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	<title>Napoli onLine &#187; Udc</title>
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		<title>Il Pdl serra le fila contro l’Udc</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 05:23:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno) L’obiettivo perseguito dal Pdl campano è quello di isolare Ciriaco De Mita dal resto dell’Udc per neutralizzarne le incursioni continue nelle scelte dell’amministrazione regionale di centrodestra. E il Popolo della Libertà prova a scuotersi, guardandosi intorno, magari pensando anche ai cosiddetti «cespugli» (Noi Sud, Alleanza di centro e Mpa) e ai mastelliani dei Popolari per il Sud come eventuale soluzione alternativa se l’Unione di centro dovesse decidere di ricollocarsi nel centrosinistra, in vista della prossima tornata elettorale di Napoli. È per questi motivi che Fulvio Martusciello, capogruppo regionale del Pdl, ha organizzato a proprie spese una cena in un locale di Posillipo. L’agape fraterna si è consumata tra battute di compiacimento in un ristorante di Marechiaro. A capotavola, il coordinatore del Pdl, Nicola Cosentino; quindi, il suo vice, Mario Landolfi; il capogruppo regionale, Fulvio Martusciello e i ventuno consiglieri regionali del Pdl, con in più Carmine Sommese, del gruppo misto. Domenico De Siano ha squadernato le sue lagnanze con ironia: «Mio nonno— ha raccontato — diceva sempre: ero piccolo e comandavano gli adulti. Ora sono diventato adulto e comandano gli altri». L’accento di insofferenza su quanto sta accadendo a causa dei burrascosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>L’obiettivo perseguito dal Pdl campano è quello di isolare Ciriaco De Mita dal resto dell’Udc per neutralizzarne le incursioni continue nelle scelte dell’amministrazione regionale di centrodestra. E il Popolo della Libertà prova a scuotersi, guardandosi intorno, magari pensando anche ai cosiddetti «cespugli» (Noi Sud, Alleanza di centro e Mpa) e ai mastelliani dei Popolari per il Sud come eventuale soluzione alternativa se l’Unione di centro dovesse decidere di ricollocarsi nel centrosinistra, in vista della prossima tornata elettorale di Napoli.<br />
È per questi motivi che Fulvio Martusciello, capogruppo regionale del Pdl, ha organizzato a proprie spese una cena in un locale di Posillipo. L’agape fraterna si è consumata tra battute di compiacimento in un ristorante di Marechiaro. A capotavola, il coordinatore del Pdl, Nicola Cosentino; quindi, il suo vice, Mario Landolfi; il capogruppo regionale, Fulvio Martusciello e i ventuno consiglieri regionali del Pdl, con in più Carmine Sommese, del gruppo misto. Domenico De Siano ha squadernato le sue lagnanze con ironia: «Mio nonno— ha raccontato — diceva sempre: ero piccolo e comandavano gli adulti. Ora sono diventato adulto e comandano gli altri». L’accento di insofferenza su quanto sta accadendo a causa dei burrascosi rapporti con l’Udc è stato subito evidente. E il gruppo regionale dei pidiellini si è ritrovato intorno a Cosentino in vista sia delle prossime elezioni amministrative — e quelle probabili per il rinnovo del parlamento nazionale —, sia per lanciare la sfida definitiva ai centristi e ai finiani, potenziali alleati nella costruzione del terzo polo. L’incontro tra il commissario partenopeo dell’Unione di centro, Ciro Alfano, e il segretario provinciale del Pd, Nicola Tremante, e poi con l’Api, ha finito per giustificare il risentimento del Popolo della libertà, già manifestatosi, di recente, a causa delle nomine nelle Asl e ora in previsione di quelle negli Ept che il vicepresidente della giunta regionale con delega al turismo, Giuseppe De Mita, vorrebbe fermamente limitare ai dirigenti interni, senza coinvolgere esterni alla Regione. «Le priorità dei consiglieri regionali— ha spiegato Martusciello — vanno dalla necessità di riequilibrare i rapporti con la giunta (i temi della riforma degli Ato, degli Ept e del Piano-casa sono stati delegati rispettivamente a Luca Colasanto, Pietro Diodato e Domenico De Siano) ed è stata ribadita la linea di scegliere a capo degli Ept persone competenti all’esterno della macchina regionale». Durante la cena di Marechiaro è stato anche specificato che «se De Mita vuole ricorrere ai dirigenti della Regione per risparmiare, il Pdl sarà pronto a proporre un elenco di nomi, esperti in promozione turistica, che gratuitamente sapranno svolgere lo stesso ruolo. Ma la necessità — è stato sottolineato— oggi è quella di dare un segnale di novità e di responsabilità politica: i dirigenti della Regione facciano i dirigenti a tempo pieno». Cosentino ha, quindi, commentato con diplomazia, ieri pomeriggio, dopo il pranzo romano con Denis Verdini: «Non voglio credere che l’Udc, il cui elettorato è tradizionalmente legato al centrodestra, possa decidere di mandare tutte le alleanze di governo in Campania a gambe all’aria per allearsi con il centrosinistra a Napoli. Certo, la strategia politica dei centristi è differente dalla nostra, volendo, essi, superare la logica bipolare». Ma il suo vice, Landolfi, è stato decisamente più pesante nel giudizio: «I nostri consiglieri regionali— ha affermato— hanno auspicato un accordo più stretto con gli assessori della giunta Caldoro. Hanno chiesto al coordinamento regionale del partito di essere aiutati e di farsi tramite con la giunta regionale. Il Pdl, su questo, farà la sua parte. Ma il nodo vero resta il rapporto con l’Udc, reso difficile non certo per nostra scelta: abbiamo obiettivi diversi, noi vogliamo rafforzare il bipolarismo, loro vogliono abbatterlo e ci provano sempre, come i guastatori del Genio. In Campania— ha proseguito Landolfi— la presenza di De Mita aggiunge qualche problema in più: è un politico che viene dall’altra parte, dal centrosinistra, e soffre più di altri a rimanere nel centrodestra». Landolfi ha ritenuto di dover avvertire anche Caldoro: «Se è ancora convinto che il bipolarismo sia un obiettivo da perseguire— ha concluso— non può continuare a tenere in vita il Nuovo Psi oltre la campagna elettorale». Insomma, è ora di serrare i ranghi contro le insidie che provengono da Futuro e Libertà e le spinte centriste che convergono sulla opportunità di dar vita al terzo polo. E il Pdl ci prova a non rimanere ostaggio dei suoi alleati. È per questo che la riunione di giunta regionale di venerdì potrebbe registrare un nuovo rinvio delle nomine negli Ept. </p>
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		<title>Comunali di Napoli 2011 Prove d’intesa Pd-Udc</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno) Pd e Udc cominciano a dialogare in vista delle elezioni Comunali della primavera prossima. Nicola Tremante ( nella foto), segretario provinciale del Partito democratico di Napoli, e Ciro Alfano, Commissario dell’Udc partenopeo, si sono incontrati ieri «per avviare un confronto sulle prospettive delle prossime elezioni comunali di Napoli». La nota diramata dal Pd spiega quindi che «i due esponenti hanno illustrato le posizioni politiche e amministrative dei rispettivi Partiti in ordine alle prossime elezioni a Napoli, nella consapevolezza che il quadro politico nazionale, in grande movimento, potrà influire sulle scelte finali». In ogni caso è ancora presto. Tremante e Alfano (quest’ultimo,dell’argomento-alleanze, ha discusso ieri anche col coordinatore provinciale di Alleanza per l’Italia di Rutelli, Giuseppe Maisto) hanno convenuto infatti che «non ci sono, allo stato, le condizioni per una alleanza organica con condivisione di piattaforma programmatica e di &#8220;leadership&#8221;, anche se potrebbero crearsi, nel prossimo futuro, le condizioni per un comune impegno, nel segno di costruire una originale esperienza politica e amministrativa di alleanza per il riscatto di Napoli, aperta alle forze del centro e del centrosinistra oltre che ad esperienze civiche». L’Udc al Comune di Napoli può contare su quattro consiglieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Paolo Cuozzo da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>Pd e Udc cominciano a dialogare in vista delle elezioni Comunali della primavera prossima. Nicola Tremante ( nella foto), segretario provinciale del Partito democratico di Napoli, e Ciro Alfano, Commissario dell’Udc partenopeo, si sono incontrati ieri «per avviare un confronto sulle prospettive delle prossime elezioni comunali di Napoli». La nota diramata dal Pd spiega quindi che «i due esponenti hanno illustrato le posizioni politiche e amministrative dei rispettivi Partiti in ordine alle prossime elezioni a Napoli, nella consapevolezza che il quadro politico nazionale, in grande movimento, potrà influire sulle scelte finali». In ogni caso è ancora presto. Tremante e Alfano (quest’ultimo,dell’argomento-alleanze, ha discusso ieri anche col coordinatore provinciale di Alleanza per l’Italia di Rutelli, Giuseppe Maisto) hanno convenuto infatti che «non ci sono, allo stato, le condizioni per una alleanza organica con condivisione di piattaforma programmatica e di &#8220;leadership&#8221;, anche se potrebbero crearsi, nel prossimo futuro, le condizioni per un comune impegno, nel segno di costruire una originale esperienza politica e amministrativa di alleanza per il riscatto di Napoli, aperta alle forze del centro e del centrosinistra oltre che ad esperienze civiche». L’Udc al Comune di Napoli può contare su quattro consiglieri comunali, tutti però eletti in altri partiti. Federico Alvino (ex Udeur), Roberto De Masi (ex Sdi), Rosario Giudice (ex Margherita), ma, soprattutto, Fabio Benincasa, ex capogruppo del Pd. Pd che da quando è andato via Benincasa, non ha più un capogruppo al Comune. e dire che si tratta del partito della sindaca Iervolino. </p>
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		<title>Cosentino: «L’Udc? Se si rompe a Roma problemi anche qui»</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 09:30:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Gimmo Cuomo da il Corriere del Mezzogiorno) Ultimi giorni di riposo per il coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino. Riposo relativo, perché anche a distanza il deputato continua a seguire gli sviluppi del dibattito politico regionale in vista della ripresa vera e propria che si preannuncia infuocata. Scelta del candidato sindaco per Napoli; rapporti con gli alleati di oggi che potrebbero diventare nemici domani; la rappresentanza del Sud all’interno del nuovo partito. E, non ultimo, lo spettro delle elezioni anticipate. Questi i temi con i quali il coordinatore ha iniziato, almeno mentalmente, a misurarsi. Cosentino, ieri il governatore Caldoro ha ribadito che per la scelta del candidato sindaco di Napoli tutti i soggetti del centrodestra dovranno avere pari dignità. In altre parole, non ha chiuso le porte alla possibilità di una candidatura centrista. Lei ha già detto di non essere d’accordo. Ribadisce? «Sì, resto dell’idea che anche stavolta bisogna seguire il metodo che ci ha condotto dall’opposizione, dove eravamo relegati da quindici anni, ai governi locali e regionale. In questi ultimi anni abbiamo sperimentato un metodo che ci ha portato da una diffusa condizione di subalternità rispetto alla sinistra a una situazione attuale che ci vede protagonisti in quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Gimmo Cuomo da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p><div id="attachment_4568" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/11/20091023_cosentino.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/11/20091023_cosentino-150x150.jpg" alt="Nicola Cosentino" title="Nicola Cosentino" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-4568" /></a><p class="wp-caption-text">Nicola Cosentino</p></div> Ultimi giorni di riposo per il coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino. Riposo relativo, perché anche a distanza il deputato continua a seguire gli sviluppi del dibattito politico regionale in vista della ripresa vera e propria che si preannuncia infuocata. Scelta del candidato sindaco per Napoli; rapporti con gli alleati di oggi che potrebbero diventare nemici domani; la rappresentanza del Sud all’interno del nuovo partito. E, non ultimo, lo spettro delle elezioni anticipate. Questi i temi con i quali il coordinatore ha iniziato, almeno mentalmente, a misurarsi.</p>
<p>Cosentino, ieri il governatore Caldoro ha ribadito che per la scelta del candidato sindaco di Napoli tutti i soggetti del centrodestra dovranno avere pari dignità. In altre parole, non ha chiuso le porte alla possibilità di una candidatura centrista. Lei ha già detto di non essere d’accordo. Ribadisce?</p>
<p>«Sì, resto dell’idea che anche stavolta bisogna seguire il metodo che ci ha condotto dall’opposizione, dove eravamo relegati da quindici anni, ai governi locali e regionale. In questi ultimi anni abbiamo sperimentato un metodo che ci ha portato da una diffusa condizione di subalternità rispetto alla sinistra a una situazione attuale che ci vede protagonisti in quattro Province, alla Regione e nella maggior parte dei grandi comuni».</p>
<p>Appunto. Qual è stato il segreto di queste vittorie?</p>
<p>«L’aver saputo individuare per tempo il migliore candidato possibile».</p>
<p>Potrebbe essere anche un esponente centrista o ritiene che in ogni caso la scelta dovrà premiare il Pdl?</p>
<p>«Mi sembra ovvio che la ricerca debba partire dal partito di maggioranza relativa. Ma il problema vero non è questo. Occorre innanzitutto capire che tipo di alleanza si vuol mettere su, partendo naturalmente da tutti i partiti che ora sono al governo di Regione e Province. Con loro si dovrà discutere dalle cose da fare per Napoli e, successivamente, individuare una squadra convincente. È chiaro che il Pdl è in grado di offrire varie e autorevoli soluzioni, sia politiche che della società civile. È altrettanto evidente che tutti gli alleati, dall’Udc all’Udeur, dal Mpa a Noi Sud, potranno concorrere alle scelte».</p>
<p>Condivide l’iniziativa di Caldoro, Rotondi e Giovanardi che hanno protestato per la mancata convocazione ai vertici ferragostani del Pdl a palazzo Grazioli?</p>
<p>«Penso che abbiano ragione. Quando c’è una chiamata alle armi è giusto che questa riguardi tutte le componenti del partito. Comunque, non drammatizzerei. Imancati inviti sono stati probabilmente solo il frutto di negligenza, non testimoniano la voglia di escludere qualcuno».</p>
<p>Anche lei non è stato invitato. Non è strano che ai vertici mancasse il coordinatore della regione del Sud che ultimamente ha regalato maggiori soddisfazioni al Pdl?</p>
<p>«Alle riunioni erano presenti i rappresentanti di associazioni collaterali al Pdl. Io ho sempre ricevuto massimo sostegno dal presidente e dal partito. Per questo non mi sento penalizzato».</p>
<p>Resta il problema della rappresentanza del Sud all’interno del Pdl, evidenziato anche da Caldoro. Come si risolve?</p>
<p>«Sono sicuro che la presenza di dirigenti meridionali negli organismi di partito sarà aumentata. Del resto, siamo all’inizio di un processo. Finora sono state coinvolte solo le associazioni collaterali. Nell’ufficio di presidenza, invece, già ci sono molte presenze meridionali».</p>
<p>Magari un coordinatore nazionale su tre potrebbe essere meridionale.</p>
<p>«A me non interessa tanto se è un coordinatore è meridionale quanto se è utile per sviluppare il partito nel Mezzogiorno. Finora in Campania abbiamo goduto sempre della fiducia del livello nazionale che ci ha lasciato grande autonomia».</p>
<p>In caso di elezioni anticipate che peso avrà il Campania sul Pdl il pregiudizio antileghista?</p>
<p>«Guardi che la Lega fa bene il proprio mestiere. Tenta di portare più acqua possibile al suo mulino. Dobbiamo essere noi a invertire la tendenza. E per far questo dobbiamo far dimenticare i rifiuti, gli sprechi, le inefficienze. Abbiamo la capacità per farlo attraverso l’azione di governo di Caldoro, dei presidenti delle Province, dei sindaci».</p>
<p>Se, come in passato, avrà un ruolo decisivo nella formazione delle liste, confermerà tutti gli uscenti?</p>
<p>«Certamente. La squadra che vince non si cambia».</p>
<p>E se qualcuno dei quattro presidenti di Provincia le chiedesse di essere ricandidato al Parlamento, impegnandosi necessariamente alla rinuncia all’incarico di governo?</p>
<p>«È una questione che riguarda l’intero territorio nazionale. Credo che sarà lasciata libertà di scelta ai protagonisti, pur nell’ambito degli interessi del partito».</p>
<p>Se a Roma l’Udc continuasse a restare insensibile al corteggiamento di Berlusconi e affrontasse da avversaria le eventuali elezioni anticipate quali sarebbero le conseguenze in Campania?</p>
<p>«Certamente si porrebbe un problema. Si dovrà capire qual è l’obiettivo strategico dell’Udc. Meglio se avremo un obiettivo unico nazionale. Diversamente, si dovrà capire cosa vuole fare l’Udc in Campania. tendenzialmente non siamo per la politica delle mani libere. Siamo per gli accordi strategici».</p>
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		<title>L’Udc avverte il Pdl: spetta a noi il candidato a sindaco</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 09:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Enrica Procaccini da il Mattino) «Dopo due candidature di area Pdl, alla Provincia prima e alla Regione poi, credo che 1&#8242;Udc abbia tutte le carte in regola per poter porre all&#8217;attenzione di un&#8217;alleanza un programma per il rilancio della città di Napoli e una candidatura a sindaco che sia espressione dell&#8217;area moderata». Ai diktat ha sempre preferito il dialogo. Ma per Ciro Alfano, commissario provinciale dell&#8217;Unione di centro, è necessario sin da ora porre dei paletti per avviare un confronto serrato con le altre forze politiche in vista delle elezioni amministrative che eleggeranno il successore della Iervolino. Il messaggio del dirigente dei moderati è chiaro e diretto: no alle scelte «confezionate», calate su via del Chiostro per il semplice placet della ratifica. Sì, invece e necessariamente, all&#8217;indicazione del candidato sindaco associato a una rosa di nomi che, in caso di vittoria della coalizione, entrerebbero a far parte dell&#8217;esecutivo municipale. «Stabilire in anticipo chi entrerà in giunta &#8211; spiega il commissario provinciale dell&#8217;Udc &#8211; rappresenterebbe una grande novità. L&#8217;elettorato avrebbe immediatamente la percezione tangibile di chi andrebbe a concretizzare i punti salienti e qualificanti del programma per i quali chiediamo il suo voto». Dopo la pausa estiva, il partito dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Enrica Procaccini da il Mattino)<br />
</strong><br />
