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	<title>Napoli onLine &#187; Tarsu</title>
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	<description>...ma Napoli non è una cartolina!</description>
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		<title>Tarsu, evasione record per i revisori in un anno riscosso meno del 13%</title>
		<link>http://www.napolionline.org/new/tarsu-evasione-record-per-i-revisori-in-un-anno-riscosso-meno-del-13</link>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 07:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Re. Cro. da il Corriere del Mezzogiorno) Il Comune di Napoli riscuote poco e male i tributi. Colpa dei tanti evasori, sempre difficili da scovare. Ma il dato che viene fuori dalla relazione dei revisori dei conti allegata al bilancio consuntivo del 2009, fa gridare vendetta. Specie su un punto: la Tarsu. Palazzo San Giacomo, infatti, è riuscito a riscuotere lo scorso anno appena il 12,55 per cento della tassa sui rifiuti, con un rimanente 87,45 di non riscosso. Numeri da brivido, illustrati in commissione bilancio dai revisori prima che dopodomani cominci la prima delle due sedute convocate per approvare il documento in consigli comunale. E non senza rischi che la maggioranza non ci sia e arrivi un commissario ad acta. Il collegio si è soffermato su molti temi: sui residui, sia attivi che passivi, che si sono ridotti, anche se di poco, anche se la situazione è ancora insostenibile. Il residuo passivo, ha spiegato il presidente Palma, è figlio della scarsa capacità di riscossione dell’ente. Emblematico, come dicevamo, il dato delle entrate tributarie: per la Tarsu il riscosso sull’accertato è sceso nel 2009 a 12, 55% rispetto al 56,31 del 2008. In pratica, dicono i revisori, a fronte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Re. Cro. da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>Il Comune di Napoli riscuote poco e male i tributi. Colpa dei tanti evasori, sempre difficili da scovare. Ma il dato che viene fuori dalla relazione dei revisori dei conti allegata al bilancio consuntivo del 2009, fa gridare vendetta. Specie su un punto: la Tarsu. Palazzo San Giacomo, infatti, è riuscito a riscuotere lo scorso anno appena il 12,55 per cento della tassa sui rifiuti, con un rimanente 87,45 di non riscosso. Numeri da brivido, illustrati in commissione bilancio dai revisori prima che dopodomani cominci la prima delle due sedute convocate per approvare il documento in consigli comunale. E non senza rischi che la maggioranza non ci sia e arrivi un commissario ad acta.</p>
<p>Il collegio si è soffermato su molti temi: sui residui, sia attivi che passivi, che si sono ridotti, anche se di poco, anche se la situazione è ancora insostenibile. Il residuo passivo, ha spiegato il presidente Palma, è figlio della scarsa capacità di riscossione dell’ente. Emblematico, come dicevamo, il dato delle entrate tributarie: per la Tarsu il riscosso sull’accertato è sceso nel 2009 a 12, 55% rispetto al 56,31 del 2008. In pratica, dicono i revisori, a fronte di un aumento dei valori accertati, dovuti all’aumento delle tariffe del 60 per cento netto, i valori riscossi risultano, in termini percentuali, notevolmente peggiorati. Sempre per le entrate tributarie è quindi stata espressa perplessità sul recupero dell’evasione, che ha fatto registrare un dato inferiore, 21 milioni, rispetto ai 31 previsti.</p>
<p>Il dato dei revisori del Comune di Napoli stride peraltro con quanto emerso ieri, a proposito del Federalismo fiscale, che consegna la maglia nella alla Campania come regione nella quale i cittadini pagano più di tutti ai loro Comuni la tassa sui rifiuti con 128 euro pro capite all’anno. È quanto emerge da uno studio della Camera dei Deputati in vista dell’approdo in Parlamento dei decreti attuativi del federalismo fiscale.</p>
<p>Torniamo però al bilancio del Comune. Ragionamento a parte è stato fatto per le contravvenzioni, in considerazione del condono in corso, anche se oppure in questo caso il Comune aveva promesso una riorganizzazione sul fronte della riscossione che non pare ancora decollare. Notevole anche la flessione per i proventi derivanti dai servizi pubblici e dai beni dell’Ente, il cui programma di dismissione procede per il collegio ancora troppo a rilento.</p>
<p>Tra le spese correnti, diminuisce quella del personale. Giudicato inefficiente il controllo di gestione, mentre per la finanza derivata è stato constatato che gli swap in essere hanno dato flussi differenziali positivi.</p>
<p>Dettagliata l’analisi dello stato di salute delle 22 partecipate, per le quali sono stati forniti prospetti contenenti anche l’elenco dei dipendenti degli ultimi tre anni: ne viene fuori un Comune nel Comune, con oltre novemila dipendenti che si aggiungono agli oltre dodicimila di Palazzo San Giacomo. Sul dato consolidato il giudizio è positivo, ferme restando le osservazioni critiche relative, in particolare, alle Terme di Agnano, alla Mostra d’Oltremare e al Caan. Dei dieci indici di deficitarietà ne sono stati rispettati 6. Al termine della relazione, il consigliere Nicodemo ha posto l’attenzione sulla flessione del dato della riscossione della Tarsu, richiamando la diversa indicazione fornita dall’Assessore Saggese e sollecitando un chiarimento del dato da parte dell’Amministrazione. Altra nota dolente, per Nicodemo, l’importo ancora notevole dei debiti fuori bilancio. Il consigliere Funaro, definendo la relazione dei revisori utilissima per consentire un giudizio completo sulla delibera, ha condiviso i timori sulle criticità evidenziate. Mentre il presidente della Commissione bilancio, Saverio Cilenti, ha ribadito la necessità di ricevere ulteriori notizie dall’Amministrazione in vista della seduta di Consiglio dedicata all’esame del documento contabile.</p>
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		<title>Per lo staff di sindaco e giunta il Consiglio dice no alla riduzione</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 12:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Ciro Pellegrino da il Napoli) L&#8217;ordine del giorno, il numero 28 di 321, non è passato inosservato tra i faldoni di carte e cartuscelle che ieri invadevano un Consiglio comunale paleolitico, evidentemente ancora refrattario all&#8217;utilizzo di internet. Di cosa si trattava? Presto detto: di una richiesta che è risuonata eretica nelle vellutate stanze rosso carminio dell&#8217;edificio di via Verdi. Ovvero: ridurre le spese di una giunta e di un consiglio comunale che &#8211; lo dice il Sole 24 Ore &#8211; sono i più costosi d&#8217;Italia (per giunta, consiglio e Municipalità vengono spesi 86 milioni di euro all&#8217;anno, circa 87 euro a cittadino). Come? Tagliando la platea degli assistenti di assessori e sindaco, i cosiddetti &#8220;staffisti&#8221;, soggetti esterni ad una Amministrazione comunale che conta al suo interno oltre 11mila dipendenti. L&#8217;ORDINE DEL GIORNO firmato dai consiglieri Pdl Ciro Signorello e Umberto Minopoli chiedeva di «eliminare dagli assessorati tutti gli staffisti esterni e laddove fosse necessario a documentare l&#8217;utilizzo di esterni attraverso relazioni semestrali». Apriti cielo: la maggioranza ha respinto al mittente con sdegno. Ma questo è stato solo uno degli innumerevoli episodi di un consiglio-fiume, una maratona iniziata a mezzogiorno e conclusa solo poco prima delle 22.30. Nonostante il tour [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Ciro Pellegrino da il Napoli)</strong></p>
<p>L&#8217;ordine del giorno, il numero 28 di 321, non è passato inosservato tra i faldoni di carte e cartuscelle che ieri invadevano un Consiglio comunale paleolitico, evidentemente ancora refrattario all&#8217;utilizzo di internet. Di cosa si trattava? Presto detto: di una richiesta che è risuonata eretica nelle vellutate stanze rosso carminio dell&#8217;edificio di via Verdi. Ovvero: ridurre le spese di una giunta e di un consiglio comunale che &#8211; lo dice il Sole 24 Ore &#8211; sono i più costosi d&#8217;Italia (per giunta, consiglio e Municipalità vengono spesi 86 milioni di euro all&#8217;anno, circa 87 euro a cittadino). Come? Tagliando la platea degli assistenti di assessori e sindaco, i cosiddetti &#8220;staffisti&#8221;, soggetti esterni ad una Amministrazione comunale che conta al suo interno oltre 11mila dipendenti.<br />
L&#8217;ORDINE DEL GIORNO firmato dai consiglieri Pdl Ciro Signorello e Umberto Minopoli chiedeva di «eliminare dagli assessorati tutti gli staffisti esterni e laddove fosse necessario a documentare l&#8217;utilizzo di esterni attraverso relazioni semestrali». Apriti cielo: la maggioranza ha respinto al mittente con sdegno. Ma questo è stato solo uno degli innumerevoli episodi di un consiglio-fiume, una maratona iniziata a mezzogiorno e conclusa solo poco prima delle 22.30. Nonostante il tour de force, il lavoro non è concluso, l&#8217;Aula ha chiuso ieri la discussione sugli oltre 300 ordini del giorno presentati all&#8217;ultima manovra finanziaria dell&#8217;Amministrazione Iervolino. Sono stati dichiarati inammissibili oltre duecento documenti presentati. Del resto, non c&#8217;è fretta: ieri è arrivata la notizia che il ministro dell&#8217;Interno Roberto Maroni ha predisposto il decreto che prevede uno slittamento per l&#8217;approvazione dei bilanci previsionali 2010, al 30 giugno.<br />
TRA I PUNTI più controversi, nella discussione c&#8217;è stata la vicenda Tarsu. Il documento finanziario, redatto dall&#8217;assessore alle Risorse strategiche Michele Saggese, prevede una riduzione dei contributi messi a disposizione delle fasce deboli per poter ottenere agevolazioni nel pagamento della tassa sui rifiuti solidi urbani. La motivazione, ha spiegato più volte lo stesso assessore, è «la scarsa richiesta di accedere al fondo» da parte dei cittadini. Complice sicuramente la scarsissima informazione sull&#8217;argomento. E ieri è stata anche la giornata in onore del caffè. Nella patria della tazzulella, il Consiglio comunale ha approvato una mozione chiamata «Vorrei un caffè corretto» a firma di Nino Funaro del Gruppo misto e di Saverio Cilenti del Pd. Obiettivo: un impegno per lo sviluppo di coltivazione equosolidali. </p>
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		<title>Il punto sulla Tarsu</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 13:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Francesco Iacotucci fa il punto sulla Tarsu. I nuovi aumenti, la gestione del ciclo dei rifiuti, il conflitto di competenze tra Comune e Provincia, l&#8217;Asia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_358" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/ecoballe.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/07/ecoballe-150x150.jpg" alt="" title="ecoballe" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-358" /></a><p class="wp-caption-text">Le ecoballe campane</p></div> Francesco Iacotucci fa il punto sulla Tarsu. I nuovi aumenti, la gestione del ciclo dei rifiuti, il conflitto di competenze tra Comune e Provincia, l&#8217;Asia.</p>
<p><object width="400" height="300"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11206221&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=11206221&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ff9933&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="400" height="300"></embed></object></p>
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		<title>Napoli è la città con le tasse più alte</title>
		<link>http://www.napolionline.org/new/napoli-e-la-citta-con-le-tasse-piu-alte</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 08:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(da la Repubblica Napoli) Napoli è la città italiana dove la pressione tributaria locale è cresciuta di più nel 2010. Lo certifica lo studio, condotto da Krls network of business ethics per conto dell&#8217;associazione contribuenti italiani. Ogni napoletano verserà nel corso del 2010 ai propri enti locali, imposte, tasse, tributi e addizionalivarie per 2.572,89 euro contro una media nazionale di 1.710,15 euro. Il capoluogo partenopeo tra le entrate tributarie provinciali annovera la tassarifiuti, che falsa la classifica: da sola incide per 507,45 euro contro la media nazionale di 230,20 euro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>Napoli è la città italiana dove la pressione tributaria locale è cresciuta di più nel 2010. Lo certifica lo studio, condotto da Krls network of business ethics per conto dell&#8217;associazione contribuenti italiani. Ogni napoletano verserà nel corso del 2010 ai propri enti locali, imposte, tasse, tributi e addizionalivarie per 2.572,89 euro contro una media nazionale di 1.710,15 euro. Il capoluogo partenopeo tra le entrate tributarie provinciali annovera la tassarifiuti, che falsa la classifica: da sola incide per 507,45 euro contro la media nazionale di 230,20 euro.</p>
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		<title>Saggese: il Comune costituirà una nuova società per i rifiuti</title>
		<link>http://www.napolionline.org/new/saggese-il-comune-costituira-una-nuova-societa-per-i-rifiuti</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 08:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ASIA]]></category>
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		<description><![CDATA[(di c.c. da Cronache di Napoli) Il comune di Napoli costituirà una nuova società per lo spazzamento. Lo ha confermato l&#8217;assessore alle risorse strategiche Michele Saggese. &#8220;E&#8217; un&#8217;iniziativa per migliorare il servizio comunale &#8211; spiega Saggese -puntiamo alla costituzione di una nuova azienda, che possa tenere la città pulita e dare ai cittadini ciò che finora non e&#8217; stato dato in maniera perfetta&#8221;. La società totalmente partecipata Asìa, spiega, &#8220;resta assolutamente nella proprietà del Comune di Napoli. Poi vedremo se dovrà passare alla Provincia. Se così fosse, come pare, per noi ci sarà il rammarico di perdere un pezzo del ciclo integrato dei rifiuti&#8221;. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da &#8216;Cronache di Napoli&#8217;. l&#8217;Asìa una volta passata alla Provincia, dovrà assumere nei propri organici circa cento lavoratori dipendenti di Enerambiente, un&#8217;azienda subappaltatrice che gestisce il servizio d&#8217;igiene in città. secondo il consigliere comunale del Pdl Ciro Signoriello, la società Enerambiente è sull&#8217;orlo del dissesto economico-finanziario perché vanta circa 5 milioni di euro dall&#8217;Asia. Altre voci sostengono che circa 50 operatori dipendenti di un&#8217;associazione temporanea di imprese guidata dal Wwf che si occupa della raccolta differenziata saranno assunti nella nuova società per lo spazzamento. Saggese si è soffermato sull&#8217;aumento della Tarsu. &#8220;Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di c.c. da Cronache di Napoli)</strong></p>
<p>Il comune di Napoli costituirà una nuova società per lo spazzamento. Lo ha confermato l&#8217;assessore alle risorse strategiche Michele Saggese. &#8220;E&#8217; un&#8217;iniziativa per migliorare il servizio comunale &#8211; spiega Saggese -puntiamo alla costituzione di una nuova azienda, che possa tenere la città pulita e dare ai cittadini ciò che finora non e&#8217; stato dato in maniera perfetta&#8221;. La società totalmente partecipata Asìa, spiega, &#8220;resta assolutamente nella proprietà del Comune di Napoli. Poi vedremo se dovrà passare alla Provincia. Se così fosse, come pare, per noi ci sarà il rammarico di perdere un pezzo del ciclo integrato dei rifiuti&#8221;. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da &#8216;Cronache di Napoli&#8217;. l&#8217;Asìa una volta passata alla Provincia, dovrà assumere nei propri organici circa cento lavoratori dipendenti di Enerambiente, un&#8217;azienda subappaltatrice che gestisce il servizio d&#8217;igiene in città. secondo il consigliere comunale del Pdl Ciro Signoriello, la società Enerambiente è sull&#8217;orlo del dissesto economico-finanziario perché vanta circa 5 milioni di euro dall&#8217;Asia. Altre voci sostengono che circa 50 operatori dipendenti di un&#8217;associazione temporanea di imprese guidata dal Wwf che si occupa della raccolta differenziata saranno assunti nella nuova società per lo spazzamento. Saggese si è soffermato sull&#8217;aumento della Tarsu. &#8220;Il calcolo alla base del quale c&#8217;è stato l&#8217;aumento è ancora oscuro&#8221;. Così l&#8217;assessore alle Risorse strategiche del Comune di Napoli Michele Saggese rispetto l&#8217;aumento dei costi del ciclo integrato dei rifiuti per i comuni decretato dall&#8217;amministrazione provinciale partenopea. &#8220;La Provincia di Napoli, che ha previsto l&#8217;aumento, non ci ha specificato le ragioni nè gli elementi alla base del calcolo. Quindi è un dato che dobbiamo prendere per buono, in quanto decreto del presidente della Provincia&#8221;, spiega. Sull&#8217;ipotesi di un ricorso al Tar, &#8220;la mia posizione assolutamente personale &#8211; chiarisce Saggese &#8211; è che andrebbe fatto&#8221;.</p>
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		<title>Tarsu a Napoli, aumento al buio.</title>
