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	<title>Napoli onLine &#187; Italia dei Valori</title>
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		<title>Ruggiero (Idv): «non c&#8217;è bisogno dell&#8217;Udc per vincere a Napoli»</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 07:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista ad Enzo Ruggiero, coordinatore cittadino di Italia dei Valori. La candidatura di De Magistris e le alleanze per le prossime comunali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista ad Enzo Ruggiero, coordinatore cittadino di Italia dei Valori. La candidatura di De Magistris e le alleanze per le prossime comunali. </p>
<p><object width="400" height="300"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13896500&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=13896500&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"></embed></object></p>
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		<title>Idv, un film che non avremmo voluto vedere</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 03:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Gianni Occhiello) “Arsenico e Vecchi merletti” e “Vizi privati, Pubbliche virtù” sono i titoli di due bellissimi film che hanno fatto la storia del cinema. Secondo voi, quale sarebbe quello più appropriato per l’Italia dei Valori visto la scia di polemiche che i congressi stanno scatenando, mentre avrebbero dovuto inaugurare la stagione del rinnovamento? Insomma quale film stiamo vedendo? L’ultimo bersaglio è il neo eletto segretario cittadino di Napoli, Vincenzo Maria Ruggiero. Ma a farne le spese è l’intero partito in Campania. Ne esce uno spaccato poco lusinghiero che mette in evidenza solo i contrasti interni. E su questi hanno puntato i quotidiani locali all’indomani del congresso cittadino. Tutto questo ad appena 20 giorni dalla pubblicazione in rete di un mio articolo giudicato da qualcuno come “inopportuno” (sic!). C’è evidentemente qualcun altro che lavora contro l’IdV. Il congresso, che si è tenuto all’Hotel Oriente a Napoli sabato 10 luglio, ha registrato una discreta partecipazione di tesserati. Niente a che vedere con quello provinciale in cui solo 100/150 tesserati, su 1800, hanno eletto a segretario Elpidio Capasso. Un nome sul quale, evidentemente, c’era una convergenza non ampia, ma di quelle che contano. Per il resto nessun dubbio. Chi sabato scorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Gianni Occhiello)</strong></p>
<p><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2010/07/film_idv.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2010/07/film_idv.jpg" alt="" title="film_idv" width="720" height="529" class="alignnone size-full wp-image-9610" /></a> “Arsenico e Vecchi merletti” e “Vizi privati, Pubbliche virtù” sono i titoli di due bellissimi film che hanno fatto la storia del cinema. Secondo voi, quale sarebbe quello più appropriato per l’Italia dei Valori visto la scia di polemiche che i congressi stanno scatenando, mentre avrebbero dovuto inaugurare la stagione del rinnovamento? Insomma quale film stiamo vedendo?<br />
L’ultimo bersaglio è il neo eletto segretario cittadino di Napoli, Vincenzo Maria Ruggiero. Ma a farne le spese è l’intero partito in Campania. Ne esce uno spaccato poco lusinghiero che mette in evidenza solo i contrasti interni. E su questi hanno puntato i quotidiani locali all’indomani del congresso cittadino. Tutto questo ad appena 20 giorni dalla pubblicazione in rete di un mio articolo giudicato da qualcuno come “inopportuno” (sic!). C’è evidentemente qualcun altro che lavora contro l’IdV.<br />
Il congresso, che si è tenuto all’Hotel Oriente a Napoli sabato 10 luglio, ha registrato una discreta partecipazione di tesserati. Niente a che vedere con quello provinciale in cui solo 100/150 tesserati, su 1800, hanno eletto a segretario Elpidio Capasso. Un nome sul quale, evidentemente, c’era una convergenza non ampia, ma di quelle che contano. Per il resto nessun dubbio.<br />
Chi sabato scorso ha negato invece la sua presenza fisica è stato l’onorevole Antonio Palagiano che ha lasciato il compito di garante al senatore Nello Di Nardo. E non poteva passare inosservata neppure l’assenza del consigliere regionale, Nicola Marrazzo, solitamente presente alle iniziative del partito. Coincidenza o qualcos’altro? Fino a 48 ore prima del termine ultimo per la presentazione delle candidature, Palagiano ha tentato di far passare la candidatura di un suo amico e collega medico, da poco approdato all’IdV. Candidatura che però non ha trovato sponde d’appoggio.<br />
Palagiano si è materializzato a distanza di qualche ora dalla conclusione del congresso. Attraverso una stizzita, inopportuna e improvvida agenzia Ansa ha accusato i colleghi di partito, Nello Formisano e Luigi de Magistris, di aver stretto un patto di ferro per convergere sul nome di Ruggiero e farlo eleggere. Aspra nei toni, a tratti sgrammaticata, la nota d’agenzia ha sottolineato anche altro. Essa tira in ballo le persone che fanno riferimento a de Magistris, tra cui il sottoscritto, inserite nella squadra che affiancherà il neosegretario cittadino. Non c’è che dire: un ruolo veramente super partes quello tenuto del garante ufficiale, Antonio Palagiano.<br />
“Le sorti della terza città d&#8217;Italia non possono essere decise da un gruppo di militanti che si confrontano nell&#8217;ambito di una mozione unitaria frutto di un accordo inter-partes tra Luigi De Magistris e Nello Formisano che, di fatto, confermerà in blocco la sua leadership campana”. Questo l’incipit della nota d’agenzia di Palagiano. Mozione unitaria? Ma lo era anche quella di Elpidio Capasso, eletto per acclamazione da meno del 10 % degli iscritti. All’onorevole Palagiano, garante unico di quel congresso, deve essere sfuggito questo piccolo particolare.<br />
Ma la sua agenzia prosegue: “I candidati alla Regione Campania alle recenti elezioni, Occhiello, Tommasielli ed Esposito &#8211; prosegue il deputato campano &#8211; sostenuti dall&#8217;on. De Magistris, sono lì nella lista di Ruggiero, così come Bernardino Tuccillo, aspirante segretario cittadino dell&#8217;europarlamentare &#8216;bruciato&#8217; all&#8217;ultimo momento. Mi chiedo, allora, di cosa stiamo parlando? L&#8217;accordo tra De Magistris e Formisano è un dato di fatto”.<br />
Ecco, appunto: di cosa parliamo? La candidatura di Bernardino Tuccillo, proposta da Luigi de Magistris per dare un segnale di rinnovamento, è stata “bruciata” proprio dall’onorevole Palagiano il quale l’ha ritenuta “troppo di sinistra”. Prima Rifondazione Comunista, e poi i DS – partiti in cui ha militato Tuccillo- hanno determinato la “condanna”. Ma chi è questo inveterato comunista? Vediamo. E’ stato sindaco del difficile Comune di Melito, alle porte di Napoli dal 1995 al ‘99. Fortemente impegnato nelle problematiche dell&#8217;azione di contrasto alle mafie, fondò, con altri movimenti tra Napoli e provincia, la Rete per i Diritti e la Legalità &#8221; Peppino Impastato&#8221;. E’ stato poi consigliere Provinciale nel maggio 2004 ricoprendo la carica di assessore provinciale al Lavoro, alla Formazione, all&#8217;Orientamento Professionale, ai Centri per l&#8217;Impiego e alle Vertenze Collettive. Nel 2003 il clan Di Lauro contrastò la sua ricandidatura a sindaco di Melito (Tuccillo non venne letto per soli 200 voti di scarto). Grazie alle denunce fatte da Tuccillo la Magistratura arrestò Alfredo Cicala, già sindaco democristiano dal &#8217;90 al &#8217;93 di Melito, e che secondo le carte processuali, condizionò pesantemente il voto al primo e al secondo turno. La giunta comunale, dopo due anni, fu sciolta per infiltrazioni malavitose. Ecco di chi stiamo parlando!<br />
Ah…per la scelta del titolo del film non datevi pena. Me ne viene un altro su cui, sono certo, sarete d’accordo: “Non ci resta che piangere”, dell’indimenticabile Massimo Troisi.</p>
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		<title>Italia dei valori gela la Iervolino e non entra in giunta</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 05:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(da la Repubblica Napoli) «Italia dei Valori non ritiene che ci siano le condizioni per un ingresso in giunta al Comune di Napoli». Il terzo schiaffo in pochi giorni. Dopo le dimissioni di Enrica Amaturo e la scelta di Valeria Valente di optare per un ruolo nel Pd, Rosa Russo Iervolino incassa ora il no dal senatore Nello Formisano e dal consigliere comunale Franco Moxedano assieme al neo segretario Idv Enzo Ruggiero, che hanno registrato la ferma opposizione dei big, dai dipietristi a Luigi De Magistris. «Ringraziamo la Iervolino per aver avuto un confronto a tutto campo con il nostro partito &#8211; affermano i tre &#8211; ma siamo impegnati per costruire una coalizione coerente, su punti programmatici netti e chiari, guidata da una personalità di forte rinnovamento per battere il centrodestra». Proprio sabato, durante l´elezione di Ruggiero a segretario, era emerso un ampio fronte del no da parte di Italia dei valori al rientro nella giunta Iervolino. Un no deciso con dichiarazioni forti da parte di De Magistris e del consigliere regionale Nicola Marrazzo. Nella stessa riunione era stata rilanciata con forza la candidatura di De Magistris a sindaco per le elezioni 2011. Un no unanime al rientro in giunta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>«Italia dei Valori non ritiene che ci siano le condizioni per un ingresso in giunta al Comune di Napoli». Il terzo schiaffo in pochi giorni. Dopo le dimissioni di Enrica Amaturo e la scelta di Valeria Valente di optare per un ruolo nel Pd, Rosa Russo Iervolino incassa ora il no dal senatore Nello Formisano e dal consigliere comunale Franco Moxedano assieme al neo segretario Idv Enzo Ruggiero, che hanno registrato la ferma opposizione dei big, dai dipietristi a Luigi De Magistris.<br />
«Ringraziamo la Iervolino per aver avuto un confronto a tutto campo con il nostro partito &#8211; affermano i tre &#8211; ma siamo impegnati per costruire una coalizione coerente, su punti programmatici netti e chiari, guidata da una personalità di forte rinnovamento per battere il centrodestra».<br />
Proprio sabato, durante l´elezione di Ruggiero a segretario, era emerso un ampio fronte del no da parte di Italia dei valori al rientro nella giunta Iervolino. Un no deciso con dichiarazioni forti da parte di De Magistris e del consigliere regionale Nicola Marrazzo. Nella stessa riunione era stata rilanciata con forza la candidatura di De Magistris a sindaco per le elezioni 2011.<br />
Un no unanime al rientro in giunta, confermato da Pina Tommasielli che era indicata tra i possibili assessori: «Le condizioni che ci fecero uscire dalla giunta due anni fa sono visibilmente peggiorate». Da stamattina, dunque, il conto alla rovescia per colmare i vuoti in giunta dopo le dimissioni di Amaturo e Valente. </p>
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		<title>Idv scettica sull&#8217;ingresso in giunta comunale</title>
		<link>http://www.napolionline.org/new/idv-scettica-sullingresso-in-giunta-comunale</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 06:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(da la Repubblica Napoli) Il Congresso dell´Italia dei valori, oltre a eleggere Enzo Ruggiero a segretario cittadino e a rilanciare con un documento la richiesta di candidatura a sindaco di Luigi De Magistris, non ha però sciolto i dubbi sull´attuale giunta comunale. Lo stesso neo segretario Ruggiero lo afferma: «L´eventuale ingresso in giunta al Comune sarà oggetto di un´attenta valutazione dopo aver ascoltato le varie opinioni presenti nel partito. Al momento non è stata presa alcuna decisione». Varie opinioni. Con un fronte del no che cresce. Dal consigliere regionale Nicola Marrazzo: «Entrare in squadra con il sindaco Rosa Russo Iervolino sarebbe un´azione fallimentare». Fino all´eurodeputato Luigi De Magistris: «Ribadisco la mia netta contrarietà. Una scelta che, al di là del nome che il partito potrebbe designare come assessore, risulterebbe incomprensibile al nostro elettorato dopo le critiche che abbiamo espresso sull´amministrazione di Napoli. Occorre dire no con fermezza e coerenza». Ore decisive mentre sul tavolo della Iervolino, in attesa del responso dell´Italia dei valori, restano due nomi: l´ex assessore Luigi Imperlino e Pina Tommasiello.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>Il Congresso dell´Italia dei valori, oltre a eleggere Enzo Ruggiero a segretario cittadino e a rilanciare con un documento la richiesta di candidatura a sindaco di Luigi De Magistris, non ha però sciolto i dubbi sull´attuale giunta comunale. Lo stesso neo segretario Ruggiero lo afferma: «L´eventuale ingresso in giunta al Comune sarà oggetto di un´attenta valutazione dopo aver ascoltato le varie opinioni presenti nel partito. Al momento non è stata presa alcuna decisione».<br />
Varie opinioni. Con un fronte del no che cresce. Dal consigliere regionale Nicola Marrazzo: «Entrare in squadra con il sindaco Rosa Russo Iervolino sarebbe un´azione fallimentare». Fino all´eurodeputato Luigi De Magistris: «Ribadisco la mia netta contrarietà. Una scelta che, al di là del nome che il partito potrebbe designare come assessore, risulterebbe incomprensibile al nostro elettorato dopo le critiche che abbiamo espresso sull´amministrazione di Napoli. Occorre dire no con fermezza e coerenza».<br />
Ore decisive mentre sul tavolo della Iervolino, in attesa del responso dell´Italia dei valori, restano due nomi: l´ex assessore Luigi Imperlino e Pina Tommasiello. </p>
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		<title>Nel rimpasto spuntano i &#8216;dipietristi&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 14:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giunta comunale]]></category>