«Dopo due candidature di area Pdl, alla Provincia prima e alla Regione poi, credo che 1&#8242;Udc abbia tutte le carte in regola per poter porre all&#8217;attenzione di un&#8217;alleanza un programma per il rilancio della città di Napoli e una candidatura a sindaco che sia espressione dell&#8217;area moderata». Ai diktat ha sempre preferito il dialogo. Ma per Ciro Alfano, commissario provinciale dell&#8217;Unione di centro, è necessario sin da ora porre dei paletti per avviare un confronto serrato con le altre forze politiche in vista delle elezioni amministrative che eleggeranno il successore della Iervolino. Il messaggio del dirigente dei moderati è chiaro e diretto: no alle scelte «confezionate», calate su via del Chiostro per il semplice placet della ratifica. Sì, invece e necessariamente, all&#8217;indicazione del candidato sindaco associato a una rosa di nomi che, in caso di vittoria della coalizione, entrerebbero a far parte dell&#8217;esecutivo municipale. «Stabilire in anticipo chi entrerà in giunta &#8211; spiega il commissario provinciale dell&#8217;Udc &#8211; rappresenterebbe una grande novità. L&#8217;elettorato avrebbe immediatamente la percezione tangibile di chi andrebbe a concretizzare i punti salienti e qualificanti del programma per i quali chiediamo il suo voto». Dopo la pausa estiva, il partito dei moderati sarà al lavoro per definire il programma su cui trovare la convergenza con le altre forze politiche. Sulla strategia delle alleanze, le scelte locali si intrecciano con l&#8217;evoluzione della politica romana. La linea nazionale dell&#8217;Udc sarà tracciata nel corso dalla tre giorni di Chianciano, nuova tappa dell&#8217;Udc nella costruzione del Partito della Nazione, in calendario dal 10 al 12 settembre. Ma già ora, riflettendo sul contesto politico dell&#8217;area di centrodestra, Alfano parla di uno scenario sempre meno bipolare: «Nel partito di maggioranza, oltre i finiani, ci sono tanti satelliti che spesso e volentieri sono distinti e distanti dall&#8217;azione politica di Berlusconi. Penso, solo nel nostro territorio, alle aree che fanno riferimento a Pionati e a Rotondi, sigle che si muovono in autonomia rispetto al Pdl». Per le elezioni amministrative a Napoli, il Pdl sarà il primo interlocutore dell&#8217;Udc. Non l&#8217;unico, tuttavia. «Il confronto &#8211; chiarisce il commissario &#8211; sarà con tutte le forze politiche. Il Pdl, con cui condividiamo l&#8217;esperienza di governo in Provincia e a Palazzo Santa Lucia, è il nostro interlocutore primario, ma non per questo privilegiato». E aggiunge: «E&#8217; chiaro che il confronto partirà da qui, ma qualora il Pdl dovesse scegliere una strada diversa da quella del confronto, guarderemo a un altro tipo di alleanze».<br />
Attenzione anche a quanto si muove nell&#8217;area del centrosinistra e delle dinamiche che riguardano il Partito democratico. Dialogo aperto con il Pd, «anche se ai democratici abbiamo più volte chiesto discontinuità rispetto al passato e non abbiamo mai registrato un cambio di marcia». La linea, salvo diverse indicazioni da Chianciano, sarà quella indicata due anni fa da Casini. «Noi, nella nostra autonomia, siamo distanti da Pd e Pdl, pronti a dialogare con tutti, ma tutelando la nostra dignità», chiarisce Alfano, intenzionato sempre più a coinvolgere nel progetto politico dei moderati le forze migliori della società civile. «Penso alle associazioni di categoria, al mondo accademico e al mondo cattolico. Ma sia chiaro, il sindaco di Napoli deve essere un politico. Un politico di razza». E sui nomi circolati finora nell&#8217;ambito del centrodestra frena: «Sento parlare di primarie del Pdl e di auto-candidature, ma non c&#8217;è nome che regga se non si stila prima un programma serio e concreto per la terza città d&#8217;Italia». Intanto, sul fronte interno, in linea con la direzione di via dei due Macelli che ha già azzerato l&#8217;esecutivo nazionale, Alfano annuncia: «Il prossimo 5 settembre, in occasione del meeting di Visciano, azzereremo le cariche locali: in vista della nascita del Partito della Nazione dobbiamo dare nuovo slancio al partito e coinvolgere nuovi e più iscritti». Per dare una maggiore autonomia al partito napoletano, si ragiona anche sulla possibilità dello sdoppiamento degli incarichi per il provinciale e il cittadino.</p>
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		<title>Ostruzionismo Udc sulle Asl Accordo solo su cinque nomi</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 04:47:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[sanita]]></category>
		<category><![CDATA[Udc]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno) Il rischio che le nomine dei commissari delle Asl campane per l’ennesima volta potessero saltare ha percorso come un brivido la schiena di Stefano Caldoro per tutta la giornata di ieri. Una giornata consumatasi tra incontri, tentativi di chiarimento, discussioni e l’immancabile presidio di alcuni parlamentari ed esponenti di spicco del Pdl davanti alla porta del governatore. Per poi approdare ad una salomonica decisione: quella di varare cinque delle sette nomine di commissari Asl, tenendo in disparte quelle relative ad Avellino e a Salerno, vale a dire le due caselle che fanno riferimento all’Udc. La frattura si è rischiata più di una volta. Fino a tarda notte, quando i due assessori centristi, Giuseppe De Mita e Pasquale Sommese, hanno chiesto di sospendere la riunione della giunta per commentare che «al primo appuntamento importante, non si può offrire una prova così insoddisfacente, seguendo un metodo che non ha nulla a che vedere con la condivisione delle scelte». L’ala demitiana dell’Udc ha provato a difendere la candidatura di Giovanni Russo al vertice dell’azienda sanitaria di Salerno. Ma non solo: si è spinta a demolire le altre proposte, ritenute per nulla inserite nel solco della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>Il rischio che le nomine dei commissari delle Asl campane per l’ennesima volta potessero saltare ha percorso come un brivido la schiena di Stefano Caldoro per tutta la giornata di ieri. Una giornata consumatasi tra incontri, tentativi di chiarimento, discussioni e l’immancabile presidio di alcuni parlamentari ed esponenti di spicco del Pdl davanti alla porta del governatore. Per poi approdare ad una salomonica decisione: quella di varare cinque delle sette nomine di commissari Asl, tenendo in disparte quelle relative ad Avellino e a Salerno, vale a dire le due caselle che fanno riferimento all’Udc.</p>
<p>La frattura si è rischiata più di una volta. Fino a tarda notte, quando i due assessori centristi, Giuseppe De Mita e Pasquale Sommese, hanno chiesto di sospendere la riunione della giunta per commentare che «al primo appuntamento importante, non si può offrire una prova così insoddisfacente, seguendo un metodo che non ha nulla a che vedere con la condivisione delle scelte». L’ala demitiana dell’Udc ha provato a difendere la candidatura di Giovanni Russo al vertice dell’azienda sanitaria di Salerno. Ma non solo: si è spinta a demolire le altre proposte, ritenute per nulla inserite nel solco della discontinuità. A partire dall’indicazione del commissario nazionale della Croce rossa, Francesco Rocca, promossa dall’assessore all’urbanistica, Marcello Taglialatela, al posto di Ernesto Esposito, gradito sia a Sommese che al collega di giunta, Ermanno Russo, del Pdl. «Il vero problema — ha commentato uno degli assessori del Pdl, facendo riferimento a Ciriaco De Mita — è che dopo alcuni decenni continua il tentativo di condizionare dall’esterno le scelte della giunta». Eppure, Sommese aveva fatto capire ai vertici del suo partito che avrebbe comunque sostenuto la scelta collegiale dell’esecutivo. Per evitare strappi e, soprattutto, il rischio dell’isolamento. Una linea più morbida che, nel pomeriggio, era emersa d’intesa con il capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Fulvio Martusciello, rimasto anch’egli davanti alla porta chiusa della sala giunta fino a mezzanotte. Per questo Stefano Caldoro aveva deciso di portare all’attenzione di tutti i suoi assessori i nodi da sciogliere, in particolare quello della Asl di Salerno assieme alla nomina del commissario di Avellino. Da qui, la proposta di congelare la dirigenza delle due aziende sanitarie e di procedere al rinnovo delle altre cinque. Via libera, dunque, al leader dei commercialisti napoletani, Achille Coppola, che guiderà la disastrata Asl Napoli 1 (per la quale la giunta regionale ieri è tornata a varare l’anticipazione di cassa per pagare gli stipendi dei dipendenti); alla nomina di Vittorio Russo, già responsabile dell’emergenza del Cardarelli, alla guida della Asl Napoli 2; a quella di Francesco Rocca a capo della Asl Napoli 3; e alla designazione di Fernando Romano, docente di Igiene alla Sapienza, ex consulente del sindaco di Roma, Alemanno, e nominato dall’allora assessore regionale alla sanità, Angelo Montemarano, capo del nucleo di valutazione dei manager, destinato ora al vertice della azienda sanitaria casertana. Infine, disco verde per Enrico Di Salvo, ex responsabile sanità di Forza Italia e docente universitario di chirurgia dei trapianti, alla Asl di Benevento. Invece, Sergio Florio, ingegnere, attualmente alla guida dell’azienda sanitaria di Campobasso e già a capo della Asl di Avellino, dovrà attendere tempi migliori per tornare nel capoluogo irpino, dove a capo della Asl resta, al momento, Albino D’Ascoli, capoarea dell’assessorato regionale alla sanità. Così come per il commissario salernitano Fernando De Angelis, anche lui dirigente regionale, che seguiterà ad occupare il suo ruolo fin quando non si troverà l’intesa politica con i demitiani. «Nei prossimi giorni avremo le nomine di Salerno e Avellino — ha commentato il capogruppo regionale del Popolo della Libertà, Martusciello, al termine della riunione — e così abbiamo evitato uno strappo politico dalle conseguenze disastrose. Il presidente Caldoro — ha proseguito — ha dimostrato grande senso di responsabilità. Mentre con l’Udc avremo sicuramente la possibilità di continuare il nostro percorso politico fondato sull’intesa e la piena lealtà»</p>
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		<title>Palazzo San Giacomo, tentazione Udc «Potremmo anche correre da soli»</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 08:12:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Antonio D'Amato]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Livio Coppola da il Mattino) Un terzo poio per le elezioni cittadine. E&#8217; più di un&#8217;idea quella che attualmente è allo studio delle forze di centro napoletane, con in testa ovviamente l&#8217;Unione di centro di Pier Ferdinando Casini, che nella recente convention nazionale di Todi non aveva nascosto al pubblico il suo candidato ideale a sindaco di Napoli: l&#8217;ex leader di Confindustria Antonio D&#8217;Amato, che Casini aveva già proposto per la presidenza della Regione. Il cantiere del grande centro è per adesso alla fase embrionale. Nei prossimi giorni l&#8217;Udc, guidato dai commissari regionali Ciriaco De Mita e Gianpiero Zinzi, varerà i nuovi coordinamenti provinciali in prospettiva di quel Partito della Nazione che pian piano dovrebbe assorbire altre forze moderate. Per Napoli è previsto un coordinamento cittadino a parte, che da settembre lavorerà quasi esclusivamente per il voto di Palazzo San Giacomo. E se negli ambienti del partito non ha destato troppo entusiasmo l&#8217;appello dell&#8217;Api di Francesco Rutelli, di fatto estromessa dall&#8217;alleanza di centrosinistra, il dialogo con gli schieramenti come Mpa e Noi Sud sarà all&#8217;ordine del giorno per creare un cartello capace di risultare decisivo in un eventuale ballottaggio. «Napoli è e sarà un vero e proprio laboratorio politico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Livio Coppola da il Mattino)</strong></p>
<p>Un terzo poio per le elezioni cittadine. E&#8217; più di un&#8217;idea quella che attualmente è allo studio delle forze di centro napoletane, con in testa ovviamente l&#8217;Unione di centro di Pier Ferdinando Casini, che nella recente convention nazionale di Todi non aveva nascosto al pubblico il suo candidato ideale a sindaco di Napoli: l&#8217;ex leader di Confindustria Antonio D&#8217;Amato, che Casini aveva già proposto per la presidenza della Regione. Il cantiere del grande centro è per adesso alla fase embrionale. Nei prossimi giorni l&#8217;Udc, guidato dai commissari regionali Ciriaco De Mita e Gianpiero Zinzi, varerà i nuovi coordinamenti provinciali in prospettiva di quel Partito della Nazione che pian piano dovrebbe assorbire altre forze moderate. Per Napoli è previsto un coordinamento cittadino a parte, che da settembre lavorerà quasi esclusivamente per il voto di Palazzo San Giacomo. E se negli ambienti del partito non ha destato troppo entusiasmo l&#8217;appello dell&#8217;Api di Francesco Rutelli, di fatto estromessa dall&#8217;alleanza di centrosinistra, il dialogo con gli schieramenti come Mpa e Noi Sud sarà all&#8217;ordine del giorno per creare un cartello capace di risultare decisivo in un eventuale ballottaggio. «Napoli è e sarà un vero e proprio laboratorio politico &#8211; spiega il commissario regionale Gianpiero Zinzi &#8211; e in tal senso le elezioni amministrative potrebbero risultare per noi un banco di prova a livello nazionale. Allo stato attuale restiamo concentrati sulle alleanze col Pdl in Provincia e in Regione, ma resta la convinzione di dover operare scelte sempre in base a programmi e volontà di risolvere realmente i problemi della gente». L&#8217;Udc appare dunque convinta di poter dare in città una «prova di forza», partendo da un gruppo consiliare che oggi raggruppa quattro elementi e rappresenta una base di partenza per allargare le fila. «La città è oggi agli ultimi posti nelle classifiche su servizi e qualità della vita &#8211; aggiunge il segretario giovanile dell&#8217;Unione di Centro, Angelo Chianese &#8211; Una ragione in più per avere uno scatto d&#8217;orgoglio e creare una classe dirigente molto differente da quella avuta fino ad ora». Si parte allora dal coordinamento cittadino. Mancano ancora i nomi, ma è già certo che la squadra napoletana centrista sarà composta da un triumvirato, con un esponente demitiano, uno della «vecchia guardia» casiniana e un terzo vicino all&#8217;assessore regionale Pasquale Sommese. A loro il compito di dialogare con gli altri moderati, con particolare attenzione rivolta al Mpa di Lombardo, che oggi rivedrà ufficialmente le posizioni nell&#8217;alleanza regionale a sostegno di Stefano Caldoro, con un approccio molto più critico (oggi la conferenza stampa di Salvatore Ronghi e del consigliere regionale Angelo Marino). Contestualmente si sonderanno potenziali candidati. D&#8217;Amato in primis. </p>
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		<title>Non c&#8217;è tregua in Regione l&#8217;Udc all&#8217;attacco di Caldoro</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 08:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stefano Caldoro]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Ottavio Lucarelli da la Repubblica Napoli) Sotto il pigiama di lino si intravede una catenina con l´immagine della Madonna. È dimagrito, il volto appare provato. Da sabato pomeriggio è rinchiuso a Poggioreale, nella cella del centro clinico San Paolo che divide con un altro detenuto. «Ma il carcere è come l´Inferno di Dante. Mi hanno raccontato che negli altri padiglioni sono rinchiuse fino a dodici persone tutte insieme», afferma Arcangelo Martino, negli anni Novanta assessore socialista all´Annona, oggi protagonista dell´inchiesta giudiziaria del momento, quella sul caso Eolico-P3 che lo colloca al centro di trame oscure come il dossier per screditare la candidatura di Stefano Caldoro alla guida della Regione. Martino è uno dei detenuti che la delegazione composta dal consigliere regionale Anna Petrone, dal presidente dell´associazione La Mansarda Samuele Ciambriello e dal presidente di Antigone Dario Stefano Dell´Aquila incontra durante la visita nel carcere di Poggioreale di ieri mattina. Quando Anna Petrone chiede ai reclusi quale sia la loro provenienza, Martino dice: «Il Vomero». Nel rispetto delle regole, la delegazione, accompagnata dalla direzione dell´istituto, non affronta con i detenuti il merito dei procedimenti. Nessuna eccezione neppure con Martino, che invece si rallegra per la visita: «Sono cose importanti, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Ottavio Lucarelli da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>Sotto il pigiama di lino si intravede una catenina con l´immagine della Madonna. È dimagrito, il volto appare provato. Da sabato pomeriggio è rinchiuso a Poggioreale, nella cella del centro clinico San Paolo che divide con un altro detenuto. «Ma il carcere è come l´Inferno di Dante. Mi hanno raccontato che negli altri padiglioni sono rinchiuse fino a dodici persone tutte insieme», afferma Arcangelo Martino, negli anni Novanta assessore socialista all´Annona, oggi protagonista dell´inchiesta giudiziaria del momento, quella sul caso Eolico-P3 che lo colloca al centro di trame oscure come il dossier per screditare la candidatura di Stefano Caldoro alla guida della Regione.<br />
Martino è uno dei detenuti che la delegazione composta dal consigliere regionale Anna Petrone, dal presidente dell´associazione La Mansarda Samuele Ciambriello e dal presidente di Antigone Dario Stefano Dell´Aquila incontra durante la visita nel carcere di Poggioreale di ieri mattina. Quando Anna Petrone chiede ai reclusi quale sia la loro provenienza, Martino dice: «Il Vomero». Nel rispetto delle regole, la delegazione, accompagnata dalla direzione dell´istituto, non affronta con i detenuti il merito dei procedimenti. Nessuna eccezione neppure con Martino, che invece si rallegra per la visita: «Sono cose importanti, che fanno piacere. Ma non lo dico per me, soprattutto per gli altri. Anche il personale e gli agenti di polizia penitenziaria sono sottoposti a un lavoro massacrante a causa del sovraffollamento», sottolinea l´ex assessore. La visita prosegue, Martino resta lì in attesa dell´appuntamento di questa mattina, quando a Roma si discuterà il ricorso al Riesame presentato dal suo avvocato, Giuseppe De Angelis, contro l´ordinanza cautelare firmata dal gip di Roma Giovanni De Donato. Nell´interrogatorio depositato agli atti dell´inchiesta, l´imprenditore ha provato a ridimensionare la portata degli elementi desunti dalle intercettazioni: «Le cose lì dentro per me sono poesie, sono fantasie». Ed ha negato di aver mai tramato contro Caldoro. «È un mio amico».<br />
E l´associazione segreta configurata dalla Procura, della quale avrebbero fatto parte anche Flavio Carboni il geometra e giudice tributario di Cervinara Pasquale Lombardi? «Ma quale associazione segreta, signor giudice &#8211; ha replicato Martino durante il faccia a faccia con il magistrato &#8211; semmai un´assemblea di figure di m&#8230; «, ha sostenuto. Oggi il Tribunale del Riesame valuterà il caso, la decisione nei prossimi giorni.<br />
(d. d. p.)<br />
«Caro Caldoro, devi eliminare le zone grigie». Non c´è tregua per la Regione. Mentre il presidente Stefano Caldoro era a Roma per parlare con il ministro Giulio Tremonti di fondi per il Mezzogiorno, il vertice dell´Udc campano riunito in via Santa Brigida ha dichiarato lo stato di guerra alla vigilia delle nomine ai vertici delle sette aziende sanitarie. Nella riunione serale a cui hanno partecipato il numero due della Regione Giuseppe De Mita, l´assessore Pasquale Sommese, i consiglieri regionali e il commissario regionale Giampiero Zinzi, è stata messa sotto accusa la prima fase del governo Caldoro e, in particolare, la gestione politica dell´inchiesta P3 che ha portato alle doppie dimissioni del sottosegretario Nicola Cosentino, che resta coordinatore regionale del Pdl, e dell´assessore regionale Ernesto Sica entrambi sotto inchiesta nel complotto pre-elettorale organizzato per screditare Caldoro.<br />
