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Lepore blinda la Procura “L´ispezione non ci spaventa”

venerdì, novembre 13, 2009

(di Dario Del Porto da la Repubblica Napoli)

«L´ispezione chiesta dal Pdl non ci preoccupa. Questo ufficio non ha nulla da nascondere», sottolinea con orgoglio il procuratore Giandomenico Lepore mentre il caso Cosentino riaccende le polemiche sull´attività dei magistrati napoletani. Il clima intorno al Palazzo di Giustizia appare burrascoso. Protesta il deputato Mario Landolfi, che a “Repubblica” parla di «protagonismo giudiziario degno di maggiore attenzione» riferendosi alle indagini avviate dalla Procura su politici di destra e di sinistra. E ieri ben trenta senatori del Pdl, si sono aggiunti ai quattro parlamentari usciti allo scoperto mercoledì e hanno chiesto al ministro della Giustizia Angelino Alfano di inviare «con urgenza» i suoi 007 al Centro direzionale sollecitando accertamenti sulle dichiarazioni rilasciate dal pg Vincenzo Galgano nell´intervista nella quale stigmatizzava il «fanatismo» di alcuni pubblici ministeri.
Ha già chiarito, il procuratore generale, che le sue parole riguardavano la magistratura requirente nel suo complesso, non solo la Procura di Napoli. Ciò nonostante proprio a quelle frasi, sulle quali ha aperto una pratica anche il Csm dopo il documento di protesta firmato da 72 pm, si sono ispirati gli esponenti del centrodestra nell´annunciare l´interrogazione rivolta al Guardasigilli. I trenta senatori si spingono addirittura a chiedere se la protesta dei 72 sostituti «possa di fatto rappresentare una sorta di “intimidazione” a chi ha denunciato o voglia denunciare le disfunzioni». Al momento comunque il ministro non ha trasmesso alcuna delega all´ispettorato di via Arenula guidato da Arcibaldo Miller. «Ma la Procura è tranquillissima – assicura Lepore – anzi, se dovesse essere disposta un´ispezione avremo la possibilità di dimostrare dati alla mano quanto e come lavoriamo: basta dare un´occhiata al numero dei procedimenti e paragonarlo con quello del personale amministrativo, per capire quali sono le difficoltà che dobbiamo affrontare ogni giorno. Eppure stiamo ottenendo risultati positivi dei quali ci è stato più volte dato atto anche dai ministri dell´Interno e della Giustizia». Però le accuse di «protagonismo» e «fanatismo» fanno male, soprattutto ora che la Camera è chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di arresto del sottosegretario all´Economia Nicola Cosentino, accusato di concorso in associazione camorristica nell´inchiesta condotta dai pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci. «Nella Procura di Napoli – commenta Lepore – non ci sono magistrati protagonisti né fanatici, ma sostituti che lavorano sulle notizie di reato per verificarne la fondatezza e per individuare i responsabili delle condotte illecite di volta in volta ravvisate». Sul dibattito che inizierà mercoledì 18 davanti alla giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio, il procuratore si limita a poche considerazioni: «Ci rimettiamo al giudizio della Camera e non potrebbe essere altrimenti. Siamo a disposizione se dovessero chiederci ulteriori atti rispetto a quelli trasmessi». Più netto invece il commento sul disegno di legge che prevede la prescrizione breve per i processi: «Con le attuali strutture giudiziarie non è possibile completare in sei anni i tre gradi di giudizio neppure per una semplice contravvenzione. Aspetto di leggere il testo della legge – prosegue Lepore – ma già da ora sento di poter dire che in questa situazione non possiamo fare miracoli».

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Tags: Giandomenico Lepore, Giustizia

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