Quale alternativa a Bassolino

10 novembre 2009

(di Umberto De Gregorio da la Repubblica Napoli)

Umberto De Gregorio

Umberto De Gregorio

Bassolino via perché «ha sbagliato». E su Cosentino nessuna obiezione, in nome dei «principi minimi del garantismo».
Questa, in estrema sintesi, la tesi sostenuta con la consueta eleganza da Paolo Macry nel suo ultimo editoriale sul Corriere del Mezzogiorno. Il tema è centrale e merita di essere ripreso e approfondito. Il ragionamento di Macry non appare chiaro su almeno due punti.
Primo punto: l´alternanza a Bassolino, di cui è difficile contestare l´opportunità, dev´essere necessariamente realizzata dalla forza politica avversaria, oppure è concepibile, legittimamente, anche all´interno del centrosinistra? Questa domanda ovviamente ne sottintende altre: i due schieramenti politici sono davvero sostanzialmente interscambiabili e vanno quindi valutati soltanto in funzione di chi mostra maggiore efficienza o addirittura semplicemente maggiore “freschezza”? La caduta degli steccati ideologici nella politica, in concreto e quanto meno nel nostro territorio, è giunta al punto che i valori di riferimento nei due schieramenti, di centrodestra e centrosinistra, sono sostanzialmente identici? Non siamo in grado di rispondere, ma la risposta affermativa, alla quale in molti tendono, appare resa estremamente imbarazzante proprio dai comportamenti concreti di coloro che tale teoria, in teoria, dovrebbero favorire.
Il secondo punto è l´opportunità politica da parte del centrodestra di candidare alle prossime elezioni regionali in Campania Nicola Cosentino. Una cosa infatti è la legittimità della sua candidatura e altra è l´opportunità di tale candidatura. Due questioni diverse che talvolta si tende a confondere con dubbia disinvoltura. Scontata è la presunzione di innocenza a carico di Cosentino sino a prova contraria, e quindi legittima la sua aspirazione a ricoprire incarichi di prestigio. Vero è che l´uso della giustizia e dell´uso mediatico della giustizia condiziona o tenta di condizionare il mercato della politica. Senz´altro vero è che fare politica oggi presenta un eccessivo margine di rischio, in termini di alea per la difficoltà di operare in ossequio a un groviglio di norme sempre più complesse e spesso in contrasto le une con le altre, che disincentivano le persone perbene a cimentarsi e inducono le persone senza scrupolo a scorrazzare nel sottobosco della burocrazia e dell´incertezza normativa. Nonostante tutto questo sia indubbiamente a fondamento di un certo modo fazioso di concepire la tattica politica da parte della sinistra, il problema della opportunità della candidatura di Cosentino da parte del Pdl (ovvero della parte politica alla quale spetterebbe il diritto-dovere al ricambio, con il compito di innalzare il livello della qualità dell´azione amministrativa, e quindi della legalità e della moralità all´interno di una pubblica amministrazione che appare ammalata non solo di inefficienza ma anche e soprattutto di debolezza nel contrastare l´illegalità dominante) non può essere liquidata unicamente alla luce dell´esigenza di essere sino in fondo garantisti. Occorre una scelta ben meditata sulle caratteristiche, le qualità e l´immagine del volto cui affidare la campagna elettorale storica del prossimo anno in Campania.
Molti cittadini della nostra regione credono (o forse sarebbe meglio dire si sforzano di credere, nonostante tutto) alla possibilità che l´alternanza a Bassolino sia non solo un´alternanza di colore politico e di poltrona con annessi centri di potere e clientele. Chi ha il compito storico di dar vita a un rinnovamento nella gestione del potere e nelle scelte strategiche di sviluppo del nostro territorio ha il dovere di presentare candidati che siano all´altezza della difficile sfida, anche dal punto di vista dell´immagine. Occorrono volti che esprimano chiarezza, personale e politica. E questo vale ovviamente anche, e a maggior ragione, per il centrosinistra.
Cosentino ha diritto alla presunzione d´innocenza, ma i cittadini della Campania hanno il diritto di poter esprimere un voto per il cambiamento senza dubbi amletici e rimorsi di coscienza. Sarebbe un bel segnale per il centrodestra della Campania, e quindi per la Campania stessa, poter mostrare un volto sul quale non è possibile equivocare. Il peggio che possa capitare alla Campania è una campagna elettorale tutta all´insegna del dubbio e dei soliti luoghi comuni, che magari luoghi comuni non sono. La lotta tra un candidato tacciato d´essere in odore di camorra dai collaboratori di giustizia e il campione mediatico della lotta alla camorra stessa (l´eroe simbolo Roberto Saviano) sarebbe uno scenario apocalittico di scontri violenti, in cui si discuterebbe del bene e del male e poco o nulla dei problemi concreti della gestione del territorio.

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4 Responses to Quale alternativa a Bassolino

  1. serbiss on 10 novembre 2009 at 15:19

    e invece ha proprio ragione macry: l’alternanza prima di tutto. tocca poi al centrodestra scegliere il candidato migliore per sé, ma alternanza significa anche una cosa che de gregorio non mette per niente in conto: il candidato del centrodestra se lo sceglie il centrodestra e non de gregorio o l’intellighenzia di questa città che finora ha scelto quelli del centrosinistra ed ha purtroppo scelto sempre male

  2. pietro spina on 10 novembre 2009 at 17:12

    @ serbiss: forse è vero anche che il centrosinistra (inteso come casta al potere) ha scelto l’intellighenzia di questa città

  3. gianvaljean on 11 novembre 2009 at 19:16

    “….lo scontro tra un candidato in odore di camoorra……e il campione mediatico della lotta alla camorra…” :ma in quale cinema dovrebbero dare questo film così come lo racconta degregorio?
    La paura è che, invece, lo scontro avverrà fra due candidati certamente perbene ma con al seguito uno stuolo di maleodoranti.
    e non è molto reale la lettura che fa degregorio sul rapporto fra intellighenzia e centrosinistra: in verità, a Napoli il centro sinistra ha prima impaurito e poi ricattato l’intellighenzia
    non dimentichiamo quello che è accaduto con rossidoria e cioè la fuga improvvisa di tanti “gentiluomini” e tante “gentildonne” alle prime minacce partita dai Palazzi

  4. carmine on 11 novembre 2009 at 20:02

    A distanza di 48 ore uno dei poli del discorso di Macry crolla. Cosentino è politicamente impresentabile. Nel centrosinistra non alligna il concentrato di anticamorra, purtroppo. Niente giunte apocalittiche, a mio parere vince chi ha mostrato di saper governare e nel c.sin è Vincenzo De Luca. Saviano lo vedrei come assessore alla cultura e formaz. professionale. Salvo migliori giudizi.

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