L´Udc chiede di eliminare le &#8220;zone grigie&#8221; e accusa: «L´eccessiva attenzione a questioni procedurali nel dibattito di lunedì in Consiglio regionale lascia la preoccupazione che non vi sia consapevolezza della gravità della situazione». Dibattito in cui Caldoro ha dribblato il caso Cosentino con il quale si era sentito in un lungo colloquio domenica sera. «Il recupero &#8211; sostiene il commissario Udc Giampiero Zinzi &#8211; è affidato alla ripresa del programma di cui il presidente è garante. Noi siamo stati decisivi nella vittoria della coalizione e l´intesa politica tra Udc e Pdl ha ora l´esigenza di essere rilanciata».<br />
Nella riunione i toni erano stati anche più duri con la minaccia di prendere le distanze dalle imminenti nomine per le Asl che dovrebbero arrivare entro domani con alcuni innesti di prestigio tra cui Enrico Di Salvo, ordinario di chirurgia, e Francesco Rocca, numero uno nazionale della Croce Rossa. Un mosaico che si sta completando con l´inevitabile braccio di ferro tra il Pdl e l´Udc che chiede almeno tre posti su sette ma che potrebbe accontentarsi di due poltrone a condizione di avere una delle Asl napoletane. Una griglia che vede in corsa tra gli altri Sergio Florio, ex direttore generale del Pascale (Asl Benevento) e Francesco Fimmanò (Caserta) mentre all´Udc spetterebbero Salerno con Giovanni Russo e Avellino con Albino D´Ascoli. In corsa c´è anche Domenico Pirozzi (ex Monaldi) mentre sembra tramontato il ritorno di Giovanni Di Minno, ordinario di Ematologia.<br />
Giornate tutte mirate sulla sanità con il presidente Caldoro che ha due obiettivi non semplici da centrare nel corso della settimana: nominare i commissari delle sette Asl e ottenere il via libera dal governo al nuovo piano di rientro dai debiti. In questo senso si inquadra la missione romana. Una due giorni intensa, avviata con Giulio Tremonti per parlare di manovra del governo e di fondi per il Mezzogiorno, che si chiude oggi pomeriggio con il ministro della sanità Ferruccio Fazio per il via libera al piano di rientro dai debiti agganciato in gran parte alla nuova versione del piano ospedaliero che ha fatto lievitare i tagli da 150 a 250 milioni di euro. </p>
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		<title>Lady Pisacane: «Sì, uso il cognome di mio marito Mi fa avere più voti»</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 05:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Pisacane]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Angela Frenda da il Corriere della Sera) «Uso il cognome di mio marito, sì, e che problema c’è? Mi avvantaggia, non sono stupida. E poi mica la legge lo vieta. Dunque&#8230;». Annalisa Vennella, 40 anni a gennaio, incinta all’ottavo mese di una bambina «che nascerà sotto elezioni», è la moglie del sindaco di Agerola (nel salernitano) e deputato dell’Udc Michele Pisacane. E si candida in Campania con l’Udc. Laurea in Giurisprudenza, fa la segretaria comunale. «È grazie alla mia professione che due anni fa ho conosciuto Michele. Lui è vedovo e ha due figli, ma tra noi è stato un colpo di fulmine: ci siamo sposati subito». Annalisa Vennella fa parte della carica di mogli, figlie e compagne di politici famosi spuntate a queste Regionali. Ma lei, pur essendo «orgogliosa» di usare il cognome del marito, ci tiene a precisare un paio di concetti: «Il primo è che ho svolto anni di attività sindacale. Dunque non vengo dal nulla. In secondo luogo, non scopro oggi la politica: è un argomento che mi ha sempre affascinato. Poi, stando accanto a mio marito, sono stata precipitata in un mondo: frequenti le stesse persone e ti appassioni agli stessi temi». Di qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Angela Frenda da il Corriere della Sera)</strong></p>
<p>«Uso il cognome di mio marito, sì, e che problema c’è? Mi avvantaggia, non sono stupida. E poi mica la legge lo vieta. Dunque&#8230;». Annalisa Vennella, 40 anni a gennaio, incinta all’ottavo mese di una bambina «che nascerà sotto elezioni», è la moglie del sindaco di Agerola (nel salernitano) e deputato dell’Udc Michele Pisacane. E si candida in Campania con l’Udc. Laurea in Giurisprudenza, fa la segretaria comunale. «È grazie alla mia professione che due anni fa ho conosciuto Michele. Lui è vedovo e ha due figli, ma tra noi è stato un colpo di fulmine: ci siamo sposati subito». Annalisa Vennella fa parte della carica di mogli, figlie e compagne di politici famosi spuntate a queste Regionali. Ma lei, pur essendo «orgogliosa» di usare il cognome del marito, ci tiene a precisare un paio di concetti: «Il primo è che ho svolto anni di attività sindacale. Dunque non vengo dal nulla. In secondo luogo, non scopro oggi la politica: è un argomento che mi ha sempre affascinato. Poi, stando accanto a mio marito, sono stata precipitata in un mondo: frequenti le stesse persone e ti appassioni agli stessi temi». Di qui la sua decisione di scendere in politica, sentendosi più vicina allo stile di Anna Finocchiaro che a quello di Mara Carfagna. E facendo la sua campagna elettorale da casa, causa pancione: «Piccole riunioni, niente grandi comizi, molto telefono. Sarà strano, ma la mia condizione mi rende più forte. Però, dopo, tranquilli: sarò in consiglio regionale tutti i giorni». Per spiegare il motivo di questa scelta, suo marito ha usato nei giorni scorsi una metafora non proprio felicissima: «Se c’è un lavoro da fare e uno fa il salumiere, non credo sia giusto privilegiare la salumeria degli altri». «E che devo dirle — ride Annalisa— diciamo che il forte di mio marito non sono i paradossi. Ma credo che il senso di quel che voleva dire è che è naturale che io abbia deciso di candidarmi e farmi aiutare da lui. Sarebbe stata un’ipocrisia nascondersi dietro il mio cognome. E poi, Rosa Russo Jervolino non usa anche quello del marito?». Così, via libera ai manifesti con Pisacane e il simbolo Udc, richiamo per «gli elettori affezionati. E a me non dà fastidio usarlo, questo cognome. Tutti possono poi pensare: è una mezza scema, è il braccio armato del marito&#8230; Facciano pure. Intanto mi faccio eleggere: quando sarò consigliere regionale, tanto, dovranno parlare con me. Mica con Michele».</p>
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		<title>ELEZIONI REGIONALI/LISTE UNIONE DI CENTRO</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 08:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[liste elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Caldoro]]></category>
		<category><![CDATA[Udc]]></category>

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		<description><![CDATA[NAPOLI Mocerino Carmine Sommese Pasquale Alvino Federico Amirante Filomena Barbato Nicoletta Bilancio Filomena Borrelli Agnese (detta Rosaria) Buono Amedeo Caldarelli Dario Cerchia Giulia Cicatiello Antonio Crimaldi Antonio D’Addio Giuseppe D’Antò Cinzia Di Stefano Fortuna Grassia Antonio (detto Ninì) Iacolare biagio Manniello Franco Manzo Francesca Paola Mirti Rosa Moccia Gaetano Pazienza Giuseppe Pesante Bianca Quartullo Vito Santini Luigi Tufo Ciro Sudrio Veronica Iodice Concetta (detta Tina) Martarelli Rossano Rappel Michele Antonio Vessella Pisacane Annalisa AVELLINO Foglia Pietro Siringano Vincenzo Villani Alberico Ambrosone Enza Pratola Raffaella BENEVENTO Melone Enzo De Lucia Pasquale Santonastaso Domenico Consoli Angelo Cobianchi Luigi D’Ambrosio Gabriella Letizia Maria Miele Anna Stella Campaniello Giovanna SALERNO Arena Salvatore Asseni Annunziata Baldi Maria Cobellis Luigi Corvino Linda Cosimato Franco Fezza Vilma Pace Angela Salzano Aniello Sconza Nicola]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NAPOLI</strong><br />
Mocerino Carmine<br />
Sommese Pasquale<br />
Alvino Federico<br />
Amirante Filomena<br />
Barbato Nicoletta<br />
Bilancio Filomena<br />
Borrelli Agnese (detta Rosaria)<br />
Buono Amedeo<br />
Caldarelli Dario<br />
Cerchia Giulia<br />
Cicatiello Antonio<br />
Crimaldi Antonio<br />
D’Addio Giuseppe<br />
D’Antò Cinzia<br />
Di Stefano Fortuna<br />
Grassia Antonio (detto Ninì)<br />
Iacolare biagio<br />
Manniello Franco<br />
Manzo Francesca Paola<br />
Mirti Rosa<br />
Moccia Gaetano<br />
Pazienza Giuseppe<br />
Pesante Bianca<br />
Quartullo Vito<br />
Santini Luigi<br />
Tufo Ciro<br />
Sudrio Veronica<br />
Iodice Concetta (detta Tina)<br />
Martarelli Rossano<br />
Rappel Michele Antonio<br />
Vessella Pisacane Annalisa</p>
<p><strong>AVELLINO</strong><br />
Foglia Pietro<br />
Siringano Vincenzo<br />
Villani Alberico<br />
Ambrosone Enza<br />
Pratola Raffaella</p>
<p><strong>BENEVENTO</strong><br />
Melone Enzo<br />
De Lucia Pasquale<br />
Santonastaso Domenico<br />
Consoli Angelo<br />
Cobianchi Luigi<br />
D’Ambrosio Gabriella<br />
Letizia Maria<br />
Miele Anna Stella<br />
Campaniello Giovanna</p>
<p><strong>SALERNO<br />
</strong>Arena Salvatore<br />
Asseni Annunziata<br />
Baldi Maria<br />
Cobellis Luigi<br />
Corvino Linda<br />
Cosimato Franco<br />
Fezza Vilma<br />
Pace Angela<br />
Salzano Aniello<br />
Sconza Nicola</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Pdl-Udc, l&#8217;intesa resiste alle tensioni</title>
		<link>http://www.napolionline.org/new/pdl-udc-lintesa-resiste-alle-tensioni</link>
		<comments>http://www.napolionline.org/new/pdl-udc-lintesa-resiste-alle-tensioni#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 13:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Cosentino]]></category>
		<category><![CDATA[Udc]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Mario Pepe da il Roma) Alla fine, l&#8217;accordo si farà. Perché non conviene a nessuno un matrimonio rato e non consumato. Ma se per la Regione Campania tra Pdl e Udc è tutto definito, resta ancora il nodo-Caserta. Che al di là, però, del clima di tensione sviluppatosi ieri, pare destinato ad essere sciolto con esito positivo. È quanto viene fuori dopo una giornata tutta &#8220;romana&#8221;, con riunioni del maggior partito del centrodestra e contatti con i centristi. Che la situazione per Palazzo Santa Lucia fosse chiara, lo si era capito già in mattinata quando Ciriaco De Mita, nel corso di un summit dei vertici partenopei dell&#8217;Udc, aveva ribadito l&#8217;assenza di interesse per «la sanità, puntiamo al riequilibrio dei poteri tra la Giunta e il Consiglio, al decentramento delle attribuzioni a favore degli enti locali e alla riorganizzazione dei servizi». Oltre a ricordare che la responsabilità del mancato accordo del centrosinistra era tutto da ascriversi alle lotte intestine che la candidatura di Enzo De Luca avrebbe acuito. Ma da Roma cominciavano ad arrivare gli echi dell&#8217;incontro tra il coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino e il premier Silvio Berlusconi, dedicato alla vicenda-Caserta. Gli spifferi arrivavano alle orecchie di Rocco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Mario Pepe da il Roma)</strong></p>
<p>Alla fine, l&#8217;accordo si farà. Perché non conviene a nessuno un matrimonio rato e non consumato. Ma se per la Regione Campania tra Pdl e Udc è tutto definito, resta ancora il nodo-Caserta. Che al di là, però, del clima di tensione sviluppatosi ieri, pare destinato ad essere sciolto con esito positivo. È quanto viene fuori dopo una giornata tutta &#8220;romana&#8221;, con riunioni del maggior partito del centrodestra e contatti con i centristi. Che la situazione per Palazzo Santa Lucia fosse chiara, lo si era capito già in mattinata quando Ciriaco De Mita, nel corso di un summit dei vertici partenopei dell&#8217;Udc, aveva ribadito l&#8217;assenza di interesse per «la sanità, puntiamo al riequilibrio dei poteri tra la Giunta e il Consiglio, al decentramento delle attribuzioni a favore degli enti locali e alla riorganizzazione dei servizi». Oltre a ricordare che la responsabilità del mancato accordo del centrosinistra era tutto da ascriversi alle lotte intestine che la candidatura di Enzo De Luca avrebbe acuito. Ma da Roma cominciavano ad arrivare gli echi dell&#8217;incontro tra il coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino e il premier Silvio Berlusconi, dedicato alla vicenda-Caserta. Gli spifferi arrivavano alle orecchie di Rocco Buttiqlione, deciso a smentire qualsiasi problema e incontri con i vertici del Pdl: «Non mi risulta che si siano riaperti i giochi in Campania». Parole alle quali facevano da contraltare quelle del ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «Siamo d&#8217;accordo per la Campania, su Caserta è ancora tutto da definire». Subito dopo, ecco un comunicato dei vertici del coordinamento provinciale di Caserta del Pdl, Pasquale Giuliano e Gennaro Coronella: «Registriamo con viva soddisfazione l&#8217;attenzione che il presidente Berlusconi sta riservando al &#8220;caso Caserta&#8221;, a testimonianza della sua straordinaria capacità di ascolto per le ragioni del territorio; la rivendicazione sul candidato presidente della Provincia rappresenta un limite invalicabile per il Pdl, così come il coordinamento provinciale di Caserta ha unanimemente ribadito in più occasioni». Il tutto mentre a Roma si teneva una riunione dei parlamentari, presente anche il candidato per cercare di arrivare ad una ricomposizione della tenzone e filtrava la voce di un Cosentino pronto a minacciare le dimissioni dalla carica di coordinatore. A rompere gli indugi, ci pensava Pier Ferdinando Casini (al Quale poco prima era pervenuta, a mezzo agenzie, una richiesta di chiarimento da parte di Amedeo Laboccetta, ndr): «Io so solo che Cesa e Berlusconi sono d&#8217;accordo, del resto non mi importa». Concetto subito &#8220;rafforzato&#8221; dal segretario casertano dei centristi Gianni Mancino: «L&#8217;accordo tra Pdl e Udc è quello fatto a Roma tra i vertici dei partiti. Non c&#8217;è alcun cambiamento che possa fare pensare ad altre cose. Dai vertici nazionali non ci è arrivata indicazione diversa e la situazione è quella che è stata stabilita. Soprattutto non ci possono essere accordi disgiunti, la Regione e la Provincia di Caserta vanno di pari passo. Questo è chiaro». E il commissario partenopeo Ciro Alfano: «Nessun cambio di rotta rispetto a quanto è già stato deciso, secondo quello che mi risulta tutto è chiuso e nulla è cambiato. Se accade qualcosa nelle prossime ore io non lo so, ma al momento non ho nessuna notizia di cambiamenti di rotta e questo credo che sia da interpretare in senso definitivo». Questa la cronaca di una giornata convulsa. Oggi è un altro giorno: a Roma è in programma la riunione dei parlamentari Pdl che dovrebbe rivelarsi decisiva per riportare alla situazione stabilita nella telefonata tra Berlusconi e il segretario nazionale dell&#8217;Udc Lorenzo Cesa. Ed è presumibile che alla fine sarà ancora una volta il Cavaliere a scendere in campo. Per richiamare tutti all&#8217; &#8220;armonia&#8221; e al rispetto degli accordi sanciti per rafforzare ulteriormente la coalizione che sosterrà Caldoro nella corsa alla presidenza di Palazzo Santa Lucia. Il tutto mentre, sempre oggi, è saltata la discesa a Napoli del ministro degli Esteri, Franco Frattini: gli impegni relativi al probabile voto di fiducia sul decreto-emergenze ha fatto sì che tutti gli esponenti di Governo fossero richiamati a Roma.</p>
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		<title>E Nicola venne stoppato dalle trappole di Bocchino</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 13:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Conchita Sannino da la Repubblica Napoli) C&#8217;È qualcuno che possa scommettere come finirà, nelle urne, la &#8220;guerra&#8221; di Caserta, visto che perfino una telefonata ufficiale tra Silvio Berlusconi e il presidente Udc Lorenzo Cesa, può essere riaperta o ribaltata dall&#8217;ultima resistenza politica di Nicola Cosentino? C&#8217;è chi possa dire quanto costerà, al Pdl, la faida interna che ora vede nettamente in vantaggio le &#8220;truppe&#8221; di Italo Bocchino sulle ambizioni, sempre più arretrate, del sottosegretario che l&#8217;aveva giurata ai &#8220;frocetti di Roma&#8221;? L&#8217;accordo tra Pdl e Udc è durato solo una notte, sul cielo di Caserta. Almeno, stando ai tatticismi delle dichiarazioni ufficiali. E non è poco. Una sequenza di scene da teatro dell&#8217;assurdo. Innestate in una campagna elettorale non (così) scontata. E nella metà campo di questo centrodestra ancora una volta si impone il dualismo vero/ falso, certo/incerto, realtà/ fiction. Il numero della decisione assunta pubblicamente e, un attimo dopo, rimessa in discussione è ormai una costante, da quando Cosentino, già a novembre, dopo l&#8217;ordine di arresto, usciva da Montecitorio e diceva: «Non mi arrendo, io sono il candidato naturale della Campania». Ma il capolavoro riguarda il nodo di Caserta, autentico calvario sulla strada del candidato Stefano Caldoro. Martedì, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Conchita Sannino da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>C&#8217;È qualcuno che possa scommettere come finirà, nelle urne, la &#8220;guerra&#8221; di Caserta, visto che perfino una telefonata ufficiale tra Silvio Berlusconi e il presidente Udc Lorenzo Cesa, può essere riaperta o ribaltata dall&#8217;ultima resistenza politica di Nicola Cosentino? C&#8217;è chi possa dire quanto costerà, al Pdl, la faida interna che ora vede nettamente in vantaggio le &#8220;truppe&#8221; di Italo Bocchino sulle ambizioni, sempre più arretrate, del sottosegretario che l&#8217;aveva giurata ai &#8220;frocetti di Roma&#8221;?<br />
L&#8217;accordo tra Pdl e Udc è durato solo una notte, sul cielo di Caserta. Almeno, stando ai tatticismi delle dichiarazioni ufficiali. E non è poco.<br />
Una sequenza di scene da teatro dell&#8217;assurdo. Innestate in una campagna elettorale non (così) scontata. E nella metà campo di questo centrodestra ancora una volta si impone il dualismo vero/ falso, certo/incerto, realtà/ fiction. Il numero della decisione assunta pubblicamente e, un attimo dopo, rimessa in discussione è ormai una costante, da quando Cosentino, già a novembre, dopo l&#8217;ordine di arresto, usciva da Montecitorio e diceva: «Non mi arrendo, io sono il candidato naturale della Campania». Ma il capolavoro riguarda il nodo di Caserta, autentico calvario sulla strada del candidato Stefano Caldoro.<br />
Martedì, alle 20.12, le agenzie battono la notizia dell&#8217;alleanza finalmente siglata tra Berlusconi e Cesa, con una telefonata che offre al candidato centrista Domenico Zinzi la poltrona di presidente della Provincia di Caserta, in virtù di vecchi accordi. Subito, ecco Cosentino che &#8211; stando a voci accreditate &#8211; raduna nel suo ufficio di parlamentare, a Roma, i fedelissimi Carlo Sarro, Cosimo Sibilia, Edmondo Cirielli e naturalmente Pasquale Giuliano, proprio il senatore che Cosentino aveva proposto, giorni fa, come «il candidato Pdl alla Provincia di Caserta». Davanti a loro fa balenare l&#8217;intenzione di dimettersi.<br />
