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	<title>Napoli onLine &#187; Leonardo Impegno</title>
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	<description>...ma Napoli non è una cartolina!</description>
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		<title>Manca il numero legale in Consiglio. Impegno: j&#8217;accuse a maggioranza e opposizione</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 17:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[consiglio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>

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		<description><![CDATA[Manca il numero legale in Consiglio Comunale e salta l&#8217;approvazione del regolamento del Forum Comunale dei Giovani, delibera firmata da maggioranza ed opposizione e che, in seguito alla pubblicazione degli atti sul sito internet del Comune, era stato anche emendato dai giovani che avevano utilizzato internet per esprimere il proprio parere sull&#8217;articolato. Durissima la reazione del Presidente dell’assemblea nazionale del Forum della Gioventù Francesco Micera: “I consiglieri comunali di Napoli hanno agito contro gli interessi dei giovani della città, rifiutandosi di approvare il regolamento che istituisce il Forum dei Giovani. L’atteggiamento dei consiglieri comunali – prosegue Micera &#8211; è inqualificabile, così come l’ingiustificato ostracismo verso un organismo di partecipazione popolare che esiste già in decine di Comuni della Campania ma non nel capoluogo. Quanto accaduto oggi è una vergogna.” Ma ad esprimere un pesante j&#8217;accuse nei confronti dell&#8217;aula è il Presidente dell&#8217;assemblea Leonardo Impegno che non risparmia nessuno. &#8220;Ci troviamo in una situazione molto complicata, da una parte la maggioranza che non ha i numeri e, dall&#8217;altra, l&#8217;opposizione che fa di tutto per bloccare l&#8217;attività democratica&#8221; ha detto Impegno. &#8220;L&#8217;ultima cosa alla quale ci si interessa, sembra essere l&#8217;impatto positivo di alcuni provvedimenti, sui cittadini. La deliberazione sul forum dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_3867" class="wp-caption alignleft" style="width: 412px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/leonardo_impegno_2.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/leonardo_impegno_2.jpg" alt="Leonardo Impegno" title="Leonardo Impegno" width="402" height="242" class="size-full wp-image-3867" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo Impegno</p></div> Manca il numero legale in Consiglio Comunale e salta l&#8217;approvazione del regolamento del Forum Comunale dei Giovani, delibera firmata da maggioranza ed opposizione e che, in seguito alla pubblicazione degli atti sul sito internet del Comune, era stato anche emendato dai giovani che avevano utilizzato internet per esprimere il proprio parere sull&#8217;articolato.<br />
Durissima la reazione del Presidente dell’assemblea nazionale del Forum della Gioventù Francesco Micera: “I consiglieri comunali di Napoli hanno agito contro gli interessi dei giovani della città, rifiutandosi di approvare il regolamento che istituisce il Forum dei Giovani. L’atteggiamento dei consiglieri comunali – prosegue Micera &#8211; è inqualificabile, così come l’ingiustificato ostracismo verso un organismo di partecipazione popolare che esiste già in decine di Comuni della Campania ma non nel capoluogo. Quanto accaduto oggi è una vergogna.”<br />
Ma ad esprimere un pesante j&#8217;accuse nei confronti dell&#8217;aula è il Presidente dell&#8217;assemblea Leonardo Impegno che non risparmia nessuno. &#8220;Ci troviamo in una situazione molto complicata, da una parte la maggioranza che non ha i numeri e, dall&#8217;altra, l&#8217;opposizione che fa di tutto per bloccare l&#8217;attività democratica&#8221; ha detto Impegno.<br />
&#8220;L&#8217;ultima cosa alla quale ci si interessa, sembra essere l&#8217;impatto positivo di alcuni provvedimenti, sui cittadini. La deliberazione sul forum dei giovani che abbiamo portato oggi in assemblea è emblematica. Pur se firmata da maggioranza e opposizione, poi se ne impedisce la discussione chiedendo il numero legale ed abbandonando l&#8217;aula&#8221;.<br />
Il presidente del Consiglio comunale, anche candidato alla segreteria del Pd, si dice preoccupato per l&#8217;atteggiamento della maggioranza in Consiglio e per il ruolo dell&#8217;opposizione che di fatto impedisce, a suo giudizio, di fare costruttivi dibattiti.<br />
&#8220;Siamo preoccupati, il problema è della maggioranza ad essere presente agli atti deliberativi, e dell&#8217;opposizione che non può chiedere la convocazione dei Consigli, discutere ciò che vuole e poi chiedere il numero legale &#8211; conclude Impegno &#8211; Inoltre, si trattava di un atto deliberativo che guarda semplicemente agli interessi dei giovani, questo non lo comprendo e faccio un appello istituzionale, ad essere in aula quando si tratta di approvare atti che riguardano gli interessi dei cittadini, in caso contrario creiamo un sistema politico bloccato&#8221;.</p>
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		<title>Impegno: «Partito troppo fermo Napoli fondamentale per la riscossa»</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 09:37:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>
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		<description><![CDATA[(di lu.ro. da il Mattino) La direzione nazionale del Pd di cui è membro è l&#8217;occasione, per Leonardo Impegno, presidente del Consiglio comunale, per fare il punto sulle difficili geometrie politiche napoletane. «Napoli e il sud &#8211; dice &#8211; non diventeranno colonie della Lega. Per il Pd Napoli è fondamentale, questa la sfida che orgogliosamente bisogna raccogliere». Presidente però a Napoli il suo partito fa esattamente l&#8217;opposto, gioca allo fascio. Addirittura c&#8217;è il rischio di elezioni anticipate. «Non è stato fatto tutto ciò che si poteva fare. E quello fatto non è emerso. Un anno è lungo per fare bene e ricandidarsi alla guida della città. E molto conta cosa faremo in questo anno perché il nuovo sindaco che dovrà candidarsi a Napoli dovrà farlo con la consapevolezza che Napoli dovrà essere la capitale del sud. Anzi il nuovo sindaco dovrà essere il sindaco di tutto il meridione». Sia più chiaro. «È l&#8217;unico modo per il Pd di contrastare Lega e destre che hanno un progetto politico. Noi dobbiamo raccogliere la sfida, anche quella del federalismo, con orgoglio e con autonomia e Napoli e il sud devono essere al centro del nostro progetto politico». Tuttavia &#8211; come si diceva &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di lu.ro. da il Mattino)</strong></p>
<p><div id="attachment_3867" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/leonardo_impegno_2.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/leonardo_impegno_2-300x180.jpg" alt="Leonardo Impegno" title="Leonardo Impegno" width="300" height="180" class="size-medium wp-image-3867" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo Impegno</p></div> La direzione nazionale del Pd di cui è membro è l&#8217;occasione, per Leonardo Impegno, presidente del Consiglio comunale, per fare il punto sulle difficili geometrie politiche napoletane. «Napoli e il sud &#8211; dice &#8211; non diventeranno colonie della Lega. Per il Pd Napoli è fondamentale, questa la sfida che orgogliosamente bisogna raccogliere».<br />
Presidente però a Napoli il suo partito fa esattamente l&#8217;opposto, gioca allo fascio. Addirittura c&#8217;è il rischio di elezioni anticipate.<br />
«Non è stato fatto tutto ciò che si poteva fare. E quello fatto non è emerso. Un anno è lungo per fare bene e ricandidarsi alla guida della città. E molto conta cosa faremo in questo anno perché il nuovo sindaco che dovrà candidarsi a Napoli dovrà farlo con la consapevolezza che Napoli dovrà essere la capitale del sud. Anzi il nuovo sindaco dovrà essere il sindaco di tutto il meridione».<br />
Sia più chiaro.<br />
«È l&#8217;unico modo per il Pd di contrastare Lega e destre che hanno un progetto politico. Noi dobbiamo raccogliere la sfida, anche quella del federalismo, con orgoglio e con autonomia e Napoli e il sud devono essere al centro del nostro progetto politico».<br />
Tuttavia &#8211; come si diceva &#8211; a Napoli la Iervolino rischia di cadere.<br />
«Sarebbe inutile e dannoso, così come il rimpasto. Adesso non serve a nulla bisogna invece organizzarsi per questo ultimo anno, farlo bene e pensare al futuro».<br />
Vale a dire?<br />
«Le primarie per scegliere il successore della lervolino si devono fare subito. Le primarie non sono uno strumento burocratico, ma il fondamento del Pd e del centrosinistra: Marcano la differenza fra noi e il centrodestra che risiede nella partecipazione. Si devono fare il I prima possibile».<br />
A Napoli manca un segretario provinciale del Pd e addirittura il gruppo comunale è senza capogruppo, la disorganizzazione nel partito è totale.<br />
«Si deve rimediare immediatamente. Anche perché le primarie hanno dimostrato che dove si fanno si vince, come accaduto in Puglia. Di più. Nei 20 comuni campani dove si è andati al voto non ci sono state le primarie e abbiamo avuto sconfitte e problemi. Errore gravissimo non farle. Il sud è affetto da trasformismo senza primarie se ne vanno i giovani e i trasformisti restano».<br />
Perché non si convoca il congresso?<br />
«Per adesso il Pd non sta facendo nulla ed é tutto da ricostruire a Napoli e in provincia. Ho denunciato da &#8211; presidente del Consiglio la mancanza del capogruppo. Ora va eletto prima del Consiglio sul bilancio. Non si può andare avanti così. E il congresso è da farsi subito».<br />
Come stare vicino alla Iervolino fino al termine del mandato?<br />
«Tornando in sintonia con le esigenze e le domande di concretezza dei cittadini e rispondere a queste domande coinvolgendo tutti &#8211; anche il Consiglio -facendo emergere le energie un po&#8217; sopite. Mettere a lavorare i consiglieri sui grandi progetti. Così si stimolano anche i giovani».</p>
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		<title>Pd, meno poltrone. Sul dopo Morando è scontro aperto</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 13:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Amendola]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Vittoria]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Adolfo Pappalardo da il Mattino) Praticamente chiuso il mosaico dei nuovi organi regionali del Pd (che sarà ufficializzato e votato domani pomeriggio nella prima assemblea), rimane il nodo dei congressi provinciali. A norma di regolamento, approvato a luglio dagli organi uscenti, sono da fare entro il prossimo 20 dicembre. Complicato, troppo complicato, se per il 13 dicembre c’è l’ipotesi di fare le primarie per scegliere il candidato del centrosinistra per la corsa a palazzo Santa Lucia. E poi, via di corsa, occorrerebbe gettarsi a capofitto in una difficile campagna elettorale. Senza contare il malumore che serpeggia tra i segretari di sezione che dovrebbero riconvocare nuovamente le assemblee degli iscritti nel giro di pochi giorni e fare sicuramente i conti con liste di iscritti gonfiate, come hanno denunciato i rappresentanti di tutte e tre le mozioni durante la battaglia congressuale. Per questo il neo segretario Amendola responsabilmente lavora da giorni a una sorta di coordinamento provvisorio per superare il commissariamento di Napoli, affidato a suo tempo al senatore Enrico Morando dall’ex segretario Walter Veltroni, e la reggenza di Avellino. La minoranza dei sostenitori di Franceschini, invece, insiste sul deliberato di luglio e vuole subito i congressi per nominare i nuovi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Adolfo Pappalardo da il Mattino)</strong></p>
<p>Praticamente chiuso il mosaico dei nuovi organi regionali del Pd (che sarà ufficializzato e votato domani pomeriggio nella prima assemblea), rimane il nodo dei congressi provinciali. A norma di regolamento, approvato a luglio dagli organi uscenti, sono da fare entro il prossimo 20 dicembre. Complicato, troppo complicato, se per il 13 dicembre c’è l’ipotesi di fare le primarie per scegliere il candidato del centrosinistra per la corsa a palazzo Santa Lucia. E poi, via di corsa, occorrerebbe gettarsi a capofitto in una difficile campagna elettorale. Senza contare il malumore che serpeggia tra i segretari di sezione che dovrebbero riconvocare nuovamente le assemblee degli iscritti nel giro di pochi giorni e fare sicuramente i conti con liste di iscritti gonfiate, come hanno denunciato i rappresentanti di tutte e tre le mozioni durante la battaglia congressuale. Per questo il neo segretario Amendola responsabilmente lavora da giorni a una sorta di coordinamento provvisorio per superare il commissariamento di Napoli, affidato a suo tempo al senatore Enrico Morando dall’ex segretario Walter Veltroni, e la reggenza di Avellino. La minoranza dei sostenitori di Franceschini, invece, insiste sul deliberato di luglio e vuole subito i congressi per nominare i nuovi organi provinciali. C’è poi, ancora, una terza via auspicata dall’area popolare che ha sostenuto Bersani e Amendola: non procedere cioè alle assemblee e eleggere coordinamenti provinciali con i delegati votati nel congresso del 25 ottobre. E poi, dopo le regionali di marzo, come hanno deciso la maggior parte delle nuove segreterie uscite dal congresso nazionale, procedere al rinnovo degli organi provinciali. Una posizione che vede d’accordo anche i rappresentanti della mozione Ignazio Marino. Ma in Campania, nonostante nessuno voglia andare verso le elezioni con gli organi uscenti, non c’è per ora accordo. Tutte ipotesi che saranno sicuramente illustrate domani pomeriggio a Città della Scienza nella prima assemblea regionale (240 membri) che ratificherà l’elezione di Enzo Amendola a segretario e procederà al voto dei vertici campani del partito. Una struttura, nel complesso, molto più snella della precedente: si passa, infatti, da una direzione di 180 elementi a una di 50, espressione di tutte le anime del partito ma fedele al risultato del voto degli iscritti. E, quindi, 35 proveniente dagli eletti in area Amendola, 8-9 dell’area di Leonardo Impegno e 5-6 di quella di Franco Vittoria. E, a sua volta, almeno una metà dei 35 delegati di direzione in quota maggioranza sarà di provenienza ex popolare. Chiuso, a meno di sorprese, anche il mosaico dei nomi per la presidenza, segreteria e commissione di garanzia. Partiamo dalla prima casella: l’ex europarlamentare Graziella Pagano dovrebbe rioccupare la poltrona di presidente mentre alle due mozioni di minoranza tocca esprimere i nomi di due vice. Dieci, invece, i componenti della segreteria che, secondo i vertici, dovrà essere espressione delle nuove leve del partito:ci sarà un’età molto bassa, quindi. Alla commissione di garanzia (5 in totale), invece, in pole per il vertice risulta Paolo Persico che occupava la stessa carica nella segreteria uscente e si vede così riconfermata fiducia anche dai nuovi vertici. Così come il vice Adriano Giannola che pure va verso la riconferma. I restanti tre nomi saranno, invece, ognuno espressione di una delle tre mozioni. A quest’organo Amendola affiderà, come promesso all’indomani della sua elezione, uno dei compiti più delicati: la verifica del tesseramento per appurare se ci siano incongruenze o infiltrazioni in alcune realtà a rischio, come accaduto a Castellammare di Stabia. E da lì, procedere alla cancellazione dalle liste democrat.</p>
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		<title>Pd, Impegno e Benincasa nel mirino</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 07:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Benincasa]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli) Continua lo scontro di potere nel gruppo consiliare del Pd del comune di Napoli. Non è una battaglia politica per affrontare i drammatici problemi occupazionali e sociali che vivono i lavoratori, i precari e i cittadini napoletani. E&#8217; uno scontro per conquistare una poltrona e garantirsi la rete di consenso elettorale. Un gruppo di consiglieri bassoliniani e di fedelissimi dell&#8217;assessore alla cultura Nicola Oddati puntano a rimuovere il capogruppo consiliare Fabio Benincasa e il presidente del consiglio comunale Leonardo Impegno. Stando ad alcune fonti di via Verdi, sede del consiglio comunale, sabato scorso i consiglieri Diego Venanzoni, Giovanni Palladino, Antonio Borriello, Franco Verde, Salvatore Guerriero e Vito Lupo avrebbero promosso una riunione `ristretta&#8217;, concordando una &#8216;strategia condivisa&#8217; per procedere alla rimozione di Benincasa e di Impegno. I sei consiglieri avrebbero raggiunto un&#8217;intesa sui nomi dei consiglieri che dovrebbero presiedere le cinque commissioni consiliari da accorpare e rinnovare. Borriello corre per sostituire Benincasa. Invece, Vito Lupo si candida per prendere il posto di Impegno, i consiglieri Venanzoni e Verde sono pronti per le presidenze delle commissioni urbanistica e politiche sociali. Da rilevare che nel Pd, è nata una nuova &#8216;componente&#8217; di consiglieri comunali che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli)</strong></p>
