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	<title>Napoli onLine &#187; Sandra Lonardo</title>
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	<description>...ma Napoli non è una cartolina!</description>
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		<title>Sandra Lonardo ottiene la sospensione del divieto di dimora per quattro giorni</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 20:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sospeso dalla magistratura il divieto di dimora in Campania a Sandra Lonardo Mastella per consentirle di esercitare il diritto al voto. Lo ha reso noto il portavoce del presidente del consiglio regionale della Campania, Alberto Borrelli. Sandra Lonardo sara&#8217; domani a Ceppaloni, dove vive con la sua famiglia. Il presidente del consiglio regionale e&#8217; candidata per l&#8217;Udeur a Napoli e Benevento. &#8220;Ringrazio, come marito e come segretario politico dell`Udeur i Magistrati democratici, molto democratici, che nel rispetto di un democrazia fatta di autentico pluralismo non hanno consentito alla sig.ra Lonardo di partecipare nemmeno alla chiusura della campagna elettorale nella sua regione&#8221;, denuncia il segretario politico dei Popolari- Udeur Clemente Mastella. &#8220;Quando la giustizia assume i toni e i comportamenti del dispetto ritengo si sia in presenza della fine di regole democratiche.Prendo atto, e prendano atto i cittadini liberi, che è più facile essere in libertà &#8211; conclude Mastella &#8211; per chi, esponente della camorra, ha ammazzato qualcuno che essere persone perbene su cui grava soltanto una ipoteca da pregiudizio politico giudiziario&#8221;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sospeso dalla magistratura il divieto di dimora in Campania a Sandra Lonardo Mastella per consentirle di esercitare il diritto al voto. Lo ha reso noto il portavoce del presidente del consiglio regionale della Campania, Alberto Borrelli. Sandra Lonardo sara&#8217; domani a Ceppaloni, dove vive con la sua famiglia. Il presidente del consiglio regionale e&#8217; candidata per l&#8217;Udeur a Napoli e Benevento.<br />
&#8220;Ringrazio, come marito e come segretario politico dell`Udeur i Magistrati democratici, molto democratici, che nel rispetto di un democrazia fatta di autentico pluralismo non hanno consentito alla sig.ra Lonardo di partecipare nemmeno alla chiusura della campagna elettorale nella sua regione&#8221;, denuncia il segretario politico dei Popolari- Udeur Clemente Mastella. &#8220;Quando la giustizia assume i toni e i comportamenti del dispetto ritengo si sia in presenza della fine di regole democratiche.Prendo atto, e prendano atto i cittadini liberi, che è più facile essere in libertà &#8211; conclude Mastella &#8211; per chi, esponente della camorra, ha ammazzato qualcuno che essere persone perbene su cui grava soltanto una ipoteca da pregiudizio politico giudiziario&#8221;. </p>
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		<title>E lady Sandra lancia la video-campagna: «Io sono pulita»</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 20:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(da il Mattino) «Non demordo». Con queste parole Sandra Lonardo ha dato il via ufficiale alla sua campagna elettorale mentre da Roma, dove si trova da quando un provvedimento della Procura di Napoli le impone il divieto di dimora in Campania, si è collegata via web con la sede regionale dell’Udeur, con cui è candidata capolista a Napoli e Benevento. «Sono forse la prima nella storia a fare campagna elettorale attraverso la rete &#8211; ha spiegato &#8211; Ho parlato con un professore universitario mio amico e mi ha detto che si potrebbero fare tesi di laurea sulla mia decisione di affidare all’etere la campagna elettorale». Con Internet, ha precisato lady Mastella, «cerco di arrivare lo stesso al cuore della gente». «Ho scoperto un mondo del tutto nuovo &#8211; ha aggiunto &#8211; Il web è un posto dove si è liberi di parlare di tutto e con chiunque». Anche il social network Facebook sul quale Lonardo ha un account è, come lei stessa l’ha definito, «un miracolo». «Resto a parlare con la gente per ore &#8211; ha detto &#8211; fino alle quattro del mattino. I consiglieri regionali non fanno sconti a nessuno e se non hanno avuto niente da eccepire al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(da il Mattino)</strong></p>
<p>«Non demordo». Con queste parole Sandra Lonardo ha dato il via ufficiale alla sua campagna elettorale mentre da Roma, dove si trova da quando un provvedimento della Procura di Napoli le impone il divieto di dimora in Campania, si è collegata via web con la sede regionale dell’Udeur, con cui è candidata capolista a Napoli e Benevento. «Sono forse la prima nella storia a fare campagna elettorale attraverso la rete &#8211; ha spiegato &#8211; Ho parlato con un professore universitario mio amico e mi ha detto che si potrebbero fare tesi di laurea sulla mia decisione di affidare all’etere la campagna elettorale». Con Internet, ha precisato lady Mastella, «cerco di arrivare lo stesso al cuore della gente». «Ho scoperto un mondo del tutto nuovo &#8211; ha aggiunto &#8211; Il web è un posto dove si è liberi di parlare di tutto e con chiunque». Anche il social network Facebook sul quale Lonardo ha un account è, come lei stessa l’ha definito, «un miracolo». «Resto a parlare con la gente per ore &#8211; ha detto &#8211; fino alle quattro del mattino. I consiglieri regionali non fanno sconti a nessuno e se non hanno avuto niente da eccepire al mio lavoro, significa che la presidenza del Consiglio ha mostrato un reale impegno nei confronti dei territori». La Lonardo, coinvolta nell’inchiesta della magistratura partenopea nell’ambito della gestione di appalti pubblici e segnalazioni fatti all’Arpac e in quella sul «sistema Udeur», ha sottolineato di non dichiararsi «innocente», ma «del tutto estranea a qualsiasi fatto. Io non ho nulla da nascondere». Presente all’apertura della campagna elettorale anche Clemente Mastella, leader del partito. «Sul piano nazionale, la Cassazione ha espresso le sue perplessità sul Lodo Alfano &#8211; ha sottolineato &#8211; L’unico Lodo è quello che riguarda mia moglie, da parte del giudice Alfano della Procura di Napoli. Noi, comunque, siamo un po’ come Radio Londra, abbiamo Tele Sandra». Mastella ha precisato, però, che non cambia idea e che resta convinto che «lo scontro tra politica e magistratura vada evitato». Non sono mancate le accuse nei confronti del sindaco di Salerno Vincenzo De Luca che «non può nemmeno riuscire a legarci i lacci delle scarpe. Lui accampa di essere la novità rispetto a noi ma non ha avuto sul piano nazionale la notorietà o la possibilità mia o di De Mita». «Ho visto asprezza e polemiche da parte di questo fascista di De Luca &#8211; ha incalzato &#8211; Lui è un fascista per il modo di intendere la vita politica e nell’esercizio autoritario di quella amministrativa». «Dice di essere al di là dei partiti &#8211; ha aggiunto &#8211; ma non è vero. Lo dice la sua storia: nasce come funzionario del vecchio Pci. La smetta e faccia una campagna elettorale seria». Il candidato del centrosinistra, secondo l’ex guardasigilli, «ha un modo un po’ saccente e arrogante di dipingere gli avversari, secondo criteri che non sono reali». Sul caso di Roberto Conte l’europarlamentare ha poi espresso sostegno a Stefano Caldoro, che ha dichiarato di non volere i suoi voti: «Trovo positive le considerazioni del candidato governatore. Sarà Alleanza di Popolo a valutare se sia il caso di ritirare la candidatura. Noi, nel formare le liste, abbiamo seguito le linee della commissione Antimafia. Non lo so perché gli altri non si siano ispirati a questo criterio, ma peggio per loro». Il segretario regionale dell’Udeur, Giulio Di Donato, ha annunciato una campagna elettorale «legata al territorio, ma poco legata ai tradizionali manifesti pubblicitari che vengono affissi nelle strade». Per l’Udeur arriva anche un nuovo segretario provinciale di Napoli. È Giovanni Della Corte, che negli ultimi sei mesi è stato vicesegretario regionale per il Campanile e va a sostituire Ugo de Flaviis, candidato al Consiglio regionale.</p>
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		<title>Sandra Mastella candidata a Benevento e Napoli nell&#8217;Udeur</title>
		<link>http://www.napolionline.org/new/sandra-mastella-candidata-a-benevento-e-napoli-nelludeur</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 18:12:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La presidente uscente Sandra Lonardo Mastella e&#8217; candidata al Consiglio regionale della Campania nelle liste dell&#8217;Udeur a sostegno di Stefano Caldoro. Lonardo guida la lista del Campanile nelle circoscrizioni provinciali di Benevento e di Napoli. Nel Sannio la lista dell&#8217;Udeur e&#8217; composta da Sandra Lonardo, Annio Majatico (segretario provinciale del partito dimissionario, ndr) e Zaccaria Spina. A Napoli la presidente Lonardo e&#8217; nel cappello di lista insieme al magistrato Antonio Ferone.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La presidente uscente Sandra Lonardo Mastella e&#8217; candidata al Consiglio regionale della Campania nelle liste dell&#8217;Udeur a sostegno di Stefano Caldoro. Lonardo guida la lista del Campanile nelle circoscrizioni provinciali di Benevento e di Napoli. Nel Sannio la lista dell&#8217;Udeur e&#8217; composta da Sandra Lonardo, Annio Majatico (segretario provinciale del partito dimissionario, ndr) e Zaccaria Spina. A Napoli la presidente Lonardo e&#8217; nel cappello di lista insieme al magistrato Antonio Ferone. </p>
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		<title>Scontro su nomine, Lonardo querela capogruppo Pd Ciarlo</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 20:11:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(ASCA) Termina, per ora, con una querela lo scontro politico sulle nomine effettuate nei giorni scorsi dalla presidente del Consiglio regionale della Campania Sandra Lonardo. Oggetto di un articolo su un quotidiano, la questione e&#8217; stata ripresa dal capogruppo del Pd Pietro Ciarlo che ha giudicato &#8221;illegittime ed arroganti&#8221; le nomine (due componenti nel consiglio di amministrazione degli IACP di Napoli e Salerno &#8211; altre quattro nomine fra cui quella del Difensore civico della Campania). Il capogruppo del Pd richiama alcune leggi secondo cui, in particolare, il dirigente chiamato a svolgere il ruolo di Difensore civico sarebbe incompatibile. &#8221;In questa vicenda buon senso e correttezza politica vengono ancora una volta calpestati &#8211; e&#8217; il commento finale di Ciarlo &#8211; in sede di autotutela i provvedimenti illegittimamente adottati devono essere revocati. Diversamente possono essere fatti valere molteplici strumenti giudiziari da tutti i soggetti che ne abbiano interesse. Comunque crediamo che gli elettori sapranno adeguatamente valutare questi comportamenti il cui tratto fondamentale e&#8217; l&#8217;arroganza&#8221;. La replica di Lonardo e&#8217; altrettanto dura: &#8221;Non e&#8217; la prima volta che il presidente Ciarlo si esercita nelle funzioni di azzeccagarbugli. Stavolta, mischiando alla rinfusa leggi inapplicabili o addirittura non piu&#8217; in vigore, vorrebbe sostenere che i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(ASCA)</strong></p>
<p>Termina, per ora, con una querela lo scontro politico sulle nomine effettuate nei giorni scorsi dalla presidente del Consiglio regionale della Campania Sandra Lonardo. Oggetto di un articolo su un quotidiano, la questione e&#8217; stata ripresa dal capogruppo del Pd Pietro Ciarlo che ha giudicato &#8221;illegittime ed arroganti&#8221; le nomine (due componenti nel consiglio di amministrazione degli IACP di Napoli e Salerno &#8211; altre quattro nomine fra cui quella del Difensore civico della Campania). Il capogruppo del Pd richiama alcune leggi secondo cui, in particolare, il dirigente chiamato a svolgere il ruolo di Difensore civico sarebbe incompatibile. &#8221;In questa vicenda buon senso e correttezza politica vengono ancora una volta calpestati &#8211; e&#8217; il commento finale di Ciarlo &#8211; in sede di autotutela i provvedimenti illegittimamente adottati devono essere revocati. Diversamente possono essere fatti valere molteplici strumenti giudiziari da tutti i soggetti che ne abbiano interesse. Comunque crediamo che gli elettori sapranno adeguatamente valutare questi comportamenti il cui tratto fondamentale e&#8217; l&#8217;arroganza&#8221;. La replica di Lonardo e&#8217; altrettanto dura: &#8221;Non e&#8217; la prima volta che il presidente Ciarlo si esercita nelle funzioni di azzeccagarbugli. Stavolta, mischiando alla rinfusa leggi inapplicabili o addirittura non piu&#8217; in vigore, vorrebbe sostenere che i provvedimenti di nomina da me assunti nei giorni scorsi sarebbero viziati&#8221; scrive Lonardo che, nonostane sia &#8216;in esilio&#8217; non e&#8217; decaduta dalla funzione di presidente dell&#8217;Assemblea ed esercita legittimamente i poteri sostitutivi nel caso in cui la legge glielo consente. &#8221;Spiace che, per motivi di grancassa elettorale, il prof. Ciarlo non abbia esitato ad affermare persino l&#8217;insostenibile, letteralmente inventando la teoria che il presidente del Consiglio regionale siccome non puo&#8217; partecipare all&#8217;assemblea non potrebbe neppure svolgere gli altri compiti &#8211; prosegue la presidente -. Ma se questo fosse vero, perche&#8217; il prof. Ciarlo non ha battuto ciglio quando ho firmato a Roma le leggi regionali, a partire dalla Finanziaria? Per il resto, con pelosa doppiezza, Ciarlo invece di plaudire alla scelta &#8211; con ogni evidenza compiuta attraverso la selezione del curriculum di maggior valore &#8211; di un magistrato per l&#8217;incarico di componente della Corte dei Conti, si e&#8217; avventurato in un oscuro e bizantino distinguo. Quanto alla nomina del difensore civico, trascurando il fatto che, ancora una volta, le affermazioni di Ciarlo contrastano con gli atti compiuti dagli Uffici che mi hanno trasmesso l&#8217;incartamento perche&#8217; provvedessi alla nomina con esercizio dei poteri sostitutivi, mi limito a chiedere perche&#8217; in questi quattro mesi Ciarlo e i suoi &#8211; se si trattava di un atto tanto importante &#8211; non vi hanno provveduto?&#8221; &#8221;Dov&#8217;era il moralista Ciarlo quando la Giunta &#8211; con la sua complicita&#8217; di presidente assente della prima Commissione &#8211; ha messo a segno il colpaccio per piazzare in Giunta decine di dirigenti senza concorso?&#8221; chiede Lonardo. &#8221;La verita&#8217; e&#8217; che ci si lamenta, ancora una volta, perche&#8217; le nomine sono state effettuate con criteri di merito e senza che le solite pressioni dei suoi sodali abbiano potuto avere alcun effetto. L&#8217;unica cosa positiva del mio esilio a Roma e&#8217; quella di non vedere piu&#8217; le facce di questi falsi moralisti&#8221;. A Lonardo non sfugge l&#8217;opportunita&#8217; di richimarsi alle prossime competizioni elettorali: &#8221;Se c&#8217;e&#8217; qualcosa ancora sulla quale poter concordare con Ciarlo e&#8217; soltanto la sicurezza che gli elettori sapranno giudicare davvero chi spaccia l&#8217;ipocrisia per moralita&#8217; e continua a vendere la propria anima per un pugno di prebende. Sul piano umano resta lo sdegno per chi mente, sapendo di mentire. Sul piano giuridico &#8211; conclude &#8211; ho dato mandato ai miei avvocati di querelare il prof. Pietro Ciarlo&#8221;.</p>
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		<title>Lonardo, nomine dall&#8217;esilio: c&#8217;è anche un indagato</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 07:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Paolo Mainiero da il Mattino) Quattro decreti di nomina, firmati l&#8217;11 febbraio scorso. La firma è quella del presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo. A Roma, dove vive da quando è sottoposta al divieto di dimora in Campania e dove si prepara a fare campagna elettorale sempre che non resti imbrigliata nel codice etico voluto dal Pdl, lady Mastella si è avvalsa dei poteri sostitutivi per nominare il difensore civico della Regione. La scelta è ricaduta su Girolamo Sibilio, 65 anni, dirigente del settore Amministrazione (e a interim anche del Personale) del Consiglio. Vicino all&#8217;Udeur (si parlò di lui come possibile assessore alla Provincia ma Clemente Mastella indicò l&#8217;avvocato Severino Nappi) Sibilio un armo fa rimase coinvolto in un&#8217;indagine della Procura di Napoli: fu accusato di falso per la presunta soppressione del curriculum e la presentazione di un nuovo curriculum vitae contenente i requisiti necessari per inserire un ingegnere in una commissione di collaudo. Rinviato a giudizio, il 26 febbraio ci sarà la prima udienza. Sibilio sostituisce Vincenzo Lucariello, ex segretario del Tar Campania, balzato agli onori della cronaca più per le inchieste in cui è rimasto coinvolto che per l&#8217;attività svolta da difensore civico. Lucariello a gennaio 2008 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Paolo Mainiero da il Mattino)</strong></p>
<p>Quattro decreti di nomina, firmati l&#8217;11 febbraio scorso. La firma è quella del presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo. A Roma, dove vive da quando è sottoposta al divieto di dimora in Campania e dove si prepara a fare campagna elettorale sempre che non resti imbrigliata nel codice etico voluto dal Pdl, lady Mastella si è avvalsa dei poteri sostitutivi per nominare il difensore civico della Regione. La scelta è ricaduta su Girolamo Sibilio, 65 anni, dirigente del settore Amministrazione (e a interim anche del Personale) del Consiglio. Vicino all&#8217;Udeur (si parlò di lui come possibile assessore alla Provincia ma Clemente Mastella indicò l&#8217;avvocato Severino Nappi) Sibilio un armo fa rimase coinvolto in un&#8217;indagine della Procura di Napoli: fu accusato di falso per la presunta soppressione del curriculum e la presentazione di un nuovo curriculum vitae contenente i requisiti necessari per inserire un ingegnere in una commissione di collaudo. Rinviato a giudizio, il 26 febbraio ci sarà la prima udienza. Sibilio sostituisce Vincenzo Lucariello, ex segretario del Tar Campania, balzato agli onori della cronaca più per le inchieste in cui è rimasto coinvolto che per l&#8217;attività svolta da difensore civico. Lucariello a gennaio 2008 fu arrestato nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta di Santa Maria Capua Vetere sul cosiddetto «sistema Udeur». Per quell&#8217;inchiesta Lucariello lo scorso ottobre è stato rinviato a giudizio per rivelazione di segreto d&#8217;ufficio. Successivamente l&#8217;ex segretario del Tar è stato indagato nell&#8217;inchiesta Arpac.<br />
Un secondo decreto firmato dalla Lonardo nell&#8217;esilio romano riguarda la nomina di un rappresentante della Regione nella Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. In questo caso, la Lonardo ha scelto Paolo Itri, 45 anni, magistrato in servizio da molti anni alla Direzione distrettuale antimafia, titolare di numerose inchieste sulla criminalità organizzata nel Napoletano. Un terzo decreto, pure questo firmato a Roma avvalendosi dei poteri sostitutivi, Sandra Lonardo l&#8217;ha firmato per nominare Antonio Razzano, 59 anni, nel comitato regionale dell&#8217;Inps. E infine l&#8217;ultima nomina. Riguarda il Forum regionale della gioventù. A leggere il decreto risaltano i tempi. Il 2 febbraio 2010 l&#8217;associazione «Sanniolrpinia Lab» è iscritta all&#8217;albo regionale delle associazioni giovanili; l&#8217;8 febbraio perviene «al competente ufficio del consiglio regionale la designazione del rappresentante dell&#8217;associazione Sanniolrpinia Lab» nella persona di Floriana Fioretti. Tre giorni dopo, l&#8217;11 febbraio, la beneventana Floriana, 28 anni, è nominata nel Forum regionale della gioventù in rappresentanza di «Sanniolrpinia Lab».<br />