«Non si tratta così il coordinatore regionale del partito». Ieri mattina, poi, il colpo di teatro: il leader regionale incontra il premier, esce da Palazzo Grazioli e annuncia che in fondo l&#8217;accordo con l&#8217;Udc non è definitivo, che anzi, in giornata, dovrà esserci un &#8220;decisivo&#8221; incontro dei coordinatori. Fulmini e dichiarazioni contrastanti. Da Casini che dice: «L&#8217;accordo è tra Berlusconi e Cesa. Del resto non voglio sapere, non mi importa». Al coordinatore Ignazio La Russa che sembra confermare la nuova apertura, ma la butta in calcio d&#8217;angolo: «Ancora non è stato definito l&#8217;accordo su Caserta. Ma non se ne parla oggi».<br />
La danza delle frasi vuote. Su cui arrivano, trancianti, i giudizi del Pdl romano. «È il solito circo messo in piedi da Cosentino». Le truppe &#8220;nemiche&#8221; guidate da Italo Bocchino, sodale il ministro Carfagna, lasciano intendere che «nulla ormai sarà toccato». Eppure non c&#8217;è solo Cosentino, ma una fetta di Pdl casertano a pestare i piedi. Compresi quei sindaci di Terra di Lavoro che non tollerano l&#8217;invadenza dell&#8217;Udc sulla &#8220;loro&#8221; Provincia, ma che contestavano anche le decisioni calate dall&#8217;alto da Cosentino &#038; Co. Alla fine prevarrà la logica politica, dice un altro vertice del Pdl. «Poiché non si può fare a meno dell&#8217;Udc per vincere, e non ci possiamo permettere di perdere in Campania, bisogna che almeno una delle 4 Province sia data ai centristi». Cosentino sconta anche, aggiunge una voce malevola, l&#8217;inchiesta che travolge Denis Verdini, l&#8217;unico coordinatore che gli è sempre stato più vicino. Dalle vacanze ad Amalfi in poi.<br />
Colpisce piuttosto il silenzio del suo amico e socio di vittorie recenti, Luigi Cesaro. Defilato, non una dichiarazione di appoggio nell&#8217;ultima battaglia. Anche qui i romani appaiono trancianti, alludendo all&#8217;inchiesta del pool antimafia sul presidente della Provincia. «Va capito. Cesaro pure ha i suoi problemi».</p>
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		<title>Cosentino prende altri schiaffi</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 06:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nicola Cosentino]]></category>
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		<description><![CDATA[(di A. De Angelis da il Riformista) E chissà se è un caso che, appena varata l&#8217;operazione trasparenza nelle liste del Pdl, è scoppiato un nuovo affaire Cosentino. E chissà se è un caso che tra i big del Pdl che lo sostengono senza se e senza ma è rimasto solo Denis Verdini, indagato per concorso in corruzione nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta fiorentina sulla protezione civile. La notizia però è che il potente politico di Casal di Principe accusato di concorso esterno in associazione camorristica ha preso un altro schiaffo, dopo quello che ha bloccato la sua candidatura perché «impresentabile» agli occhi di mezzo Pdl. Perché Cosentino ha dovuto cedere sulla scelta del candidato alla provincia di Caserta. E perché ieri ha toccato con mano il suo isolamento nel partito campano, e non solo. Ricapitolando. Ventiquattr&#8217;ore fa una telefonata tra Berlusconi e Cesa ha suggellato l&#8217;accordo con l&#8217;Udc in Campania. In quali termini? I centristi hanno garantito il sostegno al candidato del Pdl Stefano Caldoro e il Pdl, alla fine di una lunga trattativa, ha deciso di appoggiare il candidato centrista alla provincia di Caserta Domenico Zinzi. Punto. Anche perché senza l&#8217;intesa su Zinzi sarebbe saltato tutto, pure quella su Caldoro. Fin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di A. De Angelis da il Riformista)</strong></p>
<p>E chissà se è un caso che, appena varata l&#8217;operazione trasparenza nelle liste del Pdl, è scoppiato un nuovo affaire Cosentino. E chissà se è un caso che tra i big del Pdl che lo sostengono senza se e senza ma è rimasto solo Denis Verdini, indagato per concorso in corruzione nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta fiorentina sulla protezione civile. La notizia però è che il potente politico di Casal di Principe accusato di concorso esterno in associazione camorristica ha preso un altro schiaffo, dopo quello che ha bloccato la sua candidatura perché «impresentabile» agli occhi di mezzo Pdl. Perché Cosentino ha dovuto cedere sulla scelta del candidato alla provincia di Caserta. E perché ieri ha toccato con mano il suo isolamento nel partito campano, e non solo.<br />
Ricapitolando. Ventiquattr&#8217;ore fa una telefonata tra Berlusconi e Cesa ha suggellato l&#8217;accordo con l&#8217;Udc in Campania. In quali termini? I centristi hanno garantito il sostegno al candidato del Pdl Stefano Caldoro e il Pdl, alla fine di una lunga trattativa, ha deciso di appoggiare il candidato centrista alla provincia di Caserta Domenico Zinzi. Punto. Anche perché senza l&#8217;intesa su Zinzi sarebbe saltato tutto, pure quella su Caldoro. Fin qui le premesse. Ieri però Cosentino ha tentato il colpo di coda. Del resto sono settimane che vuole un suo uomo – il senatore Pasquale Giuliano &#8211; a capo del territorio dove raccoglie un numero impressionante di preferenze, il casertano della natia Casal di Principe. E sono settimane che prende a picconate l&#8217;accordo con l&#8217;Udc, attaccando Casini pure dalle colonne del Giornale.<br />
Ecco dunque che nella mattinata di ieri si è presentato da Berlusconi con la lettera di dimissioni da coordinatore del partito campano.<br />
Un colpo di teatro. Che ha prodotto un po&#8217; di fibrillazione nei palazzi. Ma che non ha fatto saltare l&#8217;accordo. D&#8217;altronde il premier, si sa, di queste cose non ama occuparsi. Tra l&#8217;altro ieri era pure impegnato in un vertice di governo a palazzo Grazioli. C&#8217;erano tutti, da Tremonti a Scajola, da Alfano a Matteoli. Questo il senso dell&#8217;incontro: «Pare che siamo fermi. E quello che sta succedendo è devastante. Dobbiamo puntare sulla politica del governo nelle prossime settimane». E via, un&#8217;accelerata dopo l&#8217;altra su varie questioni, con i taccuini dei ministri pieni di appunti: nucleare, piano casa, segnali sul fronte fiscale. Il tutto da presentare in campagna elettorale.<br />
Soprattutto, il piano per il Sud, che sarà annunciato in grande stile nelle prossime settimane. E Cosentino? Toni amichevoli, grande cordialità ma il premier ha tagliato corto: «Ho pure telefonato all&#8217;Udc&#8230;». Come a dire: sbrigateveli voi i dettagli.<br />
Peccato però che il potente casalese abbia lanciato un&#8217; opa sulle liste che a Caldoro non è piaciuta per niente. Non solo, Per dare un segnale di forza Cosentino si è detto «soddisfattissimo» dell&#8217;incontro col premier, Mentre i suoi ras locali dichiaravano a raffica: «Su Caserta nulla è definito». Una sceneggiata che ha fatto infuriare Caldoro. Tanto che oggi, per parlare col Capo, il candidato governatore ha annullato pure una conferenza stampa con Frattini e Mara Carfagna a Napoli. Questo il senso del ragionamento che consegnerà a Berlusconi: «Non voglio questo mercanteggiamento di nomi in lista. Il candidato sono io, Cosentino se se faccia una ragione. Altrimenti la mia faccia non ce la metto».<br />
Del resto i big del Pdl hanno blindato Caldoro. È vero, Verdini ha provato a prendere tempo. Per questo la riunione definitiva è slittata. Ma La Russa ha chiarito: «Noi siamo intenzionati ad essere alleati con l&#8217;Udc. Sulla Campania l&#8217;accordo è definito. Su Caserta c&#8217;è una discussione aperta». Visto che se salta Caserta salta tutto, praticamente è un modo per archiviare il dibattito. Anche perché l&#8217;Udc considera la questione chiusa: «Io so -ha detto Casini &#8211; che Berlusconi e Cesa sono d&#8217;accordo, del resto non mi importa». Molto ha pesato l&#8217;isolamento di Cosentino nel partito campano. Anche Mario Landolfi, che in un primo tempo si era schierato a favore del sottosegretario di Casal di Principe, ha considerato perdente la linea di attacco a oltranza all&#8217;Udc. E ha fatto quadrato con Italo Bocchino e Mara Carfagna. altri due sponsor di Caldoro.<br />
Di fatto è iniziata la de-cosentinizzazione del partito campano. È certo infatti che dopo le elezioni al suo posto andrà Maurizio Iapicca, molto vicino a Bondi; o, in alternativa, Marco Milanese, braccio destro di Tremonti e vicesegretario del Pdl avellinese. È l&#8217;operazione trasparenza.</p>
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		<title>Casini: sulla Campania Berlusconi e Cesa sono d&#8217;accordo. Il resto non mi importa</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 17:51:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;accordo tra Pdl e Udc e&#8217; quello fatto ieri a Roma tra i vertici dei partiti. Nessun cambiamento&#8221;. Gianni Mancino, segretario dell&#8217;Udc di Caserta, non usa mezzi termini e risponde cosi&#8217; a chi, come il Pdl Caserta, sembra invece mettere in discussione l&#8217;accordo tra Udc e Pdl. L&#8217;ago della bilancia, da giorni, e&#8217; il candidato alla presidenza della Provincia di Caserta: condizione centrale per l&#8217;Udc per appoggiare il candidato governatore Pdl in Campania, Stefano Caldoro. Ieri una telefonata tra Berlusconi e Cesa ha ufficializzato l&#8217;accordo il che faceva, dunque, intendere che il candidato alla Provincia sarebbe stato Domenico Zinzi, voluto da Udc, e non Pasquale Giuliano, voluto da Pdl. Oggi, pero&#8217;, la presa di posizione del Pdl Caserta: &#8221;La rivendicazione sul candidato presidente della Provincia rappresenta un limite invalicabile per il Pdl&#8221;. &#8221;L&#8217;accordo e&#8217; quello fatto ieri a Roma &#8211; ribadisce Mancino &#8211; e dai vertici nazionali non ci e&#8217; arrivata indicazione diversa. Soprattutto non ci possono essere accordi disgiunti, la Regione e la Provincia di Caserta vanno di pari passo&#8221;. Stessa posizione espressa anche da Ciro Alfano, commissario partenopeo dell&#8217;Udc. &#8221;Nessun cambio di rotta rispetto a quanto deciso ieri &#8211; dice Alfano &#8211; secondo quello che al momento mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1085" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/08/casini_pierferdinando.jpg"><img src="http://www.napolionline.org/new/wp-content/uploads/2009/08/casini_pierferdinando-300x300.jpg" alt="Pierferdinando Casini" title="Pierferdinando Casini" width="300" height="300" class="size-medium wp-image-1085" /></a><p class="wp-caption-text">Pierferdinando Casini</p></div> &#8220;L&#8217;accordo tra Pdl e Udc e&#8217; quello fatto ieri a Roma tra i vertici dei partiti. Nessun cambiamento&#8221;. Gianni Mancino, segretario dell&#8217;Udc di Caserta, non usa mezzi termini e risponde cosi&#8217; a chi, come il Pdl Caserta, sembra invece mettere in discussione l&#8217;accordo tra Udc e Pdl. L&#8217;ago della bilancia, da giorni, e&#8217; il candidato alla presidenza della Provincia di Caserta: condizione centrale per l&#8217;Udc per appoggiare il candidato governatore Pdl in Campania, Stefano Caldoro. Ieri una telefonata tra Berlusconi e Cesa ha ufficializzato l&#8217;accordo il che faceva, dunque, intendere che il candidato alla Provincia sarebbe stato Domenico Zinzi, voluto da Udc, e non Pasquale Giuliano, voluto da Pdl. Oggi, pero&#8217;, la presa di posizione del Pdl Caserta: &#8221;La rivendicazione sul candidato presidente della Provincia rappresenta un limite invalicabile per il Pdl&#8221;. &#8221;L&#8217;accordo e&#8217; quello fatto ieri a Roma &#8211; ribadisce Mancino &#8211; e dai vertici nazionali non ci e&#8217; arrivata indicazione diversa. Soprattutto non ci possono essere accordi disgiunti, la Regione e la Provincia di Caserta vanno di pari passo&#8221;. Stessa posizione espressa anche da Ciro Alfano, commissario partenopeo dell&#8217;Udc. &#8221;Nessun cambio di rotta rispetto a quanto deciso ieri &#8211; dice Alfano &#8211; secondo quello che al momento mi risulta tutto e&#8217; chiuso e nulla e&#8217; cambiato. Se accade qualcosa nelle prossime ore io non lo so, ma al momento non ho nessuna indicazione di cambiamento di rotta&#8221;.<br />
&#8221;Io so solo che Cesa e Berlusconi sono d&#8217;accordo, del resto non mi importa&#8221;. Pier Ferdinando Casini riassume cosi&#8217; la situazione di stallo in Campania tra Pdl e Udc in vista delle elezioni regionali di marzo. Ieri una telefonata tra il premier e il segretario Lorenzo Cesa aveva suggellato l&#8217;accordo per il sostegno dei centristi alla candidatura di Stefano Caldoro alla presidenza della Regione in cambio di una intesa su un candidato dell&#8217;Udc per la provincia di Caserta. Una nota del Pdl, diramata ieri in serata, annunciava pero&#8217; un incontro tra i vertici dei partito per definire l&#8217;intesa. Un incontro che sembra, pero&#8217;, non esserci stato e che la stessa Udc ha smentito. </p>
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		<title>Berlusconi in campo: intesa Pdl-Udc</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 06:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stefano Caldoro]]></category>
		<category><![CDATA[Udc]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Mario Pepe da il Roma) Alla fine, decide Silvio Berlusconi. Il premier scende in campo, chiama il segretario dell&#8217;Udc Lorenzo Cesa (la scorsa settimana aveva avuto un colloquio con Pier Ferdinando Casini ndr) e chiude l&#8217;accordo per le Regionali in Campania. Il Pdl e il candidato governatore Stefano Caldoro possono contare, adesso, anche sull&#8217;apporto dei centristi che induce, a questo punto, ancor di più all&#8217;ottimismo in vista del voto del 28 e 29 marzo. Sciolto anche il nodo-Caserta: il candidato presidente sarà scelto dai moderati. E sarà il parlamentare Domenico Zinzi. Indicazione, questa, confermata anche nella riunione pomeridiana del partito. Dopo l&#8217;intervento del capo del Governo, nella mattinata di ieri era arrivata anche la nota del coordinamento del Pdl nella quale si esprimeva «in merito alle alleanze, la volontà di un accordo con l&#8217;Udc in coerenza con le recenti competizioni elettorali che hanno determinato la vittoria nelle province di Napoli, Salerno ed Avellino. Il Popolo della libertà, riconosce all&#8217;Udc l&#8217;indicazione del vertice della provincia di Caserta, in un quadro di condivisione complessiva a partire dal candidato presidente ed all&#8217;accordo politico e di programma. Si richiede agli alleati di estendere questa intesa alle amministrazioni comunali che sono interessate al voto». [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Mario Pepe da il Roma)</strong></p>
<p>Alla fine, decide Silvio Berlusconi. Il premier scende in campo, chiama il segretario dell&#8217;Udc Lorenzo Cesa (la scorsa settimana aveva avuto un colloquio con Pier Ferdinando Casini ndr) e chiude l&#8217;accordo per le Regionali in Campania. Il Pdl e il candidato governatore Stefano Caldoro possono contare, adesso, anche sull&#8217;apporto dei centristi che induce, a questo punto, ancor di più all&#8217;ottimismo in vista del voto del 28 e 29 marzo. Sciolto anche il nodo-Caserta: il candidato presidente sarà scelto dai moderati. E sarà il parlamentare Domenico Zinzi. Indicazione, questa, confermata anche nella riunione pomeridiana del partito. Dopo l&#8217;intervento del capo del Governo, nella mattinata di ieri era arrivata anche la nota del coordinamento del Pdl nella quale si esprimeva «in merito alle alleanze, la volontà di un accordo con l&#8217;Udc in coerenza con le recenti competizioni elettorali che hanno determinato la vittoria nelle province di Napoli, Salerno ed Avellino. Il Popolo della libertà, riconosce all&#8217;Udc l&#8217;indicazione del vertice della provincia di Caserta, in un quadro di condivisione complessiva a partire dal candidato presidente ed all&#8217;accordo politico e di programma. Si richiede agli alleati di estendere questa intesa alle amministrazioni comunali che sono interessate al voto». Manca l&#8217;ultimo tassello, a questo punto solo una formalità: quello della riunione che i coordinatori nazionali del Pdl, Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi, terranno oggi con i vertici centristi per mettere a punto solo le ultime questioni rimaste in sospeso e definire le liste. La notizia dell&#8217;accordo riscuote commenti entusiasti. Il commissario provinciale dell&#8217;Udc napoletana (che oggi riunirà il coordinamento per stilare la lista), Ciro Alfano, è esplicito: «Siamo pronti a dare progettualità alla Campania. Il Pdl ha mantenuto gli impegni e, a questo punto, diventa un riferimento prioritario rispetto al Pd».<br />
Soddisfatto anche il consigliere regionale centrista Pasquale Sommese: «È stato riconosciuto all&#8217;Udc il giusto equilibrio all&#8217;interno dell&#8217;alleanza. Caldoro non è mai stato in discussione: da oggi si entra nel vivo di questa lunga e calda campagna elettorale che sancirà la chiusura di un ciclo politico e la costruzione grazie all&#8217;Udc di una nuova regione». E il capogruppo provinciale Biagio Iacolare dice: «L&#8217;intenzione è quella di cominciare una nuova era in Campania, all&#8217;insegna del rinnovamento, con Stefano Caldoro che è la persona giusta per guidare la nostra Regione nei prossimi anni. L&#8217;intesa raggiunta tra Unione di Centro e Pdl che, in Campania, conferma la volontà comune di dare un governo nuovo e alternativo alla sinistra, come già avvenuto nelle Province di Napoli, Avellino e Salerno, per porre rimedio ai disastri che la stessa sinistra ha procurato». «Caldoro è il presidente di un&#8217;altra fase politica. Sarà l&#8217;Italia a seguire la Campania come tante volte è avvenuto nella storia del nostro Paese», afferma il ministro Gianfranco Rotondi.<br />
Di «vittoria della ragione» parla il coordinatore politico della campagna elettorale di Mara Carfagna, Giuseppe Scalera. «È la conferma di un progetto comune, avviato nelle ultime elezioni provinciali, costruito con coraggio e determinazione al di là di ogni confuso egoismo. Ora sarà opportuno mettersi subito al lavoro per chiudere rapidamente le liste ed offrirsi, senza tentennamenti, ad una campagna elettorale lucida ed efficace in grado di sancire il successo del centrodestra e di Stefano Caldoro».</p>
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		<title>Si sblocca caso Campania, via libera accordo Udc-Pdl</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 19:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stefano Caldoro]]></category>
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		<description><![CDATA[(Apcom) Si sblocca dopo oltre una settimana di trattative la situazione dell&#8217;alleanza tra Udc e Pdl in vista delle Regionali in Campania. Il Pdl ha dato il via libera a un candidato centrista per la guida della Provincia di Caserta, condizione cui il partito di Pier Ferdinando Casini aveva subordinato il proprio appoggio al candidato di centrodestra alla presidenza della Regione Stefano Caldoro. Il nome che indicherà l&#8217;Udc per la Provincia di Caserta dovrebbe essere quello del deputato Domenico Zinzi, su cui in realtà i dirigenti locali di Pdl e Udc si erano già accordati un anno fa. Nelle ultime settimane tuttavia il coordinatore del Pdl Campania Nicola Cosentino si era messo di traverso sponsorizzando la candidatura del senatore Pasquale Giuliano. Impedendo quindi a Caldoro di siglare ufficialmente l&#8217;accordo con l&#8217;Udc. A sbloccare la situazione, si apprende da fonti parlamentari, dovrebbe essere stato proprio l&#8217;intervento del premier Silvio Berlusconi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(Apcom)</strong></p>