<p>Continua lo scontro di potere nel gruppo consiliare del Pd del comune di Napoli. Non è una battaglia politica per affrontare i drammatici problemi occupazionali e sociali che vivono i lavoratori, i precari e i cittadini napoletani. E&#8217; uno scontro per conquistare una poltrona e garantirsi la rete di consenso elettorale. Un gruppo di consiglieri bassoliniani e di fedelissimi dell&#8217;assessore alla cultura Nicola Oddati puntano a rimuovere il capogruppo consiliare Fabio Benincasa e il presidente del consiglio comunale Leonardo Impegno. Stando ad alcune fonti di via Verdi, sede del consiglio comunale, sabato scorso i consiglieri Diego Venanzoni, Giovanni Palladino, Antonio Borriello, Franco Verde, Salvatore Guerriero e Vito Lupo avrebbero promosso una riunione `ristretta&#8217;, concordando una &#8216;strategia condivisa&#8217; per procedere alla rimozione di Benincasa e di Impegno. I sei consiglieri avrebbero raggiunto un&#8217;intesa sui nomi dei consiglieri che dovrebbero presiedere le cinque commissioni consiliari da accorpare e rinnovare. Borriello corre per sostituire Benincasa. Invece, Vito Lupo si candida per prendere il posto di Impegno, i consiglieri Venanzoni e Verde sono pronti per le presidenze delle commissioni urbanistica e politiche sociali. Da rilevare che nel Pd, è nata una nuova &#8216;componente&#8217; di consiglieri comunali che sostiene la necessità di &#8220;cimentarsi su questioni di grande rilevanza&#8221; e non si sottraggono nel lanciare &#8216;messaggi&#8217; sulla gestione del concorso dei vigili urbani e dei fondi europei per la riqualificazione del centro storico. Una componente composta dai consiglieri del Pd Emilio Di Marzio, Mariano Anniciello, Emilio Montemarano e Francesco Nicodemo pronti a puntualizzare che &#8220;L&#8217;approvazione del Piano strategico, la riforma del corpo della polizia municipale che razionalizza le competenze e ne amplia l&#8217;organico, la valorizzazione del centro storico attraverso l&#8217;impiego dei fondi Por, sono la nuova frontiera amministrativa su cui saranno impegnati i rappresentanti dei cittadini&#8221;. Intanto, la sinistra radicale, assente dalle lotte sociali e operaie in corso in città, invece, si preoccupa di rivendicare un&#8217;equa distribuzione delle poltrone. &#8220;Le attuali 14 commissioni consiliari permanenti (compresa quella Speciale sui Cimiteri cittadini) sono troppe e lavorano piuttosto male &#8211; sottolinea Raffaele Carotenuto capogruppo di Prc &#8211; Sia chiaro che Rifondazione Comunista partirà col dire che il Partito Democratico deve pesantemente dimagrire&#8221;. &#8220;Quest&#8217;ultimo ha un peso politico ingombrante e fastidioso &#8211; aggiunge Carotenuto &#8211; Non è pensabile esprimere l&#8217;Ufficio di Presidenza del Consiglio (presidente e vice-presidente) ed il 70% circa dei Presidenti delle commissioni consiliari permanenti. Il Pd faccia un passo indietro e favorisca il dibattito sulla razionalizzazione delle articolazioni dell&#8217;assemblea &#8211; puntualizza Carotenuto &#8211; La città si attende semplificazione e funzionalità, efficienza e decisionismo democratico. Il centro sinistra a Napoli &#8211; conclude &#8211; non può continuare a galleggiare&#8221;. Dunque, non si escludono sorprese durante le sedute del consiglio comunale previste il 16 e 17 novembre.</p>
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		<title>Leonardo Impegno: «Il governatore è il passato Con Franceschini possiamo finalmente voltare pagina»</title>
		<link>http://www.napolionline.org/new/leonardo-impegno-il-governatore-e-il-passato-con-franceschini-possiamo-finalmente-voltare-pagina</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 06:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>
		<category><![CDATA[primarie Pd]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Patrizio Mannu da il Corriere del Mezzogiorno) Presidente del Consiglio comunale e oggi candidato alla segrete­ria regionale del Pd (mozione Franceschini). Per Leonardo Impegno, insomma, la domenica più lunga. Impegno ha letto il «Riformista»? Bassolino in un’intervista ha detto che «chi pensa di muoversi nella logica della discontinuità consegna la regione al centrodestra». Che ne pensa? «Per battere il centrodestra qui in Campania è necessario un cambiamento e un rinnovamento profondo e deve riguardare il Pd e l’intera coalizione di centro­sinistra. Se sarò eletto segretario non ripresenterò la stessa coalizione, protago­nista negli ultimi anni di limiti, errori e fallimenti: dalla vicenda sanità, alla que­stione rifiuti, a quella dei fondi europei. E per coalizione intendo quella che anda­va da Pecoraro Scanio a Mastella. Una coalizione che ha confuso l’idea di demo­crazia col fatto sceondo il quale chiunque poteva parlare senza mai assumere scelte importanti. Occorre liberare il futuro in Campania in 3 mosse: contrastan­do la criminalità organizzata; accettando il federalismo fiscale; creando nuova classe. Siamo la regione più commissariata d’Italia: dal sottosuolo, alla sanità, ai partiti. La logica della continuità ci porterà diritti alla sconfitta. Il giudizio dei nostri elettori è profondamente negativo». Il cammino verso il nuovo non è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Patrizio Mannu da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>Presidente del Consiglio comunale e oggi candidato alla segrete­ria regionale del Pd (mozione Franceschini). Per Leonardo Impegno, insomma, la domenica più lunga.</p>
<p>Impegno ha letto il «Riformista»? Bassolino in un’intervista ha detto che «chi pensa di muoversi nella logica della discontinuità consegna la regione al centrodestra». Che ne pensa?</p>
<p>«Per battere il centrodestra qui in Campania è necessario un cambiamento e un rinnovamento profondo e deve riguardare il Pd e l’intera coalizione di centro­sinistra. Se sarò eletto segretario non ripresenterò la stessa coalizione, protago­nista negli ultimi anni di limiti, errori e fallimenti: dalla vicenda sanità, alla que­stione rifiuti, a quella dei fondi europei. E per coalizione intendo quella che anda­va da Pecoraro Scanio a Mastella. Una coalizione che ha confuso l’idea di demo­crazia col fatto sceondo il quale chiunque poteva parlare senza mai assumere scelte importanti. Occorre liberare il futuro in Campania in 3 mosse: contrastan­do la criminalità organizzata; accettando il federalismo fiscale; creando nuova classe. Siamo la regione più commissariata d’Italia: dal sottosuolo, alla sanità, ai partiti. La logica della continuità ci porterà diritti alla sconfitta. Il giudizio dei nostri elettori è profondamente negativo».</p>
<p>Il cammino verso il nuovo non è privo di difficoltà, dopo quasi 15 anni di ‘‘monocolore’’ bassoliniano.</p>
<p>«E’ difficile costruire e radicare il partito nuovo poiché per 15 anni abbiamo teorizzato e realizzato il partito personale. Le vicende ultime dimostrano che una ‘‘nuova primavera’’ non può essere inaugurata da chi è stato il protagonista della vecchia stagione».</p>
<p>Quando dice ‘‘chi’’ si riferisce a Bassoli­no?</p>
<p>«Sì. E’ assurdo che colui che ha avuto ed ha una maggiore responsabilità politica non vuol mai prendersi una responsabilità in prima per­sona. La vicenda Arpac dimostra l’esperienza fallimentare di questa coalizione che appalta­va ad un partito politico gestione e governo della più importante agenzie ambientali. Quan­do ci si è trovati al bivio fra efficienza e cliente­lismo si è scelta la seconda strada».</p>
<p>La politica si fa con i voti. Il governatore detiene il pacchetto più consistente. Non vi spaventa questo?</p>
<p>«La maggioranza degli elettori del Pd vuole il cambiamento e non si rassegna a consegna­re al centrodestra la Campania. Oggi c’è l’occa­sione di cogliere la svolta, votando e deciden­do » .</p>
<p>Se discontinuità fa rima con novità, chi è più nuovo: Franceschini o Mari­no?</p>
<p>«No. Qui serve un’analisi. Sulla vicenda di ‘‘nuovo’’ e ‘‘giovane’’, in Campania ci sono già stati segretari trentenni che hanno contato poco o nulla&#8230;».</p>
<p>Cioé?</p>
<p>«Cozzolino, Oddati, Belliazzi e lo stesso Amendola &#8211; tra l’altro amici miei ­hanno contato poco o nulla perché c’era un sistema tutto concentrato sulle istitu­zioni, dove il partito era un’appendice. E’ utile parlare in questo caso di quanta autonomia ha il partito, quanta autonomia ha il segretario. Io ho scelto France­schini perché ha ben gestito la fase critica del dopo-Veltroni e ora vuole un parti­to aperto. E l’idea nella quale mi rivedo e per questo non condivido quella di Bersani. Franceschini è una novità politica in continuità con il progetto innovati­vo di Veltroni».</p>
<p>La sua sindaca ha definito Franceschini un «moccioso». Si è sentito distur­bato da questa affermazione?</p>
<p>«Una dichiarazione che non mi è piaciuta». </p>
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		<title>Impegno: per una nuova primavera</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 14:39:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>
		<category><![CDATA[primarie Pd]]></category>

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		<description><![CDATA[(di a.m. da Cronache di Napoli) Leonardo Impegno, napoletano, 35 anni, presidente del consiglio comunale di Napoli, è il candidato alla segreteria regionale della Campania del Pd per la mozione Franceschini. Una campagna condotta tutta alla&#8217;insegna del cambiamento e della presa di distanza da Bassolino e il suo sistema di potere. Una scelta obbligata? La classe dirigente del centrosinistra, che ha governato in questi ultimi anni in Campania, è arrivata al capolinea. E a dimostrarlo non sono solo le inchieste giudiziarie, che ormai si moltiplicano, dalle quali emerge un clientelismo diffuso, ma i dati delle ultime elezioni provinciali ed europee che hanno visto oltre il 50% dei campani non partecipare al voto, oppure votare scheda bianca o annullare la scheda. Penso che alle prossime regionali possiamo battere il centrodestra, ma per farlo dobbiamo recuperare credibilità determinando, a cominciare dal Pd, un rinnovamento vero e non di facciata. Sì, ma il governatore non sembra abbia voglia di mollare, anzi. Chi è stato protagonista, nel bene e nel male, del ciclo politico che si è chiuso non può pensare di esserlo anche nel futuro. Il Pd è nato per innovare e cambiare. La Campania è il luogo delle emergenze. Qual è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di a.m. da Cronache di Napoli)</strong></p>
<p>Leonardo Impegno, napoletano, 35 anni, presidente del consiglio comunale di Napoli, è il candidato alla segreteria regionale della Campania del Pd per la mozione Franceschini.<br />
Una campagna condotta tutta alla&#8217;insegna del cambiamento e della presa di distanza da Bassolino e il suo sistema di potere. Una scelta obbligata?<br />
La classe dirigente del centrosinistra, che ha governato in questi ultimi anni in Campania, è arrivata al capolinea. E a dimostrarlo non sono solo le inchieste giudiziarie, che ormai si moltiplicano, dalle quali emerge un clientelismo diffuso, ma i dati delle ultime elezioni provinciali ed europee che hanno visto oltre il 50% dei campani non partecipare al voto, oppure votare scheda bianca o annullare la scheda. Penso che alle prossime regionali possiamo battere il centrodestra, ma per farlo dobbiamo recuperare credibilità determinando, a cominciare dal Pd, un rinnovamento vero e non di facciata.<br />
Sì, ma il governatore non sembra abbia voglia di mollare, anzi.<br />
Chi è stato protagonista, nel bene e nel male, del ciclo politico che si è chiuso non può pensare di esserlo anche nel futuro. Il Pd è nato per innovare e cambiare.<br />
La Campania è il luogo delle emergenze. Qual è la prima da affrontare una volta diventato segretario?<br />
Il problema principale da risolvere, è quello della camorra che va sconfitta con un rafforzamento dell&#8217;azione repressiva. Una guerra che va combattuta, però, anche dagli amministratori.<br />
Perché un simpatizzante dovrebbe votare per la vostra mozione.<br />
Votare per me e per Dario Franceschini significa puntare sul futuro, su un partito aperto e plurale, rispettoso di tutte le identità. Un partito in cui contino il merito e il rigore, la trasparenza e la competenza. E&#8217; ora di aprire una nuova primavera per il centrosinistra campano con nuove alleanze, un nuovo programma e una nuova classe dirigente per battere il centro destra.</p>
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		<title>Le primarie del Pd. Ne parlo con Leonardo Impegno</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 14:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[arpac]]></category>
		<category><![CDATA[Castellamare di Stabia]]></category>
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		<description><![CDATA[Le primarie del Pd. Domani si vota, ne parlo con Leonardo Impegno, candidato alla segreteria regionale per l&#8217;area Franceschini. La polemica con Bassolino e Iervolino, i problemi del Pd, il delitto Tommasino, lo scandalo Arpac. Perchè una persona comune dovrebbe appassionarsi al voto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_3867" class="wp-caption alignnone" style="width: 160px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/leonardo_impegno_2.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/leonardo_impegno_2-150x150.jpg" alt="Leonardo Impegno" title="Leonardo Impegno" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-3867" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo Impegno</p></div> Le primarie del Pd. Domani si vota, ne parlo con Leonardo Impegno, candidato alla segreteria regionale per l&#8217;area Franceschini. La polemica con Bassolino e Iervolino, i problemi del Pd, il delitto Tommasino, lo scandalo Arpac. Perchè una persona comune dovrebbe appassionarsi al voto?</p>
<hr />
<hr />
<div><object width="512" height="322"><param name="movie" value="http://d.yimg.com/static.video.yahoo.com/yep/YV_YEP.swf?ver=2.2.46" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="AllowScriptAccess" VALUE="always" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="flashVars" value="id=16262622&#038;vid=6266522&#038;lang=en-us&#038;intl=us&#038;thumbUrl=http%3A//l.yimg.com/a/p/i/bcst/videosearch/12082/95676682.jpeg&#038;embed=1" /><embed src="http://d.yimg.com/static.video.yahoo.com/yep/YV_YEP.swf?ver=2.2.46" type="application/x-shockwave-flash" width="512" height="322" allowFullScreen="true" AllowScriptAccess="always" bgcolor="#000000" flashVars="id=16262622&#038;vid=6266522&#038;lang=en-us&#038;intl=us&#038;thumbUrl=http%3A//l.yimg.com/a/p/i/bcst/videosearch/12082/95676682.jpeg&#038;embed=1" ></embed></object></div>
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		<title>Pd spaccato nel nome di Bassolino</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 11:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Enzo Amendola]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli) «ORMAI si gioca a carte scoperte. Il capo dello schieramento di Bersani è Bassolino, e con lui ci sono sette liste, ognuna guidata da un capocorrente. Il che imprigiona anche l´azione di Enzo Amendola». Le liste per Amendola, per la precisione, sono addirittura nove, benché non tutte presenti in tutti i collegi delle primarie Pd. Comunque la sfida è lanciata. Completate le liste, Leonardo Impegno, candidato regionale del fronte Franceschini, apre la campagna elettorale contro gli avversari: «Di là vedo la conservazione all´opera. La stessa che negli ultimi anni ha allineato nei Ds tanti giovani segretari, tutti trentenni, da Cozzolino a Oddati, da Belliazzi allo stesso Amendola, senza che questi contassero nulla: guidavano solo un partito subalterno alle istituzioni». Ad Amendola Impegno rispedisce anche la palla di Pasquale Sommese, uno dei sette &#8220;capicorrente&#8221;, che però firma anche una lista pro Franceschini sul nazionale: «È certamente una anomalia &#8211; dice Impegno &#8211; ma forse è un problema più di Enzo». Amendola non replica, se non per via indiretta, preferendo esprimersi sul gravissimo caso di Castellammare, il killer del consigliere comunale Tommasino è iscritto al Pd: «Sono d´accordo coi provvedimenti adottati. Mi spiace aggiungere, senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>«ORMAI si gioca a carte scoperte. Il capo dello schieramento di Bersani è Bassolino, e con lui ci sono sette liste, ognuna guidata da un capocorrente. Il che imprigiona anche l´azione di Enzo Amendola». Le liste per Amendola, per la precisione, sono addirittura nove, benché non tutte presenti in tutti i collegi delle primarie Pd. Comunque la sfida è lanciata. Completate le liste, Leonardo Impegno, candidato regionale del fronte Franceschini, apre la campagna elettorale contro gli avversari: «Di là vedo la conservazione all´opera. La stessa che negli ultimi anni ha allineato nei Ds tanti giovani segretari, tutti trentenni, da Cozzolino a Oddati, da Belliazzi allo stesso Amendola, senza che questi contassero nulla: guidavano solo un partito subalterno alle istituzioni».<br />
Ad Amendola Impegno rispedisce anche la palla di Pasquale Sommese, uno dei sette &#8220;capicorrente&#8221;, che però firma anche una lista pro Franceschini sul nazionale: «È certamente una anomalia &#8211; dice Impegno &#8211; ma forse è un problema più di Enzo». Amendola non replica, se non per via indiretta, preferendo esprimersi sul gravissimo caso di Castellammare, il killer del consigliere comunale Tommasino è iscritto al Pd: «Sono d´accordo coi provvedimenti adottati. Mi spiace aggiungere, senza spirito polemico, che viene al pettine un problema introdotto un anno fa con il meccanismo di tesseramento che sicuramente va rivisto dopo il 26 ottobre. Già l´anno scorso ho denunciato la questione, ma nessuno alla guida del partito, da Roma a Napoli, è intervenuto a visionare un processo di adesione farraginoso e facilmente infiltrabile. La mia voce è rimasta isolata e fuori dal coro». Si rischia il litigio però anche su questo, dato che Impegno proclama: «Siamo più vulnerabili se si pensa solo al numero di iscritti e non si controlla chi porta pacchetti di tessere».<br />