«Nomine clienterari», è l&#8217;accusa del segretario regionale dell&#8217;Alleanza per l&#8217;Italia Bruno Cesario. «Denunceremo ogni tentativo di fare campagna elettorale attraverso le nomine in enti pubblici. Siamo alle solite. Sono state fatte nomine &#8211; dice il rutelliano Cesario &#8211; con il solo obiettivo di premiare qualche portatore di voti. E il caso degli incarichi dati dalla presidenza del consiglio regionale e, a quanto ci risulta, anche la giunta non vuole essere da meno e si appresta a fare lo stesso. Noi di Alleanza per l&#8217;Italia non consentiremo questa deplorevole pratica che non ha nulla a che fare con la politica e la sana amministrazione della cosa pubblica».</p>
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		<title>Carfagna: no a lady Mastella in lista Bocchino: sì a Sandra, è perseguitata</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 08:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Italo Bocchino]]></category>
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		<category><![CDATA[Stefano Caldoro]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno) È la ministra per le pari opportunità e capolista del Pdl a Napoli, Mara Carfagna, a scuotere il Pdl, dicendosi «contraria alla candidatura di persone compromesse con la giustizia» e sostenendo «l’idea che chi vuole rappresentare i cittadini, non debba avere su di sé nessuna ombra», ma «essere al di sopra di ogni sospetto». La Carfagna, poi, sulla candidatura di Sandra Lonardo, precisa comunque di non voler parlare di casi particolari. «Personalmente da questo punto di vista sono assolutamente rigida e intransigente», spiega, «ma naturalmente deciderà il partito e dovrò accettarne la linea. Di casi che purtoppo fanno discutere ce ne sono tanti, sia a Napoli sia a Salerno sia a Caserta». Il candidato a governatore della Regione Campania, Stefano Caldoro, ama far riferimento a quelle che chiama «eccezioni». E sottolinea: «Abbiamo detto che applicheremo il codice etico in maniera diffusa. Poi valuteremo caso per caso per capire se queste persone abbiano ragione a presentarsi. Non saranno cose che nasconderemo, le motiveremo politicamente. Ma non ci sono esclusioni di persone». Un primo, secco distinguo con quanto, invece, proclama la ministra delle pari opportunità. Distinguo che viene richiamato anche in una nota di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>È la ministra per le pari opportunità e capolista del Pdl a Napoli, Mara Carfagna, a scuotere il Pdl, dicendosi «contraria alla candidatura di persone compromesse con la giustizia» e sostenendo «l’idea che chi vuole rappresentare i cittadini, non debba avere su di sé nessuna ombra», ma «essere al di sopra di ogni sospetto». La Carfagna, poi, sulla candidatura di Sandra Lonardo, precisa comunque di non voler parlare di casi particolari. «Personalmente da questo punto di vista sono assolutamente rigida e intransigente», spiega, «ma naturalmente deciderà il partito e dovrò accettarne la linea. Di casi che purtoppo fanno discutere ce ne sono tanti, sia a Napoli sia a Salerno sia a Caserta». Il candidato a governatore della Regione Campania, Stefano Caldoro, ama far riferimento a quelle che chiama «eccezioni». E sottolinea: «Abbiamo detto che applicheremo il codice etico in maniera diffusa. Poi valuteremo caso per caso per capire se queste persone abbiano ragione a presentarsi. Non saranno cose che nasconderemo, le motiveremo politicamente. Ma non ci sono esclusioni di persone».</p>
<p>Un primo, secco distinguo con quanto, invece, proclama la ministra delle pari opportunità. Distinguo che viene richiamato anche in una nota di smentita ufficiale del coordinamento regionale del Pdl, nella quale ci si affretta a negare fondamento a «indiscrezioni su alcune presunte esclusioni di candidati dalle proprie liste o da quelle degli alleati alle prossime elezioni regionali. Come è noto», si aggiunge, «si chiederà alla coalizione di condividere un codice etico per la determinazione delle candidature. Allo stesso tempo si è deciso, per motivi di trasparenza, di motivare politicamente le candidature che faranno eccezione, ma che rappresentano un segnale di scelta politica». Dal canto suo, la Lonardo, dopo aver dichiarato che «il codice etico riguarda il Pdl, non l’Udeur», preferisce non commentare le dichiarazioni della Carfagna. Italo Bocchino, vicecapogruppo alla Camera del Pdl, fa, invece, chiarezza: «Dobbiamo darci un codice etico con delle regole precise e rigide che mostri una differenza marcata tra noi e il centrosinistra. In questo contesto occorre, poi, fare le opportune valutazioni politiche. Ci può essere anche qualcuno che ha problemi giudiziari sorti nell’ambito dello scontro politico e altri per i quali si pone una questione di opportunità. Per esempio: uno che fa il sindaco da dieci anni e dopo aver prodotto diecimila atti risulta indagato per abuso di ufficio è come la rottura del menisco per un calciatore. Avrà pure trovato due persone che l’hanno denunciato perché si sono sentite danneggiate. Io penso che bisogna essere rigorosi dal rinvio a giudizio in poi. Ma l’ultima parola deve spettare alla politica. Insomma, liste trasparenti», precisa Bocchino, «ma senza fare del giustizialismo alla Di Pietro. La Lonardo? Io parlo del codice etico del Pdl. Poi, se Caldoro vorrà chiedere un impegno alle altre liste, ci rimettiamo all’autonomia del candidato presidente. Su Lonardo», conclude il vicecapogruppo alla Camera, «non avrei alcun dubbio a candidarla. Lei ha problemi con la Giustizia per via di una raccomandazione: rispetto a quello che è stato fatto in Regione negli ultimi dieci anni mi sembra vi sia un evidente atto di persecuzione nei suoi confronti. È l’unico presidente di un’assemblea legislativa in carica e in esilio. Quindi, di che parliamo?». In casa Pdl, la scure, come è noto, potrebbe tagliare fuori rilevanti portatori di voti: dal sindaco di Pagani, Alberico Gambino, condannato in primo grado per peculato e in attesa dell’appello, a Umberto Minopoli e Pietro Mastanzo, coinvolti nell’inchiesta sul piano regolatore di Napoli, fino ai consiglieri regionali Pietro Diodato e Luciano Passariello, indagati per i presunti rimborsi gonfiati relativi alle residenze fuori regione. Ma, per altri motivi, anche il prefetto Franco Malvano, se deciderà di concorrere senza dimettersi da assessore provinciale di Napoli. È accaduto che nel corso della riunione dell’altro giorno dell’Ufficio politico la ministra Carfagna pare abbia chiesto di sbarrare la strada alla candidatura a chi si ritrova condannato o con un rinvio a giudizio sulle spalle. E il coordinatore Nicola Cosentino abbia alzato l’asticella del veto a tutti gli indagati. Da qui, la necessità di un aggiornamento e l’incarico fornito ai coordinatori provinciali di raccogliere, entro martedì mattina, i nomi dei possibili candidati al consiglio regionale e sottoporli ai vertici del Pdl. Oggi, alle 17, si comincia con il coordinamento di Napoli e provincia che raccoglierà le adesioni dei suoi 32 aspiranti consiglieri, di cui almeno 11 donne.</p>
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		<title>Arpac, chiesto il giudizio per lady Mastella: 15 marzo la prima udienza</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 18:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Leandro Del Gaudio da il Mattino) La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i coniugi Sandra Lonardo e Clemente Mastella e di altri cinquantuno imputati, al termine delle indagini sulla gestione dell’Arpac. Quattro mesi dopo il terremoto sulle presunte ramificazioni politiche nell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, la Procura non ha rinunciato ad esercitare l’azione penale. Tanto da chiedere alla sezione gip guidata da Giustino Gatti e da Bruno D’Urso di fissare una data per l’inizio dell’udienza preliminare a carico dei vertici Udeur. Primo appuntamento il prossimo 15 marzo, quando saranno valutate in aula le accuse mosse dal pool mani pulite dell’aggiunto Francesco Greco e del pm Francesco Curcio. Quello di marzo è il secondo procedimento a carico del presunto sistema Udeur, dal momento che lunedì prossimo dinanzi alla undicesima sezione penale partirà il processo a carico degli ex vertici del partito, in una lista di nomi tra cui spicca anche la stessa Sandra Lonardo. Ma lo scenario a carico di lady Mastella, nella vicenda Arpac, risulta cambiato rispetto a quattro mesi fa. Difesa dai penalisti Alfonso Furgiuele e Severino Nappi, la Lonardo si è difesa in un interrogatorio reso al pm Curcio: a leggere la richiesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Leandro Del Gaudio da il Mattino)</strong></p>
<p>La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i coniugi Sandra Lonardo e Clemente Mastella e di altri cinquantuno imputati, al termine delle indagini sulla gestione dell’Arpac. Quattro mesi dopo il terremoto sulle presunte ramificazioni politiche nell’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, la Procura non ha rinunciato ad esercitare l’azione penale.<br />
Tanto da chiedere alla sezione gip guidata da Giustino Gatti e da Bruno D’Urso di fissare una data per l’inizio dell’udienza preliminare a carico dei vertici Udeur. Primo appuntamento il prossimo 15 marzo, quando saranno valutate in aula le accuse mosse dal pool mani pulite dell’aggiunto Francesco Greco e del pm Francesco Curcio.</p>
<p>Quello di marzo è il secondo procedimento a carico del presunto sistema Udeur, dal momento che lunedì prossimo dinanzi alla undicesima sezione penale partirà il processo a carico degli ex vertici del partito, in una lista di nomi tra cui spicca anche la stessa Sandra Lonardo. Ma lo scenario a carico di lady Mastella, nella vicenda Arpac, risulta cambiato rispetto a quattro mesi fa. Difesa dai penalisti Alfonso Furgiuele e Severino Nappi, la Lonardo si è difesa in un interrogatorio reso al pm Curcio: a leggere la richiesta di processo, risultano archiviati due reati, vale a dire due ipotesi di concussione avanzate in un primo momento.</p>
<p>Ma di cosa dovrà rispondere lady Mastella a marzo? Associazione per delinquere e abuso d’ufficio, i due capi d’imputazione rimasti in piedi. Al vaglio del giudice, dunque, l’ipotesi dell’esistenza di un sistema riconducibile al partito Udeur: «Una associazione finalizzata alla commissione di una serie di delitti contro la pubblica amministrazione, al controllo delle attività di concorso per il reclutamento di personale e di gare pubbliche per appalti». Un’accusa mossa a carico dei coniugi Sandra Leonardo e Clemente Mastella, ma anche di Antonio Fantini e Carlo Camilleri.</p>
<p>Inchiesta complessa, fondata su robuste acquisizioni di documenti, ma anche su intercettazioni telefoniche. Al presidente Lonardo, in particolare, viene rivolta l’accusa di essere ispiratrice della violazione del regolamento interno all’agenzia regionale, in materia di reclutamento di consulenti e professionisti esterni. Diverso l’impianto a carico di Mastella. Oltre all’accusa di associazione per delinquere, l’ex guardasigilli deve rispondere anche di un’ipotesi di tentata concussione, in relazione a presunte pressioni al direttore generale dell’ospedale Santobono Nicola Mininni per nominare primario il medico Rolando Bruno (quest’ultimo indagato come potenziale beneficiario e istigatore morale); e di un’ipotesi di abuso d’ufficio in una vicenda di presunte segnalazioni per un incarico esterno all’Arpac. Vicende da accertare, mentre ieri al Riesame il presidente Lonardo ha chiesto ai giudici la revoca dell’obbligo di dimora fuori dalla Campania per poter presiedere alle sedute del Consiglio regionale.</p>
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		<title>Lady Mastella torna in video &#8220;Mi candido anche dall´esilio&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 07:58:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Dario Del Porto da la Repubblica Napoli) L´albero di Natale sullo sfondo, Sandra in primo piano. «È il partito che decide ma io non arretro. Se il partito lo vorrà sono pronta a fare la campagna elettorale anche dall´esilio. Se il partito decide che c´è bisogno di me, io ci sono», dice lady Mastella collegata in diretta dalla capitale con la sala di un albergo napoletano dove hanno appena finito di cantare &#8220;Vacanze romane&#8221; (e chissà se è solo un caso) mentre sul tavolo, circondata da bottiglie di spumante, è già pronta una torta gigante con il Campanile dell´Udeur disegnato proprio al centro. La presidente del Consiglio regionale non può raggiungere la Campania in forza del divieto di dimora imposto il 21 ottobre nell´ambito dell´inchiesta sul partito guidato dal marito, l´ex ministro della Giustizia ed europarlamentare Clemente Mastella. Così partecipa in videoconferenza all´incontro promosso presso l´hotel Tiberio dal neocapogruppo in Regione Pietro Mastanzo. Gli occhi della platea sono tutti per lei. Prima di cominciare l´attore Tommaso Bianco le dedica una poesia di Eduardo De Filippo. E chi si aspettava di trovare una Sandra Lonardo provata dai perduranti grattacapi giudiziari, resterà deluso. Lady Mastella sembra aver ritrovato lo smalto. «Ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Dario Del Porto da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>L´albero di Natale sullo sfondo, Sandra in primo piano. «È il partito che decide ma io non arretro. Se il partito lo vorrà sono pronta a fare la campagna elettorale anche dall´esilio. Se il partito decide che c´è bisogno di me, io ci sono», dice lady Mastella collegata in diretta dalla capitale con la sala di un albergo napoletano dove hanno appena finito di cantare &#8220;Vacanze romane&#8221; (e chissà se è solo un caso) mentre sul tavolo, circondata da bottiglie di spumante, è già pronta una torta gigante con il Campanile dell´Udeur disegnato proprio al centro.<br />
La presidente del Consiglio regionale non può raggiungere la Campania in forza del divieto di dimora imposto il 21 ottobre nell´ambito dell´inchiesta sul partito guidato dal marito, l´ex ministro della Giustizia ed europarlamentare Clemente Mastella. Così partecipa in videoconferenza all´incontro promosso presso l´hotel Tiberio dal neocapogruppo in Regione Pietro Mastanzo. Gli occhi della platea sono tutti per lei. Prima di cominciare l´attore Tommaso Bianco le dedica una poesia di Eduardo De Filippo.<br />
E chi si aspettava di trovare una Sandra Lonardo provata dai perduranti grattacapi giudiziari, resterà deluso. Lady Mastella sembra aver ritrovato lo smalto. «Ho la coscienza tranquilla &#8211; dice &#8211; mi chiedo però perché sono qui. Sto espiando una pena e non so per quali reati. Mi faccio forza. Ho avuto momenti negativi e mi sforzo di non pensarci. Perché se ci penso, mi sento male. Invece mi faccio coraggio e vado avanti». Quindi si rivolge ai presenti. «Nessuno ci dice quale reato abbiamo commesso però ci accusano di associazione per delinquere. Voi che siete qui e tutte le persone che fanno parte del partito potete provare che non abbiamo mai stretto alcun &#8220;patto scellerato&#8221;». Poi Sandra Lonardo affonda: «Mi chiedo se questo sia ancora un Paese libero. Sembra che la presunzione di innocenza debba accompagnare qualsiasi persona fino a quando non ne viene accertata la colpevolezza, però io sono qui. Mi viene in mente &#8211; prosegue &#8211; una frase di Einstein. Il mondo è pericoloso, diceva, non a causa di quelli che fanno male, ma a causa di quelli che guardano e lasciano fare. Ecco, mi sono detta che tanti guardano e lasciano fare. Invece dobbiamo riflettere sul perché ciò avvenga».<br />
Nessuna intenzione di lasciare la presidenza del Consiglio regionale, e la disponibilità a ricandidarsi. «Non decido io, ma il partito». Lei però è pronta a fare la sua parte anche perché «l´esilio è un istituto del regime fascista, ma grazie alla tecnologia posso essere ugualmente in tutte le piazze della regione», sottolinea. Clemente Mastella annuisce. Ma non nasconde che gli effetti dell´inchiesta lo lasciano «certamente amareggiato». Anche l´ex ministro sembra determinato a non alzare bandiera bianca. E annuncia: «Ho dato mandato ai miei legali di presentare una richiesta di risarcimento danni sul piano civile allo Stato per la vicenda di Catanzaro (l´inchiesta Why not condotta dall´allora pm di Catanzaro, oggi europarlamentare dell´Italia dei Valori, Luigi De Magistris, ndr) che mi ha esposto al pubblico ludibrio, ha smontato un partito ed è stata archiviata &#8211; aggiunge mostrando il provvedimento del giudice &#8211; perché la notizia di reato è risultata infondata. Devolverò tutto in beneficenza, naturalmente». Mastella annuncia inoltre «testimonianze autorevolissime dalle quali emergerà che c´erano state anticipazioni già a novembre della vicenda che sarebbe scoppiata a gennaio» del 2008, quando l´indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere, successivamente trasmessa a Napoli, avrebbe assestato la spallata definitiva al governo Prodi del quale Mastella era Guardasigilli. «Comunque se qualcuno vuole anche levarsi lo sfizio di vedermi in galera, nessun problema, non ho paura. Vorrà dire che scriverò anche lì. Però suggerirei a chi vuole utilizzare le inchieste per fregare chi ha vinto democraticamente di cambiare metodo. È accaduto nel ‘94 e nel 2008, dopo ha vinto sempre Berlusconi».</p>
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		<title>Sandra Lonardo colpita da malore: «Non voglio fare la fine di Tortora»</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 06:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno) Sandra Lonardo si sfoga al telefono tra le lacrime: «Sono da un mese e mezzo costretta a questo esilio coatto a Roma. Mi sento braccata. Preferirei la galera a questo stato di cose: ma dovrebbero almeno dirmi di quali reati sarei accusata. Più passano i giorni e più mi chiedo per quale motivo sono costretta a stare qui, lontano da casa e dalla mia famiglia, senza che abbia fatto nulla. Senza imputazioni. I magistrati facciano pure tutte le indagini; ma ci vuole un processo. C’è chi parla di un nuovo caso Tortora. Pace all’anima sua. Non voglio pensarci, neanche per scherzo». Lady Mastella è destinataria di un divieto di dimora in Campania nell’ambito della inchiesta Arpac. Ieri mattina, come riferito all’ Ansa dal suo portavoce, Alberto Borrelli, «la presidente del consiglio regionale della Campania ha accusato un malore. È stata allertata un’ambulanza e ipotizzato anche il suo ricovero». Lei, sempre al telefono, invoca aiuto, chiede che si parli del suo caso perché non vengano trascurate altre analoghe vicende giudiziarie «che vedono coinvolte persone innocenti». Ovviamente, anche la Lonardo protesta la sua innocenza: «Sono una persona perbene. Mi hanno accusato sul pettegolezzo. Avrei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>Sandra Lonardo si sfoga al telefono tra le lacrime: «Sono da un mese e mezzo costretta a questo esilio coatto a Roma. Mi sento braccata. Preferirei la galera a questo stato di cose: ma dovrebbero almeno dirmi di quali reati sarei accusata. Più passano i giorni e più mi chiedo per quale motivo sono costretta a stare qui, lontano da casa e dalla mia famiglia, senza che abbia fatto nulla. Senza imputazioni. I magistrati facciano pure tutte le indagini; ma ci vuole un processo. C’è chi parla di un nuovo caso Tortora. Pace all’anima sua. Non voglio pensarci, neanche per scherzo». Lady Mastella è destinataria di un divieto di dimora in Campania nell’ambito della inchiesta Arpac. Ieri mattina, come riferito all’ Ansa dal suo portavoce, Alberto Borrelli, «la presidente del consiglio regionale della Campania ha accusato un malore. È stata allertata un’ambulanza e ipotizzato anche il suo ricovero».</p>