<p>Si sblocca dopo oltre una settimana di trattative la situazione dell&#8217;alleanza tra Udc e Pdl in vista delle Regionali in Campania. Il Pdl ha dato il via libera a un candidato centrista per la guida della Provincia di Caserta, condizione cui il partito di Pier Ferdinando Casini aveva subordinato il proprio appoggio al candidato di centrodestra alla presidenza della Regione Stefano Caldoro. Il nome che indicherà l&#8217;Udc per la Provincia di Caserta dovrebbe essere quello del deputato Domenico Zinzi, su cui in realtà i dirigenti locali di Pdl e Udc si erano già accordati un anno fa. Nelle ultime settimane tuttavia il coordinatore del Pdl Campania Nicola Cosentino si era messo di traverso sponsorizzando la candidatura del senatore Pasquale Giuliano. Impedendo quindi a Caldoro di siglare ufficialmente l&#8217;accordo con l&#8217;Udc. A sbloccare la situazione, si apprende da fonti parlamentari, dovrebbe essere stato proprio l&#8217;intervento del premier Silvio Berlusconi.</p>
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		<title>Udc, Berlusconi in campo per l&#8217;intesa</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 06:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Mario Pepe da il Roma) Pdl-Udc, è il giorno della verità: a Roma sono in programma gli incontri decisivi per arrivare alla decisione finale circa la possibilità di accordarsi o meno per le Regionali e sostenere assieme il candidato governatore Stefano Caldoro. Prima si vedranno i centristi, con lo stato maggiore (il leader Pier Ferdinando Casini, il segretario Lorenzo Cesa e i dirigenti) mobilitato. Poi, con ogni probabilità, l&#8217;incontro tra le delegazioni dei due partiti. Le posizioni in campo sono chiare: da una parte l&#8217;Udc che rivendica la presidenza della Provincia di Caserta, indicando il parlamentare, ed ex presidente del consiglio regionale della Campania, Domenico Zinzi; dall&#8217;altro una parte del Pdl che continua a tenere in piedi l&#8217;ipotesi del senatore Pasquale Giuliano. Inutile sarebbe stato un tentativo, reiterato anche nella giornata di ieri, si proporre un terzo nome dopo che era saltato quello dell&#8217;ex europarlamentare, e già presidente dell&#8217;ente di Terra di Lavoro, Riccardo Ventre. Il tutto mentre il coordinamento provinciale del Pdl di Caserta, in una nota, illustra i contenuti dell&#8217;incontro con le delegazioni di Udeur, Mpa, La Destra, Alleanza di Popolo, Alleanza di centro, Pri, Noi Sud e Nuovo Psi nel corso del quale i partiti, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Mario Pepe da il Roma)</strong></p>
<p>Pdl-Udc, è il giorno della verità: a Roma sono in programma gli incontri decisivi per arrivare alla decisione finale circa la possibilità di accordarsi o meno per le Regionali e sostenere assieme il candidato governatore Stefano Caldoro. Prima si vedranno i centristi, con lo stato maggiore (il leader Pier Ferdinando Casini, il segretario Lorenzo Cesa e i dirigenti) mobilitato. Poi, con ogni probabilità, l&#8217;incontro tra le delegazioni dei due partiti. Le posizioni in campo sono chiare: da una parte l&#8217;Udc che rivendica la presidenza della Provincia di Caserta, indicando il parlamentare, ed ex presidente del consiglio regionale della Campania, Domenico Zinzi; dall&#8217;altro una parte del Pdl che continua a tenere in piedi l&#8217;ipotesi del senatore Pasquale Giuliano. Inutile sarebbe stato un tentativo, reiterato anche nella giornata di ieri, si proporre un terzo nome dopo che era saltato quello dell&#8217;ex europarlamentare, e già presidente dell&#8217;ente di Terra di Lavoro, Riccardo Ventre. Il tutto mentre il coordinamento provinciale del Pdl di Caserta, in una nota, illustra i contenuti dell&#8217;incontro con le delegazioni di Udeur, Mpa, La Destra, Alleanza di Popolo, Alleanza di centro, Pri, Noi Sud e Nuovo Psi nel corso del quale i partiti, si legge, &#8220;hanno concordemente ribadito le ragioni dell&#8217;alleanza con il Pdl in provincia di Caserta, riconoscendo al partito di maggioranza relativa il diritto di esprimere il candidato alla carica di presidente E confermando convinto apprezzamento nei confronti del senatore Giuliano. Si è deciso, all&#8217;unanimità, di costituire un gruppo di lavoro che curerà la definizione del programma della coalizione ed, inoltre, si è convenuto di valutare la situazione dei singoli collegi elettorali al fine di esprimere candidature rappresentative del territorio e, comunque, fortemente competitive. Difficile prevedere come potrà finire, anche se da più parti ci si professa possibilisti per un esito positivo della vicenda. Ciriaco De Mita, ad esempio, a margine di un convegno in Costiera amalfitana che ha visto la partecipazione dell&#8217;ex sindaco di Salerno, Aniello Salzano, avrebbe confidato a qualcuno dei presenti che l&#8217;accordo sarebbe già stato definito. A questo punto, decisivo potrebbe risultare l&#8217;intervento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che, secondo i beninformati, starebbe seguendo attentamente la vicenda. Il premier, tra l&#8217;altro, era già intervenuto qualche giorno fa: c&#8217;era stato un contatto con Pier Ferdinando Casini che aveva contributo a sbloccare l&#8217;impasse sul tavolo nazionale. Restava, a quel punto, solo da mettere d&#8217;accordo i livelli locali. Cosa che, però, non è ancora pienamente avvenuta. E così si è arrivati ad oggi, giorno nel quale, come detto, dovrebbe arrivare una risposta definitiva sull&#8217;alleanza tra il maggiore partito del centrodestra e quello dei moderati che in Campania, negli ultimi tempi, ha registrato diversi arrivi dal Pd: uno su tutti, il consigliere regionale Pasquale Sommese. A seguire attentamente la vicenda, anche Caldoro, in costante contatto con i vertici del Pdl per gli aggiornamenti. Proprio l&#8217;ex ministro, negli ultimi giorni, ha ripetuto che l&#8217;accordo con l&#8217;Udc sarebbe naturale visto che l&#8217;esperienza comune con i centristi in Campania va avanti da quasi tre lustri di opposizione alla Regione e attualmente nelle esperienze di governo provinciale a Napoli, Caserta e Avellino. Intanto, a Napoli si continuerà a lavorare per la definizione delle liste: dopo un primo esame delle proposte, avvenuto domenica pomeriggio, potrebbe esserci un nuovo incontro già oggi per arrivare a definire la griglia dei nomi in corsa per un seggio in consiglio regionale.</p>
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		<title>Il Pdl all&#8217;Udc: &#8220;L&#8217;intesa si può fare&#8221; oggi a Napoli arrivano Casini e Cesa</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 07:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di p.c. da la Repubblica Napoli) IL NODO non sciolto è ancora il matrimonio tra Pdl e Udc. «Si può fare» afferma il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, chiudendo un&#8217;affollata manifestazione elettorale. Con La Russa si è riunito all&#8217;hotel Vesuvio lo stato maggiore del Popolo della Libertà campano: il candidato presidente del Pdl, Stefano Caldoro, il ministro alle Pari opportunità, Mara Carfagna, Nicola Cosentino, Mario Landolfi, Italo Bocchino, Marcello Taglialatela. Il ministro rivolge un invito ai dirigenti locali dell&#8217;Udc perché «l&#8217;accordo si faccia seguendo la stella polare degli interessi dei napoletani». L&#8217;intesa si può fare, conferma Caldoro. L&#8217;alleanza tra Pdl e Udc è in stallo. Al centro c&#8217; è la Provincia di Caserta, che l&#8217;Udc vorrebbe aggiudicarsi con Domenico Zinzi, mentre il Pdl punta sul senatore Pasquale Giuliano. Oggi saranno a Napoli il leader centrista Pier Ferdinando Casini e il segretario del partito Lorenzo Cesa per cercare una soluzione. Ma si inserisce polemico il ministro Gianfranco Rotondi: «Se salta l&#8217;intesa con l&#8217;Udc, consiglio al mio amico Caldoro di rinunziare alla candidatura. Adesso basta togliere le castagne dal fuoco agli altri». Replica Enzo Amendola, segretario del Pd campano: «Diciamo da giorni di una rottura del Pdl con l&#8217;Udc dovuta alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di p.c. da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>IL NODO non sciolto è ancora il matrimonio tra Pdl e Udc. «Si può fare» afferma il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, chiudendo un&#8217;affollata manifestazione elettorale. Con La Russa si è riunito all&#8217;hotel Vesuvio lo stato maggiore del Popolo della Libertà campano: il candidato presidente del Pdl, Stefano Caldoro, il ministro alle Pari opportunità, Mara Carfagna, Nicola Cosentino, Mario Landolfi, Italo Bocchino, Marcello Taglialatela. Il ministro rivolge un invito ai dirigenti locali dell&#8217;Udc perché «l&#8217;accordo si faccia seguendo la stella polare degli interessi dei napoletani». L&#8217;intesa si può fare, conferma Caldoro.<br />
L&#8217;alleanza tra Pdl e Udc è in stallo. Al centro c&#8217; è la Provincia di Caserta, che l&#8217;Udc vorrebbe aggiudicarsi con Domenico Zinzi, mentre il Pdl punta sul senatore Pasquale Giuliano. Oggi saranno a Napoli il leader centrista Pier Ferdinando Casini e il segretario del partito Lorenzo Cesa per cercare una soluzione.<br />
Ma si inserisce polemico il ministro Gianfranco Rotondi: «Se salta l&#8217;intesa con l&#8217;Udc, consiglio al mio amico Caldoro di rinunziare alla candidatura. Adesso basta togliere le castagne dal fuoco agli altri». Replica Enzo Amendola, segretario del Pd campano: «Diciamo da giorni di una rottura del Pdl con l&#8217;Udc dovuta alle mire dei veri padroni del Pdl campano: Nicola Cosentino e Mario Landolfi».<br />
Punti dolenti: sanità, lavoro, formazione. «Non si devono illudere i lavoratori, serve formazione vera», ha detto Caldoro riferendosi all&#8217;inchiesta della Procura sul progetto &#8220;Isola&#8221;, che ipotizza corsi fantasma e spreco di denaro pubblico. «All&#8217;irrigidimento delle posizioni politiche deve oggi sostituirsi il coraggio della ragione legato ad un forte, nuovo spirito unitario. Le posizioni sono, probabilmente, meno distanti di quanto appaiono. E l&#8217;Udc resta un interlocutore prezioso che dovrà, necessariamente, essere recuperato ad un disegno strategico comune», afferma Giuseppe Scalerà, parlamentare del Pdl, in veste di coordinatore della campagna elettorale del ministro Mara Carfagna.<br />
Una giornata di dichiarazioni al vetriolo. Nel pomeriggio, Bocchino, in risposta a Di Pietro che ha ribadito la scelta di sostenere De Luca, ha sparato un siluro: «Ha ragione Di Pietro, la Campania non va consegnata al clan dei Casalesi che con le sue imprese ha lavorato a Salerno. L&#8217;unico modo per mettere i Casalesi alla porta è eleggere presidente un uomo al di sopra di ogni sospetto come Caldoro, che a differenza dell&#8217;avversario è distinto e distante da processi per truffa, associazione a delinquere e concussione». De Luca oggi sarà a Scampia. Domani alle 9.30 sarà nella sede di Casartigiani Campania per confrontarsi con il comparto dell&#8217;artigianato. A seguire, sempre nella mattinata di domani, ci sarà un incontro a Palazzo Partanna: un faccia a faccia con gli industriali napoletani.</p>
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		<title>Caserta, Cosentino batte il pugno</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 06:37:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Cosentino]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Ottavio Lucarelli da la Repubblica Napoli) Silvio Berlusconi già canta vittoria. «Ci mancherebbe che non vincessimo in Campania», proclama alla presentazione del libro di Bruno Vespa &#8220;Donne di cuori&#8221;. Ma il pasticcio Caserta paralizza il centrodestra con l´Udc che insiste su Domenico Zinzi mentre il sottosegretario Pdl Nicola Cosentino gela tutti: «Per la Provincia di Caserta il candidato è il senatore Pasquale Giuliano indicato in modo unanime dal coordinamento Pdl composto da otto deputati, trenta sindaci e quattro consiglieri regionali. A Giuliano la nostra gratitudine per aver accettato». Con un telegramma all´Udc: «Spero di aver posto fine alle inutili attese di Lorenzo Cesa. L´accordo di cui parla prevedeva le province di Napoli, Salerno e Avellino e fu proprio l´Udc che non volle inserire alleanze future per rimanere con le mani libere». Cosa aveva detto Cesa a inizio giornata? Aveva parlato di un´intesa Pdl-Udc: «C´era un accordo con il Pdl per Domenico Zinzi a Caserta. Ora sembra che facciano un passo indietro ma questa resta la nostra proposta. Il centrodestra ci ha chiesto di aspettare 24 ore per decidere e tra stasera e domani ci daranno una risposta. Se diranno no a Zinzi vedremo il da farsi». Cesa non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Ottavio Lucarelli da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>Silvio Berlusconi già canta vittoria. «Ci mancherebbe che non vincessimo in Campania», proclama alla presentazione del libro di Bruno Vespa &#8220;Donne di cuori&#8221;. Ma il pasticcio Caserta paralizza il centrodestra con l´Udc che insiste su Domenico Zinzi mentre il sottosegretario Pdl Nicola Cosentino gela tutti: «Per la Provincia di Caserta il candidato è il senatore Pasquale Giuliano indicato in modo unanime dal coordinamento Pdl composto da otto deputati, trenta sindaci e quattro consiglieri regionali. A Giuliano la nostra gratitudine per aver accettato». Con un telegramma all´Udc: «Spero di aver posto fine alle inutili attese di Lorenzo Cesa. L´accordo di cui parla prevedeva le province di Napoli, Salerno e Avellino e fu proprio l´Udc che non volle inserire alleanze future per rimanere con le mani libere».<br />
Cosa aveva detto Cesa a inizio giornata? Aveva parlato di un´intesa Pdl-Udc: «C´era un accordo con il Pdl per Domenico Zinzi a Caserta. Ora sembra che facciano un passo indietro ma questa resta la nostra proposta. Il centrodestra ci ha chiesto di aspettare 24 ore per decidere e tra stasera e domani ci daranno una risposta. Se diranno no a Zinzi vedremo il da farsi». Cesa non si sbilancia sulla possibilità di appoggiare il candidato di centrosinistra Vincenzo De Luca in caso di rottura con il Pdl: «Dobbiamo capire cosa succede».<br />
La risposta del Pdl arriva però in anticipo. Appena due ore dopo la dichiarazione di Cesa, Cosentino mostra i muscoli e &#8220;taglia&#8221; Zinzi scatenando reazioni opposte. Favorevole Clemente Mastella: «Se si dovesse concretizzare la candidatura di Pasquale Giuliano, l´Udeur è disponibile a sostenerla». Esulta Francesco Pionati dell´Alleanza di centro: «Giuliano è una scelta eccellente». D´accordo Domenico Ciaramella, sindaco di Aversa, d´accordo i senatori Compagna, Coronella, Sarro e Vetrella. Entusiasmo frenato da Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: «Resta fermo l´obiettivo di realizzare in Campania una vasta alleanza fra tutte le forze che si sono opposte alla disastrosa giunta Bassolino. Fra queste c´è l´Udc, il problema Caserta verrà affrontato e risolto di comune intesa».<br />
Ma il diretto interessato Domenico Zinzi comincia a infastidirsi e in serata sbotta: «Questa vicenda mi ha davvero seccato. Leggo positivamente Cicchitto, decida Casini». Seccato anche il consigliere regionale Pasquale Sommese recentemente passato dal Pd all´Udc: «Una vicenda stucchevole».<br />
Pierferdinando Casini in tv a &#8220;Omnibus&#8221;, dopo aver definito quella di Vincenzo De Luca «una candidatura furba del centrosinistra perché si tratta di un uomo da sempre oppositore di Bassolino», aveva però già annunciato: «Per le alleanze in Campania, dove c´è un forte contenzioso, decidano gli organismi locali».<br />
Groviglio da cui Stefano Caldoro, candidato presidente in Regione, cerca di tenersi lontano spostando l´attenzione: «De Luca e Cosentino amici dei Casalesi? Non ci credo. Conosco Nicola da vent´anni e da moltissimi anni anche Vincenzo De Luca e non penso minimamente a un loro coinvolgimento nei rapporti con la criminalità organizzata».</p>
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		<title>Udc, ultimatum al Pdl: pronti a correre da soli</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 13:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Caldoro]]></category>
		<category><![CDATA[Udc]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Gerardo Ausiello e Paolo Mainiero da il Mattino) Ultimatum dell&#8217;Udc al Pdl. Il segretario dei centristi, Lorenzo Cesa, contesta la scelta del Pdl di separare il tavolo per le Regionali da quello per la Provincia di Caserta e va all&#8217;attacco: «In Campania l&#8217;Udc ha lavorato per voltare pagina rispetto agli ultimi anni di governo Bassolino &#8211; spiega Cesa &#8211; E il momento di sciogliere i nodi e lo faremo nelle prossime ore. E’ fin troppo chiaro che l&#8217;Udc è determinante, non solo in termini numerici, ma anche e soprattutto politici. Per noi -avverte &#8211; non esiste la possibilità di un&#8217;intesa separata tra la Regione e la Provincia di Caserta: o si trova un&#8217;intesa chiara su tutto o con molta serenità sarà meglio prenderne atto al più presto». ll nodo principale resta dunque legato al candidato in Terra di Lavoro: i moderati non vogliono trattare con Nicola Cosentino, chiedono a Stefano Caldoro di farsi garante delle loro istanze e rivendicano con forza l&#8217;impegno assunto alle Provinciali sul nome del deputato Domenico Zinzi, a cui il partito di Berlusconi contrappone oggi il senatore Pasquale Giuliano. Se, dunque, non si raggiungerà un accordo su questo punto, salterà anche il patto per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Gerardo Ausiello e Paolo Mainiero da il Mattino)</strong></p>
<p>Ultimatum dell&#8217;Udc al Pdl. Il segretario dei centristi, Lorenzo Cesa, contesta la scelta del Pdl di separare il tavolo per le Regionali da quello per la Provincia di Caserta e va all&#8217;attacco: «In Campania l&#8217;Udc ha lavorato per voltare pagina rispetto agli ultimi anni di governo Bassolino &#8211; spiega Cesa &#8211; E il momento di sciogliere i nodi e lo faremo nelle prossime ore. E’ fin troppo chiaro che l&#8217;Udc è determinante, non solo in termini numerici, ma anche e soprattutto politici. Per noi -avverte &#8211; non esiste la possibilità di un&#8217;intesa separata tra la Regione e la Provincia di Caserta: o si trova un&#8217;intesa chiara su tutto o con molta serenità sarà meglio prenderne atto al più presto». ll nodo principale resta dunque legato al candidato in Terra di Lavoro: i moderati non vogliono trattare con Nicola Cosentino, chiedono a Stefano Caldoro di farsi garante delle loro istanze e rivendicano con forza l&#8217;impegno assunto alle Provinciali sul nome del deputato Domenico Zinzi, a cui il partito di Berlusconi contrappone oggi il senatore Pasquale Giuliano. Se, dunque, non si raggiungerà un accordo su questo punto, salterà anche il patto per le Regionali. In questo Gaso l&#8217;Udc sarebbe pronta a seguire la strada già tracciata in Puglia, dove corre da sola con l&#8217;ex sindaco di Lecce Adriana Poli<br />
