Sacconi-Caldoro: doppio affondo sulla sanità

17 marzo 2010

(di Gerardo Ausiello da il Mattino)

Doppio affondo del Pdl sulla sanità. Maurizio Sacconi accusa il centrosinistra di aver «prodotto una fiscalità di svantaggio di 500 milioni di euro che pesa sui cittadini», Stefano Caldoro parla di «gestione criminale» da parte della giunta regionale. Il ministro del Welfare e il candidato governatore del centrodestra partecipano a una conferenza stampa all’hotel Mediterraneo e illustrano il piano di rilancio della Campania. Il punto di partenza, spiegano, è la svolta sulla salute: «Deve esserci una nuova sanità, non più solo ospedaliera, che significa dunque prevenzione e servizi assistenziali, le vere carenze di una regione che spende molto e offre poco – afferma Sacconi – La misura del fallimento non è solo un indebitamento forte, circa 1,2 miliardi di euro, ma il livello di non protezione della non autosufficienza, incomparabile rispetto alla media nazionale. Basti pensare che qui i posti letto per gli anziani che hanno bisogno di essere accuditi sono 2-3mila contro i 60mila della Lombardia. Il commissariamento? Dipenderà dal futuro presidente». Ma soprattutto «bisogna decidere, governare la sanità, fare quello che si è fatto a casa mia, in Veneto. Come mai l’azienda sanitaria di Conegliano ha 21 milioni di avanzo e i servizi territoriali efficienti? Spende molto meno. Basta volerlo, andare dalla gente, ragionare, non è impossibile». Caldoro rincara la dose: «Sarebbe una follia – tuona, sposando la linea espressa lunedì dal ministro Claudio Scajola – pensare di utilizzare i fondi Fas per risanare il deficit generato dalla cattiva politica ripianando il buco sanitario e lasciando la situazione così com’è». Per l’ex ministro socialista queste risorse «saranno ben spese solo se utilizzate per migliorare l’assistenza agli ammalati. La politica fatta contro la persona è criminale. Sono stati criminali – insiste – per come hanno gestito la sanità. Ora possono anche denunciarmi…». Poi Sacconi, d’intesa con Caldoro, assume altri quattro impegni per lo sviluppo del territorio. In primis «la protezione della vita sulla scia di quanto fatto dal governo sul caso Englaro e per la gestione ospedaliera della pillola RU486 perché una società che non riconosce il valore della vita non è capace di crescere». Bisogna inoltre rilanciare, dice, «un dialogo sociale operoso con le forze sociali che fanno parte della piattaforma riformista. Se ci sarà la Cgil tanto meglio, altrimenti andremo avanti lo stesso». Cruciale sarà la tutela del lavoro. Su questo punto il ministro è categorico: «Basta con i bacini assistiti, occorre una vera formazione, sul campo e non nelle aule, finalizzata a quei mestieri che offrono reali prospettive occupazionali». In questo senso Sacconi auspica «un immediato monitoraggio del fabbisogno dei mestieri che servono. Un compito che spetta soprattutto alle associazioni di categoria, le quali devono anche produrre le certificazioni dei mestieri che spesso sono più utili dei corsi di formazione». L’ultima sfida riguarda la lotta al sommerso: «Occorre la tolleranza zero soprattutto qui perché il lavoro nero rappresenta un pericolo per le persone. Si andrà avanti con un’azione di vigilanza e con il Durc, il documento unico di regolarità contributiva. E lanceremo una grande campagna per diffondere i buoni prepagati in agricoltura: Coldiretti e Confagricoltura potranno essere validi interlocutori». Un piano che, in poche parole, punta a contrastare la logica che Caldoro definisce del «tirare a campare». «Craxi aveva intuito nel 1990 che in Campania sarebbero esplose violente tensioni sociali – ricorda il candidato alla presidenza della Regione – Oggi la sfida è contrastare il sommerso e liberare le imprese dalla morsa della criminalità organizzata. Lo faremo – annuncia – costruendo un disegno strategico, che finora è mancato, in piena sinergia con il governo che si prepara a varare il piano per il Sud».

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