Pd, Impegno e Benincasa nel mirino
Riunione 'segreta' dei bassoliniani sabato scorso per preparare il blitz
(di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli)
Continua lo scontro di potere nel gruppo consiliare del Pd del comune di Napoli. Non è una battaglia politica per affrontare i drammatici problemi occupazionali e sociali che vivono i lavoratori, i precari e i cittadini napoletani. E’ uno scontro per conquistare una poltrona e garantirsi la rete di consenso elettorale. Un gruppo di consiglieri bassoliniani e di fedelissimi dell’assessore alla cultura Nicola Oddati puntano a rimuovere il capogruppo consiliare Fabio Benincasa e il presidente del consiglio comunale Leonardo Impegno. Stando ad alcune fonti di via Verdi, sede del consiglio comunale, sabato scorso i consiglieri Diego Venanzoni, Giovanni Palladino, Antonio Borriello, Franco Verde, Salvatore Guerriero e Vito Lupo avrebbero promosso una riunione `ristretta’, concordando una ’strategia condivisa’ per procedere alla rimozione di Benincasa e di Impegno. I sei consiglieri avrebbero raggiunto un’intesa sui nomi dei consiglieri che dovrebbero presiedere le cinque commissioni consiliari da accorpare e rinnovare. Borriello corre per sostituire Benincasa. Invece, Vito Lupo si candida per prendere il posto di Impegno, i consiglieri Venanzoni e Verde sono pronti per le presidenze delle commissioni urbanistica e politiche sociali. Da rilevare che nel Pd, è nata una nuova ‘componente’ di consiglieri comunali che sostiene la necessità di “cimentarsi su questioni di grande rilevanza” e non si sottraggono nel lanciare ‘messaggi’ sulla gestione del concorso dei vigili urbani e dei fondi europei per la riqualificazione del centro storico. Una componente composta dai consiglieri del Pd Emilio Di Marzio, Mariano Anniciello, Emilio Montemarano e Francesco Nicodemo pronti a puntualizzare che “L’approvazione del Piano strategico, la riforma del corpo della polizia municipale che razionalizza le competenze e ne amplia l’organico, la valorizzazione del centro storico attraverso l’impiego dei fondi Por, sono la nuova frontiera amministrativa su cui saranno impegnati i rappresentanti dei cittadini”. Intanto, la sinistra radicale, assente dalle lotte sociali e operaie in corso in città, invece, si preoccupa di rivendicare un’equa distribuzione delle poltrone. “Le attuali 14 commissioni consiliari permanenti (compresa quella Speciale sui Cimiteri cittadini) sono troppe e lavorano piuttosto male – sottolinea Raffaele Carotenuto capogruppo di Prc – Sia chiaro che Rifondazione Comunista partirà col dire che il Partito Democratico deve pesantemente dimagrire”. “Quest’ultimo ha un peso politico ingombrante e fastidioso – aggiunge Carotenuto – Non è pensabile esprimere l’Ufficio di Presidenza del Consiglio (presidente e vice-presidente) ed il 70% circa dei Presidenti delle commissioni consiliari permanenti. Il Pd faccia un passo indietro e favorisca il dibattito sulla razionalizzazione delle articolazioni dell’assemblea – puntualizza Carotenuto – La città si attende semplificazione e funzionalità, efficienza e decisionismo democratico. Il centro sinistra a Napoli – conclude – non può continuare a galleggiare”. Dunque, non si escludono sorprese durante le sedute del consiglio comunale previste il 16 e 17 novembre.

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