Lorenzo Diana: «Bassolino ha voluto una leadership debole»

2 febbraio 2010

(di Pietro Falco da il Corriere del Mezzogiorno)

«Il Pd è ormai un partito allo sbando, senza più guida e direzione. D’altro canto, è la conseguenza naturale di quello che io definisco il peccato originale: l’accordo precongressuale tra Sandro De Franciscis e Antonio Bassolino. L’obiettivo era proprio quello di imporre una guida debole, affinché il partito a Caserta potesse essere eterodiretto. Solo che l’esito è stato ancora più disastroso di quanto si potesse immaginare e i danni prodotti rischiano di diventare irrimediabili». Due giorni fa Lorenzo Diana, ex segretario della commissione Antimafia, ha polemicamente rassegnato le dimissioni dal coordinamento provinciale del Pd. Oggi spiega le ragioni del suo gesto con un durissimo j’accuse. Senatore Diana, perché dice che il partito è allo sbando? «Perché è assolutamente privo di iniziativa, ripiegato su sé stesso.

Ossessionato dalla gestione degli enti strumentali e delle poltrone di sottogoverno, ma inerte sul piano delle proposte e della politica vera. Persino su temi che dovrebbero appartenere al nostro dna, come la legalità e la lotta alla criminalità organizzata, si registrano imbarazzanti silenzi. Eppure proprio questo è il piano sul quale potremmo incalzare con maggiore efficacia il centrodestra, viste le gravi vicende giudiziarie che coinvolgono i leader del Pdl. È qui che dovremmo marcare ogni giorno le differenze agli occhi dell’elettorato: invece, si fa in modo che queste differenze sfumino sempre più, fino a sfociare nel consociativismo».

Allude a qualche vicenda in particolare? «Beh, quella del Consorzio idrico mi pare assolutamente paradigmatica, e non solo in tal senso. Dimostra che ormai in questo partito le decisioni che contano vengono prese al di fuori dei luoghi istituzionali. C’è un grumo nero, fatto di personaggi che lavorano sottotraccia, che riesce a condizionare le decisioni più importanti. E in maniera antitetica agli interessi reali del partito e della gente». Cosa intende? «Il consorzio idrico è sull’orlo del collasso economico: ha più di 100 milioni di debiti e il prefetto Biagio Giliberti, il commissario della Provincia che rappresenta il maggiore azionista, chiede da mesi che venga messo in liquidazione. È l’unica strada percorribile. I nostri sindaci ad ottobre avevano fatto approvare dall’assemblea un ordine del giorno contro ogni ipotesi di privatizzazione. Ciò nonostante, tre mesi dopo si è tentato il blitz per far passare un affidamento diretto per 30 anni ad una società mista controllata dal Comune di Orta di Atella. Un provvedimento tra l’altro palesemente illegittimo. Per fortuna la Provincia ed alcuni nostri sindaci hanno bloccato il tentativo». Il blitz quindi è stato scongiurato…

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