<p>Lei, sempre al telefono, invoca aiuto, chiede che si parli del suo caso perché non vengano trascurate altre analoghe vicende giudiziarie «che vedono coinvolte persone innocenti».</p>
<p>Ovviamente, anche la Lonardo protesta la sua innocenza: «Sono una persona perbene. Mi hanno accusato sul pettegolezzo. Avrei costituito un’associazione a delinquere, ma per fare cosa? Sì, le raccomandazioni. Se un partito politico equivale ad un’associazione a delinquere dovrebbero mettere sotto inchiesta tutti i partiti. Vadano a chiedere informazioni ai consiglieri regionali e agli assessori: non ne troveranno uno che parli male di me». E sulle contestazioni dei magistrati aggiunge: «Non ho mai partecipato alle riunioni di gruppo del mio partito per rispetto al consiglio regionale. Mai determinato la calendarizzazione del question time. Mai nulla. Ora, vorrei solo sapere perché sono costretta a stare qui, sottoposto ad una misura che non conosce scadenze». </p>
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		<title>Sandra Lonardo: «Solo millanterie, lo dimostrerò in aula»</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 13:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Leandro Del Gaudio da il Mattino) Gira e rigira tra le mani quelle novecento e passa pagine firmate dal gip Alfano. In «esilio» a Roma, alle prese con il divieto di dimora in Campania e nelle province limitrofe, il presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo Mastella non ha perso la grinta dei tempi migliori nel commentare la notizia in arrivo da Napoli sul primo filone investigativo targato Udeur. Incassato il rinvio a giudizio per un’ipotesi di tentata concussione, la replica è immediata: «Il Giudice ha evidentemente sentito l’esigenza che sulla vicenda del dottor Annunziata &#8211; l’unica che mi riguarda &#8211; si compisse un più approfondito accertamento nella sede naturale che è quella del processo». E a distanza di due anni dalla telefonata in cui, parlando con il consuocero Carlo Camilleri, additava Annunziata come «un uomo morto», ribadisce la certezza di poter uscire a testa alta dal processo: «Sono assolutamente certa che la mia completa estraneità troverà piena dimostrazione nel dibattimento. Dagli atti emergono solo millanterie ed episodi riferiti da terze persone. Soprattutto, nessuno ha mai riferito che io abbia chiesto alcunché al dottor Annunziata». In attesa delle scadenze politiche &#8211; oggi il Consiglio regionale dalle 15 per il Question [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Leandro Del Gaudio da il Mattino)</strong></p>
<p>Gira e rigira tra le mani quelle novecento e passa pagine firmate dal gip Alfano. In «esilio» a Roma, alle prese con il divieto di dimora in Campania e nelle province limitrofe, il presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo Mastella non ha perso la grinta dei tempi migliori nel commentare la notizia in arrivo da Napoli sul primo filone investigativo targato Udeur. Incassato il rinvio a giudizio per un’ipotesi di tentata concussione, la replica è immediata: «Il Giudice ha evidentemente sentito l’esigenza che sulla vicenda del dottor Annunziata &#8211; l’unica che mi riguarda &#8211; si compisse un più approfondito accertamento nella sede naturale che è quella del processo». E a distanza di due anni dalla telefonata in cui, parlando con il consuocero Carlo Camilleri, additava Annunziata come «un uomo morto», ribadisce la certezza di poter uscire a testa alta dal processo: «Sono assolutamente certa che la mia completa estraneità troverà piena dimostrazione nel dibattimento. Dagli atti emergono solo millanterie ed episodi riferiti da terze persone. Soprattutto, nessuno ha mai riferito che io abbia chiesto alcunché al dottor Annunziata». In attesa delle scadenze politiche &#8211; oggi il Consiglio regionale dalle 15 per il Question time e domani dalle 11 per il Piano-casa &#8211; ci sono soprattutto questioni giudiziarie in agenda. E l’apertura del processo fissato per febbraio 2010 (undicesima penale collegio c) non è l’unica preoccupazione per Sandra Lonardo. Giovedì scorso, infatti, Lady Mastella non ha risposto al gip Anna Laura Alfano, pur manifestando piena disponibilità ad entrare nel merito delle accuse dopo aver letto le singole contestazioni. Difesa dai penalisti Alfonso Furgiuele e Severino Nappi, la Lonardo potrebbe chiedere di fissare un nuovo interrogatorio, nel corso del quale chiarire la sua posizione. Qualcosa l’ha già affidato ai comunicati stampa ieri pomeriggio, così, tanto per chiarire che lei, con appalti e turbative d’asta, non ha nulla a che spartire. Nella prima, come nella seconda tranche dell’inchiesta Udeur, il presidente Lonardo «si dice infatti completamente estranea ad ogni inchiesta riguardante presunte irregolarità sugli appalti». La sua storia giudiziaria inizia con il tentativo di imporre la nomina di primario ospedaliero dei dottori Raffaele De Falco e Miguel Viscusi, attraverso il pressing sul direttore generale dell’ospedale San Sebastiano di Caserta Luigi Annunziata: intimidazione, isolamento politico, discredito personale attraverso interpellanze in Consiglio regionale sarebbero stati i metodi usati dal gruppo Udeur, in una vicenda che ruota attorno ad alcune telefonate e a una serie di testimonianze. Tra queste quella dell’ex assessore alla Sanità Angelo Montemarano, che al pm Curcio confermò di «aver ricevuto richieste dalla Lonardo di revocare all’Annunziata l’incarico». Anche questa testimonianza è destinata ad entrare nel processo di metà febbraio su Lonardo e presunto sistema Udeur.</p>
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		<title>In nove a giudizio con Lady Mastella</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 08:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sandra Lonardo]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Dario Del Porto da la Repubblica Napoli) Con dieci rinvii a giudizio, alcuni proscioglimenti &#8220;parziali&#8221; e la trasmissione degli atti a Salerno e Benevento per otto capi d´imputazione il giudice Sergio Marotta ha chiuso l´udienza preliminare sul primo filone dell´inchiesta Udeur, quello che nel 2008 mandò in crisi il governo Prodi. Processo il 15 febbraio 2010, davanti alla undicesima sezione penale, per Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale e moglie dell´ex ministro della Giustizia Clemente Mastella: dovrà difendersi dall´accusa di tentata concussione per presunte pressioni sul manager dell´azienda ospedaliera Sant´Anna e Sebastiano di Caserta, Luigi Annunziata, con l´obiettivo (non conseguito) di ottenere la nomina di tre primari. Per lo stesso episodio vanno a giudizio anche l´ex assessore regionale Andrea Abbamonte, i consiglieri regionali Nicola Ferraro e Ferdinando Errico e l´ex consulente legale della Lonardo, Felice Casucci. Abbamonte va a giudizio insieme al consuocero di Mastella Carlo Camilleri e all´ex assessore regionale Luigi Nocera, anche per l´ipotesi di tentata concussione ai danni del governatore Antonio Bassolino (che non si è costituito parte civile) per la nomina di un commissario all´Asi di Benevento. Rinviati a giudizio infine l´ex segretario del Tar Vincenzo Lucariello, il giudice amministrativo Ugo De Maio e Francesco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Dario Del Porto da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>Con dieci rinvii a giudizio, alcuni proscioglimenti &#8220;parziali&#8221; e la trasmissione degli atti a Salerno e Benevento per otto capi d´imputazione il giudice Sergio Marotta ha chiuso l´udienza preliminare sul primo filone dell´inchiesta Udeur, quello che nel 2008 mandò in crisi il governo Prodi. Processo il 15 febbraio 2010, davanti alla undicesima sezione penale, per Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale e moglie dell´ex ministro della Giustizia Clemente Mastella: dovrà difendersi dall´accusa di tentata concussione per presunte pressioni sul manager dell´azienda ospedaliera Sant´Anna e Sebastiano di Caserta, Luigi Annunziata, con l´obiettivo (non conseguito) di ottenere la nomina di tre primari. Per lo stesso episodio vanno a giudizio anche l´ex assessore regionale Andrea Abbamonte, i consiglieri regionali Nicola Ferraro e Ferdinando Errico e l´ex consulente legale della Lonardo, Felice Casucci.<br />
Abbamonte va a giudizio insieme al consuocero di Mastella Carlo Camilleri e all´ex assessore regionale Luigi Nocera, anche per l´ipotesi di tentata concussione ai danni del governatore Antonio Bassolino (che non si è costituito parte civile) per la nomina di un commissario all´Asi di Benevento. Rinviati a giudizio infine l´ex segretario del Tar Vincenzo Lucariello, il giudice amministrativo Ugo De Maio e Francesco Trusio per una rivelazione del segreto d´ufficio riguardante il contenuto di una camera di consiglio su un ricorso amministrativo. Lucariello, Trusio e De Maio sono stati invece prosciolti dall´accusa di abuso d´ufficio. Prosciolti da un altro capo di abuso d´ufficio Camilleri, Abbamonte, Lucariello e Domenico Umberto Principe mentre Camilleri, Carlo Banco e Erminia Florenzano sono stati prosciolti da un episodio di falso. I proscioglimenti sono stati disposti con la formula &#8220;perché il fatto non sussiste&#8221;. Per Florenzano il caso si chiude qui perché non rispondeva di altre vicende. Il gup Marotta ha poi trasmesso per competenza territoriale gli atti riguardanti altri otto capi d´imputazione: quattro vanno a Salerno (si tratta di una gara e di un concorso banditi nel 2006 da due diverse autorità di bacino) e quattro (riferite a vicende riguardanti una comunità montana e il comune di Cerreto Sannita) a Benevento. Era stata già stralciata la posizione di Mastella per la questione riguardante l´utilizzabilità delle telefonate di parlamentari.<br />
Il gup Marotta, che a luglio aveva denunciato di aver subito da una collega presunte pressioni per &#8220;alleggerire&#8221; la posizione dell´ex ministro, ha dunque portato a termine l´udienza nonostante la richiesta di astensione avanzata da alcuni difensori. La circostanza della presunta interferenza è riportata agli atti del secondo filone d´inchiesta, sfociato mercoledì scorso nel divieto di dimora applicato, fra gli altri, a Sandra Lonardo. La presidente del Consiglio regionale, dopo il rinvio a giudizio, ha commentato: «Il giudice ha evidentemente sentito l´esigenza che sulla vicenda del dottor Annunziata, l´unica che mi riguarda, si compisse un più approfondito accertamento nella sede naturale che è il processo. Sono assolutamente certa che la mia completa estraneità troverà piena dimostrazione nel dibattimento. Dagli atti emergono solo millanterie o episodi riferiti da terze persone. Soprattutto, nessuno ha mai riferito che io abbia chiesto alcunché al dottor Annunziata». Il giudice Marotta ha letto il dispositivo conclusivo dell´udienza preliminare mentre, al quattordicesimo piano del Palazzo di Giustizia, il gip Anna Laura Alfano proseguiva gli interrogatori degli indagati del secondo capitolo dell´indagine avviata nel 2007 dai pm di Santa Maria Capua Vetere Alessandro Cimmino e Maurizio Giordano e ora affidata dal pm Francesco Curcio, del pool coordinato dal procuratore aggiunto Francesco Greco. Intanto si mobilitano i lavoratori dell´Arpac, l´agenzia finita al centro dell´inchiesta che, si legge in una nota dei sindacati, «sta trascinando nel fango, oltre a pezzi delle istituzioni, centinaia di lavoratori dell´Arpac: storici, vincitori di concorso, ex co.co.co i quali &#8211; aggiungono Cgil, Uil, Cisl, Confedir e Snabi &#8211; nonostante le difficoltà hanno garantito e stanno garantendo le attività di controllo territoriale e di laboratorio». I sindacati affermano di aver denunciato per anni, senza essere ascoltati, come l´Arpac fosse stata «per anni un &#8220;carrozzino&#8221; povero di risorse e capacità gestionale, ma zeppo di precarietà e clientelismo».</p>
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		<title>Il punto della settimana – 26 ottobre 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 23:08:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I risultati delle primarie, l&#8217;analisi dei pochi risultati ufficiali, il caso Mastella, l&#8217;inceneritore di Acerra ed i problemi incontrati nel collaudo. La candidatura di De Luca alla regione campania. La jacorossi e le bonifiche mancate.il piano parcheggi e la discussione nata sul Corriere del Mezzogiorno. Il nuovo piano per Bagnoli, con 700 alloggi in più.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/mastella_mobile.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/mastella_mobile-150x150.jpg" alt="mastella_mobile" title="mastella_mobile" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-3927" /></a> I risultati delle primarie, l&#8217;analisi dei pochi risultati ufficiali, il caso Mastella, l&#8217;inceneritore di Acerra ed i problemi incontrati nel collaudo. La candidatura di De Luca alla regione campania. La jacorossi e le bonifiche mancate.il piano parcheggi e la discussione nata sul Corriere del Mezzogiorno. Il nuovo piano per Bagnoli, con 700 alloggi in più.</p>
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		<title>Inchiesta Udeur: Sandra Mastella rinviata a giudizio</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 13:27:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(AGI) Il gup di Napoli Sergio Marotta ha rinviato a giudizio Sandra Lonardo Mastella e altri 22 imputati nell&#8217;ambito del procedimento su una presunta &#8216;cupola&#8217; dell&#8217;Udeur che pilotava appalti e assunzioni in Campania. Si tratta del primo filone dell&#8217;inchiesta che a gennaio 2008 porto&#8217; ai domiciliari la stessa Sandra Lonardo Mastella e che vedeva tra gli indagati l&#8217;allora Guardasigilli Clemente Mastella, poi dimessosi. Nella seconda tranche dell&#8217;indagine, la scorsa settimana alla Lonardo e&#8217; stata applicata la misura interdittiva del divieto di dimora in Campania e nelle province limitrofe. Il processo sara&#8217; celebrato dall&#8217;11esima sezione penale a partire dal 15 febbraio 2010. Martedi&#8217; scorso, il difensore di uno degli imputati, l&#8217;ex segretario del Tar Vincenzo Lucariello, aveva chiesto al gup Marotta di astenersi perche&#8217; aveva riferito di pressioni su di lui da parte di una collega a favore dei coniugi Mastella. A Sandra Lonardo viene contestata una tentata concussione in danno di un dirigente ospedaliero, Luigi Annunziata, in servizio presso l&#8217;ospedale Sant&#8217;Anna e San Sebastiano di Caserta. La posizione di Clemente Mastella, invece, e&#8217; oggetto di uno stralcio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(AGI)</strong></p>
<p>Il gup di Napoli Sergio Marotta ha rinviato a giudizio Sandra Lonardo Mastella e altri 22 imputati nell&#8217;ambito del procedimento su una presunta &#8216;cupola&#8217; dell&#8217;Udeur che pilotava appalti e assunzioni in Campania. Si tratta del primo filone dell&#8217;inchiesta che a gennaio 2008 porto&#8217; ai domiciliari la stessa Sandra Lonardo Mastella e che vedeva tra gli indagati l&#8217;allora Guardasigilli Clemente Mastella, poi dimessosi. Nella seconda tranche dell&#8217;indagine, la scorsa settimana alla Lonardo e&#8217; stata applicata la misura interdittiva del divieto di dimora in Campania e nelle province limitrofe. Il processo sara&#8217; celebrato dall&#8217;11esima sezione penale a partire dal 15 febbraio 2010. Martedi&#8217; scorso, il difensore di uno degli imputati, l&#8217;ex segretario del Tar Vincenzo Lucariello, aveva chiesto al gup Marotta di astenersi perche&#8217; aveva riferito di pressioni su di lui da parte di una collega a favore dei coniugi Mastella. A Sandra Lonardo viene contestata una tentata concussione in danno di un dirigente ospedaliero, Luigi Annunziata, in servizio presso l&#8217;ospedale Sant&#8217;Anna e San Sebastiano di Caserta. La posizione di Clemente Mastella, invece, e&#8217; oggetto di uno stralcio.</p>
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		<title>Sandra Lonardo non si dimette e convoca 2 sedute del Consiglio</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 05:32:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(di r.f. da la Repubblica Napoli) SANDRA Lonardo Mastella resta al suo posto. L´ipotesi di dimissioni, che pure correva sotto forma di domanda ieri negli uffici del Consiglio regionale, per ora non è di attualità. «Ho lavorato bene &#8211; fa sapere la presidente tramite il suo portavoce Alberto Borrelli &#8211; Ho fatto il massimo per esaltare il ruolo del Consiglio regionale della Campania e per lavorare per il bene dei cittadini. In tre anni da presidente del Consiglio regionale ho preso iniziative innovative e ho sempre garantito con la mia correttezza di essere al di sopra delle parti. Tracciando un bilancio del mio operato, che intendo portare a termine, ritengo non sia giusto dimettermi. Sono stata eletta dal popolo e mi sono sempre impegnata al massimo, nel rispetto della mia carica». Dunque si resta alla guida del Consiglio, sia pur dall´esilio romano. E infatti la Lonardo ieri ha convocato due sedute per la settimana prossima: un question time per il 27 ottobre e una ripresa della discussione sul piano casa per il giorno successivo. Sedute che erano state abbozzate dai capigruppo nella giornata di mercoledì, dopo la notizia del nuovo provvedimento contro la presidente. «E comunque &#8211; riflette il capogruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di r.f. da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>SANDRA Lonardo Mastella resta al suo posto. L´ipotesi di dimissioni, che pure correva sotto forma di domanda ieri negli uffici del Consiglio regionale, per ora non è di attualità. «Ho lavorato bene &#8211; fa sapere la presidente tramite il suo portavoce Alberto Borrelli &#8211; Ho fatto il massimo per esaltare il ruolo del Consiglio regionale della Campania e per lavorare per il bene dei cittadini. In tre anni da presidente del Consiglio regionale ho preso iniziative innovative e ho sempre garantito con la mia correttezza di essere al di sopra delle parti. Tracciando un bilancio del mio operato, che intendo portare a termine, ritengo non sia giusto dimettermi. Sono stata eletta dal popolo e mi sono sempre impegnata al massimo, nel rispetto della mia carica».<br />
Dunque si resta alla guida del Consiglio, sia pur dall´esilio romano. E infatti la Lonardo ieri ha convocato due sedute per la settimana prossima: un question time per il 27 ottobre e una ripresa della discussione sul piano casa per il giorno successivo. Sedute che erano state abbozzate dai capigruppo nella giornata di mercoledì, dopo la notizia del nuovo provvedimento contro la presidente. «E comunque &#8211; riflette il capogruppo Pd Pietro Ciarlo &#8211; noi capigruppo dovremmo riunirci con l´ufficio di presidenza per capire un po´ come portare avanti le cose». Impedimenti formali ai lavori non ce ne sono. L´aula può essere presieduta da uno dei due vicepresidenti, il socialista Gennaro Muccciolo o Salvatore Ronghi dell´Mpa. Anche se quest´ultimo annuncia per quest´oggi una sua iniziativa: «Da persona informata dei fatti, intendo spiegare le cause dell´emergenza democratica». A sinistra invece c´è Vito Nocera di Rifondazione che non vuole sottovalutare la vicenda Arpac: «L´inchiesta disvela un metodo e una pratica politica assolutamente inaccettabili. Conta poco che l´Udeur sia ormai da tempo nel centro destra, perché tali comportamenti rischiano di delegittimare purtroppo tutta la politica agli occhi della pubblica opinione». Ieri intanto a palazzo c´è stata una riunione della ottava commissione presieduta da Sebastiano Sorrentino: proprio in materia ambientale, la commissione ha licenziato per l´aula il testo della legge di Giunta sul riordino dei Consorzi di bonifica, che dovrebbero passare da 11 a 5.<br />