Lo scontro insomma si fa duro. A dispetto dei pasticcini con i quali Teresa Armato, coordinatrice campana della mozione Franceschini, festeggia l´onomastico nella sede del partito. Con lei tanti parlamentari e candidati. Maria Fortuna Incostante e Alfonso Andria. Ida Iorio, giovanissima candidata nel casertano, e Luigi Nicolais, che si candida, ma in un posto non utile, l´ultimo del suo collegio, pur di far largo ai giovani. Tutti ribadiscono di essere a caccia della nuova classe dirigente, di non voler perdere per strada gli elettori. C´è anche il senatore irpino Enzo De Luca, che non vuole offrire il fianco alla facile polemica: insieme a Armato e Incostante è stato a suo tempo assessore con Bassolino, e «non rinnego quel ruolo».<br />
Guardare avanti, dicono un po´ tutti. Compresa la Armato, che proprio nel suo collegio, in coppia con Aldo Cennamo, dovrà confrontarsi proprio con Bassolino: «Il discrimine non è personale, ma sulle ragioni che ci animano. E io sono conseguente col lavoro svolto negli ultimi due anni, anche quando raccoglievo le firme per l´iniziativa &#8220;Salva l´Italia&#8221; mentre qualcuno riteneva non giusto attaccare Berlusconi». È la frecciata a Bassolino, che all´epoca si dissociò dalla iniziativa. Un altro suo ex collaboratore, Tonino Amato, ora con Franceschini, invita a «sfidare gli apparati», e legge così il suo duello personale, nel collegio di Fuorigrotta, col sindaco Iervolino: «Per il Parlamento la appoggiammo nel collegio. Fece bene. Ma che c´entra questo col nascondere che in Comune si sono fatti tanti errori?» Massimiliano Manfredi, coordinatore napoletano dei franceschiniani, denuncia «chi ha cambiato maglia», ovvero Salvatore Piccolo e i lettiani, e invita i candidati a lavorare insieme, dopo il 25 ottobre, «senza condizionamenti di saltimbanchi». Dal canto suo Amendola sarà oggi pomeriggio ad Avellino, presso l´ex carcere borbonico di via Costantinopoli, per un dibattito con l´europarlamentare dipietrista Luigi De Magistris.<br />
Mentre il Pd affila la sue spade per lo scontro interno, dal Pdl giunge notizia che l´intero partito campano, parlamentari compresi, è convocato per domani a Palazzo Grazioli a Roma, per discutere con Berlusconi e i coordinatori nazionali della candidatura alle prossime regionali.</p>
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		<title>Franceschini, ultimo avviso a Bassolino «Non può più ricandidarsi».</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 08:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescoiacotucci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Gerardo Ausiello da Il Mattino) Il no categorico a qualsiasi ipotesi di ricandidatura diAntonio Bassolino. Sia al Comune che alla Regione. Dario Franceschini torna a Napoli per un incontro sui problemi della scuola e ribadisce, con forza, il suo messaggio di rinnovamento. «Non ho dubbi: non sono d&#8217;accordo che Bassolino faccia il sindaco. I cambiamenti &#8211; spiega il segretario del Pd &#8211; producono sempre dei dolori, ma noi abbiamo bisogno di cambiare decisamente, c&#8217;è la necessità di un grande partito in grado di cambiare se stesso e quindi di cambiare il Paese». Un discorso che vale anche in caso di un&#8217;eventuale ricandidatura del governatore a Palazzo Santa Lucia? «E ovvio». Su questo, infatti, il leader dei democratici è categorico. Ne fa addirittura un pilastro della sua campagna elettorale in vista delle primarie del 25 ottobre e lo dice a chiare lettere anche in mattinata a Venezia, durante una manifestazione con militanti e sostenitori. Poi si sofferma sulla strategia per le elezioni di marzo: «Le alleanze devono essere siglate regione per regione, scelte dai partiti locali e costruite attorno al candidato presidente, sempre nel fronte alternativo alla destra». Il discorso sul rinnovamento tiene banco alla Stazione Marittima, dove si discute del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="lblOCR" style="font-size: medium; width: 80%; left: 10%; text-align: justify;">(Gerardo Ausiello da Il Mattino)<br />
</span></p>
<p><span id="lblOCR" style="font-size: medium; width: 80%; left: 10%; text-align: justify;">Il no categorico a qualsiasi ipotesi di ricandidatura diAntonio Bassolino. Sia al Comune che alla Regione. Dario Franceschini torna a Napoli per un incontro sui problemi della scuola e ribadisce, con forza, il suo messaggio di rinnovamento. «Non ho dubbi: non sono d&#8217;accordo che Bassolino faccia il sindaco. I cambiamenti &#8211; spiega il segretario del Pd &#8211; producono sempre dei dolori, ma noi abbiamo bisogno di cambiare decisamente, c&#8217;è la necessità di un grande partito in grado di cambiare se stesso e quindi di cambiare il Paese». Un discorso che vale anche in caso di un&#8217;eventuale ricandidatura del governatore a Palazzo Santa Lucia? «E ovvio». Su questo, infatti, il leader dei democratici è categorico. Ne fa addirittura un pilastro della sua campagna elettorale in vista delle primarie del 25 ottobre e lo dice a chiare lettere anche in mattinata a Venezia, durante una manifestazione con militanti e sostenitori. Poi si sofferma sulla strategia per le elezioni di marzo: «Le alleanze devono essere siglate regione per regione, scelte dai partiti locali e costruite attorno al candidato presidente, sempre nel fronte alternativo alla destra». Il discorso sul rinnovamento tiene banco alla Stazione Marittima, dove si discute del dramma sociale dei precari e delle politiche per scuola e università. L&#8217;ex ministro Luigi Nicolais sposa in pieno le parole di Franceschini: «Ormai &#8211; dice &#8211; Bassolino è un ex presidente». «Parliamo del futuro, non del passato &#8211; insiste il parlamentare &#8211; Ci interessa chi sarà il nuovo segretario del partito, non chi tra poco sarà un ex governatore. Occorre costruire, dunque, una nuova classe dirigente puntando soprattutto sull&#8217;istruzione, l&#8217;educazione e la ricerca». E d&#8217;accordo il sindaco di Ercolano Nino Daniele, secondo cui «siamo di fronte a una questione già archiviata, mentre quella del rinnovamento resta aperta». Per la senatrice Teresa Armato «il Pd de- v&#8217;essere capace di guardare avanti costruendo un&#8217;adeguata proposta politica, coerente con i tempi e le necessità della gente». Duro il giudizio di Leonardo Impegno, in corsa per la segreteria regionale: «Chi ha sbagliato deve fare un passo indietro e permettere il ricambio della classe dirigente. Qui finora sono mancate la cultura del risultato e la valutazione del rendimento». Al centro del dibattito restano, per , le vicende interne. Il consigliere regionale Pasquale Somme- se afferma: «Questa fase congressuale non mi ha appassionato molto, ma il problema è antico. In Campania, pi che altrove, esistono grandi difficoltà per un&#8217;area moderata che non si sente adeguatamente rappresentata e non riesce a far emergere le sue enormi potenzialità che qui hanno reso il centrosinistra fortissimo. Un&#8217;area &#8211; aggiunge &#8211; che è stata il motore dell&#8217;esperienza politica degli ultimi anni, ma che oggi si sente sempre meno valorizzata dal punto di vista dei linguaggi e dei valori». Ancor pi duro il deputato Bruno Cesario: «Sbaglia chi pensa che i dati sui congressi dei circoli non debbano far riflettere sulla partecipazione. Non c&#8217;è entusiasmo, non c&#8217;è coinvolgimento, la gente è distante. In un momento così difficile per le famiglie, infatti, l&#8217;ultimo problema per i cittadini è quello di seguire un partito di opposizione che litiga al proprio interno mentre dovrebbe rappresentare le esigenze di tutti».<br />
</span></p>
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		<title>Congressi Pd, Amendola al 72,6% Impegno all&#8217;attacco di Bassolino</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 13:23:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di p.p. da Cronache di Napoli) Se anche Fuorigrotta cede, vuol dire proprio che non c&#8217;è più storia. I congressi di circolo del Pd si avviano a conclusione con una vittoria schiacciante del duo Bersani-Amendola nella corsa per la segreteria, rispettivamente, nazionale e regionale del partito. Proprio nel quartiere flegreo è accaduto l&#8217;imprevedibile, quello che dà il segno di un risultato irreversibile. Amendola è quasi riuscito a pareggiare nella roccaforte degli `avversari&#8217; Impegno-Franceschini. I dati giunti dalla Campania dove ieri si sono aperte le urne pur non essendo definitivi, confermano il trend che vede in largo vantaggio gli sfidanti alla leadership uscente. Enzo Amendola resta attestato sul 72,6%, mentre Leonardo Impegno raccoglie il 22,08% e Franco Vittoria (mozione Marino) il 5,26%. Pierluigi Bersani invece conferma il 66,94% della scorsa settimana così come pure Dario Franceschini al 28,82% e Ignazio Marino al 4,23%. Questo il trend, dicevamo, e sarà difficile un ribaltamento dell&#8217;ultim&#8217;ora da qui fino al 30 settembre quando ci sarà la definitiva chiusura delle operazioni di voto. Poi, la parola passerà alla convention nazionale dell&#8217; 11 ottobre che servirà più o meno a sancire quanto proposto dai militanti a livello territoriale. La scadenza vera, il finale di partita si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di p.p. da Cronache di Napoli)</strong></p>
<p>Se anche Fuorigrotta cede, vuol dire proprio che non c&#8217;è più storia. I congressi di circolo del Pd si avviano a conclusione con una vittoria schiacciante del duo Bersani-Amendola nella corsa per la segreteria, rispettivamente, nazionale e regionale del partito. Proprio nel quartiere flegreo è accaduto l&#8217;imprevedibile, quello che dà il segno di un risultato irreversibile. Amendola è quasi riuscito a pareggiare nella roccaforte degli `avversari&#8217; Impegno-Franceschini. I dati giunti dalla Campania dove ieri si sono aperte le urne pur non essendo definitivi, confermano il trend che vede in largo vantaggio gli sfidanti alla leadership uscente. Enzo Amendola resta attestato sul 72,6%, mentre Leonardo Impegno raccoglie il 22,08% e Franco Vittoria (mozione Marino) il 5,26%. Pierluigi Bersani invece conferma il 66,94% della scorsa settimana così come pure Dario Franceschini al 28,82% e Ignazio Marino al 4,23%. Questo il trend, dicevamo, e sarà difficile un ribaltamento dell&#8217;ultim&#8217;ora da qui fino al 30 settembre quando ci sarà la definitiva chiusura delle operazioni di voto. Poi, la parola passerà alla convention nazionale dell&#8217; 11 ottobre che servirà più o meno a sancire quanto proposto dai militanti a livello territoriale. La scadenza vera, il finale di partita si giocherà il 25 ottobre con la celebrazione delle primarie. Il banco di prova che sancirà definitivamente il corso che prenderà il Partito democratico. A livello nazionale e, come e tanto di più, a livello locale. Impegno ha capito da tempo che può giocarsi le sue chance proprio nella consultazione popolare. L&#8217;apparato del partito, la sua macchina organizzativa, sono saldamente nelle mani del governatore Antonio Bassolino, serve dunque portare a votare la gente, soprattutto quelli che &#8220;sono stanchi del sistema di potere del presidente&#8221;. Strada in salita, insomma, ma non ha altra scelta e attacca. &#8220;Chi nasconde i problemi irrisolti sotto il tappeto del consenso interno al Pd &#8211; ha replicato a Bassolino che aveva speso sabato nuove lodi per Bersani e Amendola confermando il suo convinto sostegno &#8211; non sarà in grado di aprire una fase nuova per la Campania&#8221;. A proposito poi del richiamo ad essere &#8220;più propositivi e unitari&#8221; espresso dall&#8217;inquilino di Palazzo Santa Lucia, il presidente del consiglio comunale di Napoli, ha ribadito impietoso la distanza tra il vecchio, rappresentato dal governatore e il nuovo che avanza, di cui lui è una delle &#8216;promesse&#8217;. &#8220;L&#8217;unità del Pd di cui parla Bassolino è solo di facciata &#8211; ha spiegato &#8211; La verità è che si vuole costruire un partito nel quale non si discuta in maniera chiara e sincera sui tanti limiti di una stagione politica che si è ormai chiusa&#8221;. Poi ha chiesto l&#8217;atto di contrizione: &#8220;Se davvero si vuole l&#8217;unità, così come tutti noi vogliamo, ammetta i suoi errori e ci consenta di fare una battaglia a viso aperto contro il centro-destra per provare a vincere con nuovi programmi, nuove alleanze e una nuova classe dirigente&#8221;. Insomma, togliti di torno. Appare difficile che il suo appello convinca il mittente.</p>
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		<title>Impegno attacca Bassolino</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 05:36:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Bassolino]]></category>
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		<description><![CDATA[(di r.f. da la Repubblica Napoli) «L´UNITA´ del Pd di cui parla Bassolino è solo di facciata». Sale di nuovo il tono della polemica all´interno del partito impegnato nelle primarie. Ci pensa uno dei candidati alla segreteria regionale, Leonardo Impegno (nella foto), che attacca frontalmente, senza mezzi termini, il presidente della Regione, reo di avere nuovamente invitato un paio di giorni fa a perseguire un «partito più unito», nel quale ad esempio «io per essere pro Bersani non ho bisogno di essere contro Franceschini». Lo stesso Franceschini che era stato a suo tempo paragonato a una pulce con la tosse. Impegno non ci sta e carica a testa bassa: «Chi nasconde i problemi irrisolti sotto il tappeto del consenso interno non sarà in grado di aprire una fase nuova per la Campania. La verità è che si vuole costruire un partito nel quale non si discuta in maniera chiara e sincera sui tanti limiti di una stagione politica che si è ormai chiusa. Se davvero si vuole l´unità, Bassolino ammetta i suoi errori e ci consenta di fare una battaglia a viso aperto contro il centrodestra per provare a vincere con nuovi programmi, nuove alleanze e una nuova classe dirigente». [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di r.f. da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>«L´UNITA´ del Pd di cui parla Bassolino è solo di facciata». Sale di nuovo il tono della polemica all´interno del partito impegnato nelle primarie. Ci pensa uno dei candidati alla segreteria regionale, Leonardo Impegno (nella foto), che attacca frontalmente, senza mezzi termini, il presidente della Regione, reo di avere nuovamente invitato un paio di giorni fa a perseguire un «partito più unito», nel quale ad esempio «io per essere pro Bersani non ho bisogno di essere contro Franceschini». Lo stesso Franceschini che era stato a suo tempo paragonato a una pulce con la tosse.<br />
Impegno non ci sta e carica a testa bassa: «Chi nasconde i problemi irrisolti sotto il tappeto del consenso interno non sarà in grado di aprire una fase nuova per la Campania. La verità è che si vuole costruire un partito nel quale non si discuta in maniera chiara e sincera sui tanti limiti di una stagione politica che si è ormai chiusa. Se davvero si vuole l´unità, Bassolino ammetta i suoi errori e ci consenta di fare una battaglia a viso aperto contro il centrodestra per provare a vincere con nuovi programmi, nuove alleanze e una nuova classe dirigente».<br />
Insomma un chiaro invito a farsi da parte. Mentre il beneficiario dell´azione di Bassolino, Enzo Amendola, era ieri a proseguire i suoi incontri elettorali in Irpinia. Intanto il fronte Franceschini schiera oggi a Napoli un altro pezzo da novanta, Sergio Cofferati, impegnato in un tour sui temi del lavoro: parteciperà a una assemblea al Cardarelli, visiterà la Whirpool a Via Argine e poi la &#8220;Grimaldi Carpenterie&#8221; nell´area della ex Sofer a Pozzuoli. Tutto in attesa dei dati, che oggi si faranno più consistenti visti i congressi di circolo del week-end. E ai quali il terzo fronte, quello di Ignazio Marino, annette tanta importanza da aver inviato ieri alcuni suoi rappresentanti nazionali, in testa il coordinatore Michele Meta, a presentare la mozione in alcuni circoli di rilievo, da Bagnoli a Ercolano, da Pompei a Castellammare.</p>
