Soresa, quattro indagati con il maxisequestro
(da il Mattino)
Ci sono quattro indagati nel maxisequestro di beni che ha riguardato le società satellite della Soresa. A risultare destinatari del provvedimento di sequestro, i manager Omar Scafuro, Giancarlo Piccirillo, Daniela Filoni e Mario Giannelli, tutti riconducibili alle società di servicing per conto della Soresa. In attesa di conoscere la versione difensiva dei manager indagati (per i quali vale la pena di sottolineare il principio di innocenza fino a prova contraria), l’inchiesta punta a nuovi accertamenti. Due le ipotesi d’accusa sostenute dal pool dell’aggiunto Fausto Zuccarelli e dal pm Ludovica Giugni – false fatturazioni e infedele dichiarazione dei redditi – in un’inchiesta tutt’altro che conclusa. Intanto, all’indomani del sequestro di tre milioni di euro, interviene Franco Tancredi, direttore generale della partecipata alla regione. Spiega il dg: «Soresa è totalmente estranea al sequestro di oltre 3 milioni disposto dal Gip di Napoli. Il provvedimento della magistratura – sostiene Tancredi – fa riferimento ad un rapporto esclusivo tra gli istituti bancari aggiudicatari della gara per la cartolarizzazione del debito della sanità campana e le società di servicing. Tali società sono state selezionate dalle banche attraverso un apposito bando ed hanno svolto un servizio di carattere operativo-organizzativo, sotto la loro esclusiva responsabilità e rischio. Soresa – aggiunge in una nota – non ha alcun rapporto con tali società, per cui è da escludere che possano considerarsi ”satelliti” di Soresa. Stessa considerazione vale per le ”società veicolo” (Posillipo Finance Srl), alla cui costituzione Soresa è totalmente estranea. L’operatività di società veicolo è, peraltro, subordinata all’iscrizione in un apposito albo presso la Banca d’Italia, che sottopone le richieste ad una selezione rigorosa e la loro presenza è essenziale per perfezionare la cartolarizzazione, attraverso il collocamento sui mercati internazionali dei crediti acquistati». Tancredi insiste: «Nell’operazione Soresa il debito transatto e pagato è stato di circa 2,3 miliardi di euro, ha riguardato debiti scaduti anche da oltre 5 anni, ha riguardato 5000 creditori ed ha consentito il realizzo di risparmi stimati in circa 800 milioni. Il collocamento sui mercati dei titoli cartolarizzati è avvenuto in un momento favorevole, che ha consentito alla Regione Campania una riduzione notevole, rispetto alle iniziali previsioni, delle rate da pagare nei trenta anni successivi». Ma l’opposizione in Consiglio regionale insorge contro l’intera operazione Soresa, facendo riferimento in modo esplicito al carattere clientelare del risanamento dei debiti della sanità in Campania.