Tutt´altro affare se prima o poi, Lonardo gettasse la spugna. Le sue dimissioni dal Consiglio altererebbero in più modi gli equilibri politici interni. Al suo posto infatti sarebbe promossa Stefania Cascone, candidata nel listino presidenziale per Italia dei Valori. L´opposizione perderebbe un seggio, ma la maggioranza ne acquiserebbe uno assai critico, viste le recenti posizioni dei dipietristi.</p>
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		<title>Mastella: &#8220;Non sono il padrino, io resisto&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 05:29:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(di Conchita Sannino da la Repubblica) Dimissioni? Basta la sola parola a provocare la levata di scudi. Lui, l´europarlamentare Clemente Mastella, per il quale si attende il pronunciamento di Bruxelles sul divieto di dimora richiesto dai magistrati napoletani, solleva le mani e le agita. «Ho le mani pulite. &#8211; dice &#8211; E ho già dato una volta, con le dimissioni da ministro di Prodi. Sono un caso unico nella storia patria. Basta. Non defletto. Siamo persone perbene io e la mia famiglia. Ho segnalato delle persone? E va bene, ho segnalato povera gente. Io non mi dimentico da dove vengo. Sono nato in questa terra, con tanti problemi». Lei, la presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo, esce dal Palazzo di Giustizia dopo un interrogatorio aperto e subito rinviato. Non rinuncia al suo piglio combattivo: «Ho lavorato bene. Non sarebbe proprio giusto dimettermi. Intendo portare a termine il mio mandato: ho rilanciato l´assemblea regionale, voglio andare avanti». L´inchiesta segna intanto la fase degli interrogatori dinanzi al gip. Respinge ogni accusa Nicola Ferraro, il consigliere regionale Udeur (difeso dall´avvocato Giovanni Cantelli) che, secondo i pm, avrebbe partecipato all´associazione per delinquere. Ferraro è anche il politico che avrebbe acquistato con 77mila euro in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Conchita Sannino da la Repubblica)</strong></p>
<p>Dimissioni? Basta la sola parola a provocare la levata di scudi. Lui, l´europarlamentare Clemente Mastella, per il quale si attende il pronunciamento di Bruxelles sul divieto di dimora richiesto dai magistrati napoletani, solleva le mani e le agita.<br />
«Ho le mani pulite. &#8211; dice &#8211; E ho già dato una volta, con le dimissioni da ministro di Prodi. Sono un caso unico nella storia patria. Basta. Non defletto. Siamo persone perbene io e la mia famiglia. Ho segnalato delle persone? E va bene, ho segnalato povera gente. Io non mi dimentico da dove vengo. Sono nato in questa terra, con tanti problemi».<br />
Lei, la presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo, esce dal Palazzo di Giustizia dopo un interrogatorio aperto e subito rinviato. Non rinuncia al suo piglio combattivo: «Ho lavorato bene. Non sarebbe proprio giusto dimettermi. Intendo portare a termine il mio mandato: ho rilanciato l´assemblea regionale, voglio andare avanti».<br />
L´inchiesta segna intanto la fase degli interrogatori dinanzi al gip. Respinge ogni accusa Nicola Ferraro, il consigliere regionale Udeur (difeso dall´avvocato Giovanni Cantelli) che, secondo i pm, avrebbe partecipato all´associazione per delinquere. Ferraro è anche il politico che avrebbe acquistato con 77mila euro in contanti, da personaggi in odore di camorra, vicini al clan dei casalesi, la Porsche destinata al figlio del ministro Pellegrino Mastella. Ma dice: «Non conosco nessuno di quei personaggi citati dal pentito, sono cose completamente inventate».<br />
Negli atti giudiziari figura anche un eccellente nato a Casal di Principe: è il coordinatore regionale del Pdl, Nicola Cosentino, già al centro del caso politico-giudiziario che blocca la sua corsa alle regionali di marzo. Il nome di Cosentino spunta infatti, con quello di altri politici dei due poli, tra gli sponsor che avrebbero affidato un proprio raccomandato al sistema-Ceppaloni.<br />
È già tempo del contrattacco, per i Mastella. L´ex Guardasigilli parla in un´affollatissima sede dell´Udeur, in via Melisurgo, a pochi metri dal porto, affiancato dall´ex ministro socialista Giulio Di Donato, oggi suo braccio destro, e dai residui esponenti di partito sfuggiti a vecchi arresti o ai recentissimi divieti di dimora.<br />
«Non sono il padrino di nessuna cupola, non ho conti all´estero e non ho mai preso soldi», dice. Poi racconta delle «numerose telefonate di solidarietà», dice che «anche l´ex presidente Cossiga ha trovato assurda, ingenerosa la misura di espulsione dalla Campania contro mia moglie», e a una domanda specifica aggiunge: «No, Berlusconi non mi ha chiamato». Poco dopo, sarà il deputato Niccolò Ghedini a parlare in sua difesa: «Conosco e apprezzo Mastella. Le accuse che gli vengono mosse appaiono del tutto incongrue ed inconsistenti e non potranno che concludersi con un pieno riconoscimento della sua estraneità».<br />
L´ex ministro riporta l´impianto accusatorio a «qualche segnalazione di persone povere». Ma il giudice Anna Laura Alfano precisa che il metodo sistematico della lottizzazione degli enti configura «una vera e propria occupazione» delle istituzioni. E, di quella associazione per delinquere, annota la «pervicace e continua violazione delle norme di trasparenza sugli appalti pubblici: impedendo ad altre imprese di aggiudicarsi le opere e orientando le scelte sulla impresa &#8220;amica&#8221; del partito».<br />
Ieri, chiamati a rispondere delle contestazioni dinanzi al gip, sia la presidente Lonardo, sia l´ex direttore generale Arpac Luciano Capobianco (difeso dall´avvocato Bruno Von Arx), hanno chiesto «più tempo per leggere le quasi mille pagine dell´ordinanza». L´ennesimo frammento del sistema Ceppaloni accompagna lady Mastella persino davanti alla giustizia: a difenderla, insieme con l´avvocato Alfonso Furgiele, c´è l´avvocato Severino Nappi, già suo consulente alla Regione, e ora attuale assessore provinciale, in quota Udeur, della giunta provinciale di Napoli.</p>
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		<title>Appalti truccati e raccomandazioni Oltre 60 indagati</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 14:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Carmine Spadafora da il Giornale) Falciata da una inchiesta giudiziaria, la famiglia Mastella. Clemente, leader dell&#8217;Udeur ed europarlamentare, Lady Sandrina, presidente del Consiglio regionale della Campania e il loro figlio primogenito, Pellegrino, sono rimasti impigliati in una inchiesta condotta dalla Procura di Napoli, sezione reati contro la pubblica amministrazione. Il quadretto familiare viene completato dal consuocero della coppia di Ceppaloni, l&#8217;ingegnere Carlo Camilleri. L&#8217;indagine nasce da una costola dell&#8217;inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, culminata il 16 gennaio dello scorso anno, con l&#8217;arresto di Lady Mastella e di un&#8217;altra decina di personaggi, in parte legati alpartito del Campanile. Il filone di indagine napoletano ha provocato l&#8217;emissione di 25 misure cautelati (gip Laura Alfano), poste in esecuzione dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta e dalla Guardia di finanza di Napoli. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato, turbativa d&#8217;asta, falso in atto pubblico continuato e concussione. Al centro dell&#8217;inchiesta, appalti, assunzioni, nomine e sostituzioni dei vertici amministrativi locali. Diverse le misure adottate nei confronti dei 25 indagati: Sandrina Lonardo, nel primo pomeriggio di ieri, è «fuggita» dalla «sua» Ceppaloni, in quanto colpita dal divieto di dimora in Campania [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Carmine Spadafora da il Giornale)</strong></p>
<p>Falciata da una inchiesta giudiziaria, la famiglia Mastella. Clemente, leader dell&#8217;Udeur ed europarlamentare, Lady Sandrina, presidente del Consiglio regionale della Campania e il loro figlio primogenito, Pellegrino, sono rimasti impigliati in una inchiesta condotta dalla Procura di Napoli, sezione reati contro la pubblica amministrazione. Il quadretto familiare viene completato dal consuocero della coppia di Ceppaloni, l&#8217;ingegnere Carlo Camilleri.<br />
L&#8217;indagine nasce da una costola dell&#8217;inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, culminata il 16 gennaio dello scorso anno, con l&#8217;arresto di Lady Mastella e di un&#8217;altra decina di personaggi, in parte legati alpartito del Campanile. Il filone di indagine napoletano ha provocato l&#8217;emissione di 25 misure cautelati (gip Laura Alfano), poste in esecuzione dai carabinieri del Comando provinciale di Caserta e dalla Guardia di finanza di Napoli. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato, turbativa d&#8217;asta, falso in atto pubblico continuato e concussione. Al centro dell&#8217;inchiesta, appalti, assunzioni, nomine e sostituzioni dei vertici amministrativi locali. Diverse le misure adottate nei confronti dei 25 indagati: Sandrina Lonardo, nel primo pomeriggio di ieri, è «fuggita» dalla «sua» Ceppaloni, in quanto colpita dal divieto di dimora in Campania e in altre città limitrofe, tra cui Foggia, Frosinone e Isernia. La presidente del Consiglio regionale della Campania si è trasferita nella sua casa romana, dove ha trovato il marito Clemente, raggiunto da un avviso di chiusura di indagine, nell&#8217;ambito dello stesso procedimentoll loro figliolo, Pellegrino, ha ricevuto (con altri 38 indagati) una informazione di garanzia per abuso d&#8217;ufficio mentre il consuocero della coppia di Ceppaloni, Camilleri ha ricevuto l&#8217;identica misura della Lonardo. Divieto di dimora anche per Bartolomeo Piccolo, l&#8217;imprenditore amico di politici importanti di centrosinistra e centrodestra. Gli inquirenti della Procura napoletana hanno esaminato il triennio 2005-2008, relativo al &#8211; la gestione dell&#8217;Agenzia regionale per l&#8217;ambiente della Campania (Arpac), il cui presidente Capobianco, è finito ai clomiciliari. Gli investigatori hanno ficcato il naso nei sistemi di assunzione del personale e nel sistema degli appalti. Spiegano in Procura che l&#8217;«effettivo organo decisionale dell&#8217;Agenzia non era come per legge il direttore generale ma piuttosto i vertici della struttura di partito (Udeur, ndr) cui quest&#8217;ultimo apparteneva e di cui lo stesso altro non era che un mero terminale». Più di una confessione, il file trovato e sequestrato dalla Guardia di finanza napoletana, nel pc di Capobianco. Un file contenente 655 nomi di presunti raccomandati: accanto ad ogni segnalato, lo sponsor di riferimento. La speciale classifica del raccomandato vede al primo posto, l&#8217;ex assessore regionale della Campania Nocera, poi, l&#8217;ex presidente della giunta regionale campana, ex potente democristiano degli anni d&#8217;oro dello scudocrociato, Antonio Fantini (Udeur fino a poco tempo fa), lo stesso Mastella, con «appena» 26 segnalazioni. Ma, nell&#8217;elenco, guarda guarda, anche se con poche segnalazioni, ci sono anche il governatore campano, Antonio Bassolino, l&#8217;ex ministro per l&#8217;Ambiente, supercampione della legalità, Alfonso Pecoraro Scanio e Ciriaco De Mita.<br />
Ieri, l&#8217;imputato nello scandalo dei rifiuti Bassolino, è sceso in campo con una sua dichiarazione sull&#8217;inchiesta della Procura di Napoli, sostenendo che, «se il quadro che appare dall&#8217;inchiesta sull&#8217;Arpac, fosse confermato sarebbe un fatto grave e preoccupante». A stretto giro gli ha risposto il portavoce della Lonardo, Alberto Borrelli, che ha ricordato al governatore che «nel quadro, nel caso fosse confermato, c&#8217;è anche il presidente Bassolino, come si legge nell&#8217;ordinanza dell&#8217;ufficio del Gip».<br />
Pellegrino Mastella è rimasto coinvolto in un&#8217;altra vicenda, ritenuta penalmente non rilevante ma definito dal gip Laura Alfano un «episodio di estrema gravità». Si tratta dell&#8217;acquisto da parte del figlio dell&#8217;ex ministro di una Porsche Cayenne pagata 77mila euro in contanti e comprata da<br />
Tommaso Statone, cognato del boss Domenico Belforte, uno dei capi della camorra casertana. Il Gip parla di «dato anomalo» riguardo le modalità di pagamento. «Non vi era &#8211; è scritto nell&#8217;ordinanza &#8211; alcuna traccia contabile e bancaria della pur cospicua somma che sarebbe stata necessaria per acquistare la vettura».<br />
Un collaboratore di giustizia, Michele Froncillo, avrebbe dichiarato di essere stato in rapporti di conoscenza con il consigliere regionale IIdeur Nicola Ferraro (divieto di dimora in Campania). A detta di Froncillo sarebbe stato Ferraro a pagare la Porsche. Il pentito ha sostenuto anche che «l&#8217;intero clan di Marcianise si era messo a disposizione delle esigenze elettorali dell&#8217;Udeur e di Ferraro. Mandavamo affiliati a fare attacchinaggio, anche nottetempo, facevamo propaganda in favore dell&#8217;Udeur perché lo stesso Ferraro ci aveva detto che non appena eletto avrebbe ricambiato il nostro appoggio cercando di farci avere la nostra fetta di torta,</p>
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		<title>«Sono una persona per bene»</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 13:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Sandra Lonardo da il Campanile) Carissimi abitanti di Benevento e provincia e della Campania tutta: questa mattina alle ore 7, Mentre pensavo a che cosa potevo fare per contribuire a far approvare, nella concordia, la legge regionale sul &#8220;Piano casa&#8221;, un provvedimento atteso da tantissimi cittadini camperai, è arrivata una citofonata&#8230; &#8220;siamo i carabinieri, aprite!&#8221;. Sono tornata con la mente a quel 16 gennaio_ Cosa vorranno ancora da me? Mi sono fatta forza, 171(1 non ce l&#8217;ho fatta Sono quasi svenuta.. Mi è crollato il mondo addosso. Mi chiedono di dimorare fiori dalla Campania. Ancora non riesco a crederci. Non sono nemmeno riuscita a capire di cosa mi accusano. Mi hanno consegnato pagine e pagine&#8230; Stavolta con mio marito sarei a capo di una cupola affaristica&#8230; Senza spiegarci quali affari avremmo fatto&#8230; Carissimi e carissime, cosa dirvi? Non trovo neanche più le parole. Il mio cuore &#8211; aggiunge &#8211; si è frantumato; nella mia mente solo frammenti di ricordi. Tra questi il grande affetto che ricevo giornalmente da tantissimi di voi. Prima di lasciare la mia cara Benevento e Ceppaloni e la Campania, sento il bisogno di dirvi che sono una persona perbene, vi ho sempre onorato, mai in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Sandra Lonardo da il Campanile)</strong></p>
<p><div id="attachment_159" class="wp-caption alignnone" style="width: 160px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/lonardo.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/lonardo-150x150.jpg" alt="Sandra Lonardo Mastella" title="lonardo" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-159" /></a><p class="wp-caption-text">Sandra Lonardo Mastella</p></div> Carissimi abitanti di Benevento e provincia e della Campania tutta: questa mattina alle ore 7, Mentre pensavo a che cosa potevo fare per contribuire a far approvare, nella concordia, la legge regionale sul &#8220;Piano casa&#8221;, un provvedimento atteso da tantissimi cittadini camperai, è arrivata una citofonata&#8230; &#8220;siamo i carabinieri, aprite!&#8221;. Sono tornata con la mente a quel 16 gennaio_ Cosa vorranno ancora da me? Mi sono fatta forza, 171(1 non ce l&#8217;ho fatta Sono quasi svenuta.. Mi è crollato il mondo addosso. Mi chiedono di dimorare fiori dalla Campania. Ancora non riesco a crederci. Non sono nemmeno riuscita a capire di cosa mi accusano. Mi hanno consegnato pagine e pagine&#8230; Stavolta con mio marito sarei a capo di una cupola affaristica&#8230; Senza spiegarci quali affari avremmo fatto&#8230; Carissimi e carissime, cosa dirvi? Non trovo neanche più le parole. Il mio cuore &#8211; aggiunge &#8211; si è frantumato; nella mia mente solo frammenti di ricordi. Tra questi il grande affetto che ricevo giornalmente da tantissimi di voi.<br />
Prima di lasciare la mia cara Benevento e Ceppaloni e la Campania, sento il bisogno di dirvi che sono una persona perbene, vi ho sempre onorato, mai in nessun momento ho fatto tin atto che possa aver offeso un solo cittadino della mia adorata Campania. Ho cercato sempre e con tutte le mie forze di difendere la mia piccola città, la provincia e l&#8217;ultimo abitante dell&#8217;ultimo paesino delle nostre aree interne. Non posso che affidarmi a chi mi conosce, a chi sa davvero chi sono. So che si sta abbattendo su di me, sulla mia famiglia, un altro ciclone mediatico. So che sarà difficile difendersi e far prevalere la verità. Ai Consiglieri Regionali tutti un saluto affettuoso. Chiedo scusa se oggi non mi viene permesso di fare il mio lavoro, Loro &#8211; ribadisce &#8211; sanno che ho fatto sempre il mio dovere con abnegazione, rispetto e senso forte delle istituzioni, senza risparmiarmi mai. Credetemi! lo sono una persona perbene. Combatterò come una leonessa ancora una volta, sicura di avere ancora il vostro affetto, ma soprattutto la vostra stima. Questo e solo questo mi darà la forza di non soccombere a tanta ingiustizia, a tanta ingiustificato cattiveria. In coscienza, davanti a Dio e a voi tutti ho speso la mia vita per la mia comunità. Amo tutti voi, e sono certa che anche voi ricambiate questi profondi sentimenti. A presto<br />
Sandra Lonardo<br />
Lettera della presidente del Consiglio regionale della Campania, Sandra Lonardo, dopo la notifica del provvedimento di divieto di dimora notificatole ieri nell&#8217;ambito dell &#8216;inchiesta sull &#8216;Arpac</p>
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		<title>Regione, choc in aula: «Ma andiamo avanti»</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 13:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Paolo Mainiero da il Mattino) «È un letamaio&#8230;» sfugge a Salvatore Ronghi mentre prende posto sulla poltrona che Sandra Lonardo non può occupare. Tra imbarazzi, battutine e mezzi silenzi, il consiglio regionale cerca di far finta di niente. Impresa ardua. Se il presidente dell’assemblea in un anno e mezzo si ritrova coinvolta in un’inchiesta giudiziaria e impossibilitata a svolgere le sue funzioni è difficile pensare che la vita possa scorrere come se nulla fosse. Soprattutto se all’ora in cui la seduta è convocata (le 11) i carabinieri sono impegnati a perquisire gli uffici della Lonardo al ventesimo piano e quelli del gruppo Udeur al tredicesimo. La notizia che non ti aspetti piomba nelle fredde stanze del consiglio regionale di buon mattino. Alle 8 la Lonardo chiama uno dei suoi vice, Gennaro Mucciolo. «Non posso venire», e gli spiega il perchè. Il tam-tam è veloce. I consiglieri arrivano alla spicciolata per proseguire la discussione sul piano casa. «Il Piano casa circondariale», è una delle battutine più riuscite. Girano fogli con elenchi di nomi. I nomi dei presunti raccomandati e dei presunti segnalatori. Ci sono nomi eccellenti. Per due volte compare anche quello di Bassolino. Palazzo Santa Lucia smentisce la circostanza. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Paolo Mainiero da il Mattino)</strong></p>
