Venti giorni di smog ogni mese e arrivano le nuove centraline

29 dicembre 2009

(di Ciro Pellegrino da Il Napoli)

Venti giorni al mese di smog, di polveri sottili e disagi: le centraline atmosferiche che ogni giorno vomitano numeri allarmanti e preoccupano la neo-mamma col neonato in strada, l’ambientalista rassegnato. E preoccupano anche gli assessori del Comune di Napoli, su cui pende una inchiesta giudiziaria, l’ennesima, stavolta per il mancato controllo del livello di veleni nell’aria. CÈ UN MA: a Napoli i 226 superamenti annui del livello di polveri sottili (la legge li limita ad un massimo di 35 all’anno, quindi sono quasi 8 volte in pi del consentito) sono avvolti da scetticismo sulla reale attendibilità dei dati. L’Arpac, Agenzia regionale di protezione ambientale, responsabile dei rilevamenti, da qualche tempo ha iniziato letteralmente a dare i numeri. Sul suo sito istituzionale ci sono gli stessi allarmanti dati di sempre. Al Comune vengono invece consegnati rileva- menti diversi. Perché? Lo spiega Gennaro Nasti, assessore all’Ambiente dell’Amministrazione di Rosa Russo lervolino: «Prima bastava che una sola delle centraline dislocate in città superasse i livelli previsti dalla legge per dichiarare lo sforamento in tutta la città. Ora non è più così. Succede come in tutte le altre città d’Italia, ovvero i rilevamenti vengono valutati uno per uno». MA NON È SOLO QUESTO il problema della misurazione dello smog all’ombra del Vesuvio. «Quando piove – dice Nasti – le polveri si abbattono e il loro livello crolla naturalmente. A Napoli stando agli strumenti non accade: abbiamo le polveri impermeabili?». Insomma, quest’enigma avrà presto la sua risoluzione con nuove centrali- ne. Il Napoli è in grado di anticipare il piano che sarà illustrato all’inizio del 2010 al Comune. Anzitutto, cambieranno le centraline, poche e maldislocate sul territorio partenopeo. Alcune – a quanto si apprende – non rispetterebbero i criteri di posizionamento stabiliti dalla legge in materia (ad una certa altezza dalla strada, a particolare distanza dalle fonti di inquinamento). Senza contare che si tratta di sensori di vecchia generazione, probabilmente a questo punto inadatti a rilevare con precisione tutti gli inquinanti presenti nell’aria di Napoli. All’ombra del Vesuvio per conto dell’Agenzia regionale ambientale funzionano solo 9 macchinari. Probabilmente troppo pochi per valutare con efficacia la situazione di una metropoli di un milione d’abitanti.

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