Un anno di battaglia per la legalità. Sementa: nessun miglioramento

8 novembre 2009

(di Giuseppe Letizia da Cronache di Napoli)

Luigi Sementa

Luigi Sementa

“Finché i napoletani non torneranno ad amare la città, la prevenzione e la repressione potranno fare ben poco. Deve cambiare la mentalità. Come un tossicodipendente può riprendersi in pochi giorni, ma deve tornare a voler bene al suo corpo. Noi continueremo a somministrargli dosi di metadone nella speranza che la salute della legalità prima o poi migliori”. Sono passati un anno e due mesi da quando il generale Luigi Sementa si è insediato a capo della polizia municipale di Napoli. Dopo 425 giorni molte cose sono cambiate. “Abbiamo ricompattato il corpo e dato nuovi stimoli al personale. Oggi gli agenti si muovono come poliziotti e non portano a spasso la divisa. Continueremo su questa strada per presentare la municipale in modo diverso. Ma non è finita qui”.
Quali risultati ha ottenuto in più di un anno di ispezioni, sequestri e arresti? “Beh, sono sotto gli occhi di tutti. Ogni giorno combattiamo per ridare un senso civico alla città. Ecco, quello che manca qui è il rispetto per il prossimo. Bisognerebbe partire da qui con una vasta campagna di sensibilizzazione”.
Quale atteggiamento la infastidisce di più? “Quello di chi prende una multa e lancia strali contro la municipale. E’ un iprocrita, perché è la stessa persona che due minuti prima gridava viva la legalità. Ma è più facile attaccare. E ho letto commenti strumentali su mancati verbali. Una volta c’era una foto su un giornale con un’auto parcheggiata male e la scritta: forse qui abita un vigile? Sono queste le cose che fanno male”.
Ma passiamo sul fronte legalità. Cosa è cambiato a Napoli dopo il suo insediamento? “L’illegalità non si combatte solo con la prevenzione e la repressione. Da sole non bastano. Ho avuto la conferma durante il mio primo anno di lavoro come comandante. Nei miei uffici ho elenchi con decine di migliaia di automobilisti napoletani che hanno preso centinaia di verbali e continuano a prendere multe regolarmente. Anche per le occupazioni di suolo è sistematico. La sera dopo il sequestro siamo punto e a capo. Molti pensano di far pagare il verbale ai clienti aumentando il tariffario. E’ l’atteggiamento che va cambiato”.
Ma allora si vedono o non si vedono miglioramenti? “Non ho notato cambiamenti nei comportamenti dei cittadini, nonostante lavoriamo a tappeto in ogni quartiere della città. Sa perché sono convinto che sia una questione di mentalità, direi di costume? Perché ho notato che non si tratta solo di classi meno abbienti, ma anche di categorie benestanti”.
Qualche esempio? “Quando in via Foria il 50 per cento dei motorini multati sul marciapiede è di professionisti, quando in via Tarsia ti girano i cartelli stradali dall’altra parte per non essere multati, capisci che è un modo comune di vivere dal Vomero ai bassi”.
Allora comandante cosa fare per rendere la città più vivibile? “Noi possiamo contribuire al progresso civile. Ma deve cambiare il modo di pensare dei napoletani. Serve più rispetto per gli altri, meno menefreghismo, maggior senso della legalità e soprattutto bisogna tornare ad amare la città. Napoli è come un tossico che può riprendersi in pochi giorni, ma deve avere la voglia di farlo. In questa direzione serve una forte campagna di sensibilizzazione che scuota le coscienze. Molto possono fare anche i giornali. Basterebbe un pochino di educazione in più, intesa come vivere sociale. Uno sforzo collettivo per rispettare le norme dello stare insieme senza cercare di sopraffare il vicino”.
Quali sono le sue direttive per raggiungere questi obiettivi: “Stiamo cercando di coinvolgere il più possibile la popolazione nella nostra attività quotidiana. Chiediamo ai napoletani di segnalarci irregolarità, abusi e ogni forma di illegalità. Abbiamo aperto uno sportello ad hoc. Lo scopo è duplice: sensibilizzarli verso il nostro operato, perché quando interveniamo su loro indicazione, si sentono partecipi e acquisiscono una forma mentis corretta sulla legalità. In secondo luogo i suggerimenti dei cittadini ci permettono di operare in tempo reale per casi già acclarati alla fonte. Devo dire che si è dimostrato un metodo vincente. Riceviamo tantissime segnalazioni ogni giorno”.
Pregi e difetti dei napoletani? “Ammiro tanto quelli che sentono la città come casa propria, che la vivono e vogliono migliorarla. Li apprezzo perché farebbero di tutto per cambiare volto alla loro terra. Sono quelli che abbassano la testa, quando un turista guarda una carta a terra. Poi ci sono gli Ipocriti e gli omertosi. Srotolano lo slogan ‘Fuitevenn a Napoli’ ad ogni occasione. Sono quelli a cui non importa nulla della città. Contro di loro combattiamo ogni giorno”.

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2 Responses to Un anno di battaglia per la legalità. Sementa: nessun miglioramento

  1. gianluca on 9 novembre 2009 at 01:23

    certo che nella espressione ” vigili urbani napoletani” ci sono almeno due termini del tutto inesatti:
    provate a indovinare!

  2. vincenzo on 9 novembre 2009 at 13:44

    dopo aver messo 2 paletti,<obiettivi da raggiungere (2010 ?)ordine e pulizia !!E ovvio perchè !!Dare 1 possibilità a persone meno fortunate di altri uomini,ovviamente tutti devono pagare un fitto dove dormire e comprare da mangiare !!!!E chiaro che repressione,sequestri multe non risolvono il problema dopo 1 anno;anzi il marasma aumenta..Esempio marcatino piazza GARIBALDI!!!prima togliere poi mettere…. un teatrino.TROVARE aree dove creare mercati (anche multietnico)con servizi e via via trasferire queste persone,prima chi è più disponibile,x i più duri,dopo provvede la cura al metadone del comandante.e chiaro che La prima azione la deve iniziare la politica,dopo inizia quella dei vigili x ripristinare ordine !!!La pulizia,altro discorso.Innalzare senso civico di tanti napoletani:utilizzare le emittenti locali, con spot martellanti !!I costi ? ovviamenti a chi amministra,comune di NAPOLI.

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