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		<description><![CDATA[(di c.c. da Cronache di Napoli) Il governo cittadino di Palazzo San Giacomo potrebbe essere sostenuto di nuovo da Italia dei Valori. Dunque, il rimpasto della Giunta potrebbe riservare delle novità: l&#8217;ingresso di un assessore dipietrista che potrebbe acquisire la delega al turismo. Ma, a quanto pare emergono &#8216;punti di vista&#8217; tra Rosetta e i vertici locali del partito. Il primo cittadino si sarebbe dichiarata contraria alla nomina di Enzo Ruggiero, attuale segretario cittadino di Italia dei Valori, mentre avrebbe espresso un giudizio positivo sull&#8217;eventuale rientro dell&#8217;ex assessore Luigi Imperlino. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da Cronache di Napoli nelle ultime ore, il sindaco Rosa Russo lervolino avrebbe contattato più volte il leader nazionale Antonio Di Pietro e si sarebbe incontrata due volte con il coordinatore regionale di Idv Nello Formisano. Il responsabile regionale continua a sostenere il nome di Ruggiero. Il partito è tutto impegnato per la collocazione di Ruggiero. &#8211; spiega un dirigente di Italia dei Valori &#8211; Tra l&#8217;altro è un cassintegrato. Nelle prossime ore, si dovrebbe trovare un accordo. Ma, secondo i bene informati, sarebbero aumentate le quotazioni di Imperlino. Invece, sul candidato alla carica di assessore al Personale sarebbe in atto un braccio di ferro tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di c.c. da Cronache di Napoli)</strong></p>
<p>Il governo cittadino di Palazzo San Giacomo potrebbe essere sostenuto di nuovo da Italia dei Valori. Dunque, il rimpasto della Giunta potrebbe riservare delle novità: l&#8217;ingresso di un assessore dipietrista che potrebbe acquisire la delega al turismo. Ma, a quanto pare emergono &#8216;punti di vista&#8217; tra Rosetta e i vertici locali del partito. Il primo cittadino si sarebbe dichiarata contraria alla nomina di Enzo Ruggiero, attuale segretario cittadino di Italia dei Valori, mentre avrebbe espresso un giudizio positivo sull&#8217;eventuale rientro dell&#8217;ex assessore Luigi Imperlino. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da Cronache di Napoli nelle ultime ore, il sindaco Rosa Russo lervolino avrebbe contattato più volte il leader nazionale Antonio Di Pietro e si sarebbe incontrata due volte con il coordinatore regionale di Idv Nello Formisano. Il responsabile regionale continua a sostenere il nome di Ruggiero. Il partito è tutto impegnato per la collocazione di Ruggiero. &#8211; spiega un dirigente di Italia dei Valori &#8211; Tra l&#8217;altro è un cassintegrato. Nelle prossime ore, si dovrebbe trovare un accordo. Ma, secondo i bene informati, sarebbero aumentate le quotazioni di Imperlino. Invece, sul candidato alla carica di assessore al Personale sarebbe in atto un braccio di ferro tra Rosetta e i vertici del Partito Democratico. Il sindaco sarebbe orientato a nominare il suo capogabinetto Pasquale Losa e in alternativa l&#8217;ex assessore Gennaro Mola. Ma il neo segretario Nicola Tremante avrebbe espresso forti perplessità. Intanto, continuano a circolare con insistenza i nomi del giuslavorista Mario Rusciano, del sindacalista Peppe Errico e dell&#8217;ex assessore regionale Gianfranco Nappi. </p>
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		<title>Falciatore e De Cristofaro entrano nel Cda dell&#8217;Arin. L&#8217;Idv torna in maggioranza</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 06:28:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[arin]]></category>
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		<description><![CDATA[(di o.l. da la Repubblica Napoli) Dopo due anni Italia dei valori rientra nella maggioranza al Comune di Napoli. Un´intesa, raggiunta tra il sindaco Rosa Russo Iervolino e il coordinatore Nello Formisano, che sarà ratificata domenica al congresso cittadino Idv per chiudere a inizio della prossima settimana il rimpasto a Palazzo San Giacomo, dove sono due i posti da assegnare dopo le dimissioni di Valeria Valente (sconfitta nella corsa alla segreteria provinciale del Pd) e di Enrica Amaturo, andata via in polemica con la burocrazia comunale per la gestione dei maxiconcorsi. L´intesa rilancia l´asse tra Pd e Idv in vista delle elezioni comunali del prossimo anno, mentre per la seconda casella si attende la scelta della Valente. La Iervolino la vorrebbe di nuovo al suo fianco, ma i bassoliniani preferirebbero un incarico nella segreteria provinciale. In attesa del rimpasto, la Iervolino accelera sulle aziende e per l´Arin (acquedotto) ha deciso di affiancare a Maurizio Barracco (che passa da amministratore unico a presidente) un consiglio di amministrazione così calibrato: Maria Grazia Falciatore (commissario uscente della Asl Napoli 1 ed ex capo di gabinetto di Bassolino in Regione), Giuseppe De Cristofaro (Sinistra e libertà), Domenico De Falco (Federazione della sinistra), Giuseppe Ferrara [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di o.l. da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>Dopo due anni Italia dei valori rientra nella maggioranza al Comune di Napoli. Un´intesa, raggiunta tra il sindaco Rosa Russo Iervolino e il coordinatore Nello Formisano, che sarà ratificata domenica al congresso cittadino Idv per chiudere a inizio della prossima settimana il rimpasto a Palazzo San Giacomo, dove sono due i posti da assegnare dopo le dimissioni di Valeria Valente (sconfitta nella corsa alla segreteria provinciale del Pd) e di Enrica Amaturo, andata via in polemica con la burocrazia comunale per la gestione dei maxiconcorsi.<br />
L´intesa rilancia l´asse tra Pd e Idv in vista delle elezioni comunali del prossimo anno, mentre per la seconda casella si attende la scelta della Valente. La Iervolino la vorrebbe di nuovo al suo fianco, ma i bassoliniani preferirebbero un incarico nella segreteria provinciale.<br />
In attesa del rimpasto, la Iervolino accelera sulle aziende e per l´Arin (acquedotto) ha deciso di affiancare a Maurizio Barracco (che passa da amministratore unico a presidente) un consiglio di amministrazione così calibrato: Maria Grazia Falciatore (commissario uscente della Asl Napoli 1 ed ex capo di gabinetto di Bassolino in Regione), Giuseppe De Cristofaro (Sinistra e libertà), Domenico De Falco (Federazione della sinistra), Giuseppe Ferrara (sindacalista Uil in quota Pd). Barracco è stato confermato presidente della Net service (controllata dall´Arin) con un cda in cui entrano i commercialisti Angela Perri e Raffaele Giglio. </p>
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		<title>Il Congresso Provinciale di Italia dei Valori. Primavera buia</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 05:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Gianni Occhiello) In Campania è stata scritta un’altra bruttissima pagina dell&#8217;Italia dei Valori. E mi costa molto ammetterlo. Il congresso provinciale, tenutosi sabato 26 giugno, che ha eletto il segretario provinciale, Elpidio Capasso, è stata una presa in giro. Su 1800 tesserati in provincia di Napoli, nella sala in cui si è svolta l&#8217;assise vi erano presenti al massimo 100/150 persone legittimate a votare. Anche per un occhio disattento era facile vedere l’esigua presenza. Ma per il tavolo di chi doveva assicurare la conformità delle procedure: Nello Formisano, Antonio Palagiano, Nicola Marrazzo, Nello Di Nardo, tutto è stato regolare. Nessuno ha sentito il dovere di richiamare la norma del regolamento che prevede la presenza di almeno il 30% degli iscritti affinché le votazioni siano valide. Stendiamo poi un velo pietoso sui contenuti degli interventi: demagogia sempliciona allo stato puro. Niente si è detto su quella che dovrà essere la linea politica del partito a livello locale. Così come niente si è ascoltato sulle posizioni che l’Idv dovrà tenere in consiglio regionale e comunale su tematiche importanti che attengono alla legalità, al lavoro, alla sanità, all’ambiente e quant’altro. Si sono invece ripetuti ritornelli già sentiti migliaia di volte. Buoni propositi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Gianni Occhiello)</strong></p>
<p><div id="attachment_1849" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/09/di_pietro02.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/09/di_pietro02.jpg" alt="Antonio Di Pietro" title="Antonio Di Pietro" width="300" height="230" class="size-full wp-image-1849" /></a><p class="wp-caption-text">Antonio Di Pietro</p></div> In Campania è stata scritta un’altra bruttissima pagina dell&#8217;Italia dei Valori. E mi costa molto ammetterlo. Il congresso provinciale, tenutosi sabato 26 giugno, che ha eletto il segretario provinciale, Elpidio Capasso, è stata una presa in giro.<br />
Su 1800 tesserati in provincia di Napoli, nella sala in cui si è svolta l&#8217;assise vi erano presenti al massimo 100/150 persone legittimate a votare. Anche per un occhio disattento era facile vedere l’esigua presenza. Ma per il tavolo di chi doveva assicurare la conformità delle procedure: Nello Formisano, Antonio Palagiano, Nicola Marrazzo, Nello Di Nardo, tutto è stato regolare. Nessuno ha sentito il dovere di richiamare la norma del regolamento che prevede la presenza di almeno il 30% degli iscritti affinché le votazioni siano valide.<br />
Stendiamo poi un velo pietoso sui contenuti degli interventi: demagogia sempliciona allo stato puro.<br />
Niente si è detto su quella che dovrà essere la linea politica del partito a livello locale. Così come niente si è ascoltato sulle posizioni che l’Idv dovrà tenere in consiglio regionale e comunale su tematiche importanti che attengono alla legalità, al lavoro, alla sanità, all’ambiente e quant’altro.<br />
Si sono invece ripetuti ritornelli già sentiti migliaia di volte. Buoni propositi che poi rimarranno come sempre sulla carta se i quadri dirigenziali sono sempre gli stessi. Il più volte invocato “gioco di squadra” è stato un esercizio di bassa retorica. Negli anni, all’armonia del collettivo si sono preferite operazioni escludenti e penalizzanti di quanti hanno lavorato per il partito rimboccandosi le maniche e, a pieno titolo, hanno magari sollevato legittime critiche. Per contro sono stati invece premiati i pacchettari di voti o personaggi graditi e funzionali al sistema della nomenklatura locale anche se, e nonostante, in diversi di loro ci fosse più di un’ombra che consigliava di prenderne le distanze. Il gioco di squadra è servito per chiamare la base quando c’era bisogno di manovalanza come nel caso della raccolte firme per i referendum.<br />
Antonio Di Pietro non può e non deve accettare più questo intollerabile andazzo che non fa bene al partito, non fa bene a lui e crea un disorientamento in tantissimi elettori dell’Italia dei Valori .<br />
Il cambiamento tanto atteso non ci sarà finché il “pallino” resterà saldamente nelle mani di chi ha giocato fino ad ora secondo le sue regole. La riconferma del segretario provinciale Capasso, come si delinea quella del coordinatore regionale, al congresso che si terrà dopo le vacanze estive, ne sono la triste conferma. Un partito che a livello locale ha sempre e solo badato a logiche che nulla hanno a che fare con un reale radicamento territoriale “vicino” ai cittadini e ai loro problemi ha poco da sperare per il futuro. I risultati non lusinghieri delle passate elezioni regionali in Campania confermano questo dato. L’IdV è un partito che mantiene ed è cresciuto su consensi d’opinione, grazie al grande lavoro del suo presidente e degli innesti di alcuni nomi, come nelle elezioni europee, che hanno dato un sapore di rinnovamento. E’ un consenso però che può implodere, da un momento all’altro.<br />
L&#8217;IdV e Di Pietro sono in questi giorni oggetto di accuse pesanti. C&#8217;è un ampio settore dell&#8217;informazione che batte i tasti su argomenti che al di là delle implicazioni giuridiche, sulle quali sono certo che Antonio Di Pietro saprà dimostrare tutta la regolarità di quanto contestatogli, ha vita facile se si concedono ghiotte occasioni, come questa dei congressi, per criticare.<br />
Per il nostro partito la fase congressuale doveva essere la “primavera del rinnovamento”, è avvilente invece dover ammettere che stiamo ancora nel profondo buio invernale.</p>
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		<title>Pdl e Pd in perfetto stile &#8216;gattopardo&#8217;. Idv grida all&#8217;inciucio e corre da sola</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 06:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di P.P. da Cronache di Napoli) Patti che non si mantengono, strategie immaginate e che al primo intoppo si disperdono come neve al vento, un gattopardismo diffuso che si fa fatica a celare. Questo, più o meno, è quello che sta proponendo il nuovo scenario politico in Campania post-Bassolino. Gli accordi erano chiari, prima delle elezioni, salvo poi che alla prova dei fatti vengono meno. Come quello che Italia dei Valori aveva stretto con l&#8217;allora candidato del centrosinistra Vincenzo De Luca e che lo stesso non è riuscito a mantenere. Si trattava di qualche poltrona, niente di che, un impegno che il sindaco di Salerno non avrebbe avuto nessuna difficoltà a garantire anche nel caso di sconfitta, come poi è successo. Il fatto è che neanche da capo dell&#8217;opposizione sia riuscito nell&#8217;intento, dovendo fare ammenda della sua presunzione e dell&#8217;impotenza che in questo momento ne ingabbia le energie. Gli è stato fatale l&#8217;aver subito il ritorno del partito, di cui aveva augurato la repentina scomparsa, e si è dovuto piegare alle sue regole. E addio Idv. La quale se l&#8217;è presa a morte attaccando a testa bassa. &#8220;Italia dei Valori denuncia il patto &#8216;inciucista &#8216; che ha modificato una prassi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di P.P. da Cronache di Napoli)</strong></p>
