Mozione contro Iervolino, Idv si spacca

23 dicembre 2009

(di Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno)

La giustificazione è politica: Italia dei Valori non può siglare alcunché a quattro mani col Pdl. Ecco perché la mozione di sfiducia contro la Iervolino, presentata da Franco Moxedano, unico consigliere a Napoli dell’Idv, che ha raccolto altre 24 firme all’interno del centrodestra, «va censurata». Senza giri di parole, il leader di Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, mette Moxedano spalle al muro: o ritiri la mozione o ti caccio dal partito. Stranezze della vita, comunque. Perché se Italia dei Valori al Comune di Napoli raccoglie le firme per sfiduciare la sindaca, il governo Berlusconi le «rinnova» invece la fiducia prorogandole i poteri commissariali per la Mobilità, come deciso ieri dal Consiglio dei ministri. Nonostante i pochissimi parcheggi finora realizzati. Il tutto, mentre tra 7 giorni andrà via Luigi Massa, soggetto attuatore dei poteri speciali per il traffico a Napoli. Di buon mattino, era stata la stessa Iervolino a discutere telefonicamente della questione con Di Pietro. E Di Pietro, evidentemente, deve aver tratto conclusioni diverse da quelle su cui ragionava mesi fa, quando, nel pieno delle inchieste giudiziarie sul Comune di Napoli, ordinò al suo assessore, Luigi Imperlino, di uscire dalla giunta Iervolino. «L’Idv non accetta in alcun modo di fare da sponda al Pdl, né in Campania né in nessun altro luogo — è stato il ragionamento di Di Pietro —. Per questo deploriamo il comportamento del consigliere comunale che, pur facendo parte dell’Idv, ha sottoscritto insieme al Pdl la mozione di sfiducia nei confronti della lervolino. Pertanto, o il consigliere ritira la firma o può considerarsi fuori dal partito». Anche Luigi De Magistris se la prende con Moxedano, che secondo alcuni potrebbe anche decidere di dire addio all’Idv: «Il mio giudizio nei confronti della giunta lervolino è da tempo molto negativo — dice l’altro ex pm —, ma non giustifica in alcun modo una raccolta di firme con Pdl, Udc e Udeur per una mozione di sfiducia. E stato un grave errore politico». Moxedano, però, non arretra. E ricorda a Di Pietro che «meno di un anno fa ha espulso due consiglieri per non aver firmato la sfiducia al sindaco», e che «successivamente alle dimissioni dell’assessore Realfonzo, De Magistris ha definito il sistema di potere del centrosinistra immorale e criminale a Napoli e in Campania». «Il problema -è il ragionamento che fa l’ex bassoliniano del Pd, ora all’Idv – non è ritirare o meno la firma, che peraltro l’articolo 54 del testo unico una volta notificato non prevede, ma è tutte politico. Il presidente sicuramente ha la forza di espellermi dal partito, ma non è detto che abbia le ragioni per farlo». E mentre Enzo Ruggiero, coordinatore cittadino di Idv, ricorda a De Magistris che «una cosa è di Pietro, un’altra lui» e che «l’avevo pure avvertito con un sms, senza avere risposta, che da giovedì stavamo raccogliendo le firme», Enzo Amendola, segretario regionale Pd, elogia la scelta dell’ex pm. Intanto nell’Udeur scoppia un’altra grana: Funaro, cne non ha firmato la mozione contro la sindaca, «è stato espulso da tempo dal partito guidato da Mastella», ricorda una nota del Campanile. Anzi, nel documento si invita presidente del Consiglio comunale, Impegno, a far liberare «la stanza che Funaro ancora occupa presso l’Udeur».

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