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		<title>Democratici, pochi al voto il favorito è Amendola</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 05:38:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli) SI avvicina la fine della prima tappa. Il 30 settembre l´orologio del Pd dirà stop ai congressi di circolo. È una fase interlocutoria, serve soprattutto a scremare il parco di coloro che poi correranno davvero alle primarie, nazionali e regionali, del 25 ottobre. Alle quali, è bene ricordare, verrà ammesso solo chi abbia ottenuto almeno il 5 per cento dei voti nei circoli. Materia non del tutto pleonastica dato che Ignazio Marino al nazionale, e il suo Franco Vittoria in Campania, veleggiano intorno alla quota fatidica. Certo i dati fin qui cumulati, aggiornati dal partito regionale al 24 settembre, sono assolutamente parziali, si riferiscono a 52 circoli su 534, cioè qualcosina in meno del 10 per cento. Però proiettano già con assoluta chiarezza Enzo Amendola verso la segreteria regionale. I voti dei circoli non avranno nulla a che fare con quelli delle primarie, ma la tendenza è massiccia. Amendola è al momento al 68.9 per cento dei voti. Strasufficienti non solo per ammetterlo alle primarie, ma anche per guardare con fiducia al meccanismo che assicura la elezione, in sede di assemblea regionale, a colui che abbia portato con sé la maggioranza assoluta dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>SI avvicina la fine della prima tappa. Il 30 settembre l´orologio del Pd dirà stop ai congressi di circolo. È una fase interlocutoria, serve soprattutto a scremare il parco di coloro che poi correranno davvero alle primarie, nazionali e regionali, del 25 ottobre. Alle quali, è bene ricordare, verrà ammesso solo chi abbia ottenuto almeno il 5 per cento dei voti nei circoli. Materia non del tutto pleonastica dato che Ignazio Marino al nazionale, e il suo Franco Vittoria in Campania, veleggiano intorno alla quota fatidica.<br />
Certo i dati fin qui cumulati, aggiornati dal partito regionale al 24 settembre, sono assolutamente parziali, si riferiscono a 52 circoli su 534, cioè qualcosina in meno del 10 per cento. Però proiettano già con assoluta chiarezza Enzo Amendola verso la segreteria regionale. I voti dei circoli non avranno nulla a che fare con quelli delle primarie, ma la tendenza è massiccia. Amendola è al momento al 68.9 per cento dei voti. Strasufficienti non solo per ammetterlo alle primarie, ma anche per guardare con fiducia al meccanismo che assicura la elezione, in sede di assemblea regionale, a colui che abbia portato con sé la maggioranza assoluta dei delegati. Insomma la cifra critica è il 50 per cento dei delegati che verranno eletti, in base a liste bloccate (e collegate ai candidati segretario) il 25 ottobre.<br />
Vero è che la fase attuale dei circoli è ristretta agli iscritti e che anche fra questi finora l´entusiasmo non è stato particolarmente contagioso. È andato a votare solo il 39 per cento circa degli aventi diritto. È una cifra lontana dalla statistica nazionale, che viaggia intorno al 59 per cento, ed è comunque fra le più basse fra quelle regionali, insieme al 38 circa dell´Emilia. Pesano ovviamente anche dinamiche locali. Tirano certamente al ribasso i circoli più copiosi fra quelli che si sono fin qui espressi: 10.8 per cento a San Giuseppe vesuviano (105 votanti su 975); 14.3 a Acerra (solo 181 su 1263); 31.9 a Pendino (190 su 596); 33.3 a Stella San Carlo (190 su 571); 35.8 a Casamarciano (204 su 569). Alle primarie poi dovrebbero aggiungersi più voti di opinione, quelli degli elettori da aggiungere agli iscritti, ma la maggioranza di componenti interne che appoggiano Amendola, e le 4 o 5 liste che potrebbero presentarsi con lui, paiono potergli garantire la sopravvivenza al di là del 50 per cento anche dopo il 25 ottobre.<br />
La tendenza è ancora più accentuata dal fatto che Amendola, pur essendo in ticket con Pierluigi Bersani, ruba voti anche al fronte di Dario Franceschini. Un fenomeno emerso subito, come conseguenza del fatto che su di lui convergono anche ambienti degli ex popolari, che in origine erano al fianco del segretario nazionale uscente. Il dettaglio al 24 settembre dice che Bersani ha ottenuto 2155 voti e Amendola 2479, cioè 324 in più. Vengono naturalmente da Franceschini: quest´ultimo passa dai 1311 del voto nazionale ai 944 del suo candidato regionale Leonardo Impegno. L´area Franceschini cede voti anche a Franco Vittoria, che ne ottiene 10 in più del suo uomo di riferimento, Ignazio Marino, e ne lascia ulteriori 33 non espressi quando si passa dal nazionale al regionale.<br />
Se dunque Amendola veleggia, un occhio di riguardo bisognerà tenerlo a Vittoria. L´uomo di Marino è finora fermo al 4.9 per cento, anche se vanta ottimi risultati in alcuni circoli (30 per cento a Nola, 20 a Fisciano) il cui esito, registrato ieri, non è ancora compreso in quella percentuale. Dunque si profila una suspense circa la sua ammissione alle primarie regionali. E questo a sua volta, dato il bacino di voti consistente del Pd campano, potrebbe a sua volta influenzare la posizione di Marino, attualmente all´8 per cento, nella competizione nazionale.</p>
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		<title>Pd, Amendola al 71% dopo 32 congressi di circolo</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 07:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di rr da Cronache di Napoli) E&#8217; iniziata e lentamente sta proseguendo la navigazione dei Democratici verso le primarie per l&#8217;elezione dei nuovi dirigenti. Ieri sera, a termine di una lunga riunione, la commissione regionale del Partito Democratico ha reso noti i risultati parziali in Campania dopo i primi giorni in cui si sono svolti i congressi di circolo. Nello specifico i dati resi noti dalla commissione regionale per il 25 ottobre riguardano i 32 congressi di circolo che si sono svolti in Campania, la maggior parte dei quali a Napoli e a Caserta. I votanti che si sono recati alle urne presso i propri circoli di appartenenza sono 2593 e hanno conferito la maggioranza delle preferenze a Pierluigi Bersani e Enzo Amendola, rispettivamente candidati alla segreteria nazionale e a quella regionale. La Campania si è mostrata generosa con l&#8217;ex ministro del Governo Prodi che da questo primo scrutinio ha imposto la sua presenza ottenendo 1530 preferenze, pari al 59,01%; mentre, per quanto riguarda il livello regionale, Enzo Amendola è in testa con 1772 preferenze, pari al 71,74%. Arretrata, per ora, l&#8217;area che fa capo all&#8217;attuale segretario reggente del partito, Dario Franceschini, che ha conquistato 939 voti dei democratici campani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di rr da Cronache di Napoli) </strong></p>
<p>E&#8217; iniziata e lentamente sta proseguendo la navigazione dei Democratici verso le primarie per l&#8217;elezione dei nuovi dirigenti. Ieri sera, a termine di una lunga riunione, la commissione regionale del Partito Democratico ha reso noti i risultati parziali in Campania dopo i primi giorni in cui si sono svolti i congressi di circolo. Nello specifico i dati resi noti dalla commissione regionale per il 25 ottobre riguardano i 32 congressi di circolo che si sono svolti in Campania, la maggior parte dei quali a Napoli e a Caserta. I votanti che si sono recati alle urne presso i propri circoli di appartenenza sono 2593 e hanno conferito la maggioranza delle preferenze a Pierluigi Bersani e Enzo Amendola, rispettivamente candidati alla segreteria nazionale e a quella regionale.<br />
La Campania si è mostrata generosa con l&#8217;ex ministro del Governo Prodi che da questo primo scrutinio ha imposto la sua presenza ottenendo 1530 preferenze, pari al 59,01%; mentre, per quanto riguarda il livello regionale, Enzo Amendola è in testa con 1772 preferenze, pari al 71,74%. Arretrata, per ora, l&#8217;area che fa capo all&#8217;attuale segretario reggente del partito, Dario Franceschini, che ha conquistato 939 voti dei democratici campani e una percentuale del 36,21%; mentre il candidato alla segreteria regionale, il presidente del consiglio comunale di Napoli, Leonardo Impegno ha raggiunto 582 preferenze con il 23,56%.<br />
Il terzo candidato alla segreteria nazionale, Ignazio Marino ha totalizzato 124 voti, per il 4,78% e a Franco Vittoria sono stati assegnati 116 voti e quindi il 4,70% sul totale delle preferenze espresse.<br />
Entro il 30 settembre si riuscirà a sapere esattamente come si distribuisce elettorato del partito &#8216;burocratico&#8217; perchè entro quella data gli iscritti nelle assemblee di circolo potranno votare per i candidati segretari e per i delegati alle convenzioni provinciali e regionali; i primi tre candidati più votati, purché abbiano superato il 5% dei voti validi, parteciperanno alle primarie il 25 ottobre. L&#8217; 11 ottobre, alla convenzione nazionale, i candidati che parteciperanno alle primarie illustreranno le loro piattaforme politico-programmatiche; il 25 ottobre potranno votare tutti coloro che si riconoscono nel Partito Democratico.</p>
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		<title>Impegno: con Bassolino 15 anni di occasioni perse</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 12:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Antonella Scutiero da il Roma) La svolta Pd coincide con il rinnovamento della classe dirigente. Bassolino? «Sono stati 15 anni di occasioni perse». E poi lotta alla criminalità e rilancio del Mezzogiorno cogliendo l&#8217;opportunità del federalismo fiscale. Leonardo Impegno, candidato alla segreteria regionale Pd per la mozione Franceschini, fa il punto della situazione a poco più di un mese dal congresso. E sul suo avversario Amendola: «Non mi fa paura, il finto unanimismo non risolve i problemi». Chi verrà eletto dovrà affrontare un compito difficilissimo: ricostruire il Pd. Come pensa di fare? «L&#8217;eredità è pesantissima, alle passate elezioni il Pd ha perso il 50% dei consensi. Il mio primo obiettivo è recuperare la fiducia persa. Il Pd è nato per cambiare, e per farlo non possiamo non riconoscere limiti, errori e fallimenti, ci serve per riacquistare credito». Si è tornati a parlare di questione meridionale. Il federalismo di cui parla nel suo programma può essere una soluzione? «La banca del sud non è una strada praticabile, bisogna invece rilanciare il Banco di Napoli, aprendo all&#8217;azionariato di famiglie e imprese fino alla quotazione in borsa. Un federalismo fiscale responsabile è una sfida che la nuova classe dirigente deve accettare per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Antonella Scutiero da il Roma)</strong></p>
<p>La svolta Pd coincide con il rinnovamento della classe dirigente. Bassolino? «Sono stati 15 anni di occasioni perse». E poi lotta alla criminalità e rilancio del Mezzogiorno cogliendo l&#8217;opportunità del federalismo fiscale. Leonardo Impegno, candidato alla segreteria regionale Pd per la mozione Franceschini, fa il punto della situazione a poco più di un mese dal congresso. E sul suo avversario Amendola: «Non mi fa paura, il finto unanimismo non risolve i problemi».<br />
Chi verrà eletto dovrà affrontare un compito difficilissimo: ricostruire il Pd. Come pensa di fare?<br />
«L&#8217;eredità è pesantissima, alle passate elezioni il Pd ha perso il 50% dei consensi. Il mio primo obiettivo è recuperare la fiducia persa. Il Pd è nato per cambiare, e per farlo non possiamo non riconoscere limiti, errori e fallimenti, ci serve per riacquistare credito».<br />
Si è tornati a parlare di questione meridionale. Il federalismo di cui parla nel suo programma può essere una soluzione?<br />
«La banca del sud non è una strada praticabile, bisogna invece rilanciare il Banco di Napoli, aprendo all&#8217;azionariato di famiglie e imprese fino alla quotazione in borsa. Un federalismo fiscale responsabile è una sfida che la nuova classe dirigente deve accettare per riformare l&#8217;intero apparato pubblico».<br />
Lei parla anche di battaglia per la legalità.<br />
«Dobbiamo combattere la criminalità organizzata, su questo il Pd può allearsi col ministro Maroni. Ho chiesto a Franceschini e Fassino se sia il caso di rivedere la legge sui beni confiscati, poi intendo incentivare la stazione unica appaltante e favorire la nascita di associazioni antiracket».<br />
Il tema fondamentale è il rin-novamento della classe dirigente. È possibile esautorare Bassolino,  considerato il ruolo che ha avuto?<br />
«Diciamo la verità, sono stati 15 anni di occasioni perse. agli enti locali sono stati attribuiti straordinari poteri che non sono stati utilizzati per la crescita della regione. La risposta non può essere tornare indietro ma guardare avanti, e grazie a Franceschini abbiamo archiviato la vicenda di Bassolino candidato a sindaco. Leggevo la settimana scorsa di uno scontro Bassolino-Mussolini al Comune e De Mita candidato alla Regione: sembrava di leggere un giornale del &#8217;93».<br />
Il cambiamento non rischia di essere solo una parola?<br />
«Il cambiamento non riguarda solo l&#8217;interno ma soprattutto l&#8217;esterno del partito, quelli che non hanno voce in capitolo e che oggi avranno l&#8217;oppor-tunità di decidere se voltare pagina. All&#8217;interno i giochi si risolveranno in una certa maniera, e sappiamo come. Nello scenario avverso c&#8217;è tutto e il contrario ai tutto. Bisogna co-struire un partito organizzato sui ter-ritori, anche se in Campania, perché è considerato personale appendice delle istituzioni. E poi esternare il confronto politico sulle idee attribuendolo alle fondazioni svuota il partito».<br />
Dopo il congresso bisognerà tentare riconquistare l&#8217;elettorato per concorrere davvero alle prossime sfide elettorali. Saprete trovare un nome forte da candidare?<br />
«Prima del nome il problema è costruire un partito forte. I delusi e gli scontenti sono in attesa di vedere come si comporta il Pd. Per questo ho detto che non farò anticamera davanti alla porta di nessuno e non riproporrà la stessa coalizione che in questi ultimi anni è stata caratterizzata da grande incapacità di decisione. Dall&#8217;altra parte, il centrodestra non ha le carte in regola per parlare di rinascita, fa soltanto demogogia».<br />
L&#8217;alleanza che è sorta attorno al suo sfidante, Amendola, le fa paura?<br />
«No, non temo il confronto politico, piuttosto che qualcuno lo voglia ma-scherare intorno a un finto unanimismo che non risolve i problemi. Non uniamoci oggi per separarci domani, piuttosto confrontiamoci ora così che il segretario che verrà eletto sarà il segretario di tutti».</p>
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		<title>Pd, valzer di numeri in Campania</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 12:26:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Mario Pepe da il Roma) I numeri ufficiali del Partito democratico ancora non ci sono ma qualche dato, comunque, già trapela. In Campania, la mozione legata a Pier Luigi Bersani sarebbe in vantaggio su quelle di Dario Franceschini e Ignazio Marino: un dato tendenziale proiettabile anche sulla corsa per la segreteria regionale dove, se il trend dovesse essere confermato, Enzo Amendola, espressione dell&#8217;area che fa riferimento all&#8217;ex ministro, condurrebbe sull&#8217;avversario più accreditato, Leonardo Impegno, riferimento dell&#8217;attuale leader nazionale. Qualche cifra, come detto, comincia già a circolare. Innanzitutto, in alcuni casi balza agli occhi l&#8217;evidente disparità tra iscritti e votanti effettivi. Come, ad esempio, nel caso di Acerra dove, su 500 iscritti, avrebbero espresso la propria preferenza solo in 169: 98 dei quali per Franceschini, 88 per Bersani e 3 per Marino. A Capri, alle urne si sarebbero recati solo in 11, tutti per l&#8217;ex ministro che fa il pieno anche a Napoli nel quartiere San Ferdinando: con 126 voti a fronte dei 36 del segretario nazionale che si rifà a Roccarainola con 42 voti contro i 18 del suo rivale più accreditato. E in qualche caso cominciano a vedersi i primi effetti del voto &#8220;disgiunto&#8221;: l&#8217;esempio sarebbe quello di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Mario Pepe da il Roma)</strong></p>
<p>I numeri ufficiali del Partito democratico ancora non ci sono ma qualche dato, comunque, già trapela. In Campania, la mozione legata a Pier Luigi Bersani sarebbe in vantaggio su quelle di Dario Franceschini e Ignazio Marino: un dato tendenziale proiettabile anche sulla corsa per la segreteria regionale dove, se il trend dovesse essere confermato, Enzo Amendola, espressione dell&#8217;area che fa riferimento all&#8217;ex ministro, condurrebbe sull&#8217;avversario più accreditato, Leonardo Impegno, riferimento dell&#8217;attuale leader nazionale. Qualche cifra, come detto, comincia già a circolare. Innanzitutto, in alcuni casi balza agli occhi l&#8217;evidente disparità tra iscritti e votanti effettivi. Come, ad esempio, nel caso di Acerra dove, su 500 iscritti, avrebbero espresso la propria preferenza solo in 169: 98 dei quali per Franceschini, 88 per Bersani e 3 per Marino. A Capri, alle urne si sarebbero recati solo in 11, tutti per l&#8217;ex ministro che fa il pieno anche a Napoli nel quartiere San Ferdinando: con 126 voti a fronte dei 36 del segretario nazionale che si rifà a Roccarainola con 42 voti contro i 18 del suo rivale più accreditato. E in qualche caso cominciano a vedersi i primi effetti del voto &#8220;disgiunto&#8221;: l&#8217;esempio sarebbe quello di Casamarciano, dove a fronte di 80 voti per Franceschini ce ne sarebbero solo una decina per il suo candidato in Campania. E il leader fa il pieno in quattro Comuni del Sannio, San Bartolomeo in Galdo, Paupisi, Boena e Arpaia: 69 per cento contro il 31 di Bersani. Situazione del tutto capovolta, invece, nel Casertano: basta analizzare i dati, tanto per avere un campione, di Castel Campagnano, Carinola, Alife e Francolise dove Bersani fa praticamente il pieno assieme al suo candidato, Enzo Amendola (che a Ottaviano vince per 90 a 1), mentre a Bellona i due sono al 40. Nel Salernitano, vittoria per Bersani a Castelnuovo di Conza (15 voti contro i 5 di Franceschini) e Casalbuono (24 a 5). Franco Vittoria, candidato alla segreteria campana per la mozione Marino, si dice soddisfatto «per l&#8217;andamento parziale dei congressi in Campania e in particolar modo in provincia di Napoli. La mozione Marino si sta attestando al 9% come su scala nazionale. Speriamo di migliorare ulteriormente il trend, dato che mancano ancora i dati relativi alla provincia di Avellino &#8211; che è la mia provincia &#8211; dove i congressi non sono ancora iniziati. Il partito aperto, con i circoli che ne sono la carne e il sangue, legato alla gente e al territorio, si costruisce senza ostruzionismi e tatticismi. In Campania il messaggio sta gradualmente arrivando. Smettiamola con le contestazioni continue e le polemiche sterili, lasciamo che i congressi locali si celebrino senza mugugni e in un clima sereno e democratico». Intanto, il dibattito è destinato a svilupparsi soprattutto intorno al candidato, o ai candidati, per la presidenza della Regione. Dopo l&#8217;investitura ufficiale di Franceschini, qualche settimana fa, per il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca è arrivata, sabato, anche quella di Bersani. Ufficialmente, quest&#8217;ultimo ha negato qualsiasi discorso proiettato verso Palazzo Santa Lucia con il primo cittadino. In realtà, l&#8217;argomento è stato trattato eccome. Ulteriore motivo per scendere in campo e presentarsi come candidato dotato di ottime possibilità di vincere le primarie che vedranno, quasi sicuramente, in lizza anche l&#8217;attuale assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta, per il quale si annuncia il significativo sostegno del governatore Antonio Bassolino. Infine, si è chiusa ieri a Vietri sul Mare la festa dei Giovani democratici con la partecipazione, tra gli altri, di Amendola e Impegno.</p>