<p>Patti che non si mantengono, strategie immaginate e che al primo intoppo si disperdono come neve al vento, un gattopardismo diffuso che si fa fatica a celare. Questo, più o meno, è quello che sta proponendo il nuovo scenario politico in Campania post-Bassolino. Gli accordi erano chiari, prima delle elezioni, salvo poi che alla prova dei fatti vengono meno. Come quello che Italia dei Valori aveva stretto con l&#8217;allora candidato del centrosinistra Vincenzo De Luca e che lo stesso non è riuscito a mantenere. Si trattava di qualche poltrona, niente di che, un impegno che il sindaco di Salerno non avrebbe avuto nessuna difficoltà a garantire anche nel caso di sconfitta, come poi è successo. Il fatto è che neanche da capo dell&#8217;opposizione sia riuscito nell&#8217;intento, dovendo fare ammenda della sua presunzione e dell&#8217;impotenza che in questo momento ne ingabbia le energie. Gli è stato fatale l&#8217;aver subito il ritorno del partito, di cui aveva augurato la repentina scomparsa, e si è dovuto piegare alle sue regole. E addio Idv. La quale se l&#8217;è presa a morte attaccando a testa bassa. &#8220;Italia dei Valori denuncia il patto &#8216;inciucista &#8216; che ha modificato una prassi consolidata nella Regione Campania che vedeva attribuita alle opposizioni le Commissioni speciali di Controllo&#8221;, ha affermato ieri in conferenza stampa il segretario regionale. Nello Formisano.&#8221;Pdl e Pd &#8211; ha aggiunto &#8211; si sono accordati sulla testa di tutti disattendendo, peraltro, l&#8217;indicazione del capo dell&#8217;opposizione De Luca&#8221;. Quanto basta, insomma, per mettere in discussione l&#8217;alleanza. &#8220;Idv non ci sta e da oggi in poi si assume la responsabilità di formulare proposte di governo della coalizione, a partire dalle prossime scadenze elettorali. Su tutte &#8211; ha concluso minaccioso Formisano &#8211; le elezioni al comune di Napoli, scegliendo campani di valore e di alto profilo. Saremo ben lieti di accogliere nella coalizione, chi condividerà il nostro programma di governo&#8221;. Una rottura che non dovrebbe preoccupare più di tanto i democrat, per le comunali c&#8217;è tempo, piuttosto preme riprendere il dialogo con il Pdl che stava procedendo sui binari giusti in questo avvio di legislatura regionale. Poi qualcosa si è &#8216;rotto&#8217; ed è scattata la &#8216;rappresaglia&#8217; improvvisa. La stilettata di Antonio Bassolino rifilata a Stefano Caldoro con l&#8217;annuncio di ricorrere al Tar per i provvedimenti annulla-atti presi da questi ha fatto salire la tensione. Non era nei programmi. Il governatore aspetta da Roma indicazioni, probabilmente bisognerà riaprire il &#8216;tavolo&#8217;. Mercoledì in consiglio regionale i due partiti &#8216;compari&#8217;, stando agli annunci, si guarderanno torvi. Poi si comincerà a discutere e chissà come andrà a finire. </p>
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		<title>Provincia, in due passano dall&#8217;Idv al Pdl</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 06:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
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		<description><![CDATA[(da la Discussione) Clamorosi cambi di casacca al Consiglio provinciale di Napoli. Dopo le elezioni regionali, si stanno registrando i primi inevitabili smottamenti all&#8217;interno soprattutto del centrosinistra rimasto al governo soltanto al Comune di Napoli. Secondo indiscrezioni raccolte dal &#8220;Velino&#8221;, due consiglieri provinciali eletti nella fila di Italia dei valori, Giovanni Palomba e Massimo Filoia sarebbero in procinto di passare nel Popolo della Libertà. Il primo, allontanatosi dai dipietristi già da alcune settimane e dichiaratosi indipendente prima appunto delle regionali, è dei due il più accreditato a compiere il passo nei prossimi giorni. Aumenterebbe, così, la pattuglia di esponenti Pdl in Consiglio: sono 14 per ora, ma Ermanno Schiano e Domenico De Siano sono stati eletti consiglieri regionali e quindi presto potrebbero lasciare l&#8217;assemblea di S.Maria La Nova. Rumours di nuovi ingressi, infine, riguardano l&#8217;Udc: se amplia il rispettivo gruppo di appartenenza potrebbe poi essere ulteriormente legittimato a chiedere un terzo assessore al presidente Cesaro in concomitanza con l&#8217;avvio della nuova giunta regionale targata Caldoro. Il presidente Cesaro sta lavorando in questi giorni, inoltre, per il rimpasto di giunta, visto che deve sostituire i due assessori Muro e Malvano, dimessisi per candidarsi, entrambi con risultato negativo, al consiglio regionale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(da la Discussione)</strong></p>
<p>Clamorosi cambi di casacca al Consiglio provinciale di Napoli. Dopo le elezioni regionali, si stanno registrando i primi inevitabili smottamenti all&#8217;interno soprattutto del centrosinistra rimasto al governo soltanto al Comune di Napoli. Secondo indiscrezioni raccolte dal &#8220;Velino&#8221;, due consiglieri provinciali eletti nella fila di Italia dei valori, Giovanni Palomba e Massimo Filoia sarebbero in procinto di passare nel Popolo della Libertà. Il primo, allontanatosi dai dipietristi già da alcune settimane e dichiaratosi indipendente prima appunto delle regionali, è dei due il più accreditato a compiere il passo nei prossimi giorni. Aumenterebbe, così, la pattuglia di esponenti Pdl in Consiglio: sono 14 per ora, ma Ermanno Schiano e Domenico De Siano sono stati eletti consiglieri regionali e quindi presto potrebbero lasciare l&#8217;assemblea di S.Maria La Nova. Rumours di nuovi ingressi, infine, riguardano l&#8217;Udc: se amplia il rispettivo gruppo di appartenenza potrebbe poi essere ulteriormente legittimato a chiedere un terzo assessore al presidente Cesaro in concomitanza con l&#8217;avvio della nuova giunta regionale targata Caldoro.<br />
Il presidente Cesaro sta lavorando in questi giorni, inoltre, per il rimpasto di giunta, visto che deve sostituire i due assessori Muro e Malvano, dimessisi per candidarsi, entrambi con risultato negativo, al consiglio regionale.</p>
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		<title>Idv ci ripensa mano tesa alla lervolino</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 07:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bilancio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Moxedano]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Gerardo Ausiello da il Mattino) L&#8217;Italia dei Valori tende la mano a Rosa Russo Iervolino. Alla prossima votazione sul bilancio, che potrebbe essere decisiva per la maggioranza, il partito di Di Pietro si asterrà ma risponderà all&#8217;appello iniziale: contribuirà così a rendere valida la seduta e a mantenere in sella il sindaco. Ad annunciarlo è il segretario regionale di ldv, Nello Formisano, che ha convocato per domani una conferenza stampa a cui parteciperanno anche il capogruppo Franco Moxedano e il segretario cittadino Vincenzo Ruggiero: «L&#8217;Italia dei Valori a Napoli è all&#8217;opposizione della giunta Iervolino, ma questo non potrà mai determinare che i nostri voti si sommino a quelli del centrodestra &#8211; spiega Formisano &#8211; Pertanto l&#8217;esecutivo nazionale ha deciso la posizione di astensione sul bilancio che consentirà al sindaco di andare avanti se ha i numeri per farlo». Alla Iervolino servono 31 consiglieri per avviare la discussione sulla manovra contabile (che potrebbe tenersi il 19 e il 20 aprile) e restare alla guida di Palazzo San Giacomo. Naturalmente i 31 dovranno garantire la loro presenza in aula fino alla votazione. Questi i numeri: oltre al sindaco, dovrebbero rispondere all&#8217;appello i 15 consiglieri del Pd (anche se nel gruppo non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Gerardo Ausiello da il Mattino)</strong></p>
<p>L&#8217;Italia dei Valori tende la mano a Rosa Russo Iervolino. Alla prossima votazione sul bilancio, che potrebbe essere decisiva per la maggioranza, il partito di Di Pietro si asterrà ma risponderà all&#8217;appello iniziale: contribuirà così a rendere valida la seduta e a mantenere in sella il sindaco. Ad annunciarlo è il segretario regionale di ldv, Nello Formisano, che ha convocato per domani una conferenza stampa a cui parteciperanno anche il capogruppo Franco Moxedano e il segretario cittadino Vincenzo Ruggiero: «L&#8217;Italia dei Valori a Napoli è all&#8217;opposizione della giunta Iervolino, ma questo non potrà mai determinare che i nostri voti si sommino a quelli del centrodestra &#8211; spiega Formisano &#8211; Pertanto l&#8217;esecutivo nazionale ha deciso la posizione di astensione sul bilancio che consentirà al sindaco di andare avanti se ha i numeri per farlo».<br />
Alla Iervolino servono 31 consiglieri per avviare la discussione sulla manovra contabile (che potrebbe tenersi il 19 e il 20 aprile) e restare alla guida di Palazzo San Giacomo. Naturalmente i 31 dovranno garantire la loro presenza in aula fino alla votazione. Questi i numeri: oltre al sindaco, dovrebbero rispondere all&#8217;appello i 15 consiglieri del Pd (anche se nel gruppo non mancano i distinguo: da tempo, infatti, Emilio Montemarano non partecipa alle sedute); Luigi Zimbaldi (Verdi per la pace); Raffaele Carotenuto e Alessandro Fucito (Rifondazione comunista); Gaetano Sannino, Antonio Fellico e Antonio Frattasi (Comunisti italiani); Nino Funaro, Carlo Migliaccio e Alfredo Giordano (gruppo misto); Ciro Fiola (Sdi) e ancora Salvatore Parisi, Ciro Bordello, Mario D&#8217;Esposito e Francesco Minisci (Sinistra e libertà) e Salvatore Galiero (Riformisti democratici per il Sud). In totale 31, a cui bisogna aggiungere appunto Moxedano. Ma la situazione è ancora molto incerta e fluida. Per l&#8217;approvazione del bilancio basta invece la maggioranza relativa.<br />
Tra le forze politiche, intanto, si accende il dibattito. Raffaele Ambrosino (Pdl) non risparmia accuse all&#8217;Idv: «Tutti i consiglieri comunali che risponderanno all&#8217;appello iniziale faranno parte della vera maggioranza. Formisano sa bene che restando in aula sul bilancio preventivo contribuisce a mantenere il numero legale che è di 31 consiglieri. Lo sa molto bene il collega Moxedano, sempre assente al primo appello da quando dichiarò di essere all&#8217;opposizione. L&#8217;Idv tenta inutilmente di prendere in giro i napoletani. Per questo motivo è fondamentale che i 28 consiglieri dell&#8217;opposizione siano in aula e votino contro». Durissimo il collega Stanislao Lanzotti (Pdl): «Questo bilancio è peggio dei precedenti. Basti pensare che i conti di alcune partecipate sono del tutto sballati. Ciò denota che siamo giunti alla fine, quindi l&#8217;invito è di tornare subito alle urne». D’accordo il capogruppo dell&#8217;Udc Federico Alvino: «Il sindaco compia un atto di responsabilità politica ed abbia il coraggio di dimettersi invece di legarsi alla poltrona o lottizzare posti di sottogoverno». Roberto De Masi (Udc) è categorico: «Non faremo sconti e non saremo la stampella di una maggioranza sempre più allo sbando. Il sindaco ha il diritto di governare ma non di tirare a campare contro la città». Di tutt&#8217;altro avviso Funaro: «Dobbiamo pensare a risolvere i problemi dei cittadini, a partire dalla manutenzione delle strade che può essere garantita solo con un Global service».</p>
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		<title>Idv: Ci asteremo sul bilancio del comune di Napoli</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 18:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Nella prossima votazione sul bilancio al Comune di Napoli Italia dei Valori si asterrà&#8221;. Lo annuncia Nello Formisano, segretario regionale campano del partito, che spiegherà i motivi della scelta in una conferenza stampa convocata per lunedì. &#8220;Italia dei Valori a Napoli &#8211; spiega Formisano &#8211; è all`opposizione della Giunta Iervolino, ma questo non potrà mai determinare che i voti dell`Idv si sommino a quelli del centrodestra. Pertanto l`esecutivo nazionale di ieri ha deciso la posizione di astensione sul bilancio che consentirà al sindaco Iervolino di andare avanti se ha i numeri per farlo&#8221;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nella prossima votazione sul bilancio al Comune di Napoli Italia dei Valori si asterrà&#8221;. Lo annuncia Nello Formisano, segretario regionale campano del partito, che spiegherà i motivi della scelta in una conferenza stampa convocata per lunedì. &#8220;Italia dei Valori a Napoli &#8211; spiega Formisano &#8211; è all`opposizione della Giunta Iervolino, ma questo non potrà mai determinare che i voti dell`Idv si sommino a quelli del centrodestra. Pertanto l`esecutivo nazionale di ieri ha deciso la posizione di astensione sul bilancio che consentirà al sindaco Iervolino di andare avanti se ha i numeri per farlo&#8221;.</p>
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		<title>E anche l&#8217;Idv congeda Rosetta</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 06:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
		<category><![CDATA[Nello Formisano]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco di napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Anna Trieste da il Roma) All&#8217;indomani delle elezioni regionali, nel centrosinistra campano è l&#8217;ora del regolamento dei conti. Sì, perché se prima della disfatta i vertici del Pd si potevano ancora permettere di fare i &#8220;gradassi&#8221; con gli alleati imponendo loro nomi, tempi e strategie, adesso la musica è cambiata. E si capisce. Dopo la cancellazione della sinistra antagonista e la decimazione dei vendoliani, per i prossimi cinque anni a spartirsi gioie e (soprattutto) dolori dell&#8217;opposizione saranno loro, democratici e dipietristi. E se i primi sono impegnati a leccarsi le ferite e a cercare il capro espiatorio cui addossare tutte le colpe, i secondi gongolano. E ne hanno ben donde. Mentre il Pd in Campania perde dieci punti, l&#8217;Idv ne acquista quattro. Ecco perché adesso tocca a loro a fare la voce grossa. «Noi siamo i capisaldi della coalizione, e faremo opposizione con il Pd come se fossimo un solo partito» comunica gonfiando il petto il segretario regionale Nello Formisano, che poi, forte del risultato elettorale portato a casa dall&#8217;Idv, con tre consiglieri regionali in più rispetto a cinque anni fa, mette le cose in chiaro con i democrat: «Adesso ci aspettiamo da parte loro maggiore considerazione. Soprattutto quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Anna Trieste da il Roma)</strong></p>