		<link>http://www.napolionline.org/new/tarsu-a-napoli-aumento-al-buio</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 07:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescoiacotucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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		<category><![CDATA[SapNa]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Francesco Iacotucci da Terra) La Tarsu (la tassa dei rifiuti solidi urbani) aumenta in quasi tutta la provincia di Napoli la SapNa, la società provinciale che si deve occupare della raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, ha definito le tariffe per i 92 comuni della provincia incontrando non poche perplessità è malumori. Peccato, perché l’idea di base era anche corretta, cioè, per la prima volta la provincia ha deciso di commisurare il costo dello smaltimento dei rifiuti alla percentuale di differenziata dei comuni, certo, l’ideale sarebbe commisurarla alla quantità di rifiuti pro capite prodotti, cioè premiare in generale la riduzione dei rifiuti, ma è sicuramente un inizio. Se le premesse erano se non altro foriere di buone intenzioni, i conti sono invece molto vaghi e pericolosamente non tengono conto di alcuni fattori, il costo a tonnellata varia da città a città e va dai  La 61 euro di Anacapri al 102,31 di Marano, per Napoli  101,77 euro. Per Napoli significa un aumento dell’8% della tassa che, ricordiamo, arriva dopo la stangata dell’aumento del 50% di quest’anno. I conti comprendono i costi della raccolta e dello smaltimento, della gestione degli impianti chiusi dei trasferimenti fuori regione dell’umido  ed una (immancabile) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Francesco Iacotucci da Terra)</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2010/02/n1522471837_539.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6826" title="fiacot" src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2010/02/n1522471837_539.jpg" alt="" width="200" height="231" /></a></strong></p>
<p>La Tarsu (la tassa dei rifiuti solidi urbani) aumenta in quasi tutta la provincia di Napoli la SapNa, la società provinciale che si deve occupare della raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, ha definito le tariffe per i 92 comuni della provincia incontrando non poche perplessità è malumori.</p>
<p>Peccato, perché l’idea di base era anche corretta, cioè, per la prima volta la provincia ha deciso di commisurare il costo dello smaltimento dei rifiuti alla percentuale di differenziata dei comuni, certo, l’ideale sarebbe commisurarla alla quantità di rifiuti pro capite prodotti, cioè premiare in generale la riduzione dei rifiuti, ma è sicuramente un inizio.</p>
<p>Se le premesse erano se non altro foriere di buone intenzioni, i conti sono invece molto vaghi e pericolosamente non tengono conto di alcuni fattori, il costo a tonnellata varia da città a città e va dai  La 61 euro di Anacapri al 102,31 di Marano, per Napoli  101,77 euro.</p>
<p>Per Napoli significa un aumento dell’8% della tassa che, ricordiamo, arriva dopo la stangata dell’aumento del 50% di quest’anno.</p>
<p>I conti comprendono i costi della raccolta e dello smaltimento, della gestione degli impianti chiusi dei trasferimenti fuori regione dell’umido  ed una (immancabile) aliquota per stessa società, i problemi nascono quando qualcuno ha fatto notare cosa non c’è.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2010/04/tarsujpg.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8052" title="tarsujpg" src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2010/04/tarsujpg.jpg" alt="" width="662" height="350" /></a></p>
<p>Ironia della sorte, è stato un consigliere comunale napoletano del PDL ha far notare le magagne di questi conti, Salvatore Varriale, ha fatto notare che in questi conti mancano i costi dei lavoratori di bacino, la gestione delle ecoballe e del percolato, la vigilanza delle discariche e sottolinea che sono stati sottostimati i costi degli impianti, a questo aggiungerei che non si capisce se le aliquote sono state incluse o meno nei conti, questo da solo significherebbe una revisione del costo del 10%.</p>
<p>Caso a parte ovviamente la fa il comune di Napoli, che, se da una parte minaccia un ricorso al Tar, dall’altra vede un incremento sulla tarsu che a conti fatti  rischia di incidere ben più dell’8% comunicato dai giornali in questi giorni, difatti non è stato ancora chiarito il ruolo dell’Asìa in questo passaggio di consegne.</p>
<p>In particolare il comune di Napoli con una delibera ha deciso la creazione di una società ad hoc per lo spazzamento destinandole 35 milioni della Tarsu di quest’anno e prevedendo una spesa di 25 milioni per i prossimi anni, costi che pensava di poter decurtare dalla Tarsu, ma se i conti decisi dalla provincia non comprendono  lo spazzamento, ecco che esce una costo ulteriore di 25 milioni euro che il comune di Napoli dovrà prelevare sotto forma di altra tassazione.</p>
<p>Insomma, si ha l’impressione che questi fatti dalla SapNa siano conti fatti un po’ in fretta per rispettare la scadenza dei bilanci comunali, a parte le imprecisioni di conti e la mancanza di una vera progettazione degli impianti necessari ed una ottimizzazione delle risorse umane disponibili, dispiace non poco vedere la poca attenzione data ai comuni che ospitano discariche o impianti, a partire dal comune di Marano che pur essendo a ridosso della discarica di Chiaiano ha avuto la tariffa più alta.</p>
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		<title>Dall&#8217;emergenza alle leggi speciali</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 06:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Tarsu]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Alessio Postiglione da la Repubblica Napoli) TARSU sempre più cara per i napoletani. Dopo l&#8217; aumento effettuato alcuni mesi fa dal Comune, ora tocca alla Provincia. Il costo dello smaltimento dei rifiuti, inoltre, a Napoli, passa da 88 a 99,64 euro a tonnellata e in molti Comuni dell&#8217;hinterland si supera il limite dei 100 euro. Una soglia che, secondo le indiscrezioni degli ultimi mesi, non si sarebbe varcata per decenza. Sarà molto difficile, quindi, far digerire questi rincari a chi ha subito l&#8217;emergenza rifiuti. I campani potrebbero pagare, infatti, ancora molto caro quella che, attualmente, si profila come una vera e propria &#8220;filiera dell&#8217;aumento&#8221;. Si parte dai Comuni, che hanno utilizzato le public utilities come ammortizzatori sociali o bacini di consenso elettorale. Si arriva allo Stato che, paradossalmente, si è dotato di una legge che potrebbe moltiplicare gli sprechi che si sono prodotti a livello periferico. I provvedimenti del governo Berlusconi (il decreto 195/2009 e la legge di conversione 26/2010), infatti, avrebbero dovuto riportare la Campania alla normalità, dopo il sistema commissariale. Ma, in realtà, si rischia di passare dal regime extra ordinem dell&#8217;emergenza alle leggi speciali. Il governo, infatti, ha derogato al testo unico degli enti locali e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Alessio Postiglione da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/rifiuti_organici.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/rifiuti_organici.jpg" alt="" title="rifiuti_organici" width="255" height="172" class="alignleft size-full wp-image-2962" /></a> TARSU sempre più cara per i napoletani. Dopo l&#8217; aumento effettuato alcuni mesi fa dal Comune, ora tocca alla Provincia. Il costo dello smaltimento dei rifiuti, inoltre, a Napoli, passa da 88 a 99,64 euro a tonnellata e in molti Comuni dell&#8217;hinterland si supera il limite dei 100 euro.<br />
Una soglia che, secondo le indiscrezioni degli ultimi mesi, non si sarebbe varcata per decenza. Sarà molto difficile, quindi, far digerire questi rincari a chi ha subito l&#8217;emergenza rifiuti. I campani potrebbero pagare, infatti, ancora molto caro quella che, attualmente, si profila come una vera e propria &#8220;filiera dell&#8217;aumento&#8221;. Si parte dai Comuni, che hanno utilizzato le public utilities come ammortizzatori sociali o bacini di consenso elettorale. Si arriva allo Stato che, paradossalmente, si è dotato di una legge che potrebbe moltiplicare gli sprechi che si sono prodotti a livello periferico.<br />
I provvedimenti del governo Berlusconi (il decreto 195/2009 e la legge di conversione 26/2010), infatti, avrebbero dovuto riportare la Campania alla normalità, dopo il sistema commissariale. Ma, in realtà, si rischia di passare dal regime extra ordinem dell&#8217;emergenza alle leggi speciali. Il governo, infatti, ha derogato al testo unico degli enti locali e ha statuito un regime esclusivo della Campania, in cui le funzioni e i compiti di programmazione del servizio di gestione integrata dei rifiuti passano dai Comuni alla Province. Mentre nel resto d&#8217;Italia si incentiva la responsabilizzazione degli enti, secondo i principi di sussidiarietà, la Campania vive un &#8220;federalismo alla rovescia&#8221;, dove i Comuni sono privati delle loro prerogative.<br />
Almeno fino al 31 dicembre di quest&#8217;anno, il governo ha, anche, praticamente raddoppiato i costi per i campani, prevedendo che la Tarsu si debba comporre di due distinte voci: un elemento (nuovo) provinciale e un elemento comunale, relativo alle attività di raccolta, spazzamento e trasporto che restano (momentaneamente) nelle mani dei Comuni.<br />
Fra le inefficienze del centro e della periferia, ora, si muoverà la Provincia. Ma gli stessi principi fissati dal governo lasciano per plessi circa la possibilità che l&#8217; ente presieduto da Cesaro riesca dove i Comuni hanno fallito. Da molti anni, gli enti locali sarebbero dovuti passare dall&#8217;attuale sistema dei rifiuti articolato sulla tassa (Tarsu) a uno imperniato sulla tariffa (Tia): ma quasi nessun municipio, almeno al Sud, si è adeguato. Questo perché la Tarsu si basa su una esigenza redistributiva (tassare i più ricchi; cioè chi ha la casa più grande), mentre la Tia risponde a una logica gestionale. Ma non solo. La tariffa, infatti, si determina anche a partire da quanta immondizia i cittadini producono. Questo sistema, quindi, premia i cittadini virtuosi che riciclano e può punire le attività commerciali inquinanti. Molti politici, d&#8217;altronde, piuttosto che esplicitare questo conflitto fra contribuenti, hanno preferito perseverare con la tassa, pur di non mettere a repentaglio i loro bacini elettorali.<br />
Perché, ora, i Comuni dovrebbero adottare comportamenti virtuosi, pagando alcuni costi politici — come punire le aziende che inquinano di più— quando la responsabilità e i benefici in termini di visibilità politica sono in capo alle Province? Ecco che il nuovo sistema di aliquote della Provincia di Napoli, seppur giustamente informato a premiare i Comuni &#8220;ricicloni&#8221;, può comportare l&#8217;effetto indesiderato di &#8220;congelare&#8221; i regolamenti dei tributi degli enti locali; chi ha la Tarsu, continua ad adoperarla e via a nuove proroghe, anche questa volta, per l&#8217;adozione della Tia.</p>
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		<title>Aumento Tarsu, il Comune ricorre al Tar</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 07:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Franco Moxedano]]></category>
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		<description><![CDATA[(di antscut da il Giornale di Napoli) Il Comune di Napoli presenterà ricorso al Tar contro l&#8217;aumento della Tarsu imposto dalla Provincia. Nel frattempo, però, l&#8217;assessore Michele Saggese, insieme alla commissione consiliare competente, ha steso un emendamento tecnico ad hoc alla manovra di bilancio previsionale per il 2010, che arriverà stamattina in aula. La modifica è necessaria perché, il decreto sui rifiuti poi convertito nella legge26 del 2010, affida alle Province l&#8217;onore dello smaltimento dei rifiuti, la cui tariffa viene comunque determinata dai rifiuti. L&#8217;ente di Palazzo Matteotti, nel decreto firmato dal presidente Luigi Cesaro, fissa a 99,64 euro per tonnellata il costo di smaltimento per la città di Napoli: prima erano 88, il che significa che ai cittadini l&#8217;immondizia costerà 1&#8217;8 percento in più. Notizia decisamente sgradita, visto che solo l&#8217;anno scorso la tassa era aumentata, durante l&#8217;assessorato di Realfonzo, di oltre il 60%. Interprete dell&#8217;ovvio malumore è la sinistra in primis l&#8217;esponente del Prc Raffaele Carotenuto che ha accusato l&#8217;amministrazione di &#8220;timidezza&#8221; e di non essersi fatta valere in sede Anci nazionale e regionale, e di aver accettato passivamente l&#8217; ennesimo aumento che graverà sulle tasche dei cittadini. Ma se, con l&#8217;emendamento elaborato ieri che di fatto cancella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di antscut da il Giornale di Napoli)</strong></p>
<p>Il Comune di Napoli presenterà ricorso al Tar contro l&#8217;aumento della Tarsu imposto dalla Provincia. Nel frattempo, però, l&#8217;assessore Michele Saggese, insieme alla commissione consiliare competente, ha steso un emendamento tecnico ad hoc alla manovra di bilancio previsionale per il 2010, che arriverà stamattina in aula. La modifica è necessaria perché, il decreto sui rifiuti poi convertito nella legge26 del 2010, affida alle Province l&#8217;onore dello smaltimento dei rifiuti, la cui tariffa viene comunque determinata dai rifiuti. L&#8217;ente di Palazzo Matteotti, nel decreto firmato dal presidente Luigi Cesaro, fissa a 99,64 euro per tonnellata il costo di smaltimento per la città di Napoli: prima erano 88, il che significa che ai cittadini l&#8217;immondizia costerà 1&#8217;8 percento in più. Notizia decisamente sgradita, visto che solo l&#8217;anno scorso la tassa era aumentata, durante l&#8217;assessorato di Realfonzo, di oltre il 60%. Interprete dell&#8217;ovvio malumore è la sinistra in primis l&#8217;esponente del Prc Raffaele Carotenuto che ha accusato l&#8217;amministrazione di &#8220;timidezza&#8221; e di non essersi fatta valere in sede Anci nazionale e regionale, e di aver accettato passivamente l&#8217; ennesimo aumento che graverà sulle tasche dei cittadini. Ma se, con l&#8217;emendamento elaborato ieri che di fatto cancella dal bilancio comunale sia in entrata che in uscita i trenta milioni previsti per lo smaltimento, l&#8217;amministrazione ha rispettato gli obblighi di legge, dall&#8217;altra promette battaglia e sta valutando l&#8217;opportunità e i modi di ricorrere al tribunale regionale del Lazio, sollevando anche eccezione di incostituzionalità per la legge in questione. «Ne discuteremo oggi in Consiglio, ma credo che abbiamo l&#8217;obbligo di ricorrere nelle sedi legali competenti — spiega Saggese — il decreto, la legge e l&#8217;atto firmato da Cesaro sono scritti male e interpretati anche peggio, pieni di lacune. A quanto ci risulta finora, visto che siamo venuti in possesso del documento solo lunedì nel tardo pomeriggio, il fondamento giuridico della norma e della sua interpretazione è pressoché inesistente e facilmente smantellabile. Bisogna decidere come presentare il ricorso, potremmo aggregarci agli altri comuni, a quello dell&#8217;Anci». Insomma, il centrosinistra non vorrebbe perdere — e non può, visto che lo chiedono al suo interno i consiglieri come Carotenuto, ma anche Galiero — l&#8217;opportunità di opporsi a una decisione &#8220;subita&#8221; e presa dai governi &#8220;nemici&#8221;. Nel frattempo, temendo forse di essere presa a bersaglio dai cittadini inferociti per l&#8217;ennesimo rincaro a fronte di un servizio che finora è stato tutt&#8217;altro che esemplare, ci tiene a rimarcare che l&#8217;aumento non è imputabile al Comune, che la parte di Tarsu spettante a San Giacomo, quella cioè relativa alla raccolta, non è variata, e che a impennarsi è quella dello smaltimento spettante alla Provincia. Nella riunione della commissione presieduta da Saverio Cilenti ai consiglieri Funaro e Moxedano è venuto pure il dubbio che l&#8217;aggravio fosse dovuto al mancato raggiungimento della quota prevista per la differenziata, ipotesi prontamente smentita da Saggese. L&#8217;emendamento oggi verrà dunque discusso in aula e c&#8217;è da immaginarsi che sarà al centro di una forte polemica, scatenata dalla sinistra. Un punto che può far scricchiolare la maggioranza della Iervolino.</p>
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		<title>Rifiuti, la tassa è troppo cara aumentano gli evasori in città</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 07:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Ciro Pellegrino da il Napoli) Prima un aumento del 60 per cento, ordinato dal Comune di Napoli. Ora un nuovo rincaro &#8211; quello dell&#8217;8 per cento &#8211; voluto dalla Provincia di Luigi Cesaro. Le famiglie, che già non arrivano alla seconda settimana del mese, non ce la fanno più. Risultato: sempre più napoletani non pagano la Tarsu, tassa sui rifiuti solidi urbani. LO DICONO I DATI snocciolati da Michele Saggese, l&#8217;assessore comunale al Bilancio che nella sua relazione sul bilancio 2010 lancia l&#8217;allarme: «L&#8217;aumento imposto nel corso del 2009, infatti, ha pesantemente inciso sul reddito disponibile delle famiglie e ciò, in un momento di crisi economica significativa, certo non ha aiutato il lento percorso di ripresa». Nonostante il rincaro e pugno duro sui controlli, non c&#8217;è stato un incremento in cassa. Udite udite: aumentare la Tarsu non è servito a nulla: «Non ha fatto registrare in valore assoluto un incremento di incassi proporzionale» dice Saggese. Per invogliare i partenopei a pagare, il Comune ha deciso di estendere la possibilità, per la Tarsu, di rateizzare fino a 72 rate il dovuto. Sul versante rifiuti, tra l&#8217;altro Saggese, che già annunciò la nascita di una sorta di &#8220;Asia 2&#8243; tutta dedicata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Ciro Pellegrino da il Napoli)</strong></p>