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		<title>Pd, Amendola in vantaggio su Impegno</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 12:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Enzo Amendola]]></category>
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		<category><![CDATA[primarie Pd]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Gerardo Ausiello da il Mattino) Amendola in netto vantaggio su Impegno. I primi risultati delle votazioni nei circoli campani del Pd non lasciano spazio a dubbi. A Napoli e provincia la mozione Bersani va forte e incassa maggiori consensi (è il caso di Ottaviano), così come a Caserta; Franceschini recupera quando si leggono i numeri di Benevento e Avellino. Più equilibrata la situazione a Salerno. Nel quartiere partenopeo di San Ferdinando, ad esempio, Bersani incassa 126 voti contro i 36 del suo avversario, mentre ad Acerra il segretario nazionale uscente è avanti di sole 10 preferenze (98 a 88). L’ex ministro dello Sviluppo economico conquista 11 voti su 11 a Capri. In Terra di Lavoro il tandem Bersani-Amendola risulta vincente in quasi tutte le realtà andate alle urne: Castel Campagnano, Francolise, Carinola e Alife, ma anche Casamarciano (dove si è verificato un consistente voto disgiunto che ha penalizzato Impegno), Sessa Aurunca, Frignano, Baia e Latina. A Bellona, invece, si registra un’inversione di tendenza. La musica non cambia a Casalbuono (24 Bersani, 5 Franceschini) e Castelnuovo di Conza (15 Bersani, 5 Franceschini), nel Salernitano. Diverso il trend in quattro comuni del Sannio (San Bartolomeo in Galdo, Paupisi, Bonea e Arpaia), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Gerardo Ausiello da il Mattino)</strong></p>
<p>Amendola in netto vantaggio su Impegno. I primi risultati delle votazioni nei circoli campani del Pd non lasciano spazio a dubbi. A Napoli e provincia la mozione Bersani va forte e incassa maggiori consensi (è il caso di Ottaviano), così come a Caserta; Franceschini recupera quando si leggono i numeri di Benevento e Avellino. Più equilibrata la situazione a Salerno. Nel quartiere partenopeo di San Ferdinando, ad esempio, Bersani incassa 126 voti contro i 36 del suo avversario, mentre ad Acerra il segretario nazionale uscente è avanti di sole 10 preferenze (98 a 88). L’ex ministro dello Sviluppo economico conquista 11 voti su 11 a Capri. In Terra di Lavoro il tandem Bersani-Amendola risulta vincente in quasi tutte le realtà andate alle urne: Castel Campagnano, Francolise, Carinola e Alife, ma anche Casamarciano (dove si è verificato un consistente voto disgiunto che ha penalizzato Impegno), Sessa Aurunca, Frignano, Baia e Latina. A Bellona, invece, si registra un’inversione di tendenza. La musica non cambia a Casalbuono (24 Bersani, 5 Franceschini) e Castelnuovo di Conza (15 Bersani, 5 Franceschini), nel Salernitano. Diverso il trend in quattro comuni del Sannio (San Bartolomeo in Galdo, Paupisi, Bonea e Arpaia), dove il segretario nazionale uscente si piazza al 69% contro il 31% del suo rivale. Percentuali sostanzialmente confermate a Roccarainola. I risultati ufficiali saranno comunque resi noti oggi pomeriggio alle 17 dalla commissione elettorale regionale. Nel frattempo fra gli schieramenti è già guerra di cifre, con Impegno e Amendola alle prese con una prova di forza interna. Fra i due litiganti si inserisce Franco Vittoria, candidato della mozione Marino: «Siamo soddisfatti per l’andamento parziale dei congressi in Campania e in particolar modo in provincia di Napoli, dove ci stiamo attestando al 9% come su scala nazionale. Speriamo di migliorare ulteriormente il trend». In ogni caso il risultato dei congressi non sancirà la vittoria di uno dei tre aspiranti segretari del Pd: la fumata bianca arriverà, infatti, solo con le primarie del 25 ottobre che saranno aperte a tutti i cittadini con più di sedici anni e agli immigrati con regolare permesso di soggiorno. Prosegue, intanto, la campagna elettorale: dopo la visita di Amendola e la telefonata di Bersani alla kermesse dei giovani democratici a Vietri sul Mare, ieri sera è stato il turno di Impegno. «La nostra generazione &#8211; ha spiegato il segretario campano degli under 30, Michele Grimaldi &#8211; ha la voglia e la forza di essere protagonista nelle scelte che si faranno nei prossimi mesi. Abbiamo deciso di tenere questa festa proprio durante la fase congressuale perché pensiamo sia necessario parlare al Paese e ai giovani non solo di tessere, ma anche di contenuti». Vittoria, invece, sarà oggi ad Amalfi e domani a Sant’Angelo dei Lombardi per incontrare iscritti e simpatizzanti.</p>
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		<title>Dietro l&#8217;unanimismo del Pd ci sono culture superate</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 08:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Leonardo Impegno da la Repubblica Napoli) Caro direttore, nei giorni scorsi Umberto De Gregorio, che stimo molto, ha provato a spiegare come mai «tutti (o quasi)» gli esponenti delle diverse aree del Pd campano abbiano ritrovato «un´unità almeno apparente sui nomi di Bersani e di Amendola». Io che, mi pare chiaro, rappresento la parolina «quasi» che De Gregorio ha la bontà di aggiungere nel corso del suo articolo (e «quasi» che è sempre meglio di «nulla», a me pare&#8230;) vorrei tornare sul tema. Umberto De Gregorio dice: Franceschini e Impegno parlano «troppo chiaro», perciò non convincono e le primarie saranno ancora una volta «scontate», «inutili», incapaci di «suscitare entusiasmi». Gli chiedo innanzitutto: non pensa che se tutti quelli che hanno parlato e parlano chiaro, tutti quelli che hanno voglia di farlo (e sono tanti) si unissero e «parlassero chiaro» tutti insieme, oltre che «chiari» potrebbero diventare anche «forti»? Potrebbero forse aprire al centrosinistra campano l´unica possibilità di ripresentarsi agli elettori senza l´aura tetra della «morte annunciata» che oggi è l´unica a intravvedersi all´orizzonte se non si imprime un segnale forte e inequivocabile di cambiamento? Su questo «strano unanimismo» vorrei dire ancora qualcosa. Innanzitutto, l´unità è più invocata che reale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Leonardo Impegno da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p><div id="attachment_527" class="wp-caption alignleft" style="width: 128px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/leonardo_impegno.gif"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/leonardo_impegno.gif" alt="Leonardo Impegno" title="leonardo_impegno" width="118" height="131" class="size-full wp-image-527" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo Impegno</p></div> Caro direttore, nei giorni scorsi Umberto De Gregorio, che stimo molto, ha provato a spiegare come mai «tutti (o quasi)» gli esponenti delle diverse aree del Pd campano abbiano ritrovato «un´unità almeno apparente sui nomi di Bersani e di Amendola». Io che, mi pare chiaro, rappresento la parolina «quasi» che De Gregorio ha la bontà di aggiungere nel corso del suo articolo (e «quasi» che è sempre meglio di «nulla», a me pare&#8230;) vorrei tornare sul tema.<br />
Umberto De Gregorio dice: Franceschini e Impegno parlano «troppo chiaro», perciò non convincono e le primarie saranno ancora una volta «scontate», «inutili», incapaci di «suscitare entusiasmi». Gli chiedo innanzitutto: non pensa che se tutti quelli che hanno parlato e parlano chiaro, tutti quelli che hanno voglia di farlo (e sono tanti) si unissero e «parlassero chiaro» tutti insieme, oltre che «chiari» potrebbero diventare anche «forti»? Potrebbero forse aprire al centrosinistra campano l´unica possibilità di ripresentarsi agli elettori senza l´aura tetra della «morte annunciata» che oggi è l´unica a intravvedersi all´orizzonte se non si imprime un segnale forte e inequivocabile di cambiamento?<br />
Su questo «strano unanimismo» vorrei dire ancora qualcosa. Innanzitutto, l´unità è più invocata che reale. Penso infatti che ci siano molte contraddizioni e severe differenze in quello schieramento che, se non si manifestano ora nel dibattito congressuale, dopo si manifesteranno di sicuro. È singolare che ci sia una confluenza tra coloro che, fino a poche settimane fa, sembravano decisi a porre la questione di una vera svolta e coloro che continuano a rivendicare, non senza spocchia, di detenere ancora una cassaforte piena di voti (strano modo di fare i conti dopo la sconfitta alle provinciali, che, per ogni osservatore in buona fede, è stata la sconfitta del Pd e non solo del suo candidato presidente!).<br />
Ma non penso che ci siano solo gli opportunismi di coloro che non intendono mettere a rischio rendite di posizione, lasciando «il certo per l´incerto» in attesa o di tempi migliori (ma perché poi dovrebbero maturare tempi migliori se tutto rimane così com´è?). C´è anche chi aspetta il miracolo bassoliniano in zona Cesarini, cioè che il governatore &#8220;faccia la grazia&#8221; al centrosinistra alle prossime elezioni regionali (cosa molto improbabile, come dimostra un recente sondaggio).<br />
C´è poi un riflesso in buona fede, anche se un po´ ingenuo: l´invocazione volontaristica «basta divisioni» che serve a lenire, come un dolce balsamo, i dolori e le ferite dei tanti militanti sfiniti dagli scontri degli ultimi anni.<br />
Secondo me c´è, però, anche dell´altro. C´è un residuo non ancora risolto che deriva dalle culture politiche che hanno dato vita al partito e che ancora non si sono sciolte nella nuova cultura democratica del Pd. Da un lato un ritornello per il quale chi dissente spalanca le porte al nemico (il ritornello, peraltro non nuovo, già circola: «chi non serra le fila insieme a noi fa il gioco del centrodestra e può farlo vincere»). E, dall´altro lato, il corrispondente cascame di una tradizione che vuole nascondere sotto il tappeto i contrasti veri e risolverli attraverso rituali tutti interni, opachi, incomprensibili ai più. Tra queste culture, che, ahimè, resistono ancora salde tra le pieghe del nuovo partito, manca &#8211; ha ragione il professor Galasso &#8211; la cultura liberaldemocratica, che svela e accetta il confronto aperto, convinta della sua fecondità.<br />
De Gregorio afferma di dubitare che la scelta di questo (quasi) unanimismo sia da considerarsi «saggia» o «scellerata». Suggerisce che sia più semplicemente «necessaria» e chiede ai «silenti e cinici» almeno di motivarla. Ma, chiedo io, «necessaria» per che cosa? Per quali obiettivi? Essa pare a me soltanto in linea con culture e storie superate e remote. È solo dopo esser passati dal «necessario» al «possibile» che si può tentare l´impossibile, ha detto qualcuno. E il Pd campano ha da tentare la sua (quasi) impossibile salvezza da un esito negativo, altrimenti scontato. Sono per provarci seriamente.</p>
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		<title>Leonardo Impegno: la iervolino sbaglia, è ostaggio di Santa Lucia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 06:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Adolfo Pappalardo da il Mattino) RINNOVA la sua stima al sindaco lervolino anche se Leonardo Impegno, presidente del consiglio comunale e candidato alla segreteria regionale del Pd per la mozione Franceschini, rileva come «sull&#8217;amministrazione della città pesa soprattutto la scarsa autonomia nei confronti di Santa Lucia», Il riferimento, è chiaro, è anche alla preferenza a Bersani per il congresso nazionale espresso ventiquattr&#8217;ore prima dalla Iervolino. Ma le bordate più pesanti sono per Bassolino. Presidente Impegno, dica la verità, è rimasto sorpreso? «No. Conosco la libertà di pensiero del sindaco: si è sempre espressa con schiettezza. Tuttavia sull&#8217;intera amministrazione della città pesa la scarsa autonomia nei confronti di Santa Lucia. Un limite grave, a mio avviso». Bersani ha usato la metafora di una ruota da far girare di nuovo in Campania. «Una ruota? A me piuttosto sembra si stia proponendo una giostra che gira sempre con le stesse persone e gli stessi progetti. Non ci vedo nulla di nuovo in uno schieramento che mette assieme tutto e il contrario di tutto». A chi si riferisce? «Vorrei mi spiegassero come riescono a stare assieme Montemarano e Santangelo: il primo additato come responsabile della voragine sanitaria, il secondo chiamato a sostituirlo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Adolfo Pappalardo da il Mattino)</strong></p>
<p><div id="attachment_527" class="wp-caption alignleft" style="width: 128px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/leonardo_impegno.gif"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/leonardo_impegno.gif" alt="Leonardo Impegno" title="leonardo_impegno" width="118" height="131" class="size-full wp-image-527" /></a><p class="wp-caption-text">Leonardo Impegno</p></div> RINNOVA la sua stima al sindaco lervolino anche se Leonardo Impegno, presidente del consiglio comunale e candidato alla segreteria regionale del Pd per la mozione Franceschini, rileva come «sull&#8217;amministrazione della città pesa soprattutto la scarsa autonomia nei confronti di Santa Lucia», Il riferimento, è chiaro, è anche alla preferenza a Bersani per il congresso nazionale espresso ventiquattr&#8217;ore prima dalla Iervolino. Ma le bordate più pesanti sono per Bassolino.<br />
Presidente Impegno, dica la verità, è rimasto sorpreso?<br />
«No. Conosco la libertà di pensiero del sindaco: si è sempre espressa con schiettezza. Tuttavia sull&#8217;intera amministrazione della città pesa la scarsa autonomia nei confronti di Santa Lucia. Un limite grave, a mio avviso».<br />
Bersani ha usato la metafora di una ruota da far girare di nuovo in Campania.<br />
«Una ruota? A me piuttosto sembra si stia proponendo una giostra che gira sempre con le stesse persone e gli stessi progetti. Non ci vedo nulla di nuovo in uno schieramento che mette assieme tutto e il contrario di tutto».<br />
A chi si riferisce?<br />
«Vorrei mi spiegassero come riescono a stare assieme Montemarano e Santangelo: il primo additato come responsabile della voragine sanitaria, il secondo chiamato a sostituirlo per tentare di ripianarla. Noto, insomma, solo il mettersi da una stessa parte, tutti assieme, per paura di perdere rendite di posizione. Per anni è stata messa in ombra una classe dirigente diffusa sul territorio. Io voglio farla venire fuori. Per questo mi rivolgo ai delusi, a chi è fuori dal partito e chi ci ha abbandonato. Solo così si può tornare a vincere».<br />
Eppure tutto il dibattito congressuale sembra ruotare attorno a Bassolino sindaco.<br />
«Grazie a Franceschini questa vicenda è ormai archiviata. Non possiamo continuare a discutere attorno alle stesse persone. Si riparla della Mussolini per il Comune e di De Mita per la Regione: leggo un giornale del &#8217;93».<br />
Eppure una parte del Pd per le regionali punta ad un&#8217;alleanza con l&#8217;Udc.<br />
«Se sarò segretario si parte dai programmi, poi si parlerà con tutti. Ma ho due certezze: non riproporrò certo le vecchie alleanze che vanno da Mastella a Pecoraro Scanio e non permetterò che il Pd faccia anticamera davanti alla porta dell&#8217;Udc. Perché io non consegno il partito nelle mani di nessuno. Ragioneremo sulle alleanze e, se necessario, faremo le primarie di coalizione per scegliere il candidato».<br />
Da segretario cosa farebbe subito?<br />
«Sicuramente le tre battaglie prioritarie sono sulla sicurezza, sull &#8216;autonomia e sulla riforma dell&#8217;apparato pubblico: i 3 punti del mio programma. Ma io vorrei che qualcuno, per il bene del Pd, dicesse: abbattiamo subito le consulenze. Inutile pensare a cosa accadrà tra due anni quando si potrebbe fare qualcosa già nei prossimi otto mesi. Ma la sfida vera è un&#8217;altra».<br />