<p>«È un letamaio&#8230;» sfugge a Salvatore Ronghi mentre prende posto sulla poltrona che Sandra Lonardo non può occupare. Tra imbarazzi, battutine e mezzi silenzi, il consiglio regionale cerca di far finta di niente. Impresa ardua. Se il presidente dell’assemblea in un anno e mezzo si ritrova coinvolta in un’inchiesta giudiziaria e impossibilitata a svolgere le sue funzioni è difficile pensare che la vita possa scorrere come se nulla fosse. Soprattutto se all’ora in cui la seduta è convocata (le 11) i carabinieri sono impegnati a perquisire gli uffici della Lonardo al ventesimo piano e quelli del gruppo Udeur al tredicesimo. La notizia che non ti aspetti piomba nelle fredde stanze del consiglio regionale di buon mattino. Alle 8 la Lonardo chiama uno dei suoi vice, Gennaro Mucciolo. «Non posso venire», e gli spiega il perchè. Il tam-tam è veloce. I consiglieri arrivano alla spicciolata per proseguire la discussione sul piano casa. «Il Piano casa circondariale», è una delle battutine più riuscite. Girano fogli con elenchi di nomi. I nomi dei presunti raccomandati e dei presunti segnalatori. Ci sono nomi eccellenti. Per due volte compare anche quello di Bassolino. Palazzo Santa Lucia smentisce la circostanza. Nel pomeriggio l’ufficio stampa della Regione diffonde una nota del governatore. «Se il quadro che appare dall’inchiesta fosse confermato sarebbe un fatto grave e preoccupante &#8211; si legge -. Esprimiamo, come sempre, fiducia nella giustizia e ci auguriamo che si possa fare al più presto piena chiarezza, definendo le eventuali responsabilità e il grado di coinvolgimento dei vari indagati. Seguiremo con doverosa attenzione gli sviluppi delle indagini e della situazione. Siamo convinti che il nuovo gruppo dirigente dell’Arpac rafforzerà ancora di più l’impegno già in atto per tutelare l’interesse pubblico». Il Consiglio è sotto choc. Pietro Ciarlo (Pd) chiede una conferenza dei capigruppo. Partecipano tutti i gruppi tranne l’Udeur: il suo capogruppo, Fernando Errico, è tra i destinatari di una delle misure cautelari. Tonino Scala (La Sinistra) è drastico. «Non possiamo riunirci mentre i carabinieri perquisiscono il palazzo», dice. Si rinvia o no? Si rinvia, alle 15. «Capisco le ragioni di chi parla di giustizia a orologeria ma non si può nascondere che questa Regione è ridotta a un letamaio», commenta il vicepresidente Ronghi (Mpa) appena rinviata l’assemblea. Le battutine corrono sotto voce. Si disquisisce accademicamente. C’è differenza tra la raccomandazione e la segnalazione? Ma nel merito dell’inchiesta nessuno entra. Solo in pochi azzardano giudizi. «Io l’avevo detto», si impettisce Pietro Diodato (Pdl) mentre Ronghi ricorda le sue tante interrogazioni sull’Arpac. Per il resto, si sprecano i richiami alla presunzione d’innocenza e alla fiducia nella giustizia. «Sono addolorato per lei, è una vicenda triste. Ma il Consiglio deve andare avanti», sostiene il capo dell’opposizione Franco D’Ercole. È un po’ questo il ritornello mentre i consiglieri si allontanano. Sono le 13,30 e la bouvette aspetta. Per la giunta c’è il vicepresidente Antonio Valiante. «Non parlo», e va via. L’assessore all’Ambiente Walter Ganapini si fa vivo con una nota. «L’Arpac è una struttura fondamentale per la tutela dell’ambiente. Per questo è importante che si faccia piena luce. La giunta &#8211; assicura &#8211; va avanti sulla strada del rinnovamento». Alle 15 il Consiglio riprende. La Lonardo è a Roma, alla presidenza si alternano Ronghi e Mucciolo. Si va avanti sul piano casa ma in tre ore non si va oltre l’approvazione di due emendamenti all’articolo 2.</p>
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		<title>Appalti, Mastella: &#8220;Noi abbiamo le mani pulite&#8221;. Il video della conferenza stampa</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 13:38:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(da il Giornale) &#8220;Sono sereno, anzi serenissimo, come la Repubblica di Venezia&#8221;. Inizia con queste parole, Clemente Mastella, la sua difesa nella sede napoletana dell’Udeur, dove ha tenuto una conferenza stampa. L’ex Guardasigilli, coinvolto con la moglie Sandra nell’inchiesta della procura partenopea sulla gestione dell’agenzia regionale per l’ambiente, stamani ha incontrato i suoi legali. &#8220;Non ho mai preso una lira in vita mia. Siamo persone pulite, siamo persone perbene&#8221;, assicura il parlamentare europeo. &#8220;Chi si attende da me oggi una dichiarazione di guerra contro la magistratura sbaglia perché non è nel mio stile. Io e la mia famiglia abbiamo le mani pulite&#8221;. &#8220;E&#8217; una vendetta&#8221; I Mastella, marito e moglie, si difendono con gli artigli. &#8220;L’inchiesta della procura di Napoli è contro tutto e tutti, è una vendetta perché sono stato rieletto. Io non ho mai preso una tangente in vita mia, la camorra è una cosa che non mi appartiene; come cristiano, ripugna alla mia coscienza. Un conto è segnalare, altro è essere assunti&#8230; all’Arpac non ci sono 600 dipendenti. Perché l’avviso a me e non a Bassolino?&#8221;. Così Mastella replica alle accuse dei magistrati. &#8220;È un complotto contro di me, i miei amici, i militanti dell’Udeur, che come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(da il Giornale)</strong></p>
<p><div id="attachment_420" class="wp-caption alignnone" style="width: 160px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/mastella.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/mastella-150x150.jpg" alt="Clemente Mastella" title="mastella" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-420" /></a><p class="wp-caption-text">Clemente Mastella</p></div> &#8220;Sono sereno, anzi serenissimo, come la Repubblica di Venezia&#8221;. Inizia con queste parole, Clemente Mastella, la sua difesa nella sede napoletana dell’Udeur, dove ha tenuto una conferenza stampa. L’ex Guardasigilli, coinvolto con la moglie Sandra nell’inchiesta della procura partenopea sulla gestione dell’agenzia regionale per l’ambiente, stamani ha incontrato i suoi legali. &#8220;Non ho mai preso una lira in vita mia. Siamo persone pulite, siamo persone perbene&#8221;, assicura il parlamentare europeo. &#8220;Chi si attende da me oggi una dichiarazione di guerra contro la magistratura sbaglia perché non è nel mio stile. Io e la mia famiglia abbiamo le mani pulite&#8221;.</p>
<p>&#8220;E&#8217; una vendetta&#8221; I Mastella, marito e moglie, si difendono con gli artigli. &#8220;L’inchiesta della procura di Napoli è contro tutto e tutti, è una vendetta perché sono stato rieletto. Io non ho mai preso una tangente in vita mia, la camorra è una cosa che non mi appartiene; come cristiano, ripugna alla mia coscienza. Un conto è segnalare, altro è essere assunti&#8230; all’Arpac non ci sono 600 dipendenti. Perché l’avviso a me e non a Bassolino?&#8221;. Così Mastella replica alle accuse dei magistrati. &#8220;È un complotto contro di me, i miei amici, i militanti dell’Udeur, che come l’Araba fenice stava risorgendo dalle ceneri della prima guerra giudiziaria contro la famiglia Mastella&#8221;, sostiene l’ex ministro delle Giustizia.</p>
<p>L&#8217;inchiesta Il gip di Napoli, Anna Laura Alfano, fisserà a giorni il calendario degli interrogatori a carico delle 25 persone destinatarie di misure cautelari, tra cui Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale, e l’ex direttore generale dell’Arpac Luciano Capobianco, l’unico agli arresti domiciliari. Sul fronte delle indagini i pm titolari dell’inchiesta, il procuratore aggiunto Francesco Greco e il pm Francesco Curcio, attendono di esaminare il materiale acquisito ieri dai carabinieri nel corso delle perquisizioni effettuate in consiglio regionale negli uffici del gruppo dell’Udeur e in quello del presidente del consiglio regionale.</p>
<p>Non sono un corruttore &#8220;Con tutti i guai che ci sono a Castellammare, a Bari, a Pescara, vuoi vedere che l’unico segretario colpevole sono io? Mi rifiuto di pensare che sono un corruttore delle coscienze. La responsabilità penale è individuale, qui si vuole processare un partito. Dov’è finito lo Stato di diritto?&#8221; prosegue Mastella. &#8220;Io, da segretario dell’Udeur, non potevo non sapere. Ma che c’entro io con gli ipotetici reati commessi dai dirigenti dell’Arpac?&#8221;. Sulle raccomandazioni &#8220;rivendico che un politico si occupi dei bisogni dei cittadini. Sono solo segnalazioni, le fanno tutti. Forse non ero attento quando il parlamento ha deciso che la raccomandazione è diventata un reato?. Se non ricordo male &#8211; aggiunge Mastella &#8211; anche il figlio di Antonio di Pietro, Cristiano, è indagato dalla procura di Napoli per le raccomandazioni o forse per qualcosa di peggio. E poi mi chiedo: perché l’avviso l’hanno mandato a me e non a Bassolino?&#8221;.</p>
<p>Violazione di domicilio Mastella denuncia &#8220;la gravità della visita dei carabinieri a casa mia, a Roma, senza alcun permesso. È una violazione di domicilio. E se hanno piazzato delle cimici? Sono un parlamentare&#8230;&#8221;. Il divieto di dimora deciso dal gip per la moglie Sandra Leonardo &#8220;è allucinante. Sandra che non può mettere piede a Ceppaloni, che non può presiedere il Consiglio regionale. È una cattiveria che rasenta l’incostituzionalità&#8221;.</p>
<hr />
<hr />
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5sGuQS6_6ss&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/5sGuQS6_6ss&#038;hl=it&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Politica e affari di famiglia la crisi del modello Ceppaloni</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Filippo Ceccarelli da la Repubblica) Può sempre essere una persecuzione. Ma se non lo è, se il Pm ha le sue buone ragioni e i suoi provvedimenti sono adeguati al caso, in che modo bisogna guardare alla famiglia Mastella? Famiglia bella, famiglia unita, famiglia perfetta, centinaia di servizi sui rotocalchi e in tv, foto di famiglia, lui e lei, i figli, la figlia, i divani di casa, atmosfera calda, cordiale, cornici d´argento sul comò, altre foto, Clemente da giovane, Sandra bellissima, il matrimonio, quello è Elio piccolino, quell´altro che gioca è Pellegrino. Il lettore si accomodi, il telespettatore è già stato accolto al cancello da un festoso abbaiare, ha attraversato il parco e ora è seduto in poltrona: la cucina è là in fondo, a casa c´è da tanto tempo una simpatica tata che sta cucinando cose meravigliose, pare di sentirne l´odore, cose di questa terra bellissima, i paccheri, i cucitielli, il pane cafone&#8230; Ecco. Per anni, con un´intensità e un´insistenza che implicavano una qualche forma di collaborazione da parte dei protagonisti, in questo modo il sistema mediatico e quindi politico ha venduto la Famiglia Mastella, che per la seconda volta adesso si ritrova nei guai, sempre di tipo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Filippo Ceccarelli da la Repubblica)</strong></p>
<p><div id="attachment_159" class="wp-caption alignnone" style="width: 160px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/lonardo.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/lonardo-150x150.jpg" alt="Sandra Lonardo Mastella" title="lonardo" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-159" /></a><p class="wp-caption-text">Sandra Lonardo Mastella</p></div> Può sempre essere una persecuzione. Ma se non lo è, se il Pm ha le sue buone ragioni e i suoi provvedimenti sono adeguati al caso, in che modo bisogna guardare alla famiglia Mastella?<br />
Famiglia bella, famiglia unita, famiglia perfetta, centinaia di servizi sui rotocalchi e in tv, foto di famiglia, lui e lei, i figli, la figlia, i divani di casa, atmosfera calda, cordiale, cornici d´argento sul comò, altre foto, Clemente da giovane, Sandra bellissima, il matrimonio, quello è Elio piccolino, quell´altro che gioca è Pellegrino. Il lettore si accomodi, il telespettatore è già stato accolto al cancello da un festoso abbaiare, ha attraversato il parco e ora è seduto in poltrona: la cucina è là in fondo, a casa c´è da tanto tempo una simpatica tata che sta cucinando cose meravigliose, pare di sentirne l´odore, cose di questa terra bellissima, i paccheri, i cucitielli, il pane cafone&#8230;<br />
Ecco. Per anni, con un´intensità e un´insistenza che implicavano una qualche forma di collaborazione da parte dei protagonisti, in questo modo il sistema mediatico e quindi politico ha venduto la Famiglia Mastella, che per la seconda volta adesso si ritrova nei guai, sempre di tipo giudiziario.<br />
Nel marzo del 2007 la battaglia del ministro Mastella contro le unioni civili, condotta ovviamente in nome della famiglia, «elemento cardine dell´economia e della società», valse all´allora Guardasigilli la gratitudine e l´incoraggiamento del Santo Padre: «È stato affettuosissimo, avete visto?» commentò con i lucciconi agli occhi dopo un incontro in un carcere minorile: «Mi ha chiesto dei miei figli, gli ho detto che erano anche loro qui con Sandra, è stato molto cordiale e paterno».<br />
Nel gennaio dell´anno seguente, al momento di dimettersi colando a picco il secondo governo Prodi dopo l´arresto della moglie, Mastella pronunciò una frase a effetto: «Tra l´amore per la famiglia e il potere scelgo il primo». Il dubbio è che per nessuno come per i Mastella le due entità fin troppo hanno marciato a lungo insieme e insieme hanno colpito, anche l´immaginazione, al punto che i colpi sono ritornati addosso alla villa di Ceppaloni, dove a suo tempo, per le nozze di Pellegrino, agente di calciatori, giunse mezzo governo: Prodi, D´Alema, Rutelli, Fassino, Amato, Parisi e altri 600, tutti a cena, tutti seduti ai tavoli, l´abito-monstre della sposa valutato intorno ai 50 mila euro, l´installazione floreale, ricca di 10 mila roselline, dai 20 ai 30 mila, sempre euro. Mamma Sandra, sempre bellissima, ballò fino a tardi &#8211; e siccome il mondo post-democristiano rimane pur sempre un po´ democristiano fece moderato scalpore la leggenda che in quelle ultime danze era a piedi nudi.<br />
Nei giorni lieti del potere Clemente Mastella ebbe il cuore di proclamare: «Siamo una coppia da Guinness dei primati, io Guardasigilli, lei presidente del Consiglio regionale della Campania». Due o tre anni prima il marito già aveva imposto la moglie in un collegio elettorale, ma lei non ce l´aveva fatta, così la promozione aveva anche il senso della rivincita. Il motto del partito di casa, l´Udeur, era &#8211; contro ogni facile ironia &#8211; «la famiglia prima di tutto»; e il suo spessore progettuale s´incentra ancora sui valori della famiglia. Al Family day Clemente si presentò con Sandra e i tre ragazzi, due dei quali avevano qualcosa a che fare con il quotidiano del partito, Il Campanile, la cui redazione era ospitata in un palazzo di via Arenula, già sede del movimento giovanile della Dc e ora denominato &#8220;Palazzo Mastella&#8221; perché alcune società di famiglia vi hanno acquistato appartamenti al secondo e al quarto piano.<br />
Al partito aderiscono anche il consuocero di Mastella, presidente dei probiviri; poi il cognato di Mastella, che però l´anno scorso ha attribuito ai capricci della cognata il naufragio dell´Udeur; e infine la fidanzata di uno dei figli, Elio, ingegnere, che accompagnò il padre sull´aereo di Stato al Gran Premio di Monza e che con fiero cipiglio respinse un´invasione delle Iene guadagnandosi, oltre a un effimero successo tv, anche una proposta di candidatura alle scorse elezioni politiche, ma non si sa da parte di chi. Lo si deduce dalla risposta di Mastella a un affondo di De Mita, originario scopritore e antico patrono di Clemente, che deprecava la caparbia volontà del suo ex pupillo di continuare a fare politica «moglie e figli compresi».<br />
Per completare il quadro e il retroterra psico-attitudinale che lo determina, varrà giusto la pena di far presente che dopo il primo arresto tanto Clemente che Sandra Lonardo Mastella attribuirono i conseguenti impicci giudiziari alla loro comune e costante difesa dei valori cattolici, tra cui spicca quello della famiglia.<br />
E di nuovo: può sempre essere una persecuzione. Non sarebbe la prima né l´ultima. Ma se non lo è, anzi se sono proprio i vincoli di parentela a creare certe situazioni, ecco, viene il sospetto che il partito-famiglia ad alta densità clientelare e il turbo familismo autopromozionale nascondano dietro il family-day o il family-glamour qualcosa di più antico e insieme di evoluto. Un riemergere di tribù, di clan, di spezzoni politici fondati sulla terra e sul sangue, ma pure sull´immagine patinata e il sogno televisivo. Un bel salto all´indietro, però anche un brutto ritorno al futuro.</p>
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		<title>Mastella: Non ho paura, finirà in un nulla di fatto</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Claudio Tito da la Repubblica) Fugge via dall´Europarlamento non appena gli comunicano la notizia. Destinazione Roma e poi Ceppaloni. Per abbracciare la moglie, perché «i sentimenti vengono prima di tutto». Nega Clemente Mastella. Nega di essere invischiato in questa storia di posti regalati e abuso d´ufficio, di favori e di appalti. Perfino di sostegni elettorali dai clan. Ma non esclude che, come per l´inchiesta che lo ha costretto nel gennaio 2008 a dimettersi, anche sua moglie Sandra possa decidere di farsi da parte. Tutto resterà sospeso fino ad oggi. L´ex Guardasigilli, oggi deputato europeo del Pdl, è convinto che si risolverà tutto come due anni fa: «In un nulla di fatto». E avverte: «Noi non ci arrenderemo». Viene raggiunto al telefono un paio d´ore dopo che la notizia rimbalza dal capoluogo campano. Clemente Mastella come si sente? L´inchiesta colpisce duro sua moglie ma tocca anche lei. «Sono sereno. Non ho paura di niente». Dove si trova? È tornato a Roma? «Sto rientrando dalla sessione dei lavori parlamentari a Strasburgo, mi trovo a Parigi in transito ma sto tornando di corsa a Roma per raggiungere mia moglie. Perché prima di ogni cosa ci sono i sentimenti e poi tutto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Claudio Tito da la Repubblica)</strong></p>
<p>Fugge via dall´Europarlamento non appena gli comunicano la notizia. Destinazione Roma e poi Ceppaloni. Per abbracciare la moglie, perché «i sentimenti vengono prima di tutto». Nega Clemente Mastella. Nega di essere invischiato in questa storia di posti regalati e abuso d´ufficio, di favori e di appalti. Perfino di sostegni elettorali dai clan. Ma non esclude che, come per l´inchiesta che lo ha costretto nel gennaio 2008 a dimettersi, anche sua moglie Sandra possa decidere di farsi da parte. Tutto resterà sospeso fino ad oggi. L´ex Guardasigilli, oggi deputato europeo del Pdl, è convinto che si risolverà tutto come due anni fa: «In un nulla di fatto». E avverte: «Noi non ci arrenderemo». Viene raggiunto al telefono un paio d´ore dopo che la notizia rimbalza dal capoluogo campano.<br />
Clemente Mastella come si sente? L´inchiesta colpisce duro sua moglie ma tocca anche lei.<br />
«Sono sereno. Non ho paura di niente».<br />
Dove si trova? È tornato a Roma?<br />
«Sto rientrando dalla sessione dei lavori parlamentari a Strasburgo, mi trovo a Parigi in transito ma sto tornando di corsa a Roma per raggiungere mia moglie. Perché prima di ogni cosa ci sono i sentimenti e poi tutto il resto. Però in questa vicenda ci sono delle cose che davvero non funzionano. Che mi risultano alquanto oscure».<br />
