Regione, Cosentino accelera. Gelo di Fini
(di Gerardo Ausiello da il Mattino)
Avanti con la massima determinazione. Dirigenti e parlamentari campani del Pdl vicini a Nicola Cosentino si riuniscono per riaffermare il pieno sostegno all’ipotesi di candidatura a governatore del sottosegretario, accompagnata in queste settimane da veleni e polemiche, ma poi in serata Gianfranco Fini gela tutti. È domenica mattina e il vertice si tiene al Novotel di Caserta. Oltre a Cosentino, partecipano il vicecoordinatore regionale Mario Landolfi, il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, il coordinatore partenopeo Marcello Taglialatela e il vice Maurizio Iapicca, i parlamentari Paolo Russo, Vincenzo Nespoli, Amedeo Laboccetta, Alfonso Papa e Pasquale Giuliano. Il sottosegretario al Welfare Pasquale Viespoli è impegnato in una manifestazione pubblica ma, fa sapere, è «come se ci fosse». Assente il vicecoordinatore vicario del Pdl alla Camera Italo Bocchino (a Milano con Fini), che per primo ha avanzato dubbi sulla scelta di Cosentino. In apertura il sottosegretario è categorico: «Vado avanti, non intendo mollare – dice – Non c’è motivo per cui debba fare un passo indietro». Poche parole sulle insistenti voci di un suo presunto coinvolgimento in un’inchiesta giudiziaria. Sull’argomento torna invece Fini, intervistato ieri da Fabio Fazio a «Che tempo che fa»: «La politica – tuona il presidente della Camera – deve sentire la necessità di tagliare l’erba sotto i piedi della criminalità organizzata, non dobbiamo essere oggetto neppure del più piccolo sospetto. Lo ribadisco, alcune candidature sono inopportune». Alla domanda di Fazio se si riferisse a Cosentino, risponde: «No, ma anche a me è capitato di sentire discorsi come “quello deve essere candidato perché ha un sacco di voti, perché conta nella zona”. La politica farà un passo avanti quando dirà: meglio non candidarlo perché, anche se ha un sacco di voti, magari quei voti dipendono da poteri non trasparenti». Dai suoi Cosentino viene però considerato il candidato in pectore e la riunione di Caserta è l’occasione giusta per ribadirlo. L’obiettivo è dunque accelerare, pensando già alla campagna elettorale e alla squadra di governo da mettere in campo. Tre le priorità programmatiche indicate nel corso del vertice: in primis la sanità, rispetto alla quale il partito di Berlusconi invoca una svolta immediata; e poi l’ambiente e il lavoro su cui pure, dicono, c’è tanto da fare. Rispetto a questi temi il centrodestra punta a organizzare una serie di iniziative pubbliche per illustrare ai cittadini il piano di sviluppo per la Campania. Al centro del confronto, inoltre, le liste da presentare in vista delle elezioni del 28 e 29 marzo: saranno cinque, una per ogni provincia, per un totale di sessanta aspiranti. È presto per i nomi, ma il Pdl punta a un coinvolgimento della società civile, degli intellettuali, del mondo delle professioni. Anche per questo motivo dirigenti e parlamentari hanno deciso di rivedersi domani a Roma. «Sarà – assicurano – una lista di grande qualità». Molto dipenderà dalla legge elettorale: per il momento si sta ragionando sulle nuove norme che hanno previsto l’abolizione del listino, mentre si attende ancora la decisione della Corte costituzionale che tuttavia potrebbe modificare radicalmente gli scenari. «L’impegno in prima persona di Cosentino è confortato da recentissimi sondaggi effettuati dalle più qualificate società del settore – rivela Laboccetta – Con Nicola la vittoria è garantita». È d’accordo Landolfi, secondo cui «Cosentino resta in pole position. Manca solo l’ufficialità che ci auguriamo arrivi al più presto – afferma – Si tratta di sciogliere i nodi legati in particolare al Veneto, da cui dipendono le scelte nelle altre regioni».

Imparare dalla condanna
Bassolino pensa al dopo e sogna il correntone
Da sceriffo a cavaliere
L’effetto De Luca c’è ma la sinistra non più
Allo “sceriffo” restano solo i sogni
L’on. Cosentino è una persona per bene come lo è anche la sua famiglia,in questi mesi si è detto un pò di tutto sul suo conto,sono solo chiacchiere e falsità, da tempo vuole chiarire la sua posizione con i magistrati,il quale continuano a dire che non hanno elementi per ascoltarlo,il chè fa comodo ai cronisti giudiziari della sinistra per metterlo sulla graticola tutti i giorni, gli si vuole barrare la strada soprattutto da parte di quella componente del pdl (ex an) che non hanno digerito la sua discesa in campo. In poche parole “Gelosia di mestiere”. Nicola non mollare siamo tutti con te.
Il mercato dei ricatti.Berlusconi ha bisogno del lodo giustizia per conquistare l’immunità. Perciò ricatta i suoi alleati e non sblocca le liste regionali.Fini vuole il Lazio, ma non ottenendolo brucia il candidato del PDL per la Campania; tutto resta congelato al nord. Bossi chiede due e il PDL risponde picche. Ma si può andare avanti così? Povero paese e che razza di governi regionali potranno venir fuori!