Landolfi: “Nella mia terra epidemia di inquisiti frutto di protagonismo giudiziario”
(di Goffredo De Marchis da la Repubblica)
«In Campania sono inquisiti Bassolino, Mastella, Pecoraro Scanio, Bocchino e sono inquisito anch´io. O c´è un´epidemia o c´è un certo protagonismo giudiziario. Protagonismo che meriterebbe maggiore attenzione». Mario Landolfi propende per la seconda ipotesi. Ex ministro delle Comunicazioni, deputato del Pdl di origine An, Landolfi è nato a Mondragone 50 anni fa. Il suo nome compare nelle carte della richiesta di arresto per Nicola Cosentino spedite alla Camera. Lo tira in ballo un pentito e Landolfi è sotto processo per corruzione e truffa aggravata dal metodo mafioso.
Conosce il collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo?
«Non ha mai avuto l´onore di guardarmi in faccia. Queste accuse fanno parte dello stesso filone d´inchiesta per cui sono sotto processo. C´è stata una richiesta di rinvio a giudizio, poi il magistrato ha depositato alcune intercettazioni telefoniche alle quali non mi sono opposto e infine, un anno fa, ha presentato anche le dichiarazioni di questo Vassallo. Io ho già pronto il materiale con cui confuterò in maniera incontrovertibile deliri, farneticazioni e falsità di una mente alterata dalla cocaina».
Vassallo è drogato?
«Vassallo è un cocainomane, per sua stessa ammissione».
Fini ha già escluso la candidatura di Cosentino alla guida della Campania, la sua regione. Lei è d´accordo?
«Cosentino rifletterà. Poi, decideremo sul territorio. La scelta non è solo nella disponibilità dell´interessato. I boatos su di lui erano noti, avevamo fiducia che fossero solo voci. Cosentino si diceva sicuro, non temeva nulla».
Si dovrebbe dimettere da sottosegretario?
«Non lo so, io non sono lui. Quando sono stato coinvolto in un´inchiesta, ho preso delle decisioni seguendo la mia coscienza. Come vede, pur essendo stato ministro, non sono al governo questa volta. Se Cosentino non si dimette evidentemente è certo di poter dimostrare la sua totale estraneità».
Lei accusa il protagonismo giudiziario. Significa che il fenomeno camorra è sopravvalutato?
«La camorra c´è, eccome. Va combattuta duramente. Questo governo, grazie alla magistratura, alle forze dell´ordine, al ministro dell´Interno, sta riscuotendo successi senza precedenti. Anche le nuove leggi sulla sicurezza hanno avuto il loro ruolo. Oggi è più facile la confisca dei beni ai mafiosi, per esempio. Non sono mai stati catturati tanti latitanti come nell´ultimo anno e mezzo. Sono dati di fatto, riscontrabili da chiunque. C´è anche un risveglio della coscienza civile grazie a molti intellettuali impegnati. Per tutti, cito il lavoro di Roberto Saviano. Voglio dire che la Campania non è una terra irredimibile».
Se la politica si schiera dalla parte giusta. Troppe volte sembra vicina alla camorra più che ai cittadini.
«Possono esserci collusioni soprattutto a livello di amministrazioni locali. Lo testimonia, del resto, il record di Comuni sciolti per infiltrazioni della criminalità organizzata detenuto dalla Campania. Ma non credo al terzo livello, non credo a strutture piramidali guidate dalla politica nazionale, non credo che la politica gestisca insieme con i camorristi grandi scenari. Credo invece alla camorra che cerca di ottenere l´appalto, accomodamenti, raccomandazioni. E il problema riguarda sia la destra che la sinistra».

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