Bortone. Spetta allora al candidato governatore del Pdl &#8211; che oggi alle 12, all&#8217;Hotel Vesuvio, terrà una conferenza stampa con Mara Carfagna e alle 17 sarà al Continental con il ministro per le Pari opportunità e il consigliere regionale Pietro Diodato &#8211; trovare una soluzione all&#8217;impasse.<br />
La presa di posizione dell&#8217;Udc scatena anche la reazione del centrosinistra. Il segretario del Pd Enzo Amendola commenta: «L&#8217;ultimatum è di un&#8217;imbarazzante chiarezza, l&#8217;intesa non c&#8217;è. &#8216;t evidente che questa telenovela non ha nulla di programmatico, ma è solo una rincorsa del Pdl a occupare tutte le caselle elettorali. L&#8217;ultimatum, inoltre, denota l&#8217;assenza di leadership di Caldoro, un candidato fantasma che non riesce a tenere a bada gli interessi dei suoi veri leader, Cosentino e Landolfi, impegnati a occupare tutte le postazioni libere, inclusa la Provincia di Caserta». D&#8217;accordo il deputato Stefano Graziano e Massimiliano Manfredi, componente della direzione nazionale del Pd: «Ormai è chiaro, o Caldoro scarica Cosentino o l&#8217;Udc scarica Zinzi». Immediata la replica del vicecoordinatore regionale del Pdl, Mario Landolfi: «Amendola e il Pd confondono i sogni con la realtà. All&#8217;Udc, com&#8217;è noto, ci legano una netta convergenza programmatica, il lavoro serio e coeso in tre Province e l&#8217;esperienza in molti enti locali. La realtà è ben lontana dai fantomatici sondaggi di parte che in verità danno stabilmente in vantaggio la nostra coalizione. Gli elettori del cenuudesta e quelli moderati- conclude &#8211; sanno distinguere le medaglie dalle patacche». </p>
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		<title>Udc, Cesa &#8220;allontana&#8221; l&#8217;intesa</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 06:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di marot da il Roma) Il braccio di ferro per la storica coalizione Pdl e Udc sembra subire un&#8217;altra battuta d&#8217;arresto proprio quando sembrava tutto fatto per chiudere finalmente l&#8217;accordo. A mettere nuovi ostacoli per le larghe intese ci ha pensato ieri il segretario dei Centristi, Lorenzo Cesa, con un comunicato che ha però tutto il sapore di una manovra diversiva per quanto riguarda il passo ormai in dirittura d&#8217;arrivo a proposito delle prossime Regionali in Campania. Nonostante l&#8217;ultimatum lanciato dallo &#8220;scudo crociato&#8221;, infatti, la regia dell&#8217;operazione è affidata al saggio Ciriaco De Mita, che secondo i bene informati, già in settimana, dovrebbe portare in dirittura d&#8217;arrivo un accordo che conviene all&#8217;Udc quanto al Pdl. Il nodo resta relativo a Caserta, ed ieri pomeriggio Cesa si è espresso proprio in tal senso: «In Campania l&#8217;Udc ha lavorato per voltare pagina rispetto agli ultimi anni di amministrazione regionale di Bassolino &#8211; ha detto &#8211; Ormai è il momento di sciogliere i nodi e noi lo faremo nelle prossime ore. È fin troppo chiaro che l&#8217;Udc è determinante, non solo in termini numerici, ma anche e soprattutto politici. Per noi non esiste la possibilità di un&#8217;intesa separata tra la Regione e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di marot da il Roma)</strong></p>
<p>Il braccio di ferro per la storica coalizione Pdl e Udc sembra subire un&#8217;altra battuta d&#8217;arresto proprio quando sembrava tutto fatto per chiudere finalmente l&#8217;accordo. A mettere nuovi ostacoli per le larghe intese ci ha pensato ieri il segretario dei Centristi, Lorenzo Cesa, con un comunicato che ha però tutto il sapore di una manovra diversiva per quanto riguarda il passo ormai in dirittura d&#8217;arrivo a proposito delle prossime Regionali in Campania. Nonostante l&#8217;ultimatum lanciato dallo &#8220;scudo crociato&#8221;, infatti, la regia dell&#8217;operazione è affidata al saggio Ciriaco De Mita, che secondo i bene informati, già in settimana, dovrebbe portare in dirittura d&#8217;arrivo un accordo che conviene all&#8217;Udc quanto al Pdl. Il nodo resta relativo a Caserta, ed ieri pomeriggio Cesa si è espresso proprio in tal senso: «In Campania l&#8217;Udc ha lavorato per voltare pagina rispetto agli ultimi anni di amministrazione regionale di Bassolino &#8211; ha detto &#8211; Ormai è il momento di sciogliere i nodi e noi lo faremo nelle prossime ore. È fin troppo chiaro che l&#8217;Udc è determinante, non solo in termini numerici, ma anche e soprattutto politici. Per noi non esiste la possibilità di un&#8217;intesa separata tra la Regione e la provincia di Caserta. O si trova un accordo chiaro su tutto il tavolo &#8211; sottolinea infine Cesa &#8211; o con molta serenità sarà meglio prenderne atto al più presto». La replica è affidata al numero due campano del Pdl, Mario Landolfi, che risponde anche al numero uno del Pdl, Amendola che ha parlato di telenovela infinita: «Con l&#8217;Udc &#8211; dice &#8211; ci legano convergenza programmatica ed esperienza amministrativa coesa nelle tre Province di Avellino, Salerno e Napoli ed in altri enti locali. La realtà è ben lontana dai fantomatici sondaggi di parte che in verità danno stabilmente in vantaggio la nostra coalizione». Intanto, oggi, del tema si parlerà anche nella sede campana del Pdl, dove alle 13 si vedranno esponenti di spicco dello schieramento regionale per mettere a punto le strategie elettorali in vista della corsa alle urne in programma alla fine di marzo. </p>
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		<title>De Mita boccia De Luca &#8220;Uno sceriffo guappo nel Pd guerra per bande&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 06:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli) CI sarà un posto vuoto stamattina alla Stazione marittima. Nonostante i grandi sforzi di Caldoro, l´Udc ancora non siede ufficialmente al tavolo del centrodestra. Il caso Caserta fa ancora da ostacolo alla firma, Nicola Cosentino continua a opporsi alla candidatura di Domenico Zinzi alla Provincia. Sicché l´attesa continua, e c´è chi teme che si debba addirittura arrivare fino alla fine della prossima settimana. Intanto ieri l´Udc napoletana ha riunito la sua assemblea, e il più deciso è stato proprio Ciriaco De Mita. Il leader di Nusco ha ritracciato la critica al bipolarismo e ribadito che l´Udc è estranea a questi poli. Ma è stato durissimo con Enzo De Luca: «Affidarsi allo sceriffo non è la soluzione dei problemi, lo sceriffo guappo è la risposta della disperazione». Giudizio sulla persona, ma che deriva da uno sull´intero campo politico: «Bipolarismo? Basterebbe constatare che uno dei due poli non c´è proprio più». Il riferimento è proprio al Pd, dove «ormai ci sono solo guerre per bande». Beninteso, «non è che di là si stia molto meglio, non abbiamo certo davanti una contesa fra Oxford e Cambridge». Ma in conclusione «operiamo le scelte più funzionali alla contestazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>CI sarà un posto vuoto stamattina alla Stazione marittima. Nonostante i grandi sforzi di Caldoro, l´Udc ancora non siede ufficialmente al tavolo del centrodestra. Il caso Caserta fa ancora da ostacolo alla firma, Nicola Cosentino continua a opporsi alla candidatura di Domenico Zinzi alla Provincia. Sicché l´attesa continua, e c´è chi teme che si debba addirittura arrivare fino alla fine della prossima settimana. Intanto ieri l´Udc napoletana ha riunito la sua assemblea, e il più deciso è stato proprio Ciriaco De Mita. Il leader di Nusco ha ritracciato la critica al bipolarismo e ribadito che l´Udc è estranea a questi poli. Ma è stato durissimo con Enzo De Luca: «Affidarsi allo sceriffo non è la soluzione dei problemi, lo sceriffo guappo è la risposta della disperazione». Giudizio sulla persona, ma che deriva da uno sull´intero campo politico: «Bipolarismo? Basterebbe constatare che uno dei due poli non c´è proprio più». Il riferimento è proprio al Pd, dove «ormai ci sono solo guerre per bande». Beninteso, «non è che di là si stia molto meglio, non abbiamo certo davanti una contesa fra Oxford e Cambridge». Ma in conclusione «operiamo le scelte più funzionali alla contestazione del sistema o almeno al ristabilimento di una cultura di coalizione».<br />
Insomma, assodato che non si tratta di scegliere fra i poli, De Mita ha ormai constatato che da una parte c´è il vuoto, dall´altra una possibilità di dialogo, soprattutto sulla modifica delle condizioni di esercizio del potere, suo pallino. È quello che Caldoro gli ha già concesso, inserendo nel programma l´idea del riequilibrio di poteri fra consiglio e giunta. Dunque, se l´accordo ancora non è ufficiale, De Mita ha già fatto le pesate sulla sua bilancia. E il partito si è così intrattenuto ieri soprattutto sulla nuova organizzazione interna e sulla composizione della lista per le regionali, complicata dall´arrivo delle nuove componenti che accelerano la transizione dall´Udc verso la Costituente di centro. Ecco così che il commissario Ciro Alfano ieri ha ceduto il passo a un coordinamento a quattro: ne fanno parte lo stesso Alfano (componente casiniana storica), Pasquale Sommese (neo arrivo dei liberaldemocratici ex diniani), Nello Palumbo (popolari demitiani) e il professor Antonio Palma, ormai mente accademica del partito.<br />
Un partito che cresce. Al punto, come riferito dallo stesso Alfano, di aver suscitato anche le attenzioni del cardinale Crescenzio Sepe: «Mi ha telefonato, mi ha spiegato che sono interessati a dare una indicazione». Alle spalle dell´Udc va però in scena una rissa fra Pd e Pdl. La accende il segretario regionale Pd Enzo Amendola, attaccando Caldoro proprio sul nodo Udc: «Ancora non si riesce a capire cos´è che frena l´accordo Pdl-Udc in Campania. È una questione programmatica o di poltrone?». Compatta la contraerea da Pdl e alleati. Maurizio Iapicca: «Grottesche affermazioni». Ernesto Caccavale: «Frasi senza ritegno». Paolo Romano: «Amendola non conosce la storiella del ciuccio che chiama &#8220;orecchie lunghe&#8221; il cavallo». Gennaro Salvatore: «Amendola non può parlare. La logica delle lottizzazioni e delle spartizioni sono nel dna del Pd». Fabio Benincasa, ex Pd: «Enzo dovrebbe prestare attenzione all´insegnamento evangelico: «Chi non ha peccato scagli la prima pietra». Contrattacco dal Pd. Stefano Graziano: «Gli uomini del Pdl sono nervosi». Maria Fortuna Incostante: «Invece di attaccare Amendola, dovrebbero spiegare come e perché sono stati sottratti milioni di euro destinati allo sviluppo del Mezzogiorno». Infine Massimiliano Manfredi: «Colgo un certo nervosismo nel Pdl circa l´accordo con l´Udc. Caldoro dice che si farà e non ci sarà trattativa di posti in giunta, poi da Roma arrivano boatos di un accordo per la provincia di Caserta all´Udc. Non vorrei che in realtà il centro del partito abbia scaricato Cosentino e qualcuno, Caldoro in primis, si sia dimenticato di comunicarglielo».</p>
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		<title>Caldoro: «Intesa con l’Udc, non sulle poltrone»</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 06:35:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Macché nuovo e nuovo. Il sindaco di Salerno condivide con Bassolino e la Iervolino le responsabilità della sinistra in Campania. Sono trent’anni che milita a sinistra: prima nel Pci, poi nel Pds e ora nel Pd». È uno Stefano Caldoro insolitamente pepato quello che viene intervistato da Maurizio Belpietro per Mattino 5. Che evidentemente riscalda i muscoli in attesa della telefonata che riceverà oggi da Silvio Berlusconi durante una manifestazione con i club. Così, svela al grande pubblico della televisione antimeridiana i risultati del sondaggio Swg pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno «che mi vedono cinque punti davanti al mio avversario» e «quello di Crespi che addirittura mi proietta in avanti di dieci punti». Il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione attacca sulle consulenze: «Non ci sono solo quelli della Regione Campania. Ce ne sono anche al Comune di Salerno: consulenti inutili, presi solo per ragioni di partito, devono andare tutti via. Dobbiamo invece premiare le competenze. Abbiamo importanti centri di ricerca e università con cui è possibile attivare convenzioni quando è necessario ottenere approfondimenti specifici. Sono quelli che vanno utilizzati. Tra l’altro, pare che in questi anni in Regione abbiano assunto anche consulenti per i pranzi: da quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Macché nuovo e nuovo. Il sindaco di Salerno condivide con Bassolino e la Iervolino le responsabilità della sinistra in Campania. Sono trent’anni che milita a sinistra: prima nel Pci, poi nel Pds e ora nel Pd».</p>
<p>È uno Stefano Caldoro insolitamente pepato quello che viene intervistato da Maurizio Belpietro per Mattino 5. Che evidentemente riscalda i muscoli in attesa della telefonata che riceverà oggi da Silvio Berlusconi durante una manifestazione con i club. Così, svela al grande pubblico della televisione antimeridiana i risultati del sondaggio Swg pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno «che mi vedono cinque punti davanti al mio avversario» e «quello di Crespi che addirittura mi proietta in avanti di dieci punti». Il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione attacca sulle consulenze: «Non ci sono solo quelli della Regione Campania. Ce ne sono anche al Comune di Salerno: consulenti inutili, presi solo per ragioni di partito, devono andare tutti via. Dobbiamo invece premiare le competenze. Abbiamo importanti centri di ricerca e università con cui è possibile attivare convenzioni quando è necessario ottenere approfondimenti specifici. Sono quelli che vanno utilizzati. Tra l’altro, pare che in questi anni in Regione abbiano assunto anche consulenti per i pranzi: da quello che leggo, si preoccupano di come organizzare i banchetti in occasione di iniziative e attività istituzionali». Caldoro non la fa passare liscia neanche ai direttori generali delle Asl «con l’etichetta», tanto che Belpietro gli chiede se li rimuoverà: «Certo», risponde il candidato del centrodestra, «tutti quelli che hanno un’etichetta di partito. Oggi non è premiato il merito. Bisogna mettere persone competenti. In questi quindici anni al governo, io continuo a dire di malgoverno del partito di De Luca, di Bassolino e della Iervolino, ogni amministratore aveva la sua casacca politica e rispondeva al suo partito invece che ai cittadini». Infine, interviene sull’intesa da tempo annunciata con l’Unione di centro e chiarisce: «Noi con l’Udc siamo all’opposizione in Campania da quindici anni e governiamo insieme tutte le grandi Province. I sondaggi ci premiano, c`è un aumento di gradimento da parte dei cittadini in quelle Province. Discutiamo però di programma, non della vecchia politica fatta di poltrone, di pesi. Se c’è una condivisione del programma, si può chiudere l’accordo». Lo conferma anche Maurizio Iapicca, responsabile della campagna elettorale del Pdl, assecondando le richieste di Ciriaco De Mita sul riassetto istituzionale: «Coerentemente con le esperienze vincenti delle amministrative a Napoli, Salerno e ad Avellino è essenziale trovare una intesa con l’Udc alle elezioni regionali. I governi locali funzionano con successo come si evince dai recenti sondaggi sui presidenti. L’intesa si troverà sul riordino delle funzioni e dei poteri della Regione». Ma subito dopo è stato il segretario regionale del Pd, Enzo Amendola, ad attizzare la polemica: «Ho ascoltato Caldoro a Mattino 5: le sue dichiarazioni sono all’insegna del più scialbo politicismo. Ancora non si riesce a capire cos’é che frena l’accordo Pdl-Udc in Campania. È una questione programmatica o di poltrone? Nel caso il problema fosse il programma», ha continuato, «mi chiedo dove li hanno nascosti, perché fino ad oggi non ne ho visto né uno del Pdl, né tantomeno uno dell’Udc. Se, come credo, è solamente una questione di poltrone, il Pdl eviti di annunciare squadre di tecnici a suo sostegno. Il problema, invece, è tutto nella loro concezione politica: lottizzazione e liti sulle spartizioni». Le dichiarazioni di Amendola hanno finito per innescare una polemica a distanza. Dura la reazione del portavoce regionale, Ernesto Caccavale: «Proprio loro, i campioni dell’utilizzo cinico e senza scrupoli del denaro pubblico, ora tentano di puntare il dito contro di noi, senza ritegno». Replica il deputato del Pd Stefano Graziano: «Gli uomini del Pdl sono nervosi, per questo attaccano il segretario regionale Amendola: quella in atto è una vera e propria aggressione, è evidente a tutti ormai che i dirigenti del Pdl sono preoccupati per come sta andando la loro campagna elettorale».</p>
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		<title>Braccio di ferro su Caserta, Pdl e Udc più lontani</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 11:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Gerardo Ausiello da il Mattino) Il nodo Caserta impedisce a Pdl e Udc di ufficializzare l&#8217;accordo per le Regionali che, dal punto di vista programmatico, è già raggiunto. L&#8217;eventuale intesa tra i due partiti è stata al centro di un vertice a cinque svoltosi ieri mattina all&#8217;hotel Mediterraneo: erano presenti il candidato governatore del centrodestra Stefano Caldoro, il coordinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino, il vicario Mario Landolfi, l&#8217;europarlamentare Ciriaco De Mita e il deputato Domenico Zinzi. Il punto cruciale riguarda la candidatura a presidente della Provincia: il più agguerrito è lo stesso Zinzi, pronto a scendere in campo in prima persona, che difende l&#8217;accordo siglato alle scorse elezioni. «Il patto per la Regione &#8211; afferma &#8211; è strettamente collegato alla scelta in Terra di Lavoro. Non può esserci l&#8217;uno senza l&#8217;altra. Peraltro si tratta di un vecchio impegno assunto alle Provinciali che sono state vinte dal centrodestra grazie al fondamentale contributo dell&#8217;area moderata. Un impegno che vale e deve valere a prescindere dai candidati e dalle persone». Diverse le considerazioni dei dirigenti del Pdl, secondo cui a distanza di un anno sono cambiate le condizioni politiche: la casella Udc a Caserta, hanno spiegato, era collegata all&#8217;impegno diretto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Gerardo Ausiello da il Mattino)</strong></p>