Dica.<br />
«Accettare il federalismo fiscale ed avere un approccio responsabile. E una sfida del genere non può portarla avanti quella stessa classe dirigente che in questi anni non ha saputo gestire i fondi europei».</p>
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		<title>Congressi Pd, nel gioco delle alleanze l&#8217;incognita iervolino</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2009 04:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di ad. pa. da il Mattino) NELL&#8217;ATTESA dell&#8217;arrivo di Franceschini domani a Salerno e tra sette giorni di Bersani a Napoli, si rimescolano le carte all&#8217;interno del Pd sulla preferenza al candidato regionale: Leonardo Impegno per il segretario nazionale, Enzo Amendola per l&#8217;ex ministro e Franco Vittoria per Ignazio Marino. Ma c&#8217;è chi ha deciso da tempo e chi ha cambiato idea. Anche se a tenere banco, in particolare, è la discussione (accesa) tra chi rivendica il diritto di un voto disgiunto (Franceschini al nazionale e il bersaniano Amendola al regionale) accusato, a sua volta, di incoerenza. Scelta, quella del doppio voto, rivendicata dal deputato Salvatore Piccolo, dal consigliere regionale Pasquale Sommese e dal sindaco di Portici, Enzo Cuomo. Proprio a loro il senatore irpino Enzo De Luca raccomanda più coerenza: «Riconfermo la necessità, in tutti gli iscritti al Partito Democratico, di un comportamento di assoluta coerenza, pur nella difesa delle singole mozioni, che a mio avviso dovrebbe esplicitarsi in esemplare linearità di scelta a livello nazionale, regionale e provinciale». Raccomandazione a cui può tranquillamente sottrarsi Antonio Valiante. Non tanto per i rapporti di amicizia e stima che legano il vice di Bassolino e De Luca, quanto per la decisione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di ad. pa. da il Mattino)</strong></p>
<p>NELL&#8217;ATTESA dell&#8217;arrivo di Franceschini domani a Salerno e tra sette giorni di Bersani a Napoli, si rimescolano le carte all&#8217;interno del Pd sulla preferenza al candidato regionale: Leonardo Impegno per il segretario nazionale, Enzo Amendola per l&#8217;ex ministro e Franco Vittoria per Ignazio Marino. Ma c&#8217;è chi ha deciso da tempo e chi ha cambiato idea. Anche se a tenere banco, in particolare, è la discussione (accesa) tra chi rivendica il diritto di un voto disgiunto (Franceschini al nazionale e il bersaniano Amendola al regionale) accusato, a sua volta, di incoerenza.<br />
Scelta, quella del doppio voto, rivendicata dal deputato Salvatore Piccolo, dal consigliere regionale Pasquale Sommese e dal sindaco di Portici, Enzo Cuomo. Proprio a loro il senatore irpino Enzo De Luca raccomanda più coerenza: «Riconfermo la necessità, in tutti gli iscritti al Partito Democratico, di un comportamento di assoluta coerenza, pur nella difesa delle singole mozioni, che a mio avviso dovrebbe esplicitarsi in esemplare linearità di scelta a livello nazionale, regionale e provinciale». Raccomandazione a cui può tranquillamente sottrarsi Antonio Valiante. Non tanto per i rapporti di amicizia e stima che legano il vice di Bassolino e De Luca, quanto per la decisione del primo di non scegliere più il voto disgiunto e votare ora Bersani al nazionale in tandem con Amendola.<br />
Una scelta fatta dopo il feroce attacco di Franceschini, giovedì a Napoli, contro Bassolino: «Dopo quest&#8217;uscita, non sono più disponibile a votarlo», ha confidato agli amici del Pd.<br />
Così come aveva già deciso di fare la parlamentare Luisa Bossa. Veniamo ora ai sostenitori. Ad oggi Enzo Amendola (e di rimando Bersani) può contare su uno schieramento che accorpa lo stesso Bassolino, gli ex assessori Andrea Cozzolino e Angelo Montemarano, il segretario dei giovani democrat Michele Grimaldi e quello organizzativo senior Antonio Marciano, i deputati Tonino Cuomo, Stefano Graziano, Guglielmo Vaccaro, Fulvio Bonavitacola, Eugenio Mazzarella e diversi consiglieri regionali. Bassoliniani come Michele Caiazzo e non, come Ugo Carpinelli. Oltre a diversi primi cittadini come Nicodemo Petteruti a Caserta passando per Lello Topo, primo cittadino di Villaricca. E ancora il sindaco di Salerno Enzo De Luca che però non ha esplicitato ancora il suo voto e i sostenitori di Franceschini stanno lavorando per cercare di portarlo dalla propria parte. Per ora hanno dalla loro Nicola Landolfi, deluchiano, capogruppo a Salerno e da poco nominato responsabile provinciale della mozione Franceschini. Nel frattempo, però, Amendola dovrebbe avere domani l&#8217;appoggio degli iscritti salernitani che si riconoscono nell&#8217;ex ministro Nicolais (sostenitore di Franceschini). Il presidente del consiglio comunale di Napoli Leonardo Impegno, invece, per ora può contare sul sostegno dei sostenitori del segertario, i deputati Teresa Armato, Alfonso Andria, Mario Pepe, Costantino Boffa, Pina Picierno, Pasquale Cirielli, Maria Fortuna Incostante, il segretario uscente Tino lannuzzi e l&#8217;ex deputato Aldo Cennamo. E ancora, tra gli altri, i sindaci di Pompei (D&#8217;Alessio). Ercolano (Daniele), il presidente della Provincia di Benevento Aniello Cimitile e il consigliere regionale Tonino Amato. Franco Vittoria, candidato per Marino ed ex segretario democrat irpino, raccoglie invece più adesioni nell&#8217;avellinese. E quindi, tre consiglieri comunali nel capoluogo, alcuni primi cittadini come Giancarlo Gagliardi (Casteltoto) e Nicola Bianco (Mugnano del Cardinale) e l&#8217;ex assessore provinciale Luca Stamati. Ma l&#8217;attenzione è tutta puntata sul voto del sindaco di Napoli. Da sempre considerata vicina a Franceschini, dovrebbe esprimergli la preferenza. Ma giovedì a Napoli il segretario non ha riservato una parola all&#8217;amministrazione guidata dalla Iervolino.</p>
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		<title>E nel Pd c&#8217;è chi chiede le dimissioni di Impegno</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 15:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Diego Venanzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>

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		<description><![CDATA[(di p.p. da Cronache di Napoli) La battaglia interna al Partito democratico locale si incattivisce sempre di più, man mano che si avvicina la data fatidica delle primarie di ottobre. Ad alimentare la fiamma ci hanno pensato questa volta i consiglieri comunali Diego Venanzoni e Giovanni Palladino. I due hanno chiesto l&#8217;autosospensione di Leonardo Impegno dalla carica di presidente del consiglio comunale. Secondo loro Impegno non può essere imparziale visto la candidatura alla segreteria regionale del partito per la mozione Franceschini. &#8220;Ormai il collega Leonardo Impegno ha rotto il ghiaccio -dicono Venanzoni e Palladino &#8211; e da arbitro imparziale si è trasformato da tifoso ultrà. La sua discesa in campo è coincisa, inevitabilmente, come del resto avevamo pronosticato, con una strategia che sa tanto di nuovismo e non di nuovo. In nome di questa strategia secondo la quale bisogna gettare l&#8217;acqua sporca ed anche il bambino, Impegno non lesina critiche dure ed ingenerose a Bassolino facendo divenire la sua campagna elettorale a segretario regionale del partito come un vero e proprio referendum si o no all&#8217;attuale Governatore nelle sue legittime e, per quanto ci riguarda, sperate aspirazioni&#8221;. Non c&#8217;è altro modo per rientrare nella normalità che lasciare la carica. &#8220;E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di p.p. da Cronache di Napoli) </strong></p>
<p>La battaglia interna al Partito democratico locale si incattivisce sempre di più, man mano che si avvicina la data fatidica delle primarie di ottobre. Ad alimentare la fiamma ci hanno pensato questa volta i consiglieri comunali Diego Venanzoni e Giovanni Palladino. I due hanno chiesto l&#8217;autosospensione di Leonardo Impegno dalla carica di presidente del consiglio comunale. Secondo loro Impegno non può essere imparziale visto la candidatura alla segreteria<br />
regionale del partito per la mozione Franceschini. &#8220;Ormai il collega Leonardo Impegno ha rotto il ghiaccio -dicono Venanzoni e Palladino &#8211; e da arbitro imparziale si è trasformato da tifoso ultrà. La sua discesa in campo è coincisa, inevitabilmente, come del resto avevamo pronosticato, con una strategia che sa tanto di nuovismo e non di nuovo. In nome di questa strategia secondo la quale bisogna gettare l&#8217;acqua sporca ed anche il bambino, Impegno non lesina critiche dure ed ingenerose a Bassolino facendo divenire la sua campagna elettorale a segretario regionale del partito come un vero e proprio referendum si o no all&#8217;attuale Governatore nelle sue legittime e, per quanto ci riguarda, sperate aspirazioni&#8221;. Non c&#8217;è altro modo per rientrare nella normalità che lasciare la carica. &#8220;E tempo dunque di chiarezza &#8211; concludono i due esponenti politici democrat &#8211; Leonardo Impegno deve correttamente, quantomeno, autosospendersi da Presidente del Consiglio Comunale di Napoli&#8221;. Roba da matti. Ne è convinto il consigliere provinciale Giuseppe Balzamo che di Impegno è uno dei sostenitori di &#8216;peso&#8217;. &#8220;Si continua ad assistere ad un surreale dibattito nel Pd &#8211; dice &#8211; Oggi è la volta di Venanzoni e Palladino di cui sono noti i repentini cambi di posizione. Invece di lavorare per la città, (ci devono ancora spiegare la marcia indietro compiuta rispetto al voto sul consuntivo di bilancio dopo un incontro con Oddati) intervengono su Impegno facendo di proposito confusione. La campagna per le primarie &#8211; conclude &#8211; non ha nulla a che vedere con il ruolo di presidente del consiglio&#8221;.</p>
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		<title>Ora si può cambiare &#8211; Incontro con Dario Franceschini e Leonardo Impegno</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 13:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.napolionline.org/?p=1631</guid>
		<description><![CDATA[(da Radio Radicale) Incontro con il candidato alla segreteria nazionale del Pd Dario Franceschini e Leonardo Impegno, candidato segretario alla segreteria Regionale. FILE RILASCIATO CON LICENZA Creative Commons: Attribuzione 2.5]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da Radio Radicale)</p>
<p><div id="attachment_1632" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/08/franceschini_impegno.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/08/franceschini_impegno.jpg" alt="Dario Franceschini a Napoli" title="franceschini_impegno" width="230" height="241" class="size-full wp-image-1632" /></a><p class="wp-caption-text">Dario Franceschini a Napoli</p></div> Incontro con il candidato alla segreteria nazionale del Pd Dario Franceschini e Leonardo Impegno, candidato segretario alla segreteria Regionale. </p>
<p><em>FILE RILASCIATO CON LICENZA Creative Commons: Attribuzione 2.5</em></p>
<hr />
<hr />
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		<title>Venanzoni e Palladino: Impegno deve sospendersi dal ruolo in Consiglio Comunale</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 13:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Venanzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Palladino]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>

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		<description><![CDATA[(ANSA) Lo accusano di &#8220;nuovismo&#8221; e chiedono l&#8217;autosospensione del presidente del Consiglio comunale Leonardo Impegno, i consiglieri comunali Giovanni Palladino e Diego Venanzoni. &#8220;Ormai il collega Leonardo Impegno ha rotto il ghiaccio e da arbitro imparziale si è trasformato da tifoso ultrà. La sua discesa in campo &#8211; continua &#8211; è coincisa, inevitabilmente, come del resto avevamo pronosticato, con una strategia che sa tanto di nuovismo e non di nuovo. In nome di questa strategia secondo la quale bisogna gettare l&#8217;acqua sporca ed anche il bambino, Impegno non lesina critiche dure ed ingenerose a Bassolino facendo divenire la sua campagna elettorale a segretario regionale del partito come un vero e proprio referendum si o no all&#8217;attuale Governatore nelle sue legittime e, per quanto ci riguarda, auspicabili aspirazioni&#8221;. &#8220;Non sappiamo, a questo punto, &#8211; aggiungono gli esponenti politici cittadini &#8211; se Impegno si sia domandato dell&#8217;appoggio di quanti consiglieri comunali del Pd possa contare la sua campagna elettorale e se un&#8217;evidente defaillance non coincida con la sfiducia anche alle sue imparziali funzioni di presidente dell&#8217;aula della massima assise cittadina&#8221;. &#8220;E&#8217; tempo dunque di chiarezza &#8211; concludono Palladino e Venanzoni &#8211; Leonardo Impegno deve correttamente, quantomeno, autosospendersi da Presidente del Consiglio Comunale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(ANSA)</strong></p>
<p>Lo accusano di &#8220;nuovismo&#8221; e chiedono l&#8217;autosospensione del presidente del Consiglio comunale Leonardo Impegno, i consiglieri comunali Giovanni Palladino e Diego Venanzoni.<br />
  &#8220;Ormai il collega Leonardo Impegno ha rotto il ghiaccio e da arbitro imparziale si è trasformato da tifoso ultrà. La sua discesa in campo &#8211; continua &#8211; è coincisa, inevitabilmente, come del resto avevamo pronosticato, con una strategia che sa tanto di nuovismo e non di nuovo. In nome di questa strategia secondo la quale bisogna gettare l&#8217;acqua sporca ed anche il bambino, Impegno non lesina critiche dure ed ingenerose a Bassolino facendo divenire la sua campagna elettorale a segretario regionale del partito come un vero e proprio referendum si o no all&#8217;attuale Governatore nelle sue legittime e, per quanto ci riguarda, auspicabili aspirazioni&#8221;.<br />
   &#8220;Non sappiamo, a questo punto, &#8211; aggiungono gli esponenti politici cittadini &#8211; se Impegno si sia domandato dell&#8217;appoggio di quanti consiglieri comunali del Pd possa contare la sua campagna elettorale e se un&#8217;evidente defaillance non coincida con la sfiducia anche alle sue imparziali funzioni di presidente dell&#8217;aula della massima assise cittadina&#8221;.<br />
 &#8220;E&#8217; tempo dunque di chiarezza &#8211; concludono Palladino e  Venanzoni &#8211; Leonardo Impegno deve correttamente, quantomeno, autosospendersi da Presidente del Consiglio Comunale di Napoli. Diversamente, al di là di qualsiasi altra considerazione politica, si può senz&#8217;altro affermare che si predica bene (e non sappiamo nemmeno quanto) e si razzola male &#8220;.</p>
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		<title>Impegno: Il nostro destino non può essere consegnato all&#8217;Udc</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 08:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>

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		<description><![CDATA[(di P. G. da il Corriere del Mezzogiorno) «Bassolino di nuo­vo in campo per Napoli? Nessun veto, ci mancherebbe. Ma è la gente che chiede di cambiare»; «le alleanze per le prossime re­gionali? Non possiamo conse­gnare il nostro destino all’Udc»; «la Campania regina delle tesse­re del Pd? La sproporzione tra il grado di partecipazione e il nu­mero di iscritti impone alcune ri­flessioni »; «gli affondi di Bossi sul Mezzogiorno? La verità è che l’arroganza della Lega è stata le­gittimata una classe dirigente meridionale per molti versi inca­pace »; «Nicolais scivolato sul­l’antibassolinismo? Dovremmo solo ringarziarlo per quello che ha fatto e invece ho l’impressio­ne, spiacevole, che qualcuno ab­bia voluto dargli una lezione e non ne faccia neppure mistero». Leonardo Impegno, presidente del Consiglio comunale di Napo­li, sostiene senza se e senza ma la linea Franceschini ed è candi­dato alla segreteria regionale dei democratici. «La mozione nazionale di Da­rio — riprende Impegno — sem­bra fatta apposta per noi: chiede un partito più aperto, un rinno­vamento della classe dirigente e nuove alleanze. Anche lo slogan calza perfettamente con le no­stre esigenze: liberare il futuro » . Presidente Impegno, qualche giorno fa ha dichiarato che l’ipo­tesi di candidatura di Antonio Bassolino a sindaco di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di P. G. da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>«Bassolino di nuo­vo in campo per Napoli? Nessun veto, ci mancherebbe. Ma è la gente che chiede di cambiare»; «le alleanze per le prossime re­gionali? Non possiamo conse­gnare il nostro destino all’Udc»; «la Campania regina delle tesse­re del Pd? La sproporzione tra il grado di partecipazione e il nu­mero di iscritti impone alcune ri­flessioni »; «gli affondi di Bossi sul Mezzogiorno? La verità è che l’arroganza della Lega è stata le­gittimata una classe dirigente meridionale per molti versi inca­pace »; «Nicolais scivolato sul­l’antibassolinismo? Dovremmo solo ringarziarlo per quello che ha fatto e invece ho l’impressio­ne, spiacevole, che qualcuno ab­bia voluto dargli una lezione e non ne faccia neppure mistero». Leonardo Impegno, presidente del Consiglio comunale di Napo­li, sostiene senza se e senza ma la linea Franceschini ed è candi­dato alla segreteria regionale dei democratici.</p>
<p>«La mozione nazionale di Da­rio — riprende Impegno — sem­bra fatta apposta per noi: chiede un partito più aperto, un rinno­vamento della classe dirigente e nuove alleanze. Anche lo slogan calza perfettamente con le no­stre esigenze: liberare il futuro » .</p>
