Piano casa, Bassolino invita all´accordo “Non possiamo rimanere senza legge”
(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)
«SI devono evitare due rischi: quello di fare leggi preoccupanti sul piano speculativo, e quello di non fare alcunché». Cala sul piano casa il monito di Antonio Bassolino. Il presidente della Regione interviene in aula, durante la discussione sul provvedimento. Anche lui ha avvertito che la via non è affatto spianata: oltre 2000 emendamenti, una opposizione dura della Sinistra, molti distinguo anche nella maggioranza. Ma non arrivare a una conclusione sarebbe uno scorno, per tutti. Dopo tanto lavoro, dopo essere stata la prima Regione a varare un testo in materia, la Campania si ritroverebbe a dover applicare “sic et simpliciter” la norma nazionale. Sicché alla fine Bassolino chiede in sostanza un accordo politico: «Un confronto nella maggioranza e nella minoranza, e tra i gruppi, con la partecipazione della giunta».
Significa che il voto slitta a mercoledì prossimo, come deciso subito dopo dai capigruppo. Intanto si lavorerà a modifiche e miglioramenti possibili. Specie all´articolo 5, quello sull´edilizia in aree degradate, sul quale la Sinistra fa le barricate, temendo fior di speculazioni, magari per mano della camorra. Qui Bassolino infila una punta di sarcasmo: «A Napoli est c´è ben poco da salvaguardare. Chi va a speculare a Napoli est? Vorrei vedere questo esercito di speculatori diretto verso Napoli est». Idem sul sogno toscano, la legge di quella regione, additata in aula come esempio di testo cui attenersi: «Non siamo in Toscana, qui c´è un territorio che ha conosciuto tante devastazioni e che va risanato e riqualificato». Però Bassolino non si nega a possibili modifiche. «Se l´articolo 5 significa dismissione di tutte le attività industriali per trasformarle in edilizia, sono io stesso a ritirarlo». Una concessione a una verifica dei possibili punti deboli della norma. Alla quale si aggiunge una indicazione strategica: «Utilizzare la legge regionale per intervenire sui limiti del piano regolatore di Napoli». Per ora è sufficiente perché anche gli altri gruppi, compresa la Sinistra che aveva disertato le ultime riunioni di commissione, si dicano disposti a sedersi intorno al tavolo. A eccezione forse dell´Idv, che con Francesco Manzi chiede prima un vertice di maggioranza temendo una eccessiva rincorsa alle minoranze. Timori del genere, di un accordo Pd-Pdl, erano stati espressi anche dall´Mpa mentre Giulio Di Donato per l´Udeur non rinuncia al contropiede sulle proposte di Bassolino: «Non è mai troppo tardi, ma poteva pensarci prima»
A margine Bassolino ha anche riferito di aver inviato una lettera al presidente della Corte costituzionale. Per chiedere che il ricorso del governo contro la nuova legge elettorale regionale possa essere discusso a dicembre, al fine di evitare che il voto di marzo si effettui con addosso la spada di Damocle di un giudizio di legittimità a posteriori.