<p>Il nodo Caserta impedisce a Pdl e Udc di ufficializzare l&#8217;accordo per le Regionali che, dal punto di vista programmatico, è già raggiunto. L&#8217;eventuale intesa tra i due partiti è stata al centro di un vertice a cinque svoltosi ieri mattina all&#8217;hotel Mediterraneo: erano presenti il candidato governatore del centrodestra Stefano Caldoro, il coordinatore regionale del Pdl Nicola Cosentino, il vicario Mario Landolfi, l&#8217;europarlamentare Ciriaco De Mita e il deputato Domenico Zinzi. Il punto cruciale riguarda la candidatura a presidente della Provincia: il più agguerrito è lo stesso Zinzi, pronto a scendere in campo in prima persona, che difende l&#8217;accordo siglato alle scorse elezioni. «Il patto per la Regione &#8211; afferma &#8211; è strettamente collegato alla scelta in Terra di Lavoro. Non può esserci l&#8217;uno senza l&#8217;altra. Peraltro si tratta di un vecchio impegno assunto alle Provinciali che sono state vinte dal centrodestra grazie al fondamentale contributo dell&#8217;area moderata. Un impegno che vale e deve valere a prescindere dai candidati e dalle persone». Diverse le considerazioni dei dirigenti del Pdl, secondo cui a distanza di un anno sono cambiate le condizioni politiche: la casella Udc a Caserta, hanno spiegato, era collegata all&#8217;impegno diretto di Cosentino, che è invece tramontato. A questo punto, il Pdl, anche in base alla logica delle quote, rivendica la possibilità di indicare un proprio esponente a Caserta e pensa al senatore Carlo Sarro oppure al sindaco di Pignataro Maggiore Giorgio Magliocca (lanciato ufficialmente dal vicecoordinatore provinciale Gennaro Coronella).<br />
A Caldoro spetta ora il delicato compito di mediare tra le parti nel tentativo di raggiungere un accordo equilibrato, che sia fondato sugli indirizzi politico-programmatici su cui, si legge in un documento diffuso dal Pdl, «si sono registrate significative convergenze». «Per la Regione le parti hanno anche convenuto che la conclusione dell&#8217;accordo avverrà con la definizione del programma. Sulle questioni amministrative locali &#8211; conclude la nota &#8211; si è deciso di rinviare la discussione a un prossimo incontro, che sarà convocato a breve». Ma quali sono le riforme che Pdl e Udc sono pronti a varare insieme? In primis la riorganizzazione dei servizi sul territorio attraverso un modello di gestione condiviso, non basato sui personalismi bensì sul gioco di squadra; e ancora il riequilibrio dei poteri tra giunta e Consiglio per restituire all&#8217;assemblea un ruolo di indirizzo e controllo; infine íl progressivo trasferimento delle funzioni dalla Regione agli enti locali per lasciare a Palazzo Santa Lucia il compito di programmare e pianificare. L&#8217;ultimo aspetto dell&#8217;intesa riguarda le modalità di partecipazione dell&#8217;Udc alla giunta in caso di vittoria del centrodestra. Impegni ufficiali non ce ne sono, molto dipenderà dai risultati delle urne: ai centristi potrebbero andare la vicepresidenza e un assessorato leggero oppure due assessorati strategici come i Trasporti, il Turismo, le Infrastrutture o addirittura la Sanità, che però il Pdl intende gestire direttamente. Ma tutto dipenderà dall&#8217;effettiva definizione del patto che sta tenendo con il fiato sospeso i dirigenti di entrambi i partiti. Sono in corso i contatti tra Caldoro e De Mita, che dialogano a tutto campo anche con i livelli nazionali: ancora qualche ora e la partita sarà definitivamente conclusa.</p>
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		<title>Udc, Zinzi rassicura il centrodestra: «Nelle prossime ore l&#8217;accordo col Pdl»</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 07:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno) «L&#8217;Udc non esprime nessuna incertezza. Anzi, l&#8217;accordo con il Pdl in Campania è stato confermato più volte. Abbiamo già manifestato il nostro gradimento per il candidato Stefano Caldoro e nelle prossime ore, con i vertici del Pdl, ufficializzeremo la nostra partecipazione alla coalizione di centrodestra». Domenico Zinzi, segretario regionale dell&#8217;Udc, punta a sgombrare il campo da qualunque tentennamento. Compresi gli enigmatici pronunciamenti del coordinatore campano dell&#8217;Unione di centro, Ciriaco De Mita. «Ho ragione di credere», continua Zinzi, «che anche De Mita sia in linea con il partito». E l&#8217;occhiolino al centrosinistra da parte del leader di Nusco? «Solo tatticismo. Null&#8217;altro. De Mita resta un campione della politica e come tale sa anche alternare i tempi dell&#8217;attesa e della decisione». Secondo il deputato casertano centrista, la conferma dell&#8217;accordo con il centrodestra sarebbe imminente: «Incontreremo i vertici del Pdl per ratificare quanto già si sa da tempo. L&#8217;intesa politico-elettorale fu siglata prima delle elezioni provinciali di giugno 2008. E non fu neanche un&#8217;intesa limitata, giacché coinvolse le amministrazioni provinciali di Napoli, Salerno e Avellino. Insomma, parliamo, come dice Caldoro, dell&#8217;8o per cento della Campania. D&#8217;altronde, l&#8217;Udc è da sempre all&#8217;opposizione in Regione e ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Angelo Agrippa da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>«L&#8217;Udc non esprime nessuna incertezza. Anzi, l&#8217;accordo con il Pdl in Campania è stato confermato più volte. Abbiamo già manifestato il nostro gradimento per il candidato Stefano Caldoro e nelle prossime ore, con i vertici del Pdl, ufficializzeremo la nostra partecipazione alla coalizione di centrodestra».<br />
Domenico Zinzi, segretario regionale dell&#8217;Udc, punta a sgombrare il campo da qualunque tentennamento. Compresi gli enigmatici pronunciamenti del coordinatore campano dell&#8217;Unione di centro, Ciriaco De Mita. «Ho ragione di credere», continua Zinzi, «che anche De Mita sia in linea con il partito». E l&#8217;occhiolino al centrosinistra da parte del leader di Nusco? «Solo tatticismo. Null&#8217;altro. De Mita resta un campione della politica e come tale sa anche alternare i tempi dell&#8217;attesa e della decisione». Secondo il deputato casertano centrista, la conferma dell&#8217;accordo con il centrodestra sarebbe imminente: «Incontreremo i vertici del Pdl per ratificare quanto già si sa da tempo. L&#8217;intesa politico-elettorale fu siglata prima delle elezioni provinciali di giugno 2008. E non fu neanche un&#8217;intesa limitata, giacché coinvolse le amministrazioni provinciali di Napoli, Salerno e Avellino. Insomma, parliamo, come dice Caldoro, dell&#8217;8o per cento della Campania. D&#8217;altronde, l&#8217;Udc è da sempre all&#8217;opposizione in Regione e ha condiviso, in questi anni, la battaglia politica del centrodestra. Anche il segretario nazionale, Lorenzo Ce &#8211; sa, al Corriere del Mezzogiorno, rivelò, non più tardi di un paio di mesi fa, che sarebbe stata quasi una inspiegabile retromarcia lasciare di punto in bianco il rapporto di lealtà che ci ha legato, in tutto questo tempo, alla coalizione di centrodestra».<br />
Per il leader campano dell&#8217;Udc e parlamentare, la conferma dell&#8217;alleanza aprirebbe la possibilità di candidarsi alla presidenza della Provincia di Caserta: «Non è una mia invenzione, ma è il frutto di una condivisione politica avviata quasi un anno fa: si decise che tre Province andassero al Pdl e quella di Caserta all&#8217;Udc. Se si fosse votato oggi, contestualmente, per rinnovare le amministrazioni provinciali, si sarebbe proceduto in questo modo. I vertici del Pdl campano, con Cosentino e Landolfi in testa, hanno sempre mantenuto fede ai patti e non vedo perché non dovrebbero farlo ora».<br />
Zinzi esclude che vi siano stati già contatti sulla possibile composizione dell&#8217;eventuale giunta regionale di centrode &#8211; stra: nei giorni scorsi era circolata la voce che i centristi avrebbero richiesto la sanità: «Assolutamente non è stato affrontato alcun tema che riguardi la composizione della eventuale giunta Caldo &#8211; ro», sottolinea, «ed escludo che qualcun altro abbia avanzato richieste in questo senso dal mio partito. Anzi, consideriamo tutti necessario che il ciclo del governo della sinistra debba chiudersi definitivamente per inaugurare una nuova stagione di vero governo delle competenze e di un ricambio radicale nel modo di gestire le voci di bilancio più importanti della Regione Campania, a cominciare proprio dalla sanità, la quale necessita di una straordinaria riprogrammazione e riorganizzazione».</p>
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		<title>Ultimatum di Rotondi all´Udc &#8220;Con noi o è crisi alle Province&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 06:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Ottavio Lucarelli da la Repubblica Napoli) INtesa con l´Udc o crisi nelle Province di Napoli, Avellino e Salerno che il centrodestra ha conquistato lo scorso anno assieme ai centristi. L´ultimatum al partito di Casini e De Mita arriva dal ministro irpino Gianfranco Rotondi e dal segretario regionale Pdl Nicola Cosentino. Messaggi lanciati a poche ore dalla scelta di campo dello scudocrociato attesa oggi a Roma in un vertice. «Il nostro candidato alla guida della Regione Stefano Caldoro &#8211; avverte Rotondi, ministro per l´attuazione del programma &#8211; lo abbiamo esposto per vincere e anche con numeri storici. L´intesa con l´Udc in Campania sarà dunque confermata anche perché, in caso contrario, manderemmo in crisi tre giunte provinciali nostre». Altrettanto esplicito Cosentino che lunedì scorso ha presentato Caldoro in un albergo del lungomare dopo il sì all´unanimità da parte dei dirigenti della Campania: «Senza un accordo nazionale faremo a meno di Casini. Ritengo però assurdo che l´Udc qui sia ancora indecisa tra noi e chi in 15 anni ha reso la Campania l´ultima regione d´Italia». Ieri sera Caldoro ha avuto a Roma il via libera definitivo dall´ufficio di presidenza nazionale del Pdl mentre i centristi stasera a Roma, in un vertice nazionale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Ottavio Lucarelli da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>INtesa con l´Udc o crisi nelle Province di Napoli, Avellino e Salerno che il centrodestra ha conquistato lo scorso anno assieme ai centristi. L´ultimatum al partito di Casini e De Mita arriva dal ministro irpino Gianfranco Rotondi e dal segretario regionale Pdl Nicola Cosentino. Messaggi lanciati a poche ore dalla scelta di campo dello scudocrociato attesa oggi a Roma in un vertice. «Il nostro candidato alla guida della Regione Stefano Caldoro &#8211; avverte Rotondi, ministro per l´attuazione del programma &#8211; lo abbiamo esposto per vincere e anche con numeri storici. L´intesa con l´Udc in Campania sarà dunque confermata anche perché, in caso contrario, manderemmo in crisi tre giunte provinciali nostre».<br />
Altrettanto esplicito Cosentino che lunedì scorso ha presentato Caldoro in un albergo del lungomare dopo il sì all´unanimità da parte dei dirigenti della Campania: «Senza un accordo nazionale faremo a meno di Casini. Ritengo però assurdo che l´Udc qui sia ancora indecisa tra noi e chi in 15 anni ha reso la Campania l´ultima regione d´Italia».<br />
Ieri sera Caldoro ha avuto a Roma il via libera definitivo dall´ufficio di presidenza nazionale del Pdl mentre i centristi stasera a Roma, in un vertice nazionale, dovrebbero decidere sul caso Campania anche se non si esclude un rinvio in attesa del risultato delle primarie del Pd in Puglia. A sostegno di Caldoro, oltre ai fuoriusciti (ora espulsi) dell´Mpa tra i quali il sottosegretario Enzo Scotti, arrivano anche i repubblicani di destra che formeranno una lista unitaria con il Nuovo Psi, partito di cui lui lo stesso Caldoro è segretario nazionale. Repubblicani di destra guidati in Campania dall´ex assessore comunale delle giunte di pentapartito Salvatore Scognamiglio.<br />
Ieri sera il via libera dell´ufficio di presidenza Pdl. Oggi Caldoro incontra a Roma alle 12.30 i parlamentari campani ma, dopo i numerosi contatti dei giorni scorsi, è previsto anche un faccia a faccia con il premier Berlusconi.<br />
Più complicata la situazione nel centrosinistra, dove la scelta dovrebbe arrivare domani sera nel corso della direzione regionale del Partito democratico guidata dal segretario Enzo Amendola e dal suo vice Domenico Tuccillo. Una &#8220;griglia&#8221; ancora molto folta che vede da un lato i rettori di Napoli e Salerno, Guido Trombetti e Raimondo Pasquino, e dall´altro i politici con il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca e l´assessore regionale ai trasporti Ennio Cascetta. Ma in corsa resta anche Raffaele Cantone, ex pm anticamorra oggi in Cassazione.<br />
Domani la volata in direzione regionale del Pd. E la Cisl Campania, senza schierasi tra centrodestra e centrosinistra, indica però un po´ a sorpresa il candidato ideale del Partito democratico nella sfida con il deputato socialista e confondatore Pdl Stefano Caldoro. «Il tandem Cascetta-Caldoro &#8211; sostiene Lina Lucci, segretario generale della Cisl Campania &#8211; potrebbe essere uno stimolo a costruire una competizione su forti contenuti programmatici, considerato che si confronterebbero da un lato la cultura riformista e dall´altro quella di un assessore regionale che ha dimostrato di avere capacità di spesa e di realizzazione».</p>
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		<title>Udc tentata dall&#8217;ex ministro: «Ora quadro più chiaro»</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 08:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di Gerardo Ausiello da il Mattino) L&#8217;Udc pronta a sciogliere le riserve. Giovedì a Roma è in programma un vertice per la nascita della Costituente di centro: sarà l&#8217;occasione per stabilire la strategia in vista delle Regionali di fine marzo; ogni decisione potrebbe essere poi ufficializzata dall&#8217;assemblea nazionale, che si riunirà il giorno successivo. È ormai questione di ore, dunque, per sapere se in Campania il partito di Pier Ferdinando Casini appoggerà Stefano Caldoro, candidato governatore del Pdl, o se opterà per un&#8217;intesa con il Pd, che non ha ancora scelto su chi puntare. La terza ipotesi, sostenuta più volte da Casini e da Ciriaco De Mita, è la corsa solitaria, che resta in piedi. Ma quali sono le condizioni poste dai moderati? Un eventuale patto non dovrebbe essere siglato con la coalizione ma direttamente con l&#8217;aspirante presidente, chiamato a realizzare in tempi brevi riforme di ampio respiro: la riorganizzazione dei servizi sul territorio, il riequilibrio dei poteri tra giunta e Consiglio, il trasferimento delle funzioni dalla Regione agli enti locali. Condizioni accolte sia dal centrodestra che dal centrosinistra: Caldoro ha più volte sostenuto la necessità del dialogo e nelle ultime ore ha intensificato i contatti con i centristi; il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Gerardo Ausiello da il Mattino)</strong></p>
<p>L&#8217;Udc pronta a sciogliere le riserve. Giovedì a Roma è in programma un vertice per la nascita della Costituente di centro: sarà l&#8217;occasione per stabilire la strategia in vista delle Regionali di fine marzo; ogni decisione potrebbe essere poi ufficializzata dall&#8217;assemblea nazionale, che si riunirà il giorno successivo.<br />
È ormai questione di ore, dunque, per sapere se in Campania il partito di Pier Ferdinando Casini appoggerà Stefano Caldoro, candidato governatore del Pdl, o se opterà per un&#8217;intesa con il Pd, che non ha ancora scelto su chi puntare. La terza ipotesi, sostenuta più volte da Casini e da Ciriaco De Mita, è la corsa solitaria, che resta in piedi. Ma quali sono le condizioni poste dai moderati? Un eventuale patto non dovrebbe essere siglato con la coalizione ma direttamente con l&#8217;aspirante presidente, chiamato a realizzare in tempi brevi riforme di ampio respiro: la riorganizzazione dei servizi sul territorio, il riequilibrio dei poteri tra giunta e Consiglio, il trasferimento delle funzioni dalla Regione agli enti locali. Condizioni accolte sia dal centrodestra che dal centrosinistra: Caldoro ha più volte sostenuto la necessità del dialogo e nelle ultime ore ha intensificato i contatti con i centristi; il segretario regionale dei democratici Enzo Amendola ha invece «congelato» le primarie come segno di disponibilità nei confronti dei moderati. L&#8217;ultima parola, però, spetterà all&#8217;Udc che in Campania ha condiviso con il Pdl molti anni di opposizione al bassolinismo e oggi potrebbe diventare forza di governo, come chiedono molti suoi dirigenti. Un&#8217;ipotetica intesa, tuttavia, non dovrà avere la pretesa di valere anche a livello nazionale dove i giochi sono completamente diversi. «Tutti ci cercano e sappiamo, aldilà dei sondaggi, di essere determinanti &#8211; chiarisce il commissario provinciale Ciro Alfano &#8211; Per questo ci confronteremo con entrambi gli schieramenti su un progetto di cambiamento e di sviluppo della regione». Dall&#8217;ex parlamentare giungono segnali di apertura nei confronti di Caldoro: «È una personalità di prestigio, è stato ministro del governo di cui abbiamo fatto parte e siamo convinti che con lui il dialogo sia possibile &#8211; commenta &#8211; Ieri il Pdl era allo sbando mentre ora finalmente le nubi iniziano a diradarsi». «Mi preme però ricordare all&#8217;amico Stefano come l&#8217;Unione di centro possa vantare un bagaglio di coerenza e compattezza invidiabile. Evidentemente &#8211; insiste &#8211; le contraddizioni emerse nell&#8217;ultimo periodo hanno lasciato uno strascico di lieve miopia che, sono certo, verrà presto cancellato. Attendiamo fiduciosi di conoscere i programmi del Pdl».<br />
Anche con il Pd, comunque, il dialogo resta aperto: «Rispetto al partito di Berlusconi si registra ancora grande incertezza sulle candidature &#8211; dice Alfano &#8211; In ogni caso decideremo insieme con i livelli nazionali». Il commissario napoletano dell&#8217;Udc non ha fretta: «Il quadro politico non è definito, ragion per cui c&#8217;è tempo per riflettere sul da farsi. Probabilmente dalla nostra scelta dipenderà la vittoria del centrodestra o del cen<br />
trosinistra e vogliamo essere sicuri di seguire la strada giusta che, sia chiaro, potrebbe essere anche quella di andare da soli alle urne. Il nostro obiettivo è far ripartire la Campania migliorando la qualità della vita dei cittadini attraverso una serie di riforme strategiche. In questa direzione il confronto è utile e auspicabile».</p>
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		<title>In via Verdi il laboratorio centrista. Moderati presto padroni dell&#8217;aula</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 14:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(di c.cresc. da Cronache di Napoli) Nel consiglio comunale di Napoli si rafforza la capacità d&#8217;attrazione del &#8216;partito trasversale di centro&#8217; (Udeur e Udc) composto dagli esponenti socialisti, laici e cattolici popolari. Potrebbe diventare il primo partito, un super-gruppo consiliare numericamente e politicamente egemone. Nei prossimi giorni i gruppi consiliari del Partito Democratico e del Partito del Popolo della Libertà rischiano di essere ulteriormente ridimensionati. Perderanno altri consiglieri. Ieri mattina, l&#8217;ex capogruppo del Pd Fabio Benincasa ha ufficialmente formalizzato l&#8217; ingresso nell&#8217;Udc e l&#8217;adesione alla costituente di centro. &#8220;Ammetto l&#8217;errore di aver creduto nel progetto del Pd &#8211; ha detto Benincasa &#8211; nell&#8217;idea di Veltroni di creare qualcosa di diverso. La mia storia politica è recente, ma ho le mie radici nel cattolicesimo popolare. Ho abbandonato una posizione privilegiata, quella di capogruppo, nella consapevolezza che i due poli non corrispondono alle richieste di un elettorato moderato&#8221;. Nel parlamento cittadino, il partito di `centro e riformatore&#8217; ora può contare otto consiglieri comunali, quattro dell&#8217;Udc (Federico Alvino, Roberto De Masi, Rosario Giudice e Fabio Benincasa) e quattro dell&#8217;Udeur (Ciro Monaco, Ciro Varriale, Mariano Malvano, Pietro Mastranzo). Ma il `superpartito&#8217; dei laici e dei cattolici popolari si rafforzerà ancora, diventando addirittura il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di c.cresc. da Cronache di Napoli)</strong></p>
