Personale troppo anziano e nessuno pulisce le fogne
(di Anna Paola Merone da il Corriere del Mezzogiorno)
Via Miano e via Padula sprofondate. Un avvallamento in via Mario Palermo a Ponticelli, che ha reso indispensabile la chiusura di metà della carreggiata. E, ancora, traffico in tilt al Museo, in via Salvator Rosa, in via Marina. Difficoltà all’uscita della Tangenziale di Fuorigrotta, che solo in pomeriggio è tornata praticabile. Le aule al piano terreno della facoltà di Monte Sant’Angelo inondate d’acqua. E poi «la lava dei Vergini», il fiume d’acqua che va da Capodimonte a valle. Una immagine di secentesca memoria che si ripresenta ogni volta che a Napoli piove un po’ di più. Un fiume di acqua e detriti che attraversa la Sanità.
Piove, pioggia di stagione — ancorché insistente — e Napoli annaspa. Un annaspare senza troppa speranza dal momento che, da un lato, il servizio di manutenzione fognature fa acqua (è proprio il caso di dirlo) da tutte le parti. Dall’altra il sistema di smaltimento delle acque non è all’altezza di piogge importanti. Insomma è un impianto desueto che prevede un ciclo delle piogge diverso da quello attuale. «Semplificando — spiega l’assessore alla Strade e al Sottosuolo Agostino Nuzzolo — si potrebbe dire che è tarato per gestire qualche pioggia forte su 100. Da alcuni anni però le stagioni e le piogge sono mutate». Ma la manutenzione ordinaria? «Anche su quel fronte non va bene — ammette l’assessore —. Il personale è anziano e non è più in grado di far fronte ad un lavgoro su strada molto faticoso. E oltre al problema delle risorse umane c’è quello delle risorse finanziarie. I soldi sono pochi e, tanto per fare un esempio, è costosissimo finanche lo smaltimento dei rifiuti che si accumulano nelle caditoie».
Insomma un regime di piogge differente, ma anche un regime di manutenzione inefficace. Al momento cinque municipalità su dieci gestiscono in proprio le caditoie.
Ma questo passaggio, che sarà completato entro qualche mese, non ha garantito lo sperato salto in avanti. Spesso ci si arrangia da soli. I commercianti ad esempio — palo di ferro alla mano — si danno da fare come possono per liberare dai detriti le caditoie sotto i marciapiedi per evitare l’allagamento dei propri negozi.
Intanto ieri per buona parte della giornata sono stati interrotti i collegamenti degli aliscafi — regolari i traghetti — tra Napoli e le isole. Marano e Pianura, secondo quanto confermano i vigili del fuoco, le aree dove si sono registrati allagamenti più significativi nelle strade. Numerosi gli interventi a corso Resina, ad Ercolano, dove si sono staccati alcuni calcinacci dagli edifici.

