Mattone, Iervolino accontenta i costruttori
Le pressioni insistenti della lobby partenopea del cemento su Palazzo San Giacomo sortiscono i risultati sperati
(di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli)
Le nuove mani sulla città. I costruttori napoletani premono su Palazzo San Giacomo per modificare il piano regolatore generale. “Il Prg, si presenta in talune aree come un sistema di vincoli, privo della necessaria flessibilità – ha detto il neo presidente dell’Acen Rodolfo Girardi – A cinque anni dalla sua approvazione, occorre infatti constatare che i suoi esiti operativi sono, in taluni casi, insufficienti”. La potente lobby del mattone partenopea chiede di accelerare i tempi al loro referente, il vice sindaco e assessore all’urbanistica Sabatino Santangelo per l’approvazione di trentasei Piani Urbanistici Attuativi (Pua) in aggiunta ai quindici già firmati dal sindaco negli ultimi due anni. I progetti sono all’esame dell’ufficio urbanistico comunale. Progetti che prevedono la costruzione di alberghi, centri congressi, alberghi a cinque stelle, appartamenti residenziali, porti per imbarcazioni di lusso sulle ex aree industriali. Gli atti saranno approvati dal governo cittadino. Non saranno discussi e votati in consiglio comunale.
Non saranno coinvolti i diretti interessati, ossia i cittadini residenti. “I Pua bypassano le assemblee elettive, avallati da una schifosa legge regionale, la numero 16″ – puntualizza Raffaele Carotenuto capogruppo del partito di Rifondazione Comunista. Dunque, i consiglieri comunali non contano più niente. Non hanno voci in capitolo. Non incidono. Il sindaco, nonostante tutto, non intende soccombere. E, difende le prerogative dell’istituzione locale. “E’ il Comune che decide la politica urbanistica in Città, non i poteri forti. Non accetto modifiche al piano regolatore generale”. Ma intanto non resiste al pressing e firma. Sono in particolare gli assessori di area bassoliniana a spingere per consolidare il ‘patto del mattone’. E i costruttori, vogliono tutto e subito. “I tempi che ci chiedono gli amministratori di piazza Municipio sono assolutamente incompatibili con i nostri interessi economici – dicono gli imprenditori del settore – Troppi vincoli, troppa lentezza delle strutture tecniche comunali”. La lobby del mattone spinge per l’approvazione del Piano casa regionale, interessata soprattutto all’articolo cinque della legge che autorizza l’edificazione di alloggi e di alberghi sulle aree industriali dismesse. Gli interessi sono concentrati sulla zona occidentale della città e soprattutto sulla superficie di un milione di metri quadrati dell’ex area industriale dismessa dell’Italsider, della Cementir e dell’Eternit. Secondo la recente modifica del Pua di Bagnoli, il volume di nuova edilizia residenziale è passato da 300mila a 515mila metri cubi. Ma il numero di case e soprattutto di alberghi è destinato a salire, anche perché il parco pubblico di centoventi ettari è destinato ad essere ridimensionato. “Costerebbe troppo la manutenzione e la gestione” – si giustificano all’ufficio urbanistico del Comune. Una posizione condivisa dal parlamentare del Pdl Marcello Taglialatela. Altri ‘Pua’ sono previsti per `sostenere’ il Forum delle Culture 2013 e macinare altri consensi, affari e profitti. La Mostra d’Oltremare si appresta a diventare un ‘Parco dei Congressi’. Un albergo a quattro stelle sarà definitivamente aperto al pubblico nel 2011. Un secondo albergo per oltre 300 camere sarà ubicato a nord dell’Arena. Il ‘parco dei congressi’ ospiterà diverse sale e una plenaria da millequattrocento posti e disporrà di una conference hall di cinquemilaquattrocento posti, la più grande in Italia. Nell’ area ex Nato, in viale dei Giochi del Mediterraneo si attueranno ‘azioni comuni’ tra la Film Commission, la cordata imprenditoriale di ‘capitani coraggiosi’ guidata da Luciano Stella per gestire infrastrutture e gli ‘Studios’ cinematografici. Ed è prevista la ‘trasformazione urbana’ di circa 20 ettari. Riflettori puntati anche su grandi operazioni come il Centro direzionale di Napoli, o il porto turistico di Vigliena nell’area est della città. Operazioni immobiliari anche nell’area ex Snia Viscosa dove operavano fino a qualche tempo fa i lavoratori dell’ex Getronics, licenziati e finiti sul lastrico. Sarà trasformato anche l’ex stabilimento Mecfond, in via Brin. La struttura si trasformerà in un Centro commerciale.


l’urbanistica napoletana da troppo tempo è gestita da un gruppo di tecnici e politici di insopportabile arroganza.
Se la cantano e se la suonano da soli e pretendono anche l’applauso.
siamo soddisfatti che il suddetto gruppo sia passato da una cultura tutta centrata sulla conservazione ed il restauro ad una più liberista.
ma è davvero incredibile che tutte le loro scelte siano definite senza nessun coinvolgimento dei destinatari, che siano imprenditori, gestori, utenti ecc.ecc.ecc.
e ogni volta raccontano che tutte le loro iniziative sono state prese nell’interesse della collettività.
dicono di essere di sinistra ma a Bologna il compagno Cofferati ha attivato una decina di laboratori di urbanistica partecipata e su scelte piuttosto significative: una delle motivazione è che questo modo di decidere è molto più efficiente perchè concordato e condiviso
ed allora è legittimo affermare che l’urbanistica del comune di napoli sia nostalgica dell’urbanistica del bieco ventennio?
certo che immaginare in camicia nera Santangelo e i suoi tecnici comunali non è molto difficile (viste le modalità con cui argomentano le loro scelte)