<p>Prima un aumento del 60 per cento, ordinato dal Comune di Napoli. Ora un nuovo rincaro &#8211; quello dell&#8217;8 per cento &#8211; voluto dalla Provincia di Luigi Cesaro. Le famiglie, che già non arrivano alla seconda settimana del mese, non ce la fanno più. Risultato: sempre più napoletani non pagano la Tarsu, tassa sui rifiuti solidi urbani.<br />
LO DICONO I DATI snocciolati da Michele Saggese, l&#8217;assessore comunale al Bilancio che nella sua relazione sul bilancio 2010 lancia l&#8217;allarme: «L&#8217;aumento imposto nel corso del 2009, infatti, ha pesantemente inciso sul reddito disponibile delle famiglie e ciò, in un momento di crisi economica significativa, certo non ha aiutato il lento percorso di ripresa». Nonostante il rincaro e pugno duro sui controlli, non c&#8217;è stato un incremento in cassa. Udite udite: aumentare la Tarsu non è servito a nulla: «Non ha fatto registrare in valore assoluto un incremento di incassi proporzionale» dice Saggese. Per invogliare i partenopei a pagare, il Comune ha deciso di estendere la possibilità, per la Tarsu, di rateizzare fino a 72 rate il dovuto. Sul versante rifiuti, tra l&#8217;altro Saggese, che già annunciò la nascita di una sorta di &#8220;Asia 2&#8243; tutta dedicata agli impianti, lasciando alla municipalizzata principale il servizio di spazzamento e il &#8220;decoro&#8221;, spiega che da quest&#8217;anno la spa avrà «precisi obiettivi di miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi erogati». Senza servizi all&#8217;altezza, niente soldi.<br />
E CON LA PROVINCIA? Palazzo Matteotti, rincarando da 88 a 99,6 euro per tonnellata il costo dello smaltimento, ha di fatto aumentato dell&#8217;8% la Tarsu. Il Comune ieri dopo le titubanze della prim&#8217;ora ha annunciato che ricorrerrà al Tar del Lazio contro la norma del governo, che secondo Palazzo San Giacomo è anche incostituzionale. Ieri in commissione Bilancio, il presidente Saverio Cilenti, ha illustrato l&#8217;emendamento sull&#8217;aumento della tariffa dei rifiuti. È la sinistra (Rifondazione Comunista e Pdci, soprattutto) che spinge decisamente per il muro contro muro con Palazzo Matteotti. Nella seduta di Consiglio comunale, prevista per oggi, si capirà l&#8217;orientamento della maggioranza nel suo complesso.</p>
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		<title>Rifiuti, c&#8217;è una nuova stangata: dalla Provincia il rincaro Tarsu</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 07:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Ciro Pellegrino da il Napoli) Le cifre fanno tremare le vene dei polsi: +8 per cento di rincaro per la sola città di Napoli; un costo di smaltimento che da circa 88 euro a tonnellata lievita di 11 euro, a 99,6 euro per ogni 1.000 chilogrammi di monnezza. Insomma, la morale è una sola: a Napoli ci sarà un nuovo aumento della Tarsu, la tassa rifiuti solidi urbani dopo quello di aprile 2009, il rincaro del 60% deciso dall&#8217;ex assessore Riccardo Realfonzo. IL PASSAGGIO DI COMPETENZE dalle Amministrazioni comunali alla Provincia ha generato una revisione dei costi. Fino ad oggi lo smaltimento costava 88 euro a tonnellata, con Napoli che portava in discarica 450 mila tonnellate di spazzatura spendendo circa 39 milioni. È bastato un decreto firmato dal presidente della Provincia, Luigi Cesaro, atto che sarà illustrato oggi a Palazzo Matteotti dal parlamentare Pdl , dal presidente del Consiglio provinciale, Luigi Rispoli, dall&#8217;assessore all&#8217;Ambiente, Giuseppe Caliendo, e dall&#8217;amministratore delegato della neonata società Sap.Na, Corrado Catenacci. DELL&#8217;ATTO il Napoli è venuto in possesso, potendo dunque anticipare i termini economici e tecnici di questa rivoluzione sul fronte spazzatura. Sostanzialmente ognuno dei 92 comuni dell&#8217;Area metropolitana ha la sua tariffa personalizzata di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Ciro Pellegrino da il Napoli)</strong></p>
<p>Le cifre fanno tremare le vene dei polsi: +8 per cento di rincaro per la sola città di Napoli; un costo di smaltimento che da circa 88 euro a tonnellata lievita di 11 euro, a 99,6 euro per ogni 1.000 chilogrammi di monnezza. Insomma, la morale è una sola: a Napoli ci sarà un nuovo aumento della Tarsu, la tassa rifiuti solidi urbani dopo quello di aprile 2009, il rincaro del 60% deciso dall&#8217;ex assessore Riccardo Realfonzo.<br />
IL PASSAGGIO DI COMPETENZE dalle Amministrazioni comunali alla Provincia ha generato una revisione dei costi. Fino ad oggi lo smaltimento costava 88 euro a tonnellata, con Napoli che portava in discarica 450 mila tonnellate di spazzatura spendendo circa 39 milioni. È bastato un decreto firmato dal presidente della Provincia, Luigi Cesaro, atto che sarà illustrato oggi a Palazzo Matteotti dal parlamentare Pdl , dal presidente del Consiglio provinciale, Luigi Rispoli, dall&#8217;assessore all&#8217;Ambiente, Giuseppe Caliendo, e dall&#8217;amministratore delegato della neonata società Sap.Na, Corrado Catenacci.<br />
DELL&#8217;ATTO il Napoli è venuto in possesso, potendo dunque anticipare i termini economici e tecnici di questa rivoluzione sul fronte spazzatura. Sostanzialmente ognuno dei 92 comuni dell&#8217;Area metropolitana ha la<br />
sua tariffa personalizzata di smaltimento, stabilita su una serie di parametri di costi del trasporto, degli addetti e degli impianti. Per Napoli, dicevamo, è 99,6 euro. A Marano di Napoli, Qualiano e Melito, costerà 101102 euro a tonnellata.<br />
COSA COMPORTI QUESTO CAMBIAMENTO lo spiega Pino Capasso, capogruppo dell&#8217;opposizione in Consiglio provinciale: «Per i cittadini di Napoli l&#8217;incremento decretato da Cesaro è pari a 3 milioni di euro -afferma -. E così la Provincia, alla sua prima uscita , aumenta la tassa ai cittadini. È la naturale conseguenza &#8211; conclude -del disimpegno del centrodestra napoletano, succube della Lega che ha imposto alla Campania l&#8217;immediata autosufficienza finanziaria in materia di rifiuti». Ma le tensioni in Provincia rigurdano anche altro: ieri in Aula il centrosinistra ha strappato il sì ad un ordine del giorno firmato da Tommaso Sodano per dire no alla liberalizzazione della gestione dell&#8217;acqua. Cesaro si è espresso in maniera contraria, non ha seguito la sua linea il presidente del Consiglio provinciale, Luigi Rispoli, Pdl proveniente da Alleanza Nazionale.</p>
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		<title>Rincari Tarsu: no agli aumenti indiscriminati</title>
		<link>http://www.napolionline.org/new/rincari-tarsu-no-agli-aumenti-indiscriminati</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 12:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tarsu]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Daniela De Crescenzo da il Mattino) Tarsu più cara per i cittadini della provincia di Napoli: se ne parlava da tempo, ma nei prossimi giorni se ne avrà la certezza. Un rincaro definito contenuto dall’amministratore unico della società provinciale, il prefetto Corrado Catenacci. Ma già dopo un incontro che si è tenuto immediatamente prima delle elezioni, i sindaci protestano: «Gli aumenti della Tarsu non possono essere indiscriminati – dice Enzo Cuomo, coordinatore dell&#8217;Anci per la provincia di Napoli e sindaco di Portici – I cittadini dei Comuni virtuosi, quelli che hanno dato impulso alla differenziata, non possono vedersi aumentare l&#8217;imposta». Una matassa difficile da sbrogliare. Nei prossimi giorni la società provinciale ultimerà i calcoli sui costi di smaltimento, varerà una tariffa e la comunicherà alla Provincia per ottenere il definitivo via libera. Un iter da concludere necessariamente molto presto visto che i Comuni dovranno utilizzare le tariffe per compilare i bilanci. Attualmente a Napoli smaltire una tonnellata di spazzatura costa 88 euro, d&#8217;ora in poi potrebbe costare 104 euro (ma la cifra è orientativa). Il costo base ipotizzato dai tecnici di Bertolaso (che potevano contare sui militari) era di 90 euro. Con gli attuali parametri ogni cittadino sborsa 42 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Daniela De Crescenzo da il Mattino)</strong></p>
<p>Tarsu più cara per i cittadini della provincia di Napoli: se ne parlava da tempo, ma nei prossimi giorni se ne avrà la certezza. Un rincaro definito contenuto dall’amministratore unico della società provinciale, il prefetto Corrado Catenacci. Ma già dopo un incontro che si è tenuto immediatamente prima delle elezioni, i sindaci protestano: «Gli aumenti della Tarsu non possono essere indiscriminati – dice Enzo Cuomo, coordinatore dell&#8217;Anci per la provincia di Napoli e sindaco di Portici – I cittadini dei Comuni virtuosi, quelli che hanno dato impulso alla differenziata, non possono vedersi aumentare l&#8217;imposta». Una matassa difficile da sbrogliare. Nei prossimi giorni la società provinciale ultimerà i calcoli sui costi di smaltimento, varerà una tariffa e la comunicherà alla Provincia per ottenere il definitivo via libera. Un iter da concludere necessariamente molto presto visto che i Comuni dovranno utilizzare le tariffe per compilare i bilanci. Attualmente a Napoli smaltire una tonnellata di spazzatura costa 88 euro, d&#8217;ora in poi potrebbe costare 104 euro (ma la cifra è orientativa). Il costo base ipotizzato dai tecnici di Bertolaso (che potevano contare sui militari) era di 90 euro. Con gli attuali parametri ogni cittadino sborsa 42 euro all&#8217;anno, con quelli nuovi si sfioreranno i 50 euro. A questa cifra bisognerà poi aggiungere le spese per la raccolta e per i trasporti e quelli per i dipendenti dei consorzi di bacino che dovranno essere assorbiti dalla Provincia. «Con i costi complessivi crescenti – sostiene Catenacci – aumenterà anche la Tarsu. Ma niente scure, non ci saranno incrementi eccessivi. Il nostro impegno è quello di contenere al massimo i costi». E infatti le spese per la società (comprensivi di stipendi per i dirigenti e per i dipendenti, fitto della sede, raccolta del percolato, sorveglianza e fitto di auto per il trasporto) incideranno in maniera contenuta nella determinazione delle tariffe: l&#8217;1,67 per cento. Molto di più, restando inalterati i costi per i conferimenti in discarica, conteranno le ipotetiche evasioni. Nel conteggio, infatti, è stato considerato anche il mancato ricavo provocato dall&#8217;evasione che si aggira nella nostra provincia intorno al trenta per cento, mentre nel resto d&#8217;Italia non supera il dieci. A quanto pare per pareggiare i conti le spese non sono state distribuite su tutti i cittadini, ma solo su quelli che realisticamente pagheranno, con la speranza di riuscire nel tempo ad aumentarne il numero. Resta in piedi, poi, il problema dei dipendenti dei consorzi di bacino che dovranno essere assorbiti dalle società provinciali e quindi anche i loro stipendi dovranno essere pagati attraverso la Tarsu. Ma questo, avverte Catenacci, avverrà solo dal prossimo anno «quando effettivamente saremo noi a riscuotere le imposte». Per il momento, infatti, il compito di incassare toccherà ancora ai Comuni. Una situazione complessa rispetto alla quale gli amministratori affilano le armi: «La tariffa – sostiene Cuomo – andrebbe costruita insieme agli enti locali tenendo conto delle differenti situazioni e premiando chi ha diffuso la differenziata. Su questo punto, invece, c&#8217;è un pericoloso arretramento sia dal punto di vista legislativo che da quello culturale». Per fare un punto definitivo bisognerà attendere il varo del piano industriale della società provinciale che un decreto del presidente Cesaro stabilisce debba avvenire entro novanta giorni a partire dal 17 marzo. Intanto sono stati nominati i dirigenti della società: il direttore generale è l&#8217;ex capo della criminalpol nel Sud Italia, Umberto Vecchione, il direttore tecnico è il docente dell&#8217;università Partenope Giovanni Perillo. Nessuno avrà compensi elevati: «Io guadagnerò 2701 euro netti al mese», sottolinea Catenacci. </p>
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		<title>Decreto, l&#8217;Anci resta in trincea: «Modifiche insufficienti»</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 11:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescoiacotucci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[emergenza rifiuti]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Daniela De Crescenzo da Il Mattino) Non convincono l&#8217;Anci le modifiche proposte dalla maggioranza al decreto195, quello che sancisce la chiusura dell&#8217;emergenza in Campania. «Si parla di un periodo di transizione nel quale i Comuni dovrebbero continuare a riscuotere la Tarsu che poi dovrebbe passare alle Province &#8211; sostiene Nino Daniele, presidente dell&#8217;Anci Campania &#8211; ma noi giudichiamo insoddisfacenti i provvedimenti transitori.La riscossione delle tasse o delle tariffe e la competenza nella raccolta e nei trasporti dei rifiuti deve restare ai Comuni». No, quindi, al cosiddetto periodo ponte proposto dai parlamentari del centrodestra che hanno già presentato una serie di emendamenti in commissione ambiente dove si discuterà il decreto. A loro parerei Comuni dovrebbero per un tempo tra i sei e i dodici mesi riscuotere i soldi dai cittadini, provvedere allo spazzamento, alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti e pagare le società provinciali, che gestiranno gli impianti, per lo smaltimento. Intanto dovrebbero trasferire alle Province le anagrafi tributarie. Tra un anno, infatti,dovrebbero essere queste amministrazioni a organizzare l&#8217;intero ciclo sulla base dei cosiddetti Ato. Mal&#8217;Anci non ci sta e invia al presidente della commissione ambiente una serie di proposte di emendamenti.Per l&#8217;associazione l&#8217;articolo 4 dovrebbe essere modificato e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong>(di Daniela De Crescenzo da Il Mattino)</strong></div>
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<div>Non convincono l&#8217;Anci le modifiche proposte dalla maggioranza al decreto195, quello che sancisce la chiusura dell&#8217;emergenza in Campania. «Si parla di un periodo di transizione nel quale i Comuni dovrebbero continuare a riscuotere la Tarsu che poi dovrebbe passare alle Province &#8211; sostiene Nino Daniele, presidente dell&#8217;Anci Campania &#8211; ma noi giudichiamo insoddisfacenti i provvedimenti transitori.La riscossione delle tasse o delle tariffe e la competenza nella raccolta e nei trasporti dei rifiuti deve restare ai Comuni». No, quindi, al cosiddetto periodo ponte proposto dai parlamentari del centrodestra che hanno già presentato una serie di emendamenti in commissione ambiente dove si discuterà il decreto. A loro parerei Comuni dovrebbero per un tempo tra i sei e i dodici mesi riscuotere i soldi dai cittadini, provvedere allo spazzamento, alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti e pagare le società provinciali, che gestiranno gli impianti, per lo smaltimento. Intanto dovrebbero trasferire alle Province le anagrafi tributarie. Tra un anno, infatti,dovrebbero essere queste amministrazioni a organizzare l&#8217;intero ciclo sulla base dei cosiddetti Ato. Mal&#8217;Anci non ci sta e invia al presidente della commissione ambiente una serie di proposte di emendamenti.Per l&#8217;associazione l&#8217;articolo 4 dovrebbe essere modificato e la definizione dei costi di smaltimento dovrebbe essere fatta d&#8217;intesa con i rappresentanti degli enti locali. L&#8217;articolo11 dovrebbe prevedere che i Comuni restino responsabili della raccolta e riscuotano la Tarsu. L&#8217;articolo 12 dovrebbe stabilire che lo Stato riscuota i crediti arretrati non attraverso il minor trasferimento dell&#8217;Irpef e della Rc auto, ma prioritariamente sui soldi che dovrebbero compensare il minor gettito Ici. Ma questi non sono mai arrivati:in sostanza i Comuni propongono di sottrarre quel che devono allo Stato da quel che dovrebbero a loro volta incassare. E l&#8217;assessore al Comune di Napoli, Paolo Giacomelli spiega:«È giusto che anche in Campania,come prevede la legge nazionale 152,quello che regola la materia ambientale,si avvii la costituzione degli ambiti territoriali ottimali ma i Comuni devono rimanere responsabili del decoro,della raccolta e del trasporto e quindi devono riscuotere la Tarsu».il punto centrale resta, dunque, la riscossione delle tasse: il Comune di Napoli incassa il 70 per cento del dovuto.Del restante 30 per cento, il 15 è costituito dai morosi, il 10 dai nullatenentie il 5 dagli edifici pubblici, a partire dalle scuole per finire con gli ospedali.</div>
