Ragionando con pacatezza. Nel 1993 volevate mettere in galera l’Amor nostro. Nel
1994 pure. Bei tempi, mi ricordo, Travaglio non c’era ancora, Giuseppe D’Avanzo
su Repubblica raccontava solo fatti, e non so chi gli rispondesse, all’occhio,
Beppe, perché non sempre i fatti sono la verità. Nel 1995 volevate rimetterlo in
galera. Riassumendo. Quindici anni di opposizione politica, compresa la
giornalistica, quantunque d’antàn, e si trattò di questo: falsa testimonianza
sulla P2, falso in bilancio sui terreni di Macherio, All Iberian, altri
finanziamenti a Craxi, Sme-Ariosto1, tangenti alla Gdf, tangenti purchessia,
Medusa cinematografica, Sme-Ariosto 2, falso in bilancio sui bilanci Fininvest,
falso in bilancio sul consolidato Fininvest, corruzione giudiziaria, tangenti a
David Mills, corruzione per attrici Rai, falso in bilancio per diritti
televisivi, per Lentini il calciatore, concorso esterno in associazione mafiosa,
concorso interno, concorso secante, parallelo, perpendicolare, stragi di Roma e
Firenze (ti ricordi, Beppe?) , traffico di droga con Marcello Dell’Utri, di
donne, forse, più sgancio di bombe su Hiroshima e Nagasaki. Bè, 13 e 14 aprile.
E Massimo Giannini, carriera di D’Avanzo a parte, si stupisce che sia nato uno
statista?
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