A cosa si riferisce?<br />
«Mi ha chiamato mia figlia stamattina presto da Roma. E mi ha detto che dentro casa mia sono arrivati all´alba quattro carabinieri. Stavano là dentro senza alcun permesso. Mi chiedo: cosa facevano? Cosa cercavano? Sono stati lì tre ore. Dalle 6 alle nove di mattino. Capite che shock per mia figlia? Ho dovuto ricordare loro che sono un parlamentare e che esistono certi limiti. E che quella era una violazione. Mi hanno solo risposto che stavano lì per attendere ordini».<br />
Che tipo di violazione, onorevole Mastella?<br />
«Quella è una violazione di domicilio. Una cosa inaccettabile.<br />
A questo punto sua moglie che farà?<br />
«Sandra è tranquilla. Semmai, è amareggiata. Ma noi abbiamo tutti la coscienza a posto. Sappiamo di non dover temere nulla».<br />
Ma si dimetterà dalla presidenza del Consiglio regionale campano?<br />
«Non posso escludere niente. Su questo, però, non mi faccia dire niente. Domani (oggi, ndr) faremo una conferenza stampa a Napoli. E lì saprete tutto.<br />
Lei cosa si aspetta e soprattutto come intende muoversi?<br />
«Io sono assolutamente sereno. Andremo in tutte le sedi opportune a difenderci. Non ci arrenderemo. Nessuno può dire che io sono contro i magistrati. Nessuno può dire che io mi sia mosso contro le prerogative che sono proprie della magistratura. E continuerò a comportarmi in questo modo, difendendo i nostri diritti nel massimo rispetto».<br />
Ma lei si è fatto un´idea di questa inchiesta? Si parla di raccomandazioni, di liste di clienti, perfino di corruzione.<br />
«Assolutamente no. Mi sembra tutto impossibile».<br />
Ritiene che questa inchiesta sia legata a quella che due anni fa l´ha costretta alle dimissioni da ministro?<br />
«Temo che tutto nasca da lì. Anche se quella ormai è una vicenda superata. Mi chiedo: anche il governatore Antonio Bassolino è coinvolto nelle indagini?»</p>
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		<title>Tangenti, bufera su Mastella arresti e decine di indagati la Lonardo via dalla Campania</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Conchita Sannino da la Repubblica Napoli) Messi alla porta dalla magistratura. Via dalla Campania e da tutte le province confinanti, per tutelare l´indagine. L´ultimo blitz sulle connessioni tra malaffare e pubblica amministrazione travolge il &#8220;modello Mastella&#8221;. Mette sotto inchiesta 63 persone legate agli affari dell´Udeur e racconta con cifre e dati impressionanti «il fervore lottizzatorio» con cui il partito-famiglia gestiva il potere sul territorio. È un´inchiesta lunga mille pagine e una lista di &#8220;raccomandati&#8221; con 655 nomi. Tutti contenuti in un file rinvenuto nel computer di Luciano Capobianco, ex direttore generale dell´Arpac, l´agenzia regionale per l´Ambiente. Alla longeva coppia della politica italiana viene riservato il divieto di dimora. Un´iniziativa senza precedenti. Il primo ordine di «allontanamento» dalla Campania e dalle province di Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza è stato notificato ieri mattina, nella sua villa di Ceppaloni, a Sandra Lonardo Mastella, da cinque anni presidente del Consiglio regionale nonché moglie di Clemente, il leader dell´Udeur e oggi europarlamentare del Pdl. Un´analoga misura cautelare è stata richiesta per lo stesso ex ministro, ma per quest´ultimo &#8211; che gode dell´immunità parlamentare &#8211; si dovrà attendere da Bruxelles l´autorizzazione a procedere. L´istruttoria della Guardia di finanza e dei carabinieri svela [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Conchita Sannino da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>Messi alla porta dalla magistratura. Via dalla Campania e da tutte le province confinanti, per tutelare l´indagine. L´ultimo blitz sulle connessioni tra malaffare e pubblica amministrazione travolge il &#8220;modello Mastella&#8221;. Mette sotto inchiesta 63 persone legate agli affari dell´Udeur e racconta con cifre e dati impressionanti «il fervore lottizzatorio» con cui il partito-famiglia gestiva il potere sul territorio.<br />
È un´inchiesta lunga mille pagine e una lista di &#8220;raccomandati&#8221; con 655 nomi. Tutti contenuti in un file rinvenuto nel computer di Luciano Capobianco, ex direttore generale dell´Arpac, l´agenzia regionale per l´Ambiente. Alla longeva coppia della politica italiana viene riservato il divieto di dimora. Un´iniziativa senza precedenti. Il primo ordine di «allontanamento» dalla Campania e dalle province di Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza è stato notificato ieri mattina, nella sua villa di Ceppaloni, a Sandra Lonardo Mastella, da cinque anni presidente del Consiglio regionale nonché moglie di Clemente, il leader dell´Udeur e oggi europarlamentare del Pdl. Un´analoga misura cautelare è stata richiesta per lo stesso ex ministro, ma per quest´ultimo &#8211; che gode dell´immunità parlamentare &#8211; si dovrà attendere da Bruxelles l´autorizzazione a procedere.<br />
L´istruttoria della Guardia di finanza e dei carabinieri svela metodi e strategie di potere messi in campo. Un ciclone piomba sull´Udeur. Accanto a questa accusa, le altre contestate: truffa allo Stato, turbativa d´asta, falso, concussione. Agli arresti domiciliari finisce lo stesso Capobianco. Misure interdittive, perquisizioni e dodici divieti di dimora colpiscono altri eccellenti del partito, come Carlo Camilleri, ingegnere e consuocero di Mastella; come gli ex sindaci dell´hinterland Francesco Polizio e Giustino Tranfa, oltre ad Antonio Fantini, ex presidente dc della Regione e poi segretario regionale Udeur, con una schiera di imprenditori e tecnici ritenuti, nella spartizione di appalti e nomine, complici del «modello Mastella».<br />
Ma nell´inchiesta viene coinvolto anche Antonio Bassolino. «Nel quadro preoccupante, se fosse confermato &#8211; dice il portavoce della Mastella &#8211; c´è anche il presidente Bassolino. C´è tutta la politica di destra e di sinistra». Un coinvolgimento, però, che il Governatore nega. «Non ho mai fatto alcuna segnalazione», ha precisato.<br />
Dalle pagine dell´ordinanza emerge il sospetto di una compravendita di voti in favore dell´Udeur promossa da personaggi vicini alla cosca dei casalesi, un aspetto che è stato trasmesso per gli accertamenti al pool antimafia della Procura di Napoli. Tra gli indagati anche due consiglieri regionali in carica, i mastelliani Nicola Ferraro e Fernando Errico.<br />
Al centro di tutto c´è l´agenzia Arpac. La svolta arriva quando gli 007 del Nucleo tributario trovano nella segreteria di Capobianco un file con 655 nominativi: la maggior parte di essi sono accompagnati dalla segnalazione di un esponente politico, dell´Udeur &#8211; ma non solo -, che li avrebbe raccomandati. Dai riscontri incrociati dei finanzieri, è emerso che 136 di quei «segnalati» hanno ottenuto assunzioni o incarichi professionali «con ingiusto vantaggio patrimoniale ed elettorale» incassato dagli inquisiti. Secondo la Procura in tre anni, dal 2005 al 2008, il 90% di quelle raccomandazioni andò a segno.<br />
Quel file è uno dei perni dell´inchiesta del pm Francesco Curcio, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco. Evidenzia l´intreccio tra parenti, esponenti, sodali e amici della famiglia-partito. In cambio i Mastella gestivano nomine, assunzioni, appalti, varianti di progetto, pacchetti di voti, arrivando perfino ad «occupare come proprio territorio» l´agenzia regionale. Dall´inchiesta emerge il tentativo, fallito dopo l´intervento degli uffici regionali, di acquistare con un imbroglio, per 18 milioni di fondi europei, la nuova sede napoletana dell´Arpac. Altra vicenda contestata a Mastella, il tentativo di concussione per costringere il direttore sanitario dell´ospedale pediatrico Santobono a nominare primario Bruno Rolando (anch´egli indagato). Il manager si ribellò: e in seguito alla sua opposizione, il direttore sanitario avrebbe ricevuto intimidazioni, come la presentazione di un´interpellanza nei suoi confronti.</p>
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		<title>Rotondi: Sandra delinquente? No, aiuta gli altri</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno) Il ministro per l’attuazio­ne del programma, Gianfranco Roton­di, esprime solidarietà a Clemente Ma­stella e a Sandra Lonardo, ma soprattut­to tiene a confermare l’autenticità del­la propria matrice democristiana: «Da quanto ho appreso, si tratta di una in­chiesta su alcune raccomandazioni. Ma non si faccia confusione: la racco­mandazione non è una pratica inventa­ta dalla Dc». Ma è stata la Dc a promuoverla fi­no ad alimentare il conseguente clien­telismo. «Anche nell’antica Roma il prestigio dei notabili era dato dalla quantità dei clienti che ognuno poteva vantare. Il cosiddetto voto di scambio, reato che sovrintende a questa pratica, fu con­templato nel codice per volontà dell’ex ministro dc Silvio Gava per combattere il clientelismo laurino. Poi, più recente­mente, ne è stata colpita anche la Dc». Dall’inchiesta emergono accuse di assunzioni facili sulla spinta di una valanga di raccomandazioni. Come lo spiega? «Non creda che i massimi interpreti della pratica del clientelismo siano, at­tualmente, i coniugi Mastella. Si tratta di un fenomeno che non conosce latitu­dini, diffuso nel Mezzogiorno come nel Settentrione. Insomma, anche a Mi­lano vi sono le raccomandazioni». Lei lo sa come deputato eletto in Lombardia? «Infatti, e le segnalazioni le ho cono­sciute sia come deputato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>Il ministro per l’attuazio­ne del programma, Gianfranco Roton­di, esprime solidarietà a Clemente Ma­stella e a Sandra Lonardo, ma soprattut­to tiene a confermare l’autenticità del­la propria matrice democristiana: «Da quanto ho appreso, si tratta di una in­chiesta su alcune raccomandazioni. Ma non si faccia confusione: la racco­mandazione non è una pratica inventa­ta dalla Dc».</p>
<p>Ma è stata la Dc a promuoverla fi­no ad alimentare il conseguente clien­telismo.</p>
<p>«Anche nell’antica Roma il prestigio dei notabili era dato dalla quantità dei clienti che ognuno poteva vantare. Il cosiddetto voto di scambio, reato che sovrintende a questa pratica, fu con­templato nel codice per volontà dell’ex ministro dc Silvio Gava per combattere il clientelismo laurino. Poi, più recente­mente, ne è stata colpita anche la Dc».</p>
<p>Dall’inchiesta emergono accuse di assunzioni facili sulla spinta di una valanga di raccomandazioni. Come lo spiega?</p>
<p>«Non creda che i massimi interpreti della pratica del clientelismo siano, at­tualmente, i coniugi Mastella. Si tratta di un fenomeno che non conosce latitu­dini, diffuso nel Mezzogiorno come nel Settentrione. Insomma, anche a Mi­lano vi sono le raccomandazioni».</p>
<p>Lei lo sa come deputato eletto in Lombardia?</p>
<p>«Infatti, e le segnalazioni le ho cono­sciute sia come deputato irpino che co­me deputato lombardo. Cambia soltan­to la quantità, il numero, dal Sud al Nord, non certo il profilo di qualità mo­rale. Le aggiungo pure che resta opera difficilissima individuare il confine tra l’interessamento e la raccomandazio­ne. Talvolta, per noi parlamentari le in­terrogazioni ad un ministro possono addirittura nascondere una raccoman­dazione. Come quando si interroga, e capita spesso di assistere a queste ini­ziative, il ministro dell’interno sul per­ché non sia stata ancora presa in consi­derazione la domanda di trasferimento inoltrata da tale agente di polizia. In questo caso, si tratta di una procedura del tutto normale. Se, invece, invio ri­servatamente lo stesso appunto al mi­nistro, diventa una raccomandazione».</p>
<p>Perché manca la pubblicità dell’ini­ziativa, quindi la trasparenza.</p>
<p>«Ma l’obiettivo non cambia. E poi, Sandra Mastella è stata sempre sensibi­le ai bisogni degli altri. Anche quando non faceva politica. Mi è impossibile immaginarla come una delinquente».</p>
<p>Ministro, ma ora siamo alle accuse della magistratura. Non le sembra sufficiente?</p>
<p>«I magistrati hanno pure il diritto di sbagliare se l’errore è commesso nella ricerca di reati più gravi». </p>
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		<title>L&#8217;emergenza meridionale</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:31:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Mastella]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Angelo Panebianco da il Corriere della Sera) L’ inchiesta che coinvolge l’ex ministro della giustizia Cle­mente Mastella, alcuni suoi familiari ed esponenti dell’Udeur è l’ultimo tassel­lo che si aggiunge alle affol­latissime cronache politi­co- giudiziarie campane. Ha scioccato tutti il caso di Castellammare di Stabia: il camorrista con tessera del Pd che ha ammazzato un consigliere comunale del suo stesso partito. Poi c’è stata la sconsolata intervi­sta ( Corriere , 20 ottobre), di fatto una dichiarazione di impotenza, di Enrico Mo­rando, commissario straor­dinario del Partito demo­cratico in Campania. Men­tre, a pochi giorni ormai dalle primarie del Pd, si di­scute se sospenderle o no in Campania, date le condi­zioni in cui versa il partito (come dimostrano i tesse­ramenti gonfiati dalle lotte di corrente). Una débâcle per il Pd in una regione nel­la quale la sinistra è domi­nante da decenni. Si ag­giunga, per completare il quadro campano, che an­che a destra, nelle fila del­l’opposizione, non se la passano bene. Come mo­stra il conflitto, interno al Pdl, sulla candidatura alle regionali di Nicola Cosenti­no, a sua volta coinvolto in un’indagine per presunte relazioni con la camorra. Premesso che l’unico modo per salvaguardare un minimo di civiltà è te­nersi abbarbicati alla pre­sunzione di non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Angelo Panebianco da il Corriere della Sera)</strong></p>
<p><div id="attachment_3722" class="wp-caption alignnone" style="width: 100px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/panebianco_angelo.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/panebianco_angelo.jpg" alt="Angelo Panebianco" title="Angelo Panebianco" width="90" height="120" class="size-full wp-image-3722" /></a><p class="wp-caption-text">Angelo Panebianco</p></div> L’ inchiesta che coinvolge l’ex ministro della giustizia Cle­mente Mastella, alcuni suoi familiari ed esponenti dell’Udeur è l’ultimo tassel­lo che si aggiunge alle affol­latissime cronache politi­co- giudiziarie campane. Ha scioccato tutti il caso di Castellammare di Stabia: il camorrista con tessera del Pd che ha ammazzato un consigliere comunale del suo stesso partito. Poi c’è stata la sconsolata intervi­sta ( Corriere , 20 ottobre), di fatto una dichiarazione di impotenza, di Enrico Mo­rando, commissario straor­dinario del Partito demo­cratico in Campania. Men­tre, a pochi giorni ormai dalle primarie del Pd, si di­scute se sospenderle o no in Campania, date le condi­zioni in cui versa il partito (come dimostrano i tesse­ramenti gonfiati dalle lotte di corrente). Una débâcle per il Pd in una regione nel­la quale la sinistra è domi­nante da decenni. Si ag­giunga, per completare il quadro campano, che an­che a destra, nelle fila del­l’opposizione, non se la passano bene. Come mo­stra il conflitto, interno al Pdl, sulla candidatura alle regionali di Nicola Cosenti­no, a sua volta coinvolto in un’indagine per presunte relazioni con la camorra.</p>
<p>Premesso che l’unico modo per salvaguardare un minimo di civiltà è te­nersi abbarbicati alla pre­sunzione di non colpevo­lezza per qualunque inda­gato, resta che i discorsi che si sentono fare sanno di vecchio. Si può continua­re a guardare il dito anzi­ché la luna e raccontarsi che il problema sono le «in­filtrazioni » criminali nei partiti o il clientelismo dei politici. Ma significa pren­dersi in giro. I partiti, orga­nizzati o no, pesanti o leg­geri, sono strutture che si adattano all’ambiente. L’ambiente è il Paradiso? I partiti saranno composti da angeli. L’ambiente è l’in­ferno? Prevarranno i diavo­li. L’ambiente chiede soste­gno al mercato? E’ ciò che i partiti daranno. L’ambien­te chiede spesa pubblica e clientelismo? I partiti sod­disferanno la richiesta.</p>
<p>Non è dai partiti ma dal­la società che dovrebbe partire la bonifica. Il pro­blema (che sta mettendo a rischio l’unità stessa del Pa­ese) della Campania, come di vaste zone del Sud, è che non c’è più da decenni un progetto plausibile per lo sviluppo nel Mezzogior­no. Non ce l’ha la destra co­me non ce l’ha la sinistra. A meno che non si dica che il progetto per il Mez­zogiorno sia il federalismo fiscale (si può immaginare l’effetto catartico del fede­ralismo fiscale su Castel­lammare di Stabia). O la banca del Sud. O i piani per una «Lega Sud» (che sarebbe anche una buona idea ma solo se il suo slo­gan fosse «mettiamoci a fa­re denaro», ossia impegna­moci per lo sviluppo, anzi­ché «dateci i denari»).</p>
<p>Forse sarebbe il caso di convenire che in ampie zo­ne del Sud (non in tutte, certo) mancano attualmen­te le condizioni minime che rendono praticabile la democrazia locale (comu­nale, provinciale, forse an­che regionale) e che un commissariamento centra­le si rende, per quelle zo­ne, e per molti anni, indi­spensabile. In modo da co­ordinare interamente dal centro sia la guerra alle or­ganizzazioni criminali sia l’imposizione (per lo più, contro le classi dirigenti lo­cali) di progetti di svilup­po. Occorrerebbe un accor­do di ferro fra maggioran­za e opposizione. Siccome quell’accordo non si può fa­re, continueremo ad ascol­tare impotenti le notizie che arrivano dalla Campa­nia e da altre zone del Sud lamentando le solite infil­trazioni, la solita corruzio­ne, il solito clientelismo. </p>
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		<title>Clientele e punizioni, il sistema Udeur «Tolta la scrivania al medico nemico»</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:29:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Marco Imarisio da il Corriere della Sera) Affari di famiglia. Og­gi come allora, quando l’inchiesta del gennaio 2008 sull’Udeur portò rapidamente alla fine del secondo governo Prodi. Un partito gestito come una protesi di se stessi. Una agenzia, l’Arpac, considerata «un feudo», così lo definisce il giudice. Un carrozzone, certo. «Ma specie nel periodo della cosiddetta emer­genza rifiuti è stato uno snodo deci­sivo nell’amministrazione della co­sa pubblica campana». Al netto di tutte le accuse, tra le quali l’associazione a delinquere, si tratta di questo: «In tali Enti pubbli­ci gli indagati talvolta prestavano la propria attività, talaltra vi entra­vano grazie ad un più vasto siste­ma clientelare poggiante anche sul­la forza derivante al sodalizio dal solido legame con i vertici del parti­to politico Udeur. Ciò allo scopo di procurare, ad associati e terzi, in­giusti profitti, ingiusti vantaggi e comunque l’asservimento della fun­zione pubblica agli interessi del gruppo». Questa volta la magistratura fa un passo avanti rispetto alla «vec­chia » indagine di Santa Maria Ca­pua a Vetere. Clemente e Sandra Mastella, sono indicati come «capi e promotori» del sodalizio crimina­le, assieme all’ex segretario regiona­le del partito Antonio Fantini e Car­lo Camilleri, imprenditore e con­suocero dell’ex ministro della Giu­stizia. La loro partecipazione viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Marco Imarisio da il Corriere della Sera)</strong></p>
