Polveri sottili fuorilegge, Nasti rischia il processo

7 dicembre 2009

(di Leandro Del Gaudio da il Mattino)

Rino Nasti

Rino Nasti

Per convincere il pm della propria innocenza, ha sostenuto due interrogatori e ha citato come potenziali testimoni a suo favore Sementa, Scotti e Ganapini. Sono le mosse difensive dell’assessore comunale all’Ambiente Gennaro Nasti, dopo aver incassato un avviso di conclusione delle indagini con due capi di imputazione: emissione in atmosfera di sostanze inquinanti e omissione in atti d’ufficio. Più in particolare, all’assessore comunale si contestano gli sforamenti ripetuti di polveri sottili, nel biennio 2007-2008. Il bilancio ricostruito dal pm Milena Cortigiano è impietoso: nel 2007, gli sforamenti registrati dalle centraline sono stati settanta, vale a dire il doppio del consentito; nel 2008, invece, il trend è diventato addirittura allarmante: 127 superamenti, smog alle stelle. Più generica la seconda accusa di omissione: Nasti viene indagato «per aver rifiutato un atto del suo ufficio, che per ragioni di igiene e sanità doveva essere compiuto senza ritardo, così contribuendo a cagionare emissioni delle sostanze idonee a offendere, imbrattare e molestare le persone nei limiti consentiti dalla legge».
A ben vedere sono le stesse accuse che hanno recentemente colpito il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e che tengono in piedi la questione smog: a Napoli e a Milano, l’inquinamento diventa un banco di prova per la macchina amministrativa, tanto da spingere la Procura a ipotizzare rilievi penali a garanzia dell’aria pulita in città.
E così, dopo imprimo invito a comparire a carico dell’assessore verde di Palazzo San Giacomo, è stato il pool Ecologia guidato dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara a chiudere formalmente l’inchiesta. E dopo aver acquisito perizie, consulenze e verbali di interrogatorio, ora la Procura ha una doppia chance: chiedere il rinvio a giudizio di Nasti, o firmare la richiesta di archiviazione del procedimento. Sul tavolo del pool Ecologia c’è un concentrato di attività difensiva, condotta in questi mesi dal penalista napoletano Giovanni Siniscalchi: perizie tecniche, atti amministrativi, ritagli di gionale. Chiara la strategia di Nasti: dimostrare che il problema delle polveri sottili a Napoli non riguarda sempre e soltanto il traffico, né è riconducibile solo alle scelte di Palazzo San Giacomo. Una convinzione che ha spinto Nasti a citare come persone informate dei fatti il comandante dei vigili urbani Luigi Sementa, da due anni in prima linea contro ingorghi e violazioni del codice stradale in città; ma anche l’assessore alla Legalità del Comune Luigi Scotti e il titolare della giunta regionale all’Ambiente Walter Ganapini: Dopo aver ricevuto l’avviso di chiusa inchiesta, Nasti prova a difendersi anche con dati tecnici sulle tante facce dell’inquinamento in città: se il 35% delle polveri sottili rimanda al traffico veicolare, il resto – a leggere le memorie difensive – lo fanno condizionatori e riscaldamenti delle abitazioni civili, gli scarichi delle attività industriale-artigianale, le attività produttive sulle banchine portuali. Ce n’è anche per le centraline Arpac (l’azienda regionale finita due mesi fa al centro di un’inchiesta della Procura napoletana), ritenute non in linea con gli standard richiesti. Ma è sulla genericità delle accuse, che interviene il penalista Siniscalchi: «Possiamo dimostrare che l’assessore Nasti ha sempre adempiuto all’obbligo di attivarsi per ridurre le emissioni moleste. Tutte le ordinanze adottate dal mio assistito sono finalizzate proprio a limitare inquinamento e a difendere la salute pubblica. Non va peraltro sottaciuto che le centraline Arpac non sono in grado di caratterizzare le polveri sottili rinvenute, non riescono cioè a distinguere quelle derivanti da emissioni da traffico veicolare da quelle derivanti da combustibili, emissioni industriali o fonti naturali».

Condividi:
  • Print
  • email
  • RSS
  • Facebook
  • Technorati
  • Diggita

Sullo stesso argomento

Tags: ,

7 Responses to Polveri sottili fuorilegge, Nasti rischia il processo

  1. giuseppe pitonzio on 7 dicembre 2009 at 09:42

    Imputazione ridicola e pulcinellesca, tipica di chi non conosce praticamente nulla dell’assetto ecologico, o presunto tale, della città.
    Sebbene sia risibile che il dott. Nasti, commercialista- revisore dei conti- contabile, possa interessarsi dell’ igiene e sanità metropolitana per ovvi limiti di competenza, è assolutamente inverosimile imputargli alcunchè sul versante inquinamento.
    Come se le polveri sottili, e non solo, seguissero i confini circoscrizionali e quelli della cinta urbana e non fossero a genesi multipla, con evidente difficile possibilità di sicuro intervento.
    Ma è mai stato detto che i maggiori inquinanti del trasporto su gomma sono gli autobus dell’ANM ? Notoriamewnte privi di adeguata manutenzione per assenza di finanziamento ?
    Cosa suggerirebbe la Procura, di sospendere il servizio ?
    Ma su…..
    Le soluzioni dovrebbero essere molto più articolate e convergenti e sopratutto consiglierei alla procura di spendere più in indagini relative ai rifiuti interrati, che ammazzano anche senza essere visti e tanto meno respirati.

