Occupazione, tracollo in Campania

13 novembre 2009

(di Patrizia Capua da la Repubblica Napoli)

Campania al tracollo per l´occupazione, in frenata gli investimenti, lieve ripresa degli ordinativi alle imprese. La crisi si attenua nel Paese e in Campania se ne avvertono deboli segnali. Ma non c´è un´altra regione italiana che abbia un mercato del lavoro tanto disastrato. Dal profilo di Bankitalia dell´economia regionale per il primo semestre 2009, redatto da Giovanni Iuzzolino, responsabile del nucleo di ricerca economica di Napoli, emergono dati poco rassicuranti. A fronte di 1.800 persone occupate, 800 mila in età da lavoro (e disponibili al lavoro) sono senza occupazione. In prevalenza giovani e donne. Il numero di occupati è calato di 70 mila unità rispetto al 2008 (meno 4,2 per cento). La Campania è l´unica regione in cui l´occupazione si riduce in 15 degli ultimi 18 trimestri. La crisi campana, secondo Iuzzolino, «viene da lontano, ancor prima di questa recessione». Per il direttore della sede di Napoli, Sergio Cagnazzo, «la ripresa non sortirà effetti immediati e non si sa quanto potrà essere consistente».
La produzione industriale ha smesso di calare, le prospettive di ripresa potrebbero rafforzarsi nei prossimi sei mesi, compensando, però, solo in piccola parte il deficit accumulato. Il 26 per cento delle aziende, infatti, prevede di chiudere in perdita il bilancio 2009. Le grandi aziende non intendono investire in Campania, e le aziende locali hanno ridotto questa attività. Gli occupati in cassa integrazione sono sei volte di più che nel 2008. Circa 5 mila addetti hanno usufruito della cassa integrazione in deroga, (quella concessa a imprese che di norma non ne hanno diritto, o che ne avevano usufruito in precedenza), anche grazie al contributo regionale.
Bankitalia esamina poi l´impatto della crisi sul sistema del credito. Decelerano i prestiti e peggiora la qualità, soprattutto verso le imprese ma «anche verso le famiglie, cosa forse ancora più grave», spiega Iuzzolino.
Gli scambi con l´estero non segnano un´inversione di tendenza. Tra gennaio e giugno 2009 l´export è sceso del 20,7 per cento. Calo nell´aerospazio e nella cantieristica, ma soprattutto nel comparto dell´auto dove la riduzione dell´export, meno 74,8 per cento, è stata quasi doppia che nelle altre regioni. La Fiat di Pomigliano D´Arco è in cassa integrazione quasi permanente da oltre un anno. In sensibile flessione anche le esportazioni di apparecchiature per le telecomunicazioni (meno 44,5) di gomma e materie plastiche e cuoio. Bene, invece, gli alimentari che incidono per il 10,6 per cento sul totale nazionale.
La Campania, con il 21 per centro di famiglie al sotto della soglia di povertà, si attesta al vertice delle regioni italiane per disuguaglianza dei redditi.

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