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		<title>I sindaci: questo decreto farà aumentare la Tarsu</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 08:01:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Luigi Roano e Daniela De Crescenzo da il Mattino) Qualcuno ha minacciato di consegnare la fascia di sindaco, qualcun altro ha gridato che nemmeno morto passerà alle Province gli elenchi dei contribuenti. E poi c&#8217; è stato chi ha parlato di decreto folle e chi invece, invitando alla moderazione, ha proposto un lungo elenco di modifiche: dopo più di tre ore di accalorata discussione i sindaci campani convocati dall&#8217;Anci hanno concordato di andare avanti sulla strada del confronto con la struttura di Bertolaso. Confronto che riprenderà oggi con un nuovo incontro. Ma con un avvertimento: se il decreto 195, quello che stabilisce le nuove regole per il settore rifiuti, non cambierà radicalmente la battaglia si farà più dura. Erano duecentocinquanta i primi cittadini che ieri mattina affollavano la sala delle armi del Maschio Angiono, sono stati una trentina gli interventi, tutti appassionati, che hanno disegnato il malessere dei Comuni che temono si essere spogliati di soldi e poteri. «E di non poter fare quello che i nostri cittadini ci chiedono, cioè pulire le città», hanno detto in molti. A introdurre i lavori Rosa Russo Iervolino, padrone di casa. Non si aspettava tanta partecipazione il sindaco di Napoli: «è il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Luigi Roano e Daniela De Crescenzo da il Mattino)</strong></p>
<p>Qualcuno ha minacciato di consegnare la fascia di sindaco, qualcun altro ha gridato che nemmeno morto passerà alle Province gli elenchi dei contribuenti. E poi c&#8217; è stato chi ha parlato di decreto folle e chi invece, invitando alla moderazione, ha proposto un lungo elenco di modifiche: dopo più di tre ore di accalorata discussione i sindaci campani convocati dall&#8217;Anci hanno concordato di andare avanti sulla strada del confronto con la struttura di Bertolaso. Confronto che riprenderà oggi con un nuovo incontro. Ma con un avvertimento: se il decreto 195, quello che stabilisce le nuove regole per il settore rifiuti, non cambierà radicalmente la battaglia si farà più dura.<br />
Erano duecentocinquanta i primi cittadini che ieri mattina affollavano la sala delle armi del Maschio Angiono, sono stati una trentina gli interventi, tutti appassionati, che hanno disegnato il malessere dei Comuni che temono si essere spogliati di soldi e poteri. «E di non poter fare quello che i nostri cittadini ci chiedono, cioè pulire le città», hanno detto in molti. A introdurre i lavori Rosa Russo Iervolino, padrone di casa. Non si aspettava tanta partecipazione il sindaco di Napoli: «è il segnale &#8211; spiega &#8211; che il tema è sentitissimo». Toni soft ma poi l&#8217;ex ministro dell&#8217;Interno si scioglie. «C&#8217;è il rischio concreto di un ulteriore aumento della Tarsu perché per le province è materialmente impossibile gestire la tassa». La Iervolino entra nel dettaglio. «Non c&#8217;è dubbio che se il decreto non cambia Asìa diventa una società della Provincia. Questo è ovvio. È una società che non solo abbiamo capitalizzato più delle altre ma alla quale abbiamo trasferito immobili di proprietà comunale di notevole importanza». L&#8217;Asìa ingoia 14 milioni al mese per lo smaltimento e gli stipendi alle maestranze ma è anche uno dei gioielli del portafoglio di Palazzo San Giacomo. «Il decreto &#8211; conclude la Iervolino &#8211; è incostituzionale perché in contrasto con l&#8217;autonomia impositiva dei Comuni. Noi col governo vogliamo collaborare non fare la guerra però il decreto va cambiato».<br />
Poi il presidente dell&#8217;Anci Campania Nino Daniele ha illustrato le posizioni dell&#8217;associazione e le richieste di modifica del decreto: a partire da un allungamento dei tempi per il decollo delle società provinciali e di una norma transitoria per Tarsu, tributi ed esazioni. E poi il problema dei debiti contratti con la struttura commissariale: l&#8217;Anci propone di compensarle con altre somme dovute ai comuni dallo stato, a partire dall&#8217;Id.<br />
Poi la parola è passata ai primi cittadini dei comuni cosiddetti virtuosi, quelli che hanno fatto decollare la differenziata e che ora non vogliono finire nel calderone della gestione provinciale. «Io l&#8217;anagrafe tributaria non la mando, voglio essere arrestata», ha detto Filomena Laudato, primo cittadino di Arpaise. Petteruti (Caserta) ha parlato di decreto scellerato, Domenico Ciaramella (Aversa) del pdl ha raccontato «Sono nella<br />
black list dei Comuni da sciogliere, ma io, anche a costo di essere punito, dico che non è possibile gestire 102 comuni insieme, come dovrebbe fare la società provinciale». Pepe (Benevento) ha ricordato: «La nostra onestà non ha niente a che vedere con gli schieramenti politici: di fatto siamo tutti commissariati». E Carmine Cocozza (Auletta) ha sbottato: «I membri del governo che provengono dalla Campania devono dimettersi». Nespoli (Afragola) in un contestatissimo intervento ha parlato di proposte di modifica al testo come unica via percorribile. Ultimo a prendere la parola il sindaco di Sorrento, Marco Fiorentino che ha sottolineato: «Noi abbiamo una raccolta differenziata che supera il sessanta per cento. La mia è una zona turistica, io mando a raccogliere la spazzatura anche tre volte al giorno, non posso rischiare inefficienze».</p>
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		<title>Tarsu alla provincia. Duello da 170 milioni. A rischio i fondi per l&#8217;Asìa</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 09:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ASIA]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Varriale]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Adolfo Pappalardo da il Mattino) Vertici. Assemblee. Incontri. Per fare in modo che venga modificato il decreto legge che assegna la riscossione e la gestione della Tarsu alle Province e non più ai singoli comuni. Caso unico in Italia: è il colpo di coda contenuto nel decreto 302 che chiude l&#8217;emergenza rifiuti in Campania. S&#8217;inizia oggi a palazzo San Giacomo: vertice tra il sindaco Iervolino, gli assessori al Bilancio e all&#8217;Igiene, Saggese e Giacomelli, e i vertici dell&#8217;Asia per capire come muoversi. Il giorno dopo, invece, i sindaci dei cinque comuni-capoluogo s&#8217;incontreranno nella sede dell&#8217;Anci con il presidente regionale (e primo cittadino di Ercolano) Nino Daniele. E, ancora, il segretario regionale del Pd Enzo Amendola annuncia una mobilitazione: «Rimarremo al fianco degli amministratori locali in questa vicenda. Per questo la prossima settimana convocheremo un tavolo con i sindaci e i deputati del Pd». Poi attacca i superpoteri concessi ai presidenti di Province dal nuovo decreto. Poteri che prevedono anche la nomina «entro 15 giorni di un soggetto liquidatore per &#8211; recita il decreto &#8211; l&#8217;accertamento delle situazioni debitorie pregresse» dei comuni che in questi anni di emergenza non hanno mai pagato la struttura commissariale per le somme anticipate. «Meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Adolfo Pappalardo da il Mattino)</strong></p>
<p>Vertici. Assemblee. Incontri. Per fare in modo che venga modificato il decreto legge che assegna la riscossione e la gestione della Tarsu alle Province e non più ai singoli comuni. Caso unico in Italia: è il colpo di coda contenuto nel decreto 302 che chiude l&#8217;emergenza rifiuti in Campania. S&#8217;inizia oggi a palazzo San Giacomo: vertice tra il sindaco Iervolino, gli assessori al Bilancio e all&#8217;Igiene, Saggese e Giacomelli, e i vertici dell&#8217;Asia per capire come muoversi. Il giorno dopo, invece, i sindaci dei cinque comuni-capoluogo s&#8217;incontreranno nella sede dell&#8217;Anci con il presidente regionale (e primo cittadino di Ercolano) Nino Daniele. E, ancora, il segretario regionale del Pd Enzo Amendola annuncia una mobilitazione: «Rimarremo al fianco degli amministratori locali in questa vicenda. Per questo la prossima settimana convocheremo un tavolo con i sindaci e i deputati del Pd». Poi attacca i superpoteri concessi ai presidenti di Province dal nuovo decreto. Poteri che prevedono anche la nomina «entro 15 giorni di un soggetto liquidatore per &#8211; recita il decreto &#8211; l&#8217;accertamento delle situazioni debitorie pregresse» dei comuni che in questi anni di emergenza non hanno mai pagato la struttura commissariale per le somme anticipate. «Meno male che volevano abolire le Province», dice il segretario Amendola prima di rincarare la dose: «Alla faccia del federalismo fiscale che invoca il centrodestra. Invece di decentrare le competenze e dare man forte ai piccoli enti, saremo l&#8217;unica regione d&#8217;Italia dove i Comuni non avranno più risorse finanziarie neanche per lo spazzamento delle strade».<br />
Sono due ora le strade percorribili a questo punto: una modifica dei 5 commi dell&#8217;articolo in questione (l&#8217;11) durante la conversione del decreto in legge o passare ai ricorsi. Ci pensano i piccoli comuni ma anche quello di Napoli che senza le entrate garantite dalla Tarsu si ritroverebbe in serie difficoltà. Non tanto per il rischio di non poter rispettare il patto di stabilità a causa dello stop a un&#8217;entrata da 170 milioni di euro annui. No, il problema vero rimane quello di come pagare il contratto di servizio stipulato con l&#8217;Asìa: il valore è proprio di 170 milioni euro e serve a garantire tutto il ciclo integrato dei rifiuti cittadino. Escluso lo spazzamento coperto, nel caso di Napoli, con altre tasse cittadine. Come onorare quindi il contratto stipulato con la società partecipata? Come si reggerà senza più l&#8217;entrata della Tarsu che, decreto alla mano, sarà riscossa e gestita dalla Provincia tramite la società di gestione del ciclo dei rifiuti? Domande a cui si cercherà di rispondere oggi nel corso del vertice a palazzo San Giacomo. Perché se il decreto non viene modificato l&#8217;Asìa non avrebbe più ossigeno a fronte di competenze in più: da tre giorni gestisce anche gli impianti di Giugliano e Tufino. E che non si tratti di una mera polemica politica tra un&#8217;amministrazione di centrosinistra e il governo si intuisce anche dalle parole del consigliere Pdl Salvatore Varriale. Che prima attacca («I meccanismi per la riscossione della Tarsu in Campania sono i meno efficaci d&#8217;Italia e soltanto nella nostra città si stima che gli evasori totali ed i morosi siano non meno di centomila») ma poi lancia un allarme: «Il decreto crea nell&#8217;immediate un grave problema di liquidità a Comune di Napoli che si tradurrà in un ulteriore allungamento dei tempi di pagamento dei creditori col rischio addirittura di ritardare il pagamento degli stipendi ai dipendenti nel corso dell&#8217;anno. Perché il Comune riscuote la Tarsu tramite Equitalia che fa un&#8217;anticipazione di 16 milioni di euro». Problemi simili per altri comuni campani che si riuniranno l&#8217; 11 gennaio al maschio Angioino pei fare fronte comune contro il passaggio della Tarsu alle Province. Che poi non hanno tutta questa voglia di assumersi questa nuova responsabilità.</p>
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		<title>Tarsu, i sindaci. «Articolo da cambiare, è un terremoto per chi amministra»</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 13:37:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tarsu]]></category>

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		<description><![CDATA[(di ad. pa. da il Mattino) Da un paio di giorni Nino Daniele, sindaco di Ercolano e presidente dell&#8217;Anci Campania, cerca di calmare l&#8217;ira dei suoi colleghi di tutta la regione che si sono accorti (ancora non tutti) come non gestiranno più la Tarsu. «Non era stata mai balenato un provvedimento del genere, un fulmine a ciel sereno dopo settimane e settimane in cui il testo è stato limato e riscritto. Ma nessun primo cittadino è stato mai interpellato su questo punto», spiega Daniele che ha convocato per martedì una riunione con i sindaci dei 5 comuni capoluogo. E sei giorni dopo un&#8217;assise più ampia di primi cittadini si riunirà al Maschio Angioino per discutere come opporsi all&#8217;articolo 11 del decreto legge che chiude l&#8217;emergenza rifiuti in Campania. Ma cosa accadrà ora? «Difficile dirlo: sicuramente presenteremo una proposta di modifica per un confronto con governo e parlamento. Poi sarà il turno dei ricorsi se non verranno accettate le nostre sollecitazioni», spiega il sindaco di Ercolano. Perché con la perdita di gestione della Tarsu la situazione rischia di complicarsi maledettamente. D&#8217;accordo era una tassa di scopo e doveva servire unicamente per la gestione dei rifiuti (dallo spazzamento allo smaltimento finale) ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di ad. pa. da il Mattino)</strong></p>
<p>Da un paio di giorni Nino Daniele, sindaco di Ercolano e presidente dell&#8217;Anci Campania, cerca di calmare l&#8217;ira dei suoi colleghi di tutta la regione che si sono accorti (ancora non tutti) come non gestiranno più la Tarsu. «Non era stata mai balenato un provvedimento del genere, un fulmine a ciel sereno dopo settimane e settimane in cui il testo è stato limato e riscritto. Ma nessun primo cittadino è stato mai interpellato su questo punto», spiega Daniele che ha convocato per martedì una riunione con i sindaci dei 5 comuni capoluogo. E sei giorni dopo un&#8217;assise più ampia di primi cittadini si riunirà al Maschio Angioino per discutere come opporsi all&#8217;articolo 11 del decreto legge che chiude l&#8217;emergenza rifiuti in Campania.<br />
Ma cosa accadrà ora? «Difficile dirlo: sicuramente presenteremo una proposta di modifica per un confronto con governo e parlamento. Poi sarà il turno dei ricorsi se non verranno accettate le nostre sollecitazioni», spiega il sindaco di Ercolano. Perché con la perdita di gestione della Tarsu la situazione rischia di complicarsi maledettamente. D&#8217;accordo era una tassa di scopo e doveva servire unicamente per la gestione dei rifiuti (dallo spazzamento allo smaltimento finale) ma era anche la voce più importante delle entrate di ogni comune. «La soglia dei patti di stabilità si abbassa con un&#8217;entrata in meno e si rischia seriamente di non rientrarci più. Una mannaia per comuni grandi e piccoli. Senza contare che &#8211; aggiunge Daniele -, decreto alla mano, non si capirebbe dove i comuni dovrebbero trovare i soldi per servizi come la raccolta porta a porta che non rientra nelle nuove competenze della Provincia. Allora investimenti del genere dovrebbero non rientrare nei patti di stabilità». Nuove tasse a carico dei cittadini? «Ci potrebbe essere questo rischio per qualche realtà. E poi non capisco come le Province, che non hanno mai espletato alcun servizio di riscossione, possano gestire ora la Tarsu».<br />
Dubbi analoghi li esprime anche Paolo Giacomelli, assessore all&#8217;Igiene urbana del comune di Napoli: «Io credo che la nuova norma sulla Tarsu non passerà e ci saranno aggiustamenti durante la conversione del decreto in legge. O altrimenti non resta che la strada dei ricorsi». Il perché è presto detto: «Occorrerà rivedere tutti i bilanci di quest&#8217;anno senza contare che la tassa sui rifiuti è una materia giuridicamente così complessa che accorrerebbero diversi mesi per il passaggio della gestione della Tarsu alle Province. E poi il decreto non è chiaro: nel 2010 riscuoteremo la Tarsu del 2009. Ebbene a chi dovrebbero andare ora questi soldi? Il decreto non è per nulla chiaro». Per Giacomelli è «molto difficile» che alla fine le Province espleteranno il servizio: «Non c&#8217;è alcuna esperienza e competenza sulla riscossione dei tributi ed occorre tempo per istituire competenze del genere. Rimango convinto che alla fine questo clamoroso passaggio di consegne non avverrà. Sarebbe assurdo e, soprattutto, l&#8217;unico caso in Italia».<br />
E lo spettro potrebbe essere quello di nuovi balzelli da parte dei comuni: «Rimane il nodo dei servizi di spazzamento e decoro. Se la Tarsu va alle Province, dove troveranno i comuni i soldi? Per questo, ne sono sicuro alla fine la tassa rimarrà di competenza ai vari municipi che hanno già pronti i ricorsi, come estrema ratio».</p>
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		<title>Riscossione flop, i Comuni perdono la Tarsu</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 13:33:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tarsu]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Adolfo Pappalrdo da il Mattino) La sorpresa si materializza in 5 commi di un articolo (l&#8217;11) del decreto legge che chiude l&#8217;emergenza in Campania: la Tarsu, la tassa di scopo sui rifiuti, verrà riscossa e, soprattutto, gestita non più dai Comuni ma dalle Province a cui tocca la gestione dell&#8217;immondizia. Sorpresa. Rabbia dei primi cittadini che annunciano ricorsi se il testo non verrà modificato nella sua conversione in legge: «Senza quest&#8217;entrata in bilancio, se non vengono modificati i parametri sforeremo tutti i patti di stabilità. Si tratta di una norma anticostituzionale», dicono allarmati mentre studiano come fare pressing sul governo per le modifiche o, in alternativa, si materializzeranno i ricorsi. Da una parte i primi cittadini, dall&#8217;altra i presidenti che avranno ora poteri enormi. Compreso quello di nominare, così prevede sempre il decreto, un commissario liquidatore per riscuotere i debiti contratti in questi anni dai comuni nei confronti della struttura commissariale per lo smaltimento dell&#8217;immondizia. Cifre da capogiro: solo Napoli deve 130 milioni. Il nodo è all&#8217;ordine del giorno per martedì mattina nella sede regionale dell&#8217;Anci: i primi cittadini dei comuni capoluogo s&#8217;incontreranno per decidere le contromosse. Poi sei giorni dopo, assise al Maschio Angioino per preparare un documento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Adolfo Pappalrdo da il Mattino)</strong></p>
