Regione, approvato il piano casa
(di Patrizia Capua da la Repubblica Napoli)
La Regione Campania ha approvato il piano casa (35 sì, 3 astenuti e 6 contrari). Dopo mesi di scontri anche all´interno della stessa maggioranza, migliaia di emendamenti, il consiglio ieri sera ha trovato la quadra. Un percorso accidentato che ha visto anche nelle scorse settimane un attacco di Franco D´Ercole (Pdl) al magistrato Aldo De Chiara, responsabile della sezione Reati ambientali alla Procura di Napoli, che aveva definito il piano un «condono mascherato».
Alla riunione finale hanno partecipato costruttori e sindacati. La legge prevede l´ampliamento fino al 20 per cento delle cubature degli edifici mono e bi-familiari, di quelli che non superano i 1000 metri cubi e a non più di due piani. È previsto l´incremento entro il 35 per cento delle cubature degli edifici, per demolire e ricostruire all´interno della stessa unità immobiliare catastale e delle sue pertinenze al fabbricato. Non sono possibili interventi in fabbricati non accatastati per i quali, al momento della richiesta dell´ampliamento, non sia in corso la procedura di accatastamento. Gli interventi devono essere realizzati con tecniche costruttive che garantiscano prestazioni energetico-ambientali e conformi alle norme sulle costruzioni in zona sismica.
L´ultima versione dell´articolo 5, portata in aula dall´assessore Oberdan Forlenza, e oggetto di scontro tra le forze politiche, è stata metabolizzata. È il cuore del piano: prevede la riqualificazione delle aree urbane degradate, anche per risolvere il problema del disagio abitativo. I Comuni individueranno gli ambiti destinati a sostituzione edilizia, anche con varianti al Piano regolatore, con aumento dei volumi entro il 50 per cento, per interventi di demolizione, ricostruzione e ristrutturazione urbanistica dei fabbricati, con vincolo per la Regione di inserire nella programmazione fondi per l´edilizia economica e popolare.
«Siamo molto soddisfatti», ha detto il presidente dell´Ance Campania, Nunzio Coraggio. «Opposizione e maggioranza hanno dato prova di responsabilità istituzionale. Secondo l´Ance, il piano casa si tradurrà nei prossimi cinque anni in un incremento del Pil regionale di 6 miliardi di euro, con 40 mila nuovi posti di lavoro e risposte al deficit di case della Campania di 468.000 mila alloggi.
Per riqualificare aree industriali dismesse e degradate è prevista la possibilità di interventi sugli immobili, in lotti non superiori a 15.000 metri quadrati, con varianti al Piano regolatore generale, di sostituzione edilizia, con gli stessi volumi, cambiando la destinazione d´uso di fabbricati industriali che abbiano chiuso le attività produttive da almeno tre anni, destinando non meno del 30 per cento ad edilizia sociale. Nessun intervento è ammesso all´interno delle aree a rischio idrogeologico e geofisico, come la ‘zona rossa´ a rischio Vesuvio (legge regionale 21/2003), negli immobili di valore storico e architettonico, nelle aree di inedificabilità assoluta. È previsto il recupero dei sottotetti. Gli aumenti di volume possono essere realizzati anche sugli immobili qualificati “prima casa” già condonati o per i quali sia stata presentata domanda di condono e sono subordinati alla valutazione della sicurezza del fabbricato che deve essere riportata nel fascicolo del fabbricato.


E’ un papocchio incredibile. La maggiornaza di centrosinistra si è piegata ad un incredibile calcio nel di dietro al paesaggio.
Le norme sono scritte in maniera schiatta ed interpretabile a piacimento. Un disgusto amministrativo e una vergogna politica.
Quel po’ di sviluppo che ci sarà avrà un costo ambientale altissimo.
Che pena…