<p>Nel consiglio comunale di Napoli si rafforza la capacità d&#8217;attrazione del &#8216;partito trasversale di centro&#8217; (Udeur e Udc) composto dagli esponenti socialisti, laici e cattolici popolari. Potrebbe diventare il primo partito, un super-gruppo consiliare numericamente e politicamente egemone. Nei prossimi giorni i gruppi consiliari del Partito Democratico e del Partito del Popolo della Libertà rischiano di essere ulteriormente ridimensionati. Perderanno altri consiglieri. Ieri mattina, l&#8217;ex capogruppo del Pd Fabio Benincasa ha ufficialmente formalizzato l&#8217; ingresso nell&#8217;Udc e l&#8217;adesione alla costituente di centro. &#8220;Ammetto l&#8217;errore di aver creduto nel progetto del Pd &#8211; ha detto Benincasa &#8211; nell&#8217;idea di Veltroni di creare qualcosa di diverso. La mia storia politica è recente, ma ho le mie radici nel cattolicesimo popolare. Ho abbandonato una posizione privilegiata, quella di capogruppo, nella consapevolezza che i due poli non corrispondono alle richieste di un elettorato moderato&#8221;. Nel parlamento cittadino, il partito di `centro e riformatore&#8217; ora può contare otto consiglieri comunali, quattro dell&#8217;Udc (Federico Alvino, Roberto De Masi, Rosario Giudice e Fabio Benincasa) e quattro dell&#8217;Udeur (Ciro Monaco, Ciro Varriale, Mariano Malvano, Pietro Mastranzo). Ma il `superpartito&#8217; dei laici e dei cattolici popolari si rafforzerà ancora, diventando addirittura il primo partito nel consiglio comunale, sbaragliando gli ex e neo comunisti e gli ex missini. Stando ad alcune indiscrezioni trapelate dalla sede comunale di via Verdi, nelle prossime ore dovrebbero aderire Emilio Montemarano, Alfredo Giordano, Carmine Simeone, Raffaele Scala, Salvatore Galiero, Marco Mansueto, Stanislao Lanzotti. Dunque, il partito dei riformatori concretizza a Napoli un progetto che potrebbe allargarsi a macchia d&#8217;olio a livello nazionale. &#8220;Come previsto nei mesi scorsi la capacità d&#8217;attrazione dell&#8217;Unione Di Centro e del progetto della Costituente di Centro ha messo e continuerà a mettere in crisi quel finto bipolarismo che tanti danni sta producendo nel paese&#8221; &#8211; spiega Federico Alvino capogruppo dell&#8217;Udc. Il consigliere Roberto De Masi sottolinea: &#8220;Siamo quelli che non si piegheranno mai alla lega Nord e al giustizialismo di Antonio Di Pietro&#8221;. Un progetto ambizioso. Tra l&#8217;altro, il leader nazionale dell&#8217;Udc è stato chiarissimo quando ha ricordato il leader socialista Bettino Craxi: &#8220;Craxi è stato un grande statista che ha difeso con forza contro tutti l&#8217;autonomia del socialismo italiano, alleandosi differentemente. Quella che sembrava la politica del doppio forno era l&#8217;affermazione dell&#8217;autonomia dei socialisti italiani. Noi &#8211; conclude Casini -abbiamo grande rispetto sia per il Pd che per il Pdl, abbiamo sempre grande considerazione per chi la pensa diversamente da noi ma non ci alleeremo con nessuno a livello nazionale&#8221;.</p>
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		<title>Cosentino incalza l&#8217;Udc: &#8220;decida o ne faremo a meno&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 09:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nicola Cosentino]]></category>
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		<description><![CDATA[(di Gimmo Cuomo da il Corriere del Mezzogiorno) Stefano Caldoro è il candidato governatore indicato all&#8217;unanimità ieri mattina dal coordinamento regionale del Pdl, riunito dal numero uno del partito campano Nicola Cosentino. Il nome dell&#8217;ex ministro riceverà mercoledì prossimo la benedizione dell&#8217;ufficio di presidenza nazionale. L&#8217;esito sembrava scontato da alcuni giorni. Eppure una banale omissione nel comunicato ufficiale, diffuso al termine della riunione, ha alimentato per alcuni minuti un piccolo giallo. Nel documento Caldoro non era infatti citato esplicitamente. Ci sarebbero state ancora sorprese? Ma non c&#8217;è stato il tempo per coltivare pensieri maliziosi. La questione si è chiusa con un altra nota di tre righe: «Stefano Caldoro è il candidato alla presidenza della Regione Campania che, ufficialmente, il Pdl regionale proporrà all&#8217;ufficio di presidenza in programma per la giornata di mercoledì 20 a Roma». Questione chiusa. Già in mattinata, del resto, il leader dell&#8217;Unione industriali di Napoli Gianni Lettieri, considerato il principale competitor di Caldoro, aveva ribadito di non essere interessato alla partita. «Non sono più in corsa, c&#8217;è troppa confusione», aveva chiarito Lettieri aggiungendo che Caldoro sarebbe stato »un buon candidato». Quest&#8217;ultimo ha continuato a mantenere un basso profilo, in attesa della formalizzazione della candidatura. «L&#8217;indicazione unanime del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Gimmo Cuomo da il Corriere del Mezzogiorno)</strong></p>
<p>Stefano Caldoro è il candidato governatore indicato all&#8217;unanimità ieri mattina dal coordinamento regionale del Pdl, riunito dal numero uno del partito campano Nicola Cosentino. Il nome dell&#8217;ex ministro riceverà mercoledì prossimo la benedizione dell&#8217;ufficio di presidenza nazionale. L&#8217;esito sembrava scontato da alcuni giorni. Eppure una banale omissione nel comunicato ufficiale, diffuso al termine della riunione, ha alimentato per alcuni minuti un piccolo giallo. Nel documento Caldoro non era infatti citato esplicitamente. Ci sarebbero state ancora sorprese? Ma non c&#8217;è stato il tempo per coltivare pensieri maliziosi. La questione si è chiusa con un altra nota di tre righe: «Stefano Caldoro è il candidato alla presidenza della Regione Campania che, ufficialmente, il Pdl regionale proporrà all&#8217;ufficio di presidenza in programma per la giornata di mercoledì 20 a Roma». Questione chiusa. Già in mattinata, del resto, il leader dell&#8217;Unione industriali di Napoli Gianni Lettieri, considerato il principale competitor di Caldoro, aveva ribadito di non essere interessato alla partita. «Non sono più in corsa, c&#8217;è troppa confusione», aveva chiarito Lettieri aggiungendo che Caldoro sarebbe stato »un buon candidato». Quest&#8217;ultimo ha continuato a mantenere un basso profilo, in attesa della formalizzazione della candidatura. «L&#8217;indicazione unanime del Pdl campano — si è limitato a dichiarare il candidato in pectore — mi dà la forza per affrontare l&#8217;impegno che ci aspetta. Dobbiamo parlare ai cittadini e dare risposte alte loro preoccupazioni e alle loro speranze».<br />
Ma non è stata tanto la prudenza a spingere l&#8217;esponente socialista alla riservatezza, quanto la voglia di far risaltare il ruolo della dirigenza regionale nella scelta, come sottolinea anche il coordinatore Cosentino. «Si è affermato il protagonismo del partito campano che ha individuato una soluzione politica che è stata sempre centrale nei nostri ragionamenti». Mercoledì a Roma non si benedirà soltanto la candidatura campana. Al centro della discussione dell&#8217;ufficio di presidenza soprattutto il tema delle alleanze. L&#8217;Udc rappresenta una spina nel fianco del Pdl campano. Anche se la dirigenza cerca di evitare di fare drammi. «Sul nostro territorio — osserva il vicecoordinatore Mario Landolfi — siamo in presenza di una sorta di revanchismo centrista che interessa non solo l&#8217;Udc, ma anche il Mpa e l&#8217;Api di Rutelli. Il centro di antica ispirazione democristiana vuole trasformare la Campania in laboratorio politico per sperimentare un nuovo bipolarismo nel quale può scegliere dove collocarsi a seconda delle situazioni. E un ragionamento da prima repubblica. All&#8217;Udc chiediamo di essere coerente con le scelte, di grande rilevanza politica, effettuate un anno fa in occasione delle provinciali». Più netto ancora Cosentino. Che ammonisce: «L&#8217;Udc venga subito con noi o ne faremo a meno. I cittadini della Campania hanno già espresso il loro gradimento per un&#8217;alleanza che ha consentito a tre province, che inglobano il 50 per cento della popolazione complessiva, di cambiare governo. Sono fiducioso, ma l&#8217;accordo deve essere sottoscritto subito, alla luce del sole».<br />
Un primo commento positivo sulla candidatura di Caldoro arriva da La Destra. »Ci convincono — afferma il responsabile dell&#8217;organizzazione Bruno Esposito —le qualità umane e politiche del candidato che conosciamo da tempo e anche il fatto che venga dal mondo della politica. La Destra non farà mancare il suo contributo per sconfiggere la sinistra e iniziare una nuova stagione che riparta dalla grande esperienza politica e programmatica della giunta Rastrelli».<br />
Da ieri in campo ufficialmente al fianco del Pdl anche il movimento Alleanza di popolo &#8211; Noiconsumatori.it guidato da Angelo Pisani.</p>
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		<title>Pd, il capogruppo passa all&#8217;opposizione</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 08:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francescoiacotucci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Fabio Benincasa]]></category>
		<category><![CDATA[Udc]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Antonella Scutiero da Il Giornale di Napoli) Fabio Benincasa  passa allUdc. L&#8217;ex capogruppo dei democratici abbandona i suoi e va a sedersi dall&#8217;altra parte dell&#8217;aula consiliare, tra i banchi dellopposizione targata Unione di centro. Il Pd continua a perdere pezzi: la crisi dei moderati sta diventando un serio problema per il sindaco Rosa Russo lervolino, che pu contare su una maggioranza sempre pi risicata. E si rischia la paralisi in consiglio, dove sarà sempre pi difficile mantenere il numero legale e far passare gli atti dellamministrazione. Al termine della seduta sulla mozione di sfiducia, bocciata con soli trenta no, compreso il suo e quello del presidente dellaula Leonardo Impegno, il primo cittadino assicurava di poter contare su una maggioranza ferma a quota 33. Ma in questi numeri erano compresi Stefano Palomba, che per era stato richiamato allopposizione dal suo partito, il Mpa, e appunto Benincasa. Che ora dovrà attenersi alle indicazioni del suo primo partito e quindi non pu pi considerarsi organico allo schieramento a favore di Rosetta. Lex Margherita si era già autosospeso dal Pd, rinunciando alla carica di capogrupp0: un problema, il suo, comune ad altri moderati, che lamentano la poca rappresentanza in un partito che con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Antonella Scutiero da Il Giornale di Napoli)</strong></p>
<p>Fabio Benincasa  passa allUdc. L&#8217;ex capogruppo dei democratici abbandona i suoi e va a sedersi dall&#8217;altra parte dell&#8217;aula consiliare, tra i banchi dellopposizione targata Unione di centro. Il Pd continua a perdere pezzi: la crisi dei moderati sta diventando un serio problema per il sindaco Rosa Russo lervolino, che pu contare su una maggioranza sempre pi risicata. E si rischia la paralisi in consiglio, dove sarà sempre pi difficile mantenere il numero legale e far passare gli atti dellamministrazione. Al termine della seduta sulla mozione di sfiducia, bocciata con soli trenta no, compreso il suo e quello del presidente dellaula Leonardo Impegno, il primo cittadino assicurava di poter contare su una maggioranza ferma a quota 33. Ma in questi numeri erano compresi Stefano Palomba, che per era stato richiamato allopposizione dal suo partito, il Mpa, e appunto Benincasa. Che ora dovrà attenersi alle indicazioni del suo primo partito e quindi non pu pi considerarsi organico allo schieramento a favore di Rosetta. Lex Margherita si era già autosospeso dal Pd, rinunciando alla carica di capogrupp0: un problema, il suo, comune ad altri moderati, che lamentano la poca rappresentanza in un partito che con la segreteria di Bersani accusano essere slittato a sinistra&#8217;. Qualche giorno di riflessione sul dove collocarsi, e poi, ieri, lufficializzazione del passaggio allUdc. «E la scelta pi coerente con la storia, mia tradizione culturale e politica)), spiega lui, che ha rifiutato il corteggiamento del Mpa di Riccardo Villari e dellApi di Francesco Rutelli. Ma alla fine l&#8217;ha spuntata De Mita, con cui ci sono stati trequenti contatti telefonici in questi giorni. &#8220;Per me è un p0 come tornare a casa&#8221;, confessa Benincasa, il cui passaggio verrà ufficializzato stamattina in un incontro con la stampa cui parteciperanno anche il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa, l&#8217;europarlamentare Ciriaco De Mita, il commissario Ciro Alfano e il consigliere regionale Pasquale Sommese. Unico nodo da chiarire è la posizione che il ritrovato centrista assumerà in consiglio comunale: fino a qualche giorno fa ha guidato la maggioranza, e anche se uscito dal Pd, giovedì in consiglio ha votato la fiducia al sindaco. Cosa che invece non hanno fatto i rappresentanti dellUdc, da tempo allopposizione. Benincasa non ha fatto mistero di volersi comunque mantenere coerente con il mandato ricevuto dai cittadini, che lhanno eletto nel centrosinistra: ma è chiaro che dovrà rispettare, quando arriveranno, gli imperativi del suo nuovo partito. Intanto il Pdci rivendica la sua estraneità alla maggioranza della lervolino, pur avendo votato contro la sfiducia: &#8220;La nostra posizione politica critica rispetto a questo centro-sinistra resta uguale, anzi, si accresce giorno dopo giorno&#8221; &#8211; assicurano Sannino, Fellico e Frattasi &#8211; &#8220;ragioni storiche e politiche ci hanno indotto a non uniformare il nostro voto a quello del centrodestra, e dei tanti consiglieri protagonisti di cambi di casacca. Ribadiamo, siamo all&#8217;opposizione&#8221;. E Mastranzo dellUdeur, assente al momento del voto, spiega di essersi allontanato perché impegnato come relatore in un convegno a Quarto: &#8220;La compattezza interna del gruppo consiliare Popolari-Udeur e la piena condivisione politica con il Pdl è indiscussa&#8221;.</p>
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		<title>Regionali, Bocchino chiama l&#8217;Udc</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 06:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>norbertogallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Udc]]></category>

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		<description><![CDATA[(di Dario Del Porto da la Repubblica Napoli) Il Pdl stringe i tempi nella scelta del candidato per la presidenza della Regione Campania. Tra domani pomeriggio e mercoledì si riunisce l´ufficio di presidenza del partito di Berlusconi che, dopo aver sciolto a favore di Renata Polverini il nodo del Lazio, si prepara a chiudere il cerchio anche in Campania. Due i nomi rimasti in lizza: il presidente dell´Unione industriali Gianni Lettieri, che sabato ha incassato il giudizio positivo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, e l´ex ministro Stefano Caldoro. Italo Bocchino, vicecapogruppo a Montecitorio, principale esponente dell´area ex An vicina al presidente della Camera Gianfranco Fini, chiama al tavolo della decisione finale l´Udc. «Credo che i tempi siano ormai maturi &#8211; spiega Bocchino &#8211; in settimana si arriverà a una definizione. Sia Caldoro che Lettieri sono due candidati eccellenti e per quanto mi riguarda anche due cari amici. La prima rappresenterebbe una soluzione più politica, la seconda un´apertura verso la società civile. Valuteremo anche insieme all´Udc», sottolinea Bocchino. Dunque le valutazioni del partito guidato a Roma da Pierferdinando Casini e in Campania da Ciriaco De Mita potrebbero essere determinanti per chiudere la partita. Spiega Bocchino: «Parliamo con tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>(di Dario Del Porto da la Repubblica Napoli)</strong></p>
<p>Il Pdl stringe i tempi nella scelta del candidato per la presidenza della Regione Campania. Tra domani pomeriggio e mercoledì si riunisce l´ufficio di presidenza del partito di Berlusconi che, dopo aver sciolto a favore di Renata Polverini il nodo del Lazio, si prepara a chiudere il cerchio anche in Campania. Due i nomi rimasti in lizza: il presidente dell´Unione industriali Gianni Lettieri, che sabato ha incassato il giudizio positivo del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, e l´ex ministro Stefano Caldoro.<br />
Italo Bocchino, vicecapogruppo a Montecitorio, principale esponente dell´area ex An vicina al presidente della Camera Gianfranco Fini, chiama al tavolo della decisione finale l´Udc. «Credo che i tempi siano ormai maturi &#8211; spiega Bocchino &#8211; in settimana si arriverà a una definizione. Sia Caldoro che Lettieri sono due candidati eccellenti e per quanto mi riguarda anche due cari amici. La prima rappresenterebbe una soluzione più politica, la seconda un´apertura verso la società civile. Valuteremo anche insieme all´Udc», sottolinea Bocchino. Dunque le valutazioni del partito guidato a Roma da Pierferdinando Casini e in Campania da Ciriaco De Mita potrebbero essere determinanti per chiudere la partita. Spiega Bocchino: «Parliamo con tutti i nostri potenziali alleati, a cominciare quindi da De Mita. Con l´Udc ragioniamo sui nomi, senza imporre questo o quel candidato». In attesa delle determinazioni dell´ufficio di presidenza, i due possibili concorrenti per la poltrona di governatore si muovono sotto traccia. La &#8220;benedizione&#8221; di Gianni Letta rappresenta certamente un punto a favore di Lettieri, rafforzato anche dalla positiva riuscita dell´operazione di salvataggio dell´Atitech. Caldoro, oltre a un ottimo rapporto personale con Berlusconi, nel cui terzo governo è stato ministro per l´Attuazione del programma, si è sentito spesso negli ultimi giorni con i vertici locali e nazionali dell´Udc. Bocchino, che nei mesi scorsi ha sbarrato con decisione la porta alla candidatura del coordinatore regionale del Pdl, Nicola Cosentino, tramontata dopo la richiesta d´arresto (poi respinta dalla Camera) avanzata dal pool anticamorra, non vuol sentir parlare di «aree che stoppano questo o quel nome. Nessuno ha intenzione di escludere qualcuno. Piuttosto &#8211; evidenzia il parlamentare &#8211; l´obiettivo comune è quello di individuare il candidato ideale per vincere le elezioni. Ormai siamo arrivati al momento in cui è opportuno procedere a una scelta. Ritengo che la regione sia pronta per un cambio di passo dopo un lunghissimo periodo di governo del centrosinistra, e sono sicuro che alla fine la Campania andrà al centrodestra».</p>
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