  2. Nerone on 7 dicembre 2009 at 11:34

    Caro Pitonzio, addirittura pulcinellesca?
    Premetto che processi del genere possono far ovviamente sorridere, ma è della scorsa settimana la notizia che anche a Milano e Provincia la magistratura si è mossa nella stessa direzione.
    Il punto è che l’inquinamento da polveri sottili rappresenta uno dei cardini nell’amministrazione delle grandi città e che il Sindaco e l’assessore suo delegato sono responsabili direttamente della salute pubblica. A Napoli come altrove l’inquinamento si può ridurre anche con uno stretto controllo, tutto amministrativo, sul traffico e sugli scarichi nell’aria provenienti da impianti di riscaldamento e simili.
    Qui si limitano a firmare ordinanze straordinarie di blocco al traffico ma non c’è niente di strutturato per impedire l’aumento dell’inquinamento.
    Un esempio? Non è mica vero che i maggiori inquinanti da traffico sono i mezzi dell’ANM; sono le automobili vecchie ed i motorini a due tempi
    che qui circolano allegramente nonostante per questi ci siano teoricamente dei limiti all’orario di circolazione. Se poi Rosetta dichiara che lei firma le ordinanze di blocco del traffico ma è sicura che non servano a niente…

  3. simplyred on 7 dicembre 2009 at 12:17

    @ Nerone

    Condivido la tua osservazione sui motorini a due tempi e sulle auto vecchie. Per il resto, quali provvedimenti “strutturali” suggerisci? Alcuni medici in cerca di pubblicità strepitano quotidianamente, altri ritengono indispensabile piantare nuovi alberi: cosa buona e giusta ma che, nel contesto del problema, rappresenta la classica goccia nell’oceano.
    Ribadisco che i poteri reali specifici di un assessore comunale all’Ambiente, di centrodestra o di centrosinistra, sono poca cosa, rispetto ad una questione più complessiva, drammatica e che ha raggiunto dimensioni planetarie. Nasti, ovviamente, respira la stessa area inquinata che respiriamo tutti e, sempre a mio modesto parere, non può far altro che disporre il blocco delle auto, e/o contribuire alla realizzazione di isole pedonali e/o ZTL. Allo stesso modo, del resto, si regolano gli amministratori di Milano (centro dx.), Torino (centrosx.) e di tutte le grandi città alle prese con il problema delle polveri-sottili.
    Gli amministratori del Nord, magari, saranno più precisi nella programmazione del blocco-auto e più decisi nel farlo rispettare, ma il raggio di azione resta limitato, fatta eccezione per l’amministrazione genovese, che è meritoriamente impegnata anche nella lotta all’inquinamento causato dalle navi.

    Bisognerebbe chiarire il problema delle centraline Arpac. Sono affidabili? Non sono affidabili? Mistero.
    Naturalmente, anche sulla vicenda-Nasti ai…Giudici napoletani l’ardua sentenza.

  4. Nerone on 7 dicembre 2009 at 12:31

    Cominciamo a dire che i provvedimenti strutturali ci sono e sono stati firmati dagli amministratori senza che però li lasciano lettera morta.
    Partiamo da un provvedimento non strutturale come il blocco del traffico. Non sarà molto, ma se davvero le auto non circolassero in quei giorni gli effetti si vedrebbero ma è palese che non è così.
    I provvedimenti strutturali a Napoli sono il divieto di circolazione per il parco auto vecchio che è teoricamente in vigore, ma ne hai mai visto tu l’applicazione? http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5341
    E ancora i controlli su riscaldamenti, le zone a traffico limitato, i controlli sul parco mezzi dell’ANM. Tutte cose che si fanno soltanto ‘firmando le carte’!

  5. carmine on 7 dicembre 2009 at 12:37

    Sono del tutto profano sull’argomento, mi si potrebbe dire di tacere, ma oso suggerire un rimedio.Dove arriva la metro, lì si pongano i divieti di circolazione delle auto. Forse questo contribuirebbe a migliorare la qualità dell’aria? Si apra un forum. Grazie.

  6. serbiss on 7 dicembre 2009 at 12:48

    mettiamo da parte le implicazioni giuridiche e guardiamo le cose dal nostro osservatorio: qui nessuno fa niente per impedire il proliferare di malattie cardio respiratorie. chi dovrebbe farlo se non il sindaco e l’assessore all’ambiente?

  7. simplyred on 7 dicembre 2009 at 13:09

    @ carmine

    Dove arriva la metro e nei pressi delle uscite della Tangenziale, il Comune deve finalmente realizzare ‘sti “parcheggi d’interscambio”, potenziando contemporaneamente anche il trasporto su gomma, in maniera che il cittadino possa servirsi dei mezzi pubblici, degnandosi di fare anche qualche passetto a piedi.

    @ Nerone

    Ri-condivido. Ma temo che nemmeno quei provvedimenti strutturali (o presunti tali) risolvano il problema che, ormai, può essere solo tamponato, agendo su più fronti. Forse è determinante il mutamento climatico…comunque, dal mio punto di vista, UNA soluzione al problema polveri-sottili non c’è. Possiamo/dobbiamo prendercela con amministratori locali, con politici nazionali e anche… con il mondo intero: con i “Grandi” che si riuniscono a Copenaghen per non decidere nulla di concreto per l’immediato; con quei Paesi che non hanno rispettato, a suo tempo, gli accordi di Kyoto, etc.
    Ma è una lotta contro i mulini a vento.

PODCAST

Link Sponsorizzati

Napolionline.org, prima di pubblicare foto, video o testi ricavati da Internet, compie tutte le verifiche possibili al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti d'autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare eventuali errori nell'uso di materiale riservato, scriveteci a info@napolionline.org : provvederemo all'immediata rimozione del materiale lesivo del diritto di terzi