<p>Affari di famiglia. Og­gi come allora, quando l’inchiesta del gennaio 2008 sull’Udeur portò rapidamente alla fine del secondo governo Prodi. Un partito gestito come una protesi di se stessi. Una agenzia, l’Arpac, considerata «un feudo», così lo definisce il giudice. Un carrozzone, certo. «Ma specie nel periodo della cosiddetta emer­genza rifiuti è stato uno snodo deci­sivo nell’amministrazione della co­sa pubblica campana».</p>
<p>Al netto di tutte le accuse, tra le quali l’associazione a delinquere, si tratta di questo: «In tali Enti pubbli­ci gli indagati talvolta prestavano la propria attività, talaltra vi entra­vano grazie ad un più vasto siste­ma clientelare poggiante anche sul­la forza derivante al sodalizio dal solido legame con i vertici del parti­to politico Udeur. Ciò allo scopo di procurare, ad associati e terzi, in­giusti profitti, ingiusti vantaggi e comunque l’asservimento della fun­zione pubblica agli interessi del gruppo».</p>
<p>Questa volta la magistratura fa un passo avanti rispetto alla «vec­chia » indagine di Santa Maria Ca­pua a Vetere. Clemente e Sandra Mastella, sono indicati come «capi e promotori» del sodalizio crimina­le, assieme all’ex segretario regiona­le del partito Antonio Fantini e Car­lo Camilleri, imprenditore e con­suocero dell’ex ministro della Giu­stizia. La loro partecipazione viene definita «attiva» in molti singoli episodi che riguardano nomine, promozioni e assunzioni, «sempre privilegiando logiche clientelari a scapito di quelle meritocratiche». Camilleri è l’uomo che gestisce «gli affari», che siano appalti e nomine, appoggiandosi sempre a Sandra, presidente del Consiglio regionale e quindi «punto di riferimento» po­litico sul territorio, accusata «di aver controllato con logiche ricatta­torie e minacciose la spartizione e lottizzazione della copertura di po­sti e incarichi strategici». Ne emer­ge la figura di un piccolo partito, cu­cito addosso ad un gruppo familia­re, che difende con le unghie e i denti «la propria posizione di pote­re e rendita». E nel farlo, utilizza «pressoché sempre» metodi e prati­che «che denotano un uso impro­prio e strumentale della rappresen­tanza politica».</p>
<p>Tutto viene ricondotto ad unico dominus , ovvero Clemente Mastel­la. Il fondatore dell’Udeur, all’epoca Guardasigilli, dimostra di avere co­noscenza di ogni singolo episodio, di ogni «problema» che i suoi uo­mini trovano sul loro cammino, «tutti tenacemente attaccati» alla costruzione di un sistema di potere che viene giudicato «sempre più in­vasivo e affamato». Così, scrive il giudice, è solo dopo il suo benepla­cito telefonico «a liquidare anche quello del Santobono» che comin­ciano le presunte pressioni dei suoi fedelissimi su Nicola Mininni, diret­tore generale dell’ospedale pediatri­co Santobono, «reo» di non avere obbedito ad una richiesta di Nicola Ferraro, consigliere regionale Udeur. Contro il medico diventato «nemico» viene presentata una in­terrogazione che denuncia mancan­ze nella sua amministrazione del­l’istituto.</p>
<p>Non solo intercettazioni, questa volta. Anche testimonianze che pro­vengono direttamente dal mondo mastelliano. Teresa Suero, medico beneventano, ad esempio, racconta di essere «amica di vecchia data» dei coniugi Mastella. Ma poi parla delle «persecuzioni» e vessazioni subite da parte di persone «che par­lavano in nome e per conto di Cle­mente Mastella» nel momento in cui suo marito, ex sindaco di Bene­vento, non sembra garantire posti adeguati ad esponenti Udeur nella lista elettorale. Da questa vicenda si dipana quella del comune di Mor­cone, piccolo paese di 5.100 abitan­ti. L’ex sindaco Aurelio Bettini, al­l’epoca eletto per il centrodestra, fa un lungo elenco di «minacce subite dai vertici dell’Udeur» finalizzate a costringerlo a sottostare alle richie­ste del partito. Il motivo di tanto ac­canimento viene messo a verbale da Bettini: «Durante un viaggio in auto, diretti ad un convegno a For­mia, Mastella mi disse in modo pe­rentorio che io dovevo passare dal­la sua parte perché lui &#8216;voleva&#8217; il sindaco di Morcone». L’assessore Nicola Mobila viene costretto a di­mettersi dopo che Fernando Erri­co, medico di base e consigliere provinciale Udeur, lo mette di fron­te ad un vicolo cieco minacciando­lo «attraverso i suoi vincoli di pote­re sul territorio» di rendergli im­possibile il suo lavoro di rappresen­tante farmaceutico.</p>
<p>I coniugi Mastella sono ritenuti «mandanti e istigatori» della vicen­da che più di ogni altra riassume un sistema di potere il più possibi­le capillare: «L’opera di discredito, isolamento e mortificazione profes­sionale » di Giuseppe De Lorenzo, dirigente del servizio psichiatrico dell’Asl di Benevento colpevole di appartenere a «formazione politica contrapposta all’Udeur» e di aver denunciato lo stato di degrado del­la struttura definita «vero e proprio feudo della famiglia Mastella». San­dra Mastella lo considera una spe­cie di bestia nera. Per liberarsi del ribelle, impone il principio della ro­tazione — ogni sei mesi&#8230; — del po­sto di primario. L’unico a ruotare però è lui, De Lorenzo. Quando vin­ce il ricorso per la reintegrazione, rimane senza stanza e senza scriva­nia. In seguito a una serie di lettere anonime, viene sottoposto a proce­dimento disciplinare, in una Asl do­ve la Commissione giudicante vie­ne completamente ritenuta «nella disponibilità» dell’Udeur. Un suo collega gli spiega chiaramente che la signora Sandra «non voleva più che io dirigessi il reparto». Alla fi­ne, per quieto vivere, è costretto al compromesso. Citofona alla villa di Ceppaloni. Chiede udienza a Cle­mente. Nel 2006 viene candidato come capolista Udeur alle elezione comunali. </p>
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		<title>I campioni delle segnalazioni «Così anche nell’antica Grecia»</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di M. Ima da il Corriere della Sera) «Si tratta soltan­to di un problema semantico. Guardate che le parole sono im­portanti, voi state sbagliando le parole». Luigi Nocera ha fatto 100. Nella classifica stilata dai magi­­strati napoletani vince per di­stacco nella speciale disciplina della segnalazione ai vertici del­l’Arpac. «Numero abnorme, che denota un vizio di forma. Pensate a raccomandazioni, in­vece si tratta di mere segnala­zioni. C’è differenza. Le prime, infatti, contengono una eccessi­va forma di pressione. Non so­no ordini, ma quasi. Ci tengo molto a questa distinzione». L’ex assessore regionale al­l’Ambiente, un tempo fedelissi­mo di Mastella, risponde con garbo a domande comunque imbarazzanti. La sua strada si è separata da quella che porta a Ceppaloni nel fatidico gennaio 2008, quando vi furono gli arre­sti della procura di Santa Maria Capua a Vetere, antefatto del­l’inchiesta odierna che vede No­cera ancora indagato. «In atte­sa di giudizio, a due anni e mez­zo di distanza dai fatti. Le sem­bra giustizia, questa?». Alle ulti­me Europee ha trovato acco­glienza e candidatura presso l’Udc di Pier Ferdinando Casi­ni. Pur ottenendo un buon ri­sultato personale, non è stato eletto. È tornato alla sua vec­chia professione, medico chi­rurgo specializzato in cardiolo­gia. «Io mi limitavo a smistare. I curricula arrivavano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di M. Ima da il Corriere della Sera)</strong></p>
<p>«Si tratta soltan­to di un problema semantico. Guardate che le parole sono im­portanti, voi state sbagliando le parole».</p>
<p>Luigi Nocera ha fatto 100. Nella classifica stilata dai magi­­strati napoletani vince per di­stacco nella speciale disciplina della segnalazione ai vertici del­l’Arpac. «Numero abnorme, che denota un vizio di forma. Pensate a raccomandazioni, in­vece si tratta di mere segnala­zioni. C’è differenza. Le prime, infatti, contengono una eccessi­va forma di pressione. Non so­no ordini, ma quasi. Ci tengo molto a questa distinzione».</p>
<p>L’ex assessore regionale al­l’Ambiente, un tempo fedelissi­mo di Mastella, risponde con garbo a domande comunque imbarazzanti. La sua strada si è separata da quella che porta a Ceppaloni nel fatidico gennaio 2008, quando vi furono gli arre­sti della procura di Santa Maria Capua a Vetere, antefatto del­l’inchiesta odierna che vede No­cera ancora indagato. «In atte­sa di giudizio, a due anni e mez­zo di distanza dai fatti. Le sem­bra giustizia, questa?». Alle ulti­me Europee ha trovato acco­glienza e candidatura presso l’Udc di Pier Ferdinando Casi­ni. Pur ottenendo un buon ri­sultato personale, non è stato eletto. È tornato alla sua vec­chia professione, medico chi­rurgo specializzato in cardiolo­gia. «Io mi limitavo a smistare. I curricula arrivavano tutti dal­la segreteria del partito. Non li leggevo neppure, mi limitavo a passarli ai vari enti, tra i quali mi pare di ricordare anche l’Ar­pac. La prego di distinguere a livello semantico: segnalazio­ni, non raccomandazioni».</p>
<p>La citazione nell’elenco dei segnalatori provoca reazioni di segno diverso a seconda del nu­mero che accompagna il pro­prio nome. Da cento a uno, ad esempio, c’è una differenza no­tevole. E così Isaia Sales, socio­logo, ex consigliere economico della Regione Campania, un tempo vicino ad Antonio Basso­lino, è tra i pochi che possono permettersi di negare in modo categorico. «Non ho mai avuto rapporti con l’Arpac e non ho mai segnalato alcun nome». Fonti molto vicine all’attuale Governatore ne sottolineano l’assoluta estraneità mettendo in risalto l’esiguità del numero che lo riguarda. «Due nomi rin­venuti in un file non significa­no assolutamente nulla». Dal­l’altra parte dell’emiciclo Ful­vio Martusciello, ex deputato Pdl e attuale consigliere regio­nale, parla invece di un errore. «Mai raccomandato nessuno. Ho solo segnalato una persona che era già dipendente Arpac. Ho firmato la richiesta per di­staccarlo e farlo venire a lavora­re nella mia segreteria, sempre in Regione. Come vede, nulla di illecito e neppure di moral­mente riprovevole». Enzo Ri­vellini parla da Strasburgo, e confessa di ignorare il suo inse­rimento nella lista dei reprobi stilata dai magistrati. Nello scorso maggio è stato eletto al Parlamento europeo, record­man campano di preferenze per il Pdl. Poche settimane fa è diventato il primo eurodeputa­to della storia a fare un discor­so in dialetto napoletano stret­to. «Oggi ho fatto una bella di­chiarazione sulla libertà di stampa in Italia. I colleghi mi hanno ascoltato con attenzio­ne. Come vede, sono molto lon­tano dalle vicende napoletane. Le indagini approfondite dei pubblici ministeri dimostrano la mia assoluta estraneità al contesto. Quand’ero capogrup­po in Regione mi sarà senz’al­tro capitato di sollecitare qual­che trasferimento. Ma nulla di più, mi creda».</p>
<p>Sul podio della classifica — a quota 43 — i magistrati collo­cano Tommaso Barbato, un per­sonaggio che ha avuto un bre­ve momento di celebrità legato proprio alle conseguenze del­l’inchiesta primigenia di Santa Maria Capua a Vetere. Era il 24 marzo 2008, e nel corso di una indimenticabile seduta parla­mentare l’allora deputato del­l’Udeur aggredì il collega di par­tito Nuccio Cusumano, che ave­va appena fatto dichiarazione di voto per il centrosinistra nel tentativo estremo di salvare il governo Prodi. «Le raccoman­dazioni? Non ricordo. Io co­munque facevo politica, saran­no fatti vecchi». Ad essere sin­ceri, non risultano così stagio­nate&#8230; «Cosa vuole, arrivano tante persone. Quando stavo al ministero facevamo continue segnalazioni, ma sempre in buona fede, di persone che han­no necessità. Non le ho fatte certamente con l’Udeur, se de­vo essere sincero non ricordo nemmeno perché le ho fatte. Mi scusi, ma non ricordo».</p>
<p>Anche Pasquale Giuditta, co­gnato di Mastella, deputato Udeur dal 2006 al 2008, si ap­pella ad una certa ineluttabilità della segnalazione. Le sue sono 35 in tutto. «Sono a casa e sto vedendo Sky che parla appun­to di questo. Quindi anche di me, che nell’attuale inchiesta sono piuttosto marginale. Sin­ceramente, non capisco l’eccita­zione e neppure lo scandalo. Avrò fatto qualche segnalazio­ne, come si fa normalmente. È una pratica corrente, mettete­velo bene in testa. Fa parte del­la politica » .</p>
<p>Andrea Fantini si definisce pensionato. Con i suoi 74 anni ne ha certamente diritto. Fino al 2008, all’implosione del par­tito, è stato però segretario re­gionale dell’Udeur. Ora gli stan­no telefonando tutti, ex colle­ghi di partito e vecchi rivali po­­litici, per via delle sue 36 segna­lazioni. «Ricevo molta solida­rietà, perché chi è del mestiere non capisce certo dove risiede il presunto scandalo». L’età e l’essersi chiamato fuori da ogni gioco gli garantiscono oggi un certo distacco nel rievocare i tempi dell’Udeur. «Massì, per me le può pure chiamare racco­mandazioni. In quella classifi­ca io sto molto in basso, mi vengono contestati 5 o 6 nomi. Oggettivamente, un dato fisio­logico. So bene che si tratta di un malcostume, ma è vecchio come il cucco. Lo facevano già gli antichi Greci, e anche dopo in epoca romana. E chi non si ricorda gli anni Sessanta e Set­tanta, le lettere degli onorevoli su carta intestata della Camera? Così fan tutti, caro mio. A tal proposito, rivedetevi Il medico della mutua , con Alberto Sordi. Bel film, tra l’altro». </p>
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		<title>«L’onorevole chiede di quel contratto» I 655 raccomandati</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 05:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Fiorenza Sarzanini da il Corriere della Sera) Aveva raccomandato tante persone e alla fine qualcuno sfuggì al controllo. E così, al telefono con il direttore generale dell’Arpac, l’Agen­zia regionale per l’ambiente, l’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella chiedeva: «Scusa, ma questo Massaccese di Casoria chi è?». Giuseppe Ca­pobianco lo rassicurava: «È uno dei privati che dob­biamo riconfermare, non è nostro&#8230; È uno dei Ds. Ho avuto indicazioni da Giggino e mi ha detto che venivano da te». I fax dai politici Fa impressione leggere l’elenco degli aspiranti la­voratori segnalati dai politici. Ma fa ancora più ef­fetto il risultato ottenuto tra il 2005 e il 2008 grazie alle pressioni esercitate. Perché, come sottolinea il giudice nella sua ordinanza, «al maggio 2008 i rac­comandati/ imposti rappresentavano il 90 per cento della forza lavoro &#8216;precaria&#8217; dell’Ente. Insomma sol­tanto uno su dieci non risultava segnalato». I conti sono presto fatti. Nel file che Tiziana Lamanna, se­gretaria di Capobianco, custodiva nel computer ci sono 655 nomi. Le persone assunte con contratto di collaborazione continuativa, dunque escluden­do chi ha invece ottenuto consulenze, sono 294. La signora era molto precisa, quasi maniacale. La ta­bella è divisa in tre colonne. Nella prima ci sono i nomi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Fiorenza Sarzanini da il Corriere della Sera)</strong></p>
<p>Aveva raccomandato tante persone e alla fine qualcuno sfuggì al controllo. E così, al telefono con il direttore generale dell’Arpac, l’Agen­zia regionale per l’ambiente, l’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella chiedeva: «Scusa, ma questo Massaccese di Casoria chi è?». Giuseppe Ca­pobianco lo rassicurava: «È uno dei privati che dob­biamo riconfermare, non è nostro&#8230; È uno dei Ds. Ho avuto indicazioni da Giggino e mi ha detto che venivano da te».</p>
<p>I fax dai politici</p>
<p>Fa impressione leggere l’elenco degli aspiranti la­voratori segnalati dai politici. Ma fa ancora più ef­fetto il risultato ottenuto tra il 2005 e il 2008 grazie alle pressioni esercitate. Perché, come sottolinea il giudice nella sua ordinanza, «al maggio 2008 i rac­comandati/ imposti rappresentavano il 90 per cento della forza lavoro &#8216;precaria&#8217; dell’Ente. Insomma sol­tanto uno su dieci non risultava segnalato». I conti sono presto fatti. Nel file che Tiziana Lamanna, se­gretaria di Capobianco, custodiva nel computer ci sono 655 nomi. Le persone assunte con contratto di collaborazione continuativa, dunque escluden­do chi ha invece ottenuto consulenze, sono 294. La signora era molto precisa, quasi maniacale. La ta­bella è divisa in tre colonne. Nella prima ci sono i nomi in ordine alfabetico, accanto la qualifica oppu­re il titolo di studio, nell’ultima il «segnalatore». La guardia di Finanza ha effettuato un controllo su tut­ti i fascicoli personali di chi ha ottenuto il contratto e ha scoperto che «molti dei soggetti segnalati dal singolo politico avevano inviato il loro curriculum dal fax in uso al politico stesso; in altri casi sul curri­culum era stato scritto a matita il nome del politico di riferimento».</p>
<p>Recordman delle raccomandazioni è Luigi Noce­ra, l’ex assessore regionale all’Ambiente che — evi­dentemente in forza del suo ruolo «collegato» al­l’Agenzia — vanta ben 100 segnalazioni. Segue a ruota l’ex presidente dei senatori dell’Udeur Tom­maso Barbato con 43 e subito dopo in questa spe­cialissima classifica c’è Antonio Fantini, ex segreta­rio regionale dello stesso partito con 36. La fami­glia Mastella non si è evidentemente sottratta a questa allegra gestione. L’ex ministro della Giusti­zia ne avrebbe fatte 26, sua moglie Sandra 16, il co­gnato Pasquale Giuditta — all’epoca dei fatti parla­mentare — ben 35. Non erano gli unici, anche se gli altri politici elencati sembrano avere pretese più modeste: due segnalazioni sarebbero arrivate dal governatore Antonio Bassolino, una dall’ex mini­stro Alfonso Pecoraro Scanio, una dall’ex braccio destro dello stesso Bassolino, il diessino Isaia Sales, una anche il consigliere regionale di Forza Italia Ful­vio Martusciello.</p>
<p>Il messaggio</p>
<p>C’era chi telefonava, chi scriveva mail o lettere. E addirittura chi utilizzava il metodo più rapido degli sms. Il 10 maggio 2007 l’onorevole Giuseppe Mai­sto — consigliere regionale della Campania per l’Udeur, espulso dal partito nel febbraio dell’anno successivo — manda un messaggio a Capobian­co: «Ricordati di convocare &#8230;» e poi aggiunge nome e numero di cellulare del suo candidato.</p>
<p>Quanto forti e frequenti fossero le pressioni si capisce bene due mesi dopo quando Capobian­co riceve una telefonata dalla sua segretaria.</p>
<p>Lamanna: «Lucià, scusami! Ti volevo dire che ha telefonato l’onorevole Iossa. Vuole notizie di L.R., se ha il contratto triennale».</p>
<p>Capobianco: «Cosa?».</p>
<p>Lamanna: «Ha detto che doveva avere un contratto triennale».</p>
<p>Capobianco: «Ma chi&#8230; Vabbè lascia­mo stare per telefono, ti richiamo».</p>
<p>Lamanna: «No, lo so. Dico, no, vuo­le essere chiamato da me per sapere se l’ha avuto o non l’ha avuto. Io mi dovrei&#8230;».</p>
<p>Capobianco: «Ma tu non puoi permetterti di chiamare a nes­suno ».</p>
<p>Lamanna: «Appunto, ciao».</p>
<p>Alla segretaria era stato asse­gnato un ruolo chiave in que­sta vicenda, ma non risulta tra gli indagati. È stata inter­rogata per chiarire come mai custodisse il file nono­stante, come evidenzia il giudice, «l’ufficio non ave­va alcun compito istituzionale nella raccolta, ricezione e valutazione dei curri­cula essendovi un apposito ufficio del personale». Lei ha candidamente affermato: «Succedeva che il giovane aspirante consegnava un curriculum fina­lizzato a instaurare un rapporto con l’Arpac dicen­do che veniva a nome di tizio o caio». Una millan­teria, dunque, ma quando il magistrato le ha con­testato che si trattava di un’affermazione non cre­dibile ha replicato: «Effettivamente capitava assai spesso, nella maggioranza dei casi, che l’arrivo del­l’aspirante fosse preceduto da una telefonata».</p>
<p>Lo sfogo dell’assessore</p>
<p>Il 19 marzo del 2007 l’allora assessore regio­nale alle risorse umane Andrea Abbamonte chia­ma Carlo Camilleri, il consuocero dei coniugi Mastella proprio per affrontare il problema del­le raccomandazioni.</p>
