Personale troppo anziano e nessuno pulisce le fogne

10 novembre 2009

(di Anna Paola Merone da il Corriere del Mezzogiorno)

Via Miano e via Padula sprofondate. Un avval­lamento in via Mario Paler­mo a Ponticelli, che ha reso indispensabile la chiusura di metà della carreggiata. E, an­cora, traffico in tilt al Museo, in via Salvator Rosa, in via Marina. Difficoltà all’uscita della Tangenziale di Fuori­grotta, che solo in pomerig­gio è tornata praticabile. Le aule al piano terreno della fa­coltà di Monte Sant’Angelo inondate d’acqua. E poi «la la­va dei Vergini», il fiume d’ac­qua che va da Capodimonte a valle. Una immagine di secen­tesca memoria che si ripre­senta ogni volta che a Napoli piove un po’ di più. Un fiume di acqua e detriti che attraver­sa la Sanità.

Piove, pioggia di stagione — ancorché insistente — e Napoli annaspa. Un annaspa­re senza troppa speranza dal momento che, da un lato, il servizio di manutenzione fo­gnature fa acqua (è proprio il caso di dirlo) da tutte le parti. Dall’altra il sistema di smalti­mento delle acque non è all’al­tezza di piogge importanti. In­somma è un impianto desue­to che prevede un ciclo delle piogge diverso da quello at­tuale. «Semplificando — spie­ga l’assessore alla Strade e al Sottosuolo Agostino Nuzzolo — si potrebbe dire che è tara­to per gestire qualche pioggia forte su 100. Da alcuni anni però le stagioni e le piogge so­no mutate». Ma la manuten­zione ordinaria? «Anche su quel fronte non va bene — ammette l’assessore —. Il per­sonale è anziano e non è più in grado di far fronte ad un la­vgoro su strada molto fatico­so. E oltre al problema delle risorse umane c’è quello del­le risorse finanziarie. I soldi sono pochi e, tanto per fare un esempio, è costosissimo fi­nanche lo smaltimento dei ri­fiuti che si accumulano nelle caditoie».

Insomma un regime di piogge differente, ma anche un regime di manutenzione inefficace. Al momento cin­que municipalità su dieci ge­stiscono in proprio le cadito­ie.

Ma questo passaggio, che sarà completato entro qual­che mese, non ha garantito lo sperato salto in avanti. Spes­so ci si arrangia da soli. I com­mercianti ad esempio — palo di ferro alla mano — si dan­no da fare come possono per liberare dai detriti le caditoie sotto i marciapiedi per evita­re l’allagamento dei propri ne­gozi.

Intanto ieri per buona par­te della giornata sono stati in­terrotti i collegamenti degli aliscafi — regolari i traghetti — tra Napoli e le isole. Mara­no e Pianura, secondo quan­to confermano i vigili del fuo­co, le aree dove si sono regi­strati allagamenti più signifi­cativi nelle strade. Numerosi gli interventi a corso Resina, ad Ercolano, dove si sono staccati alcuni calcinacci da­gli edifici.

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