<p>Presidente Impegno, qualche giorno fa ha dichiarato che l’ipo­tesi di candidatura di Antonio Bassolino a sindaco di Napoli è un’assurdità che non andrebbe neppure commentata. Quindi lei, se diventasse segretario re­gionale, porrebbe un veto&#8230;?</p>
<p>«Non pongo veti su nessuno perché non appartiene alla mia cultura politica».</p>
<p>Questo è un cambio di rotta?</p>
<p>«Macchè. Io mi pongo un pro­blema serio di sintonia con la gente della Campania. Quella in carne e ossa».</p>
<p>Sintonia su che?</p>
<p>«Presto detto: le cittadine e i cittadini ci chiedono di cambia­re, di liberare il futuro , al di là delle discussioni interne e dei ti­fosi di una parte o dell’altra. Lo stesso Bassolino ha detto più vol­te che è finito un ciclo politico. E lo ha affermato, non dimenti­chiamolo, nei momenti più diffi­cili della sua gestione».</p>
<p>In piena emergenza rifiuti.</p>
<p>«Sì, nei giorni neri dell’emer­genza ha sostenuto la necessità di concludere un compito. Non certo di aprire una breccia verso un nuovo futuro per sé».</p>
<p>Lei è giovane, ma abbastanza navigato per sapere che un an­no, in politica, rappresenta un tempo lunghissimo. In 12 mesi può cambiare tutto.</p>
<p>«Lei parla di un anno, io met­terei sul tappeto 15 anni e dico senza alcun rimpianto che non sono per l’eterno ritorno del­l’identico » .</p>
<p>Già, ma in questi 15 anni Bas­solino non ha mai perso un’ele­zione in cui era direttamente coinvolto. Mica roba da poco.</p>
<p>«L’altro ieri e ieri sono il passa­to. A noi interessa l’oggi. Anzi, il domani. E quello che vedo io è un Pd che deve ripartire da alcu­ni dati molto preoccupanti. So­prattutto nell’area napoletana».</p>
<p>Prego, ce li illustri.</p>
<p>«Il 48% di astensionismo alle ultime elezioni, che sommato al­le schede bianche e nulle porta il non voto al 53%. Poi, vorrei pre­cisare che il partito democratico, in termini di voti assoluti, sem­pre nel contesto partenopeo, è passato dai 182 mila voti delle politiche 2008 ai 91 mila consen­si delle provinciali 2009. Ricor­do che quando Bassolino si è candidato a sindaco per la prima volta, a inizio anni Novanta, l’astensionismo era al 33%. In tutto questo tempo c’è stata una progressiva disaffezione nei con­fronti della politica e del centro­sinistra. Una delle ragioni per cui mi sono candidato a segreta­rio campano: il rinnovamento è cosa seria. E deve proseguire alle comunali e regionali con la pro­mozione di una nuova classe di­rigente. Altrimenti, come dice giustamente Biagio De Giovan­ni, rischiamo di incarnare la con­servazione » .</p>
<p>Le ricordo che nelle ultime provinciali, a Napoli, il candida­to, Luigi Nicolais, ha puntato molto sulla richiesta di una svolta, di un cambiamento del­la classe dirigente. Ed è andata come è andata.</p>
<p>«Nicolais andrebbe solo rin­graziato: non so quante persone avrebbero deciso di scendere in campo dopo il dramma rifiuti. Invece gli addossano la responsa­bilità della sconfitta. Una cosa in­generosa e inaccettabile».</p>
<p>Passiamo alle prossime re­gionali. Come le affronterebbe da segretario?</p>
<p>«Saranno un banco di prova difficile da affrontare. Ma ci so­no condizioni per vincere e dob­biamo vincere. L’importante è saper rispondere alla domanda di cambiamento che ci viene ri­volta » .</p>
<p>Allati con chi?</p>
<p>«Serve una coalizione nuova e, ribadisco, una nuova classe di­rigente » .</p>
<p>Anche lei ritiene importante, se non fondamentale, il rappor­to con l’Udc?</p>
<p>«Io penso che la cosa più im­portante sia il programma. Che non deve riproporre le formule del passato che hanno evidenzia­to limiti importanti su rifiuti, sa­nità, spesa dei fondi europei, am­biente e così via».</p>
<p>Sì, ma l’Udc di De Mita?</p>
<p>«Non possiamo consegnare il nostro destino all’alleanza con l’Udc o, come sento dire, con l’Mpa. Non si vince per somma aritmetica di voti ma sulla base della credibilità della proposta di governo».</p>
<p>Da cosa bisogna partire?</p>
<p>«La nostra strategia deve parti­re dal Pd, che ha l’aspirazione di rappresentare la maggioranza dei campani».</p>
<p>Linea veltroniana?</p>
<p>«Calma. Questo non vuol dire che non dialogherò con tutti, se sarò eletto. Vuol dire che partirò dal programma e dal Pd».</p>
<p>Lei ha criticato, prima, i risul­tati dell’amministrazione regio­nale. Come vede quelli del Co­mune?</p>
<p>«Abbiamo ancora due anni per portare a casa buioni risulta­ti. Perché, sia chiaro a tutti, si vo­terà nel 2011». </p>
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		<title>C&#8217;è Franceschini, Amendola lo sfida</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 08:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Amendola]]></category>
		<category><![CDATA[Franceschini]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Giovanni Romano da il Roma) La campagna congressuale per la segreteria regionale del Pd entra nel vivo. Oggi Dario Franceschini sarà a Napoli per sostenere la candidatura di Leonardo Impegno. Ma Enzo Amendola, l&#8217;altro candidato a succedere a Tino Iannuzzi, che gode del sostegno dei dalemiani e dei bassoliniani e che a livello nazionale fa riferimento a Pier Luigi Bersani, non sta certo a guardare. Anzi, alla vigilia dell&#8217;arrivo del segretario nazionale del partito lancia la sua sfida per la leadership regionale con una lettera a tutti gli iscritti al partito, in cui attacca «la continua litigiosità» interna che «ha deluso tanti cittadini e ha fatto perdere la fiducia nella nostra comunità, come rovinosamente documentato dalle ultime tornate elettorali». Insomma, bisogna cambiare registro. Amendola mette sotto accusa «la vita democratica del partito campano», giudicandola «meno che asfittica, esitante nel rappresentare i nuovi fermenti sociali e le vecchie e nuove sofferenze». Per il candidato dalemiano il Pd «non può vivere immerso nella sua discussione interna, spesso criptica e fumosa, oppure ritenere sufficienti gli atti di governo dei suoi rappresentanti dalla Regione ai piccoli comuni. La nostra forza si fonda sulla partecipazione e l&#8217;ascolto dei cittadini, su valori forti come la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Giovanni Romano da il Roma)</strong></p>
<p>La campagna congressuale per la segreteria regionale del Pd entra nel vivo. Oggi Dario Franceschini sarà a Napoli per sostenere la candidatura di Leonardo Impegno. Ma Enzo Amendola, l&#8217;altro candidato a succedere a Tino Iannuzzi, che gode del sostegno dei dalemiani e dei bassoliniani e che a livello nazionale fa riferimento a Pier Luigi Bersani, non sta certo a guardare. Anzi, alla vigilia dell&#8217;arrivo del segretario nazionale del partito lancia la sua sfida per la leadership regionale con una lettera a tutti gli iscritti al partito, in cui attacca «la continua litigiosità» interna che «ha deluso tanti cittadini e ha fatto perdere la fiducia nella nostra comunità, come rovinosamente documentato dalle ultime tornate elettorali». Insomma, bisogna cambiare registro. Amendola mette sotto accusa «la vita democratica del partito campano», giudicandola «meno che asfittica, esitante nel rappresentare i nuovi fermenti sociali e le vecchie e nuove sofferenze».<br />
Per il candidato dalemiano il Pd «non può vivere immerso nella sua discussione interna, spesso criptica e fumosa, oppure ritenere sufficienti gli atti di governo dei suoi rappresentanti dalla Regione ai piccoli comuni. La nostra forza si fonda sulla partecipazione e l&#8217;ascolto dei cittadini, su valori forti come la solidarietà e le pari opportunità per tutti». Quindi un nuovo affondo: «Il partito che abbiamo conosciuto negli ultimi venti mesi in Campania non è stato tutto questo».<br />
Amendola ha completato le prime ventiquattro tappe del suo viaggio in Campania iniziando dalla provincia di Salerno e recandosi nelle zone del Cilento, del Vallo di Diano e Golfo di Policastro, incontrando sindaci, coordinatori di circolo del Pd e operatori sociali. Una tre giorni nell&#8217;entroterra del Salernitano che hanno visto Amendola protagonista di dibattiti e incontri sui temi della sanità, dell&#8217;istruzione, dello sviluppo territoriale, del rilancio del Pd partendo dai territori, e sul decentramento di poteri regionali. Sul fronte della mozione Franceschini, intanto, la senatrice Teresa Armato è stata nominata coordinatrice della mozione per la regione Campania. Affiancherà il lavoro di Impegno. La Armato è membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali.<br />
La campagna per il congresso regionale del Pd arriva in contemporanea con la polemica sulle alleanze in vista delle prossime regionali e lo scontro sul bassolinismo e la sua eredità. «Alla Regione si può vincere con coesione, pragmatismo e senza pregiudizi di alcun tipo», dice il consigliere comunale del Pd Franco Verde. «Trovo deludente il dibattito tipicamente estivo sulle candidature alla Regione ed al Comune, in quanto altri sono gli obiettivi da raggiungere per il centrosinistra. L&#8217;eventuale candidatura di Bassolino viene fatta oggetto di strali intrisi di personalismi e rivincite suscitando legittime posizioni di segno contrario ed in questo schema, l&#8217;unica platea abilitata a decidere in democrazia sarà quella del corpo elettorale».</p>
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		<title>Iervolino si blinda in Consiglio</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 12:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>
		<category><![CDATA[Rosa Russo Iervolino]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli) I consiglieri della maggioranza di centro-sinistra, quelli che non fanno riferimento all&#8217;area bassoliniana, fanno fronte comune in difesa del sindaco Rosa Russo Iervolino e della sua giunta. Si mobilitano contro l&#8217;ipotesi di scioglimento anticipato dell&#8217;assemblea cittadina di via Verdi. La settimana prossima sono previste molte iniziative. I capigruppo della sinistra radicale ( Sd, Prc,Verdi) hanno promosso per la prossima settimana, una riunione `unitaria&#8217; anticipando il vertice di tutta la maggioranza, che a quanto pare si dovrebbe tenere giovedì o venerdì a Palazzo San Giacomo. La giunta, tra l&#8217;altro, dovrà immediatamente affrontare due questioni spinose che potrebbero alimentare tensioni politiche: il rinnovo dei consigli di amministrazione delle partecipate e la delibera che dovrà legittimare il nuovo piano urbanistico attuativo per la riconversione dell&#8217;area ex Italsider di Bagnoli. Stando ad alcune indiscrezioni provenienti dallo staff del sindaco, Rosetta intenderebbe indicare nei comitati di gestione delle aziende municipalizzate persone di alto profilo professionale indipendenti da qualsiasi area politica. Una tesi sostenuta da tempo dall&#8217;assessore alle risorse strategiche Riccardo Realfonzo. Una tesi che a quanto pare non è condivisa dai bassoliniani che mirano a rafforzare le &#8216;fabbriche del consenso&#8217; inserendo nelle partecipate uomini affidabili in grado di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli)</strong></p>
<p>I consiglieri della maggioranza di centro-sinistra, quelli che non fanno riferimento all&#8217;area bassoliniana, fanno fronte comune in difesa del sindaco Rosa Russo Iervolino e della sua giunta. Si mobilitano contro l&#8217;ipotesi di scioglimento anticipato dell&#8217;assemblea cittadina di via Verdi. La settimana prossima sono previste molte iniziative.<br />
I capigruppo della sinistra radicale ( Sd, Prc,Verdi) hanno promosso per la prossima settimana, una riunione `unitaria&#8217; anticipando il vertice di tutta la maggioranza, che a quanto pare si dovrebbe tenere giovedì o venerdì a Palazzo San Giacomo.<br />
La giunta, tra l&#8217;altro, dovrà immediatamente affrontare due questioni spinose che potrebbero alimentare tensioni politiche: il rinnovo dei consigli di amministrazione delle partecipate e la delibera che dovrà legittimare il nuovo piano urbanistico attuativo per la riconversione dell&#8217;area ex Italsider di Bagnoli. Stando ad alcune indiscrezioni provenienti dallo staff del sindaco, Rosetta intenderebbe indicare nei comitati di gestione delle aziende municipalizzate persone di alto profilo professionale indipendenti da qualsiasi area politica. Una tesi sostenuta da tempo dall&#8217;assessore alle risorse strategiche Riccardo Realfonzo. Una tesi che a quanto pare non è condivisa dai bassoliniani che mirano a rafforzare le &#8216;fabbriche del consenso&#8217; inserendo nelle partecipate uomini affidabili in grado di sostenere la campagna d&#8217;autunno in favore della candidatura a sindaco del governatore Antonio Bassolino. Il primo cittadino esige chiarezza anche sulla riconversione di Bagnoli. &#8220;Prima di approvare la delibera preparata dal vice sindaco Sabatino Santangelo sarebbe orientata ad ascoltare i cittadini del quartiere flegreo, le associazioni della società civile -afferma un componente del suo staff &#8211; il sindaco non esclude la convocazione di un consiglio comunale a Bagnoli&#8221;. La sinistra radicale difende il primo cittadino e non vuole sentire parlare di elezioni anticipate. &#8220;Confermiamo la piena fiducia al sindaco &#8211; spiega Salvatore Parisi capogruppo della sinistra democratica &#8211; Ci batteremo per un programma di fine consiliatura affrontando i problemi reali dei cittadini e dei ceti sociali più indigenti&#8221;. Parisi si sofferma sull&#8217;ipotesi di scioglimento anticipato del consiglio e di accorpamento delle elezioni comunali con quelle regionali. &#8220;Ci opporremo con tutte le nostre forze &#8211; sottolinea Parisi &#8211; le voci circolate in questi giorni non le prendiamo in considerazione&#8221;. Sulle delibere &#8216;strategiche&#8217; Parisi precisa: &#8220;Proponiamo di aumentare il numero degli alloggi pubblici da realizzare a Bagnoli, almeno il cinquanta per cento devono essere destinati all&#8217;edilizia popolare. Sul centro storico e il forum delle culture è necessario coinvolgere il consiglio comunale ed ascoltare le associazioni, i movimenti e le organizzazioni sociali&#8221;.<br />
La fiducia al sindaco viene ribadita dal presidente del consiglio comunale e candidato alla segreteria del Pd Leonardo Impegno. &#8220;Sono d&#8217;accordo per un programma di fine consiliatura &#8211; afferma -Bassolino futuro candidato sindaco di Napoli? Mi sembra un&#8217;assurdità che non prendo nemmeno in considerazione -sottolinea Impegno &#8211; Serve una chiara rottura di continuità, che renda possibile il cambiamento nella classe dirigente, nei programmi, nella costruzione delle alleanze per battere il centrodestra&#8221;.</p>
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		<title>Impegno: Il mio feeling con la Serracchiani</title>
		<link>http://www.napolionline.org/new/impegno-il-mio-feeling-con-la-serracchiani</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 08:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>
		<category><![CDATA[partito democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli) «Presidenza del consiglio comunale». Sorpresa. Cerchi di Leonardo Impegno e ti risponde l´ufficio. A Ferragosto. Presidente, al lavoro, davvero? «Effettivamente ho fatto poche vacanze. Ha inciso questa scelta di candidarmi anche alla segreteria regionale del Pd. Ho dovuto anche disdire una prenotazione per l´ultima settimana di agosto in Puglia». Qualche giorno di riposo se lo sarà pur concesso. «Due giorni al mare a Castellammare, con mia moglie che aspetta una bambina». Auguri. L´acqua com´era? «Ci sono stati problemi. Eravamo lì proprio nel giorno in cui è comparsa la macchia di liquami. Abbiamo girato tutta la penisola fino a Nerano, non c´era un posto in cui ci si potesse immergere. Davvero un problema, per i cittadini e per gli operatori. E capisco che all´utente interessino anche poco le questioni sulla Hydrogest o sul personale non pagato. Anche se poi esattamente il giorno dopo, ho ritrovato un mare pulitissimo e fatto uno dei migliori bagni della mia vita. Poi però sono andato in Toscana, vicino Cortona, in campagna» Terra fertile per il Pd, dove fioriscono ancora le feste dell´Unità. E infatti ho frequentato quella di Chianacce. Roba da mille persone a sera. Tra le mille [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>«Presidenza del consiglio comunale». Sorpresa. Cerchi di Leonardo Impegno e ti risponde l´ufficio. A Ferragosto.<br />
Presidente, al lavoro, davvero?<br />
«Effettivamente ho fatto poche vacanze. Ha inciso questa scelta di candidarmi anche alla segreteria regionale del Pd. Ho dovuto anche disdire una prenotazione per l´ultima settimana di agosto in Puglia».<br />
Qualche giorno di riposo se lo sarà pur concesso.<br />
«Due giorni al mare a Castellammare, con mia moglie che aspetta una bambina».<br />
Auguri. L´acqua com´era?<br />
«Ci sono stati problemi. Eravamo lì proprio nel giorno in cui è comparsa la macchia di liquami. Abbiamo girato tutta la penisola fino a Nerano, non c´era un posto in cui ci si potesse immergere. Davvero un problema, per i cittadini e per gli operatori. E capisco che all´utente interessino anche poco le questioni sulla Hydrogest o sul personale non pagato. Anche se poi esattamente il giorno dopo, ho ritrovato un mare pulitissimo e fatto uno dei migliori bagni della mia vita. Poi però sono andato in Toscana, vicino Cortona, in campagna»<br />
