“Neanche Berlusconi vuole Cosentino” Fini affonda la candidatura in Campania

12 novembre 2009

(di Ottavio Lucarelli da la Repubblica)

«Confermo che la candidatura di Cosentino per le regionali in Campania è inopportuna. Sono convinto che non sarà candidato e Berlusconi condivide l´idea che sia inopportuno». Risponde così il presidente della Camera Gianfranco Fini a “Otto e mezzo” alle domande su Nicola Cosentino e sulla possibilità di candidarlo alla guida della Campania. Fini interviene per il secondo giorno e Silvio Berlusconi, dopo la telefonata di martedì, parla di nuovo al cellulare con il sottosegretario all´economia di Casal di Principe su cui pesa una richiesta di arresto per concorso esterno in associazione mafiosa, suggerendogli comunque di difendersi pubblicamente. Cosentino, però, non arretra e avverte: «Non mi dimetto e non mollo la candidatura a meno che non lo chieda ufficialmente Berlusconi. A Napoli non c´è serenità. È stata vergognosa la fuga di notizie da una Procura che mi ha negato qualsiasi spazio di difesa».
Ma già ieri il premier, che oggi dovrebbe riceverlo, gli ha chiesto una «seria riflessione» non solo sull´opportunità di candidarsi ma anche su quella di rimanere al governo. Per il Cavaliere dunque il posto di sottosegretario è in bilico. Linea confermata dal ministro Ignazio La Russa ai suoi collaboratori: «Schierarlo in Campania equivale a chiedere uno sforzo troppo grande al partito, tanto più che la sua candidatura non era definita. Dimettersi da sottosegretario? Sta a lui decidere».
In mattinata Cosentino si era affacciato alla Camera per incontrare i fedelissimi campani del Pdl e ringraziarli per il sostegno. In quelle stesse ore la Giunta per le autorizzazioni aveva avviato l´esame dell´ordinanza del gip Raffaele Piccirillo, 350 pagine di accuse sul sostegno del clan dei Casalesi alla sua scalata politica ed elettorale. La Giunta presieduta da Pierluigi Castagnetti ha deciso di convocare il sottosegretario mercoledì 18 in apertura di seduta ma a chiedere di essere ascoltato è stato lo stesso Cosentino.
Durante la riunione della Giunta il relatore Nino Lo Presti del Pdl ha esposto i fatti chiedendosi perché «se la notizia di reato era del 2001, proprio adesso emergono i motivi cautelari?». Secondo l´ordinanza, ha aggiunto, la «condotta delittuosa risalirebbe all´inizio degli anni Novanta, cioè è da vent´anni che Cosentino è indagato. Un record, batte persino Berlusconi. Vi rendete conto?». Vicenda giudiziaria che in realtà è ben più recente. Più cauta Donatella Ferranti del Pd: «Dai fatti emergerebbe un coinvolgimento nel tessuto camorristico di tutta la famiglia del parlamentare».
Nel pomeriggio l´offensiva del Pdl. I deputati del centrodestra in un´interrogazione al ministro della giustizia Angelino Alfano chiedono un´ispezione presso la Procura di Napoli per «verificare la fondatezza dei gravi rilievi espressi dal procuratore generale Vincenzo Galgano» che in un´intervista nei giorni scorsi ha detto in relazione alla stessa Procura: «Gli altri hanno cento cavallucci. Noi non dieci stalloni di razza, ma novanta asini». Interrogazione che scatena Marilena Samperi, capogruppo Pd nella Giunta per le autorizzazioni: «Spero che il ministro prenda le distanze da questa sfacciata ispezione ad orologeria tempestiva solo con la richiesta di arresto per Cosentino».

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