Napoli onLine
…ma Napoli non è una cartolina!
  • Home
  • Editoriali
  • Interviste
  • Podcast
    • A voce alta
    • Assud TV
    • Buona Sanita
    • Eco-Balle
    • il Punto della Settimana
    • Nota settimanale
    • Taccuino Politico
  • Rassegna Stampa
  • Il vecchio sito
  • CONTATTI

gli ultimi commenti

  • Beau su Quando il centrodestra sostenne De Luca, grazie a Lettieri
  • dani su Da sceriffo a cavaliere
  • Ciro su Confronto Caldoro, Ferrero e Fico Trasmesso 10/03/2010 su rai tre
  • Beppe su Confronto Caldoro, Ferrero e Fico Trasmesso 10/03/2010 su rai tre
  • Beau su Sondaggio SWG per il CORMEZ: Caldoro aumenta il distacco da De Luca
  • Beau su Da sceriffo a cavaliere
  • Marco su Confronto Caldoro, Ferrero e Fico Trasmesso 10/03/2010 su rai tre
  • PADANIO DI PATANIA su Attacchi e insulti, è la satira del sindaco di Salerno
  • PADANIO DI PATANIA su Allo “sceriffo” restano solo i sogni
  • Cinicus su Confronto Caldoro, Ferrero e Fico Trasmesso 10/03/2010 su rai tre
  • Cinicus su Carloni: essere belle a sinistra adesso non è più un tabù
  • sergio su Confronto Caldoro, Ferrero e Fico Trasmesso 10/03/2010 su rai tre
  • Cinicus su Pascale: delusa dalla campagna del Pdl In lista pochi esponenti di Forza Italia
  • Cinicus su Attacchi e insulti, è la satira del sindaco di Salerno
  • Cinicus su E in Campania Cosentino lancia l’aliscafo della libertà

CERCA

TAG

Antonio Bassolino Antonio Di Pietro assud Bagnoli bersani Bertolaso bilancio comunale camorra casapound comune De Magistris De Mita Editoriali elezioni Enzo Amendola forum delle culture Franceschini Ganapini Giustizia influenza suina Italia dei Valori Leonardo Impegno liste elezioni mare inquinato Mastella mezzogiorno microcriminalita Napoliservizi Nicola Cosentino Oddati partito democratico piano casa Popolo delle Liberta primarie Pd Realfonzo rifiuti Rosa Russo Iervolino Sandra Lonardo sanita scuola sprechi Stefano Caldoro Tarsu Udc Vincenzo De Luca

Newsletter



Editoriali

  • Da sceriffo a cavaliereDa sceriffo a cavaliere

    (di Antonio Fiore da il Corriere del Mezzogiorno) «Assenza, più acuta presenza » . In poesia funziona, che funzioni... »
  • L’effetto De Luca c’è ma la sinistra non piùL’effetto De Luca c’è ma la sinistra non più

    (di Sonia Oranges da il Riformista) Stretti tra l'endemica disoccupazione e una sostanziale sfiducia nelle istituzioni, gli... »
  • Allo “sceriffo” restano solo i sogniAllo “sceriffo” restano solo i sogni

    (di Anna Trieste da il Roma) Volendo sintetizzare al massimo, si può dire che il programma messo a punto per le prossime... »
  • Il Mezzogiorno dopo BerlusconiIl Mezzogiorno dopo Berlusconi

    (di Adolfo Scotto Di Luzio da il Corriere del Mezzogiorno) Lo spettacolo che il Pdl sta offrendo di sé in queste ore ha... »
  • Se nel Meridione irrompe il «fallimento politico»Se nel Meridione irrompe il «fallimento politico»

    (di Sergio Locoratolo da il Corriere del Mezzogiorno) Illustrando i termini del cosiddetto decreto anticorruzione che il... »

Link Sponsorizzati

Quanta violenza sopporteremo?

giovedì, novembre 5, 2009

(di Adolfo Scotto Di Luzio da il Corriere del Mezzogiorno)

Adolfo Scotto Di Luzio

Adolfo Scotto Di Luzio

La discussione che questo giornale ha avuto il merito di avviare sulla deci­sione del procuratore Le­pore di diffondere il video dell’esecuzione camorristi­ca alla Sanità è di grande importanza.

