Pdl, nuovo stop alla candidatura di Cosentino

5 novembre 2009

Il partito di Casini rilancia il nome di Pasquino

(di Conchita Sannino da la Repubblica Napoli)

Bottiglie già in fresco, erano pronti a festeggiare la sua risorta candidatura a governatore della Campania: o, almeno, questo è ciò che il coordinatore regionale Nicola Cosentino, con il suo presidente della Provincia Luigi Cesaro ed il gruppo dei sostenitori, avevano fatto credere fino a ieri all´apparato del Pdl campano.
Invece. Il tavolo a Roma tra i fondatori del Pdl in cui definire il cartello dei nomi per le regionali è stato rinviato dal presidente del Consiglio per motivi non meglio precisati, e le aspirazioni di Cosentino – indagato dal pool antimafia di Napoli – sulla corsa per Palazzo Santa Lucia subiscono l´ennesimo stop: trasformando la sua corsa in una tormentatissima partita disputata su più tavoli.
Ieri, prima i nuovi boatos – sempre più stringenti – su imminenti misure giudiziarie che sarebbero pronte a maturare per una corte di presunti affiliati ed esponenti istituzionali finiti sotto inchiesta e sospettati di collusioni con il clan dei casalesi; poi, la doppia manovra di corteggiamento (da parte del Pdl e del Pd) sui vertici dell´Udc nazionale e campano per stringere le alleanze dell´urna, fanno slittare ancora di qualche settimana la scelta definitiva dei candidati per le elezioni di primavera. E offrono ancora un po´ di tempo, registrano amici e nemici di Cosentino, alla scelta di Berlusconi che, sul caso Campania, sembra finito in un cul de sac. Da un lato c´è il presidente della Camera Fini che ha già posto un veto sulla possibilità di candidare l´attuale sottosegretario all´Economia, affidando finanche al vicepresidente della commissione parlamentare antimafia Fabio Granata la considerazione che, in base «ai documenti depositati dal procuratore capo Lepore» a Palazzo San Macuto, il nome di Cosentino presenterebbe profili seri di inopportunità. Un´oppisizione, quella dei finiani, che però l´asse Cesaro-Cosentino spera di sfiancare dopo che il presidente della Camera ha ottenuto ciò che più gli premeva: la candidatura della Polverini nel Lazio.
Dall´altro lato, ora che comincia a concretizzarsi la possibilità di un´alleanza sulle regionali tra Pdl e Udc, già filtra l´indiscrezione che Casini non appoggerebbe la candidatura dell´attuale leader regionale del Popolo delle Libertà. Anzi, il leader dei centristi avrebbe fatto trapelare due nomi: o il rettore dell´università di Salerno Raimondo Pasquino, oppure, per andare ad una convergenza con il cartello berlusconiano, l´ex ministro Stefano Caldoro.
Intanto, non si esclude che l´inarrestabile sottosegretario all´Economia, che in queste settimane aveva esteso sos e pressioni sui ministri Tremonti, Bondi e Scajola, e che è rimasto spalleggiato soprattutto dal coordinatore nazionale Denis Verdini, stia provando a intessere un dialogo anche con Casini e il suo “vecchio” colonnello campano, Ciriaco De Mita. Ma sulle operazioni di liason con i centristi, e sulla parallela strada per Nusco, in queste ore, si rischia di rimanere in coda. In attesa.
A Roma, infatti, Berlusconi accelera il corteggiamento su Casini, e proprio con questo pretesto di un confronto “propedeutico” con il leader Udc rinvia le decisioni sul pacchetto delle regionali. Da Napoli, intanto, il governatore Bassolino preme invece su Ciriaco De Mita, ricorda che proprio questo genere di dialogo non solo con il leader irpino ma anche con i vertici di Sinistra e Libertà è stato sempre portato avanti da lui e oggi è in qualche modo rilanciato dal nuovo segretario regionale Enzo Amendola. E ripropone con forza il suo vecchio concetto: «Solo uniti si vince, il Pd da solo non va da nessuna parte. Dal congresso esce un Pd più unito e più forte, con l´autorevolezza per avviare il confronto con tutte quelle forze che vogliono partecipare al governo della regione», sottolina Bassolino. Un dialogo a tutto campo, insomma. «Dall´Udc di De Mita a Sinistra e Libertà». E solo nel corso del confronto, puntualizza il presidente della giunta, «verificheremo se ci sono le condizioni per fare accordi. Quel che è certo, è che noi ci confronteremo con gli interlocutori sulla base del reciproco rispetto».
Bassolino torna poi, en passant, a levarsi qualche altro sassolino. «È avvenuto un cambiamento enorme nel Pd: Amendola, che è stato eletto con più del settanta per cento dei voti, ha cominciato da subito a confrontarsi con gli interlocutori più importanti e dunque ha l´autorevolezza per parlare con le forze di centro e con le forze di sinistra. E lo stesso sta facendo Bersani a Roma. Ecco, c´è finalmente la consapevolezza che un partito non può fare da solo». Da soli dove si arriva: da ieri, è un po´ la domanda che si pone anche Nicola Cosentino.

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5 Responses to Pdl, nuovo stop alla candidatura di Cosentino

  1. ANTONIO on 5 novembre 2009 at 10:02

    IL PDL IN CAMPANIA STA FACENDO IL POSSIBILE PER PERDERE LE ELEZIONI,COSENTINO E’INDISPENSABILE PER LA VITTORIA ALLA REGIONE,NON DATE RETTA AI RACCONTI DEI CRONISTI GIUDIZIARI,SONO TUTTE FALSITA’.

  2. Ignazio detto il torchio on 5 novembre 2009 at 16:32

    concordo, è indispensabile al PDL per vincere

    e se fossi un elettore del PDL non saprei se rallegrarmene

  3. Sup on 5 novembre 2009 at 19:09

    E certo. Per una par condicio dei clan se alla Provincia c’e’ Cesaro, alla regione deve andare Cosentino.

  4. gianluca on 5 novembre 2009 at 23:53

    continuate così! così come avete stangato nicolais e avete fatto vincere cesaro, adesso vi illudete di essere così furbi da poter trasformare la candidatura di cosentino in una garanzia per far vincere qualche portaborse di don antonio. ma lo fate gratis o vi siete fumato il cervello?

  5. Ignazio detto il torchio on 6 novembre 2009 at 12:56

    1)e chi ha stangato mai Nicolais?

    2) e poi non ho capito: pur di battere la linea Bassolino, bisogna sperare in Cosentino?

    ma siamo impazziti?

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