<p>All&#8217;indomani delle elezioni regionali, nel centrosinistra campano è l&#8217;ora del regolamento dei conti. Sì, perché se prima della disfatta i vertici del Pd si potevano ancora permettere di fare i &#8220;gradassi&#8221; con gli alleati imponendo loro nomi, tempi e strategie, adesso la musica è cambiata. E si capisce. Dopo la cancellazione della sinistra antagonista e la decimazione dei vendoliani, per i prossimi cinque anni a spartirsi gioie e (soprattutto) dolori dell&#8217;opposizione saranno loro, democratici e dipietristi. E se i primi sono impegnati a leccarsi le ferite e a cercare il capro espiatorio cui addossare tutte le colpe, i secondi gongolano. E ne hanno ben donde. Mentre il Pd in Campania perde dieci punti, l&#8217;Idv ne acquista quattro. Ecco perché adesso tocca a loro a fare la voce grossa. «Noi siamo i capisaldi della coalizione, e faremo opposizione con il Pd come se fossimo un solo partito» comunica gonfiando il petto il segretario regionale Nello Formisano, che poi, forte del risultato elettorale portato a casa dall&#8217;Idv, con tre consiglieri regionali in più rispetto a cinque anni fa, mette le cose in chiaro con i democrat: «Adesso ci aspettiamo da parte loro maggiore considerazione. Soprattutto quando facciamo proposte riguardo alle candidature». Il segretario dipietrista probabilmente non ha ancora digerito la fermezza con cui qualche mese fa, nel pieno del caos delle candidature per le Regionali, i vertici del Pd campano non presero in considerazione un&#8217;eventuale discesa in campo del giudice anticamorra Raffaele Cantone. «E’ presumibile che un nome come quello di Cantone sarebbe stato vincente rispetto a quello di Enzo De Luca — dice Formisano Ora però, se De Luca prende più voti delle sue liste e il Pd perde voti, farebbe bene a interrogarsi e ad ascoltare di più gli alleati». Il che, tradotto dal politichese, significa quanto segue: se lo scordino pure quelli del Pd che d&#8217;ora in poi i dipietristi si faranno di nuovo andar bene una candidatura imposta da loro. Soprattutto al prossimo appuntamento elettorale, che, nella specie, è quello delle elezioni al Comune di Napoli. E siccome rispetto a queste negli ambienti vicini al Pd già si fa il nome dello stesso De Luca (anche se il diretto interessato smentisce), Formisano avverte: «È presto per parlarne, ma in ogni caso per noi il modo migliore per la scelta del candidato sono le primarie. Ma solo se c&#8217;è il tempo necessario e se sono primarie vere» afferma il segretario, che poi esprime anche apprezzamento per le prime mosse da governatore di Stefano Caldoro: «Con le sue affermazioni di autonomia è partito con il piede giusto». A incalzare i democratici ci pensa poi pure il rieletto Nicola Marrazzo, secondo cui «invece di cercare i colpevoli, il Pd dovrebbe guardare avanti e farlo in fretta perché per la sfida al Comune il fattore tempo è determinante». Per l&#8217;ex presidente della commissione regionale Bilancio, infatti, visti i tempi biblici impiegati per scegliere il candidato alle ultime Regionali, anche se manca un anno potrebbe non bastare. Senza contare che la sfida per Palazzo San Giacomo potrebbe anche iniziare prima, con le eventuali dimissioni del sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino: «È una mia opinione personale, ma penso che al Comune di Napoli non ci siano più le condizioni per portare avanti l&#8217;amministrazione». Intanto, scalpitano per fare il loro ingresso nell&#8217;arena del Centro direzionale anche gli altri tre neoeletti: Anita Sala, Dario Barbirotti e [&#8216;ex capogruppo alla provincia di Caserta Eduardo Giordano.</p>
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		<title>De Magistris aderisce all&#8217;Italia dei Valori</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 20:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[De Magistris]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;onorevole Luigi De Magistris ha aderito all&#8217;Italia dei Valori. Ne ha dato notizia il segretario regionale dell&#8217;Idv della Campania Nello Formisano. &#8220;De Magistris -ricorda Formisano- gia&#8217; a Milano, nell&#8217;incontro pubblico tenuto con il presidente Antonio Di Pietro aveva assunto l&#8217;impegno di aderire al partito, a Napoli, entro il 26 marzo. L&#8217;apporto di qualita&#8217; che arriva all&#8217;Italia dei Valori della Campania e&#8217; un apporto fondamentale per il rafforzamento e il rinnovamento del partito&#8221;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;onorevole Luigi De Magistris ha aderito all&#8217;Italia dei Valori. Ne ha dato notizia il segretario regionale dell&#8217;Idv della Campania Nello Formisano. &#8220;De Magistris -ricorda Formisano- gia&#8217; a Milano, nell&#8217;incontro pubblico tenuto con il presidente Antonio Di Pietro aveva assunto l&#8217;impegno di aderire al partito, a Napoli, entro il 26 marzo. L&#8217;apporto di qualita&#8217; che arriva all&#8217;Italia dei Valori della Campania e&#8217; un apporto fondamentale per il rafforzamento e il rinnovamento del partito&#8221;.</p>
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		<title>ELEZIONI REGIONALI/LISTE ITALIA DEI VALORI</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 07:22:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[liste elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo De Luca]]></category>

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		<description><![CDATA[NAPOLI Alfieri Guglielmo Amato Gaetano Buono Stefano Cerciello Vincenzo De Cicco Lucia De Falco Liberato Di Sarno Giuliana Esposito Marco Filoia Massimo Foggiano Agostino Lettieri Maria Grazia Lorenzi Maria Barbara Marena Domenica Marrazzo Nicola Merlino Giovanni Morra Diego Moxedano Francesco Occhiello Gianni Palma Giuliano Porciello Fabiana Principatti Liliana Riegel Valentina Rossi Vincenzo Russo Rachele Sala Anita Savasese Maurizio Prina Maria Barbara Tommasielli Giuseppina Tortora Assunta Vassillo Antonio Volpe Enrico Vorraro Francesco AVELLINO Ceccacci Luciano Ciano Marianna Giova Maria Sarno Domenico Volpe Antonio BENEVENTO Campone Mirna D&#8217;Aronzo Giovanni Maddalena Michele CASERTA Boffi Antonella Bonassisa Alessandra Diana Lorenzo Giordano Eduardo Iannotta Emilio L&#8217;Arco Giancarlo Pascucci Vincenzo Perrotta Rosa Ricco Teresa SALERNO Barbirotti Dario Botta Valentina Fallo Filomena Guadagno Carlo Manzi Francesco Marsicano Maria Martuscelli Donatella Morena Luigi Morrone Fausto Pandolfi Antonio Raviotta Michele]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NAPOLI</strong><br />
Alfieri Guglielmo<br />
Amato Gaetano<br />
Buono Stefano<br />
Cerciello Vincenzo<br />
De Cicco Lucia<br />
De Falco Liberato<br />
Di Sarno Giuliana<br />
Esposito Marco<br />
Filoia Massimo<br />
Foggiano Agostino<br />
Lettieri Maria Grazia<br />
Lorenzi Maria Barbara<br />
Marena Domenica<br />
Marrazzo Nicola<br />
Merlino Giovanni<br />
Morra Diego<br />
Moxedano Francesco<br />
Occhiello Gianni<br />
Palma Giuliano<br />
Porciello Fabiana<br />
Principatti Liliana<br />
Riegel Valentina<br />
Rossi Vincenzo<br />
Russo Rachele<br />
Sala Anita<br />
Savasese Maurizio<br />
Prina Maria Barbara<br />
Tommasielli Giuseppina<br />
Tortora Assunta<br />
Vassillo Antonio<br />
Volpe Enrico<br />
Vorraro Francesco</p>
<p><strong>AVELLINO</strong><br />
Ceccacci Luciano<br />
Ciano Marianna<br />
Giova Maria<br />
Sarno Domenico<br />
Volpe Antonio</p>
<p><strong>BENEVENTO</strong><br />
Campone Mirna<br />
D&#8217;Aronzo Giovanni<br />
Maddalena Michele</p>
<p><strong>CASERTA</strong><br />
Boffi Antonella<br />
Bonassisa Alessandra<br />
Diana Lorenzo<br />
Giordano Eduardo<br />
Iannotta Emilio<br />
L&#8217;Arco Giancarlo<br />
Pascucci Vincenzo<br />
Perrotta Rosa<br />
Ricco Teresa</p>
<p><strong>SALERNO</strong><br />
Barbirotti Dario<br />
Botta Valentina<br />
Fallo Filomena<br />
Guadagno Carlo<br />
Manzi Francesco<br />
Marsicano Maria<br />
Martuscelli Donatella<br />
Morena Luigi<br />
Morrone Fausto<br />
Pandolfi Antonio<br />
Raviotta Michele</p>
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		<title>Dalla economista alla precaria: il Pd cala un poker rosa L’attore Amato con l’Idv. Campania Libera, c’è De Nigris</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 06:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[de nigris]]></category>
		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno) Paola De Vivo. Poi Antonella Ciaramella, Marica Covino, Angela Cortese. E ancora, sale dal 30 per cento al 50 per cento la presenza delle donne nelle liste democratiche. Il Pd si fa rosa, seppur con qualche mal di pancia. Fisiologico ad ogni chiusura di corsa. «Il Pdl parla a parole di pari opportunità — annuncia con voce flebile da riunione animata, il segretario regionale Enzo Amendola —. Abbiamo scelto per Napoli e provincia quattro capolista. Non è da tutti». Non c’è, dunque, l’anti Carfagna, ma un poker di democratiche. Con in testa l’economista De Vivo, però. Ed infatti l’iter è stato assai tribolato, qualcuna per strada si è persa (per esempio la moderata Fiorella Girace fino all’ultimo in pista) e qualcuno ha puntato i piedi, leggasi Salvatore Piccolo che avrebbe preferito una sola donna al comando, la De Vivo, e non una pole position a quattro posti. Per non parlare del bindiano Emilio Montemarano che per «divergenze col segretario» si è autosospeso dall’esecutivo del partito. Avrebbe voluto candidare ad Avellino il sindaco di Lioni, Rodolfo Salzarulo, ma in Irpinia hanno preferito dare spazio ad un candidato di Gerardo Bianco. Risultato? Montemarano junior, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Simona Brandolini da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>Paola De Vivo. Poi Antonella Ciaramella, Marica Covino, Angela Cortese. E ancora, sale dal 30 per cento al 50 per cento la presenza delle donne nelle liste democratiche. Il Pd si fa rosa, seppur con qualche mal di pancia. Fisiologico ad ogni chiusura di corsa. «Il Pdl parla a parole di pari opportunità — annuncia con voce flebile da riunione animata, il segretario regionale Enzo Amendola —. Abbiamo scelto per Napoli e provincia quattro capolista. Non è da tutti». Non c’è, dunque, l’anti Carfagna, ma un poker di democratiche. Con in testa l’economista De Vivo, però. Ed infatti l’iter è stato assai tribolato, qualcuna per strada si è persa (per esempio la moderata Fiorella Girace fino all’ultimo in pista) e qualcuno ha puntato i piedi, leggasi Salvatore Piccolo che avrebbe preferito una sola donna al comando, la De Vivo, e non una pole position a quattro posti. Per non parlare del bindiano Emilio Montemarano che per «divergenze col segretario» si è autosospeso dall’esecutivo del partito. Avrebbe voluto candidare ad Avellino il sindaco di Lioni, Rodolfo Salzarulo, ma in Irpinia hanno preferito dare spazio ad un candidato di Gerardo Bianco. Risultato? Montemarano junior, per ora, ha congelato il suo uomo a Napoli, l’avvocato Enzo Mormile.</p>
<p>Ma tant’è, di positivo c’è che il Pd, per moda o per convinzione poco importa, stavolta ha deciso di puntare sulle donne e oltre alle quattro di punta, la metà delle liste sarà formata da dame. Il problema è che devono essere elette, ma diciamo che per ora è secondario.</p>
<p>Partiamo dalla coraggiosa, «temeraria anche», Paola De Vivo. Economista, giovane, preparata, nel 2005 chiamata da Romano Prodi a metter su la Fabbrica del programma per l’Ulivo. Negli ultimi anni ad ogni rimpasto, sia regionale sia comunale, costantemente nel totonomine. Finora, però, ha rifiutato comodi giacigli. Ha deciso, invece, di scendere in campo nel non facile ruolo di candidata al consiglio regionale per il Pd. «A un certo punto anche la cosiddetta società civile deve dare segnali positivi— spiega la prof —. È una testimonianza, anche se è chiaro che corro per vincere». Anti Carfagna? Perentoria: «Non sono seconda a nessuno, sono un libero cervello. La ministra è figura spendibile ed è avversario di tutto rispetto, ma onestamente il percorso che ha fatto in politico lo trovo, come dire, un po’ semplificato. Almeno rispetto al mio». Veterana della politica è Angela Cortese. Ex assessore provinciale all’Istruzione, è la bassoliniana del gruppo. Con emozione dice: «È un riconoscimento di tanti anni non solo spesi nel partito, ma soprattutto per la gente e con la gente». Vorrebbe inaugurare simbolicamente la campagna elettorale l’otto marzo. Meno conosciute e più giovani (le altre due signore ce lo concederanno) Fabrizia Covino precaria del call center Telecom e Antonella Ciaramella già candidata alle primarie del Pd 2007 per l’area letta è un’imprenditrice.</p>
<p>Ieri l’esecutivo Pd ha comunque approvato tutte le liste che saranno presentate venerdì. Oltre agli uscenti e ai volti noti, a Napoli correranno anche il diciottenne Francesco Maselli, studente del liceo Umberto e Ibrahim Yacoubou, mediatore culturale del Benin. Così sono assicurate tutte le quote.</p>
<p>Quanto agli alleati Sinistra e Libertà dovrebbe scendere in campo con Sergio D’Angelo, l’Idv con l’attore Gaetano Amato e la lista presidenziale Campania Libera con Marinella De Nigris.</p>
<p>Insomma il puzzle è quasi composto e, a parte il non trascurabile particolare che ci sono molte donne, le liste del centrosinistra sono forti non tanto mediaticamente, quanto politicamente, per raccogliere voti.</p>
<p>Intanto arriva il primo big. Massimo D’Alema dopodomani sarà a Napoli con Vincenzo De Luca, che ha già opzionato piazza del Plebiscito per una manifestazione.</p>
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		<title>A Voce Alta &#8211; il Congresso di Italia dei Valori</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 18:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nicola Marrazzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Con Nicola Marrazzo &#8211; Il Congresso di Italia dei Valori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con Nicola Marrazzo &#8211; Il Congresso di Italia dei Valori</p>
<p><object width="400" height="300"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9377046&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9377046&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"></embed></object></p>
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		<title>Gianni Occhiello: Idv, De Magistris, le elezioni</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 01:01:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervista a Gianni Occhiello, candidato alle prossime elezioni Regionali con Idv, appartenente al gruppo di Luigi De Magistris. La scelta di De Luca, il congresso di Idv.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intervista a Gianni Occhiello, candidato alle prossime elezioni Regionali con Idv, appartenente al gruppo di Luigi De Magistris. La scelta di De Luca, il congresso di Idv.</p>
<p><object width="400" height="300"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9363222&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9363222&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"></embed></object></p>