Terra fertile per il Pd, dove fioriscono ancora le feste dell´Unità.<br />
E infatti ho frequentato quella di Chianacce. Roba da mille persone a sera. Tra le mille ho avuto il piacere di conoscere Debora Serracchiani».<br />
Non mi dica che il partito le ha rovinato le vacanze anche lì.<br />
«Veramente abbiamo parlato molto di Chianina e Montepulciano. E di sport. Lei è tifosa dell´Udinese».<br />
Sarà arrabbiatissima per Quagliarella.<br />
«Non mi ha detto nulla. Ma lì non ci sarebbe stato nessun accordo possibile, al Napoli non c´è alternativa. Scherzi a parte, ci siamo invece ritrovati a riflettere su personaggio di questa estate, sulla bella immagine offerta da Federica Pellegrini. Una che coniuga bellezza, responsabilità e paura: quasi una antivelina. Avrei anche voluto incontrarla, mia moglie mi ha cordialmente dissuaso. Ma le ho scritto una lettera, all´insaputa di mia moglie».<br />
Ora che la stagione riparte, le toccherà scalare il partito.<br />
«In Toscana ho incontrato anche Fassino. Ci siamo detti che bisognerebbe fare di più, anche negli enti locali, per la liberazione di San Suu Kyi in Birmania. Poi ho letto il libro di Biagio De Giovanni, &#8220;A destra tutta&#8221;, per tentare di capire come innestare la rotta esattamente opposta. E poi molte passeggiate: guardavo le stelle cadenti e all´i-pod ascoltavo Bersani. Samuele».<br />
Sembra animato da spirito combattivo.<br />
«È che in questa corsa alla segreteria ho già vissuto momenti di forte tensione. Mi è dispiaciuto qualche trasformismo. Di chi magari sta con Franceschini a livello nazionale e qui appoggia Amendola. E dire che sono abituato alla correttezza del rugby: ho giocato per dieci anni, anche in nazionale».<br />
Un duro. Ne avrà bisogno ora che dovrà sdoppiarsi fra consiglio comunale e partito.<br />
«Mia moglie già si lamenta. Sarà dura. Anche se posso tranquillamente dire che, qualunque cosa sarà, la sera torno sempre a casa a cena con lei».</p>
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		<title>Sindaco: schiaffo del Pd a Bassolino</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 09:03:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Antonio Bassolino]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia dei Valori]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Giovanni Romano da il Roma) Antonio Bassolino di nuovo candidato sindaco di Napoli per il centrosinistra? No, grazie. Dal Pd arriva una bocciatura secca alle aspirazioni del governatore campano. Il primo a reagire all&#8217;ipotesi, che da settimane fa capolino tra i corridoi della politica, è Luigi Nlcolais: «Ho da tempo dichiarato che Bassolino, non in quanto cattivo amministratore ma per &#8220;opportunità politica&#8221;, si doveva dimettere. Di conseguenza -scandisce il deputato del Pd e candidato presidente alle ultime Provinciali di Napoli &#8211; la mia opinione circa la possibilità di una sua futura candidatura al Comune di Napoli è e resterà negativa, non perché Bassolino non sappia fare il sindaco ma perché considero che il Pd in Campania debba voltare pagina». Ma la bocciatura della candidatura di Bassolino arriva anche dai vertici nazionali del partito. È la vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Marina Sereni, a invocare un rinnovamento delle classi dirigenti alle Amministrative: «Non so se davvero Bassolino sta pensando di candidarsi nuovamente a sindaco di Napoli, né se questa ipotesi sia condivisa da Bersani e dai suoi sostenitori in Campania &#8211; afferma polemica la Sereni -. La mia opinione è che in quella Regione si stia chiudendo un ciclo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Giovanni Romano da il Roma)</strong></p>
<p>Antonio Bassolino di nuovo candidato sindaco di Napoli per il centrosinistra? No, grazie. Dal Pd arriva una bocciatura secca alle aspirazioni del governatore campano. Il primo a reagire all&#8217;ipotesi, che da settimane fa capolino tra i corridoi della politica, è Luigi Nlcolais: «Ho da tempo dichiarato che Bassolino, non in quanto cattivo amministratore ma per &#8220;opportunità politica&#8221;, si doveva dimettere. Di conseguenza -scandisce il deputato del Pd e candidato presidente alle ultime Provinciali di Napoli &#8211; la mia opinione circa la possibilità di una sua futura candidatura al Comune di Napoli è e resterà negativa, non perché Bassolino non sappia fare il sindaco ma perché considero che il Pd in Campania debba voltare pagina». Ma la bocciatura della candidatura di Bassolino arriva anche dai vertici nazionali del partito. È la vicepresidente del gruppo Pd alla Camera, Marina Sereni, a invocare un rinnovamento delle classi dirigenti alle Amministrative: «Non so se davvero Bassolino sta pensando di candidarsi nuovamente a sindaco di Napoli, né se questa ipotesi sia condivisa da Bersani e dai suoi sostenitori in Campania &#8211; afferma polemica la Sereni -. La mia opinione è che in quella Regione si stia chiudendo un ciclo che, nel bene e nel male, ne ha segnato la vita negli ultimi quindici anni». Piuttosto, spiega la Sereni, «il Pd e il centrosinistra sono chiamati a dare prova di grande rinnovamento nelle classi dirigenti e di forte innovazione nei programmi e negli obiettivi del governo regionale e locale, guardando soprattutto ai tanti giovani laureati e diplomati che vorrebbero costruirsi un progetto di vita nella loro terra». Traduzione: meglio che Bassolino si faccia da parte.<br />
Contro la candidatura del governatore scende in campo anche Leonardo Impegno, candidato alla segreteria campana per la mozione Franceschini: «Mi sembra un&#8217;assurdità che non andrebbe neanche commentata», dice durissimo. Poi aggiunge: «Al Pd ed al centrosinistra servono volti nuovi e credibili per recuperare quel rapporto di fiducia con la società campana oggi in piena crisi dopo la tristissima vicenda dei rifiuti». Riferendosi poi al congresso regionale, Impegno spiega che «serve una chiara rottura di continuità». Si fa promotore di una terza via Giorgio Merlo, vicepresidente della commissione Vigilanza Rai del Pd: «Tra la ricandidatura a sindaco di Bassolino e un insopportabile e ridicolo nuovismo ci sarà una via di mezzo, cioè la strada del buon senso».<br />
Dal centrodestra Fulvio Martusciello, vicecoordinatore regionale del Pdl, chiede al centrodestra di vincere le Regionali «senza nominare Bassolino. Il centrodestra deve dimostrare di avere idee precise su come governare innovando la Regione Campania». Martusciello osserva che «va data concretezza alle idee, vanno compiute scelte programmatiche coraggiose e gli elettori andranno convinti e mobilitati sulle sfide che il Pdl intende porre in essere». L&#8217;ultima voce critica nei confronti di Bassolino è quella dell&#8217;Idv.<br />
Il segretario regionale, Nello Formisano, osserva: «È incredibile come il centrosinistra campano sia capace di farsi del male da solo. L&#8217;anno prossimo voteremo per la Regione. Non riesco proprio a capire come ci si possa avventurare in una discussione, quella riguardante il futuro sindaco di Napoli, che ci vedrà impegnati fra due anni».</p>
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		<title>Imposimato: &#8220;Impegno può correre per la segreteria regionale del Pd&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 08:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Angelo Carotenuto da la Repubblica Napoli) «Non esiste alcun principio giuridico, né morale, né politico che impedisca a Leonardo Impegno di ricoprire il ruolo di presidente del consiglio comunale di Napoli, e contemporaneamente correre per la segreteria regionale del Partito democratico». A parlare è Ferdinando Imposimato, ex senatore e membro della commissione antimafia per tre legislature, nonché presidente onorario aggiunto della Suprema corte, dopo essere stato &#8220;giudice istruttore&#8221; del rapimento Moro, dell´attentato a Wojtyla e dell´omicidio Bachelet. Imposimato ha letto le parole di Emilio Montemarano, consigliere comunale, figlio di Angelo, ex potentissimo assessore alla Sanità e candidato alle europee, entrambi moderati d´area Bindi, entrambi sostenitori al congresso Pd di Bersani (nazionale) e Amendola (locale). «Mi auguro che Impegno ritiri la propria candidatura e continui a svolgere il ruolo super partes di presidente del consiglio», l´auspicio espresso da Montemarano figlio. «Ripeto. Non esiste alcun principio in base al quale debba farlo. Né giuridico, né morale, né politico. Questa accusa di conflitti di interessi a una persona come Leonardo Impegno è infondata, peraltro in un´Italia flagellata di conflitti del genere, a livello nazionale e regionale». Imposimato, lei sostiene qualche candidato nel congresso del Pd? «Sostengo Franceschini per la segreteria nazionale e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Angelo Carotenuto da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>«Non esiste alcun principio giuridico, né morale, né politico che impedisca a Leonardo Impegno di ricoprire il ruolo di presidente del consiglio comunale di Napoli, e contemporaneamente correre per la segreteria regionale del Partito democratico». A parlare è Ferdinando Imposimato, ex senatore e membro della commissione antimafia per tre legislature, nonché presidente onorario aggiunto della Suprema corte, dopo essere stato &#8220;giudice istruttore&#8221; del rapimento Moro, dell´attentato a Wojtyla e dell´omicidio Bachelet. Imposimato ha letto le parole di Emilio Montemarano, consigliere comunale, figlio di Angelo, ex potentissimo assessore alla Sanità e candidato alle europee, entrambi moderati d´area Bindi, entrambi sostenitori al congresso Pd di Bersani (nazionale) e Amendola (locale). «Mi auguro che Impegno ritiri la propria candidatura e continui a svolgere il ruolo super partes di presidente del consiglio», l´auspicio espresso da Montemarano figlio.<br />
«Ripeto. Non esiste alcun principio in base al quale debba farlo. Né giuridico, né morale, né politico. Questa accusa di conflitti di interessi a una persona come Leonardo Impegno è infondata, peraltro in un´Italia flagellata di conflitti del genere, a livello nazionale e regionale».<br />
Imposimato, lei sostiene qualche candidato nel congresso del Pd?<br />
«Sostengo Franceschini per la segreteria nazionale e Impegno per quella regionale. Le parole di Montemarano mi sembrano il tentativo di eliminare dalla competizione una persona che ha avuto un consenso nella cittadinanza con le sue iniziative concrete per gli interessi della collettività, nel rispetto del bene comune e dell´imparzialità. Hanno il sapore del ricatto».<br />
Perché sostiene Impegno?<br />
«Perché spero in una rinascita della Campania attraverso la riforma della classe politica e attraverso l´innesto dei giovani».<br />
Anche Amendola è giovane e si propone di riformare la classe politica.<br />
«Sì, ma Amendola ha già fatto il segretario. È stato al vertice del partito, allora erano i Ds. E poi, con tutto il rispetto che ho per Amendola, non mi pare che sia portatore di scelte coraggiose».</p>
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		<title>Andria: «Pd, le primarie la scelta migliore»</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 07:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Leonardo Impegno]]></category>
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		<description><![CDATA[(di mape da il Roma) «Il metodo per la designazione del candidato alla Regione deve essere quello delle primarie ed è un&#8217;indicazione che va resa operativa&#8230;», a parlare è il senatore del Pd Alfonso Andria. «Mi rendo conto della difficoltà di concepire un meccanismo di questo genere pur necessario e indispensabile praticamente all&#8217;indomani delle primarie di partito. E un fatto che sicuramente impegna oltre misura la base del partito, gli iscritti e i simpatizzanti. Ma tant&#8217;è&#8230;». Quanto possono influire gli esiti del congresso regionale sugli equilibri? «L&#8217;esito del congresso non sarà irrilevante, anche perché nell&#8217;immaginario collettivo chi vince viene individuato sempre come referente dell&#8217;area più legittimata ad esprimere il candidato. E così, per una sorta di meccanismo indotto, credo che finirà per essere anche questa volta». Come giudica i candidati alla guida del Partito democratico campano? «Si tratta senza dubbio di indicazioni di grande prestigio, giovani, che però hanno dalla loro una formazione politica già compiuta un percorso interno al partito e alle istituzione. Insomma, candidati con tutte le carte in regola per dare vita una bella competizione. Personalmente sono tra quelli che ha molto insistito perché l&#8217;area Franceschini designasse un candidato». E il nome di Leonardo Impegno le è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di mape da il Roma)</strong></p>
<p>«Il metodo per la designazione del candidato alla Regione deve essere quello delle primarie ed è un&#8217;indicazione che va resa operativa&#8230;», a parlare è il senatore del Pd Alfonso Andria. «Mi rendo conto della difficoltà di concepire un meccanismo di questo genere pur necessario e indispensabile praticamente all&#8217;indomani delle primarie di partito. E un fatto che sicuramente impegna oltre misura la base del partito, gli iscritti e i simpatizzanti. Ma tant&#8217;è&#8230;».<br />
Quanto possono influire gli esiti del congresso regionale sugli equilibri?<br />
«L&#8217;esito del congresso non sarà irrilevante, anche perché nell&#8217;immaginario collettivo chi vince viene individuato sempre come referente dell&#8217;area più legittimata ad esprimere il candidato. E così, per una sorta di meccanismo indotto, credo che finirà per essere anche questa volta».<br />
Come giudica i candidati alla guida del Partito democratico campano?<br />
«Si tratta senza dubbio di indicazioni di grande prestigio, giovani, che però hanno dalla loro una formazione politica già compiuta un percorso interno al partito e alle istituzione. Insomma, candidati con tutte le carte in regola per dare vita una bella competizione. Personalmente sono tra quelli che ha molto insistito perché l&#8217;area Franceschini designasse un candidato».<br />
E il nome di Leonardo Impegno le è gradito, se così si può dire?<br />
«Sì, è una scelta che mi soddisfa. Il fatto che ci siano tre candidati è di sicuro un fatto positivo, anche perché si traduce in una valorizzazione delle forze emergenti del partito. E un grande arricchimento per tutti, a mio avviso, può arrivare dalla competizione congressuale, a patto, però, che venga giocata con mezzi di cui si dispone attraverso un contraddittorio civile e l&#8217;illustrazione corretta di tesi anche contrapposte ma che guardino, chiaramente, all&#8217;interesse e alla crescita del Partito democratico».<br />
Ma il Pd regionale ha la forza per risollevarsi dalle ultime batoste elettorali?<br />
«Penso che il nostro partito abbia un potenziale notevole e deve sapere sollecitare la parte migliore di sé. La gestione di lannuzzi, che ha dovuto affrontare molte difficoltà, si è tradotta in un risultato elettorale che non mi è parso così catastrofico. Certo, l&#8217;indicatore generale non è così confortante ma il dato non disastroso è sicuramente incoraggiante per il futuro».</p>
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		<title>L&#8217;intervista: Franco Vittoria</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 13:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Amendola]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio Marino]]></category>
		<category><![CDATA[intervista televomero]]></category>
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		<description><![CDATA[In collaborazione con Televomero intervista a Franco Vittoria, candidato alla segreteria regionale del Pd per l’area di Ignazio Marino. Il progetto di Marino ed il Pd. Il tema della laicità e il rapporto con gli altri candidati. Il futuro della Campania. L&#8217;asse De Mita &#8211; Bassolino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1070" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/08/franco_vittoria-150x150.jpg" alt="Franco Vittoria" title="franco_vittoria" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-1070" /><p class="wp-caption-text">Franco Vittoria</p></div> In collaborazione con Televomero intervista a Franco Vittoria, candidato alla segreteria regionale del Pd per l’area di Ignazio Marino. Il progetto di Marino ed il Pd. Il tema della laicità e il rapporto con gli altri candidati. Il futuro della Campania. L&#8217;asse De Mita &#8211; Bassolino<br />
<br />
<hr />
<hr /></p>
<div><object width="512" height="322"><param name="movie" value="http://d.yimg.com/static.video.yahoo.com/yep/YV_YEP.swf?ver=2.2.40" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="AllowScriptAccess" VALUE="always" /><param name="bgcolor" value="#000000" /><param name="flashVars" value="id=14982351&#038;vid=5719256&#038;lang=en-us&#038;intl=us&#038;thumbUrl=http%3A//l.yimg.com/a/p/i/bcst/videosearch/10493/91064673.jpeg&#038;embed=1" /><embed src="http://d.yimg.com/static.video.yahoo.com/yep/YV_YEP.swf?ver=2.2.40" type="application/x-shockwave-flash" width="512" height="322" allowFullScreen="true" AllowScriptAccess="always" bgcolor="#000000" flashVars="id=14982351&#038;vid=5719256&#038;lang=en-us&#038;intl=us&#038;thumbUrl=http%3A//l.yimg.com/a/p/i/bcst/videosearch/10493/91064673.jpeg&#038;embed=1" ></embed></object></div>
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