Serve un forum sulla giustizia

18 novembre 2009

(di Salvatore Prisco da il Corriere del Mezzogiorno)

giustizia La puntata di Porta a Porta di cui è sta­to protagonista il sottosegretario al Tesoro Nicola Cosentino, sinora possibile candidato a presidente della Regione Campania, mi è parsa sconcertante. Non lo cono­sco, non ho mai votato per la sua parte, né l’avrei fatto alle prossime regio­nali. È evidente però che non potrà più correre: pri­vo dell’immunità parla­mentare, se eletto rischia l’arresto già domandato per lui. Auguro ai magi­strati che lo inquisiscono — per un reato fumoso co­me il «concorso esterno in associazione di stampo mafioso» — di avere ri­scontri oggettivi alle paro­le dei pentiti che lo accusa­no: chi ha la mia età ha sempre presente la triste e molto emblematica vicen­da di Enzo Tortora.

La magistratura napole­tana è del resto percorsa da tensioni e proprio que­sto giornale ha raccolto un’esplosiva intervista in merito del Procuratore ge­nerale Vincenzo Galgano, seguita dalle solite censu­re dei sostituti procuratori della Repubblica, speciali­sti nell’invocare dal Consi­glio Superiore della Magi­stratura l’esercizio di pote­ri autoattribuiti, che nessu­na norma costituzionale in realtà autorizza.

È peraltro evidente che — se non si risolverà orga­nicamente il conflitto plu­riennale tra una politica che pretende di aver rice­vuto dal suffragio elettora­le il viatico per porsi al di sopra di ogni norma e pub­blici accusatori che la pen­sano all’opposto — la legi­slatura andrà di nuovo a picco (nonostante la con­fortevolissima maggioran­za iniziale), quando invece bisogna fronteggiare la cri­si economica e decidersi ad approvare riforme co­stituzionali e istituzionali palesemente improrogabi­li.

Sia allora Napoli a orga­nizzare e a ospitare una conferenza nazionale sul­la giustizia. Ha ottime fa­coltà di giurisprudenza (da quella classica della Fe­derico II alle nuove), un ce­to forense di prestigio rico­nosciuto in Italia e all’este­ro, fior di magistrati (solo un dato: sono partenopei — al momento — il pri­mo presidente della Cassa­zione, quello del Consi­glio di Stato, quello della Corte Costituzionale). Si dispongano al confronto serio e serrato tutte le cate­gorie coinvolte nella quoti­diana vicenda processua­le, senza dimenticare asso­ciazioni del personale am­ministrativo e di cittadini utenti del servizio giusti­zia, la voce dei consulenti e di altre professioni (ad esempio i commercialisti, interessati al tema societa­rio e fallimentare), il Con­siglio nazionale Forense e il notariato (altra gloria no­stra). Si discutano appro­fonditamente i cahiers de doléances , quindi si conse­gnino i risultati alla neces­saria sintesi politica rifor­matrice delle Camere, con lo sperabile incontro tra le voci più responsabili della maggioranza e dell’opposi­zione.

La situazione è gravissi­ma e richiede un’assunzio­ne di responsabilità alta e trasparente. La nostra cit­tà — per i motivi che ho sopra indicato — può (e secondo me deve) metter­si alla testa di un movi­mento che chieda riforme di settore non episodiche, che siano utili a tutti e non privilegio di qualcu­no.

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One Response to Serve un forum sulla giustizia

  1. francesco forzati on 22 novembre 2009 at 21:02

    Concordo pienamente con l’articolo di Salvatore Prisco.
    La cattedra di Diritto e Procedura Penale dell’Un. Federico II inizierà, a partire da dicembre, un ciclo di seminari/convegni sul tema: i rapporti fra giustizia penale e potere politico.
    Inizieremo con l’analisi del “processo breve”.
    Riteniamo che spiegare il momento storico che stiamo vivendo sia un preciso dovere dell’Accademia ed un impegno per garantire in futuro la reale separazione dei poteri
    Cordialmente
    Prof. Francesco Forzati

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