Scontro sull’ispezione in Procura Il Pdl: s’indaghi. Il Pd: sfacciati

12 novembre 2009

(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)

I deputati del Pdl Giorgio Stracquadanio, Manlio Contento, Giancarlo Lehner e Silvano Moffa han­no chiesto, in una interroga­zione al ministro della Giu­stizia Angelino Alfano, l’in­vio di «una ispezione presso la Procura di Napoli al fine di verificare la fondatezza dei succitati gravi rilievi espressi dal procuratore ge­nerale Vincenzo Galgano in una intervista al Corriere del Mezzogiorno sul modo di amministrare la giustizia da parte di alcuni pm napoleta­ni ». Oggi, sulla prima pagi­na del Corriere del Mezzo­giorno , Galgano afferma che «certe reazioni esagerate, in­controllate e irragionevoli al­le mie parole possono giusti­ficare un’indagine di questo tipo».

«Chi parla di giustizia ad orologeria», ha commentato criticamente la capogruppo del Pd nella giunta per le au­torizzazioni a procedere del­la Camera, Marilena Sampe­ri, «deve spiegare su quali basi il ministro Alfano do­vrebbe disporre un’ispezio­ne nella procura di Napoli per presunte sospette dichia­razioni del procuratore Gal­gano di oltre un mese fa. Au­spico che il ministro Alfano prenda le distanze da questa sfacciata ispezione ad orolo­geria che è tempestiva solo con la richiesta di autorizza­zione per l’arresto del sotto­segretario Cosentino».

Intanto, sul versante politi­co, è più che probabile che Silvio Berlusconi prenda an­cora parecchio tempo prima di sciogliere la riserva sulla candidatura campana del centrodestra. Anche perché pare che nelle ultime ore la contesa tra il premier e il pre­sidente della Camera, Gian­franco Fini, sia ancora lonta­na dalla possibile risoluzio­ne. Cosentino, dal canto suo, non fa cenno di voler fare un passo indietro. Mentre un’al­tra possibile ipotesi potreb­be essere quella di aver ga­rantito il posto di sottosegre­tario all’economia e di rima­nere a capo del Pdl campano, ma di «riflettere» sulla possi­bilità di essere candidato alla Regione. Fini, con una di­chiarazione, è tornato a ripe­tere che «la candidatura di Cosentino in Campania è inopportuna e non sarà can­didato, e che Berlusconi con­divide questa opportunità». L’ennesimo stop da parte del presidente della Camera che con questa sua nuova formu­lazione impegna anche il pre­sidente del Consiglio.

Il deputato ex di An, Ame­deo Laboccetta, ha afferma­to che «allo stato, dopo quel­lo che è successo in Campa­nia, non si può più ragiona­re con la logica delle quote e invita a «estrapolare il caso Campania dal contesto na­zionale ». Laboccetta sostie­ne che se il sottosegretario all’economia dovesse rinun­ciare alla corsa per palazzo Santa Lucia «il migliore can­didato sia il senatore e sotto­segretario al welfare Pasqua­le Viespoli». Anche il viceca­pogruppo alla Camera del Popolo della Libertà, Italo Bocchino, ha confermato nel corso di una trasmissio­ne televisiva che «siamo sempre stati perplessi sulla candidatura di Cosentino, perché da tempo circolava­no voci di inchieste. Detto questo, però, devo dire che su di lui c’è davvero poco, nulla che faccia riferimento a un concorso esterno in as­sociazione mafiosa. Caso mai, un po’ di malcostume: assunzioni, raccomandazio­ni ». E anche l’altro vicecapo­gruppo alla Camera, Marcel­lo Taglialatela, ha ieri soste­nuto la necessità che sulla candidatura in Campania «si vada al di là delle quote». In­somma, la necessità di ripo­sizionarsi da parte dei parla­mentari campani del centro­destra è evidente, soprattut­to per evitare che le decisio­ni calate dall’alto possano ri­velarsi ben più dirompenti della stessa candidatura Co­sentino. E così, ieri assieme a quella già nota di Viespoli si è incominciata a fare largo anche quella di Taglialatela.

Intanto, l’audizione del sottosegretario all’economia in giunta per le autorizzazio­ni a procedere è stata rinvia­ta a mercoledì prossimo. Il relatore in giunta, Nino Lo Presti, ha sollevato l’obiezio­ne sul perché «la richiesta di arresto sia arrivata soltanto ora, dato che Cosentino risul­ta indagato dal 2001? Mi chiedo», ha proseguito Lo Presti, «perché le esigenze cautelari arrivano solo ora? Tra l’altro, nell’ordinanza si parla di condotta delittuosa avvenuta in provincia di Ca­serta sin dall’inizio degli an­ni ’90 e perdurante. Ma allo­ra », ha concluso, «Cosenti­no ha raggiunto un record: sono venti anni che risulta indagato».

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