<p>La sorpresa si materializza in 5 commi di un articolo (l&#8217;11) del decreto legge che chiude l&#8217;emergenza in Campania: la Tarsu, la tassa di scopo sui rifiuti, verrà riscossa e, soprattutto, gestita non più dai Comuni ma dalle Province a cui tocca la gestione dell&#8217;immondizia. Sorpresa. Rabbia dei primi cittadini che annunciano ricorsi se il testo non verrà modificato nella sua conversione in legge: «Senza quest&#8217;entrata in bilancio, se non vengono modificati i parametri sforeremo tutti i patti di stabilità. Si tratta di una norma anticostituzionale», dicono allarmati mentre studiano come fare pressing sul governo per le modifiche o, in alternativa, si materializzeranno i ricorsi. Da una parte i primi cittadini, dall&#8217;altra i presidenti che avranno ora poteri enormi. Compreso quello di nominare, così prevede sempre il decreto, un commissario liquidatore per riscuotere i debiti contratti in questi anni dai comuni nei confronti della struttura commissariale per lo smaltimento dell&#8217;immondizia. Cifre da capogiro: solo Napoli deve 130 milioni.<br />
Il nodo è all&#8217;ordine del giorno per martedì mattina nella sede regionale dell&#8217;Anci: i primi cittadini dei comuni capoluogo s&#8217;incontreranno per decidere le contromosse. Poi sei giorni dopo, assise al Maschio Angioino per<br />
preparare un documento comune da parte dei sindaci. Di destra e sinistra. Anche perché il tempo a disposizione non è molto: entro 30 giorni i vari municipi devono fornire le banche dati aggiornate alle società provinciali appena varate altrimenti «il prefetto provvede alla nomina di un apposito commissario ad acta», recita sempre il decreto. È il pugno duro, l&#8217;ultimo della fase commissariale, deciso dal sottosegretario Guido Bertolaso che aveva sempre stigmatizzato l&#8217;alta percentuale di evasione della tassa sui rifiuti, nel Napoletano in particolare. E tra i dettagli del nuovo piano, tra i costi del termovalorizzatore e l&#8217;uso dei militari, spuntano le nuove norme. Allarmati i sindaci che dovranno, nel frattempo, trovare fondi per servizi come lo spazzamento strade non legati al ciclo integrato dei rifiuti.<br />
«I costi dell&#8217;intero ciclo di gestione dei rifiuti trovano integrale copertura nell&#8217;imposizione dei relativi oneri<br />
a carico dell&#8217;utenza. Per fronteggiare i relativi oneri finanziari &#8211; recita il comma 3 dell&#8217;articolo 11 &#8211; le società<br />
provinciali agiscono sul territorio anche quali soggetti esattori della tassa peri rifiuti solidi urbani (Tarsu) e della tariffa integrata ambientale (Tia)». Solo in Campania, caso unico in Italia dal 1993 ad oggi quando fu istituita la tassa comunale, si cambia registro. E le Province potranno accedere alle anagrafi della popolazione (contratti di energia elettrica, gas e acqua) per scovare i furbi.<br />
Ma non è l&#8217;unica tegola che si abbatte sui comuni nell&#8217;ambito della Tarsu, mai girata (o girata in parte) al commissariato che in questi anni si era fatto carico dei costi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. In totale debiti per oltre 400 milioni di euro impossibili da riscuotere altrimenti per molti comuni campani sarebbe stato il dissesto. Ma ora per la sollecita riscossione sono chiamati sempre i presidenti delle Province che «nominano entro 15 giorni un soggetto liquidatore per l&#8217;accertamento delle situazioni creditorie e debitorie pregresse per la successiva definizione di un apposito piano di liquidazione». Somme, quelle dovute dai comuni alla struttura del sottosegretario, che saranno comunque recuperate «mediante riduzione dei trasferimenti erariali, nonché in sede di erogazione di quanto dovuto per la compartecipazione al gettito Irpef, e per la devoluzione, del gettito d&#8217;imposta Rc auto».</p>
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		<title>Rifiuti, Comuni in rivolta: decreto da cambiare</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 12:12:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Daniela De Crescenzo da il Mattino) Una grande riunione dei sindaci della Campania per discutere delle norme che decretano la fine dell&#8217;emergenza rifiuti: si terrà l&#8217; 11 gennaio alle 10,30 a Napoli nell&#8217;antisala dei Baroni. Il decreto, però, non è stato ancora portato alla firma del presidente della Repubblica, anche se già per i129 dicembre la struttura di Bertolaso ha convocato le Province per il passaggio di consegne degli impianti. L&#8217;obiettivo della riunione di Napoli, indetta dal presidente campano dell&#8217;Anci, Nino Daniele, e di concordare con tutti i primi cittadini le proposte di modifica al cosiddetto decreto Bertolaso e alla legge regionale sui rifiuti. «Discuteremo del metodo utilizzato per stabilire le norme che presiederanno allo scioglimento della struttura emergenziale -spiega Daniele &#8211; è stato fatto tutto per decreto, senza aprire mai un tavolo di confronto con i Comuni. E questo non è giusto, anche perché nel momento dell&#8217;emergenza abbiamo dato tutti il nostro appoggio». Ma la partita si gioca soprattutto sul piano economico: «Chiedono ai Comuni 350 milioni di euro per gli oneri arretrati &#8211; sostiene ancora Daniele &#8211; L&#8217;emergenza non è colpa degli amministratori e tantomeno dei cittadini e quindi non devono pagare loro. La legge prevede, infatti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Daniela De Crescenzo da il Mattino)</strong></p>
<p>Una grande riunione dei sindaci della Campania per discutere delle norme che decretano la fine dell&#8217;emergenza rifiuti: si terrà l&#8217; 11 gennaio alle 10,30 a Napoli nell&#8217;antisala dei Baroni. Il decreto, però, non è stato ancora portato alla firma del presidente della Repubblica, anche se già per i129 dicembre la struttura di Bertolaso ha convocato le Province per il passaggio di consegne degli impianti.<br />
L&#8217;obiettivo della riunione di Napoli, indetta dal presidente campano dell&#8217;Anci, Nino Daniele, e di concordare con tutti i primi cittadini le proposte di modifica al cosiddetto decreto Bertolaso e alla legge regionale sui rifiuti. «Discuteremo del metodo utilizzato per stabilire le norme che presiederanno allo scioglimento della struttura emergenziale -spiega Daniele &#8211; è stato fatto tutto per decreto, senza aprire mai un tavolo di confronto con i Comuni. E questo non è giusto, anche perché nel momento dell&#8217;emergenza abbiamo dato tutti il nostro appoggio».<br />
Ma la partita si gioca soprattutto sul piano economico: «Chiedono ai Comuni 350 milioni di euro per gli oneri arretrati &#8211; sostiene ancora Daniele &#8211; L&#8217;emergenza non è colpa degli amministratori e tantomeno dei cittadini e quindi non devono pagare loro. La legge prevede, infatti, che il cento per cento costi si deve trasformare in Tarsu: «Addossare gli arretrati ai Comuni &#8211; protesta Daniele &#8211; significa scaricare 14 anni di emergenza sui cittadini della Campania». E poi c&#8217;è il problema dei dipendenti dei consorzi di bacino che dovrebbero essere assunti dalle società provinciali e pagati ancora con i proventi della Tarsu: «Una soluzione assurda. Si è visto che i consorzi erano solo un escamotage per fare assunzioni» dice Daniele che lancia una proposta provocatoria: «Li pagasse chi se li è presi». Come se non bastasse gli amministratori contestano la norma sullo scioglimento dei Comuni inadempienti nella raccolta dei rifiuti: «Le amministrazioni non possono essere mandate a casa per qualsiasi motivo &#8211; dice ancora il presidente dell&#8217;Anci &#8211; devono essere i cittadini a giudicare se sono inefficienti». Anche l&#8217;assessore alla nettezza urbana del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli è critico: «A quanto pare &#8211; dice &#8211; la Tarsu andrà alle province, ma non si può cambiare la tassazione per decreto». E non basta. L&#8217;assessore sottolinea la necessità di aspettare la sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso delle Province e di charire fino in fondo il ruolo delle società provinciali: si occuperanno di tutto o solo degli impianti? La carne a cuocere, è evidente, è tanta.</p>
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		<title>Iervolino polemica: «Legge incostituzionale, penalizza la Campania»</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 06:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bertolaso]]></category>
		<category><![CDATA[Rosa Russo Iervolino]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno) «Il decreto di Bertolaso» va­rato per affrontare l’emergenza rifiuti in Campania, poi trasformato in legge, «così com’è, è incostituzionale». Addirittura «lo capirebbe anche uno studente iscritto al primo anno di giurisprudenza». È la sindaca napoletana Rosa Russo Iervolino ad aprire un fronte polemico molto forte col governo, ma sopratutto col capo della Protezione civile. Il tutto, peraltro, a poco più di tre settimane dalla chiusura del commissariato per l’emergenza rifiuti. Per la sindaca, infatti, la legge «stabilisce un trattamento solo per i cittadini della Campania. Un po’ come il lodo Alfa­no, che valeva solo per quattro persone e che per questo è stato ritenuto in­costituzionale. Una legge, infatti, non è per una sola regione ma per l’intero territorio». La Iervolino fa riferimento alla legge che prevede solo per la regio­ne Campania «l’impossibi­lità di avere deroghe sulla decisione di mettere a ca­rico degli enti locali le spe­se per il trattamento dei ri­fiuti ». «Purtroppo adesso è legge e non possiamo fa­re più niente, solo ade­guarci — rimarca la sinda­ca —. Senza le modifiche proposte per gli enti loca­li ci avrebbero consentito di appellarci alla Corte co­stituzionale, ma con quel­le attuali non era possibi­le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>«Il decreto di Bertolaso» va­rato per affrontare l’emergenza rifiuti in Campania, poi trasformato in legge, «così com’è, è incostituzionale». Addirittura «lo capirebbe anche uno studente iscritto al primo anno di giurisprudenza». È la sindaca napoletana Rosa Russo Iervolino ad aprire un fronte polemico molto forte col governo, ma sopratutto col capo della Protezione civile. Il tutto, peraltro, a poco più di tre settimane dalla chiusura del commissariato per l’emergenza rifiuti. Per la sindaca, infatti, la legge «stabilisce un trattamento solo per i cittadini della Campania.</p>
<p>Un po’ come il lodo Alfa­no, che valeva solo per quattro persone e che per questo è stato ritenuto in­costituzionale. Una legge, infatti, non è per una sola regione ma per l’intero territorio». La Iervolino fa riferimento alla legge che prevede solo per la regio­ne Campania «l’impossibi­lità di avere deroghe sulla decisione di mettere a ca­rico degli enti locali le spe­se per il trattamento dei ri­fiuti ». «Purtroppo adesso è legge e non possiamo fa­re più niente, solo ade­guarci — rimarca la sinda­ca —. Senza le modifiche proposte per gli enti loca­li ci avrebbero consentito di appellarci alla Corte co­stituzionale, ma con quel­le attuali non era possibi­le e quindi i cittadini di Napoli devono subire un trattamento diverso ri­spetto al resto d’Italia».</p>
<p>L’affondo della prima cit­tadina arriva nel giorno in cui al Comune viene il­lustrato lo schema per ot­tenere gli sgravi fino a 150 euro nel pagamento della Tarsu se si dispone di alcuni requisiti (se si abita a Chiaiano; se si è titolare di un Isee inferiore a 8.500 euro; se c’è un conviven­te invalido al 100 per cento; se in famiglia c’è un anziano almeno 65 enne; se si han­no almeno tre figli di cui due minori).</p>
<p>Alle parole della sindaca replica quindi Guido Bertolaso. Nero su bianco, con una nota proveniente dagli uffici della Prote­zione civile, il sottosegretario si dice «stu­pito che, ancora una volta, si attribuisca all’attuale governo la responsabilità della norma che prevede l’obbligo della coper­tura integrale dei costi di gestione dei ri­fiuti mediante la Tarsu per tutti i comuni campani». Bertolaso ricorda infatti che «l’introduzione della tariffa per la gestio­ne dei rifiuti urbani, come già da più par­ti ricordato, è prevista dall’articolo 7 del decreto legge 61/2007, emanato dal gover­no precedente. Ed è altrettanto singolare dover rilevare la pretesa che, nonostante si sia oramai a pochi giorni dalla definiti­va chiusura dello stato d’emergenza, ciò che è valido per tutti i Comuni d’Italia non debba esserlo per il Comune di Napo­li ». Clima surriscaldato, insomma, lungo l’asse Napoli-Roma e nei giorni in cui si tirano le somme sulle per­centuali di differenziata raggiunta dai Comuni nel 2009. Napoli compresa.</p>
<p>Alla sindaca Iervolino re­plica anche il vicecoordi­natore cittadino del Popo­lo della Libertà, il deputa­to Maurizio Iapicca, che ri­tiene «davvero singolari i ricorrenti vuoti di memo­ria del sindaco napoletano che commentando gli alti costi della Tarsu a Napoli, attribuisce al sottosegreta­rio Bertolaso la paternità di un provvedimento par­torito, due anni e mezzo fa, da Prodi», dice Iapicca. Che aggiunge: «Evidente­mente — aggiunge — alla Iervolino deve essere sfug­gito che il decreto numero 61 dell’11 maggio 2007 fu firmato dall’allora presi­dente del Consiglio Roma­no Prodi e non dal sottose­gretario Bertolaso. Un’eve­nienza che, comunque, ben poco cambia la realtà delle cose. E che, soprattut­to, non ridimensiona le gravi inadempienze di cui, in quest’ultimo decennio, si sono resi responsabili il sindaco di Napoli e il go­vernatore della Campania in merito all&#8217;emergenza ri­fiuti, e agli alti costi che og­gi gravano sui cittadini di Napoli e della Campania». «Una lezione che, cosa anco­ra più grave, non ha insegnato nulla al sindaco di Napoli, che anche per quanto concerne il decreto Ronghi sulla raccolta differenziata, è lontano dagli obiettivi pre­visti dalla legge. Ciò — spiega il deputato — senza voler aprire il capitolo Asia il cui rapporto, non essendo ancora stato rego­lato da contratto di servizio, nei fatti non permette al Comune di espletare alcuna forma di controllo». </p>
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		<title>Tarsu, sei milioni nel bilancio per rimborsi alle famiglie disagiate</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 08:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli) Nuovi fondi per i rimborsi Tarsu. Il Comune trova altri tre milioni e mezzo, si arriva così a 6 milioni. Indennizzi garantiti per 50.000 famiglie napoletane. È il frutto di tagli, risparmi e rigore chiesti dall´assessore Riccardo Realfonzo per la nuova manovra di assestamento di bilancio 2009, che registra da un lato un calo dei debiti fuori bilancio e dall´altro appunto un aumento della quota di risorse destinate al rimborso della Tarsu. Ma c´è anche un dato negativo: meno entrate soprattutto dalle multe, sulle quali l´assessore alle Risorse strategiche Realfonzo promette: «Si andrà a fondo». Le minori entrate registrate dal riequilibrio riguardano 5,87 milioni (sui 66 milioni previsti) per le contravvenzioni elevate per violazione delle norme del codice stradale e 500mila euro sul capitolo Cosap. «A quanto mi risulta è dipeso da problemi di gare d´appalto per reperire materialmente i blocchetti delle sanzioni», accenna Realfonzo. L´importo complessivo del riequilibro di bilancio è di 30,37 milioni. Tra le spese, ci sono 5,5 milioni per debiti fuori bilancio, ma nello stesso periodo dello scorso anno (settembre-ottobre,) furono 21,6 (11,7 nel 2007). «Siamo scesi a un quarto dei debiti rispetto all´anno scorso», chiosa Realfonzo. Tagli ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>Nuovi fondi per i rimborsi Tarsu. Il Comune trova altri tre milioni e mezzo, si arriva così a 6 milioni. Indennizzi garantiti per 50.000 famiglie napoletane. È il frutto di tagli, risparmi e rigore chiesti dall´assessore Riccardo Realfonzo per la nuova manovra di assestamento di bilancio 2009, che registra da un lato un calo dei debiti fuori bilancio e dall´altro appunto un aumento della quota di risorse destinate al rimborso della Tarsu. Ma c´è anche un dato negativo: meno entrate soprattutto dalle multe, sulle quali l´assessore alle Risorse strategiche Realfonzo promette: «Si andrà a fondo». Le minori entrate registrate dal riequilibrio riguardano 5,87 milioni (sui 66 milioni previsti) per le contravvenzioni elevate per violazione delle norme del codice stradale e 500mila euro sul capitolo Cosap. «A quanto mi risulta è dipeso da problemi di gare d´appalto per reperire materialmente i blocchetti delle sanzioni», accenna Realfonzo.<br />