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		<title>Tonino con De Luca. Solo Avitabile contro: «La gente non capisce»</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 05:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Gimmo Cuomo da il Corriere del Mezzogiorno) Il popolo dell’Idv campano condivide la svolta del leader nazionale Antonio Di Pietro che ha dato il via libera al candidato governatore del Pd Vincenzo De Luca. Ma tra i simpatizzanti non manca chi sposa la petizione di principio dell’eurodeputato Luigi De Magistris che era e resta contrario all’apparentamento col sindaco di Salerno perché inquisito. Marco Esposito, giornalista de «Il Mattino» e responsabile delle politiche per il Mezzogiorno dell’Idv spiega con pacatezza il proprio punto di vista. «Non parlerei — afferma — di dualismo tra Di Pietro e De Magistris. Hanno entrambi forte personalità e rappresentano un vantaggio per il partito. Dopo l’accelerazione del Pd, avevamo tre strade. La prima portava alla candidatura di De Magistris, che non ha accettato per tenere fede al mandato di eurodeputato. Avrebbe potuto candidarsi lo stesso Di Pietro. Ma anche lui ha ritenuto di non fare questo passo perché sarebbe stato difficile mettersi contro il Pd nel momento in cui stringeva un patto di lungo periodo con Bersani. A questo punto, visto che anche gli esponenti della società civile interpellati hanno fatto sapere di non essere disponibili per una battaglia di parte, noi tutti, tranne De [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Gimmo Cuomo da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>Il popolo dell’Idv campano condivide la svolta del leader nazionale Antonio Di Pietro che ha dato il via libera al candidato governatore del Pd Vincenzo De Luca. Ma tra i simpatizzanti non manca chi sposa la petizione di principio dell’eurodeputato Luigi De Magistris che era e resta contrario all’apparentamento col sindaco di Salerno perché inquisito. Marco Esposito, giornalista de «Il Mattino» e responsabile delle politiche per il Mezzogiorno dell’Idv spiega con pacatezza il proprio punto di vista. «Non parlerei — afferma — di dualismo tra Di Pietro e De Magistris. Hanno entrambi forte personalità e rappresentano un vantaggio per il partito. Dopo l’accelerazione del Pd, avevamo tre strade. La prima portava alla candidatura di De Magistris, che non ha accettato per tenere fede al mandato di eurodeputato. Avrebbe potuto candidarsi lo stesso Di Pietro. Ma anche lui ha ritenuto di non fare questo passo perché sarebbe stato difficile mettersi contro il Pd nel momento in cui stringeva un patto di lungo periodo con Bersani. A questo punto, visto che anche gli esponenti della società civile interpellati hanno fatto sapere di non essere disponibili per una battaglia di parte, noi tutti, tranne De Magistris, abbiamo voluto evitare una sconfitta multipla che non dava il senso della prospettiva. Si è preferito, allora, invitare De Luca a seguire un percorso di trasparenza». Amato Lamberti, sociologo ed ex presidente della Provincia di Napoli, si è avvicinato da poco all’Idv. «Penso — osserva — che abbia ragione Di Pietro. Chi conosce le vicende salernitane sa che dietro i problemi giudiziari di De Luca c’è l’esigenza di dare una risposta a un problema occupazionale. La posizione di De Magistris, pur comprensibile in astratto, mi sembra, nel caso specifico, esagerata». Anche Lorenzo Diana ex parlamentare dei Ds è approdato da poco all’Idv. «Quando sono stato contattato— rivela— ho chiarito subito che la mia adesione era condizionata alla ricerca dell’unità del centrosinistra. Di Pietro ha fatto bene a seguire questa linea. Dal canto suo, De Magistris fa bene a insistere sui principi, ma ora è il momento di fare un passo avanti. E il passo avanti, considerate le condizioni, lo può far fare soltanto De Luca».</p>
<p>Spirito d’artista, il sassofonista Enzo Avitabile non è organico all’Idv, ma non nasconde la simpatia per il pm dell’inchiesta Why not. E spiega il suo pensiero ricorrendo a una citazione. «Come sosteneva Fela Kuti (musicista e politico nigeriano, ndr) &#8220;no agreement&#8221;, cioè nessun accordo. Io penso, con De Magistris, che in linea di principio, meglio un accordo in meno e un po’ di chiarezza in più, altrimenti il popolo non riesce a scegliere da che parte stare». Massimo Villone, ex parlamentare della Sinistra democratica, tornato all’insegnamento universitario di diritto costituzionale, è stato indicato da De Magistris come possibile candidato. «Nessuno però— sottolinea— mi ha contattato. Probabilmente avrei risposto no. In ogni caso, penso che Di Pietro sia stato costretto ad una scelta diversa da quella che sentiva. Anch’io avrei preferito un ricambio più radicale di classe dirigente. Capisco, però, anche che la spinta al voto utile sarà fortissima e che l’esigenza principale resta il contrasto del centrodestra. Il centrosinistra campano non ha messo in campo per tempo una strategia vincente. In questa situazione va bene, dunque, De Luca». Antonio Palagiano, ginecologo e deputato del Pd, sostiene la scelta di Di Pietro. «Si è assunto — sostiene — la responsabilità di evitare di consegnare la Regione a Caldoro, dietro al quale si nascondono Cosentino e i suoi amici. La scelta era tra il bere e l’affogare. Così abbiamo scelto De Luca imponendogli, però, precisi paletti». Franco Vorraro, chirurgo e candidato al Consiglio regionale, apprezza «l’importanza della mediazione operata da Di Pietro perché le posizioni estreme non sempre incontrano il favore dei cittadini». E aggiunge: «De Magistris è un puro, ma non può sempre caricare a testa bassa. Aristofane sosteneva che un uomo libero non deve dormire, ma vigilare. La chiave per interpretare l’appoggio a De Luca è questa». Interviene anche Caterina Pace, anestesista e presidente della commissione provinciale sulla trasparenza. «Di Pietro e De Magistris hanno sì posizioni diverse, ma all’interno dello stesso partito. Il primo ha sentito la responsabilità di non concedere la Campania ai casalesi. De Magistris, invece, ha espresso una valutazione personale, emotiva, di principio».</p>
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		<title>L&#8217;intervento di De Luca al Congresso IDV</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 09:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo De Luca]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco l&#8217;intervento con il quale Vincenzo De Luca ha convinto il congresso nazionale di Italia dei Valori a sostenerlo nella candidatura alla presidenza della Regione Campania. Disponibile un collage di tutto quello che c&#8217;è in rete in video (manca qualcosa) e più in basso l&#8217;audio integrale (fonte: Radio Radicale). VIDEO AUDIO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2010/01/deluca_liratv.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2010/01/deluca_liratv-300x225.jpg" alt="Vincenzo De Luca" title="Vincenzo De Luca" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-6353" /></a> </p>
<p>Ecco l&#8217;intervento con il quale Vincenzo De Luca ha convinto il congresso nazionale di Italia dei Valori a sostenerlo nella candidatura alla presidenza della Regione Campania. Disponibile un collage di tutto quello che c&#8217;è in rete in video (manca qualcosa) e più in basso l&#8217;audio integrale (fonte: Radio Radicale).</p>
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<hr /><strong>VIDEO</strong><br />
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		<title>De Luca piace a tutti, meno uno. De Magistris: «Racconta favole&#8230;»</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 08:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Natalia Lombardo da l’Unità) Volete consegnare la campania ai Casalesi? NOOOO! Vincenzo De Luca lo vogliamo? SIIIII! Con un colpo di teatro magistralmente messo in scena da Antonio Di Pietro, il congresso dell&#8217;Italia dei Valori «assolve» il sindaco di Salerno per acclamazione, dopo la sua arringa difensiva nella sala dell&#8217;Hotel Marriott. Così il leader Idv rafforza l&#8217;alleanza privilegiata col Pd nella regione e oltre, inaugura la democrazia nel partito in vago stile Barabba, e mette nell&#8217;angolo l&#8217;opposizione di Luigi De Magistris. L&#8217;altro ex pm, che sbotta: «E che hanno fatto, il processo breve? I processi si fanno in tribunale. Su De Luca non cambio idea, non lo voto». COLPO DI TEATRO A sorpresa, guardando in prima fila Bersani, Antonio Di Pietro annuncia: «Ho telefonato a De Luca e gli ho detto: visto che ti stiamo processando perché non vieni qui a fare delle dichiarazioni spontanee? Convincici. Ecco, alle tre e mezza viene qui». Il sindaco di Salerno accetta sicuro di averla vinta, grazie al terreno spianato dal leader Idv sulla necessità delle alleanze. Tonino ha telefonato a De Luca la notte prima, oggi il congresso avrebbe deciso se sostenerlo o no come candidato Pd in Campania. Il leader Idv [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Natalia Lombardo da l’Unità)</strong></p>
<p>Volete consegnare la campania ai Casalesi? NOOOO! Vincenzo De Luca lo vogliamo? SIIIII! Con un colpo di teatro magistralmente messo in scena da Antonio Di Pietro, il congresso dell&#8217;Italia dei Valori «assolve» il sindaco di Salerno per acclamazione, dopo la sua arringa difensiva nella sala dell&#8217;Hotel Marriott. Così il leader Idv rafforza l&#8217;alleanza privilegiata col Pd nella regione e oltre, inaugura la democrazia nel partito in vago stile Barabba, e mette nell&#8217;angolo l&#8217;opposizione di Luigi De Magistris. L&#8217;altro ex pm, che sbotta: «E che hanno fatto, il processo breve? I processi si fanno in tribunale. Su De Luca non cambio idea, non lo voto».<br />
COLPO DI TEATRO<br />
A sorpresa, guardando in prima fila Bersani, Antonio Di Pietro annuncia: «Ho telefonato a De Luca e gli ho detto: visto che ti stiamo processando perché non vieni qui a fare delle dichiarazioni spontanee? Convincici. Ecco, alle tre e mezza viene qui». Il sindaco di Salerno accetta sicuro di averla vinta, grazie al terreno spianato dal leader Idv sulla necessità delle alleanze. Tonino ha telefonato a De Luca la notte prima, oggi il congresso avrebbe deciso se sostenerlo o no come candidato Pd in Campania. Il leader Idv inventa un altro paletto, un Grande Fratello regionale: piazzare «una webcam sulle riunioni della giunta». Vendola e Bersani annuiscono.<br />
Con ironia o no, Tonino non perde il lessico da magistrato. Fa scoppiare a ridere il segretario Pd quando dice «in Calabria abbiamo questo supplemento d&#8217;indagine e Bersani è il procuratore aggiunto». Convincere Loiero a farsi da parte.<br />
Così l&#8217;albergone romano si trasforma in un&#8217;aula di tribunale paesano. «Qualche domanda da fare a De Luca ce l&#8217;avrei», scherza De Magistris, «ma mica posso fare il pm qui». Volutamente non ascolta «l&#8217;imputato», esce sul piazzale gelido. Non ci sono mozioni alternative, si vota, non si vota? Non servirà, basta l&#8217;applausometro nell&#8217;happening Idv.<br />
Enzo De Luca arriva alle tre e dieci. Entra in sala tra pochi applausi fiacchi, si siede in prima fila tra Zipponi e Formisano e attende tamburellando il suo turno. Quando sale sul palco conquista la platea dipietrista (i parlamentari campani in una riunione hanno dato il via libera). «È bene parlare alla luce del sole, guardandoci negli occhi», esordisce. Incassa un «bravo» quando esalta le battaglie per la trasparenza ma anche «il dovere civile di non calpestare gli esseri umani» se indagati. Piuttosto «ti può capitare sul territorio un mafioso senza avviso di garanzia che devi sbattere fuori subito».<br />
REGALARE LA CAMPANIA AI CASALESI È il rischio se non mi appoggerete, avverte De Luca. E da lì parte per l&#8217;autodifesa sulla vicenda del &#8217;98. Elenca i capi d&#8217;imputazione di cui è accusato, truffa e concussione per «avere difeso 200 operai», declama fra gli applausi, la variante urbanistica per opere di bene comune e così via. Guarda negli occhi la platea e dà la sua parola «che vale più della vita»: si difenderà «nei processi» senza fuggirne e «chi è condannato mette la firma sotto le sue dimissioni e se ne vada a casa». I dipietristi si alzano in piedi, applaudono a mani alzate, conquistati da chi si presenta come «un altro Sud».<br />
Nuovo anche rispetto a Bassolino, è fra le righe. De Luca insiste sul «rinnovamento» senza clientele «a destra e a sinistra», boccia una classe dirigente «chiusa nelle stanze e lontana dalla gente» o, peggio, zeppa di «burini arricchiti». E «tutti consulenti vadano a casa». L&#8217;accordo è coronato dall&#8217;abbraccio con Tonino, dal bacio con Orlando.<br />
È andata, il congresso ha premiato la linea dell&#8217;asse col Pd cara al capogruppo Donadi. Nella hall un giovane urla: «Qui è come per Berlusconi, votato per acclamazione»; delegati campani contestano in minoranza, con loro De Magistris che rispetta la scelta di Di Pietro «come leader di partito» e farà campagna elettorale «solo per l&#8217;Idv». Si volta pagina sulla grana Calabria; Di Pietro nega scambi tra regioni: «È un patto tra gentiluomini, non un ricatto». Bersani lasciando il Marriott annuncia «primarie di coalizione», ma Callipo, sponsor l&#8217;Idv, le rifiuta.</p>
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		<title>La svolta di Salerno. E il popolo di Di Pietro acclama un inquisito</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 08:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Fabrizio D’Esposito da il Riformista) La nuova svolta di Salerno scatena un vero e proprio boato. Anzi, una sorta di orgasmo liberatorio e purificatore allo stesso tempo. Il congresso giustizialista dell&#8217;Italia dei valori rompe quello che sembrava un tabù invalicabile e applaude a scena aperta un politico inquisito: Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno e candidato del Pd in Campania. Tonino Di Pietro si alza qualche secondo prima che De Luca finisca il suo intervento. Non vede l&#8217;ora di ringraziarlo e di abbracciarlo. La platea è come ipnotizzata dall&#8217;oratoria del sindaco-sceriffo, per certi versi più antibassoliniano che antiberlusconiano. Per lui almeno venti applausi. De Luca e Di Pietro, i due tribuni. Due animali dl populismo. Insieme per una ragione che è già uno slogan: oggi la Campania, domani l&#8217;Italia. Per governare, non più per fare opposizione. La piazza è per gli adolescenti della politica, ma per l&#8217;ex pm è giunta l&#8217;ora di essere maggiorenni cioè guidare con «la nave» dell&#8217;Idv la «flotta» del centrosinistra per «buttare a mare questa destra fascista e razzista che ci fa schifo» e consegnare per sempre il Cavaliere alla sconfitta e ai magistrati. Cavalcare quindi da soli i mal di pancia, che sono così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Fabrizio D’Esposito da il Riformista)</strong></p>