<p>Abbamonte: «Mi sono fatto una di quelle incaz­zate con Nocera e Capobianco che non potevi&#8230; Ca­pobianco non se la scorda questa giornata».</p>
<p>Camilleri: «Veramente guaglio’&#8230; eppure tu eri così legato a lui&#8230;».</p>
<p>Abbamonte: «Non si deve più permettere di di­re, ma quella&#8230; la tua dirigente ha scritto&#8230; ho det­to: &#8216;guarda, tu sei stronzo tre volte perché ti avevo avvisato io e ti ho convocato. Ti ho detto stai atten­to ai co.co.co che tu passi un guaio e te l’ho detto io. Tu hai fatto la delibera, hai chiesto il parere del­la Funzione Pubblica quando io ti avevo detto che non ti dovevi permettere di chiedere il parere della Funzione Pubblica perché è pericolo. E mi hanno detto anche che sei l’elemento debole, perché i miei li tengo sotto la palla, perché sono co.co.co confessati e comunicati. Non ti devi permettere di andare dall’assessore a fare una cosa di questo ge­nere quando sei tu che hai creato il casino». </p>
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		<title>Napoli, inchiesta su appalti e assunzioni Lady Mastella allontanata dalla Campania</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 20:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sandra Lonardo]]></category>

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		<description><![CDATA[(da la Repubblica online) Scoppia lo scandalo dell&#8217;Arpac e coinvolge anche la presidente del consiglio regionale, Sandra Lonardo Mastella. Secondo la procura di Napoli, all&#8217;Agenzia regionale per l&#8217;ambiente le assunzioni clientelari, messe nero su bianco in un file, sono state per lungo tempo la norma. Nell&#8217;inchiesta sono indagate ben 63 persone (25 le misure cautelari), ma il provvedimento più eclatante assunto dal gip è il divieto di dimora in Campania e in sei province limitrofe (Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza) per la presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, leader dell&#8217;Udeur, ex ministro ed attuale eurodeputato eletto nel centrodestra. L&#8217;inchiesta. Gli attuali sviluppi dell&#8217;inchiesta su appalti e assunzioni, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, scaturiscono dall&#8217;unificazione di due indagini riguardanti presunti episodi di corruzione e concussione di esponenti dell&#8217;Udeur della Campania, tra i quali lo stesso Mastella, all&#8217;epoca ministro della Giustizia. Le accuse contestate vanno dall&#8217;associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all&#8217;abuso di ufficio, alla turbativa d&#8217;asta e alla concussione. Gli investigatori avrebbero scoperchiato un sistema che gestiva appalti e concorsi pubblici. Raccomandazioni. Durante una perquisizione, in un file trovato nel computer sequestrato dalla Guardia di Finanza nella segreteria dell&#8217;ex direttore generale dell&#8217;Arpac, sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(da la Repubblica online)</strong></p>
<p>Scoppia lo scandalo dell&#8217;Arpac e coinvolge anche la presidente del consiglio regionale, Sandra Lonardo Mastella. Secondo la procura di Napoli, all&#8217;Agenzia regionale per l&#8217;ambiente le assunzioni clientelari, messe nero su bianco in un file, sono state per lungo tempo la norma. Nell&#8217;inchiesta sono indagate ben 63 persone (25 le misure cautelari), ma il provvedimento più eclatante assunto dal gip è il divieto di dimora in Campania e in sei province limitrofe (Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza) per la presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, leader dell&#8217;Udeur, ex ministro ed attuale eurodeputato eletto nel centrodestra.</p>
<p>L&#8217;inchiesta. Gli attuali sviluppi dell&#8217;inchiesta su appalti e assunzioni, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, scaturiscono dall&#8217;unificazione di due indagini riguardanti presunti episodi di corruzione e concussione di esponenti dell&#8217;Udeur della Campania, tra i quali lo stesso Mastella, all&#8217;epoca ministro della Giustizia. Le accuse contestate vanno dall&#8217;associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all&#8217;abuso di ufficio, alla turbativa d&#8217;asta e alla concussione. Gli investigatori avrebbero scoperchiato un sistema che gestiva appalti e concorsi pubblici.</p>
<p>Raccomandazioni. Durante una perquisizione, in un file trovato nel computer sequestrato dalla Guardia di Finanza nella segreteria dell&#8217;ex direttore generale dell&#8217;Arpac, sono saltati fuori 665 nomi di persone che sarebbero state assunte su segnalazione di uomini politici. &#8220;Si tratta &#8211; si legge nell&#8217;ordinanza emessa oggi dal gip Alfano &#8211; di raccomandati veri e propri che rispetto ad altri aspiranti privi di sponsor, disponevano della segnalazione di un referente politico che determinerà, nella maggior parte dei casi l&#8217;assunzione in violazione delle norme&#8221;. Alcune segnalazioni venivano inviate via fax dal politico &#8220;di riferimento&#8221;. In altri casi il curriculum sarebbe stato scritto a matita proprio dal politico. L&#8217;elenco dei presunti sponsor vede in testa con 100 segnalazioni l&#8217;ex assessore regionale udeur Nocera; poi a seguire i nomi di T.Barbato (43), Fantini (36), Giuditta (35), C.Mastella (26), Enrico (17), S.Mastella (12). Tra gli altri nomi di politici locali e nazionali più noti figurano anche Bassolino (2), De Mita (2), Pecoraro Scanio (1), Sales (1).</p>
<p>Da rilevare che un filone dell&#8217;inchiesta riguarda presunti appoggi elettorali di un clan di Marcianise. Di questo, però, si occuperà la Dda.</p>
<p>Gli indagati. Agli arresti domiciliari sono finiti l&#8217;ex direttore dell&#8217;Arpac Luciano Capobianco, già braccio destro del coordinatore campano Arturo Fantini al commissariato per l&#8217;emergenza terremoto, anche lui indagato insieme a esponenti politici di vari partiti, funzionari e dirigenti dell&#8217;Arpac, imprenditori. Nei confronti di Clemente Mastella, invece, è stato emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari che gli verrà notificato non appena, in giornata, sarà rientrato in Italia da Strasburgo. Coinvolti anche il consuocero dell&#8217;ex ministro, Carlo Camilleri, che è anche segretario generale dell&#8217;Autorità di Bacino Sinistra Sele, e il consigliere regionale dell&#8217;Udeur Campania, Nicola Ferraro.</p>
<p>Lady Mastella a Roma. Nell&#8217;abitazione di Sandra Lonardo a Ceppaloni si sono presentati stamane cinque carabinieri in borghese. Successivamente la moglie di Mastella ha lasciato la villa e si è diretta a Roma. La presidente del Consiglio campano si dice sconvolta. Prima in un lunga dichiarazione e poi in una lettera (testo integrale), nella quale si legge: &#8220;Mi è crollato il mondo addosso. Mi chiedono di dimorare fuori dalla Campania. Ancora non riesco a crederci. Non sono nemmeno riuscita a capire di cosa mi accusano. Mi hanno consegnato pagine e pagine&#8230; Stavolta con mio marito sarei a capo di una cupola affaristica&#8230; Senza spiegarci quali affari avremmo fatto&#8230;&#8221;.</p>
<p>La parcella. Nell&#8217;inchiesta compare anche il pagamento di una super parcella da un milione e 300 mila euro. Uno dei coinvolti è stato beneficiato dall&#8217;Asl di Benevento di una consulenza su un argomento che la stessa Procura di Napoli definisce &#8220;non chiaro&#8221;. Si tratta della ricompensa ricevuta &#8220;dopo aver dispiegato per il partito (l&#8217;Udeur, ndr) una presunta intermediazione con gli organi di giustizia amministrativa in una controversia elettorale relativa alle elezioni comunali di Morcone (Benevento)&#8221;. Agli atti dell&#8217;Asl nessuna documentazione ma solo il pagamento delle parcelle.</p>
<p>Ieri, inoltre, il gup Sergio Marotta ha fatto slittare al 26 ottobre la decisione su un altra inchiesta che vede 23 indagati, tra cui i Mastella, per una presunta lobby che avrebbe favorito le nomine in quota Udeur.</p>
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		<title>Lonardo decide 12 nomine Anzalone e Caiazzo (Pd): «Dica se ci sono state pressioni»</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 05:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Sandra Lonardo]]></category>

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		<description><![CDATA[(da il Corriere del Mezzogiorno) È scontro nella maggioranza su dodici nuove nomine alla Regione decise da Sandra Lonardo con i poteri sostitutivi. I consiglieri Pd Michele Caiazzo e Luigi Anzalone hanno chiesto con una dura nota alla presidente chiarimenti sulle ultime nomine. Si tratta di: l’ex soprintendente di Pompei Giovanni Guzzo (nel cda dell’Azienda per il diritto allo studio provincia di Salerno); Gaetano Battaglia (cda dell’Adisu Università Studi del Sannio); Franco Donatiello (Collegio Revisori dei Conti Ente Parco regionale Partenio); Francesco Condurro (collegio revisori dei conti Adisu Università del Sannio); Nicolina Di Dona (collegio revisori dei conti Riserva naturale statale isola di Vivara); Renato Sparacio (rappresentante regionale triennio 2008/2011 nel cda Università Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli); Antonio Amato (collegio revisori dei conti Ente riserve naturali Foce Volturno Costa di Licola e Lago Falciano); Giuseppe (Consiglio territoriale immigrazione di Benevento); Massimo Della Volpe (collegio revisori dei conti Ente Parco Roccamonfina e Foce del Garigliano); Stefano Bardari (collegio revisori dei conti Azienda speciale Valisannio della Ciaa Benevento); Francesco Palmiero (collegio sindacale Azienda ospedaliera universitaria della II Università di Napoli); Francesco D’Angelo (collegio dei revisori azienda speciale Valisannio della Cciaa di Benevento). Sul metodo seguito per le dodici nomine scrivono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>È scontro nella maggioranza su dodici nuove nomine alla Regione decise da Sandra Lonardo con i poteri sostitutivi. I consiglieri Pd Michele Caiazzo e Luigi Anzalone hanno chiesto con una dura nota alla presidente chiarimenti sulle ultime nomine. Si tratta di: l’ex soprintendente di Pompei Giovanni Guzzo (nel cda dell’Azienda per il diritto allo studio provincia di Salerno); Gaetano Battaglia (cda dell’Adisu Università Studi del Sannio); Franco Donatiello (Collegio Revisori dei Conti Ente Parco regionale Partenio); Francesco Condurro (collegio revisori dei conti Adisu Università del Sannio); Nicolina Di Dona (collegio revisori dei conti Riserva naturale statale isola di Vivara); Renato Sparacio (rappresentante regionale triennio 2008/2011 nel cda Università Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli); Antonio Amato (collegio revisori dei conti Ente riserve naturali Foce Volturno Costa di Licola e Lago Falciano); Giuseppe (Consiglio territoriale immigrazione di Benevento); Massimo Della Volpe (collegio revisori dei conti Ente Parco Roccamonfina e Foce del Garigliano); Stefano Bardari (collegio revisori dei conti Azienda speciale Valisannio della Ciaa Benevento); Francesco Palmiero (collegio sindacale Azienda ospedaliera universitaria della II Università di Napoli); Francesco D’Angelo (collegio dei revisori azienda speciale Valisannio della Cciaa di Benevento).</p>
<p>Sul metodo seguito per le dodici nomine scrivono i due consiglieri: «Il presidente del Consiglio regionale vanga in aula a chiarire se ha proceduto alle nomine di competenza del Consiglio in solitudine, nell’esercizio dei poteri sostitutivi o in accordo con componenti dell’Ufficio di presidenza o capigruppo». Scrivono Caiazzo e Anzalone: «Gli organi di stampa hanno più volte dato notizia di nomine di competenza del Consiglio Regionale della Campania effettuate dal presidente con i poteri sostitutivi, riportando dichiarazioni polemiche di alcuni consiglieri regionali, compresi i membri dell’Ufficio di presidenza, che denunciano spartizioni, clientele e lottizzazione nell’effettuazione di tali nomine. Siamo sicuri che una sua dichiarazione in merito &#8211; concludono Caiazzo e Anzalone &#8211; possa squarciare il velo di silenzio tanto distratto, tanto ipocrita, tanto omertoso quanto inammissibile che caratterizza questa ulteriore triste vicenda di lottizzazione clientelare e di comparaggio politico, una volta messo da parte qual si voglia criterio e regola di trasparenza, di partecipazione e di scelta del Consiglio regionale». </p>
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		<title>Regione: arrivano altri incarichi, bufera sulla presidente Lonardo/ I nomi</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 12:40:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Sandra Lonardo]]></category>

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		<description><![CDATA[(da il Mattino online) Ultime infornate di fine legislatura. Tra il 6 luglio e il 15 settembre il presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo ha firmato undici decreti di nomina. «Un blitz d’estate» tuona l’opposizione. Il caso è esploso ieri mattina durante l’Ufficio di presidenza. Quando è uscita la notizia delle nomine, il vicepresidente Salvatore Ronghi (Mpa) e Fulvio Martusciello (Pdl) hanno chiesto chiarimenti e poi per protesta hanno abbandonato la riunione. «Siamo di fronte all’ennesima lottizzazione», attaccano i due consiglieri. Più volte all’ordine del giorno del Consiglio e mai votate, le nomine sono state firmate dalla Lonardo con i poteri sostitutivi. «Ancora una volta &#8211; dice Ronghi &#8211; l’assemblea non è stata messa nelle condizioni di decidere. Si perpetua con una prassi clientelare e pasticciona». Ma Ronghi va anche oltre. «Anche questa spartizione &#8211; attacca &#8211; è stata resa possibile da un’intesa tra pezzi della maggioranza e settori dell’opposizione. Il centrodestra non può accusare Bassolino di dispensare clientele e poi partecipare alla lottizzazione». Martusciello rincara la dose. «Le nomine &#8211; dice &#8211; vengono decise a prescindere dalla valutazione dei curriculum perchè la prima commissione, presieduta da un consigliere dell’Udeur, non li ha mai esaminati». La Lonardo si difende. «Ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(da il Mattino online)</strong></p>
<p><div id="attachment_159" class="wp-caption alignleft" style="width: 278px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/lonardo.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/lonardo.jpg" alt="Sandra Lonardo Mastella" title="lonardo" width="268" height="219" class="size-full wp-image-159" /></a><p class="wp-caption-text">Sandra Lonardo Mastella</p></div> Ultime infornate di fine legislatura. Tra il 6 luglio e il 15 settembre il presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo ha firmato undici decreti di nomina. «Un blitz d’estate» tuona l’opposizione.<br />
Il caso è esploso ieri mattina durante l’Ufficio di presidenza. Quando è uscita la notizia delle nomine, il vicepresidente Salvatore Ronghi (Mpa) e Fulvio Martusciello (Pdl) hanno chiesto chiarimenti e poi per protesta hanno abbandonato la riunione. «Siamo di fronte all’ennesima lottizzazione», attaccano i due consiglieri.</p>
<p>Più volte all’ordine del giorno del Consiglio e mai votate, le nomine sono state firmate dalla Lonardo con i poteri sostitutivi. «Ancora una volta &#8211; dice Ronghi &#8211; l’assemblea non è stata messa nelle condizioni di decidere. Si perpetua con una prassi clientelare e pasticciona». Ma Ronghi va anche oltre. «Anche questa spartizione &#8211; attacca &#8211; è stata resa possibile da un’intesa tra pezzi della maggioranza e settori dell’opposizione. Il centrodestra non può accusare Bassolino di dispensare clientele e poi partecipare alla lottizzazione». Martusciello rincara la dose. «Le nomine &#8211; dice &#8211; vengono decise a prescindere dalla valutazione dei curriculum perchè la prima commissione, presieduta da un consigliere dell’Udeur, non li ha mai esaminati».</p>
<p>La Lonardo si difende. «Ho sempre agito &#8211; ribatte &#8211; nel rispetto delle regole e del Consiglio. Le nomine erano necessarie per consentire il regolare funzionamento degli enti. Certe critiche si commentano da sole». La prassi è purtroppo consolidata. Poco più di un anno fa in consiglio regionale si scatenò il putiferio per un altro pacchetto di nomine. Spuntò addirittura un fogliettino con le quote spettanti a ogni partito. Un manuale Cencelli in piena regola che spinse più di un consigliere a chiedere alla Lonardo l’annullamento delle nomine. Non successe nulla e oggi Martusciello propone la modifica della legge.</p>
<p>«Basta mettere le nomine per tre volte all’ordine del giorno e non votarle per arrivare ai poteri sostitutivi. È troppo facile», sostiene il consigliere del Pdl. Le ultime nomine riguardano i consigli di amministrazione e i collegi dei revisori dei conti di vari enti, dai parchi di Roccamonfina e del Partenio alle riserve naturali di Foce Volturno e di Vivara; dalle Aziende per il diritto allo studio delle università di Salerno e del Sannio al Suor Orsola Benincasa e la Sun; dal Consiglio territoriale degli immigrati di Benevento all’azienda speciale Valisannio.</p>
<p>Tra una nomina e un’altra c’è spazio anche per l’attività legislativa. In commissione è all’esame il Piano casa e non mancano i problemi. Ieri la Sinistra ha abbandonato i lavori e chiesto alla maggioranza un chiarimento politico. «C’è una pericolosa tendenza trasversale &#8211; accusano Tonino Scala e Gerardo Rosania &#8211; ad andare ben oltre i limiti e gli scopi della legge approvata dal governo e di dare via libera in Campania alla ulteriore speculazione edilizia.</p>
<p>Serve un Piano che rimetta in moto l’edilizia e favorisca l’occupazione ma che non alimenti le speculazioni e non si caratterizzi per l’affare della trasformazione delle aree industriali dimesse in edilizia residenziale. È singolare che questo punto sia presente nel solo Piano casa della Campania e che nessuna altra Regione lo abbia previsto».</p>
<p>I nomi:<br />
Giovanni Guzzo, rappresentante nel cda dell&#8217;azienda per il diritto allo studio universitario per la provincia di Salerno.</p>
<p>Franco Donatiello, rappresentante nel collegio dei revisori dei Conti dell&#8217;ente parco regionale del Partenio</p>
<p>Nicolina Di Dona, rappresentante nel collegio dei revisori dei conti della riserva naturale statale dell&#8217;Isola di Vivara</p>
<p>Antonio Amato, rappresentante nel collegio dei revisori dei conti dell&#8217;Ente riserve naturali &#8220;Foce Volturno-Costa di Licola&#8221; e &#8220;Lago Falciano&#8221;</p>
<p>Massimo Della Volpe, rappresentante nel collegio dei revisori dei Conti dell&#8217;Ente Parco Roccamonfina e Foce del Garigliano</p>
<p>Francesco Palmiero, rappresentate nel collegio sindacale dell&#8217;Azienda ospedaliera universitaria della II università di Napoli</p>
<p>Gaetano Battaglia, rappresentante regionale nel cda dell&#8217;azienda per il diritto allo Studio universitario dell&#8217;Università del Sannio</p>
<p>Francesco Condurro, membro effettivo nel collegio dei revisori dei conti dell&#8217;azienda per il diritto allo studio universitario dell&#8217;Università del Sannio</p>
<p>Renato Sparacio, rappresentante per il trienno 2008-2011 nel cda dell&#8217;università degli studi Suor Orsola Benincasa</p>
<p>Giuseppe Frasso, rappresentante nel consiglio territoriale per l&#8217;immigrazione di Benevento</p>
<p>Stefano Bardari, membro effettivo nel collegio dei revisori dei conti nell&#8217;azienda speciale Valisannio</p>
<p>Francesco D&#8217;Angelo, membro supplente del collegio dei revisori dei conti dell&#8217;azienda speciale Valisannio</p>
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