L´importo complessivo del riequilibro di bilancio è di 30,37 milioni. Tra le spese, ci sono 5,5 milioni per debiti fuori bilancio, ma nello stesso periodo dello scorso anno (settembre-ottobre,) furono 21,6 (11,7 nel 2007). «Siamo scesi a un quarto dei debiti rispetto all´anno scorso», chiosa Realfonzo.<br />
Tagli ed economie di spesa su contributi, servizi e utenze hanno generato un risparmio di 13,17 milioni, che consentono di reperire risorse anzitutto per i rimborsi della Tarsu (fino al tetto di 120-150 euro), circa 6 milioni di euro per 50mila famiglie napoletane, distribuiti in 5 milioni per quelle nella fascia di disagio economico (che viene totalmente coperta, mentre nel bilancio di previsione le risorse appostate ammontavano a 2,5 milioni in totale e nel 2008 erano appena 140mila euro) e un milione agli abitanti del quartiere di Chiaiano per la presenza della discarica cittadina sul territorio. «Sono risultati di massimo rilievo &#8211; sottolinea Realfonzo &#8211; la delibera di contenimento dei debiti fuori bilancio fatta a giugno ha funzionato nonostante le polemiche, e il bilancio di previsione ha effettivamente centrato il fabbisogno». La revisione nella spesa provocherà scontento anche perché i tagli hanno riguardato contributi a manifestazioni culturali e utenze, aggiunge, ma si è «raschiato il fondo del barile perché era necessario», destinando così anche 2,13 milioni al mantenimento dei minori e 1,4 milioni alla manutenzione degli immobili di proprietà comunale. In un caso particolare, il rinnovo del contratto di servizio con Napoli Servizi, partecipata del Comune, la tempestività dell´atto ha permesso un risparmio di 830 mila euro.<br />
Entro Natale, infine, il Comune intende chiudere il contratto di servizio con Asìa, l´azienda municipale per la raccolta urbana. Nel riequilibrio, c´è spazio anche per nuovi investimenti con «piccoli» mutui (funicolare Mergellina, linea 1 della metro e biblioteche comunali per 4,10 milioni) e nuovi finanziamenti statali e regionali per 25,70 milioni per borse di studio nella scuola dell´obbligo, Albergo dei Poveri, consultori e un sistema radiomobile.</p>
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		<title>Tarsu, in campo gli 007 ecco i primi 2317 evasori</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 06:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli) Sono 2317 i napoletani che non pagano la Tarsu: 2206 semplici cittadini e 111 attività commerciali. Sono i primi dati degli 007 della task-force contro gli evasori, voluta dall´assessore alle Risorse strategiche, Riccardo Realfonzo. Sono 27 uomini che in appena un mese e mezzo hanno inviato 40.000 questionari e individuato i primi 2317 evasori. «Questa è un´operazione di giustizia. Non andiamo a caccia dei cittadini, ma l´obiettivo è proteggere gli onesti», disse Realfonzo presentando la task-force, lo scorso 8 ottobre, proprio negli uffici comunali di corso Lucci, tra i cittadini infuriati per l´aumento della Tarsu 2009 del 60 per cento. E ora l´&#8221;operazione giustizia&#8221; dà i primi frutti. Ai primi 2317 cittadini, che non hanno mai pagato la tassa sui rifiuti, sono già state inviate le cartelle, con tanto di penali. Le operazioni continuano. In tutto sono 5827 i questionari già esaminati. E tra i semplici cittadini risultano 2206 gli evasori individuati, quasi il 50 per cento. Per le utenze non domestiche i soggetti verificati sono 2634. Sono state riscontrate irregolarità per 7 stabilimenti balneari, 17 palestre, 29 supermercati, 20 negozi di abbigliamento, 5 officine meccaniche, 23 negozi di arredamento, 10 negozi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>Sono 2317 i napoletani che non pagano la Tarsu: 2206 semplici cittadini e 111 attività commerciali. Sono i primi dati degli 007 della task-force contro gli evasori, voluta dall´assessore alle Risorse strategiche, Riccardo Realfonzo. Sono 27 uomini che in appena un mese e mezzo hanno inviato 40.000 questionari e individuato i primi 2317 evasori. «Questa è un´operazione di giustizia. Non andiamo a caccia dei cittadini, ma l´obiettivo è proteggere gli onesti», disse Realfonzo presentando la task-force, lo scorso 8 ottobre, proprio negli uffici comunali di corso Lucci, tra i cittadini infuriati per l´aumento della Tarsu 2009 del 60 per cento. E ora l´&#8221;operazione giustizia&#8221; dà i primi frutti. Ai primi 2317 cittadini, che non hanno mai pagato la tassa sui rifiuti, sono già state inviate le cartelle, con tanto di penali. Le operazioni continuano.<br />
In tutto sono 5827 i questionari già esaminati. E tra i semplici cittadini risultano 2206 gli evasori individuati, quasi il 50 per cento. Per le utenze non domestiche i soggetti verificati sono 2634. Sono state riscontrate irregolarità per 7 stabilimenti balneari, 17 palestre, 29 supermercati, 20 negozi di abbigliamento, 5 officine meccaniche, 23 negozi di arredamento, 10 negozi di vendita auto. Sono in corso di verifiche con dati incrociati su 465 bar e caffè, 196 pizzerie, 838 parrucchieri-donna, 139 parrucchieri-uomo, 680 autorimesse.<br />
«Lo sforzo già fatto con la task force (che è a costo zero per il Comune) e con il bilancio di previsione, con cui abbiamo previsto 2,5 milioni di euro per i rimborsi, non è ancora sufficiente &#8211; spiega Realfonzo &#8211; È necessario aumentare questo importo in modo da poter far accedere al rimborso una fascia più estesa di cittadini in condizioni di disagio socio-economico». Martedì, proprio partendo dal primo fondo di 2 milioni e mezzo, gli assessori Riccardo Realfonzo, Giulio Riccio e Paolo Giacomelli hanno firmato la delibera per far partire i primi rimborsi: una media di 120 euro per 23.550 famiglie. Ma le famiglie che potenzialmente avrebbero diritto al rimborso-Tarsu sono ben 60 mila. Perciò il lavoro della task-force, per recuperare fondi e far sì «che già dall´anno prossimo tutti paghino meno» spiega Realfonzo. Ma anche sull´immediato, l´assessore alle Risorse Strategiche è al lavoro. Vuole trovare nuovi fondi.<br />
«Si tratta di risorse aggiuntive che ho intenzione di trovare con la manovra di assestamento che porterò prima in giunta e poi in consiglio nei prossimi giorni &#8211; assicura Realfonzo &#8211; Certo, le ristrettezze finanziarie del Comune sono note a tutti. Ma al cospetto dell´esigenza di sostenere i cittadini colpiti dalla crisi e dalla beffa governativa dell´incremento Tarsu, occorre individuare nuove voci di risparmio di spesa, ed eventualmente sarà bene anche rivedere alcune priorità precedentemente fissate. In occasione delle prossime scadenze io mi muoverò in questa direzione». Con la speranza di passare nel 2010 dalla Tarsu alla tariffa Tia, come auspica Daniele Fortini ad dell´Asia: «In questo modo tutti pagherebbero il giusto e ci sarebbero meno evasori».</p>
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		<title>Tarsu, ecco il buono fino a150 euro per le famiglie povere</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 06:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno) Il Comune ha individuato due percorsi per procedere con i rimborsi della Tarsu: i cittadini che avranno diritto riceveranno un «buono» da Equitalia col quale po­tranno direttamente pagare parte della tassa sui rifiuti. Al provvedimento hanno lavorato gli assessori Giulio Riccio (politiche sociali), Paolo Giacomelli (Igiene urbana) e Riccar­do Realfonzo (Bilancio). Nei prossimi giorni sarà pubblicato il bando riservato ai cittadini che hanno un Isee inferiore ai 7500 euro. Per chi ne avrà diritto, quindi, il rimborso sarà fino ad un massimo di 150 euro. Secondo le sti­me del Comune il provvedimento inte­ressa circa 23 mila famiglie. Per stabili­re l’importo farà punteggio la presen­za di un familiare a carico di età pari o superiore a 65 anni; la presenza di un componente disabile; la presenza di tre figli minori conviventi. «Il bando sarà emesso prestissimo», dice l’asses­sore Realfonzo che spiega che «per molti aventi diritto il buono rappre­senta molti più del cinquanta per cento dell’intera tassa. Per­tanto sarà eliminata la modalità che prevedeva il pagamen­to preventivo di tutte le rate Tarsu per poi attendere i tempi del rimborso». Presto transiterà in giunta una seconda deli­bera, che riguarda Chiaiano, che prevede il rimborso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>Il Comune ha individuato due percorsi per procedere con i rimborsi della Tarsu: i cittadini che avranno diritto riceveranno un «buono» da Equitalia col quale po­tranno direttamente pagare parte della tassa sui rifiuti. Al provvedimento hanno lavorato gli assessori Giulio Riccio (politiche sociali), Paolo Giacomelli (Igiene urbana) e Riccar­do Realfonzo (Bilancio). Nei prossimi giorni sarà pubblicato il bando riservato ai cittadini che hanno un Isee inferiore ai 7500 euro. Per chi ne avrà diritto, quindi, il rimborso sarà fino ad un massimo di 150 euro. Secondo le sti­me del Comune il provvedimento inte­ressa circa 23 mila famiglie. Per stabili­re l’importo farà punteggio la presen­za di un familiare a carico di età pari o superiore a 65 anni; la presenza di un componente disabile; la presenza di tre figli minori conviventi. «Il bando sarà emesso prestissimo», dice l’asses­sore Realfonzo che spiega che «per molti aventi diritto il buono rappre­senta molti più del cinquanta per cento dell’intera tassa. Per­tanto sarà eliminata la modalità che prevedeva il pagamen­to preventivo di tutte le rate Tarsu per poi attendere i tempi del rimborso». Presto transiterà in giunta una seconda deli­bera, che riguarda Chiaiano, che prevede il rimborso del 50 per cento della Tarsu per circa 6000 nuclei familiari che risie­dono nell’area che da mesi ospita la discarica.  </p>
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		<title>Differenziata, rischio commissario</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 14:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli) Palazzo San Giacomo rischia di essere commissariato per i ritardi accumulati nella raccolta differenziata dei rifiuti. Stando ai dati forniti dall&#8217;Asia, l&#8217;azienda municipalizzata per l&#8217;igiene urbana, da aprile scorso ad oggi, la raccolta differenziata è passata dal 18,6 al 19 per cento. Quindi, una percentuale, ben lontana dal 25% che l&#8217;amministrazione comunale partenopea dovrà raggiungere entro il 31 dicembre prossimo per evitare il commissariamento in base alle normative vigenti. Infatti, secondo il decreto legge del 2008 &#8220;ai comuni della regione Campania che non raggiungano l&#8217;obiettivo minimo di raccolta differenziata pari al 25 per cento dei rifiuti urbani prodotti entro il 31 dicembre 2009, al 35 per cento entro il 31 dicembre 2010 e al 50 per cento entro il 31 dicembre 2011, fissati dal Piano regionale dei rifiuti adottato con ordinanza del commissario delegato per l&#8217;emergenza dei rifiuti numero 500 del 30 dicembre 2007, è imposta una maggiorazione sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati pari rispettivamente al 15 per cento, al 25 per cento e al 40 per cento dell&#8217;importo stabilito per ogni tonnellata di rifiuto conferita agli impianti di trattamento e smaltimento&#8221;. Quindi se entro la fine dell&#8217;anno non sarà raggiunto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli)</strong></p>
<p>Palazzo San Giacomo rischia di essere commissariato per i ritardi accumulati nella raccolta differenziata dei rifiuti. Stando ai dati forniti dall&#8217;Asia, l&#8217;azienda municipalizzata per l&#8217;igiene urbana, da aprile scorso ad oggi, la raccolta differenziata è passata dal 18,6 al 19 per cento. Quindi, una percentuale, ben lontana dal 25% che l&#8217;amministrazione comunale partenopea dovrà raggiungere entro il 31 dicembre prossimo per evitare il commissariamento in base alle normative vigenti. Infatti, secondo il decreto legge del 2008 &#8220;ai comuni della regione Campania che non raggiungano l&#8217;obiettivo minimo di raccolta differenziata pari al 25 per cento dei rifiuti urbani prodotti entro il 31 dicembre 2009, al 35 per cento entro il 31 dicembre 2010 e al 50 per cento entro il 31 dicembre 2011, fissati dal Piano regionale dei rifiuti adottato con ordinanza del commissario delegato per l&#8217;emergenza dei rifiuti numero 500 del 30 dicembre 2007,	è imposta una maggiorazione sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati pari rispettivamente al 15 per cento, al 25 per cento e al 40 per cento dell&#8217;importo stabilito per ogni tonnellata di rifiuto conferita agli impianti di trattamento e smaltimento&#8221;. Quindi se entro la fine dell&#8217;anno non sarà raggiunto almeno il 25% di raccolta differenziata, i comuni inadempienti saranno costretti a pagare il 15% dei costi di discarica. Dove prenderà queste risorse il comune di Napoli? A farne le spese saranno i cittadini, le famiglie indigenti, che saranno costretti a subire un ulteriore aumento della tassa sui rifiuti. &#8220;La città di Napoli è la seconda, dopo Torino per incremento di raccolta differenziata &#8211; ha affermato qualche mese fa il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino &#8211; siamo partiti praticamente dal nulla e questo è un ulteriore voltare pagina: non solo togliamo i rifiuti dalla strada, ma li ricicliamo e questo è importante&#8221;. L&#8217;ottimismo del sindaco viene contestato dall&#8217;opposizione di centro destra e dalle associazioni dei consumatori. &#8220;Forse, il sindaco si riferisce alla quantità di cartoni raccolti &#8211; afferma Ciro Varriale vice capogruppo del Pdl &#8211; Il primo cittadino fornisca, piuttosto, i dati sulle isole ecologiche&#8221;. Il capogruppo azzurro sostiene che il programma comunale prevedeva, dieci isole ecologiche, tre impianti di compostaggio. Gli impianti dovevano essere così localizzati: il primo impianto, con una potenzialità di trattamento di 24 mila tonnellate, nell&#8217;area ex ICM), il secondo all&#8217;interno del Parco di Bagnoli, il terzo impianto, previsto nel corso della riunione del Consiglio comunale dell&#8217; 11 dicembre 2007, all&#8217;interno del Parco metropolitano delle Colline Napoletane di Chiaiano. Per la piccola impiantistica, infine, si prevedevano nel territorio comunale 100 eco- piazzole. Una buona raccolta differenziata evita materiali in discarica e garantisce materia prima seconda al sistema del riciclo. &#8220;Sono ancora troppi i comuni che viaggiano con il freno tirato sulla strada della raccolta differenziata&#8221; &#8211; sostengono gli esponenti di Lega Ambiente</p>
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		<title>Tarsu, pasticcio in aula resta il maxi-aumento</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 14:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tarsu]]></category>

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		<description><![CDATA[(di ama da il Mattino) Dopo la bocciatura dell’ordine del giorno che portava a 10 milioni il fondo destinato ai più deboli per l’aumento della Tarsu del 60%, la maggioranza si è infilata in un altro pasticcio. Ha bocciato la mozione presentata dall’Idv con Francesco Moxedano con cui si poteva annullare l’effetto dell’aumento fino a trovare una nuova soluzione per coprire i costi del servizio per lo smaltimento rifiuti. All’atto della votazione il centrosinistra è uscito dall’aula lasciando così il Pdl da solo che ha votato in massa sì. Per qualche secondo &#8211; dunque &#8211; la delibera è stata annullata. Poi resosi conto del passo falso il centrosinistra è rientrato precipitosamente in aula e ha rettificato il voto con il no bocciando l’annullamento dell’aumento. La Iervolino visibilmente seccata ha detto: «Al di là degli ordini del giorno, spesso utilizzati strumentalmente, ci dobbiamo impegnare a far presto a varare la delibera attuativa che potrà ristorare i più deboli e trovare quanti più fondi è possibile». E ancora: «Bisogna subito passare dal regime di tassa a tariffa solo così tuteleremo le fasce meno ricche. I 100 metri di Scampia non possono essere equiparati a quelli di Posillipo. Entro fine anno dobbiamo fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di ama da il Mattino)</strong></p>