<p>La nuova svolta di Salerno scatena un vero e proprio boato. Anzi, una sorta di orgasmo liberatorio e purificatore allo stesso tempo. Il congresso giustizialista dell&#8217;Italia dei valori rompe quello che sembrava un tabù invalicabile e applaude a scena aperta un politico inquisito: Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno e candidato del Pd in Campania.<br />
Tonino Di Pietro si alza qualche secondo prima che De Luca finisca il suo intervento.<br />
Non vede l&#8217;ora di ringraziarlo e di abbracciarlo. La platea è come ipnotizzata dall&#8217;oratoria del sindaco-sceriffo, per certi versi più antibassoliniano che antiberlusconiano. Per lui almeno venti applausi. De Luca e Di Pietro, i due tribuni. Due animali dl populismo. Insieme per una ragione che è già uno slogan: oggi la Campania, domani l&#8217;Italia. Per governare, non più per fare opposizione. La piazza è per gli adolescenti della politica, ma per l&#8217;ex pm è giunta l&#8217;ora di essere maggiorenni cioè guidare con «la nave» dell&#8217;Idv la «flotta» del centrosinistra per «buttare a mare questa destra fascista e razzista che ci fa schifo» e consegnare per sempre il Cavaliere alla sconfitta e ai magistrati. Cavalcare quindi da soli i mal di pancia, che sono così tanti da far venire la «diarrea», non basta più. E pazienza che un mal di pancia tira l&#8217;altro, come appunto ingoiare il rospo De Luca.<br />
La voglia matta è una sola: al governo, al governo. L&#8217;ira di Luigi il Giovane alias De Magistris che si rifiuta di sentire De Luca e dichiara che non lo voterebbe nemmeno se costretto con «una pistola alla tempia»? Il segnale che l&#8217;Idv è «un partito democratico che non reprime le minoranze». Un dissenso di rilievo che il capogruppo alla Camera Massimo Donadi liquida con una dichiarazione incredibile: «Dobbiamo passare da un giustizialismo populista a un legalitarismo virtuoso». È come se Berlusconi annunciasse di non essere più berlusconiano.<br />
L&#8217;apparizione di Vincenzo De Luca è il colpo di scena che Di Pietro in persona regala al congresso durante il suo intervento mattutino, al cospetto di Bersani, Latorre e di un Tabacci circondato da ex, post e neocomunisti, da Vendola a Diliberto, da Ferrero a Rizzo. Tonino il Vecchio (copyright Luigi il Giovane) fa uno show nello show. «Sapete che ho fatto stamattina? Ho preso il telefono: &#8220;Pronto De Lù&#8221;». «Pronto De Luca». E poi: «Visto che ti stiamo processando perché non vieni qua fare due dichiarazioni spontanee». Ennesima metafora giudiziaria del linguaggio populista e antipolitico di Di Pietro che investe anche Bersani del titolo di magistrato ad honorem sul caso Calabria: «Diamo un supplemento d&#8217;indagine al procuratore generale Bersani per trovare l&#8217;unità in Calabria». E ancora: «Le elezioni sono come un processo. Le urne danno una sentenza che ti becchi per cinque anni». Avanti tutta, allora, con l&#8217;imputato De Luca. Che subito si precipita al processo, pardon, al congresso che si tiene al Marriott di Roma. Il sindaco di Salerno arriva alle tre e un quarto del pomeriggio. Si accomoda in platea tra l&#8217;ex comunista Zipponi e il regista campano di tutta l&#8217;operazione, Formisano. De Luca è teso. Ha le mani in grembo e batte a ritmo alterno i piedi per terra. Una volta sul podio si scioglie ed è subito l&#8217;apoteosi. Segue lo schema dei comizi tenuti sinora: «È bene parlare chiaro e guardarsi negli occhi. In Campania siamo a un bivio: scegliere un rinnovamento profondo oppure spingere questa regione verso una terra di nessuno dominata dalla camorra dei Casalesi». Per De Luca il vero candidato del centrodestra non è il socialista Stefano Caldoro. Ma il clan dei Casalesi tout court, con in testa ovviamente il sottosegretario Nicola Cosentino, candidato mancato a causa delle accuse contro di lui per concorso esterno.<br />
La vetta più alta, il sindaco di Salerno, la tocca però quando cede alla principale condizione giustizialista su di lui: «Se mi condannano metterò la firma sotto le dimissioni e me ne vado a casa». Alla declinazione del verbo condannare, la platea si solleva da terra come un sol uomo e si concede un altro battimani da orgasmo. De Luca rivendica pure la sua vicenda giudiziaria perché «orgoglioso di stare dalla parte dei lavoratori». In pratica un processo per truffa, concussione, falso e abuso d&#8217;ufficio per la cassa integrazione di duecento operai dell&#8217;Ideal Standard di Salerno da reimpiegare in un parco tematico realizzato con una variante urbanistica. Fonti dipietriste rivelano che Di Pietro già una decina di giorni fa avrebbe letto l&#8217;incartamento processuale convincendosi dell&#8217;innocenza e dello slancio proletario di De Luca. Il candidato del Pd e in pratica, ormai, anche dell&#8217;Idv in Campania spara a zero sul bassolinismo: «Nel Pd vedo troppi cafoni arricchiti. Ma adesso è il momento della sobrietà. Basta viaggi in America a spese dei cittadini. La Campania è stata massacrata dai politicanti, ci sono primari nominati che non sanno distinguere un bisturi da un cavatappi. Io sono un altro Sud, sono il sindaco di una città che è la prima in Italia per la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti: il 75 per cento».<br />
Il finale è un crescendo. Di Pietro si alza e De Luca termina con voce ferma e solenne: «Caro Antonio io e te veniamo da due regioni povere ma dignitose. Tu sei molisano io lucano e sappiamo entrambi che dalle nostre parti la parola data da un uomo vale come la sua vita. Io sono tra quelli che non si sono arresi alla camorra. Aiutatemi perché non muoia la speranza». Rimane solo un dubbio: De Luca, infatti, non si è espresso su un&#8217;altra condizione posta da Di Pietro. Quella del Grande Fratello Moralizzatore. Ossia una webcam che riprenda le riunioni della giunta regionale campana. Dettagli, forse.<br />
Fuori dalla sala del Marriot si aggira come un leone ferito ma ruggente Luigi il Giovane. Che ribadisce, incazzato nero, il suo no a De Luca: «Io le sue favolette non me le bevo. De Luca non è la discontinuità e lo dico io che conosco bene la Campania». Ma De Magistris non condivide nemmeno il sogno finale di Tonino il Vecchio che non vuole invecchiare facendo solo opposizione: il «Paradiso» della fusione di là a venire, ma molto di là, col Pd: «Non è il mio obiettivo, io sono molto più movimentista e di sinistra». In ogni caso la nave dell&#8217;Idv ha ormai mollato gli ormeggi insieme con la flotta del centrosinistra verso le politiche del 2013. Se poi si dovesse votare prima «tanto meglio» osserva Di Pietro. Che però non dimentica il passato. Come lo zappatore non si scorda la mamma, lui tiene mani pulite sempre nel cuore. Dapprima dice, paradossalmente, che «l&#8217;unico che ho favorito è proprio Berlusconi» perché così ha vinto le elezioni aprendo una fase in cui «siamo passati dalla tangente, all&#8217;ingegneria della tangente». Poi avverte le masse dell&#8217;Idv pronte a lasciare la piazza per il governo: «Guai a sporcarsi le mani nelle istituzioni, giuriamolo tutti insieme. E a chi se le sporcherà siamo pronti a tagliarle». Da mani pulite a mani tagliate. Sacrosanta evoluzione del dipietrismo.</p>
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		<title>E Idv &#8220;assolve” De Luca con standing ovation</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 08:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Paola Zanca da il Fatto Quotidiano) La Madonna pellegrina è andata a giudizio. Il processo (breve, dice De Magistris) a Vincenzo De Luca, candidato Pd alla regione Campania, finisce in un&#8217;assoluzione con formula piena. Per lui, è standing ovation. Antonio Di Pietro ieri mattina lo ha chiamato al telefono: &#8220;Stiamo decidendo che fare con te. Vuoi venire a convincerci?&#8221;. &#8220;Alle tre e mezza sto lì&#8221;, ha risposto l&#8217;imputato. Arriva puntuale, quando Di Pietro ha già spiegato alla platea come accoglierlo. &#8220;Abbiamo tre opzioni: non votarlo, votarlo senza condizioni o mettere dei paletti. L&#8217;alternativa è consegnare la regione ai casalesi&#8221;. La strada, insomma, era spianata. Solo i &#8220;dissidenti&#8221;, continuavano a sperare che ci fosse un&#8217;altra soluzione. &#8220;Avremmo voluto un candidato autonomo, come in Calabria, e non farci mettere spalle al muro dal Pd&#8221;, spiega Carlo Diana dall &#8216;Emilia. Per il resto &#8220;la linea dei paletti&#8221; all&#8217;ora di pranzo aveva già sfondato: &#8220;Se si dimette anche in caso di condanna in primo grado, va bene&#8221;, dice il siciliano Salvo Di Blasi. &#8220;Vogliamo dare un peso o no alla presunzione di innocenza?&#8221; si domanda Denis Rosa, avvocato veneziano. &#8220;Se poi sarà condannato, fuori immediatamente, a calci&#8221;, aggiunge Alessandra Maiorano, 23enne padovana. &#8220;È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Paola Zanca da il Fatto Quotidiano)</strong></p>
<p>La Madonna pellegrina è andata a giudizio. Il processo (breve, dice De Magistris) a Vincenzo De Luca, candidato Pd alla regione Campania, finisce in un&#8217;assoluzione con formula piena. Per lui, è standing ovation. Antonio Di Pietro ieri mattina lo ha chiamato al telefono: &#8220;Stiamo decidendo che fare con te. Vuoi venire a convincerci?&#8221;. &#8220;Alle tre e mezza sto lì&#8221;, ha risposto l&#8217;imputato. Arriva puntuale, quando Di Pietro ha già spiegato alla platea come accoglierlo. &#8220;Abbiamo tre opzioni: non votarlo, votarlo senza condizioni o mettere dei paletti. L&#8217;alternativa è consegnare la regione ai casalesi&#8221;. La strada, insomma, era spianata. Solo i &#8220;dissidenti&#8221;, continuavano a sperare che ci fosse un&#8217;altra soluzione. &#8220;Avremmo voluto un candidato autonomo, come in Calabria, e non farci mettere spalle al muro dal Pd&#8221;, spiega Carlo Diana dall &#8216;Emilia. Per il resto &#8220;la linea dei paletti&#8221; all&#8217;ora di pranzo aveva già sfondato: &#8220;Se si dimette anche in caso di condanna in primo grado, va bene&#8221;, dice il siciliano Salvo Di Blasi. &#8220;Vogliamo dare un peso o no alla presunzione di innocenza?&#8221; si domanda Denis Rosa, avvocato veneziano. &#8220;Se poi sarà condannato, fuori immediatamente, a calci&#8221;, aggiunge Alessandra Maiorano, 23enne padovana. &#8220;È un atto di fiducia, non solo a De Luca, ma anche a Di Pietro&#8221;, chiosa Antonino Pipitone, che a Padova fa l&#8217;assessore. Già, altro che rimettersi all&#8217;assemblea, con il discorso dei paletti, Di Pietro si è assunto una responsabilità non da poco. E forse nemmeno lui si aspettava le standing ovation. Ma De Luca evidentemente ha scelto le parole giuste. &#8220;Sono pronto a sottoscrivere un codice etico. Io sono un altro Sud, quello che combatte e non ha paura della legalità. La mia accusa per truffa e concussione è dovuta al fatto che ho chiesto la cassa integrazione per 200 operai licenziati, ma sono orgoglioso. C&#8217;è chi tra le frequentazioni ha gli operai: altri invece che le hanno con i casalesi, i camorristi e gli estorsori&#8221;. Mentre applaudono lui, i delegati applaudono il loro presidente. &#8220;La magistratura indaghi a 360°&#8221;. &#8220;Che nessuno si difenda dai processi ma nei processi&#8221;. &#8220;Chi è condannato metta la firma sotto le dimissioni&#8221;. La vulgata è quella del Tonino nazionale: &#8220;Basta con i primari che non sanno distinguere un bisturi da un cavatappi&#8221;. &#8220;Basta con i bastimenti al Columbus Day a spese della regione&#8221;. Quando finisce, Di Pietro allarga le braccia. C&#8217;è altro da aggiungere? No. L&#8217;Idv è con De Luca. Lui ha il volto provato: &#8220;Oddio, e che è! &#8211; dice uscendo dalla sala &#8211; Gli esami non finiscono mai, mi hanno catapultato qui come la Madonna pellegrina&#8221;. Luigi De Magistris invece è furibondo. In sala ad ascoltare l&#8217;imputato nemmeno c&#8217;è andato. &#8220;Che è, il processo breve? L&#8217;applausometro? No, non mi interessa. Di Pietro è il leader, ma io sono campano e conosco i problemi, che non sono le favolette che ha raccontato De Luca. E poi magari sarà condannato tra dieci anni, quando avrà già finito di governare&#8221;. Fausto Morrone, candidato alle regionali per l&#8217;Idv, è uno dei maggiori oppositori di De Luca a Salerno: &#8220;Io non ho applaudito. I suoi capi d&#8217;imputazione non sono quelle sciocchezze che vuole far credere: ha favorito imprenditori, ha incentivato la speculazione, non è stato abbastanza vigile sulle infiltrazioni camorristiche. Capisco Di Pietro: pur soffrendo di gastrite, se De Luca in Campania serve a non dare l&#8217;immagine di un centrosinistra frammentato, va bene così. Ma ad applaudirlo no, io non ce l&#8217;ho fatta&#8221;.</p>
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		<title>Idv, De Luca passa l´esame ma Di Pietro detta le regole</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 08:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo De Luca]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli) «CREDO che sia la manifestazione migliore, no?» Sono le 15.45, Vincenzo De Luca ha appena chiuso il suo intervento al congresso dell´Idv, la platea gli sta tributando l´ultimo dei dieci applausi che lo hanno costellato, e Antonio Di Pietro accelera. Mani sulle spalle del sindaco di Salerno, l´ex pm prova a fargli capire che è fatta, che anche il gabbiano lo appoggerà nel volo verso Palazzo Santa Lucia. Poi, non contento, mentre De Luca torna in platea, ecco ancora Di Pietro interrompere l´oratore successivo: «Un momento. Per chiarezza, perché i giornalisti poi non scrivano che non lo appoggiamo: lo appoggiamo o no?». È l´invito all´investitura per acclamazione, che tenta di passar sopra alla procedura, che fino a quel momento prevedeva la votazione delle mozioni regionali, fra cui anche quelle possibili sulla Campania. Una mossa che in sostanza nasconde anche la stessa opzione Di Pietro, appoggio a De Luca ma a determinate condizioni. Condizioni che di fatto il candidato dal palco aveva accettato, al grido di «nessun imbarazzo a proporre un codice etico». In sintesi: riconoscimento della autonomia della magistratura; accettazione del suo «controllo di legalità» e difesa «nel processo, senza fughe»; ma soprattutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>«CREDO che sia la manifestazione migliore, no?» Sono le 15.45, Vincenzo De Luca ha appena chiuso il suo intervento al congresso dell´Idv, la platea gli sta tributando l´ultimo dei dieci applausi che lo hanno costellato, e Antonio Di Pietro accelera. Mani sulle spalle del sindaco di Salerno, l´ex pm prova a fargli capire che è fatta, che anche il gabbiano lo appoggerà nel volo verso Palazzo Santa Lucia. Poi, non contento, mentre De Luca torna in platea, ecco ancora Di Pietro interrompere l´oratore successivo: «Un momento. Per chiarezza, perché i giornalisti poi non scrivano che non lo appoggiamo: lo appoggiamo o no?». È l´invito all´investitura per acclamazione, che tenta di passar sopra alla procedura, che fino a quel momento prevedeva la votazione delle mozioni regionali, fra cui anche quelle possibili sulla Campania.<br />