La questione sta in que­sti termini: nelle indagini, le immagini valgono per la quantità di informazioni che sono in grado di forni­re. Ogni altra considerazio­ne è secondaria. In televi­sione e sui giornali quelle stesse immagini assumo­no un valore differente.

Una volta rese pubbli­che diventano comunica­zione e il meccanismo che regola la comunicazione è la riconoscibilità. Comuni­ca solo quello che già cono­sciamo. È tristemente nota la copertina dello Spiegel con cui, alla fine degli anni Settanta, il settimanale te­desco spiegava ai suoi let­tori la crisi italiana: un piat­to di spaghetti al pomodo­ro sul quale era adagiata una P38.

La posta in gioco del vi­deo della Sanità, una volta divulgato, è dunque il ruo­lo politico dello stereotipo napoletano. Napoli vive del suo stereotipo e ci re­sta puntualmente impicca­ta. Da sempre le battaglie che si combattono su que­sto terreno sono battaglie politiche. Per restare ai ter­mini della questione a noi più prossimi, il medioevo dell’altro ieri giustificava il rinascimento; l’inferno di oggi serve a smentire la possibilità di un nuovo cor­so politico.

Narrazioni. Narrare è un modo per dare senso ad una storia. Contro le versio­ni troppo intenzionali del­la storia vanno fatti valere gli strumenti della critica e della ragione positiva. Ogni vicenda ha un conte­sto e la sua verità è relativa a quel contesto: detta in soldoni, non esistono i na­poletani e generalizzare è sempre un pessimo servi­zio reso alla verità.

Tutto chiaro, dunque? Vorrei provare a problema­tizzare questo punto di vi­sta, perché in questo mo­do di ragionare si smarri­sce qualcosa che invece è di grande importanza: ci priviamo della possibilità di dire alcunché sul bene e sulla buona vita in comu­ne.

Quel video ci pone delle domande radicali alle qua­li prima o poi dovremo da­re una risposta: possiamo vivere così? Quanta violen­za è accettabile? Oltre qua­le soglia le strutture esi­stenziali della vita in comu­ne collassano?

Più della violenza in at­to, può la violenza minac­ciata. È questo ormai, più di quanto siamo disposti a riconoscere, il potente fat­tore di regolazione delle nostre condotte in città. A Napoli, le persone perbe­ne hanno un’espressione di accorato sgomento per dire di questa violenza sempre in agguato: T’e mettere a paura , devi ave­re paura.

Ora, è fin troppo vero che c’è un problema napo­letano che non è il proble­ma dei napoletani. Anzi, a voler essere più precisi, se il problema sono i napole­tani non è detto che questi napoletani siano per forza quelli a cui grossolanamen­te sempre si pensa. Il popo­lo di Napoli spesso è mol­to meglio dei suoi cosid­detti ceti civili. Storicamen­te, la denigrazione della plebe funziona come un alibi per le inadempienze delle classi dirigenti.

Detto questo, resta e non è ormai più aggirabi­le, il problema posto pri­ma: quanta violenza siamo disposti a tollerare e fino a quando?

Condividi:
  • Print
  • email
  • RSS
  • Facebook
  • Technorati
  • Diggita

Tags: Editoriali, Rione Sanita

Questo post e' stato inserito giovedì, 5 novembre, 2009 ed e' archiviato nella/e categoria/e Editoriali, Rassegna Stampa. Puoi seguire la discussione sottoscrivendo il feed RSS 2.0 .

Comments are closed.

Copyright © 2010 Napoli onLine. All Rights Reserved.
Magazine Basic theme designed by c.bavota.
Powered by WordPress.
Napolionline.org, prima di pubblicare foto, video o testi ricavati da Internet, compie tutte le verifiche possibili al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti d'autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare eventuali errori nell'uso di materiale riservato, scriveteci a info@napolionline.org : provvederemo all'immediata rimozione del materiale lesivo del diritto di terzi