<p>Dopo la bocciatura dell’ordine del giorno che portava a 10 milioni il fondo destinato ai più deboli per l’aumento della Tarsu del 60%, la maggioranza si è infilata in un altro pasticcio. Ha bocciato la mozione presentata dall’Idv con Francesco Moxedano con cui si poteva annullare l’effetto dell’aumento fino a trovare una nuova soluzione per coprire i costi del servizio per lo smaltimento rifiuti. All’atto della votazione il centrosinistra è uscito dall’aula lasciando così il Pdl da solo che ha votato in massa sì. Per qualche secondo &#8211; dunque &#8211; la delibera è stata annullata. Poi resosi conto del passo falso il centrosinistra è rientrato precipitosamente in aula e ha rettificato il voto con il no bocciando l’annullamento dell’aumento. La Iervolino visibilmente seccata ha detto: «Al di là degli ordini del giorno, spesso utilizzati strumentalmente, ci dobbiamo impegnare a far presto a varare la delibera attuativa che potrà ristorare i più deboli e trovare quanti più fondi è possibile». E ancora: «Bisogna subito passare dal regime di tassa a tariffa solo così tuteleremo le fasce meno ricche. I 100 metri di Scampia non possono essere equiparati a quelli di Posillipo. Entro fine anno dobbiamo fare il regolamento». Intanto contro la maxistangata della Tarsu si schierano anche i commercianti. E di ieri la lettera-appello inviata al sindaco Iervolino dal commissario dell’Ascom di Napoli Tullio Nunzi. Un appello e un grido d’allarme per alcune categorie per cui il 60% di aumento Tarsu rappresenterà «la «mazzata finale» con gravi ripercussioni sull’occupazione. «Abbiamo avviato ricorsi al Tar e non vogliamo fomentare rivolte fiscali o intasare di ricorsi le commissioni fiscali competenti &#8211; ha scritto Nunzi &#8211; ma è necessario un intervento immediato del sindaco per un confronto tra politica e imprese. Queste ultime da sole hanno creato occupazione e sono costrette alla resa, con un’imposizione fiscale locale insopportabile, decisa in spregio alle esigenze delle categorie del commercio, del turismo e dei servizi, già appesantite dalle tasse «ambientali» della criminalità. Temiamo – aggiunge Nunzi – un ricorso all’usura da parte di molti imprenditori per far fronte agli aumenti decisi dal Comune». Il commissario poi elenca le maggiori difficoltà del settore: pochi consumi, una crisi infinita, l’abusivismo dilagante, infiltrazioni camorristiche ma anche carenza di crediti nei confronti di aziende che rischiano di essere trascinate nel baratro dell&#8217;usura. «Eppure &#8211; precisa -a Napoli il terziario partecipa per più del 90% alla definizione del pil e dà lavoro all&#8217;80% della popolazione». Secondo l’Ascom il maxi-aumento metterebbe in ginocchio attività che a fronte di superfici molto ampie hanno invece produzioni di rifiuti molto scarse. «È il caso delle autorimesse &#8211; dice Vincenzo Cozzolino, presidente dell’Apan (associazione provinciale autorimesse napoletane) e della Fiaa (federazione italiana autorimesse e autoriparatori) &#8211; per le quali la Tarsu si presenta come una gabella ingiusta. «Non tiene in nessun conto &#8211; aggiungono Cozzolino ed il vicepresidente Apan Enzo Cascella &#8211; del fatto che la nostra attività produce pochissimi rifiuti ma si estende su molti metri quadri. Per noi l’aumento sarà troppo oneroso e creerà gravi problemi». Analoghi disagi anche per i benzinai. «Dovremo pagare la Tarsu per l’intero perimetro dell’area di servizio, tranne che per la zona di sosta», dice Vincenzo Mosella, presidente della Figisci. </p>
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		<title>Bilancio, l&#8217;aula boccia il bonus per la Tarsu</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 07:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli) Il consiglio comunale di Napoli approva le prime due delibere legate alla manovra finanziaria, ma boccia lo stanziamento di 10 milioni di euro a sostegno dei cittadini meno abbienti e per &#8216;compensare&#8217; gli abitanti di Chiaiano, costretti a &#8216;convivere&#8217; con le discariche. Oggi si prevede una riunione fiume. Ma non sono previste sorprese. Dovrebbero essere approvate le altre delibere riguardanti i debiti fuori bilancio e la nuova convenzione con la partecipata comunale Napoli Servizi. Non mancheranno alcuni emendamenti presentati da esponenti della maggioranza di centro sinistra e in particolare dall&#8217;area bassoliniana per stravolgere il documento che riorganizza Napoli Servizi. Ieri, la riunione del parlamento cittadino è stato particolarmente movimentata. Un ordine del giorno a firma dei consiglieri Luciano Schifone e Carlo Lamura e sostenuto dai consiglieri dell&#8217;Udc Roberto De Masi e Federico Alvino, da Francesco Moxedano (Italia dei Valori) e Gaetano Sannino (Pdci) proponeva lo stanziamento di almeno dieci milioni di euro, di cui 2.5 da destinare ai cittadini di Chiaiano e 7.5 alle famiglie a basso reddito è stato respinto dai consiglieri del Pd, Verdi e Rifondazione Comunista. &#8220;Non possiamo ipotizzare una cifra &#8211; ha detto il sindaco, nel corso della seduta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Ciro Crescentini da Cronache di Napoli)</strong></p>
<p>Il consiglio comunale di Napoli approva le prime due delibere legate alla manovra finanziaria, ma boccia lo stanziamento di 10 milioni di euro a sostegno dei cittadini meno abbienti e per &#8216;compensare&#8217; gli abitanti di Chiaiano, costretti a &#8216;convivere&#8217; con le discariche. Oggi si prevede una riunione fiume. Ma non sono previste sorprese. Dovrebbero essere approvate le altre delibere riguardanti i debiti fuori bilancio e la nuova convenzione con la partecipata comunale Napoli Servizi. Non mancheranno alcuni emendamenti presentati da esponenti della maggioranza di centro sinistra e in particolare dall&#8217;area bassoliniana per stravolgere il documento che riorganizza Napoli Servizi. Ieri, la riunione del parlamento cittadino è stato particolarmente movimentata. Un ordine del giorno a firma dei consiglieri Luciano Schifone e Carlo Lamura e sostenuto dai consiglieri dell&#8217;Udc Roberto De Masi e Federico Alvino, da Francesco Moxedano (Italia dei Valori) e Gaetano Sannino (Pdci) proponeva lo stanziamento di almeno dieci milioni di euro, di cui 2.5 da destinare ai cittadini di Chiaiano e 7.5 alle famiglie a basso reddito è stato respinto dai consiglieri del Pd, Verdi e Rifondazione Comunista. &#8220;Non possiamo ipotizzare una cifra &#8211; ha detto il sindaco, nel corso della seduta &#8211; mancano gli elementi per poterla quantificare&#8221;. La Iervolino e il centrosinistra hanno proposto un accordo bipartisan presentando un subemendamento all&#8217;ordine del giorno che impegna &#8220;la Giunta ad incrementare il massimo possibile in sede di assestamento di Bilancio le risorse a favore dei contribuenti meno abbienti, con particolare attenzione ai cittadini di Chiaiano, che sopportano specifici danni ambientali per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti&#8221;. Subemendamento che è stato rifiutato dai proponenti, che si sono opposti alla sua discussione. &#8220;Così come era formulata &#8211; ha detto l&#8217;assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo &#8211; la proposta non poteva essere accettata. Ci siamo però impegnati ad incrementare le risorse al massimo possibile&#8221;. Nel corso del dibattito da rilevare l&#8217;intervento pungente del consigliere dell&#8217;Udc De Masi: &#8220;E&#8217; un&#8217;amministrazione che non rappresenta i suoi referenti sociali ossia i cassintegrati, gli indigenti. Una giunta che non ha il coraggio di ridurre il numero dei componenti nei consigli di gestione delle partecipate comunali così come previsto dalle leggi vigenti. Che dire poi delle troppe fughe in avanti di alcuni assessori? La vicenda del Forum e della Fondazione è stata gestita male per eccesso di protagonismo. Non sono state introdotte regole minime nelle procedure delle assunzioni, proposte che doveva essere avanzate da un partito che si professa liberaldemocratico come il Pd&#8221;. Al termine del dibattito Realfonzo ha replicato che &#8220;la manovra è incentrata con linee di rigore in difesa del pubblico è finalizzata al risanamento dei conti&#8221;. &#8220;Occorre sottolineare &#8211; ha proseguito &#8211; che si tratta di una fase critica con grandi difficoltà che si potranno comunque superare con il contenimento della spesa, l&#8217;incremento delle riscossioni, il taglio degli sprechi ed il controllo della qualità e delle spese delle società partecipate&#8221;.</p>
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		<title>Rimborsi Tarsu, pasticcio in Aula alt al fondo per le famiglie povere</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 07:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Tarsu]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Ciro Pellegrino da il Napoli) Il gruzzoletto è insufficiente e inutile: 2,5 milioni di euro iscritti nel bilancio comunale sul capitolo 132505, intervento 1.04.08.05. Un fondo che la politica vorrebbe impegnare per rendere meno amara la pillola dell&#8217;aumento del 60 per cento della tassa rifiuti, ma che ora la stessa macchina amministrativa comunale non sa nè usare, nè &#8220;rimpinguare&#8221;. Un mare di indecisioni hanno prodotto un pasticciaccio brutto, ieri, in un Consiglio comunale più preoccupato degli equilibri nel Pd e delle candidature alle Regionali nel PdL. E COSÌ l&#8217;Aula, convocata per l&#8217;approvazione dell&#8217;assestamento di bilancio, ha bocciato l&#8217;aumento a 10 milioni di euro del fondo a sostegno dei cittadini meno abbienti (7,5 milioni) e degli abitanti di Chiaiano quartiere in cui insiste la discarica (i restanti 2,5 milioni), proposto dal centrodestra (Raffaele Ambrosino, Luciano Schifo-ne e Carlo Lamura) in seguito all&#8217;aumento della Tarsu. Il no della maggioranza è arrivato per bocca del sindaco Rosa Russo Iervolino: «Non possiamo ipotizzare una cifra &#8211; ha detto -perchè mancano gli elementi per poterla quantificare». D&#8217;accordo Riccardo Realfonzo, l&#8217;assessore che materialmente ha firmato il sì al super rincaro: «Così com&#8217;è, la proposta non può essere accettata». Il centrosinistra ha rilanciato, impegnando «ad incrementare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Ciro Pellegrino da il Napoli)</strong></p>
<p>Il gruzzoletto è insufficiente e inutile: 2,5 milioni di euro iscritti nel bilancio comunale sul capitolo 132505, intervento 1.04.08.05. Un fondo che la politica vorrebbe impegnare per rendere meno amara la pillola dell&#8217;aumento del 60 per cento della tassa rifiuti, ma che ora la stessa macchina amministrativa comunale non sa nè usare, nè &#8220;rimpinguare&#8221;. Un mare di indecisioni hanno prodotto un pasticciaccio brutto, ieri, in un Consiglio comunale più preoccupato degli equilibri nel Pd e delle candidature alle Regionali nel PdL.<br />
E COSÌ l&#8217;Aula, convocata per l&#8217;approvazione dell&#8217;assestamento di bilancio, ha bocciato l&#8217;aumento a 10 milioni di euro del fondo a sostegno dei cittadini meno abbienti (7,5 milioni) e degli abitanti di Chiaiano quartiere in cui insiste la discarica (i restanti 2,5 milioni), proposto dal centrodestra (Raffaele Ambrosino, Luciano Schifo-ne e Carlo Lamura) in seguito all&#8217;aumento della Tarsu. Il no della maggioranza è arrivato per bocca del sindaco Rosa Russo Iervolino: «Non possiamo ipotizzare una cifra &#8211; ha detto -perchè mancano gli elementi per poterla quantificare». D&#8217;accordo Riccardo Realfonzo, l&#8217;assessore che materialmente ha firmato il sì al super rincaro: «Così com&#8217;è, la proposta non può essere accettata». Il centrosinistra ha rilanciato, impegnando «ad incrementare il massimo possibile in sede di assestamento di bilancio le risorse a favore dei meno abbienti». Niente da fare: questa modifica non è stata nemmeno discussa.<br />
LA VOTAZIONE ha sancito l&#8217;inevitabile: emendamento respinto a maggioranza con 28 no, 11 sì e 1 astenuto. E ora cosa succederà? Anzitutto, restano a bilancio 2,5 milioni di euro per i rimborsi Tarsu ai meno abbienti. Soldi che l&#8217;Ente non sa come usare: le regole precise per l&#8217;attribuzione degli sgravi non sono ancora nero su bianco. A questo si aggiunge l&#8217;amarezza dei cittadini che vivono a ridosso della discarica di Chiaiano: oggi in Aula sarà presentato l&#8217;emendamento a firma di Carlo Migliaccio che chiede non rimborsi (che in quanto tali arrivano solo dopo aver pagato) bensì sgravi che alleggeriscano la mazzata Tarsu: «Anche per la discarica Malagrotta a Roma è stato fatto. Perchè a Napoli no?».</p>
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		<title>Tarsu, niente sconto dal Comune</title>
		<link>http://www.napolionline.org/new/tarsu-niente-sconto-dal-comune</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 06:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Napoliservizi]]></category>
		<category><![CDATA[Tarsu]]></category>

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		<description><![CDATA[(di P.C. da il Corriere del Mezzogiorno) Il centrosini­stra ha bocciato gli sgravi sul­la Tarsu. Il Consiglio comuna­le di Napoli, chiamato a vota­re la manovra di riequilibrio di bilancio (la seduta è stata riaggiornata a stamattina), ha infatti detto no all’aumen­to del fondo destinato alle fa­miglie più povere per solle­varle — seppure parzialmen­te — dal pagamento della tas­sa sui rifiuti; fondo che quin­di rimarrà fermo a 2 milioni e mezzo contro i 10 milioni che venivano chiesti in Con­siglio da molti consiglieri con un coro bipartizan. La proposta era stata avan­zata dal Pdl con un ordine del giorno sostenuto anche da Pdci, da Idv e da Carlo Mi­gliaccio del Gruppo misto. Ma la giunta ha detto no. Niente tagli alla tassa sui ri­fiuti, insomma, e la Tarsu ri­marrà altissima. Indipenden­temente dal quartiere in cui si abita, con aumenti del 60 per cento che in questi gior­ni già si contano nelle cartel­le di pagamento che stanno giungendo nelle case dei na­poletani. «Non possiamo ipo­tizzare una cifra ulteriore da destinare agli sgravi», ha spiegato all’aula Rosa Russo Iervolino, perché a suo avvi­so «mancano gli elementi per poterla quantificare». Il centrosinistra aveva presen­tato un emendamento all’or­dine del giorno in questione che impegnava «la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di P.C. da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>Il centrosini­stra ha bocciato gli sgravi sul­la Tarsu. Il Consiglio comuna­le di Napoli, chiamato a vota­re la manovra di riequilibrio di bilancio (la seduta è stata riaggiornata a stamattina), ha infatti detto no all’aumen­to del fondo destinato alle fa­miglie più povere per solle­varle — seppure parzialmen­te — dal pagamento della tas­sa sui rifiuti; fondo che quin­di rimarrà fermo a 2 milioni e mezzo contro i 10 milioni che venivano chiesti in Con­siglio da molti consiglieri con un coro bipartizan.</p>
<p>La proposta era stata avan­zata dal Pdl con un ordine del giorno sostenuto anche da Pdci, da Idv e da Carlo Mi­gliaccio del Gruppo misto. Ma la giunta ha detto no. Niente tagli alla tassa sui ri­fiuti, insomma, e la Tarsu ri­marrà altissima. Indipenden­temente dal quartiere in cui si abita, con aumenti del 60 per cento che in questi gior­ni già si contano nelle cartel­le di pagamento che stanno giungendo nelle case dei na­poletani. «Non possiamo ipo­tizzare una cifra ulteriore da destinare agli sgravi», ha spiegato all’aula Rosa Russo Iervolino, perché a suo avvi­so «mancano gli elementi per poterla quantificare». Il centrosinistra aveva presen­tato un emendamento all’or­dine del giorno in questione che impegnava «la giunta ad incrementare il massimo possibile in sede di assesta­mento di Bilancio le risorse a favore dei contribuenti me­no abbienti, con particolare attenzione ai cittadini di Chiaiano, che sopportano specifici danni ambientali per la gestione del ciclo inte­grato dei rifiuti». Ma il docu­mento è stato respinto. «Co­sì come era formulata — ha detto l’assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo — la pro­posta non poteva essere ac­cettata. Ci siamo però impe­gnati ad incrementare le ri­sorse al massimo possibile».</p>
<p>E così, al centro delle pole­miche ci finisce proprio Real­fonzo, che da parte sua ha sempre sostenuto come l’au­mento della Tarsu fosse «at­tribuibile al governo che ci ha imposto di coprire il cen­to per cento della spesa per i rifiuti». In realtà, il governo ha solo fatto sapere che, ter­minata l’emergenza rifiuti in Campania, i Comuni devono farsi carico dell’intero costo del ciclo dei rifiuti. Ma non ha mai sostenuto che l’intero costo dovesse ricadere sui cittadini. Da qui, le tensioni, altissime, di ieri in aula. E sempre Riccardo Realfonzo, a proposito del costo dei diri­genti delle società controlla­te dal Comune, ha fatto sape­re di aver scritto «una lettera a tutte le amministrazioni delle società partecipate — sono 17 — affinché mi faces­sero una relazione sui com­pensi dei loro dirigenti. Ma finora ho ricevuto solo po­chissime risposte».</p>
<p>Insomma, per Realfonzo ri­sulta difficile sapere quanto le società cotrollate (la dele­ga è la sua) spendano per gli stipendi dei dirigenti che, a differenza dei consiglieri di amministrazione delle stesse società, non sono obbligati dalla legge Brunetta in mate­ria di trasparenza a rendere pubblici i loro emolumenti. Questo perché formalmente i compensi derivano da con­tratti di diritto privato, dun­que non vige lo stesso obbli­go di trasparenza che la leg­ge impone ai dirigenti pub­blici.</p>
<p>Nei giorni scorsi l&#8217;argo­mento era venuto alla ribalta quando l’ex assessore al Bi­lancio, Salvatore Varriale, aveva sostenuto in una nota: «Mi giunge notizia che la re­tribuzione di Balzamo, diret­tore generale di Napoli Servi­zi, sfiorerebbe i 300 mila eu­ro l’anno». Immediata e pic­cata la replica di Balzamo sui suoi compensi: «Certamente non lo faccio sapere al mio vi­cino di casa attraverso un giornale. Volesse il cielo gua­dagnassi quanto dice Varria­le ».</p>
<p>Ieri la vicenda è stata ripre­sa in consiglio comunale da Raffaele Carotenuto, capo­gruppo di Rifondazione, che già nell&#8217;ultima seduta di con­siglio comunale aveva solle­vato il problema cercando di sapere quanti e quali fossero i dirigenti delle società parte­cipate del Comune, e quanto percepissero per il loro inca­rico. </p>