Una mossa che in sostanza nasconde anche la stessa opzione Di Pietro, appoggio a De Luca ma a determinate condizioni. Condizioni che di fatto il candidato dal palco aveva accettato, al grido di «nessun imbarazzo a proporre un codice etico». In sintesi: riconoscimento della autonomia della magistratura; accettazione del suo «controllo di legalità» e difesa «nel processo, senza fughe»; ma soprattutto «chiunque è condannato firma le dimissioni e se ne va a casa, punto e basta, ma che scherziamo?». Sarà l´impegno preso, sarà quel parlar schietto in cui il «che scherziamo?» è cugino stretto del &#8220;che c´azzecca?&#8221; dipietresco: fatto sta che proprio sul punto più delicato, i suoi guai giudiziari, De Luca raccoglie l´ovazione più consistente.<br />
Dunque è fatta: l´Italia dei valori raccoglie il grido di dolore, il «non possiamo non combattere insieme, vi chiedo di aiutarmi perché in Campania non muoia anche la speranza», e sale sul carro di De Luca. Una svolta preparata accuratamente da Di Pietro sin dalla mattina, quando il leader Idv aveva sciolto tutti i suoi dubbi con una mossa d´imperio, una telefonata allo stesso De Luca: «Vieni a parlare al congresso, poi vediamo». De Luca ha capito che sarebbe stato il tram buono , e l´ha preso. Una corsa di soli 15 minuti, tanto è durato il suo intervento. Nel frattempo il terreno era stato preparato già da una riunione dei parlamentari e dirigenti campani. Alla quale il grande oppositore, Luigi De Magistris, non aveva partecipato: «Non mi avevano invitato, forse sapendo bene quale era la mia posizione». In effetti, pochi minuti dopo l´arrivo di De Luca in aula, mentre il candidato era già a colloquio con Nello Formisano, l´europarlamentare era ancora lì a affermare la sua contrarietà: «Continuo a pensare che la Campania abbia bisogno di altro». Opinione che il discorso di De Luca non ha certo scalfito. Alla fine dell´intervento De Magistris prende atto, e sta bene attento a non aprire un confitto con Di Pietro: «Data la situazione che si era creata, dal suo punto di vista posso anche comprendere la decisione, e non escludo che abbia un profilo di saggezza politica. Ma per me, che non ho le responsabilità di Di Pietro, la scelta rimane sbagliata». E quanto sia sbagliata lo rivela un giudizio a tinte forti sull´intervento di De Luca: «Una procedura inusuale, che non ho capito. È stato come l´imputato che chiede di fare dichiarazioni spontanee, senza contraddittorio. Sembra che abbiamo fatto un processo breve. Non so se sia più una nuova forma di primarie o una simulazione del &#8220;Porta a porta&#8221; dove Cosentino va a parlare senza nessuno che lo contraddice».<br />
Va da sé che i più contenti di quello che succede in casa Idv siano quelli del Pd. Pierluigi Bersani loda Di Pietro: «Si conferma che bisogna a poco a poco costruire l´alternativa. Di Pietro oggi ha detto parole molto chiare». E in Campania il segretario regionale Enzo Amendola finalmente respira: «Una bella immagine quella del congresso Idv».</p>
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		<title>Capo e «delfino», platea divisa Su De Luca il nuovo duello</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 06:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Pietro]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Goffredo Buccini da il Corriere della Sera) Ecco s’avanza uno strano soldato&#8230; Viene da Corsico, provincia di Milano, con la sua storia da antico trinariciuto e i suoi baffoni alla Giulietto Chiesa («ah, magari ci fosse qui anche lui!»). «Sono comunista da quando avevo 14 anni e adesso ne ho 72, si faccia da solo due conti!», sbotta, petto in fuori, il compagno Luigi Autunno: «Mi sono iscritto con Togliatti, ho visto Longo, Berlinguer, Natta. La falce e martello la porto nel cuore». Scusi, ma Di Pietro che c’azzecca? «C’azzecca eccome. E’ l’unica opposizione. Fosse vivo Montanelli, sembrerebbe un rivoluzionario a confronto di questa pseudosinistra che c’è in Italia. E guardi che non sono solo». Laboratorio dipietrista in movimento. Sta per arrivare Luigi De Magistris, il delfino indigesto al sovrano eppure sempre evocato come erede inevitabile («ridiamo, leggendo le scemenze di voi giornalisti su noi due», dice Di Pietro). La sala Michelangelo si riempie in fretta dei delegati dell’Idv: metà di loro vorrebbe «Gigi» candidato governatore in Campania al posto dell’aborrito De Luca, l’altra metà lo vorrebbe accanto al padre fondatore pronto a soffiargli lo scranno. Tonino è già apparso tra le ovazioni, perché il partito &#8211; «una prateria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Goffredo Buccini da il Corriere della Sera)</strong></p>
<p>Ecco s’avanza uno strano soldato&#8230; Viene da Corsico, provincia di Milano, con la sua storia da antico trinariciuto e i suoi baffoni alla Giulietto Chiesa («ah, magari ci fosse qui anche lui!»). «Sono comunista da quando avevo 14 anni e adesso ne ho 72, si faccia da solo due conti!», sbotta, petto in fuori, il compagno Luigi Autunno: «Mi sono iscritto con Togliatti, ho visto Longo, Berlinguer, Natta. La falce e martello la porto nel cuore». Scusi, ma Di Pietro che c’azzecca? «C’azzecca eccome. E’ l’unica opposizione. Fosse vivo Montanelli, sembrerebbe un rivoluzionario a confronto di questa pseudosinistra che c’è in Italia. E guardi che non sono solo».</p>
<p>Laboratorio dipietrista in movimento. Sta per arrivare Luigi De Magistris, il delfino indigesto al sovrano eppure sempre evocato come erede inevitabile («ridiamo, leggendo le scemenze di voi giornalisti su noi due», dice Di Pietro). La sala Michelangelo si riempie in fretta dei delegati dell’Idv: metà di loro vorrebbe «Gigi» candidato governatore in Campania al posto dell’aborrito De Luca, l’altra metà lo vorrebbe accanto al padre fondatore pronto a soffiargli lo scranno. Tonino è già apparso tra le ovazioni, perché il partito &#8211; «una prateria che ho trasformato in prato fiorito» &#8211; ce l’ha comunque sempre in pugno, mica pinzillacchere. Però c’è da faticare, d’ora in poi.</p>
<p>Nei primi tempi di Mani pulite i ragazzi della sua squadretta di polizia giudiziaria lo chiamavano, adoranti e un po’ blasfemi, «la Madonna», a dirne la capacità di far miracoli in una Milano che aveva sempre affossato fino ad allora le inchieste per corruzione. Ora, nell’orrenda mattonella del Marriott a due passi da Fiumicino, Di Pietro deve fare il miracolo di trasformare un movimento carismatico in partito senza perderne la bussola perché il partito già gli cambia dna sotto il naso un minuto prima di nascere. Il compagno Autunno non racconta balle, sono tanti come lui. Se la Lega, per dirla con D’Alema, era una costola della sinistra, il sogno dell’Idv in febbre di crescita è prendersi tutto il costato. I vecchi cronisti ricordano a Vasto una base pittoresca, facile bersaglio del macchiettismo (Enzo Ruggero, segretario napoletano, dodici anni da consigliere comunale di Bassolino, ex diesse, sussurra: «Per la verità al sud non abbiamo solo cattiva stampa, abbiamo anche brutta gente&#8230;»). Ma tra le poltrone rosse del Marriott compaiono ragazzi che rossi sarebbero stati in altri tempi, tutti al primo approdo in politica, e poi professionisti, avvocati e professori, il ceto medio d’antan che nessuno capiva dove si fosse cacciato. Sicché col Pd l’aria è un po’ di flirt e un po’ di scippo. Dentro, De Magistris ammonisce: «Non dobbiamo aver paura di spostarci troppo a sinistra». E’ lui il beniamino di questo nuovo popolo, l’antideluca, dove De Luca è una metafora del trattativismo, un modo per non nominare Di Pietro invano. Gigi «Why Not» (come mormorano che Tonino lo chiami con qualche perfidia) fa l’occhietto agli antagonisti e usa locuzioni da figgiccino come «vigilanza democratica» così lontane dal lessico dipietrista, buone a scaldare cuori come quello di Andrea</p>
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		<title>&#8220;L&#8217;Italia dei valori? Serve una cosa più grande&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 20:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Fabio Martini da la Stampa) C’è qualcosa di nuovo, anzi d’antico che si muove al Sud, il moltiplicarsi di leader carismatici sospinti dall’entusiasmo popolare e perciò non è un caso che, dopo il successo di Vendola, ora decida di uscire allo scoperto anche un recordman delle preferenze come l’ex magistrato Luigi De Magistris: «Quello che voglio fare, non da solo ma assieme ad altri, è mettere in piedi una cosa nuova, un grande movimento di popolo che si batta su tre grandi temi: la questione morale, la questione culturale, l’attuazione della Costituzione. In prospettiva dobbiamo andare verso una semplificazione nel centrosinistra, con la nascita di due aree che superino l’attuale frammentazione». Otto mesi fa, dopo 14 (controversi) anni trascorsi in magistratura, De Magistris si è presentato alle elezioni Europee con l’Italia dei Valori in tutte le circoscrizioni, ottenendo ben 414.605 preferenze e superando Di Pietro in 4 aree su 5. Quarantadue anni, napoletano, sinora De Magistris è stato ben attento a non entrare in collisione con Tonino, ma alla vigilia del primo congresso dell’Italia dei Valori (Roma, dal 5 al 7 febbraio), squaderna il suo progetto politico. Lei ha presentato il suo libro assieme a Vendola, un leader radicale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Fabio Martini da la Stampa)</strong></p>
<p>C’è qualcosa di nuovo, anzi d’antico che si muove al Sud, il moltiplicarsi di leader carismatici sospinti dall’entusiasmo popolare e perciò non è un caso che, dopo il successo di Vendola, ora decida di uscire allo scoperto anche un recordman delle preferenze come l’ex magistrato Luigi De Magistris: «Quello che voglio fare, non da solo ma assieme ad altri, è mettere in piedi una cosa nuova, un grande movimento di popolo che si batta su tre grandi temi: la questione morale, la questione culturale, l’attuazione della Costituzione. In prospettiva dobbiamo andare verso una semplificazione nel centrosinistra, con la nascita di due aree che superino l’attuale frammentazione».</p>
<p>Otto mesi fa, dopo 14 (controversi) anni trascorsi in magistratura, De Magistris si è presentato alle elezioni Europee con l’Italia dei Valori in tutte le circoscrizioni, ottenendo ben 414.605 preferenze e superando Di Pietro in 4 aree su 5. Quarantadue anni, napoletano, sinora De Magistris è stato ben attento a non entrare in collisione con Tonino, ma alla vigilia del primo congresso dell’Italia dei Valori (Roma, dal 5 al 7 febbraio), squaderna il suo progetto politico.</p>
<p>Lei ha presentato il suo libro assieme a Vendola, un leader radicale ma non manicheo: cosa vi unisce?<br />
«I segnali si stanno moltiplicando. Dopo la mia elezione con quasi mezzo milione di preferenze, ora c’è la vittoria di Vendola, a dispetto di una nomenclatura che nei salotti immaginava di tessere alleanze con l’Udc. Il popolo, nonostante il controllo berlusconiano dei mezzi di informazione, non è ancora assuefatto e ha detto: vogliamo leader diversi, carismatici, con la schiena dritta, determinati nel rapporto col popolo».</p>
<p>Un popolo da incendiare in tutte le sue pulsioni? Non è populismo?<br />
«No, non bisogna avere accenti populistici, ma il popolo deve diventare determinante nella selezione della classe dirigente. Il prossimo leader del centrosinistra e la prossima squadra che si candiderà al governo del Paese, dovranno essere scelti attraverso Primarie di coalizione, momenti assembleari, dibattito sulla rete, superando la concezione della politica come semplice tesseramento».</p>
<p>Lei propone un nuovo movimento di popolo. Da fare con chi?<br />
«Anzitutto con tutta la sinistra radicale. E poi c’è il vasto mondo dell’ associazionismo laico, dei no-global (escluse le frange estermistiche), ci sono i “grillini”, c’è il mondo della Rete. E c’è la base del Pd, la sfida è a tutto il Pd».</p>
<p>Come le piacerebbe che si concludesse il congresso dell’Idv?<br />
«L’Italia dei valori può rappresentare uno dei pilastri di questo progetto, soprattutto se saprà aprirsi. Spero ci sia un ampliamento della classe dirigente».</p>
<p>Di Pietro è l’anti-Berlusconi, lei dice che il problema è la subcultura berlusconiana: due cose diverse?<br />
«Il modello subculturale del consumatore universale, del profitto senza regole e dell’apparire purtroppo non appartiene solo al centrodestra. Berlusconi va contrastato, ma sono preoccupato dal riposizionamento dei poteri forti che già stanno lavorando al dopo-Cavaliere. E io non ci sto ad un bipolarismo Casini-Letta».</p>
<p>Quante aree e partiti vede in prospettiva?<br />
«Dobbiamo semplificare il più possibile, andando verso su due aree e puntando ad avere a sinistra un soggetto che abbia una forza doppia a quella dell’Italia dei valori».</p>
<p>Una forza del 15-20% “manettara”?<br />
«La fedina penale pulita è una precondizione. Ma oramai non basta più. La nuova Tangentopoli sta nella gestione della spesa pubblica in tutti i settori. I soldi pubblici sono talmente tanti che c’è posto per tutti. Tra i privati un ruolo centrale ce l’ha la borghesia mafiosa dei colletti bianchi. Che partecipa tranquillamente agli affari “leciti” ma è in grado, come fa la ndrangheta, di aggiustare i processi, di trasferire magistrati, poliziotti e sacerdoti. La corruzione diventa sistema e la mafia diventa istituzione».</p>
<p>De Magistris, la sua credibilità politica dipende anche dalla sua credibilità da magistrato: come mai nessun procedimento contro la pubblica amministrazione è mai giunto a termine?<br />
