesimo stesso, notoriamente incivili,disonesti intelletuali, mistificatori, incolti , imbecilli e per nulla “signorili”.Insomma, “gentaglia”.Niente a che a vedere con il “chiatamone” del web .
Il Prof. è presente su FB e sicuramente ne legge i commenti pubblicati.Come , credo, frequenti altri blog.Forse , ma molto forse, compreso questo.Ma non ci giurerei….
Sulla sponda tra web e carta stampata, lasciamo perdere: abbiamo perso il conto delle “adesioni” postume ai commenti.
Ma io ovviamente l’avevo preso in chiave ironica il “civilissimo”…
(@beau) a dire il vero, scrivendo di blog, pensavo anzitutto a questo blog di norberto e perciò (@Ignazio) quel “civilissimo” era tutt’altro che ironico. Grazie per la discussione
Eh, Professore ora ci costringi a fare gli scongiuri ogni volta che scriviamo qualcosa..
Grazie a te .
Caro Paolo, io sono tendenzialmente d’accordo con la tua posizione garantista. Però in alcuni casi, come questo, ritengo che sia eccessivamente formalista. Certo, hai ragione, non possiamo fondare i nostri giudizi politici sulle notizie che filtrano (clandestinamente) dagli uffici giudiziari. Ma nel caso specifico non c’è bisogno di questo. Il secondo esponente più importante del partito di Cosentino (Fini) ritiene che non sia opportuno candidarlo, peché non c’è la certezza che sia estraneo a giochi mafiosi (ha usato proprio queste parole: i candidati alle regionali devono essere al di sopra di ogni sospetto quanto a estraneità agli interessi mafiosi). Se dunque ne dubita il presidente della Camera, e collega di partito di Cosentino, perché non dovremmo dubitarne noi? Perché non dovremmo pretendere che i candidati, di qualunque parte politica, siano al di sopra di ogni sospetto? Stiamo parlando di Mafia, non di bruscolini.
caro Macry,
si figuri, grazie a lei per essere stato della partita.
Ripeto, chapeau.
Perchè con il giornale non sfruculiate un pò gli eserciti in campo su nomi nuovi? Se non lo fate voi…
Alla prossima.