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		<title>Tarsu e rifiuti, restano briciole</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 07:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Aurelio Musi da la Repubblica Napoli) Sono tutti sul piede di guerra contro la Tarsu: famiglie, categorie economiche diverse, cittadini giustamente indignati per il raddoppio della tassa. È utile ricordare subito, tuttavia, che le rivolte antifiscali hanno avuto sempre esiti infausti per Napoli: la città ne è uscita con le ossa rotte; l´apparente unità realizzata intorno ad obiettivi antifiscali è durata poco e si è poi dissolta, facendo posto a conflitti interni per lesi interessi. Tornerò più avanti su questo punto, richiamando un episodio centrale nella storia di Napoli. Sulla Tarsu è stato scritto e detto tutto o quasi tutto. I servizi urbani si pagheranno sempre di più: questi sono i costi del federalismo, bellezza! È finita l´epoca dei trasferimenti facili dal centro verso la periferia. E poi è legge dello Stato, voluta peraltro da un governo di centrosinistra: si deve pagare e basta. Già, ma così la &#8220;fiscalità di vantaggio&#8221; per il Sud, slogan e parola d´ordine dei governi di ogni colore e schieramento, va a farsi benedire: nella realtà si crea una &#8220;fiscalità di svantaggio&#8221; per il Mezzogiorno. È stato anche giustamente rilevato che a più fisco corrisponde a Napoli la minore produttività dei servizi al cittadino: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Aurelio Musi da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/tarsu.gif"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/tarsu-150x150.gif" alt="tarsu" title="tarsu" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-3340" /></a> Sono tutti sul piede di guerra contro la Tarsu: famiglie, categorie economiche diverse, cittadini giustamente indignati per il raddoppio della tassa. È utile ricordare subito, tuttavia, che le rivolte antifiscali hanno avuto sempre esiti infausti per Napoli: la città ne è uscita con le ossa rotte; l´apparente unità realizzata intorno ad obiettivi antifiscali è durata poco e si è poi dissolta, facendo posto a conflitti interni per lesi interessi.<br />
Tornerò più avanti su questo punto, richiamando un episodio centrale nella storia di Napoli.<br />
Sulla Tarsu è stato scritto e detto tutto o quasi tutto. I servizi urbani si pagheranno sempre di più: questi sono i costi del federalismo, bellezza! È finita l´epoca dei trasferimenti facili dal centro verso la periferia. E poi è legge dello Stato, voluta peraltro da un governo di centrosinistra: si deve pagare e basta.<br />
Già, ma così la &#8220;fiscalità di vantaggio&#8221; per il Sud, slogan e parola d´ordine dei governi di ogni colore e schieramento, va a farsi benedire: nella realtà si crea una &#8220;fiscalità di svantaggio&#8221; per il Mezzogiorno. È stato anche giustamente rilevato che a più fisco corrisponde a Napoli la minore produttività dei servizi al cittadino: un vero schiaffo sferrato a chi ha vissuto l´emergenza per decenni. Tutto giusto e sacrosanto.<br />
Non mi pare, tuttavia, che sia stato sottolineato abbastanza un altro elemento. La logica di ogni sistema fiscale, fin dalla nascita dello Stato moderno in Europa, è stata ed è caratterizzata da un doppio profilo o, meglio, dal diritto e dal rovescio di una medaglia: da un lato l´imposizione che grava sui soggetti contributivi e da essi viene pagata per finanziare le funzioni dello Stato; dall´altro la ridistribuzione di risorse e di ricchezza fra tutti coloro che partecipano, direttamente o indirettamente, dello sviluppo del sistema, e, molto spesso, vivono del suo indotto. Questa logica storicamente si è trasferita dal centro verso la periferia: e laddove gli assetti economico-sociali si sono rivelati più fragili, deboli e refrattari ad attivare articolate forme di produzione, a garantire sbocchi occupazionali nell´economia reale del territorio, i sistemi fiscali locali hanno finito per diventare le vie di fuga e i sostituti di un sano sviluppo economico-sociale, snaturando pressoché totalmente la loro funzione.<br />
E allora, per capirsi meglio, è utile uno sguardo alla storia. Quando studiavo all´Archivo General de Simancas, vicino a Valladolid, il più importante deposito documentario per la storia del sistema imperiale spagnolo, e compulsavo centinaia di filze per scrivere il mio libro sulla rivolta di Masaniello, fui colpito in particolare da una Consulta del Consiglio d´Italia del 27 agosto 1647. I consiglieri del maggiore organo di governo dei possedimenti italiani della Spagna giudicavano «scandaloso e chimerico» il provvedimento del duca d´Arcos che aboliva tutte le gabelle e le imposizioni nel Regno dal tempo di Carlo V in avanti. La ragione? Intorno al sistema fiscale napoletano e al suo indotto ruotavano soggetti diversi: non solo baroni feudali, ma luoghi pii, strutture ecclesiastiche, banchi pubblici che investivano sulle voci del debito pubblico, speculatori dell´approvvigionamento di Napoli, la cosiddetta &#8220;Annona&#8221;, uomini d´affari indigeni e stranieri come i genovesi, la «moltitudine di vedove, bambini, orfani e altri miserabili», che vivevano dell´assistenza somministrata proprio da luoghi come la Casa Santa dell´Annunziata, nel cui bilancio pesavano i redditi provenienti dagli appalti di imposte. E ancora. Il Consiglio calcolava che all´appalto delle gabelle, al suo apparato amministrativo, alla sua gestione erano interessate oltre 70 mila persone del &#8220;pueblo noble&#8221;, a cui andava aggiunta una gran parte del &#8220;pueblo inferior&#8221;, una massa di subagenti e sudelegati, scrivani, persino &#8220;spie pubbliche e segrete&#8221;. Si trattava insomma della più grossa struttura pubblica di lavoro che offriva prospettive ad una fetta consistente della popolazione attiva del Regno di Napoli. L´abolizione delle gabelle avrebbe portato il sistema al collasso: e infatti poco dopo il viceré duca d´Arcos fece marcia indietro.<br />
Napoli 1647, Napoli 2009. Oggi la Tarsu significa: infrastrutture, personale impegnato direttamente o nell´indotto, costi della politica perché la gestione del sistema fiscale è soprattutto una macchina di consenso, costi dell´intermediazione della riscossione affidata ad Equitalia, e via discorrendo.<br />
Dedotto tutto questo e tanto altro, che cosa può mai restare per la migliore produttività del servizio relativo ai rifiuti solidi urbani? Briciole.</p>
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		<title>La vera svolta è combattere gli evasori</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 14:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Fabio Benincasa* da il Mattino) L&#8217;aumento della Tarsu deriva dalla previsione normativa di cui all&#8217;articolo 7 del Decreto legge dell’11 maggio 2007, numero 61, che ha imposto ai comuni della Campania l&#8217;applicazione di misure tariffarie idonee a garantire la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti pena il commissariamento. Il Comune di Napoli si è dovuto adeguare, quindi, suo malgrado &#8211; l&#8217;aumento della pressione fiscale è provedimento estremamente impopolare, sgradito all&#8217;amministrazione e vieppiù inopportuno in momento di crisi economica &#8211; alla previsione normativa sopra richiamata aumentando la pressione fiscale per coprire integralmente il costo del servizio che ammonta a circa 170 milioni di euro. Lo ha fatto, peraltro, creando un meccanismo di rimborso che possa tenere sostanzialmente escluse dal pagamento della tassa le fasce sociali più deboli o quelle dei quartieri che ospitano discariche. Fatto questo chiarimento doveroso anche rispetto a chi propaganda responsabilità dell&#8217;amministrazione comunale o richiede inverosimili provvedimenti di ritiro delle cartelle esattoriali, o minaccia ricorsi ai più disparati organi giurisdizionali, è bene, però, evidenziare con serietà ed onestà quelli che secondo me sono i due punti deboli dell&#8217;intera vicenda. Se è vero che il prelievo della Tarsu deve coprire l&#8217;intero costo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Fabio Benincasa* da il Mattino)</strong></p>
<p><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/tarsu.gif"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/10/tarsu-150x150.gif" alt="tarsu" title="tarsu" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-3340" /></a> L&#8217;aumento della Tarsu deriva dalla previsione normativa di cui all&#8217;articolo 7 del Decreto legge dell’11 maggio 2007, numero 61, che ha imposto ai comuni della Campania l&#8217;applicazione di misure tariffarie idonee a garantire la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti pena il commissariamento. Il Comune di Napoli si è dovuto adeguare, quindi, suo malgrado &#8211; l&#8217;aumento della pressione fiscale è provedimento estremamente impopolare, sgradito all&#8217;amministrazione e vieppiù inopportuno in momento di crisi economica &#8211; alla previsione normativa sopra richiamata aumentando la pressione fiscale per coprire integralmente il costo del servizio che ammonta a circa 170 milioni di euro. Lo ha fatto, peraltro, creando un meccanismo di rimborso che possa tenere sostanzialmente escluse dal pagamento della tassa le fasce sociali più deboli o quelle dei quartieri che ospitano discariche. Fatto questo chiarimento doveroso anche rispetto a chi propaganda responsabilità dell&#8217;amministrazione comunale o richiede inverosimili provvedimenti di ritiro delle cartelle esattoriali, o minaccia ricorsi ai più disparati organi giurisdizionali, è bene, però, evidenziare con serietà ed onestà quelli che secondo me sono i due punti deboli dell&#8217;intera vicenda. Se è vero che il prelievo della Tarsu deve coprire l&#8217;intero costo del servizio sarebbe utile che i napoletani avessero contezza della congruità delle risorse messe in campo (170 milioni) rispetto ad un servizio che continua ad essere considerato dai più insoddisfacente. Il secondo problema riguarda la vexata quaestio dell&#8217;evasione sul cui ammontare ogni tanto i più appassionati cultori di statistica (o di lotteria) si sforzano di operare una improbabile quantificazione. Avendo una formazione giuridica mi asterrò dal dare numeri limitandomi ad osservare quanto è sugli occhi di tutti e cioè che vi è una ampia fascia di utenze domestiche e commerciali che sfugge da decenni al prelievo cagionando enormi buchi alle casse del Comune e costringendo chi paga a doversi fare carico anche di chi si sottrae al pagamento. Se pagassimo tutti, insomma, pagheremmo un po&#8217; meno. Occorre sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sul fatto che contribuire è un dovere politico e sociale ma anche mettere in capo seri strumenti di controllo per stanare e sanzionare chi evade. È di questi giorni la presentazione di una task force di lotta all&#8217;evasione concentrata prevalentemente nell&#8217;individuare i contravventori mediante incrocio di banche dati (Camera di commercio, Agenzia delle entrate, utenze, registri anagrafici) ed invio di questionari, iniziativa positiva alla quale plaudo, augurandomi, però, come molti napoletani, di conoscerne a breve i risultati e che non vada nel dimenticatoio come successo, invece, con una tanto propagandata convenzione di collaborazione con la Guardia di Finanza di due o tre anni or sono. *Capogruppo Pd al Comune di Napoli Docente di diritto tributario alla Sun </p>
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		<title>Tarsu, Pdl al contrattacco &#8220;Realfonzo si dimetta&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 05:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli) L´opposizione passa al contrattacco sul caso Tarsu. Il Pdl aveva annunciato la mobilitazione contro gli aumenti del 60 per cento sulle bollette e ora elabora una strategia in due mosse: un´interrogazione parlamentare sulla mancata stipula del contratto di servizio fra Comune e Asia e la richiesta di dimissioni dell´assessore comunale al Bilancio, Riccardo Realfonzo. «Dalla gestione dei rifiuti emergono disservizi e incapacità dell´amministrazione comunale &#8211; dice il vice capogruppo alla Camera dei deputati del Pdl, Marcello Taglialatela &#8211; e la mancanza di un contratto di servizio fra Comune e Asia è un fatto gravissimo, che impedisce il controllo sulla qualità delle prestazioni e non permette di individuare gli sprechi». Il gruppo partenopeo del Pdl ha bollato come demagogico l´annuncio dell´assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo di dar vita ad una task-force contro gli evasori della Tarsu. «Come mai &#8211; aggiunge Taglialatela &#8211; solo adesso all´assessore viene in mente di colpire gli evasori? Invece che di misure demagogiche, c´è bisogno di interventi strutturali per colpire gli sprechi». Sulla stessa lunghezza d´onda anche il coordinatore vicario del Pdl di Napoli, Maurizio Iapicca, secondo cui «l´amministrazione comunale non è più in grado di gestire la situazione ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Cristina Zagaria da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>L´opposizione passa al contrattacco sul caso Tarsu. Il Pdl aveva annunciato la mobilitazione contro gli aumenti del 60 per cento sulle bollette e ora elabora una strategia in due mosse: un´interrogazione parlamentare sulla mancata stipula del contratto di servizio fra Comune e Asia e la richiesta di dimissioni dell´assessore comunale al Bilancio, Riccardo Realfonzo. «Dalla gestione dei rifiuti emergono disservizi e incapacità dell´amministrazione comunale &#8211; dice il vice capogruppo alla Camera dei deputati del Pdl, Marcello Taglialatela &#8211; e la mancanza di un contratto di servizio fra Comune e Asia è un fatto gravissimo, che impedisce il controllo sulla qualità delle prestazioni e non permette di individuare gli sprechi». Il gruppo partenopeo del Pdl ha bollato come demagogico l´annuncio dell´assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo di dar vita ad una task-force contro gli evasori della Tarsu. «Come mai &#8211; aggiunge Taglialatela &#8211; solo adesso all´assessore viene in mente di colpire gli evasori? Invece che di misure demagogiche, c´è bisogno di interventi strutturali per colpire gli sprechi».<br />
Sulla stessa lunghezza d´onda anche il coordinatore vicario del Pdl di Napoli, Maurizio Iapicca, secondo cui «l´amministrazione comunale non è più in grado di gestire la situazione ed è giusto che sia mandata a casa». «L´Asia &#8211; conclude il consigliere comunale Pdl Raffaele Ambrosino &#8211; lavora senza contratto di servizio: nessuno sa, ad esempio, ogni quanto tempo i cassonetti vadano disinfettati. In questo modo si privano i cittadini del diritto di controllare l´operato della società addetta all´igiene urbana».<br />
Intanto, ieri mattina, l´assessore alle Risorse Strategiche, Riccardo Realfonzo, ha riferito sul caso Tarsu in commissione Bilancio e poi ha incontrato le segreterie provinciali di Cgil-Cisl-Uil. I sindacati da un lato chiedono l´apertura di un tavolo di consultazione per il contenimento degli effetti dell´aumento della Tarsu per le fasce sociali deboli e dall´altro hanno dato il proprio assenso al varo ufficiale dell´Osservatorio sui servizi pubblici locali. Concordato anche il passaggio da Tarsu a Tia che l´amministrazione comunale &#8211; compatibilmente con la normativa nazionale &#8211; ha già in programma.</p>
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		<title>Chiaiano, Tarsu (forse) meno cara</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 04:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Chiaiano]]></category>
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		<description><![CDATA[(da il Corriere del Mezzogiorno) A Chiaiano i cittadini, che da un anno ospitano una discarica che mai avrebbero voluto, anche se in misura irrisoria ma pagheranno la Tarsu un po’ meno degli altri napoletani. Una sorta di risarcimento, in pratica. Il Comune ha infatti deciso di destinare al quartiere un milione dei due milioni e mezzo che l’assessore Realfonzo aveva previsto come fondo per le famiglie disagiate. Tuttavia, la coperta è e resta cortissima: palazzo San Giacomo non stanzia infatti altri fondi per sgravare un po’ il peso delle bollette Tarsu, ma spacchetta il fondo che già aveva previsto. L’accordo politico è stata siglato ieri, favorevole la sindaca. Il via libera arriverà però solo lunedì quando in aula approderà il riequilibrio di bilancio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>A Chiaiano i cittadini, che da un anno ospitano una discarica che mai avrebbero voluto, anche se in misura irrisoria ma pagheranno la Tarsu un po’ meno degli altri napoletani. Una sorta di risarcimento, in pratica. Il Comune ha infatti deciso di destinare al quartiere un milione dei due milioni e mezzo che l’assessore Realfonzo aveva previsto come fondo per le famiglie disagiate. Tuttavia, la coperta è e resta cortissima: palazzo San Giacomo non stanzia infatti altri fondi per sgravare un po’ il peso delle bollette Tarsu, ma spacchetta il fondo che già aveva previsto.</p>
<p>L’accordo politico è stata siglato ieri, favorevole la sindaca. Il via libera arriverà però solo lunedì quando in aula approderà il riequilibrio di bilancio.</p>
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