«Le statistiche dimostrano la fondatezza del mio lavoro: i processi da me istruiti in materia di omicidi, rapine, estorsione, traffico di droga si sono conclusi quasi sempre con condanne. Guarda caso i processi contro i colletti bianchi a volte sono andati bene, a volte mi sono stati scippati, a volte ci sono state assoluzioni».</p>
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		<title>Intervista a Nello Formisano, coordinatore regionale IDV</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 06:27:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
		<category><![CDATA[Nello Formisano]]></category>

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		<description><![CDATA[I tanti no, la direzione dell&#8217;Idv ed il suo rapporto con il Partito Democratico e la sinistra. Il candidato Presidente della Regione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/di_pietro_megafono.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/di_pietro_megafono-300x161.jpg" alt="" title="di_pietro_megafono" width="300" height="161" class="alignnone size-medium wp-image-3190" /></a> I tanti no, la direzione dell&#8217;Idv ed il suo rapporto con il Partito Democratico e la sinistra. Il candidato Presidente della Regione.</p>
<p><object width="400" height="300"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9053006&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=9053006&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"></embed></object></p>
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		<title>ldv, passa la mozione ulivista</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 07:46:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>

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		<description><![CDATA[(da il Mattino) Il congresso regionale della Campania di Italia dei Valori ha approvato all&#8217;unanimità, con voto favorevole anche del garante, senatore Felice Bellisario, del deputato Franco Barbato e dei deputati e senatori presenti, la mozione «ulivista» proposta da Nello Formisano, nel corso dell&#8217;assemblea straordinaria che si è svolta ieri mattina a Napoli, all&#8217;hotel Oriente. Nel documento si manifesta la disponibilità di ldv a sciogliersi, «chiedendo un gesto analogo a tutti i partiti del centrosinistra», per dare vita a una federazione. Il congresso regionale ldv ha anche approvato le candidature a presidente nazionale del partito: oltre duecento delegati hanno firmato per Antonio Di Pietro, sette per Franco Barbato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(da il Mattino)</strong></p>
<p>Il congresso regionale della Campania di Italia dei Valori ha approvato all&#8217;unanimità, con voto favorevole anche del garante, senatore Felice Bellisario, del deputato Franco Barbato e dei deputati e senatori presenti, la mozione «ulivista» proposta da Nello Formisano, nel corso dell&#8217;assemblea straordinaria che si è svolta ieri mattina a Napoli, all&#8217;hotel Oriente. Nel documento si manifesta la disponibilità di ldv a sciogliersi,<br />
«chiedendo un gesto analogo a tutti i partiti del centrosinistra», per dare vita a una federazione. Il congresso regionale ldv ha anche approvato le candidature a presidente nazionale del partito: oltre duecento delegati hanno firmato per Antonio Di Pietro, sette per Franco Barbato.</p>
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		<title>Di Pietro: pronti a rompere col Pd. E incontra Ferrero</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 06:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>

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		<description><![CDATA[(da il Manifesto) «Mercoledì sera ho sentito Bersani e stamattina (ieri per chi legge, ndr) Zingaretti ma francamente non ho capito cosa mi hanno detto, il Pd decida se vuole fare una coalizione con noi oppure no, questo è un ultimatum anzi l&#8217;ultimatum è già scaduto». Così Antonio Di Pietro che si dice pronto a rompere l&#8217;alleanza con i democratici. «Ho avuto contatti con altri leader di forze progressiste e liste civiche», annuncia. Ha avuto in effetti un incontro con il portavoce della Federazione della sinistra (Prc e Pdci) Paolo Ferrero, l&#8217;intenzione è quella di mettere sul piatto un&#8217;alleanza alternativa a quella del Pd con l&#8217;Udc. Possibile in Puglia ma anche in Campania (dove c&#8217;è l&#8217;esigenza di una rottura con l&#8217;eredità di Bassolino), nel Lazio e in Calabria (dove è già in campo un candidato alternativo che però piace poco alla sinistra perché è l&#8217;ex leader della Confindustria regionale, Pippo Callipo). Secondo Di Pietro «la situazione pugliese è come quella del Lazio all&#8217;ennesima potenza così come la Campania o l&#8217;Umbria, come si fa a fare campagna così? Ma l&#8217;Udc sta con il centrosinistra o con il centrodestra?». Quanto al Lazio secondo l&#8217;Italia dei valori «Zingaretti ha detto di aver parlato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(da il Manifesto)</strong></p>
<p>«Mercoledì sera ho sentito Bersani e stamattina (ieri per chi legge, ndr) Zingaretti ma francamente non ho capito cosa mi hanno detto, il Pd decida se vuole fare una coalizione con noi oppure no, questo è un ultimatum anzi l&#8217;ultimatum è già scaduto». Così Antonio Di Pietro che si dice pronto a rompere l&#8217;alleanza con i democratici. «Ho avuto contatti con altri leader di forze progressiste e liste civiche», annuncia. Ha avuto in effetti un incontro con il portavoce della Federazione della sinistra (Prc e Pdci) Paolo Ferrero, l&#8217;intenzione è quella di mettere sul piatto un&#8217;alleanza alternativa a quella del Pd con l&#8217;Udc. Possibile in Puglia ma anche in Campania (dove c&#8217;è l&#8217;esigenza di una rottura con l&#8217;eredità di Bassolino), nel Lazio e in Calabria (dove è già in campo un candidato alternativo che però piace poco alla sinistra perché è l&#8217;ex leader della Confindustria regionale, Pippo Callipo). Secondo Di Pietro «la situazione pugliese è come quella del Lazio all&#8217;ennesima potenza così come la Campania o l&#8217;Umbria, come si fa a fare campagna così? Ma l&#8217;Udc sta con il centrosinistra o con il centrodestra?». Quanto al Lazio secondo l&#8217;Italia dei valori «Zingaretti ha detto di aver parlato con tutti, ma non ci può considerare come una carta usa e getta». Zingaretti ha replicato punto per punto: «Ho avuto due colloqui con il segretario regionale del-l&#8217;Idv Pedica, non ho mai detto di avere già trovato un accordo e soprattutto non è vero che ho parlato con Di Pietro, non ci parlo da diverse settimane. Sono esterrefatto da queste confuse e strane dichiarazioni». </p>
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		<title>A Voce Alta &#8211; Bilancio Regionale: acqua, nucleare, lavoro, bollette e Rc auto</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 19:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[A voce alta]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio regionale]]></category>
		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
		<category><![CDATA[marco esposito]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Marrazzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nicola Marrazzo e Marco Esposito parlano degli emendamenti al bilancio regionale ottenuti da Idv. Marrazzo spiega i motivi per cui nonostante il buon risultato Idv si è astenuta sul voto finale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://ts.vimeo.com.s3.amazonaws.com/402/247/40224710_100.jpg" title="A voce alta" class="alignleft" width="100" height="75" /> Nicola Marrazzo e Marco Esposito parlano degli emendamenti al bilancio regionale ottenuti da Idv. Marrazzo spiega i motivi per cui nonostante il buon risultato Idv si è astenuta sul voto finale.<br />
<object width="400" height="320"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=8558623&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=8558623&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="320"></embed></object></p>
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		<title>Il gran rifiuto di Tonino</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 09:08:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Pietro]]></category>
		<category><![CDATA[De Magistris]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Moxedano]]></category>
		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Norberto Gallo) Qual è (era) l’unico vero motivo di appeal dell’Italia De Valori? Proprio quell’ossessionante e a tratti ossessivo martellamento sulla cosiddetta questione morale. Niente di politico, lo sappiamo bene. Il punto è che gli orrori della politica nostrana, da queste parti (e non solo) affondano radici in una questione che è tutta pre politica: una casta trasversale che governa in modo del tutto incolore, che manovra e inciucia per rimanere sulla breccia, costi quel che costi, fosse anche la morte sociale e civile della città e di quelli che ci abitano subendola. In un quadretto così desolante l’Idv pareva dotata di un pregio in grado di far dimenticare i difetti del partito personale e spesso sopra le righe. Anzi, proprio quell’andare sopra le righe sembrava il toccasana utile da queste parti a rompere il muro delle convenienze politiche che incredibilmente tiene ancora in piedi le istituzioni locali nonostante i disastrosi risultati di questi anni. Solo dall’Italia dei Valori, era l’idea comune, poteva venir fuori qualche sparata alla Di Pietro che rompesse il gioco e permettesse di ricominciare tutto da capo. E infatti nessuno si è meravigliato quando la mozione di sfiducia alla sindaca è arrivata a fine anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Norberto Gallo)</strong></p>
<p><div id="attachment_1263" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/08/luigi_de_magistris.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/08/luigi_de_magistris.jpg" alt="" title="Luigi De Magistris" width="300" height="300" class="size-full wp-image-1263" /></a><p class="wp-caption-text">Luigi De Magistris</p></div> Qual è (era) l’unico vero motivo di appeal dell’Italia De Valori? Proprio quell’ossessionante e a tratti ossessivo martellamento sulla cosiddetta questione morale. Niente di politico, lo sappiamo bene. Il punto è che gli orrori della politica nostrana, da queste parti (e non solo) affondano radici in una questione che è tutta pre politica: una casta trasversale che governa in modo del tutto incolore, che manovra e inciucia per rimanere sulla breccia, costi quel che costi, fosse anche la morte sociale e civile della città e di quelli che ci abitano subendola.<br />
In un quadretto così desolante l’Idv pareva dotata di un pregio in grado di far dimenticare i difetti del partito personale e spesso sopra le righe. Anzi, proprio quell’andare sopra le righe sembrava il toccasana utile da queste parti a rompere il muro delle convenienze politiche che incredibilmente tiene ancora in piedi le istituzioni locali nonostante i disastrosi risultati di questi anni.<br />
Solo dall’Italia dei Valori, era l’idea comune, poteva venir fuori qualche sparata alla Di Pietro che rompesse il gioco e permettesse di ricominciare tutto da capo. E infatti nessuno si è meravigliato quando la mozione di sfiducia alla sindaca è arrivata a fine anno proprio su iniziativa di questo partito. Pazienza che a firmare fossero quelli del centrodestra e dell’Udc, tanto non si andava mica ad alleanze per governare. Piuttosto il partito del tribuno Di Pietro diventava il portabandiera del disagio popolare nei confronti della peggiore giunta della storia di questa città e aveva il pregio di dare una prospettiva diversa dall’alternanza pura e semplice, il voto al centro destra.<br />
E invece sono bastate meno di ventiquattr’ore e una telefonata della sindaca per ricondurre a miti consigli il partito e a spiazzare quelli che credevano che davvero che nell’Idv  si parlasse un’altra lingua.<br />
Che cosa ha detto iervolino a Di Pietro per convincerlo? Di certo non lo sappiamo. Probabilmente è bastato ricordargli che Idv ha trattative in corso in tutta Italia per allearsi proprio con il partito della sindaca e che una cosa del genere avrebbe potuto chiuderle seduta stante. In ogni caso ci vuol poco a capire che la precipitosa marcia indietro di Tonino è stata dettata da un calcolo lontano dai bisogni dei cittadini che ha distrutto qualsiasi credibilità del suo partito sull’unico terreno dove poteva averne: proprio quello della questione morale.<br />
Perché se di moralità della politica si vuol parlare, allora bisogna partire dal presupposto che gli interessi del partito e del centrosinistra vengono dopo quelli dei cittadini. E che se l’Idv dice di essere all’opposizione vuol dire che tenta di mandare a casa il prima possibile la Iervolino perché bisogna ricostruire la città prima che la coalizione. E invece pare che così non sia. L’opposizione dell’Idv deve essere un’opposizione alla finestra, qualcosa che rimanda alle pratiche zen più che a quelle della politica.<br />
Non valgono se non ad aggravare la figuraccia, le dichiarazioni di un Luigi De Magistris, noto magistrato ma politico sconosciuto (e non senza ragioni, direi a questo punto) che teorizza l’impossibilità non di allearsi, ma anche di raccogliere voti su proprie mozioni Pdl, Udc ed Udeur e per mettere una pezza a colori si inventa una sciocchezza come “Iervolino potrebbe anche cominciare a governare bene”.  Un po’ troppo per non far sorridere, non trova onorevole?<br />
E poi <a href="http://www.napolionline.org/new/idv-conferenza-stampa-di-de-magistris">guardate la conferenza stampa dell’Idv</a> dove De Magistris se la prende con il coordinatore cittadino e lo tratta come un mentecatto animato da intenzioni non chiare, che addirittura lo molesterebbe. O dove il coordinatore regionale, Nello Formisano esprime come suo personale parere l’idea che non si debba votare per il bilancio regionale, pur sapendo che il Presidente della Commissione Bilancio della Regione Campania è un uomo di Italia dei Valori. Troppa poca cura e troppo poco rispetto per i propri compagni ed un sottinteso preoccupante per tutti: “non è che l’Idv è un partito di persone oneste, piuttosto io sono onesto e da qui mi incarico di far fuori tutti gli altri su cui dovessi anche soltanto nutrire qualche sospetto. Senza dimenticare però che in quel sistema di casta voglio entrarci a pieno titolo, se non come patrizio, come tribuno della plebe. Tanto, come si dice, tutte le strade portano a Roma”.</p>
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