Via Orazio, il boss della porta accanto stimato dai vicini
Nel suo passato anche summit con Riina
(di Ste. Pie. da il Corriere del Mezzogiorno)
La «mente finanziaria » del clan Nuvoletta si nascondeva a via Orazio 31, nel lussuoso Parco Mirella, dove i suoi vicini lo credevano un ricco ereditiero. Basta confrontare due foto del superlatitante, ricercato da sei anni, per capire fino a che punto la sua trasformazione potesse ingannare chiunque.
Luigi Esposito, fra i trenta latitanti più pericolosi d’Italia, considerato fino al punto di partecipare negli anni ’80 ad un summit con Totò Riina, nel frattempo era diventato «Fabrizio Caliendo», un distinto signore in giacca e cravatta salutato e rispettato da tutti gli abitanti del parco. «E’ entrato anche in casa mia — racconta una residente — per darmi le condoglianze, recentemente, quando è scomparso mio marito. Restava nel suo appartamento tutta la giornata, senza mai andare a lavorare: pensavamo vivesse di rendita». La donna, a conti fatti, non è tanto lontana dalla realtà. Esposito aveva una disponibilità economica tutt’altro che indifferente, visto anche il tenore di vita che conduceva. Nella casa in cui viveva da almeno un anno e mezzo, i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli hanno rinvenuto costosi sigari Cohiba, diverse bottiglie di brandy Cardenal Mendoza, arredi di un certo pregio. Il boss leggeva Sepulveda, Incontro d’amore in un paese di guerra , e Oscar Wilde, De Profundis . E qualcuno lo chiamava professore.
Nel frattempo, le forze dell’ordine lo cercavano per via di un’ordinanza della Procura di Napoli che parla di associazione di stampo mafioso, produzione e traffico di stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori. Esposito, secondo i militari dell’Arma era «braccio destro e amico fidato del padrino Angelo Nuvoletta». La sentenza di condanna emessa il 26 ottobre 2006 gli impone nove anni di reclusione. Nel 2003 la magistratura italiana, in collaborazione con quella spagnola, ha scoperto che Luigi Esposito aveva costruito, per conto del clan Nuvoletta, un villaggio turistico a Tenerife, nelle isole Canarie, pubblicizzato anche su internet. Nel successivo 2005, con provvedimento di sequestro emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Napoli su proposta della Dia, a Esposito venne sequestrato un patrimonio stimato in un milione e mezzo di euro: immobili di lusso, quote societarie, una ditta operante nel settore della cartolibreria con sede a Marano, un’azienda con sede a via Petrarca e veicoli di grossa cilindrata.
Mentre la magistratura aggrediva il suo patrimonio finanziario, Luigi Esposito, detto «Luigi ’e Celeste», viveva accanto ai vip di Posillipo, giudici, avvocati, imprenditori. Ai carabinieri che hanno fatto irruzione in casa sua, ha detto «calma, calma, non c’è alcun problema, vengo con voi. Sapevo che prima o poi sarebbe accaduto». Complimenti all’Arma per l’operazione svolta sono giunti dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ha espresso le proprie congratulazioni «alle forze dell’ordine e alla magistratura campana che si battono senza sosta contro la criminalità organizzata». Insieme col boss i militari hanno arrestato per favoreggiamento Pasquale Iorio, un 26enne di Marano (zona dove il clan esercita prevalentemente la propria azione) trovato nell’appartamento con Esposito.
«Sei il papà più speciale del mondo, ti voglio tanto tanto tanto bene. Volevo dirti che mi manchi tanto. Spero che staremo sempre insieme». E’ la lettera, ancora sul tavolo della cucina, scritta dal figlioletto di 11 anni al boss trasformista.

