“Un’ arma puntata alla tempia del governo” il accuse di Saviano contro Cosentino

18 marzo 2010

(di Conchita Sannino da la Repubblica)

Roberto Saviano

Roberto Saviano

«La vicenda dei rifiuti è stato un grande affare. Per la destra e per la sinistra. E se un politico come Cosentino, indagato per i rapporti con i casalesi, gode di un tale ascolto a Roma è perché ha un’arma puntata alla tempia del governo: l’immondizia. Se vuole, può di nuovo riempire la regione di rifiuti».
Roberto Saviano parla del “suo” Mezzogiorno alla vigilia dello snodo elettorale, dei rifiuti che tornano sulle strade, delle collusioni della classe politica, delle liste compilate tradendo il codice etico. Ma anche delle «gigantesche responsabilità» del centrosinistra in Campania. Sono passati quattro anni dall’exploit di Gomorra. Saviano è un trentenne che riserva alla sua terra un’analisi durissima. E dolente. «L’unica speranza è che la diaspora dei laureati, che partono in maggior numero dalla Campania e dalla Sicilia, termini. Che i giovani tornino per unirsi alla parte sana del territorio». Uno sguardo senza veli. «La speranza del Rinascimento è ripiegata in Medioevo».
Saviano, partiamo da una contraddizione. Il governo rivendica la soluzione strutturale dell’emergenza, poi arriva un’inchiesta a raccontare che quello del termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa era un progetto in mano al clan dei casalesi, che coinvolgeva il sottosegretario campano, Nicola Cosentino, indagato per concorso in associazione mafiosa.
«Tutta la vicenda Cosentino è interna all’emergenza rifiuti. Infatti l’emergenza ha portato valanghe di denaro in Campania, i consorzi sono diventati strumenti di prebende, di gestione economica e occupazione del territorio. I clan e la politica si incontravano nei consorzi. Ci si chiede come mai un politico con queste pesanti accuse sia così tanto ascoltato da un primo ministro. Un politico che per tutti sarebbe pesante da tenere vicino. Ma la lettura che io faccio della vicenda è molto chiara. Nicola Cosentino ha un’arma che punta alla tempia del governo: i rifiuti. Cosentino ha il potere di far saltare l’equilibrio che ha permesso al governo di eliminare i rifiuti dalla Campania».
Il leader campano del Pdl eserciterebbe un tale potere di ricatto?
«Un politico come lui, nonostante debba risolvere questo problema, ed è giusto che lo risolva, perché ha tanto ascolto? La mia lettura è che potrebbe, in meno di 48 ore, far tornare la Campania nella crisi. Permettere un’altra volta alle strade di essere foderate di spazzatura. E questo, come immagine, sarebbe lo sgambetto che l’opposizione attende al governo Berlusconi».
Ci fu uno scandalo anche all’ente Provincia di Caserta, per il cui rinnovo si vota a fine marzo. L’ex giunta, governata dal Pd, aveva affidato lavori per grossi importi alla ditta riconducibile allo stragista dei casalesi, il killer Giuseppe Setola.
«Certo. Questo avviene in una regione dove la vicenda rifiuti, sia chiaro, è stato il grande affare di destra e sinistra, addirittura il grande affare che ha permesso la costruzione di una classe di imprenditori. E addirittura, io direi, di una classe di governo. La sinistra, che in questa regione governa da ben più di un decennio, ha avuto responsabilità gigantesche. Quella storia di Caserta è particolarmente grave. La ditta della famiglia Setola fece un salto di qualità con i lavori ottenuti dalla Provincia».
Vigilia delle regionali. Il codice etico è applicato ai candidati?
«No, la questione morale non si pone proprio, si usa solo quando può diventare un argomento che fa appeal. In Campania, come in Calabria e in Sicilia, senza l’appoggio delle organizzazioni, non si può vincere. Certo, ci sono stati politici che ce l’hanno fatta senza il sostegno dei clan, ma hanno avuto bisogno di uno slancio, di una società civile più attiva».
Allo snodo del 2010, nutre speranze per il sud?
«Il Rinascimento di memoria bassoliniana oggi si è compiuto in un Medioevo. Da campano e napoletano non ho alcuna fiducia nella classe dirigente campana. Spero possa esserci un azzeramento».
Non è disfattista, un inno alla mancanza di impegno?
«Forse sì. Ma mi sentirei falso a dire altro. L’unica speranza che ripongo è nel talento delle persone. L’unica speranza è immaginare che la diaspora dei laureati cessi, che loro tornino a unirsi alla parte sana del territorio». Roberto Saviano sorride amaro. «A volte, per darmi una speranza penso: tutti son o caduti, cadranno pure loro».

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3 Responses to “Un’ arma puntata alla tempia del governo” il accuse di Saviano contro Cosentino

  1. Giuseppe on 18 marzo 2010 at 10:34

    L’analisi di Saviano per quanto impietosa è condivisibile al 100%.
    In Campania l’emergenza rifiuti è stata l’occasione per far amalgamare un sistema politico-affaristico-malavitoso. I flussi di denaro hanno per certi versi sostituito nella funzione e nelle modalità di utilizzo quelli della vecchia Cassa per il Mezzogiorno. I consorzi di bacino hanno assolto alla funzione di ammortizzatori sociali, sono stati assunti soggetti per non far niente e messi nelle condizioni di non far niente. Il sistema elettorale vigente impone che le elezioni si vincono sopratutto con i voti dei Campani e, di conseguenza con il consenso della classe politica che si è affermata in questo contesto.

  2. Mario on 18 marzo 2010 at 15:41

    Saviano stavolta nn mi convince xkè a differenza di quanto fatto in Gomorra o in altri articoli in spiega come Cosentino possa determinare la mancata raccolta dei rifiuti. Quali sono gli strumenti che esercita? e su chi? il consorzio unico? le Province? gli enti locali? Mah! Aprezzo di + il Saviano che motiva le sue affermazioni sennò sono parole in libertà e da lui nn me l’aspetto proprio. Con affetto lo dico.

  3. giuseppina tommasielli on 19 marzo 2010 at 08:03

    è terribilmente vero, in questa regione senza l’aiuto dei clan non si può vincere, nè a destra nè a sinistra,è iniziato in questi giorni il mercato delle vacche alla borsa nera di secondigliano e del rione traiano il voto costa cinquanta o sessanta euro, è necessario che gli intellettuali di questa terra escano dai salotti e sostengano la campagna elettorale non di uno o più candidati ma provino a far crescere loa coscienza civile degli elettori/SUDDITI/CITTADINI CHE NON LEGGONO GOMORRA, NON VANNO SULLA RETE… ETC

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