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Si sposa la nipote del pentito Alfieri c´è anche il sindaco tra gli invitati

venerdì, luglio 31, 2009

(di An. Car. da la Repubblica Napoli)

Il sindaco va al matrimonio della nipote di un boss di camorra pentito, e a Pompei scoppia un putiferio. «Intanto premetto che si tratta di una ragazza che ho visto crescere. Una ragazza dolcissima. Suo fratello è un ingegnere aerospaziale. Il suo fidanzato è una brava persona. La famiglia di lei vive nel fabbricato in cui ho il mio studio professionale, uno stabile che era di mio nonno. Che male c´è?», si domanda Claudio D´Alessio, sindaco democratico appena rieletto a Pompei con il 61 per cento dei voti al primo turno.
I carabinieri di Torre Annunziata e quelli di Avellino sono intervenuti con un blitz a Lauro, mercoledì sera, a una festa di nozze fra due trentenni incensurati. Identificate le 200 persone presenti: tra gli invitati 32 pregiudicati e alcuni affiliati ai clan torresi Gallo-Cavalieri e Tamarisco, uno dei quali era seduto al banchetto nonostante un obbligo di soggiorno a Torre Annunziata. Tra loro c´era pure il sindaco D´Alessio, che spiega e contrattacca: «Sono arrivato un quarto d´ora dopo le 23 per riportare a casa mia moglie, che era nel locale. Non ho fatto neppure in tempo a salutarla, mi sono fermato al primo tavolo, e in quel momento sono entrati i carabinieri. C´è chi ha detto che aspettavano me… Del resto, sono successe tante cose strane dopo la mia elezione. Forse era meglio perderle». Pochi giorni dopo le elezioni, la Procura di Torre Annunziata ha chiuso con 9 informazioni di garanzia un´inchiesta sull´ampliamento di un chiosco nel centro di Pompei. Avvisi notificati anche a D´Alessio e 6 ex assessori. Ipotesi di reato: abuso di ufficio e tentata truffa alla Ue.
Ora, il matrimonio. La sposa risulta essere nipote di Carmine Alfieri, boss arrestato nel ‘93 (poi pentito) dopo anni di guerra con Raffaele Cutolo. Davvero nessun imbarazzo per il sindaco D´Alessio? Lui risponde così: «A me risulta che questo signore sia un collaboratore di giustizia. Potrei fare l´elenco delle persone per bene presenti. Quelle che ho salutato, sono tutte degne di rispetto. Non frequento camorristi, se è questo il punto a cui si vuole arrivare. Non li frequento, anzi li combatto. Chi mi conosce lo sa. Siamo rigidissimi con i nostri atti amministrativi. Nel mese di ottobre, due degli immobili confiscati alla camorra saranno consegnati a delle associazioni per le loro attività. Io non potevo sapere se ci fossero dei delinquenti a quella festa. C´era una persona che ha violato un obbligo di soggiorno? Allora i carabinieri avrebbero dovuto portarlo via. Faccio l´avvocato, lo so bene. E invece non hanno portato via nessuno. È bastato vedere che nel locale c´era il sindaco».

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Tags: camorra, partito democratico, Pompei

Questo post e' stato inserito venerdì, 31 luglio, 2009 ed e' archiviato nella/e categoria/e Rassegna Stampa. Puoi seguire la discussione sottoscrivendo il feed RSS 2.0 .

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