Voci di arresto, il paese si divide “I clan hanno bisogno della politica”

8 novembre 2009

(di Raffaele Sardo da la Repubblica Napoli)

«Vogliono arrestare Nicola Cosentino perché sarebbe un uomo legato al clan dei casalesi? Lo sento dire da anni. Se così fosse, non capisco perché lo hanno fatto anche sottosegretario. Per quanto mi riguarda io non ci ho mai creduto. Per me sono tutte fesserie».
È un uomo anziano a parlare. Cappello in testa, faccia bruciata dal sole, tipica di chi ha lavorato per anni nei campi dei “Mazzoni”. È seduto su una panchina in piazza Villa, lungo il corso principale di Casal di Principe. Intorno a lui anche altri vecchietti. C´è chi acconsente e dice: «Bravo!». Ma ce anche chi scuote la testa. «Penso che non bisogna nascondersi dietro a un dito» gli risponde quello seduto di fronte. «I camorristi hanno sempre avuto bisogno della politica. Non so se Cosentino è davvero quello che dicono i pentiti. Ma non bisogna sottovalutare niente». Più in là, lungo il corso Umberto, direzione di Villa Literno, proprio a poche centinaia di metri da dove abita la famiglia Cosentino, due signore sulla quarantina escono da un negozio di ferramenta. «Per me Cosentino è un uomo che a Casale ha dato tanto – fa la prima – Forse c´è chi non lo vuole far candidare a presidente della Regione. Ma sono tutti giochi politici, perciò mettono in mezzo la camorra». «Io ho votato sempre per il suo partito – aggiunge l´altra signora – E dico che se hanno le prove di quello che raccontano i pentiti che lo accusano, allora vadano avanti. Ma altrimenti non si può andare avanti con uno stillicidio contro una persona solo perché è di Casal di Principe».
A piazza Mercato, invece, nei pressi del Municipio, i giudizi sono meno favorevoli a Cosentino. Due ragazzi in una Smart: «Arrestano Cosentino? A noi non toglie e non mette niente. Si sono tutti arricchiti sulle spalle di noi casalesi e poi non si fanno più vedere». «Io ho partecipato anche alla lotta contro l´inceneritore a Santa Maria la Fossa – fa l´altro ragazzo – abbiano passato nottate intere in mezzo alle campagne, e se fossero vere le cose che hanno detto i pentiti, altro che mandarli in galera». Poco più in là, vicino alla sede dell´associazione Libera, c´è anche l´ex sindaco, Renato Natale: «La magistratura faccia presto chiarezza su questa vicenda di Cosentino. E una volta accertate le responsabilità, vada fino in fondo. Oggi più che mai c´è bisogno di chiarezza nella lotta alla camorra. Quella stessa chiarezza – aggiunge – che dovrebbero avere i sindaci di questo territorio che prima firmano documenti per la legalità davanti alle telecamere e poi non si costituiscono parte civile ai processi».
Intanto domani mattina, a Castel Volturno, si ricorderà Miriam Makeba. “Mama Africa”, l´artista sudafricana, che proprio un anno fa morì nel comune domiziano durante un concerto contro la contro camorra e il razzismo. L´iniziativa si terrà nel teatro Bristol di Pinetamare (Villaggio Coppola) alle 10. Alle 12.30, poi, in via Vasari a Baia Verde si terrà la cerimonia di inaugurazione del monumento dedicato oltre che a Miriam Makeba, ai 6 ghanesi e a Domenico Noviello, vittime della camorra.

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3 Responses to Voci di arresto, il paese si divide “I clan hanno bisogno della politica”

  1. ANTONIO on 9 novembre 2009 at 16:23

    L’on. Cosentino è una persona per bene come lo è anche la sua famiglia,in questi mesi si è detto un pò di tutto sul suo conto,sono solo chiacchiere e falsità, da tempo vuole chiarire la sua posizione con i magistrati,il quale continuano a dire che non hanno elementi per ascoltarlo,il chè fa comodo ai cronisti giudiziari della sinistra per metterlo sulla graticola tutti i giorni, gli si vuole barrare la strada soprattutto da parte di quella componente del pdl (ex an) che non hanno digerito la sua discesa in campo. In poche parole “Gelosia di mestiere”. Nicola non mollare siamo tutti con te.

  2. carmine on 9 novembre 2009 at 18:00

    1 a 1.Che Cosentino sia una persona perbene lo dice Antonio. Che affermi che siamo tutti con lui non è vero. Tantissimi tra cui io non lo siamo. Perciò se molla fa bene. Almeno siamo 1 a 1.

  3. Mack Sennett on 10 novembre 2009 at 14:26

    Congratulazioni ANTONIO, ti sei meritato sul campo il titolo ufficiale di schiattamuorto politico di Cosentino. Felicitazioni.

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